Kirill Petrenko dirige l’Orchestra di Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica — 12, 13 e 14 novembre 2026
Kirill Petrenko, direttore principale dei Berliner Philharmoniker, dirige l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia giovedì 12 novembre 2026 alle 19:30, venerdì 13 novembre alle 20:00 e sabato 14 novembre alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30. Con lui c'è il tenore Benjamin Bernheim; in programma Mathis der Maler di Hindemith, quattro Lieder di Richard Strauss con orchestra e la Sinfonia n. 3 «Renana» di Schumann. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti costano da 28 a 65 euro e si comprano al botteghino dell'Auditorium, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto. Le porte si chiudono all'orario d'inizio.
Ci sono concerti che si annunciano e concerti che si aspettano. Questo appartiene alla seconda categoria: il direttore che guida da sette anni l'orchestra di Karajan e di Abbado sale sul podio di Santa Cecilia con un programma interamente tedesco, costruito con un'intelligenza rara. Chi ama la musica sinfonica e si trova a Roma in quei giorni non ha molte scuse.
Petrenko a Santa Cecilia: le tre serate di novembre
Il concerto di Kirill Petrenko si replica tre volte, secondo lo schema consueto della stagione sinfonica dell'Accademia: giovedì 12 novembre alle 19:30 per il turno G, venerdì 13 alle 20:00 per il turno V, sabato 14 alle 18:00 per il turno S. Il programma è lo stesso nelle tre serate.
Quale sera scegliere
Il giovedì ha il pubblico più fedele, quello degli abbonati storici, e l'atmosfera di una prima. Il venerdì è la serata più comoda per chi lavora e vuole cenare dopo. Il sabato alle 18 è la scelta giusta per chi viene da fuori Roma e deve riprendere un treno, o per chi vuole il concerto e poi una cena senza fretta. Per un concerto di questo richiamo, però, la scelta vera la farà la disponibilità dei posti.
Un concerto a prezzo maggiorato
L'Accademia ha inserito la serata di Petrenko fra i concerti sinfonici a prezzo maggiorato della stagione 2026/2027, insieme al Beethoven 9 e ai Pagliacci diretti da Daniel Harding e al concerto di Charles Dutoit con Martha Argerich. È un segnale preciso: l'Accademia stessa considera questo appuntamento uno dei tre o quattro vertici dell'anno.
Una cornice diplomatica
La pagina ufficiale colloca il concerto nell'ambito dei 75 anni dalla ripresa delle relazioni diplomatiche fra Italia e Germania. Un direttore alla guida della più celebre orchestra tedesca, un programma di Hindemith, Strauss e Schumann, un'orchestra italiana: la scelta è coerente fino nei dettagli.
Il programma: Hindemith, Strauss e Schumann
Il programma del concerto di Kirill Petrenko a Santa Cecilia comprende Mathis der Maler di Paul Hindemith, quattro Lieder di Richard Strauss con orchestra cantati da Benjamin Bernheim e la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 97 «Renana» di Robert Schumann.
Hindemith, Mathis der Maler
La sinfonia Mathis der Maler è una delle pagine orchestrali più celebri di Hindemith. Nacque nel 1934 su richiesta di Wilhelm Furtwängler, che voleva un lavoro nuovo per una tournée dei Berliner Philharmoniker; Hindemith scrisse tre movimenti sinfonici destinati a confluire poi nell'opera omonima, dedicata al pittore Matthias Grünewald. I tre tempi, Concerto degli angeli, Deposizione e Tentazione di sant'Antonio, corrispondono ad altrettante tavole dell'altare di Isenheim, il grande polittico a sportelli dipinto da Grünewald.
Quattro Lieder di Strauss
Dalla raccolta op. 27 vengono tre canzoni: Heimliche Aufforderung, Morgen! e Cäcilie; la quarta, Verführung, è l'op. 33 n. 1. L'op. 27 fu il regalo di nozze di Strauss alla moglie, il soprano Pauline de Ahna, nel 1894. Morgen!, su versi di John Henry Mackay, è uno dei Lieder più registrati di Strauss: nella versione orchestrale del 1897 archi con sordina, arpa e violino solo accompagnano la voce quasi sempre in pianissimo, e i corni entrano solo sulla parola «stumm», muto.
