Lucas e Arthur Jussen all’Auditorium Parco della Musica — 17 marzo 2027
I fratelli pianisti olandesi Lucas e Arthur Jussen suonano per l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia mercoledì 17 marzo 2027 alle 20:00 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma). Il programma per due pianoforti va da tre corali di Bach nella trascrizione di György Kurtág a VAN… di Hanna Kulenty, dalle Variazioni su un tema di Haydn di Brahms alle Variazioni su un tema di Paganini di Lutosławski, dalla suite Dolly di Fauré all'Introduzione e Allegro di Ravel, fino alla Rapsodia in blu di Gershwin. I biglietti costano 38 euro in platea, 26 in galleria di secondo settore e 18 in galleria di terzo settore, sono in vendita dal 12 gennaio 2027 e si acquistano ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto. All'Auditorium si arriva con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168.

Due fratelli di Hilversum che suonano in pubblico da bambini, allievi di Maria João Pires, sotto contratto con Deutsche Grammophon dal 2010: i Jussen suonano oggi nelle grandi sale di tutti i continenti. A Roma portano un programma che attraversa tre secoli e finisce nel jazz di Gershwin.
Lucas e Arthur Jussen a Santa Cecilia: data, orario e biglietti
Il concerto di Lucas e Arthur Jussen è in programma mercoledì 17 marzo 2027 alle 20:00 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica, con biglietti da 18 a 38 euro. È una data unica.
I prezzi
La pagina ufficiale indica tre fasce: 38 euro in platea, 26 euro nella galleria di secondo settore, 18 euro nella galleria di terzo settore. Le agevolazioni per i giovani sono raccolte nella sezione dedicata del sito dell'Accademia.
La prevendita
L'Accademia ha diviso la vendita della stagione 2026/2027 in due periodi: dal 10 settembre 2026 per i concerti fino al 27 febbraio 2027, dal 12 gennaio 2027 per quelli dal 3 marzo in poi. I biglietti per i Jussen si comprano dunque dal 12 gennaio.
Dove si comprano
Secondo l'Accademia, gli unici rivenditori autorizzati sono i punti vendita del circuito di prevendita a cui rimanda la pagina ufficiale, il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e quello di via Vittoria 6. L'infoline risponde allo 06 8082058, la biglietteria all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it.
Il programma: da Bach a Gershwin
Il programma di Lucas e Arthur Jussen a Santa Cecilia comprende tre corali di Johann Sebastian Bach trascritti da György Kurtág, VAN… di Hanna Kulenty, le Variazioni su un tema di Haydn op. 56b di Brahms, le Variazioni su un tema di Paganini di Lutosławski, la suite Dolly op. 56 di Fauré, Introduzione e Allegro di Ravel e la Rapsodia in blu di Gershwin.
Tre corali di Bach
Il concerto si apre con tre corali di Bach nella trascrizione di György Kurtág: Aus tiefer Not schrei ich zu dir BWV 687, Nun komm, der Heiden Heiland BWV 599 e Gottes Zeit ist die allerbeste Zeit BWV 106. Un inizio raccolto, quasi una preghiera, prima dei virtuosismi della serata.
Hanna Kulenty, VAN…
Segue VAN…, pagina di Hanna Kulenty. È il titolo contemporaneo del programma, accanto alle trascrizioni di Kurtág.
Due serie di variazioni
Il cuore del programma sono due grandi cicli di variazioni: quelle di Brahms su un tema di Haydn nella versione per due pianoforti, op. 56b, e quelle di Lutosławski su un tema di Paganini. Due secoli diversi, un'unica forma.
Il colore francese
La suite Dolly op. 56 di Fauré e l'Introduzione e Allegro di Ravel portano la serata in Francia. Sono due autori che i Jussen frequentano da tempo: il loro album Jeux del 2013 era dedicato proprio a Fauré, Poulenc e Ravel.
La Rapsodia in blu
Chiude la Rapsodia in blu di George Gershwin, a nostro giudizio il finale più brillante che si possa immaginare per un duo pianistico.
Un programma costruito come un viaggio
Il recital dei Jussen attraversa tre secoli, dal Settecento di Bach al Novecento di Gershwin, passando per la Germania di Brahms, la Polonia di Lutosławski e la Francia di Fauré e Ravel.
