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Pagliacci di Leoncavallo diretto da Daniel Harding all’Auditorium Parco della Musica di Roma — dal 13 maggio 2027 al 17 maggio 2027

Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, in forma di concerto, va in scena nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, per tre sere: giovedì 13 maggio 2027 alle 19:30, sabato 15 maggio alle 18:00 e lunedì 17 maggio alle 20:00. Dirige Daniel Harding, direttore musicale dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, alla guida di Orchestra, Coro e Voci Bianche dell'Accademia. Si arriva con il tram 2 da piazzale Flaminio (metro A, fermata Flaminio), scendendo alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti costano da 28 a 65 euro, fascia di prezzo maggiorata fissata dall'Accademia per questo titolo, e si comprano al botteghino dell'Auditorium, al botteghino di via Vittoria 6, sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione e sul sito ufficiale dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Le porte della sala si chiudono all'orario d'inizio.

Il cast è di quelli che si riuniscono di rado fuori da un teatro d'opera: Brian Jagde è Canio, Carolina López Moreno è Nedda, Ariunbaatar Ganbaatar è Tonio, Matteo Mezzaro è Beppe, Mattia Olivieri è Silvio. Il Coro è preparato da Andrea Secchi, il Coro di Voci Bianche da Claudia Morelli. Senza giri di parole: tra i programmi di maggio a Roma è quello da scegliere per chi vuole ascoltare il verismo con un'orchestra sinfonica in primo piano e le voci senza la distrazione della scena.

Pagliacci con Daniel Harding in breve: date, orari, turni e prezzi

Le tre recite di Pagliacci a Santa Cecilia sono il 13 maggio 2027 alle 19:30 (turno G1), il 15 maggio alle 18:00 (turno S1) e il 17 maggio alle 20:00 (turno V1), tutte nella Sala Santa Cecilia. Il concerto rientra nella stagione sinfonica in abbonamento 2026/2027 dell'Accademia.

Le date una per una

  • Giovedì 13 maggio 2027, ore 19:30, turno G1.
  • Sabato 15 maggio 2027, ore 18:00, turno S1.
  • Lunedì 17 maggio 2027, ore 20:00, turno V1.

Si noti l'ultima data: di solito il turno V si suona il venerdì, ma l'Accademia avverte che per ragioni organizzative alcuni concerti si tengono in giorni o orari diversi da quelli del turno di appartenenza. Per Pagliacci la terza recita cade di lunedì.

I prezzi dei biglietti

L'Accademia inserisce Pagliacci fra i concerti a prezzo maggiorato della stagione sinfonica, insieme a Petrenko, Argerich con Dutoit e la Nona di Beethoven diretta da Harding: i biglietti vanno da 28 a 65 euro, contro la fascia ordinaria che per la Sala Santa Cecilia parte da 23 euro. Il settore più caro è la platea A, quello più economico le gallerie 4 e 6.

Quando si comprano

La prevendita della stagione è divisa in due periodi. Per i concerti dal 3 marzo 2027 a fine stagione, Pagliacci compreso, la prelazione per gli abbonati è indicata dal 7 gennaio e la vendita libera dal 12 gennaio 2027. Chi vuole un posto preciso in platea deve muoversi in quei giorni.

Agevolazioni

Per i giovani l'Accademia prevede lo sconto del 30% per gli under 26 sui concerti in abbonamento e un prezzo simbolico di 3 euro per i minori di 14 anni accompagnati da un adulto. I biglietti a tariffa ridotta si comprano soltanto ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria, fino a esaurimento dei posti in promozione, e le agevolazioni non sono cumulabili.

Pagliacci, l'opera di Leoncavallo: la storia e la trama

Pagliacci è un'opera in due atti con musica e libretto di Ruggero Leoncavallo, andata in scena per la prima volta a Milano il 21 maggio 1892 sotto la direzione di un giovane Arturo Toscanini. Le recite romane di maggio cadono quindi a pochi giorni dall'anniversario del debutto.

Da Pagliaccio a Pagliacci

L'opera doveva intitolarsi Pagliaccio, al singolare. Il baritono francese Victor Maurel, che aiutò Leoncavallo a organizzare la prima, non voleva che il suo ruolo, Tonio, passasse in secondo piano rispetto a quello del tenore, Canio; l'editore, per non mettere a rischio il debutto, cambiò il titolo al plurale. Un aneddoto che spiega molto dell'opera: il Prologo, cantato dal baritono a sipario chiuso, è la pagina che dà a Tonio il primo piano che Maurel pretendeva.