Schumann, la «Renana»
La Terza di Schumann è l'ultima sinfonia composta dall'autore, anche se non l'ultima pubblicata. Scritta fra il 2 novembre e il 9 dicembre 1850, fu eseguita per la prima volta a Düsseldorf il 6 febbraio 1851 sotto la direzione dello stesso Schumann. Ha cinque movimenti invece dei quattro canonici; il quarto, Feierlich, cioè solenne, evoca una cerimonia nel Duomo di Colonia per la nomina di un arcivescovo a cardinale.
Il filo che lega il programma
Letto in fila, il programma racconta un secolo di musica tedesca all'indietro: dal 1934 di Hindemith al 1894 di Strauss al 1850 di Schumann. È un percorso che parte da un'opera sul dovere dell'artista in tempi oscuri e arriva a un fiume, il Reno, e a una cattedrale. A nostro giudizio è il programma più pensato dell'autunno romano.
Chi è Kirill Petrenko, il direttore dei Berliner
Kirill Petrenko è nato l'11 febbraio 1972 a Omsk, in Siberia, allora Unione Sovietica; dal 2019 è direttore principale dei Berliner Philharmoniker, l'orchestra che prima di lui hanno guidato Nikisch, Furtwängler, Karajan, Abbado e Simon Rattle. È un direttore russo-austriaco, cresciuto in una famiglia di musicisti.
Gli anni della formazione
Il padre era violinista, la madre musicologa. Petrenko studiò pianoforte e debuttò come pianista a undici anni. A diciotto, con l'apertura delle frontiere sovietiche, la famiglia emigrò in Austria, nel Vorarlberg, dove il padre entrò nell'orchestra sinfonica regionale. Kirill si diplomò con lode in pianoforte al conservatorio di Feldkirch e proseguì gli studi all'Università di musica di Vienna, fra gli altri con Uroš Lajovic. Fra i suoi maestri e mentori ci sono Myung-Whun Chung, Edward Downes, Péter Eötvös, Ferdinand Leitner e Semyon Bychkov.
Il debutto e la gavetta in teatro
Il debutto come direttore arrivò nel 1995, nel Vorarlberg, con Let's Make an Opera di Benjamin Britten. Dal 1997 al 1999 fu Kapellmeister alla Volksoper di Vienna; dal 1999 al 2002 direttore musicale generale del teatro di Meiningen, in Turingia, dove nel 2001 diresse l'intero Anello del Nibelungo di Wagner in quattro giorni consecutivi, il suo primo incontro professionale con Wagner.
Komische Oper e Monaco
Dal 2002 al 2007 guidò la Komische Oper di Berlino. Debuttò all'Opera di Stato di Baviera nel 2003, vi tornò nel 2009 con Jenůfa di Janáček e nel 2010 fu nominato direttore musicale generale a partire dal 2013. Ha mantenuto l'incarico fino al 2021, succedendo a Kent Nagano e precedendo Vladimir Jurowski, in una sequenza di titolari che comprende Richard Strauss, Bruno Walter, Hans Knappertsbusch, Georg Solti e Wolfgang Sawallisch.
Bayreuth
Dal 2013 al 2015 Petrenko diresse il Ring al Festival di Bayreuth. Per un direttore della sua generazione è la consacrazione wagneriana per eccellenza, e il ponte fra la carriera nei teatri e quella sinfonica che sarebbe arrivata subito dopo.
L'elezione a Berlino
Aveva diretto i Berliner come ospite nel 2006, nel 2009 e nel 2012. Nel giugno 2015 l'orchestra lo elesse direttore principale, primo incarico alla guida di un'orchestra sinfonica dopo una vita passata nei teatri d'opera. L'inizio ufficiale del mandato è stato il 19 agosto 2019.
Le prese di posizione
Petrenko è un direttore notoriamente riservato con la stampa, ma non silenzioso sulle questioni che contano. Nel 2014, durante l'annessione della Crimea, chiese che la sovranità dell'Ucraina fosse rispettata; nel febbraio 2022 ha condannato l'invasione russa dell'Ucraina. Nel marzo 2020, con la commissaria federale alla cultura Monika Grütters, ha assunto il patrocinio di un fondo di sostegno per i musicisti freelance colpiti dalla pandemia.