Il silenzio e il rumore
La serata comincia nel raccoglimento dei corali e finisce nella festa della Rapsodia in blu. A nostro giudizio è una costruzione intelligente: il pubblico passa dal suono più intimo a quello più esuberante, senza salti bruschi.
Le variazioni come filo
Le due serie di variazioni, Brahms e Lutosławski, sono il centro di gravità del programma. Per un duo sono un banco di prova esigente: ogni variazione cambia carattere, e i due pianisti devono cambiare insieme, respirando come un solo strumento.
Musica per due
Quasi tutto il programma è scritto o trascritto per due pianoforti. A nostro giudizio è un repertorio che si ascolta troppo di rado, anche perché richiede due strumenti sul palco e due interpreti abituati a suonare insieme: per questo un duo stabile come quello dei Jussen è un'occasione.
Chi sono Lucas e Arthur Jussen
Lucas Jussen, nato a Hilversum il 27 febbraio 1993, e Arthur Jussen, nato a Hilversum il 28 settembre 1996, sono due fratelli pianisti olandesi che suonano in pubblico fin da bambini, spesso insieme come duo; dal 12 marzo 2010 incidono per Deutsche Grammophon.
Una famiglia di musicisti
Vengono da una famiglia di musicisti: la madre, Christianne van Gelder, insegna flauto traverso; il padre, Paul Jussen, è timpanista del Radio Filharmonisch Orkest di Hilversum e percussionista dell'Ensemble Da Capo.
Jan Wijn e Maria João Pires
I due fratelli sono stati allievi del didatta Jan Wijn. La loro prima insegnante, Leny Bettmann, li mise in contatto con Maria João Pires, con cui hanno vissuto e studiato e da cui hanno ricevuto lezioni regolari. Hanno suonato anche con i pianisti Ricardo Castro e Lang Lang.
Le strade dei due fratelli
Lucas ha studiato per due anni negli Stati Uniti con Menahem Pressler, poi dall'ottobre 2013 con Dmitri Bashkirov alla Escuela Superior de Música Reina Sofía di Madrid; è stato anche artista in residenza della Dutch Chamber Orchestra. Arthur ha proseguito gli studi al Conservatorio di Amsterdam, sempre con Jan Wijn.
La carriera dei Jussen, dal Concertgebouw a Salisburgo
La carriera di Lucas e Arthur Jussen è cominciata prestissimo: il 24 novembre 2006, a tredici e dieci anni, suonarono il Concerto per due pianoforti KV 365 di Mozart al Concertgebouw di Amsterdam con la Radio Kamer Filharmonie diretta da Jaap van Zweden.
Per la regina
Ancora prima, il 30 aprile 2005, avevano suonato nella Ridderzaal per il venticinquesimo anniversario di regno della regina Beatrice. Nel 2018 sono stati gli ospiti principali del Prinsengrachtconcert di Amsterdam, nel 2022 hanno suonato al concerto per la Festa del Re a Maastricht.
Poulenc e Deutsche Grammophon
Il 30 novembre 2009 tornarono al Concertgebouw con la stessa orchestra, diretta da Michael Schønwandt, per il Concerto per due pianoforti di Poulenc. Pochi mesi dopo, il 12 marzo 2010, firmarono il contratto con Deutsche Grammophon.
Salisburgo e il ritorno dopo la pandemia
Nel 2019 hanno debuttato al Festival di Salisburgo. Il 4 luglio 2020, dopo 111 giorni di chiusura per la pandemia, furono i primi a tenere di nuovo un concerto al Concertgebouw, davanti a 350 persone. Oggi suonano nelle grandi sale di tutti i continenti.
I dischi e i premi dei Jussen
Il primo album dei Jussen per Deutsche Grammophon, dedicato alle sonate di Beethoven, è uscito nel 2010 ed è arrivato al secondo posto della classifica degli album olandese, dove è rimasto 24 settimane conquistando il disco di platino.
La discografia
Sono seguiti gli Impromptus di Schubert nel 2011, disco d'oro; Jeux, con Fauré, Poulenc e Ravel, nel 2013; i Concerti per due pianoforti di Mozart nel 2015; un album con Saint-Saëns, Poulenc e Fazil Say nel 2017; un disco dedicato a Bach nel 2019; The Russian Album nel 2021 e Dutch Masters nel 2022.
