Seoul Philharmonic Orchestra all’Auditorium Parco della Musica — 10 maggio 2027
La Seoul Philharmonic Orchestra, diretta dal suo direttore musicale Jaap van Zweden, suona all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone lunedì 10 maggio 2027 alle 20:00, nella Sala Santa Cecilia, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma), con il pianista Jaehong Park. In programma il Concerto per pianoforte n. 3 di Rachmaninov e la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij. Il concerto è fuori abbonamento, nel cartellone dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. I prezzi pubblicati dall'Accademia sono 50 euro nel settore I, 40 euro nel settore II e 25 euro nel settore III. Dal centro si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro; da Termini c'è l'autobus 910. Gli unici rivenditori autorizzati indicati dall'Accademia sono il circuito di prevendita ufficiale, il botteghino dell'Auditorium e quello di via Vittoria 6.

Una delle orchestre più antiche della Corea del Sud, la prima orchestra asiatica a firmare un contratto discografico di questa portata con Deutsche Grammophon, e un direttore olandese che a diciannove anni era già primo violino del Concertgebouw di Amsterdam: per una sera la Sala Santa Cecilia ospita la musica sinfonica di Seoul, con due dei titoli più amati del repertorio russo.
Seoul Philharmonic a Roma: data, programma e biglietti
La Seoul Philharmonic Orchestra suona nella Sala Santa Cecilia lunedì 10 maggio 2027 alle 20:00, in un concerto fuori abbonamento dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Il programma
La prima parte è affidata al Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in re minore op. 30 di Sergej Rachmaninov, con Jaehong Park al pianoforte; la seconda alla Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il'ič Čajkovskij. Due partiture russe fra le più eseguite al mondo.
I prezzi
L'Accademia pubblica tre fasce: settore I a 50 euro, settore II a 40 euro, settore III a 25 euro. Per un'orchestra internazionale in tournée sono cifre contenute, in linea con i concerti della stagione.
Dove si comprano i biglietti
Gli unici rivenditori autorizzati indicati dall'Accademia sono i punti vendita del circuito di prevendita ufficiale, il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica e quello di via Vittoria 6. L'Accademia avverte di non assumersi responsabilità per maggiorazioni applicate da venditori non autorizzati.
Contatti
L'infoline dell'Accademia è lo 06 8082058; gli indirizzi sono info@santacecilia.it e biglietteria@santacecilia.it. Le avvertenze generali per il pubblico, dall'ingresso in sala ai minori, sono pubblicate sul sito dell'Accademia. Conviene leggerle prima di acquistare, soprattutto se si viene con ragazzi o con persone che hanno esigenze particolari.
Il programma: Rachmaninov e Čajkovskij
Il concerto mette in fila due capolavori del tardo romanticismo russo: il Terzo concerto per pianoforte di Rachmaninov, del 1909, e la Quinta sinfonia di Čajkovskij, del 1888.
Il Rach 3
Il Concerto n. 3 in re minore, composto nel 1909 nella tenuta di famiglia di Ivanovka, è una delle pagine più note del repertorio per pianoforte e orchestra e, secondo molti, fra le più difficili correntemente eseguite: richiede una tecnica virtuosistica solidissima e molta resistenza, con il pianoforte presente quasi senza sosta per una quarantina di minuti. Il grande pubblico lo conosce come Rach 3, soprannome reso popolare dal film Shine del 1996.
New York, 1909
Rachmaninov lo scrisse in vista della prima tournée negli Stati Uniti, e non avendo tempo di esercitarsi in Russia si portò sulla nave una tastiera muta. La prima esecuzione fu a New York il 28 novembre 1909, con il compositore al pianoforte e la New York Symphony Orchestra diretta da Walter Damrosch; poche settimane dopo lo suonò con Gustav Mahler sul podio. La fama arrivò negli anni successivi grazie a Vladimir Horowitz.
La Quinta di Čajkovskij
La Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 fu composta nel 1888 ed eseguita per la prima volta il 17 novembre dello stesso anno. Si regge su un tema che attraversa tutti e quattro i movimenti e che, nella lettura tradizionale, rappresenta il destino: cupo nell'introduzione affidata al clarinetto, trasfigurato nel finale in tonalità maggiore.