Premi e dischi recenti
Ha vinto il premio per la direzione agli International Opera Awards nel 2014 e nell'edizione 2020/21. Nel 2026 ha ricevuto il Léonie Sonning Music Prize, il principale premio musicale danese, e secondo la radio bavarese ne ha devoluto l'importo all'Ucraina. Con i Berliner ha dedicato grande attenzione ad Arnold Schönberg: Verklärte Nacht, la Sinfonia da camera n. 1 e l'oratorio incompiuto Die Jakobsleiter, pubblicato nel 2025.
Benjamin Bernheim, il tenore della serata
Benjamin Bernheim è un tenore lirico franco-svizzero nato a Parigi il 9 giugno 1985, oggi uno dei nomi più richiesti per il repertorio francese e italiano. Cresciuto a Ginevra, vi studiò violino e pianoforte e cominciò a prendere lezioni di canto a dieci anni.
Da Losanna a Zurigo
A diciotto anni entrò al Conservatorio di Losanna, allievo di Gary Magby. Fu poi ammesso all'Opera Studio di Zurigo per la stagione 2008/2009 e dal 2010 fece parte della compagnia stabile dell'Opernhaus, dove cantò anche nella prima assoluta di Gesualdo di Marc-André Dalbavie. Nel 2012 debuttò al Festival di Salisburgo in Il re pastore di Mozart, in forma di concerto, con William Christie.
I grandi teatri
Dalla stagione 2015/2016 i ruoli da protagonista: Rodolfo nella Bohème a Zurigo e poi al Covent Garden e all'Opéra di Parigi, Alfredo nella Traviata alla Staatsoper di Berlino, alla Scala e a Londra, Faust a Chicago e al Théâtre des Champs-Élysées, Nemorino all'Opera di Stato di Vienna, il Duca di Mantova a Monaco, Des Grieux nella nuova Manon dell'Opéra di Parigi.
Perché proprio Strauss
Bernheim ha iniziato presto con Strauss, cantando Narraboth in Salome, Matteo in Arabella e il Cantante italiano nel Rosenkavalier alla Scala. I Lieder con orchestra chiedono esattamente ciò che lo ha reso celebre: una linea lunga, un pianissimo sostenuto, una dizione limpida. Sentirlo in Morgen!, con l'orchestra ridotta a un sussurro, è una delle ragioni per comprare il biglietto.
Una curiosità su Kirill Petrenko dirige l'Orchestra di Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica — 12, 13 e 14 novembre 2026
Il primo concerto nella Sala Santa Cecilia, il 21 dicembre 2002, fu diretto da Myung-Whun Chung alla testa dell'Orchestra dell'Accademia. Chung è anche uno dei maestri e mentori che Petrenko indica nella propria formazione. Ventiquattro anni dopo, l'allievo sale sullo stesso podio con la stessa orchestra: un piccolo cerchio che si chiude e che nessun programma di sala racconta.
C'è una seconda coincidenza, più storica. La sinfonia Mathis der Maler fu eseguita per la prima volta il 12 marzo 1934 dai Berliner Philharmoniker diretti da Furtwängler. L'orchestra che oggi Petrenko guida è dunque quella che ha tenuto a battesimo il brano d'apertura del concerto romano. Il direttore porta a Roma un pezzo di storia della propria casa, affidandolo però a un'altra orchestra.
Terza, per gli appassionati di genealogie: fra i direttori musicali dell'Opera di Baviera che hanno preceduto Petrenko c'è Wolfgang Sawallisch, lo stesso che nei primi mesi di vita della Sala Santa Cecilia si disse perplesso sul palcoscenico e sull'acustica. La sala, da allora, è stata corretta; il giudizio di chi la frequenta oggi è molto diverso.
La Sala Santa Cecilia, casa dell'orchestra
La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002. Dal 2003 ospita stabilmente la stagione dell'Accademia.
Il legno di ciliegio
Il soffitto è composto da 26 gusci di ciliegio americano, ciascuno con una superficie media di circa 180 metri quadrati. La sala lavora come una grande cassa armonica, con un tempo di riverberazione di 2,2 secondi. Per una partitura come la Renana, con i corni e i tromboni del quarto movimento che entrano in pianissimo, questo significa sentire ogni sfumatura.