I premi
Nel 2004 Arthur ha vinto un primo premio al concorso nazionale Jong Muziektalent. L'8 giugno 2011 i fratelli hanno ricevuto il primo Concertgebouw Young Talent Award e nello stesso mese il premio del pubblico Edison Klassiek; nel 2013 il premio del pubblico del festival del Meclemburgo, nel 2016 un altro Edison del pubblico per l'album mozartiano, nel 2018 un Opus Klassik e nel 2022 il premio Luitpold del Kissinger Sommer.
Sullo schermo
La loro storia è stata raccontata in diversi documentari televisivi olandesi, dal 2006 fino a una serie in tre puntate del 2023 che li ha seguiti in una tournée mondiale.
Il Concertgebouw, la sala di casa dei Jussen
Per Lucas e Arthur Jussen il Concertgebouw di Amsterdam è la sala delle tappe decisive: il debutto con orchestra del 2006, il Concerto di Poulenc del 2009, il Concertgebouw Young Talent Award del 2011 e il concerto della riapertura dopo il lockdown, nel luglio 2020.
Il premio per i giovani
L'8 giugno 2011 i due fratelli sono stati i primi a ricevere il Concertgebouw Young Talent Award, il riconoscimento con cui la sala di Amsterdam segnala i giovani musicisti di talento. Nello stesso mese hanno vinto anche il premio del pubblico Edison Klassiek.
La riapertura del 2020
Il 4 luglio 2020, dopo 111 giorni di sale chiuse, furono i Jussen a riportare la musica dal vivo al Concertgebouw, davanti a 350 persone. A Roma arrivano dunque con una storia di concerti che hanno segnato la vita musicale del loro paese.
I Jussen e Mozart: un concerto per due pianoforti
Mozart è con i Jussen dall'inizio: il Concerto per due pianoforti KV 365 è stato il loro debutto al Concertgebouw nel 2006, e nel 2015 i Concerti per due pianoforti di Mozart sono diventati un album, premiato nel 2016 con l'Edison del pubblico.
Dal concerto al recital
Il programma romano non contiene Mozart, ma ne conserva lo spirito: musica pensata per due strumenti uguali che dialogano, si imitano, si rispondono. A nostro giudizio è la chiave per ascoltare anche le Variazioni di Brahms e quelle di Lutosławski, in cui i due pianoforti si passano il tema come in una conversazione.
Un repertorio da scoprire
Nel programma romano ci sono anche trascrizioni: i corali di Bach nella versione di Kurtág ne sono un esempio. Seguire il programma dei Jussen significa anche scoprire come un compositore ripensa la musica di un altro per un organico nuovo.
Come ascoltare un duo di fratelli
Un duo pianistico formato da due fratelli che suonano insieme da quando erano bambini offre, a nostro giudizio, un'esperienza diversa da quella di due solisti riuniti per una sera: l'intesa non si costruisce alle prove, c'è già.
Le entrate e i respiri
Il primo piacere è osservare come i due fratelli attaccano insieme, senza gesti evidenti: uno sguardo, un respiro. Nei corali di Bach, lenti e sommessi, questa sincronia si nota più che nei passaggi veloci.
Chi ha il tema
Il secondo è seguire il tema mentre passa da un pianoforte all'altro, soprattutto nelle variazioni. Dalla galleria si vede quale dei due fratelli lo sta suonando; dalla platea lo si riconosce dal lato da cui arriva il suono.
Il finale americano
Il terzo è lasciarsi andare nella Rapsodia in blu, il pezzo americano del programma: dopo un lungo percorso nella musica europea, da Bach a Ravel, è la sorpresa che chiude la serata e manda il pubblico a casa con una melodia in testa.
Una curiosità su Lucas e Arthur Jussen all'Auditorium Parco della Musica — 17 marzo 2027
La curiosità più simpatica riguarda l'età. Quando suonarono per la prima volta un concerto per due pianoforti al Concertgebouw di Amsterdam, nel novembre 2006, Arthur aveva dieci anni e Lucas tredici. Davanti a loro c'era la Radio Kamer Filharmonie, sul podio Jaap van Zweden. È raro che una carriera internazionale cominci in una delle sale più celebri del mondo, e ancora più raro che cominci in due.
La seconda curiosità è legata al programma romano. Nel 2013 i Jussen hanno pubblicato Jeux, un album dedicato a Fauré, Poulenc e Ravel; a Roma, quattordici anni dopo, suonano ancora Fauré e Ravel. Il repertorio francese è con loro da quando erano poco più che ragazzi, e in Dolly e nell'Introduzione e Allegro si ascolta un'intesa costruita in anni di lavoro.