Un'ora di musica, un successo immediato

Il successo fu subito grande, e Leoncavallo non riuscì più a ripeterlo con le opere successive. Nel giro di due anni Pagliacci fu tradotto in molte lingue europee e, per la sua brevità, circa un'ora di musica, fu presto accoppiato a un altro atto unico verista, la Cavalleria rusticana di Mascagni. La coppia è così radicata nei teatri che sentire Pagliacci da solo, come in questo caso, è quasi una rarità.

La trama in poche righe

Una piccola compagnia di comici girovaghi arriva in un paese del Sud nel giorno di festa: il capocomico Canio, la moglie Nedda, Tonio e Peppe. Canio è gelosissimo della moglie, molto più giovane di lui. Tonio insidia Nedda, viene respinto e umiliato, e giura vendetta. Nedda ha un amante, il contadino Silvio, con cui promette di fuggire dopo lo spettacolo; Tonio li spia e avverte Canio, che non riesce a vedere il volto del rivale. Nel secondo atto la commedia dell'arte in piazza, con Colombina, Arlecchino, Taddeo e Pagliaccio, ripete in forma di farsa il dramma appena consumato, finché la finzione non cede alla realtà.

Ruggero Leoncavallo, il compositore di Pagliacci

Ruggero Leoncavallo nacque a Napoli, nel quartiere Chiaia, il 23 aprile 1857 e morì a Montecatini Terme il 9 agosto 1919. Fu compositore e librettista, autore di opere liriche e di operette, e scrisse da sé il libretto di Pagliacci.

L'infanzia in Calabria

Il padre, Vincenzo, era magistrato, e la famiglia seguì i suoi trasferimenti nel Sud: Sanza, Castellabate, Eboli, Cava de' Tirreni e infine Montalto Uffugo, in provincia di Cosenza, dove il padre fu pretore. A Montalto il ragazzo trascorse gli anni dell'infanzia, cominciò a studiare musica su una spinetta con il maestro Sebastiano Ricci e restò legato al paese per tutta la vita: nel 1903 ne ricevette la cittadinanza onoraria, e lì si tiene ancora un festival a lui dedicato.

Gli studi e l'incontro con Wagner

Studiò pianoforte al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli con Beniamino Cesi. Si spostò poi a Bologna, dove nel dicembre 1876 conobbe Richard Wagner, arrivato in città per il Rienzi, e il giovane Giovanni Pascoli. Lì scrisse musica e libretto del Chatterton, che però non andò in scena per anni perché l'impresario non mantenne l'impegno.

Potenza, l'Egitto, Parigi

Deluso, rientrò a Potenza, dove secondo un documento del 1912 cominciò a scrivere quella che sarebbe diventata Pagliacci. Dopo un breve soggiorno in Egitto visse sei anni a Parigi, dal 1882, come insegnante di canto: conobbe Alexandre Dumas, ebbe come allieva il soprano Sybil Sanderson, incontrò Victor Maurel, il baritono che avrebbe avuto un ruolo decisivo nella prima milanese, e sposò una sua allieva, Berthe Rambaud.

Il delitto vero dietro Pagliacci

Secondo lo stesso Leoncavallo, Pagliacci nasce da un omicidio realmente avvenuto a Montalto Uffugo nel marzo 1865, quando il compositore aveva otto anni. È la storia che trasforma l'opera da melodramma di maniera in cronaca.

Gaetano Scavello e i fratelli D'Alessandro

La vittima fu Gaetano Scavello, giovane domestico e accompagnatore del piccolo Ruggero. Secondo i documenti dell'epoca Scavello aveva una relazione con la moglie dell'attore Luigi D'Alessandro; questi, aiutato dal fratello Giovanni, lo accoltellò all'uscita da una rappresentazione teatrale. Scavello morì poche ore dopo, ma fece in tempo a fare i nomi degli assassini, che furono condannati proprio dal padre di Leoncavallo, il magistrato del paese.

