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Argerich e Capuçon per Beethoven all’Auditorium Parco della Musica — 6 aprile 2027

In breve. Martha Argerich suona il Concerto per pianoforte n. 2 di Beethoven con l'Orchestre de Chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon martedì 6 aprile 2027 alle 20:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio…

Martha Argerich suona il Concerto per pianoforte n. 2 di Beethoven con l'Orchestre de Chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon martedì 6 aprile 2027 alle 20:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma. Il programma, tutto beethoveniano, si apre con l'ouverture Coriolano e si chiude con la Sinfonia n. 7. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti costano da 30 a 60 euro e si comprano al botteghino dell'Auditorium, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto. Le porte si chiudono puntuali all'orario d'inizio.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dove Martha Argerich suona Beethoven con l'orchestra di Losanna
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dove Martha Argerich suona Beethoven con l'orchestra di Losanna Foto: Foto: World Travel & Tourism Council, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Una sola sera, un martedì di primavera, e sul palco due musicisti che si conoscono da decenni: la pianista argentina che ha segnato la seconda metà del Novecento e il violinista francese che oggi dirige dal podio l'orchestra da camera di Losanna. L'occasione è il bicentenario della morte di Beethoven, che l'Accademia di Santa Cecilia celebra per tutto il 2027. Per chi ama il pianoforte, è una data da segnare prima di tutte le altre.

Argerich e Capuçon a Santa Cecilia: la serata del 6 aprile

Il concerto di Martha Argerich e Renaud Capuçon è in programma una sola volta, martedì 6 aprile 2027 alle 20:00, nella Sala Santa Cecilia: non ci sono repliche, a differenza dei concerti sinfonici dell'Accademia che di solito si ripetono per tre sere.

Perché una data sola

L'orchestra è ospite: l'Orchestre de Chambre de Lausanne viene dalla Svizzera per una serata romana dentro il proprio calendario. È la formula delle orchestre in tournée, e comporta una conseguenza pratica semplice: chi rimanda l'acquisto rischia di non trovare più il settore desiderato.

La prevendita

L'Accademia ha diviso la prevendita della stagione 2026/2027 in due periodi: dal 10 settembre 2026 si vendono i concerti fino al 27 febbraio 2027, dal 12 gennaio 2027 quelli da marzo a fine stagione. Il concerto del 6 aprile rientra nella seconda finestra, e la pagina ufficiale indica il pulsante di acquisto da cui partire.

Beethoven 2027

La pagina del concerto lo colloca dentro il progetto Beethoven 2027, con cui l'Accademia celebra il duecentesimo anniversario della morte del compositore, avvenuta nel 1827. Nella stessa primavera la Sala Santa Cecilia ospita anche la Nona di Beethoven diretta da Daniel Harding, dal 22 al 24 aprile.

Il programma: Coriolano, il Secondo concerto e la Settima

Il programma di Argerich e Capuçon a Santa Cecilia comprende tre pagine di Beethoven: l'ouverture Coriolano, il Concerto per pianoforte n. 2 e la Sinfonia n. 7. È la forma classica del concerto sinfonico, con un'apertura breve, un concerto solistico e una sinfonia nella seconda parte.

L'ouverture Coriolano

L'ouverture Coriolano è un pezzo breve e teso, costruito su contrasti violenti fra accordi secchi e un tema più lirico. In apertura di serata ha una funzione precisa: mette subito in chiaro il suono dell'orchestra e il carattere del direttore. Con un'orchestra da camera, il Coriolano perde un po' di massa e guadagna in nitidezza.

Il Concerto per pianoforte n. 2

Il Secondo concerto è il più giovane dei cinque concerti per pianoforte di Beethoven, e il più vicino al mondo di Mozart e di Haydn: un'orchestra di dimensioni contenute, un pianoforte brillante, un finale che scherza con gli accenti. Proprio per questo si adatta bene a un'orchestra da camera come quella di Losanna. Martha Argerich lo ha inciso con Claudio Abbado e la Mahler Chamber Orchestra, insieme al Terzo concerto: quel disco ha vinto il Grammy come migliore esecuzione solistica con orchestra.