Dove sedersi per un concerto sinfonico
Chi frequenta la sala sa che l'intensità sonora sembra calare fino alla decima fila e poi mantenersi costante: non serve la platea a ridosso del palco. Per un direttore come Petrenko, però, c'è un'alternativa da considerare: la galleria alle spalle dell'orchestra, da cui si vede il gesto del direttore di fronte. Per chi vuole capire come si prova e si guida un'orchestra, è il posto migliore.
Gli scarabei di Renzo Piano
Viste da fuori, le sale sono tre grandi volumi rivestiti di piombo su una base di mattoni, disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Piano vinse il concorso a inviti del 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco e con il paesaggista Franco Zagari. La scheda del complesso è sulla pagina dell'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Kirill Petrenko dirige l'Orchestra di Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica — 12, 13 e 14 novembre 2026
Le porte si chiudono all'orario d'inizio, e l'Accademia lo applica alla lettera: chi arriva in ritardo non entra in sala e segue il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. In una serata con Mathis der Maler in apertura, questo significa perdere il Concerto degli angeli, cioè il brano più luminoso del programma. Il consiglio è banale ma vale oro: tenersi mezz'ora di margine sul traffico del Flaminio.
Seconda cosa poco detta: la Sala Santa Cecilia è costruita su un piano rialzato rispetto al terreno, perché nel sottosuolo sono emersi i resti di una villa romana e non è stato possibile scavare. Per le gallerie ci sono soltanto due ascensori. Chi ha difficoltà motorie e un posto in galleria deve arrivare con largo anticipo, non per scrupolo ma per necessità.
Terza: la sala non ha un organo a canne. La questione esplose nel 2002 con un appello di Italia Nostra e l'Accademia, allora guidata da Luciano Berio, sospese il progetto. Per questo programma l'organo non serve; ma spiega perché la parete dietro l'orchestra sia così spoglia rispetto alle grandi sale europee, compresa la Philharmonie di Berlino, casa di Petrenko.
L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e la stagione 2026/2027
L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che organizza il concerto di Petrenko, è una delle istituzioni musicali più antiche del mondo: nata come congregazione di musicisti, oggi è una fondazione con un'orchestra e un coro sinfonici e un corpo accademico. Il direttore musicale è Daniel Harding.
Un novembre fitto
Il concerto cade in pieno autunno sinfonico dell'Accademia. Pochi giorni prima, il 5, 6 e 7 novembre, Alexander Soddy dirige Poulenc, Prokof'ev e Dukas; subito dopo, il 19, 20 e 21 novembre, torna Antonio Pappano con Petrassi e Čajkovskij, e il 26, 27 e 28 novembre Daniel Harding dirige Brahms e Strauss. La stagione si è aperta in ottobre con il Siegfried di Wagner diretto da Harding, e il 9 novembre la stagione da camera porta in Sala Santa Cecilia il duo Evgeny Kissin e András Schiff.
Il museo dell'Accademia
L'Auditorium è la sede principale dell'Accademia, che vi conserva la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali. La santa patrona della musica e dell'Accademia è venerata nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, che vale una visita di giorno per chi resta a Roma.
Il consiglio che ti do per visitare Kirill Petrenko dirige l'Orchestra di Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica — 12, 13 e 14 novembre 2026
Il consiglio è di ascoltare, prima del concerto, una sola cosa: Morgen! di Strauss, nella versione orchestrale. Dura circa tre minuti e mezzo. Chi arriva in sala conoscendone il respiro sente poi tutta la differenza fra un'esecuzione corretta e un'esecuzione sospesa, e con Petrenko e Bernheim è lecito aspettarsi la seconda.
Secondo consiglio: scegliete il posto in funzione di ciò che volete portarvi a casa. Per il suono, platea centrale oltre la decima fila o galleria frontale. Per il direttore, galleria dietro l'orchestra. Petrenko è un direttore da guardare: la precisione del suo gesto è uno spettacolo nello spettacolo, e da quei posti la si segue di fronte, come la vedono i musicisti.
Terzo: non uscite durante gli applausi finali. Nella Renana l'ultimo movimento chiude in una luce piena, e in una sala di questo tipo l'applauso di 2.700 persone è parte della serata. Il tram 2 e il 910 passano anche dieci minuti più tardi.
Infine, se dovete scegliere una sola delle tre date, prendete quella del sabato alle 18 e cenate dopo: è l'unica che lascia il tempo di commentare il concerto a tavola senza guardare l'orologio.