Il costume da pagliaccio

Leoncavallo raccontò in seguito di aver assistito al delitto e di aver visto l'assassino colpire con indosso il costume di scena. Le fonti non concordano su ogni dettaglio, a partire dalla data, indicata ora nel 4 ora nel 5 marzo 1865, ma il nucleo è chiaro: un attore geloso, uno spettacolo appena finito, un coltello. Ventisette anni dopo, quella sera diventò un'opera.

L'accusa di plagio

Quando nel 1894 Pagliacci fu tradotto in francese, il poeta e librettista Catulle Mendès accusò Leoncavallo di aver copiato la sua La Femme de Tabarin del 1887, che aveva una commedia dentro il dramma, un marito geloso e un delitto in scena. Leoncavallo rispose citando il fatto di cronaca di cui era stato testimone da bambino e facendo notare che anche l'opera di Mendès somigliava a lavori precedenti, come Un drama nuevo di Manuel Tamayo y Baus. Mendès ritirò l'accusa.

Daniel Harding, il direttore di Pagliacci a Santa Cecilia

Daniel Harding, nato a Oxford il 31 agosto 1975, è dall'ottobre 2024 direttore musicale dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, nomina annunciata il 6 marzo 2023. Pagliacci è uno dei programmi che dirige nella sua terza stagione romana.

Gli inizi: Rattle e Abbado

Harding studiò tromba alla Chetham's School of Music di Manchester ed entrò a tredici anni nella National Youth Orchestra. A diciassette anni diresse il Pierrot Lunaire di Schönberg con un gruppo di musicisti riunito da lui, e mandò la registrazione a Simon Rattle, che lo prese come assistente alla City of Birmingham Symphony Orchestra per la stagione 1993-1994. Dopo il primo anno a Cambridge, nel 1996, Claudio Abbado lo chiamò come assistente ai Berliner Philharmoniker. Nello stesso anno debuttò ai Proms, a ventun anni, il più giovane direttore nella storia del festival fino a quel momento.

Le orchestre

È stato direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica di Trondheim, della Norrköping Symfoniorkester, della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen e dell'Orchestre de Paris dal 2016 al 2019. Con la Mahler Chamber Orchestra ha un legame lungo: direttore ospite principale, poi direttore musicale, direttore principale e dal 2011 direttore onorario. Dal 2006 è direttore ospite principale della London Symphony Orchestra, dal 2007 direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica della Radio Svedese.

L'opera: Aix, Salisburgo, la Scala

Il suo curriculum operistico è ampio. Ad Aix-en-Provence ha diretto Il giro di vite, Le nozze di Figaro, il Don Giovanni con la regia di Peter Brook, La traviata e Così fan tutte con la regia di Patrice Chéreau. A Salisburgo Don Giovanni con i Wiener Philharmoniker, Le nozze di Figaro, Ariadne auf Naxos con Jonas Kaufmann. Alla Scala ha inaugurato la stagione 2005/2006 con Idomeneo e vi ha diretto, fra l'altro, Salome, Il prigioniero, Il castello del duca Barbablù e Falstaff.

Harding e Pagliacci

Pagliacci non è un titolo nuovo per lui: nel 2011 lo ha diretto alla Scala, con José Cura, in dittico con la Cavalleria rusticana di Salvatore Licitra e Claudio Sgura. Nel 2002 il governo francese lo ha nominato Cavaliere dell'Ordre des arts et des lettres.

Brian Jagde, Ganbaatar, Olivieri e gli altri interpreti di Pagliacci

Il ruolo di Canio è affidato al tenore statunitense Brian Jagde, nato a Long Island il 21 agosto 1979, che ha debuttato nella parte nel 2026 al Maggio Musicale Fiorentino. Accanto a lui un cast internazionale con due voci italiane.

Brian Jagde, Canio

Jagde ha studiato canto al Purchase College, inizialmente come baritono, e nel 2010 ha ricevuto un'Adler Fellowship. Ha cantato Cavaradossi, Pinkerton e Radamès al Metropolitan, Don José e Alvaro alla Royal Opera House, Cavaradossi alla Wiener Staatsoper e all'Opéra di Parigi. Alla Scala ha debuttato nel 2024 come Turiddu, poi ha sostituito Roberto Alagna come Calaf e Jonas Kaufmann come Alvaro nella Forza del destino che ha aperto la stagione 2024/2025, accanto ad Anna Netrebko. Nel 2025 ha debuttato Otello al Teatro Real, nel 2026 Lohengrin alla Fenice. A Roma torna pochi mesi prima di Pagliacci: nel gennaio 2027 è Andrea Chénier al Costanzi, nella produzione di Marco Bellocchio.