La Sinfonia n. 7

La Settima chiude la serata. È la sinfonia di Beethoven dominata dal ritmo, con l'Allegretto che il pubblico riconosce alle prime battute e un finale travolgente. Suonata da un organico da camera, lascia sentire le singole voci dei fiati e il disegno degli archi con una chiarezza che le grandi orchestre sinfoniche spesso coprono.

Il filo della serata

A nostro giudizio il programma è costruito con buon senso: il Beethoven eroico del Coriolano, il Beethoven giovane e ancora classico del Secondo concerto, il Beethoven maturo e ritmico della Settima. In poco più di due ore passano tre stagioni della sua musica.

Chi è Martha Argerich, la pianista

Martha Argerich è una pianista argentina naturalizzata svizzera, nata a Buenos Aires il 5 giugno 1941, vincitrice nel 1965 del Concorso Chopin di Varsavia e considerata una delle interpreti più autorevoli della sua epoca.

Gli anni di formazione

Ha cominciato a studiare con la madre, insegnante di pianoforte, e dai cinque ai quindici anni si è formata con Vincenzo Scaramuzza, didatta di scuola napoletana nato a Crotone. Ha debuttato in concerto a otto anni. Nel 1955 si è trasferita in Europa con la famiglia e ha studiato in Austria con Friedrich Gulda; nel 1960 ha frequentato i corsi di perfezionamento di Arturo Benedetti Michelangeli ad Arezzo e a Moncalieri.

I concorsi

Nel 1957, a sedici anni e a poche settimane di distanza, ha vinto il Concorso Ferruccio Busoni di Bolzano e il Concorso internazionale di Ginevra. Nel 1965 è arrivato il primo premio al Concorso Chopin di Varsavia, il riconoscimento che ne ha fatto una figura di riferimento del pianoforte mondiale.

La giurata ostinata

Nel 1980 si è dimessa dalla giuria del Concorso Chopin per protestare contro l'eliminazione al secondo turno del pianista croato Ivo Pogorelić. L'episodio è rimasto uno dei più discussi nella storia dei concorsi pianistici, e le ha dato la fama di giudice dal carattere indipendente.

La musica da camera

Fin dai primi anni ha affiancato alla carriera solistica una lunga attività in duo e in formazioni da camera, con violinisti, violoncellisti e altri pianisti. È questa inclinazione a spiegare il legame con Renaud Capuçon, con cui suona da molti anni.

I Grammy

Fra i premi ricevuti ci sono tre Grammy: nel 2000 con Charles Dutoit e l'Orchestre symphonique de Montréal per i concerti di Prokof'ev e Bartók, nel 2005 con Mikhail Pletnev per un disco a due pianoforti, nel 2006 con Claudio Abbado e la Mahler Chamber Orchestra per i concerti n. 2 e n. 3 di Beethoven. Nel 1997 ha ricevuto la medaglia intitolata a Claudio Arrau.

Lugano e i giovani

Per anni ha promosso giovani pianisti e compositori con i suoi festival, a Lugano con il Progetto Martha Argerich, a Beppu in Giappone e a Buenos Aires. Il 23 giugno 2010 il Municipio di Lugano le ha conferito la cittadinanza onoraria. Nel 2013 la figlia Stephanie ha diretto Bloody Daughter, un film intimo sulla sua vita.

Chi è Renaud Capuçon, il direttore

Renaud Capuçon è un violinista francese nato a Chambéry il 27 gennaio 1976 e, dalla stagione 2021/2022, direttore artistico dell'Orchestre de Chambre de Lausanne, che a Roma dirige dal podio.

La formazione

Ha cominciato il violino a quattro anni al conservatorio della sua città. A quattordici è entrato nella classe di Gérard Poulet al Conservatorio di Parigi, dove tre anni dopo si è diplomato con il Premier Prix di violino e di musica da camera. Ha suonato nell'Orchestra Giovanile Europea e poi nella Gustav Mahler Jugendorchester come primo violino, sotto la direzione di Claudio Abbado.

Solista e camerista

Ha costruito una carriera doppia, di solista e di camerista, con partner abituali come i pianisti Nicholas Angelich, Frank Braley, Hélène Grimaud e Martha Argerich, e con il fratello minore, il violoncellista Gautier Capuçon. Nel 1996 ha fondato nei pressi di Chambéry i Rencontres artistiques de Bel-Air, un festival che nel giro di una decina d'anni ha ospitato, fra gli altri, la stessa Argerich.