Terza: il 4 luglio 2020 i due fratelli furono i primi musicisti a riaprire il Concertgebouw dopo 111 giorni di chiusura, davanti a un pubblico ridotto di 350 persone. Un simbolo, per il pubblico olandese, del ritorno della musica dal vivo.
La Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica
La sala del concerto dei Jussen è la Sala Sinopoli, una delle tre grandi sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il complesso di Renzo Piano in viale Pietro de Coubertin 30 che dal 2003 è la sede stabile della stagione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
La prima ad aprire
Fra le sale del complesso, la Sinopoli è stata la prima ad aprire, il 21 aprile 2002, alcuni mesi prima che il 21 dicembre 2002 fosse inaugurata la Sala Santa Cecilia. È intitolata a Giuseppe Sinopoli, fra i direttori stabili dell'Accademia.
La misura giusta per due pianoforti
Accanto alla Sinopoli ci sono la Sala Santa Cecilia, la più grande, e la Sala Petrassi, oltre alla cavea all'aperto e al Teatro Studio. Per due pianoforti a coda affiancati, la Sinopoli offre una dimensione più raccolta della grande sala sinfonica.
L'Accademia e l'Auditorium
Nel complesso l'Accademia conserva anche la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali. Le informazioni generali sono nella scheda dell'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Lucas e Arthur Jussen all'Auditorium Parco della Musica — 17 marzo 2027
La prima cosa che pochi dicono è che per un duo pianistico il posto in sala conta, a nostro giudizio, più che per un recital solistico. Con due strumenti sul palco, dalla platea si vedono bene le mani di un solo fratello; chi vuole seguire il dialogo fra i due può scegliere la galleria, da cui la visuale sulle tastiere è più ampia.
La seconda riguarda i tempi della prevendita. I biglietti per i concerti dal 3 marzo in poi escono solo il 12 gennaio 2027, quattro mesi dopo quelli dell'autunno. La Sala Sinopoli è più piccola della Santa Cecilia e il duo ha un pubblico giovane e affezionato: conviene non aspettare.
La terza è pratica: l'Accademia è inflessibile sulla puntualità. Il concerto comincia alle 20 in punto, e i corali di Bach che aprono la serata sono brevi e raccolti: chi arriva tardi li perde tutti.
Il consiglio che ti do per visitare Lucas e Arthur Jussen all'Auditorium Parco della Musica — 17 marzo 2027
Il primo consiglio è ascoltare prima l'album Jeux del 2013, con Fauré, Poulenc e Ravel: è il modo migliore per conoscere il suono del duo nel repertorio francese che torna nel programma romano.
Il secondo è non sottovalutare l'inizio. I corali di Bach nella trascrizione di Kurtág sono brevi, sommessi, lontani dall'idea di virtuosismo che si associa a un duo pianistico: ascoltarli in silenzio, senza fretta, prepara l'orecchio a tutto il resto.
Il terzo riguarda le variazioni. Brahms e Lutosławski partono entrambi da un tema di un altro compositore, Haydn e Paganini: tenere a mente il tema iniziale e seguirne le trasformazioni rende l'ascolto molto più ricco.
Il quarto è comprare presto, dal 12 gennaio, e scegliere il posto pensando alla visuale sulle due tastiere.
Come arrivare all'Auditorium Parco della Musica
Per il concerto dei Jussen all'Auditorium Parco della Musica si usano il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e gli autobus 910, 982, 168 e 53; la stazione della metro più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Dalla metro A
Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2 lungo via Flaminia. Dalle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro si raggiunge viale Pietro de Coubertin in pochi minuti a piedi.
Da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi.
Le altre linee e il ritorno
Il 53, il 982 e il 168 completano i collegamenti. Il 17 marzo è un mercoledì: per il rientro dopo le 22 conviene controllare gli orari sul calcolatore di percorso ATAC.
In auto
Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico; il complesso ha un parcheggio interno a pagamento con posti limitati.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che i Jussen sono stati allievi di Maria João Pires. Meno citato è il ruolo della loro prima insegnante, Leny Bettmann: fu lei a metterli in contatto con la pianista portoghese, con cui i due fratelli hanno poi vissuto e studiato. Un incontro che ha segnato il loro percorso.
