Beethoven IX diretta da Daniel Harding all’Auditorium Parco della Musica di Roma — dal 22 aprile 2027 al 24 aprile 2027
Daniel Harding dirige la Nona Sinfonia di Beethoven con l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, per tre sere: giovedì 22 aprile 2027 alle 19.30, venerdì 23 aprile alle 20 e sabato 24 aprile alle 18. In apertura la prima assoluta di Rischiare la gioia di Stefano Gervasoni, commissionata dall'Accademia. L'Auditorium si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini. I biglietti costano da 28 a 65 euro e si comprano dalla pagina ufficiale del concerto sul sito dell'Accademia, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, al botteghino dell'Auditorium o a quello di via Vittoria 6.
Il 2027 è l'anno del duecentesimo anniversario della morte di Beethoven, e l'Accademia di Santa Cecilia lo celebra con il suo direttore musicale sul podio e la sinfonia che più di ogni altra appartiene a tutti. Solisti, coro, una pagina nuova scritta per l'occasione da un compositore italiano che ha vissuto a Roma da borsista di Villa Medici: sono tre sere che valgono il viaggio all'Auditorium anche per chi la Nona crede di conoscerla a memoria.
La Nona di Beethoven con Harding: date, orari, interpreti
La Nona di Beethoven diretta da Daniel Harding si ascolta tre volte nella Sala Santa Cecilia: giovedì 22 aprile 2027 alle 19.30 (turno G-G2), venerdì 23 alle 20 (turno V-V2), sabato 24 alle 18 (turno S-S2).
Gli interpreti
Sul palco l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con il maestro del coro Andrea Secchi. I solisti della Nona sono il soprano Christiane Karg, il mezzosoprano Sara Mingardo, il tenore Andrew Staples e il basso Alexander Grassauer. Per la prima assoluta di Gervasoni canta il mezzosoprano Lucile Richardot. Il direttore è Daniel Harding, direttore musicale dell'Orchestra di Santa Cecilia.
Il programma
Il programma pubblicato dall'Accademia è di due brani: Stefano Gervasoni, Rischiare la gioia, prima assoluta su commissione dell'Accademia di Santa Cecilia; Ludwig van Beethoven, Sinfonia n. 9. La Nona dura in media circa settanta minuti. La durata della pagina di Gervasoni non è pubblicata.
Quale sera scegliere
Le tre esecuzioni sono identiche nel programma; cambia l'orario. Il giovedì alle 19.30 è la sera di chi esce dal lavoro e vuole rientrare presto. Il venerdì alle 20 è la più classica. Il sabato alle 18 è la scelta migliore per chi arriva da fuori Roma o viene con ragazzi: si esce all'ora di cena e il ritorno è comodo.
La Sinfonia n. 9 di Beethoven: che cosa si ascolta
La Sinfonia n. 9 in re minore op. 125, detta Corale, è l'ultima sinfonia di Beethoven, scritta fra il 1822 e il 1824 ed eseguita per la prima volta il 7 maggio 1824 al Theater am Kärntnertor di Vienna.
Quattro movimenti, una svolta
I primi tre movimenti sono esclusivamente strumentali: Allegro ma non troppo, un poco maestoso; Molto vivace, lo Scherzo; Adagio molto e cantabile. Il quarto, Presto, allegro assai, introduce i solisti e il coro sui versi dell'ode Alla gioia di Friedrich Schiller. È questa entrata delle voci in una sinfonia a fare della Nona un caso a parte: per lungo tempo è stata la maggiore composizione sinfonica con voci.
L'organico
Beethoven chiede un'orchestra ampia per l'epoca: ottavino, due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti e controfagotto, quattro corni, due trombe, tre tromboni, timpani, piatti, triangolo, grancassa e archi, oltre al coro a quattro voci e a quattro solisti. Un organico di queste dimensioni, con il coro alle spalle, in sala si sente in un modo che nessuna registrazione restituisce.
Dalla prima di Vienna all'inno europeo
Alla prima del 1824 cantarono, fra gli altri, il contralto Caroline Unger e il tenore Anton Haizinger. La partitura fu pubblicata da Schott a Magonza nel 1826, con dedica al re di Prussia Federico Guglielmo III; l'autografo è conservato alla Biblioteca di Stato di Berlino. Il tema del finale, riadattato da Herbert von Karajan, fu adottato nel 1972 come inno europeo, e dal 1985 è l'inno ufficiale dell'Unione europea. Pochi brani della storia della musica hanno avuto una vita pubblica così lunga fuori dalla sala da concerto.