Il violino di Isaac Stern

Dopo aver suonato un Vuillaume, un Guadagnini e uno Stradivari, ha ricevuto in prestito dalla Banca della Svizzera Italiana il Guarneri del Gesù «Panette» del 1737, appartenuto a Isaac Stern.

I premi

Nel 2000 le Victoires de la Musique Classique lo hanno nominato nuovo talento dell'anno e nel 2005 strumentista solista dell'anno. Nel 2006 ha ricevuto il premio Georges Enesco della Sacem, la società francese degli autori.

I dischi con Argerich

La sua discografia, prima per Virgin Classics e poi in esclusiva per Erato, comprende nel 2004 il Triplo concerto di Beethoven con Martha Argerich, Mischa Maisky e l'Orchestra della Svizzera Italiana. Con l'Orchestre de Chambre de Lausanne ha inciso per Deutsche Grammophon l'integrale dei concerti per violino di Mozart.

L'Orchestre de Chambre de Lausanne

L'Orchestre de Chambre de Lausanne è un'orchestra da camera svizzera fondata nel 1942 da Victor Desarzens, residente alla Salle Métropole di Losanna e partner artistico dell'Opéra de Lausanne, di cui è l'orchestra durante la stagione lirica.

I direttori

Dopo Desarzens, direttore artistico fino al 1973, sul podio si sono succeduti Armin Jordan, Lawrence Foster, Jesús López Cobos, Christian Zacharias e Joshua Weilerstein. Renaud Capuçon ha assunto la direzione artistica nella stagione 2021/2022.

Una tradizione discografica

Negli anni Settanta l'orchestra ha inciso per Philips, con Antal Doráti, otto opere di Haydn, da La fedeltà premiata ad Armida, con cantanti come Jessye Norman, Frederica von Stade e Samuel Ramey. Più tardi ha registrato con Christian Zacharias, solista e direttore, l'integrale dei concerti per pianoforte di Mozart.

Una prima in Svizzera

È stata la prima orchestra svizzera ad avere un compositore in residenza ogni due anni, e collabora con le scuole superiori di musica e di teatro di Losanna. Gran parte dei suoi concerti è registrata dall'emittente radiofonica Espace 2.

Una curiosità su Argerich e Capuçon per Beethoven all'Auditorium Parco della Musica — 6 aprile 2027

La curiosità più bella riguarda il concerto che Martha Argerich suona a Roma. Il Secondo concerto di Beethoven è uno dei due che ha inciso con Claudio Abbado e la Mahler Chamber Orchestra, in un disco premiato con il Grammy nel 2006. Renaud Capuçon, che il 6 aprile dirige l'orchestra, da ragazzo è stato primo violino della Gustav Mahler Jugendorchester proprio sotto la direzione di Abbado. Due strade diverse, lo stesso maestro alle spalle.

La seconda curiosità è discografica. Nel 2004 Argerich e Capuçon hanno inciso insieme il Triplo concerto di Beethoven, con Mischa Maisky al violoncello. Ventitré anni dopo si ritrovano ancora su Beethoven, ma con i ruoli cambiati: lui non suona accanto a lei, la sostiene dal podio.

Terza: il violino che Capuçon suona nei concerti da solista, il Guarneri del Gesù «Panette» del 1737, appartenne a Isaac Stern. A Roma, però, lo strumento resta con ogni probabilità nella custodia: la sera del 6 aprile Capuçon è direttore, e il programma non prevede pagine per violino solista.

La Sala Santa Cecilia, dove suonano Argerich e Capuçon

La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002. Dal 2003 è la sede stabile della stagione dell'Accademia.

Il soffitto di ciliegio

Il soffitto è formato da 26 gusci di ciliegio americano, con una superficie media di circa 180 metri quadrati ciascuno. La sala lavora come una grande cassa armonica, con un tempo di riverberazione di 2,2 secondi. Per un'orchestra da camera, più leggera di una sinfonica, è un ambiente che amplifica senza appesantire.