Il corno e il valzer
Il secondo movimento si apre con il celebre assolo del corno, una delle melodie più note di Čajkovskij; il terzo è un valzer, il movimento più breve, che richiama il mondo dei suoi balletti. Nel finale, secondo le parole del compositore, il tema è la Provvidenza: l'ansia davanti al fato si trasforma in un calore quasi mistico.
Chi è la Seoul Philharmonic Orchestra
La Seoul Philharmonic Orchestra è l'orchestra della città di Seoul e una delle più antiche della Corea del Sud: dal 2005 è una fondazione autonoma e dal gennaio 2024 il suo direttore musicale è Jaap van Zweden.
Le origini
Sulla data di nascita le fonti non concordano: l'enciclopedia indica sia il 1945 sia il gennaio 1948, con il concerto inaugurale del febbraio 1948 diretto da Seong-Tae Kim, e l'orchestra ha celebrato gli ottant'anni nel 2025. Durante la guerra di Corea l'attività si interruppe e riprese con il nome di Naval Symphony Orchestra; nel 1957 un'ordinanza del consiglio metropolitano ne fece l'orchestra della città, la prima orchestra coreana finanziata da un ente pubblico.
Le tournée
La prima tournée all'estero fu in Giappone nel 1965; seguirono il Sud-est asiatico nel 1977, gli Stati Uniti nel 1982, nel 1986 e nel 1996, l'Europa nel 1988, prima delle Olimpiadi di Seoul, e Pechino nel 1997. Nel 2014, con Myung-Whun Chung, l'orchestra ha debuttato ai BBC Proms di Londra.
L'era di Myung-Whun Chung
Rifondata nel 2005, l'orchestra affidò la direzione musicale a Myung-Whun Chung, che la diresse fino al dicembre 2015. In quegli anni la Seoul Philharmonic firmò con Deutsche Grammophon, nel 2011, un contratto per dieci album in cinque anni, il primo di questa portata per un'orchestra asiatica. Dopo Chung sono venuti Osmo Vänskä, dal 2020 al 2022, e Jaap van Zweden, dal 2024.
La musica contemporanea
Secondo il Los Angeles Times, la Seoul Philharmonic ha la reputazione di eseguire più musica nuova di qualunque altra grande orchestra asiatica. Dal 2006 al 2018 la compositrice Unsuk Chin è stata compositrice in residenza e ha diretto la serie Ars Nova, con circa cento prime coreane fino al 2011 di autori come Webern, Stravinskij, Messiaen, Cage, Scelsi, Ligeti e Boulez; il disco con la musica di Chin ha vinto un International Classical Music Award e un BBC Music Magazine Award.
Chi è Jaap van Zweden
Jaap van Zweden è un direttore d'orchestra e violinista olandese nato ad Amsterdam il 12 dicembre 1960: oggi è direttore musicale della Seoul Philharmonic e, dalla stagione 2026-2027, dell'Orchestre Philharmonique de Radio France.
Il violino
Comincia a studiare violino a cinque anni, incoraggiato dal padre pianista; a quindici vince il concorso Oskar Back, che gli apre le porte della Juilliard School, dove studia con Dorothy DeLay. Nel 1979, a diciannove anni, diventa primo violino dell'Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam, il più giovane di sempre in quel ruolo.
Il podio
Comincia a dirigere dopo che Leonard Bernstein lo invita a condurre una prova d'orchestra a Berlino; diventa direttore a tempo pieno nel 1997. In Olanda dirige l'Orkest van het Oosten, la Residentie Orkest dell'Aia, con cui incide l'integrale delle sinfonie di Beethoven, e la Radio Filharmonisch Orkest; in Belgio l'Orchestra Sinfonica di Anversa.
Dallas, Hong Kong, New York
Dal 2008 al 2018 è direttore musicale della Dallas Symphony, dal 2012 al 2024 della Hong Kong Philharmonic, dal 2018 al 2024 della New York Philharmonic, di cui ha diretto l'ultimo concerto nel luglio 2024. Dal gennaio 2024 è a Seoul, con un contratto iniziale di cinque anni.