Perché ascoltarla dal vivo
A nostro giudizio la Nona è la sinfonia che più perde in registrazione. L'arrivo delle voci dopo tre movimenti solo strumentali è teatro puro, e in una sala da 2.756 posti con un coro sinfonico alle spalle dell'orchestra diventa un'esperienza fisica.
Stefano Gervasoni e Rischiare la gioia
Rischiare la gioia di Stefano Gervasoni è una prima assoluta commissionata dall'Accademia di Santa Cecilia per le serate della Nona, con il mezzosoprano Lucile Richardot. Il titolo dialoga apertamente con l'ode di Schiller che chiude la sinfonia di Beethoven.
Chi è Stefano Gervasoni
Stefano Gervasoni è nato a Bergamo il 26 luglio 1962. Ha cominciato gli studi musicali nel 1980, dopo un incontro con Luigi Nono, frequentando al conservatorio di Milano le classi di Luca Lombardi, Niccolò Castiglioni e Azio Corghi. Si è poi perfezionato con György Ligeti, Brian Ferneyhough, Peter Eötvös e Helmut Lachenmann.
Parigi, Roma, Berlino
Fra il 1993 e il 1995 ha vissuto a Parigi, frequentando i corsi di composizione e informatica musicale dell'IRCAM. Fra il 1995 e il 1996 è stato compositore residente all'Accademia di Francia a Villa Medici, a Roma. Nel 1998 ha insegnato ai corsi estivi di Darmstadt e nel 2006 è stato compositore residente a Berlino con il Berliner Künstlerprogramm. Insegna composizione al conservatorio di Parigi.
Premi e commissioni
Gervasoni ha vinto numerosi concorsi, dal Viotti di Vercelli nel 1985 al Petrassi di Parma, fino a concorsi a Vienna, Montréal e Boswil. Ha ricevuto commissioni dall'Ensemble Intercontemporain, dalle radio tedesche di Colonia e di Baden-Baden, dall'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI, da Radio France. Le sue opere sono state eseguite alla Biennale di Venezia, al Concertgebouw di Amsterdam, al Festival d'Automne di Parigi.
Una prima assoluta prima della Nona
Mettere una pagina nuova prima della Nona è una scelta coraggiosa, e giusta. Il pubblico che viene per Beethoven ascolta una musica scritta oggi, pensata per dialogare con quella che seguirà. Il consiglio è ascoltarla senza pregiudizi: una prima assoluta è l'unico momento in cui nessuno in sala, nemmeno il critico più esperto, sa che cosa sta per sentire.
Chi è Daniel Harding, direttore musicale di Santa Cecilia
Daniel Harding è nato a Oxford il 31 agosto 1975 ed è il direttore musicale dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia: nominato il 6 marzo 2023, è entrato in carica nell'ottobre del 2024.
Un inizio precoce: Rattle e Abbado
Harding ha studiato tromba alla Chetham's School of Music di Manchester ed è entrato a tredici anni nella National Youth Orchestra. A diciassette anni ha riunito un gruppo di musicisti, ha diretto il Pierrot lunaire di Schönberg e ha mandato la registrazione a Simon Rattle, che lo ha preso come assistente alla City of Birmingham Symphony Orchestra per la stagione 1993-1994. Dopo un anno all'Università di Cambridge, nel 1996 Claudio Abbado lo ha chiamato come suo assistente ai Berliner Philharmoniker. Nello stesso anno è salito sul podio dei Proms, il più giovane direttore del festival fino a quel momento, a ventuno anni.
Le orchestre
È stato direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica di Trondheim, della Norrköping Symfoniorkester, della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen e, dal 2016 al 2019, dell'Orchestre de Paris. Con la Mahler Chamber Orchestra ha un rapporto speciale: direttore ospite principale, poi direttore musicale dal 2003 al 2008, direttore principale fino al 2011, e da allora direttore onorario. È stato direttore ospite principale della London Symphony Orchestra dal 2006 e direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica della Radio Svedese dal 2007.