Ariunbaatar Ganbaatar, Tonio

Il baritono mongolo, nato l'8 aprile 1988 a ovest di Ulan Bator in una famiglia di tradizione nomade, si è diplomato come cantante lirico nel 2010. Per un periodo ha lavorato come vigile del traffico nella capitale, poi nel 2014 è entrato nell'Opera nazionale buriata di Ulan-Ude. Nel 2015 ha vinto il primo premio e il Grand Prix al Concorso Čajkovskij; nel 2017 ha condiviso il premio per la canzone al BBC Cardiff Singer of the World. Nel 2016 ha ricevuto l'Ordine di Gengis Khan, la più alta onorificenza della Mongolia. Anche lui passa dal Costanzi prima di maggio: debutta all'Opera di Roma nell'Andrea Chénier di gennaio.

Mattia Olivieri, Silvio

Nato a Sassuolo l'8 giugno 1984, Olivieri si è formato ai conservatori di Bologna e di Fermo e alla Scuola dell'Opera Italiana di Bologna. Silvio è un ruolo che conosce bene: lo ha cantato alla Scala, anche nel 2024, e con quel personaggio ha debuttato alla Royal Opera House nel 2022. Alla Scala è stato anche il Figaro del Barbiere diretto da Riccardo Chailly nel 2021; nel 2023 ha debuttato al Metropolitan, nel 2025 all'Opera di Roma come protagonista del Prigioniero.

Carolina López Moreno e Matteo Mezzaro

Nedda, l'unico ruolo femminile, è affidato al soprano Carolina López Moreno. Beppe, il comico che nella commedia veste i panni di Arlecchino, è Matteo Mezzaro, che il Teatro dell'Opera di Roma ha scritturato come Prunier nella nuova Rondine di settembre 2027. Completano l'organico il Coro dell'Accademia, preparato da Andrea Secchi, e il Coro di Voci Bianche, preparato da Claudia Morelli: i bambini del paese in festa, nel primo atto, sono loro.

Una curiosità su Pagliacci di Leoncavallo diretto da Daniel Harding all'Auditorium Parco della Musica di Roma — dal 13 maggio 2027 al 17 maggio 2027

Mattia Olivieri, il Silvio di maggio, ha già cantato all'Auditorium Parco della Musica con l'Orchestra dell'Accademia: nel 2022 era Ping nel concerto di Turandot diretto da Antonio Pappano. Accanto a lui c'erano Sondra Radvanovsky, Jonas Kaufmann, Ermonela Jaho e Michele Pertusi, e da quel concerto è nata un'incisione discografica con lo stesso cast, pubblicata nel 2023.

È un precedente che dice molto del modo in cui l'Accademia lavora sull'opera. La Sala Santa Cecilia non ha buca, non ha sipario, non ha scene: l'opera ci arriva in forma di concerto, con l'orchestra sul palco e i cantanti davanti. Negli anni di Pappano questa formula ha prodotto serate e dischi di riferimento; con Harding prosegue, e Pagliacci ne è il titolo di maggio. Nella stessa stagione l'Accademia ha aperto con Siegfried di Wagner, sempre con Harding sul podio.

La seconda curiosità riguarda il Prologo. Nelle esecuzioni sceniche il baritono lo canta davanti al sipario chiuso, con il costume di Taddeo che indosserà nel secondo atto. In una sala da concerto non c'è sipario: il Prologo diventa quello che in fondo è sempre stato, un discorso diretto al pubblico. Chi ascolta Ganbaatar in quelle prime pagine avrà davanti, alla lettera, l'uomo che si rivolge alla platea per avvertirla che quello che vedrà è vero.

La Sala Santa Cecilia, dove si ascolta Pagliacci

La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002. Il concerto inaugurale fu affidato all'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung.