La fondazione Papageno
Nel 2000, con la moglie, l'artista Aaltje van Zweden, ha creato la fondazione Papageno, che offre musicoterapia ai bambini autistici.
Una curiosità sulla Seoul Philharmonic Orchestra all'Auditorium Parco della Musica — 10 maggio 2027
La curiosità più bella lega l'orchestra coreana alla sala che la ospita. La Sala Santa Cecilia fu inaugurata il 21 dicembre 2002 con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-Whun Chung. Tre anni dopo, nel 2005, lo stesso Chung divenne direttore musicale della Seoul Philharmonic, che diresse per dieci anni, fino al debutto ai Proms di Londra e al contratto con Deutsche Grammophon. L'orchestra di Seoul suona dunque in una sala che il suo direttore storico ha tenuto a battesimo.
La seconda curiosità è un filo che passa da New York. Rachmaninov suonò il suo Terzo concerto, poche settimane dopo la prima, con Gustav Mahler sul podio, allora direttore musicale della New York Philharmonic; più di un secolo dopo, dal 2018 al 2024, lo stesso incarico è stato di Jaap van Zweden, che a Roma dirige il concerto.
La terza riguarda il pop. Nel 2020 la Seoul Philharmonic ha fondato con SM Entertainment l'etichetta SM Classics, dedicata a versioni orchestrali di brani del K-pop, e nel febbraio 2025 ha presentato con SM un concerto di K-pop con orchestra dal vivo, annunciato come il primo al mondo. Un'orchestra sinfonica di tradizione che parla anche ai ragazzi del proprio tempo.
La Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica
La Sala Santa Cecilia è la più grande delle sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002.
Il soffitto di ciliegio
Il soffitto è formato da 26 gusci in legno di ciliegio americano, ciascuno di circa 180 metri quadrati. La sala funziona come una cassa armonica, con una galleria che corre tutto intorno, anche dietro l'orchestra. Il tempo di riverberazione è di 2,2 secondi, un valore raro in Italia, adatto alle masse sonore di una sinfonia di Čajkovskij.
Dove sedersi
Chi conosce la sala sa che l'intensità del suono sembra calare fino alla decima fila e poi restare costante: non serve sedersi a ridosso del palco. Per il concerto di Rachmaninov, i posti in galleria laterale sul lato della tastiera permettono di vedere le mani del pianista; per la sinfonia, la platea centrale resta la scelta più equilibrata.
Gli scarabei di Renzo Piano
Dall'esterno le sale sembrano grandi scarabei rivestiti di piombo su basi di mattoni, disposti a raggiera intorno alla cavea intitolata a Luciano Berio. Piano vinse il concorso nel 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM e con il paesaggista Franco Zagari.
Una cosa che non ti dice nessuno sulla Seoul Philharmonic Orchestra all'Auditorium Parco della Musica — 10 maggio 2027
Quello che non si dice è che la Sala Santa Cecilia è costruita su un piano molto rialzato rispetto al terreno, perché nel sottosuolo sono emersi i resti di una villa romana, e che le gallerie si raggiungono con due soli ascensori. Chi ha un posto in galleria e difficoltà con le scale deve arrivare con largo anticipo.
La seconda cosa riguarda i prezzi. Un concerto di un'orchestra ospite internazionale, con un direttore che è stato alla testa della New York Philharmonic, costa qui fra i 25 e i 50 euro: meno di molti concerti pop nella stessa sala. Il settore III, a 25 euro, è una delle occasioni più convenienti della primavera per ascoltare una grande orchestra dal vivo.
Terza: il parcheggio interno dell'Auditorium ha posti limitati e tariffe care, e viale Pietro de Coubertin è chiuso alle auto nel tratto dell'ingresso. A metà maggio, poi, il quadrante nord è quello degli Internazionali di tennis al Foro Italico, dall'altra parte del Tevere: la macchina è la scelta peggiore.
Come arrivare all'Auditorium Parco della Musica
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 982, 168 e 53: la metropolitana non arriva fin qui, la stazione più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2 lungo via Flaminia. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraversando il Villaggio Olimpico.
Autobus 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e porta all'Auditorium senza cambi. Per chi arriva in treno o alloggia vicino alla stazione è la soluzione più lineare.