Un secondo fatto poco citato riguarda il successo discografico. Il primo album dei Jussen, dedicato alle sonate di Beethoven e pubblicato nel 2010, arrivò al secondo posto della classifica generale degli album nei Paesi Bassi, non di quella classica, e ci restò ventiquattro settimane. Per due ragazzi che suonavano Beethoven era un risultato fuori dal comune.
E ancora: nel 2018 i Jussen hanno vinto un Opus Klassik nella categoria dedicata alla musica classica per bambini. Un riconoscimento che dice molto della loro capacità di parlare a un pubblico giovane.
Come organizzare la serata
Per il concerto delle 20:00 conviene arrivare all'Auditorium verso le 19:30, ritirare i biglietti e prendere posto con calma prima della chiusura delle porte.
Prima del concerto
Il foyer dell'Auditorium ha un bar e una caffetteria; chi esce dal lavoro può mangiare qualcosa lì, senza correre fra un ristorante e la sala.
Metà marzo all'Auditorium
Il concerto dei Jussen chiude idealmente un piccolo ciclo pianistico: Mikhail Pletnëv il 3 marzo nella stessa Sala Sinopoli, Beatrice Rana con Daniel Harding dal 4 al 6 marzo nella Sala Santa Cecilia.
La foto giusta da fare a Lucas e Arthur Jussen all'Auditorium Parco della Musica — 17 marzo 2027
La foto giusta si fa prima dell'inizio: i due pianoforti a coda al centro del palco della Sinopoli, i coperchi aperti, le luci di sala ancora accese. È un'immagine rara, perché i recital per due pianoforti sono pochi. Durante il concerto, niente fotografie: i corali di Bach vivono di silenzio.
Il momento migliore è l'applauso dopo la Rapsodia in blu, con i due fratelli in piedi fra gli strumenti: l'immagine che racconta meglio la serata.
Fuori, la foto da fare è l'Auditorium illuminato, con i tre volumi rivestiti di piombo disposti intorno alla cavea. Chi arriva presto può cercare, dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, i resti della villa romana scoperta durante i lavori.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo comincia molto prima dell'Auditorium. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo, sorta dove c'era una piccola fattoria arcaica del VI secolo avanti Cristo; per conservarli Renzo Piano dovette modificare il progetto e spostare due delle tre sale. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
Nel 1936 la demolizione della sala dell'Augusteo lasciò Roma per oltre sessant'anni senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso. Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli, quella del concerto dei Jussen; il 21 dicembre 2002 fu inaugurato il resto del complesso.
Dal 2003 l'Auditorium ospita stabilmente la stagione dell'Accademia, dal 2006 la Festa del Cinema di Roma; nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone. Nel 2027 vi si celebra il bicentenario della morte di Beethoven, con la Missa Solemnis a febbraio e la Nona ad aprile.
Chi è passato da Lucas e Arthur Jussen all'Auditorium Parco della Musica — 17 marzo 2027
La Sala Sinopoli ha avuto ospiti di peso fin dal primo giorno. Alla sua apertura, nel 2002, il compositore Goffredo Petrassi volle essere presente e ascoltò la prima esecuzione nella nuova sala della sua Ouverture da concerto; la sala più piccola del complesso porta oggi il suo nome.
Nella stagione 2026/2027 la Sinopoli accoglie, fra gli altri, la Theodora di Händel con il Monteverdi Choir, il Quatuor Ebène con l'integrale dei quartetti di Beethoven, Sol Gabetta e Bertrand Chamayou, Jordi Savall, la Winterreise di Allan Clayton e il recital di Mikhail Pletnëv del 3 marzo.
E dalla carriera dei Jussen passano Maria João Pires, Menahem Pressler e Dmitri Bashkirov, i loro maestri; Jaap van Zweden e Michael Schønwandt, i direttori dei loro primi concerti al Concertgebouw; Lang Lang e Ricardo Castro, con cui hanno suonato. Il 17 marzo, sul palco della Sinopoli, ci sono loro due.
I Jussen nella stagione 2026/2027 dell'Accademia
Il concerto di Lucas e Arthur Jussen fa parte della stagione 2026/2027 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che accanto ai concerti sinfonici propone recital e musica da camera, in gran parte nella Sala Sinopoli.