Dove sedersi per il pianoforte

Chi frequenta la sala sa che l'intensità del suono sembra calare fino alla decima fila e poi restare costante. Per il pianoforte di Argerich conviene la platea centrale oltre la decima fila, oppure i settori laterali dal lato della tastiera, da cui si vedono le mani della pianista. La galleria alle spalle dell'orchestra permette invece di osservare Capuçon di fronte, come lo vedono i musicisti.

Gli scarabei di Renzo Piano

Viste da fuori, le tre sale sono grandi volumi rivestiti di piombo su una base di mattoni, disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Renzo Piano vinse il concorso nel 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller BBM di Monaco e con il paesaggista Franco Zagari.

Una cosa che non ti dice nessuno su Argerich e Capuçon per Beethoven all'Auditorium Parco della Musica — 6 aprile 2027

La regola sulle porte è applicata alla lettera. L'Accademia avverte che i concerti cominciano puntuali e che chi arriva in ritardo non entra in sala: può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Il 6 aprile il primo pezzo è il Coriolano, un'ouverture di pochi minuti: un ritardo modesto significa perderlo e rischiare di ascoltare il Concerto di Argerich davanti a uno schermo. Per un concerto con una sola data, è un errore che non si ripara.

Seconda cosa poco detta: la Sala Santa Cecilia è costruita su un piano rialzato rispetto al terreno, perché nel sottosuolo sono emersi i resti di una villa romana e non è stato possibile scavare in profondità. Le gallerie hanno soltanto due ascensori, e chi ha difficoltà motorie e un posto in alto deve arrivare con largo anticipo.

Terza: la sala non ha un organo a canne. La questione esplose nel 2002 con un appello di Italia Nostra, e l'Accademia, allora presieduta da Luciano Berio, sospese il progetto. Per un programma di Beethoven l'organo non serve, ma spiega la parete così spoglia alle spalle dell'orchestra.

Il consiglio che ti do per visitare Argerich e Capuçon per Beethoven all'Auditorium Parco della Musica — 6 aprile 2027

Il consiglio è comprare subito. Un concerto di Martha Argerich con orchestra è ormai un evento raro, la data è una sola e la sala, per quanto grande, tende a riempirsi per nomi di questo peso. Per la stessa ragione conviene scegliere il settore con attenzione: meglio un posto laterale dal lato della tastiera che una fila troppo vicina al palco.

Secondo consiglio: ascoltare a casa, nei giorni prima, il Secondo concerto nella registrazione di Argerich con Abbado. Non per confrontare, ma per arrivare in sala con il disegno del pezzo già in testa. Il Secondo è meno eseguito del Quarto e del Quinto, e chi lo conosce apprezza meglio i dettagli di un'esecuzione dal vivo.

Terzo: restare seduti durante gli applausi dopo il Concerto. Argerich è una pianista che il pubblico richiama in scena più volte, e il momento dei ringraziamenti, prima dell'intervallo, fa parte dell'esperienza della serata.

Infine, per il ritorno, il tram 2 e il 910 passano anche a concerto finito: non serve correre fuori prima dell'ultimo accordo della Settima.

Biglietti per Argerich e Capuçon a Santa Cecilia: prezzi e acquisto

I biglietti per il concerto di Martha Argerich e Renaud Capuçon costano da 30 a 60 euro, secondo il settore della Sala Santa Cecilia. Sono venduti dai soli rivenditori autorizzati dall'Accademia: il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il botteghino di via Vittoria 6 e i punti vendita del circuito di prevendita autorizzato.

Dove si comprano

Il botteghino dell'Auditorium, nello spazio serra, è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20. Quello di via Vittoria 6, a pochi passi da via del Corso e da piazza del Popolo, è aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 19 e il sabato dalle 11 alle 14, con pagamento solo elettronico. Online si parte dal pulsante di acquisto sulla pagina ufficiale del concerto.

Riduzioni e avvertenze

Le riduzioni per giovani, convenzioni e carte cultura sono descritte nelle sezioni dedicate del sito dell'Accademia, insieme alle avvertenze generali per il pubblico. Le condizioni valgono secondo il tipo di concerto: prima di contare su uno sconto conviene verificare che si applichi a questa data.