L'opera: Salisburgo, Aix, la Scala
Al Festival di Salisburgo ha diretto fra l'altro Don Giovanni con i Wiener Philharmoniker nel 2006, Le nozze di Figaro nel 2007, Ariadne auf Naxos con Jonas Kaufmann nel 2012. Ad Aix-en-Provence, con la Mahler Chamber Orchestra, il Don Giovanni di Peter Brook e il Così fan tutte di Patrice Chéreau. Alla Scala ha inaugurato la stagione 2005/2006 con Idomeneo, dopo le dimissioni di Riccardo Muti, e vi è tornato per Salome, Pagliacci, Cavalleria rusticana e Falstaff. Nel 2013 ha debuttato alla Wiener Staatsoper con Der fliegende Holländer.
Premi e dischi
La registrazione di Billy Budd di Britten con la London Symphony Orchestra ha vinto il Grammy come migliore registrazione d'opera nel 2010. Nel 2002 la Francia lo ha nominato Cavaliere dell'Ordre des arts et des lettres; il 31 dicembre 2020 è stato nominato Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico per i servizi alla musica. Su Beethoven ha inciso le ouverture con la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen, i Concerti per pianoforte n. 3 e 4 con Maria João Pires e l'Imperatore con Yundi e i Berliner Philharmoniker.
Harding e l'Italia
Il rapporto con l'Italia è lungo. Ha diretto più volte il Concerto di Capodanno della Fenice di Venezia, nel 2011, 2015, 2021, 2023 e 2025, e il 16 febbraio 2013 è stato ospite della serata finale del Festival di Sanremo, dirigendo la Valchiria di Wagner e la marcia trionfale dell'Aida. Santa Cecilia è il punto d'arrivo di un percorso italiano cominciato nel 1998 con un Don Giovanni al Nuovo Piccolo Teatro di Milano.
Harding, Santa Cecilia e l'anno di Beethoven
La Nona di aprile arriva nella seconda stagione di Daniel Harding come direttore musicale di Santa Cecilia, una stagione che lo stesso Harding ha inaugurato a ottobre 2026 con il Siegfried di Wagner in forma di concerto.
Una stagione cominciata con Wagner
Il calendario dell'Accademia apre la stagione 2026/2027 con Wagner: Siegfried diretto da Harding il 21, 24 e 27 ottobre 2026. Chi ha seguito quel ciclo, raccontato nella nostra scheda sul Siegfried di Harding a Santa Cecilia, ritrova ad aprile lo stesso direttore con un repertorio diverso ma una stessa idea: grandi pagine con voci, orchestra al completo, sala piena.
Il bicentenario beethoveniano
L'Accademia dichiara di celebrare con queste serate il duecentesimo anniversario della morte di Beethoven, 1827-2027. Il panorama completo della stagione, con gli altri appuntamenti beethoveniani, è nella nostra guida alla stagione di Santa Cecilia 2026/2027. La Nona con il direttore musicale ne è, logicamente, il centro.
Una curiosità su Beethoven IX diretta da Daniel Harding all'Auditorium Parco della Musica di Roma — dal 22 aprile 2027 al 24 aprile 2027
La prima curiosità riguarda il direttore. Daniel Harding non vive solo di musica: è anche pilota di aerei professionista, dipendente di Air France. Un direttore d'orchestra con la licenza di pilota di linea è un caso rarissimo, e dice qualcosa del suo temperamento: precisione, controllo, gusto per la responsabilità di guidare molte persone in un'impresa complessa. La Nona, con orchestra, coro e quattro solisti, è il repertorio in cui questo tipo di controllo si vede di più.
La seconda riguarda il suo debutto. A diciassette anni Harding ha diretto il Pierrot lunaire di Schönberg con un gruppo di musicisti riuniti da lui stesso e ha spedito la registrazione a Simon Rattle. È così che è cominciata la sua carriera: con un nastro mandato per posta a un direttore famoso. Trent'anni dopo è sul podio di una delle orchestre sinfoniche più importanti d'Italia.