Il pianoforte in stagione
Il pianoforte ha un ruolo di primo piano: dal recital di Evgeny Kissin e András Schiff a novembre a Pletnëv e Beatrice Rana a marzo, fino al duo Jussen.
La panoramica
Il programma completo è raccontato nella scheda sulla stagione 2026/2027 di Santa Cecilia.
Accessibilità, ragazzi e famiglie
Per esigenze di accessibilità nella Sala Sinopoli conviene contattare in anticipo la biglietteria dell'Accademia all'infoline 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it, per scegliere il posto più adatto e conoscere il percorso d'accesso.
Con i ragazzi
Il programma dei Jussen è fra i più adatti della stagione per un ragazzo: due giovani musicisti, due pianoforti, pezzi brevi come la suite Dolly e un finale con la Rapsodia in blu. Il riconoscimento Opus Klassik ricevuto nel 2018 nella categoria per bambini conferma la loro attenzione per il pubblico giovane. L'orario delle 20:00 di un mercoledì resta impegnativo per i più piccoli.
Il quartiere intorno all'Auditorium
Intorno all'Auditorium si incontrano Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: la Roma moderna, fra architettura contemporanea e verde.
Il MAXXI e il fiume
A pochi passi dalla fermata Flaminia/Reni c'è il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo; verso il Tevere, il Ponte della Musica unisce il Flaminio al Foro Italico.
Verso il centro
Il tram 2 riporta a piazzale Flaminio, dove comincia Villa Borghese.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
Dentro l'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada. Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar di quartiere; per cenare dopo il concerto l'offerta più ampia è nella zona di Ponte Milvio, a pochi minuti, dove diversi locali restano aperti fino a tardi.
Metà marzo a Roma
Metà marzo è un buon momento per un viaggio a Roma: le giornate sono più lunghe e le code ai musei sono ancora contenute. Le sere restano fresche, e all'uscita dall'Auditorium, verso le 22, serve una giacca. Chi resta in città più giorni può abbinare al concerto una visita al MAXXI o una passeggiata a Villa Borghese, entrambe raggiungibili con il tram 2 che porta anche all'Auditorium.
Domande frequenti sui Jussen a Santa Cecilia
Quando suonano Lucas e Arthur Jussen a Roma?
Lucas e Arthur Jussen suonano per l'Accademia di Santa Cecilia mercoledì 17 marzo 2027 alle 20:00 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30.
Che cosa suonano i Jussen a Santa Cecilia?
Il programma dei Jussen a Santa Cecilia comprende tre corali di Bach trascritti da Kurtág, VAN… di Kulenty, le Variazioni su un tema di Haydn di Brahms, le Variazioni su un tema di Paganini di Lutosławski, Dolly di Fauré, Introduzione e Allegro di Ravel e la Rapsodia in blu di Gershwin.
Quanto costano i biglietti per i Jussen?
I biglietti per il concerto di Lucas e Arthur Jussen costano 38 euro in platea, 26 euro in galleria di secondo settore e 18 euro in galleria di terzo settore. Sono in vendita dal 12 gennaio 2027 ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito autorizzato dall'Accademia.
Chi sono Lucas e Arthur Jussen?
Lucas e Arthur Jussen sono due fratelli pianisti olandesi di Hilversum, nati nel 1993 e nel 1996, allievi di Maria João Pires. Suonano insieme come duo, incidono per Deutsche Grammophon dal 2010 e hanno debuttato al Festival di Salisburgo nel 2019.
Il concerto dei Jussen è adatto ai ragazzi?
Il concerto dei Jussen a Santa Cecilia è fra i più adatti ai ragazzi della stagione: due giovani pianisti, pezzi brevi e un finale con la Rapsodia in blu di Gershwin. L'inizio alle 20:00 di un mercoledì va considerato per i più piccoli.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
L'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168.
Il consiglio finale sui Jussen a Santa Cecilia
Due fratelli cresciuti accanto a Maria João Pires, un duo che ha riaperto il Concertgebouw dopo la pandemia, un programma che va dai corali di Bach alla Rapsodia in blu: a nostro giudizio è il concerto da camera più festoso della primavera di Santa Cecilia, e uno dei migliori per chi porta un ragazzo al suo primo recital. Il consiglio è comprare presto, dal 12 gennaio, scegliere un posto con buona visuale sulle due tastiere e arrivare in tempo per i corali iniziali.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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