Rivenditori non autorizzati

L'Accademia avverte che non risponde di maggiorazioni sui biglietti venduti da soggetti non autorizzati. Per informazioni ci sono l'infoline 06 8082058 e gli indirizzi info@santacecilia.it e biglietteria@santacecilia.it.

Come arrivare all'Auditorium per Argerich e Capuçon

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910, 53, 982 e 168. La metropolitana non arriva fino all'ingresso.

Metro A e tram 2

Da piazzale Flaminio il tram 2 risale via Flaminia verso piazza Mancini. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraverso il Villaggio Olimpico. Dal centro storico è la soluzione più semplice.

Il 910 da Termini

Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi. Per chi arriva in treno o dorme vicino alla stazione è la linea più pratica.

Le altre linee

Il 53 collega piazza Mancini e il centro, il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade, il 168 dalla stazione Tiburtina. Orari e frequenze serali sono sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti romana.

In auto

Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico. Il complesso ha parcheggi a pagamento con posti limitati, e nelle sere di concerto le auto riempiono le strade del Villaggio Olimpico. Un martedì sera il traffico del Flaminio è quello dell'uscita dagli uffici: meglio i mezzi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Martha Argerich ha vinto il Concorso Chopin nel 1965. Meno citato è quanto la sua formazione passi per l'Italia. Il suo primo maestro vero, dai cinque ai quindici anni, fu Vincenzo Scaramuzza, un pianista nato a Crotone e formato alla scuola napoletana, emigrato in Argentina, che insegnava con un metodo personale: affrontare i problemi tecnici dentro la musica, senza esercizi separati. Poi, nel 1957, il primo grande successo arrivò a Bolzano, al Concorso Busoni.

E nel 1960 Argerich frequentò i corsi di perfezionamento di Arturo Benedetti Michelangeli ad Arezzo e a Moncalieri. Con lui fece in realtà pochissime lezioni, quattro secondo le biografie; quando a Benedetti Michelangeli fecero notare quanto poco tempo le avesse dedicato, rispose di averle insegnato «la musica del silenzio».

La pianista che il 6 aprile suona Beethoven a Roma ha dunque radici italiane più profonde di quanto dica il passaporto: un maestro calabrese, un concorso altoatesino, un corso toscano. Un dettaglio che il pubblico della Sala Santa Cecilia può portarsi in sala.

Come organizzare la serata del concerto

Per il concerto di Argerich e Capuçon conviene arrivare all'Auditorium almeno quaranta minuti prima delle 20:00. Ritiro dei biglietti, controlli, guardaroba e salita in sala richiedono tempo, e in una sala da oltre 2.700 posti le code si formano presto.

Prima del concerto

Il foyer comune alle sale ospita bar, caffetteria e una libreria con dischi e libri di musica. Dal terrazzo che corre intorno agli edifici si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori: dieci minuti ben spesi, se si arriva in anticipo.

La durata

L'Accademia non indica sulla pagina del concerto la durata complessiva. Il programma è quello di un concerto sinfonico pieno, con un'ouverture, un concerto per pianoforte, un intervallo e una sinfonia: chi ha un treno da prendere dopo il concerto si tenga largo.

Dopo il concerto

All'uscita la cavea è il posto giusto per lasciar defluire la folla. Chi ha la macchina nel Villaggio Olimpico non abbia fretta: le prime uscite dalle strade laterali sono sempre le più lente.

La foto giusta da fare a Argerich e Capuçon per Beethoven all'Auditorium Parco della Musica — 6 aprile 2027

Durante il concerto il telefono resta spento: in una sala così sensibile ogni rumore si sente, e il secondo movimento del Concerto di Beethoven vive di pianissimi. La foto si fa prima e dopo.

All'inizio di aprile, alle 19:30, a Roma c'è ancora luce. Dall'alto della cavea si inquadrano i tre scarabei di Renzo Piano con il piombo che prende l'ultimo sole, e l'ingresso della Sala Santa Cecilia con il pubblico che entra: è l'immagine che racconta la serata meglio di un ritratto.

In sala, prima che si spengano le luci e se il personale lo consente, lo scatto da fare è il pianoforte a coda al centro del palco, con il coperchio aperto e le sedie dell'orchestra da camera disposte intorno. È la fotografia che dice subito che cosa succederà.