La terza riguarda il compositore della prima assoluta. Stefano Gervasoni ha cominciato a studiare musica nel 1980 dopo un incontro con Luigi Nono, e fra il 1995 e il 1996 è stato compositore residente a Villa Medici. Rischiare la gioia, dunque, è la pagina di un compositore che Roma l'ha conosciuta da dentro, e che torna in città con una commissione dell'istituzione musicale più antica della capitale.
La Sala Santa Cecilia, la casa della Nona
La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002 con l'Orchestra di Santa Cecilia diretta da Myung-whun Chung.
Il soffitto di ciliegio
Il soffitto è formato da 26 gusci in legno di ciliegio americano, ciascuno con una superficie media di circa 180 metri quadrati: la sala funziona come una cassa armonica. Il tempo di riverberazione è di 2,2 secondi, dovuto alle dimensioni della sala e ai gusci lignei che fanno da specchio acustico. Il palco è molto ampio, e attorno, anche dietro gli esecutori, corre una galleria con altri posti a sedere.
Dove sedersi per la Nona
Per una sinfonia con coro la scelta del posto conta. I posti frontali, in platea centrale o in galleria di fronte, restituiscono l'equilibrio fra orchestra, coro e solisti. I posti dietro il palco offrono un'esperienza diversa: si vede il direttore in faccia, si sente l'orchestra dall'interno, ma le voci soliste arrivano meno nitide. Per la Nona conviene il frontale. L'intensità sonora, in questa sala, sembra calare fino alla decima fila e poi mantenersi costante: non serve sedere a ridosso del palco per sentire bene.
Gli scarabei di Renzo Piano
Dall'esterno le tre sale sembrano tre grandi scarabei, rivestiti di piombo su una base di mattoni, disposti intorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Renzo Piano vinse il concorso a inviti del 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM e con il paesaggista Franco Zagari.
Una cosa che non ti dice nessuno su Beethoven IX diretta da Daniel Harding all'Auditorium Parco della Musica di Roma — dal 22 aprile 2027 al 24 aprile 2027
La regola della puntualità, a Santa Cecilia, non ammette eccezioni. L'Accademia lo scrive senza giri di parole: i concerti cominciano puntuali e chi si attarda non può entrare in sala; può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Per queste serate la regola ha una conseguenza precisa: il programma si apre con la prima assoluta di Gervasoni, e chi arriva tardi la perde. Una prima assoluta, per definizione, non si recupera.
La seconda cosa che pochi raccontano: la Sala Santa Cecilia è costruita su un piano molto rialzato rispetto al terreno, perché nel sottosuolo sono emersi i resti di una villa romana, e per raggiungere le gallerie ci sono soltanto due ascensori. Con tre sere di tutto esaurito probabile, gli ascensori diventano un collo di bottiglia nei minuti prima dell'inizio. Chi ha difficoltà motorie e un posto in galleria deve arrivare con largo anticipo.
La terza riguarda il turno. Il sabato alle 18 è l'orario che molti romani ignorano, abituati alla sera. È invece l'orario migliore per chi vuole cenare dopo il concerto senza fretta, e per chi viene da fuori città e deve riprendere un treno.
Il consiglio che ti do per visitare Beethoven IX diretta da Daniel Harding all'Auditorium Parco della Musica di Roma — dal 22 aprile 2027 al 24 aprile 2027
Meglio scegliere il sabato alle 18 e un posto frontale in galleria. Il sabato perché l'orario permette di arrivare con calma, ascoltare il concerto con la testa sgombra e cenare dopo; la galleria frontale perché per una sinfonia con coro l'equilibrio delle masse sonore conta più della vicinanza al podio.
Secondo: arrivate all'Auditorium almeno quaranta minuti prima. Il ritiro dei biglietti, i controlli, la salita verso la sala e il guardaroba richiedono tempo, e in una sala da oltre 2.700 posti le file si formano in fretta. Con la regola della puntualità, perdere Gervasoni per una coda al guardaroba sarebbe un peccato.
Terzo: preparatevi un po'. Leggete il testo dell'ode di Schiller prima di entrare, anche solo in traduzione. Il finale della Nona è un testo cantato in tedesco, e sapere che cosa dicono coro e solisti trasforma l'ascolto.
Quarto, per chi ha tempo: fate un giro sul terrazzo che corre intorno agli edifici prima del concerto. Fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori. Duemila anni di Roma sotto i piedi, duecento anni di Beethoven nelle orecchie: è la sintesi più onesta della serata.