Biglietti per Petrenko a Santa Cecilia: prezzi e riduzioni
I biglietti per il concerto di Kirill Petrenko costano da 28 a 65 euro, secondo il settore della Sala Santa Cecilia. Sono venduti dai soli rivenditori autorizzati dall'Accademia: il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il botteghino di via Vittoria 6 e i punti vendita del circuito di prevendita autorizzato.
Dove si comprano
Il botteghino dell'Auditorium, nello spazio serra, è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20. Quello di via Vittoria 6, a due passi da via del Corso e da piazza del Popolo, è aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 19 e il sabato dalle 11 alle 14, con pagamento solo elettronico. Online si parte dal pulsante di acquisto sotto la data scelta, sulla pagina ufficiale del concerto.
Giovani e ragazzi
Per i concerti della stagione in abbonamento gli under 26 hanno uno sconto del 30% sui biglietti, e i minori di 14 anni accompagnati da un adulto entrano al prezzo simbolico di 3 euro. Le tariffe ridotte si acquistano solo ai botteghini, fino a esaurimento dei posti in promozione, e le agevolazioni non sono cumulabili. Il carnet per gli under 35 esclude invece i concerti a prezzo maggiorato come questo.
Rivenditori non autorizzati
L'Accademia avverte che non risponde di maggiorazioni sui biglietti venduti da soggetti non autorizzati. Per un nome come Petrenko il mercato secondario è prevedibile: meglio evitarlo, e chiedere eventualmente all'infoline 06 8082058 se si liberano posti.
Come arrivare all'Auditorium per il concerto di Petrenko
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910, 53, 982 e 168. La metropolitana non arriva fino all'ingresso.
Metro A e tram 2
Da piazzale Flaminio il tram 2 risale via Flaminia verso piazza Mancini. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraverso il Villaggio Olimpico. È la soluzione più semplice da piazza del Popolo e dal centro.
Il 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi. Per chi dorme vicino alla stazione, o arriva in treno per il concerto del sabato pomeriggio, è la linea da scegliere.
Le altre linee
Il 53 collega piazza Mancini e il centro, il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade e dalla stazione Quattro Venti, il 168 dalla stazione Tiburtina. Il 168 è una linea feriale: il sabato conviene controllare gli orari sul sito dell'azienda dei trasporti.
In auto
Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico. Il complesso ha parcheggi a pagamento con posti limitati; nelle sere di concerto le auto invadono le strade del Villaggio Olimpico. In auto solo se non c'è alternativa, e con anticipo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Mathis der Maler sia un capolavoro di Hindemith lo sanno tutti. Meno citato è il prezzo che costò. La sinfonia fu accolta bene alla prima berlinese del 1934, ma Furtwängler fu duramente attaccato dal governo nazista per averla eseguita, perché altre partiture di Hindemith erano già state bollate come «degenerate». La trama dell'opera, del resto, ruota intorno al dovere di un artista di seguire la propria visione a prescindere dalla politica. Completata nel 1935, l'opera non poté essere rappresentata in Germania e andò in scena per la prima volta solo nel 1938, a Zurigo.
Ascoltare oggi quel brano aperto da un direttore nato in Siberia, emigrato in Austria a diciotto anni e oggi alla guida dell'orchestra di Furtwängler, che ha preso posizione pubblica sulla guerra in Ucraina, dà alla serata un peso che va oltre la musica. Non serve sottolinearlo: basta saperlo.
Un secondo fatto noto agli specialisti riguarda la Renana. Alla prima di Düsseldorf, nel 1851, le recensioni furono contrastanti, dall'elogio pieno alla perplessità; ma il pubblico applaudì dopo ogni movimento e alla fine l'orchestra si unì agli applausi gridando «hurrà» all'indirizzo di Schumann. A Santa Cecilia gli applausi fra un movimento e l'altro non si usano più: ma la tentazione, dopo lo Scherzo, è comprensibile.
Come organizzare la serata del concerto
Per il concerto di Petrenko la regola è arrivare all'Auditorium almeno quaranta minuti prima dell'inizio. Ritiro dei biglietti, controlli, guardaroba e salita in sala richiedono tempo, e in una sala da oltre 2.700 posti le code si formano presto.