Una cassa armonica di ciliegio

Il soffitto è composto da 26 gusci in legno di ciliegio americano, ognuno con una superficie media di circa 180 metri quadrati, e l'intera sala lavora come una cassa armonica. Il tempo di riverberazione è di 2,2 secondi, un valore raro in Italia. Per un'opera verista, con un'orchestra che passa di colpo dal sussurro al fortissimo, è una sala che amplifica i contrasti, fino all'ultima fila della galleria.

Tre scarabei di piombo

Dall'esterno le tre sale sembrano grandi scarabei rivestiti di lastre di piombo su una base di mattoni, disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Renzo Piano vinse il concorso a inviti del 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM e con il paesaggista Franco Zagari. La scheda completa del complesso è nella nostra pagina sull'Auditorium Parco della Musica.

Una cosa che non ti dice nessuno su Pagliacci di Leoncavallo diretto da Daniel Harding all'Auditorium Parco della Musica di Roma — dal 13 maggio 2027 al 17 maggio 2027

All'Accademia Nazionale di Santa Cecilia i concerti cominciano all'orario esatto, e chi arriva in ritardo non entra in sala: segue lo spettacolo nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Per un'opera di un'ora e poco più, senza intervallo lungo, arrivare tardi significa perdere il Prologo, cioè una delle pagine più celebri del titolo.

La seconda cosa che pochi sanno riguarda l'edificio. La Sala Santa Cecilia è costruita su un piano molto rialzato rispetto al terreno, perché non è stato possibile scavare: nel sottosuolo sono emersi i resti di una villa romana. Per raggiungere le gallerie ci sono soltanto due ascensori. Chi ha un posto in galleria e difficoltà a salire deve arrivare con largo anticipo, non per scrupolo ma per necessità.

La terza è una coincidenza di calendario. Lunedì 17 maggio 2027, sera dell'ultima recita, a poche centinaia di metri dall'Auditorium il Teatro Olimpico ospita alle 20:30 BeatleStory, lo spettacolo dedicato ai sessant'anni di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. Il Flaminio, quella sera, avrà due pubblici molto diversi in uscita alla stessa ora: chi ha la macchina nel Villaggio Olimpico lo tenga presente.

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la stagione di Harding

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che produce Pagliacci, è una delle istituzioni musicali più antiche del mondo e dal 1998 è una fondazione; il direttore musicale è Daniel Harding. L'Auditorium è la sua sede principale, dove conserva anche la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali.

Una stagione con Harding al centro

Nella stagione sinfonica 2026/2027 Harding firma molti programmi: l'inaugurazione con Siegfried di Wagner il 21, 24 e 27 ottobre 2026, Brahms e Strauss a novembre, il concerto con Beatrice Rana a marzo, Ravel e Debussy, la Quinta di Mahler e la Nona di Beethoven ad aprile. Pagliacci è seguito, pochi giorni dopo, dalla Sesta di Mahler, il 20, 21 e 22 maggio 2027. Una panoramica dell'intero cartellone è nella nostra scheda sulla stagione di concerti 2026/2027 di Santa Cecilia.

Due settimane di maggio

Chi viene a Roma per più giorni può costruire un piccolo festival: Pagliacci fra il 13 e il 17 maggio, Mahler 6 fra il 20 e il 22, sempre nella Sala Santa Cecilia, e nel frattempo, al Costanzi, Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Šostakovič dal 14 al 22 maggio. Pochi periodi dell'anno offrono a Roma una concentrazione simile di grande musica.

Il consiglio che ti do per visitare Pagliacci di Leoncavallo diretto da Daniel Harding all'Auditorium Parco della Musica di Roma — dal 13 maggio 2027 al 17 maggio 2027

Il consiglio per Pagliacci a Santa Cecilia è scegliere la recita di sabato 15 maggio alle 18:00 e comprare il biglietto il 12 gennaio 2027, giorno di apertura della vendita libera. Il sabato pomeriggio lascia la serata libera per cena e passeggiata, e i posti migliori della platea, in una stagione a prezzi maggiorati, vanno via presto.

Secondo consiglio: ascoltate l'opera prima, almeno una volta, con il libretto in mano. In forma di concerto non c'è scena che aiuti a capire chi è Colombina e chi è Nedda, chi è Arlecchino e chi è Beppe, e il secondo atto funziona solo se si sa che i personaggi della commedia sono gli stessi del dramma. Un'ora di ascolto a casa rende il doppio in sala.