Biglietti per la Nona di Harding a Santa Cecilia
I biglietti per la Nona di Beethoven diretta da Daniel Harding costano da 28 a 65 euro, secondo il settore, e sono in vendita presso i soli rivenditori autorizzati indicati dall'Accademia.
Dove comprarli
L'Accademia indica come rivenditori autorizzati i punti vendita del circuito di prevendita a cui rimanda la pagina ufficiale del concerto, il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e quello di via Vittoria 6. L'acquisto online parte dal pulsante sotto la data prescelta, sulla pagina del concerto. L'Accademia non si assume responsabilità per maggiorazioni sui biglietti venduti da soggetti non autorizzati.
Giovani e informazioni
L'Accademia ha una sezione dedicata alle agevolazioni per i giovani sul proprio sito. Per informazioni c'è l'infoline 06 8082058 e gli indirizzi info@santacecilia.it e biglietteria@santacecilia.it. Le avvertenze complete sono pubblicate sul sito dell'Accademia.
Il botteghino di via Vittoria
Il botteghino di via Vittoria 6 si trova nel Tridente, non lontano da piazza del Popolo: comodo per chi soggiorna in centro e preferisce acquistare di persona, scegliendo il posto con l'aiuto del personale.
Come arrivare all'Auditorium per la Nona
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 982, 168 e 53. La metropolitana non arriva fin qui: la stazione più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2 verso piazza Mancini. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraversando il Villaggio Olimpico.
Autobus 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e porta all'Auditorium senza cambi. Per chi arriva in treno è l'opzione più lineare. Il 53 collega piazza Mancini e il centro; il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade; il 168 viene dalla stazione Tiburtina. Per orari e frequenze del giorno scelto conviene consultare il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti.
In auto
Viale Pietro de Coubertin è chiuso al traffico nel tratto dell'Auditorium. Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento, con posti limitati; nelle sere di concerto le auto invadono le strade del Villaggio Olimpico. In auto solo se non c'è alternativa.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti conoscono l'inno alla gioia; pochi ricordano che la melodia che l'Europa usa come inno non è esattamente quella di Beethoven. Il tema del finale della Nona fu riadattato da Herbert von Karajan, e in questa forma fu adottato nel 1972 come inno europeo; dal 1985 è l'inno ufficiale dell'Unione europea.
Il secondo fatto noto agli addetti riguarda la dedica. La Nona, la sinfonia della fratellanza universale, è dedicata a un re: Federico Guglielmo III di Prussia. La partitura fu pubblicata da Schott a Magonza nel 1826, e l'autografo è conservato alla Biblioteca di Stato di Berlino. Il contrasto fra il messaggio del finale e la dedica a un sovrano assoluto dice molto del mondo in cui Beethoven lavorava.
Il terzo riguarda Roma. L'Accademia di Santa Cecilia, che ad aprile esegue la Nona per il bicentenario, è sede di un'orchestra e di un coro sinfonici stabili: una condizione che rende possibile affrontare questa sinfonia con forze interamente proprie, senza coro ospite. Sul palco ci saranno i musicisti di casa, con il loro direttore musicale.
L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che produce la Nona con la propria orchestra e il proprio coro, è una delle istituzioni musicali più antiche del mondo: nata come congregazione di musicisti, è oggi una fondazione con un'orchestra e un coro sinfonici e attività di perfezionamento.
L'Accademia dentro l'Auditorium
L'Auditorium è la sede principale dell'Accademia, che vi conserva anche la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali. Dal 2003 la stagione sinfonica dell'Accademia si tiene stabilmente qui. La patrona dell'Accademia e della musica è la santa venerata nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere.
Aprile in stagione
Il calendario dell'Accademia per l'autunno 2026 mostra il ritmo della stagione: il Siegfried di Harding a ottobre, Alexander Soddy con Poulenc e Prokof'ev e Kirill Petrenko a novembre, Antonio Pappano a fine novembre. La Nona di aprile si colloca in questo percorso come l'appuntamento del direttore musicale nell'anno di Beethoven.