Dopo il concerto, durante gli applausi finali e senza flash: Argerich richiamata in scena accanto a Capuçon. Fuori, i volumi delle sale visti dal basso, sul lato di viale Pietro de Coubertin, danno un'immagine quasi astratta, la meno ovvia e a nostro giudizio la più riuscita.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più antica del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due dei tre scarabei verso ovest, fin quasi al viadotto di corso di Francia. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

La storia moderna comincia con una demolizione, quella dell'Augusteo nel 1936, che lasciò Roma per oltre sessant'anni senza una vera sala sinfonica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Piano vinse il concorso. Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli, alla presenza di Goffredo Petrassi, che ascoltò la prima esecuzione assoluta di una sua Ouverture da concerto scritta nel 1931. Il 21 dicembre 2002 fu inaugurata la Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung Whun Chung.

Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma e nel 2020 il consiglio comunale ne ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone. Nel 2027 le sue sale ospitano il lungo omaggio dell'Accademia a Beethoven nel bicentenario della morte.

Chi è passato da Argerich e Capuçon per Beethoven all'Auditorium Parco della Musica — 6 aprile 2027

La Sala Santa Cecilia ha avuto ospiti di peso fin dal primo giorno. Il concerto inaugurale del 21 dicembre 2002 fu diretto da Myung Whun Chung. Pochi mesi prima, all'apertura della sala più piccola, Goffredo Petrassi volle essere presente; oggi quella sala porta il suo nome. Luciano Berio, allora presidente dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea.

Da allora la sala è la casa dell'Orchestra di Santa Cecilia e dei suoi direttori musicali, da Antonio Pappano a Daniel Harding, che nella stagione 2026/2027 dirige fra l'altro il Siegfried di Wagner e i Pagliacci di Leoncavallo.

Martha Argerich stessa ci passa due volte nella stessa stagione. A marzo, tre settimane prima del concerto di Losanna, suona con l'Orchestra di Santa Cecilia diretta da Charles Dutoit, il direttore con cui ha inciso i concerti di Prokof'ev e Bartók premiati con il Grammy: la serata è raccontata nella scheda del concerto di Dutoit e Argerich. Ad aprile torna con Renaud Capuçon e l'orchestra svizzera. Due concerti con orchestra della stessa pianista in meno di un mese, nella stessa sala, sono un fatto raro.

Accessibilità e ragazzi al concerto di Argerich e Capuçon

L'Accademia prevede per le persone con disabilità deambulanti, titolari della Disability Card, una riduzione del 15% su due biglietti, da acquistare direttamente al botteghino. Per le persone in carrozzina l'ingresso costa 10 euro e chi le assiste entra gratis, fino a esaurimento dei posti disponibili.

La prenotazione

Per le persone non deambulanti la prenotazione è obbligatoria, da 15 giorni prima del concerto fino al giorno precedente, al numero 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it. Per il concerto del 6 aprile la finestra si apre dunque il 22 marzo.

Arrivare in anticipo

La sala è rialzata rispetto al terreno e le gallerie hanno due soli ascensori: arrivare con un'ora di margine e chiedere subito il percorso al personale evita l'ingorgo degli ultimi minuti.

Con i ragazzi

La Settima di Beethoven è una delle sinfonie più adatte a un ragazzo che si avvicina alla musica classica: ritmo, energia, un finale travolgente. E ascoltare dal vivo una pianista come Argerich è un ricordo che dura. Per un bambino piccolo, invece, una serata sinfonica completa di martedì sera resta impegnativa.

Il quartiere intorno all'Auditorium

L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma del Novecento in cui l'architettura contemporanea convive con il verde.

Il MAXXI

A pochi minuti a piedi, verso via Guido Reni, c'è il MAXXI di Zaha Hadid: con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città. Chi ha il pomeriggio libero può vedere una mostra e arrivare a piedi in sala.

Verso il Tevere

Dall'Auditorium si scende al Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico. Più a nord c'è Ponte Milvio, la sera uno dei punti d'incontro più frequentati di Roma nord.