Terzo: non sedetevi troppo vicino. In una sala come la Santa Cecilia l'intensità sonora sembra calare fino alla decima fila e poi mantenersi costante; oltre quel punto l'equilibrio fra orchestra e voci è migliore, e il coro con le voci bianche si sente come un blocco unico. Le gallerie frontali sono un ottimo compromesso fra prezzo e ascolto.

Ultimo: arrivate con quaranta minuti di anticipo. Controlli, guardaroba e salita verso la sala richiedono tempo, e le porte non aspettano nessuno.

Come arrivare all'Auditorium per Pagliacci

L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 982, 168 e 53, che fermano vicino all'ingresso. La metropolitana non arriva fin qui: la stazione più vicina è Flaminio, sulla linea A.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2 lungo via Flaminia. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraversando il Villaggio Olimpico. Per chi arriva dal centro è la soluzione più semplice.

Autobus 910 da Termini

Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi. Per chi alloggia vicino alla stazione o arriva in treno è l'opzione più lineare.

Le linee 53, 982 e 168

Il 53 collega piazza Mancini e il centro, il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade e dalla stazione Quattro Venti, il 168 dalla stazione Tiburtina. Il 168 è una linea feriale: per la recita di sabato 15 maggio e per i ritorni serali conviene controllare orari e percorsi sul calcolatore ATAC.

In auto

Viale Pietro de Coubertin è chiuso al traffico nel tratto dell'Auditorium. Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento con posti limitati, e nelle sere di concerto le auto finiscono nelle strade del Villaggio Olimpico. Il parere è chiaro: in auto solo se non c'è alternativa, e soprattutto non lunedì 17, quando anche il Teatro Olimpico sarà pieno.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Pagliacci e Cavalleria rusticana si danno quasi sempre insieme; pochi ricordano che la Cavalleria ebbe la sua prima assoluta a Roma, al Teatro Costanzi, il 17 maggio 1890. Il dittico più famoso dell'opera italiana ha dunque un piede nella capitale, e la terza recita romana di Pagliacci cade proprio in quella data, centotrentasette anni dopo.

Il legame fra le due opere è nato per ragioni pratiche. Pagliacci dura circa un'ora, e i teatri avevano bisogno di una serata completa: la Cavalleria di Mascagni, anch'essa breve e verista, era il complemento perfetto. Da allora la coppia è diventata un'abitudine così forte che sentire Pagliacci da solo sembra a molti una serata incompleta.

Eppure c'è un vantaggio. Senza la Cavalleria prima, Pagliacci arriva al pubblico fresco, con l'attenzione intatta. In forma di concerto, poi, l'ora di musica diventa un blocco compatto, in cui si sente meglio la scrittura orchestrale di Leoncavallo fra una pagina celebre e l'altra. È un'occasione per scoprire quanto l'opera sia costruita bene.

La foto giusta da fare a Pagliacci di Leoncavallo diretto da Daniel Harding all'Auditorium Parco della Musica di Roma — dal 13 maggio 2027 al 17 maggio 2027

Durante Pagliacci il telefono resta in tasca: in una sala con un'acustica così sensibile ogni scatto si sente, e la foto giusta si fa prima e dopo. A maggio, con le giornate lunghe, la luce aiuta.

Prima del concerto, dall'alto della cavea, si inquadrano i tre scarabei di Renzo Piano con il rivestimento di piombo. Per la recita del sabato alle 18:00 la luce del pomeriggio sul metallo dà un'immagine piena; per quelle serali conviene aspettare l'accensione delle luci, quando il piombo riflette e i volumi si staccano dal cielo. Includete l'ingresso della Sala Santa Cecilia con il pubblico che entra: la foto racconta la serata meglio di un ritratto.

Dentro la sala, prima che inizi il concerto e se il personale lo consente, lo scatto da fare è verso l'alto: i gusci di ciliegio del soffitto hanno una geometria che in fotografia rende moltissimo. Con l'orchestra al completo, il coro schierato e le voci bianche in posizione, la sala piena diventa il documento della serata. Agli applausi finali, se proprio dovete, senza flash.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Durante i lavori per l'Auditorium emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una fattoria arcaica del VI secolo a.C.; la scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto. Due dei tre scarabei furono spostati verso ovest, fino quasi a toccare il viadotto di corso di Francia, e i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, e per oltre sessant'anni Roma restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Negli anni Cinquanta si pensò al Borghetto Flaminio, nel 1960 si arrivò a una variante urbanistica, poi tutto si fermò. Solo nel 1992 il Comune scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Piano vinse il concorso.