La foto giusta da fare a Beethoven IX diretta da Daniel Harding all'Auditorium Parco della Musica di Roma — dal 22 aprile 2027 al 24 aprile 2027
Durante il concerto il telefono resta in tasca: in una sala con un'acustica così sensibile ogni scatto si sente, e nella Nona i silenzi fra un movimento e l'altro sono parte della musica. La foto giusta si fa prima e dopo.
Prima: dall'alto della cavea, si inquadrano i tre scarabei di Renzo Piano con il rivestimento di piombo che riflette la luce. Il sabato alle 18, a fine aprile, c'è ancora la luce del giorno, e l'Auditorium mostra il suo profilo migliore. Se si riesce a includere l'ingresso della Sala Santa Cecilia con il pubblico che entra, la foto racconta la serata.
Dentro la sala, prima che inizi il concerto e se il personale lo consente, lo scatto da fare è verso il palco: l'orchestra al completo, le file del coro già schierate dietro, i gusci di ciliegio sopra. Una Nona si riconosce dal palco affollato, e quell'immagine, prima che entri il direttore, è il documento della serata.
Dopo il concerto, durante gli applausi finali, molti tirano fuori il telefono. Se proprio dovete, fatelo lì, senza flash. Ma il consiglio è un altro: fotografate la cavea vuota all'uscita, con le luci della sera. È la foto del silenzio dopo la Nona.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana, costruita nel III secolo a.C. sul luogo di una fattoria di epoca arcaica, del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto: due dei tre scarabei furono spostati verso ovest, fin quasi al viadotto di corso di Francia. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni la capitale restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso.
Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli; il 21 dicembre 2002 fu inaugurato il resto del complesso con la Sala Santa Cecilia e un concerto dell'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia; dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma. Nel 2020 il consiglio comunale ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone.
E un anniversario che quasi nessuno nota: la Sala Sinopoli ha aperto il 21 aprile 2002. La Nona di Harding arriva il giorno dopo il venticinquesimo anniversario dell'apertura della prima sala dell'Auditorium. Un quarto di secolo di musica sinfonica in una città che ne era rimasta senza per sessant'anni.
Chi è passato da Beethoven IX diretta da Daniel Harding all'Auditorium Parco della Musica di Roma — dal 22 aprile 2027 al 24 aprile 2027
La Sala Santa Cecilia ha avuto fin dal primo giorno ospiti di peso. Il concerto inaugurale del 21 dicembre 2002 fu diretto da Myung-whun Chung. Pochi mesi prima, all'apertura della Sala Sinopoli, il compositore Goffredo Petrassi, ormai anziano, volle essere presente e ascoltò la prima esecuzione nella nuova sala della sua Ouverture da concerto del 1931; la sala più piccola del complesso porta oggi il suo nome. Luciano Berio, che in quegli anni guidava l'Accademia, ha dato il nome alla cavea.
Nei primi mesi di vita la sala fu anche criticata: il direttore Wolfgang Sawallisch si disse perplesso sul palcoscenico e sull'acustica, e seguirono interventi di correzione. Da allora la sala è diventata la casa dell'Orchestra di Santa Cecilia e dei direttori che l'hanno guidata, da Antonio Pappano a Daniel Harding.
Il legame fra Pappano e Harding è curioso: il direttore uscente e quello entrante condividono la stessa stagione. Nell'autunno 2026 il calendario dell'Accademia porta sul podio della Sala Santa Cecilia sia Harding, con il Siegfried, sia Pappano, a fine novembre. Vedere il direttore precedente e quello attuale alternarsi sullo stesso podio a poche settimane di distanza è un segno di continuità. Per Harding, che da ragazzo mandava nastri a Rattle e faceva l'assistente ad Abbado, la Nona di aprile è l'occasione di lasciare il segno su una sala che ha già la sua storia.
Intorno all'Auditorium: Flaminio e Villaggio Olimpico
L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati compresa fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma moderna in cui l'architettura contemporanea dialoga con il verde.
MAXXI e Teatro Olimpico
Vicino alla fermata Flaminia/Reni del tram 2 si trova il MAXXI, museo delle arti del XXI secolo. Poco più in là c'è il Teatro Olimpico, altra sala storica del quartiere.
Verso il Tevere e verso il centro
Dall'Auditorium si scende verso il fiume e il Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico. Più a nord c'è Ponte Milvio, che la sera diventa uno dei punti d'incontro più frequentati di Roma nord. Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, dove cominciano Villa Borghese e il Tridente.