Verso il centro

Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, alle porte di Villa Borghese e del Tridente. Una passeggiata al Pincio nel pomeriggio di aprile, con le giornate già lunghe, e il tram verso il concerto sono il modo più riposante di arrivare.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

All'interno dell'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva dal lavoro e non vuole rischiare la chiusura delle porte alle 20:00.

Nel quartiere

Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. Un martedì sera si trova posto con facilità, ma conviene cenare presto, prima del concerto.

Ponte Milvio e il centro

Per cenare dopo il concerto l'offerta più ampia è a Ponte Milvio, a pochi minuti, dove molti locali restano aperti fino a tardi. In direzione opposta, verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo, la scelta è quella del centro storico, con i prezzi del centro storico.

Aprile a Roma: il momento dell'anno

L'inizio di aprile è uno dei periodi più belli per stare a Roma: giornate lunghe, temperature miti, i giardini in fiore.

Una settimana di musica

Chi resta qualche giorno trova all'Auditorium, due giorni dopo, Daniel Harding con Ravel e Debussy, dall'8 al 10 aprile, sempre in Sala Santa Cecilia. È un modo di passare in pochi giorni dal Beethoven classico al colore orchestrale francese del primo Novecento.

Il clima

Le sere di aprile possono essere ancora fresche, e l'Auditorium è un complesso aperto, in cui fra un ingresso e l'altro si cammina all'esterno. Una giacca leggera da lasciare al guardaroba basta quasi sempre.

Domande frequenti su Argerich e Capuçon a Santa Cecilia

Quando suona Martha Argerich a Roma nel 2027?

Martha Argerich suona a Roma con l'Orchestre de Chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon martedì 6 aprile 2027 alle 20:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, viale Pietro de Coubertin 30. Nella stessa stagione è anche ospite, a marzo, dell'Orchestra di Santa Cecilia con Charles Dutoit.

Qual è il programma del concerto di Argerich e Capuçon?

Il concerto di Argerich e Capuçon è tutto dedicato a Beethoven: l'ouverture Coriolano, il Concerto per pianoforte n. 2 con Martha Argerich solista e la Sinfonia n. 7. Rientra nelle celebrazioni dell'Accademia di Santa Cecilia per il bicentenario della morte del compositore.

Quanto costano i biglietti per Argerich a Santa Cecilia?

I biglietti per il concerto di Argerich e Capuçon a Santa Cecilia costano da 30 a 60 euro, secondo il settore della sala. Si comprano al botteghino dell'Auditorium, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito autorizzato dall'Accademia, a partire dalla pagina ufficiale del concerto.

Renaud Capuçon suona il violino al concerto?

Al concerto del 6 aprile Renaud Capuçon è indicato come direttore dell'Orchestre de Chambre de Lausanne, di cui è direttore artistico dalla stagione 2021/2022. Il programma non comprende pagine per violino solista: l'unico solista della serata è Martha Argerich al pianoforte.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?

All'Auditorium Parco della Musica si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'ingresso è chiuso alle auto.

Cosa succede se si arriva in ritardo?

Ai concerti dell'Accademia di Santa Cecilia le porte si chiudono puntuali all'orario d'inizio. Chi arriva in ritardo non entra in sala e può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Per il concerto di Argerich conviene arrivare almeno quaranta minuti prima.

Il concerto di Argerich e Capuçon ha repliche?

Il concerto di Argerich e Capuçon ha una sola data, martedì 6 aprile 2027 alle 20:00. Non sono previste repliche con lo stesso programma: chi vuole esserci deve scegliere quella sera, e conviene comprare il biglietto appena possibile.

Il consiglio finale su Argerich e Capuçon a Santa Cecilia

Una pianista che ha attraversato sessant'anni di storia dell'interpretazione, un violinista che la conosce da una vita e qui la sostiene dal podio, un'orchestra da camera con una lunga tradizione alle spalle e tre pagine di Beethoven che coprono tutta la sua parabola: a nostro giudizio è uno degli appuntamenti più preziosi della stagione romana. Il consiglio è comprare presto, scegliere un posto dal lato della tastiera oltre la decima fila, ascoltare prima il Secondo concerto e arrivare in anticipo, perché a Santa Cecilia il ritardo non si recupera.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento6 Aprile 2027 20:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città