Il cantiere fu travagliato, con la risoluzione del contratto con la prima impresa e una nuova gara. Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli, il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia, con Myung-whun Chung sul podio. Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma. Nel 2020 il Consiglio comunale ne ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone.

Per l'opera in forma di concerto, la data da ricordare è più recente: nel 2022, all'Auditorium, Antonio Pappano diresse la Turandot con Radvanovsky e Kaufmann poi incisa su disco. Pagliacci di maggio si inserisce in quella tradizione, ormai ventennale, di grande repertorio lirico ascoltato con l'orchestra in primo piano.

Chi è passato da Pagliacci di Leoncavallo diretto da Daniel Harding all'Auditorium Parco della Musica di Roma — dal 13 maggio 2027 al 17 maggio 2027

Il primo direttore sul podio della Sala Santa Cecilia fu Myung-whun Chung, il 21 dicembre 2002; pochi mesi prima Goffredo Petrassi aveva ascoltato nella Sala Sinopoli la prima esecuzione nel nuovo complesso della sua Ouverture da concerto del 1931. La sala più piccola oggi porta il suo nome; la cavea porta quello di Luciano Berio, che in quegli anni guidava l'Accademia.

Nei primi mesi la sala fu anche criticata: Wolfgang Sawallisch si disse perplesso su palcoscenico e acustica, e problemi acustici emersero durante un concerto di Ivano Fossati; seguirono correzioni. Da allora è diventata la casa dell'Orchestra di Santa Cecilia e dei suoi direttori musicali, da Antonio Pappano a Daniel Harding.

Fra le voci passate da qui con l'opera in forma di concerto ci sono Sondra Radvanovsky, Jonas Kaufmann, Ermonela Jaho e Michele Pertusi, protagonisti della Turandot del 2022, e Mattia Olivieri, che in quella Turandot era Ping e a maggio torna come Silvio. Brian Jagde, che nel 2024 alla Scala ha sostituito Kaufmann nella Forza del destino, canta invece per la prima volta con l'Accademia un ruolo che ha debuttato solo l'anno prima.

E poi Harding stesso, che dal 2024 ha legato il suo nome alla sala con programmi che vanno da Wagner a Mahler. Nella stessa stagione di Pagliacci il pubblico dell'Auditorium ha ascoltato Kirill Petrenko, Martha Argerich con Charles Dutoit, Evgeny Kissin e András Schiff in duo: la lista, a maggio, si allunga con un cast verista di prima fila.

Accessibilità e bambini a Pagliacci

Per le persone con disabilità l'Accademia prevede, ai concerti in abbonamento come Pagliacci, un biglietto gratuito per l'accompagnatore e l'ingresso a 10 euro per chi è in carrozzina, fino a esaurimento dei posti disponibili. La prenotazione è obbligatoria da quindici giorni prima fino al giorno precedente il concerto, al numero 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it.

Disability Card

Per le persone con disabilità deambulanti in possesso della Disability Card è prevista una riduzione del 15% su due biglietti, con acquisto diretto al botteghino. Ricordate che le gallerie si raggiungono con due soli ascensori: meglio arrivare con un'ora di anticipo e chiedere subito il percorso al personale di sala.

Con i bambini

Pagliacci è breve e ha un coro di voci bianche in scena, due elementi che possono incuriosire un ragazzo. Il soggetto però è un delitto passionale, e il finale è violento anche senza scena. Per un adolescente che studia musica è un'ottima porta d'ingresso al verismo; per un bambino piccolo è una serata lunga e cupa. I minori di 14 anni accompagnati pagano 3 euro.

Il quartiere intorno all'Auditorium

L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski. È la Roma del Novecento, in cui l'architettura contemporanea convive con il verde.

MAXXI e Teatro Olimpico

Vicino alla fermata Flaminia/Reni del tram 2 si trova il MAXXI, che con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città. Poco più in là, sul lungotevere, il Teatro Olimpico.