Le altre linee
Il 53 collega piazza Mancini e il centro; il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade e dalla stazione Quattro Venti; il 168 viene dalla stazione Tiburtina ed è una linea feriale, utilizzabile il lunedì. Per gli orari del ritorno conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti.
In auto
Viale Pietro de Coubertin è chiuso al traffico nel tratto dell'Auditorium; il parcheggio interno è a pagamento e ha pochi posti. Nelle sere di concerto le auto invadono le strade del Villaggio Olimpico: meglio il tram.
Il consiglio che ti do per visitare la Seoul Philharmonic Orchestra all'Auditorium Parco della Musica — 10 maggio 2027
Il consiglio è di ascoltare prima una registrazione storica del Terzo di Rachmaninov: quella del compositore con la Philadelphia Orchestra e Eugene Ormandy, incisa fra il 1939 e il 1940, o una di Horowitz, che del concerto fece un cavallo di battaglia. Conoscere la partitura aiuta a seguire la lunga cadenza del primo movimento, di cui Rachmaninov scrisse due versioni, una più leggera e una più densa: sentire quale sceglie il solista è uno dei piaceri della serata.
Il secondo consiglio riguarda il posto. Per il concerto conviene la galleria laterale dal lato della tastiera, per vedere le mani del pianista; chi preferisce l'equilibrio orchestrale della sinfonia scelga la platea centrale oltre la decima fila. Con tre soli settori e prezzi contenuti, il settore II a 40 euro è a nostro giudizio il miglior compromesso.
Il terzo è di arrivare presto. È un lunedì sera: si esce dall'ufficio, si prende la metro fino a Flaminio e il tram fino all'Auditorium, si mangia qualcosa al bar del foyer e si entra in sala senza correre, lasciando il tempo di guardare il soffitto di ciliegio prima che le luci si spengano.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Terzo concerto di Rachmaninov è uno dei più difficili del repertorio. Si cita molto meno che Józef Hofmann, il grande pianista a cui è dedicato, non lo suonò mai in pubblico: le mani di Rachmaninov erano molto grandi e agili, e il concerto era scritto su misura per esse, tanto che il compositore lo trovava più facile del Secondo. Una partitura dedicata a un virtuoso che non la eseguì.
Un secondo fatto poco citato riguarda la storia delle incisioni: la prima registrazione del Terzo fu fatta nel 1930 da Vladimir Horowitz con la London Symphony Orchestra diretta da Albert Coates, e nel 1958 Van Cliburn lo suonò al concorso internazionale Čajkovskij, vincendo il primo premio. Il concerto di Rachmaninov e il nome di Čajkovskij, uniti nel programma romano, erano già uniti in quella vittoria.
Il terzo riguarda Jaap van Zweden: prima di essere uno dei direttori più richiesti del mondo è stato, a diciannove anni, il più giovane primo violino della storia del Concertgebouw di Amsterdam. Chi lo vede sul podio vede un violinista che ha imparato a dirigere osservando i grandi direttori passati da quell'orchestra.
La foto giusta da fare alla Seoul Philharmonic Orchestra all'Auditorium Parco della Musica — 10 maggio 2027
La foto giusta si fa prima del concerto, dall'alto della cavea, con gli scarabei di Renzo Piano che riflettono le ultime luci di una sera di maggio. Se riuscite a includere l'ingresso della Sala Santa Cecilia con il pubblico che entra, la foto racconta la serata meglio di un ritratto.
Una seconda inquadratura vale la pena dalla terrazza sui resti della villa romana fra le sale: l'antico e il contemporaneo nello stesso fotogramma. Dentro la sala, prima dell'inizio e se il personale lo consente, lo scatto da fare è verso l'alto, sui 26 gusci di ciliegio del soffitto.
Durante il concerto il telefono resta spento: in una sala così sensibile ogni scatto si sente, e nel silenzio prima dell'assolo di corno della Quinta anche uno schermo acceso diventa un disturbo. Il momento giusto è l'applauso finale, se il personale lo consente.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Durante la costruzione dell'Auditorium emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo, sorta sul luogo di una fattoria del VI secolo: la scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due delle sale verso ovest. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione: nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, e per oltre sessant'anni Roma restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, nel 1993 Piano vinse il concorso. Il 21 aprile 2002 aprirono la Sala Sinopoli e la Sala Petrassi; il 21 dicembre 2002 fu inaugurata la Sala Santa Cecilia con Myung-Whun Chung sul podio.
Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia; dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma; nel 2020 il consiglio comunale ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone. Una sala nata con un direttore coreano accoglie, ventiquattro anni dopo, l'orchestra che quel direttore ha portato sulla scena internazionale.
Chi è passato dalla Seoul Philharmonic Orchestra all'Auditorium Parco della Musica — 10 maggio 2027
La Sala Santa Cecilia ha avuto ospiti di peso fin dal primo giorno: il concerto inaugurale del 21 dicembre 2002 fu diretto da Myung-Whun Chung. Da allora la sala è la casa dell'Orchestra dell'Accademia e dei suoi direttori, da Antonio Pappano a Daniel Harding, e dei grandi solisti della stagione, da Evgeny Kissin in giù.
In questa stagione, oltre alla Seoul Philharmonic, passano dalla sala Kirill Petrenko con l'Orchestra di Santa Cecilia, Joe Hisaishi e, pochi giorni dopo i coreani, dal 13 al 17 maggio, Pagliacci di Leoncavallo diretto da Daniel Harding. Il quadro completo è nella stagione 2026/2027 di Santa Cecilia.
Dalla storia della Seoul Philharmonic passano Myung-Whun Chung, Osmo Vänskä, Thierry Fischer, Markus Stenz, Unsuk Chin, e musicisti coreani come Kyung-Wha Chung, Kun-Woo Paik e Dong-Suk Kang, cresciuti anche grazie ai suoi concerti. Dalla carriera di van Zweden passano Leonard Bernstein, Dorothy DeLay e le orchestre di Amsterdam, Dallas, Hong Kong e New York. Il 10 maggio 2027 passa dalla Sala Santa Cecilia l'orchestra che il direttore della sua serata inaugurale ha portato fino ai Proms di Londra.
Come organizzare la serata del 10 maggio
Il concerto della Seoul Philharmonic cade di lunedì, alle 20:00: una serata feriale che si organizza bene con un po' di anticipo, fra lavoro, trasporti e cena.
Dall'ufficio all'Auditorium
Chi lavora in centro può uscire verso le 18:30, prendere la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino a Flaminia/Reni o Apollodoro, con il tempo per un caffè o un panino al bar del foyer prima dell'inizio. Il 168, linea feriale, è un'alternativa per chi parte dalla zona di Tiburtina.
Prima parte e intervallo
Il programma è diviso in due parti, il concerto di Rachmaninov e la sinfonia di Čajkovskij: se fra le due è previsto un intervallo, è il momento giusto per sgranchirsi le gambe sulla terrazza affacciata sulla villa romana.
Il rientro
Il concerto si chiude in tarda serata. Per il ritorno conviene controllare in anticipo gli orari del tram e dei bus serali, oppure prenotare un taxi; chi cena dopo il concerto trova a Ponte Milvio l'offerta più ampia.
Accessibilità e informazioni pratiche
La Sala Santa Cecilia è rialzata rispetto al terreno e le gallerie si raggiungono con due soli ascensori: chi ha esigenze di accessibilità deve contattare in anticipo la biglietteria dell'Accademia, allo 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it.
Mobilità ridotta
Conviene arrivare con largo anticipo e chiedere subito al personale il percorso con ascensore: in una sala da 2.756 posti, nei minuti che precedono l'inizio gli ascensori diventano un collo di bottiglia.
Con i ragazzi
La Quinta di Čajkovskij, con il suo valzer e il finale trionfale, è una delle sinfonie più adatte a chi si avvicina alla musica classica; il Terzo di Rachmaninov affascina i ragazzi che studiano pianoforte. Il concerto è un lunedì sera: le regole di accesso per i minori sono nelle avvertenze dell'Accademia.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma del Novecento in cui l'architettura contemporanea dialoga con il verde.
Il Villaggio Olimpico e il Flaminio
Il Villaggio Olimpico è il quartiere che si attraversa a piedi dal tram. Poco lontano ci sono il MAXXI, l'altra grande architettura contemporanea della città, e il Teatro Olimpico.