Dove mangiare prima o dopo la Nona
All'interno dell'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva direttamente dal lavoro.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. Per il concerto del giovedì alle 19.30 conviene mangiare dopo; per quello del sabato alle 18 la cena dopo il concerto è naturale.
Ponte Milvio e il centro
Chi preferisce cenare dopo trova l'offerta più ampia nella zona di Ponte Milvio, dove i locali restano aperti fino a tardi. In direzione opposta, verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo, la scelta è quella del centro storico, con prezzi da centro storico.
Accessibilità e ragazzi alla Nona
La Sala Santa Cecilia è rialzata rispetto al piano stradale e le gallerie si raggiungono con due soli ascensori: per esigenze di accessibilità conviene contattare in anticipo la biglietteria dell'Accademia all'infoline 06 8082058 o a biglietteria@santacecilia.it.
Persone con mobilità ridotta
Conviene arrivare con almeno un'ora di anticipo e chiedere al personale di sala il percorso con ascensore prima che si formi la coda.
Con i ragazzi
La Nona è una delle sinfonie più adatte per portare un ragazzo al primo concerto sinfonico: il finale con il coro, il tema che conosce già senza saperlo, lo spettacolo di un palco affollato. Il turno del sabato alle 18 è quello giusto. Le regole d'accesso per i minori e le agevolazioni per i giovani sono pubblicate dall'Accademia.
Domande frequenti sulla Nona di Beethoven con Harding a Roma
Quando si esegue la Nona di Beethoven con Daniel Harding a Roma?
La Nona di Beethoven diretta da Daniel Harding si esegue nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica tre volte: giovedì 22 aprile 2027 alle 19.30, venerdì 23 aprile alle 20 e sabato 24 aprile alle 18. Il programma è lo stesso nelle tre serate.
Quanto costano i biglietti per la Nona a Santa Cecilia?
I biglietti per la Nona di Beethoven con Harding all'Accademia di Santa Cecilia costano da 28 a 65 euro, secondo il settore. Si comprano dalla pagina ufficiale del concerto sul sito dell'Accademia, che rimanda al circuito autorizzato, al botteghino dell'Auditorium o a quello di via Vittoria 6.
Chi sono i solisti della Nona di Harding?
I solisti della Nona diretta da Harding a Santa Cecilia sono il soprano Christiane Karg, il mezzosoprano Sara Mingardo, il tenore Andrew Staples e il basso Alexander Grassauer, con l'Orchestra e il Coro dell'Accademia e il maestro del coro Andrea Secchi. Lucile Richardot canta nella prima assoluta di Gervasoni.
Che cosa c'è nel programma oltre alla Nona?
Oltre alla Nona di Beethoven, il programma di Santa Cecilia comprende la prima assoluta di Rischiare la gioia di Stefano Gervasoni, commissionata dall'Accademia, con il mezzosoprano Lucile Richardot. La pagina di Gervasoni apre il concerto.
Cosa succede se arrivo in ritardo al concerto di Santa Cecilia?
I concerti dell'Accademia di Santa Cecilia cominciano puntuali e chi arriva in ritardo non può entrare in sala: può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Per la Nona di Harding, arrivare tardi significa perdere la prima assoluta di Gervasoni.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
L'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini, senza cambi. Fermano vicino anche il 53, il 982 e il 168.
Quanto dura la Nona di Beethoven?
La Nona Sinfonia di Beethoven dura in media circa settanta minuti. A Santa Cecilia è preceduta dalla prima assoluta di Gervasoni, la cui durata non è pubblicata: conviene mettere in conto un concerto di un paio d'ore, con uscita di conseguenza.
Il consiglio finale sulla Nona di Harding
Duecento anni dopo la morte di Beethoven, la sinfonia che è diventata l'inno di un continente torna nella sala più grande di Roma con il direttore musicale di Santa Cecilia sul podio e una pagina nuova ad aprire la serata. Il consiglio è semplice: scegliete il sabato alle 18, un posto frontale, arrivate con quaranta minuti di anticipo, leggete Schiller prima di entrare e ascoltate Gervasoni con la stessa attenzione che riserverete a Beethoven. È un concerto che si ricorda.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