Verso il Tevere

Dall'Auditorium si scende verso il Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico. Più a nord, oltre piazza Mancini, Ponte Milvio è il punto d'incontro serale di Roma nord.

Dove mangiare prima o dopo Pagliacci

All'interno dell'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada. Per chi arriva direttamente dal lavoro al concerto del giovedì è la soluzione più sicura.

Nel quartiere

Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati più dai residenti che dai turisti. Per la recita del lunedì alle 20:00 prenotate per le 18:30 e cenate con calma prima.

Ponte Milvio e il centro

Dopo la recita del sabato, o dopo quella del giovedì che finisce presto, la zona di Ponte Milvio offre la scelta più ampia di locali aperti fino a tardi. In direzione opposta, verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo, si trova l'offerta del centro storico, con prezzi da centro storico.

Domande frequenti su Pagliacci con Daniel Harding

Quando va in scena Pagliacci a Santa Cecilia nel 2027?

Pagliacci di Leoncavallo diretto da Daniel Harding va in scena nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica il 13 maggio 2027 alle 19:30, il 15 maggio alle 18:00 e il 17 maggio alle 20:00. Le tre recite fanno parte della stagione sinfonica in abbonamento dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, turni G1, S1 e V1.

Quanto costano i biglietti per Pagliacci all'Auditorium?

I biglietti per Pagliacci a Santa Cecilia costano da 28 a 65 euro, perché l'Accademia lo inserisce fra i concerti a prezzo maggiorato. Gli under 26 hanno uno sconto del 30%, i minori di 14 anni accompagnati pagano 3 euro. Le tariffe ridotte si comprano solo ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6.

Pagliacci all'Auditorium è in forma scenica?

No, Pagliacci all'Auditorium Parco della Musica è un'opera in forma di concerto: orchestra, coro e voci bianche sul palco, i solisti davanti, senza scene né costumi. È una formula che l'Accademia usa da anni per il grande repertorio lirico, con l'orchestra in primo piano.

Chi canta in Pagliacci diretto da Harding?

Il cast di Pagliacci a Santa Cecilia comprende Brian Jagde come Canio, Carolina López Moreno come Nedda, Ariunbaatar Ganbaatar come Tonio, Matteo Mezzaro come Beppe e Mattia Olivieri come Silvio. Il Coro è preparato da Andrea Secchi, il Coro di Voci Bianche da Claudia Morelli.

Da quando si comprano i biglietti per Pagliacci?

Per Pagliacci, come per tutti i concerti di Santa Cecilia dal 3 marzo 2027 a fine stagione, la prelazione per gli abbonati è indicata dal 7 gennaio e la vendita libera dal 12 gennaio 2027. I biglietti si comprano ai botteghini, sul sito dell'Accademia e sul circuito di prevendita autorizzato.

Si può entrare in ritardo al concerto?

No, all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia le porte si chiudono all'orario d'inizio. Chi arriva tardi a Pagliacci può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Con un'opera di circa un'ora, entrare tardi significa perdere il Prologo: meglio arrivare quaranta minuti prima.

Come si arriva all'Auditorium con i mezzi?

L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini, che arriva senza cambi. Fermano nella zona anche le linee 53, 982 e 168.

Quanto dura Pagliacci?

Pagliacci di Leoncavallo dura circa un'ora di musica, ed è per questo che nei teatri viene spesso abbinato alla Cavalleria rusticana di Mascagni. L'Accademia di Santa Cecilia non indica sulla pagina del concerto la durata complessiva della serata: conviene considerare un appuntamento breve.

Il consiglio finale su Pagliacci con Harding

Andate a sentire Pagliacci anche se lo conoscete a memoria, anzi soprattutto in quel caso. Un direttore sinfonico, un'orchestra abituata a Mahler e Wagner, una sala che amplifica ogni contrasto: è il modo migliore per scoprire che dietro le pagine famose c'è una partitura costruita con cura, ben oltre il pretesto per un tenore. Comprate il biglietto a gennaio, scegliete il sabato, arrivate presto e ascoltate il Prologo come se qualcuno vi stesse davvero parlando. Perché è così.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento13 Maggio 2027 19:30 — 17 Maggio 2027
IndirizzoAuditorium Parco della Musica, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città

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