Verso il Tevere
Dall'Auditorium si scende verso il fiume e il Ponte della Musica, che collega il Flaminio al Foro Italico; più a nord, oltre piazza Mancini, c'è Ponte Milvio.
Verso il centro
Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio e a piazza del Popolo, da cui cominciano Villa Borghese e il Tridente.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar-ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva direttamente dal lavoro.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. Il lunedì alcuni locali sono chiusi per riposo: conviene verificare e prenotare.
Ponte Milvio
Chi preferisce cenare dopo il concerto trova l'offerta più ampia a Ponte Milvio, a pochi minuti, dove i locali restano aperti fino a tardi.
Metà maggio a Roma: musica, opera e tennis
Il concerto della Seoul Philharmonic cade in una delle settimane più ricche dell'anno per chi ama la musica a Roma.
L'opera
Dal 13 al 17 maggio l'Accademia presenta all'Auditorium Pagliacci diretto da Daniel Harding; dal 14 al 22 maggio il Teatro dell'Opera mette in scena Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Šostakovič, un altro capolavoro russo.
Il tennis
Fino al 16 maggio, dall'altra parte del Tevere, si giocano gli Internazionali BNL d'Italia 2027: chi è a Roma per il torneo può raggiungere l'Auditorium a piedi attraverso il Ponte della Musica.
Domande frequenti sulla Seoul Philharmonic a Roma
Quando suona la Seoul Philharmonic Orchestra a Roma?
La Seoul Philharmonic Orchestra suona a Roma lunedì 10 maggio 2027 alle 20:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in un concerto fuori abbonamento dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Chi dirige la Seoul Philharmonic all'Auditorium?
Il concerto della Seoul Philharmonic all'Auditorium è diretto da Jaap van Zweden, direttore musicale dell'orchestra dal 2024 e già direttore musicale della New York Philharmonic. Al pianoforte c'è Jaehong Park.
Che cosa suona la Seoul Philharmonic a Roma?
La Seoul Philharmonic esegue a Roma il Concerto per pianoforte n. 3 di Rachmaninov, con Jaehong Park solista, e la Sinfonia n. 5 di Čajkovskij.
Quanto costano i biglietti per la Seoul Philharmonic?
I biglietti per la Seoul Philharmonic all'Auditorium costano 50 euro nel settore I, 40 euro nel settore II e 25 euro nel settore III, secondo l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Dove si comprano i biglietti?
I biglietti per la Seoul Philharmonic si comprano soltanto dai rivenditori autorizzati dall'Accademia di Santa Cecilia: il circuito di prevendita ufficiale, il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica e quello di via Vittoria 6. Infoline 06 8082058.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
All'Auditorium Parco della Musica si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino a Flaminia/Reni o Apollodoro. Da Termini c'è l'autobus 910 senza cambi; passano anche il 53, il 982 e, nei giorni feriali, il 168.
Perché il Terzo di Rachmaninov si chiama Rach 3?
Il Concerto per pianoforte n. 3 di Rachmaninov, in programma con la Seoul Philharmonic, è noto al grande pubblico come Rach 3: il soprannome è diventato popolare dopo il film Shine del 1996, sulla storia del pianista David Helfgott.
Che cosa significa fuori abbonamento?
Il concerto della Seoul Philharmonic è indicato dall'Accademia di Santa Cecilia come fuori abbonamento: non fa parte dei turni della stagione sinfonica, e i biglietti si comprano singolarmente, anche da chi non è abbonato, ai prezzi di 50, 40 e 25 euro.
Il consiglio finale sulla Seoul Philharmonic all'Auditorium
Un'orchestra coreana cresciuta con il direttore che inaugurò la Sala Santa Cecilia, un direttore che a diciannove anni era primo violino del Concertgebouw ed è stato direttore musicale della New York Philharmonic, il concerto più temuto dai pianisti e una delle sinfonie più amate di Čajkovskij, a prezzi fra 25 e 50 euro: il 10 maggio è una delle serate sinfoniche più interessanti della primavera romana. Il consiglio è di comprare dai rivenditori autorizzati, scegliere il settore II, arrivare in tram e ascoltare prima il Rach 3 di Horowitz.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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