Prima del concerto
Il foyer comune alle sale ospita bar, caffetteria e una grande libreria con dischi e libri di musica. Dal terrazzo che corre intorno agli edifici, fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori.
La durata
L'Accademia non indica sulla pagina del concerto la durata complessiva né la posizione dell'intervallo. La Renana da sola dura circa trentacinque minuti; con Hindemith e i Lieder di Strauss la serata è quella di un concerto sinfonico pieno, con un intervallo. Chi ha un treno da prendere dopo il concerto del sabato si tenga largo.
Dopo il concerto
All'uscita la cavea è il posto giusto per lasciar defluire la folla. Chi ha la macchina nel Villaggio Olimpico non abbia fretta: le prime uscite dalle strade laterali sono sempre le più lente.
La foto giusta da fare a Kirill Petrenko dirige l'Orchestra di Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica — 12, 13 e 14 novembre 2026
Durante il concerto il telefono resta spento: in una sala così sensibile ogni scatto si sente, e Petrenko è un direttore che chiede al pubblico la stessa concentrazione che chiede all'orchestra. La foto si fa prima e dopo.
Prima del concerto, a novembre, fa buio presto: dall'alto della cavea si inquadrano i tre scarabei di Renzo Piano con il piombo che riflette le luci, e l'ingresso della Sala Santa Cecilia con il pubblico che entra. È l'immagine che racconta la serata meglio di qualsiasi ritratto.
In sala, prima che si spengano le luci e se il personale lo consente, lo scatto da fare è verso l'alto, sui gusci di ciliegio del soffitto, con l'orchestra già schierata sotto. Per chi siede in galleria dietro il palco, la foto giusta è il podio vuoto con i leggii illuminati: tra pochi minuti ci sarà Petrenko.
Dopo il concerto, gli applausi finali sono il solo momento in cui tirare fuori il telefono, senza flash. Fuori, i volumi delle sale visti dal basso, sul lato di viale Pietro de Coubertin, danno un'immagine quasi astratta: la meno ovvia, e la più bella.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due dei tre scarabei verso ovest, fino quasi al viadotto di corso di Francia. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuto l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni la capitale restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Piano vinse il concorso.
Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli; il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-Whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è sede stabile della stagione dell'Accademia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, e nel 2020 il consiglio comunale ne ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone. Nella Sala Santa Cecilia l'Accademia ha costruito da allora la stagione con cui oggi porta a Roma direttori come Petrenko.
Chi è passato da Kirill Petrenko dirige l'Orchestra di Santa Cecilia all'Auditorium Parco della Musica — 12, 13 e 14 novembre 2026
La Sala Santa Cecilia ha avuto ospiti di peso fin dal primo giorno. Il concerto inaugurale del 21 dicembre 2002 fu diretto da Myung-Whun Chung. Pochi mesi prima, all'apertura della Sala Sinopoli, Goffredo Petrassi volle essere presente per ascoltare la prima esecuzione nella nuova sala della sua Ouverture da concerto del 1931; la sala più piccola del complesso porta oggi il suo nome. Luciano Berio, allora alla guida dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea.
Nei primi mesi la sala fu anche criticata: Wolfgang Sawallisch si disse perplesso sul palcoscenico e sull'acustica, e seguirono interventi di correzione. Da allora è diventata la casa dell'Orchestra di Santa Cecilia e dei suoi direttori musicali, da Antonio Pappano, che torna in questa stessa stagione, a Daniel Harding.
Fra i solisti di casa c'è Evgeny Kissin, ospite dell'Accademia dal 1991, che in questa sala ha suonato con Pappano il Secondo concerto di Liszt nel 2019. Nella stagione 2026/2027 passano dallo stesso palco Martha Argerich con Charles Dutoit, Daniil Trifonov con Jakub Hrůša, Lisa Batiashvili con Lorenzo Viotti e Semyon Bychkov, che è stato uno dei mentori di Petrenko. A novembre tocca a lui: il direttore dei Berliner, con un tenore che canta nei maggiori teatri d'Europa.
Accessibilità e bambini al concerto di Petrenko
L'Accademia prevede per le persone con disabilità deambulanti, titolari della Disability Card, una riduzione del 15% su due biglietti, da acquistare direttamente al botteghino. Per le persone in carrozzina l'ingresso costa 10 euro e l'accompagnatore entra gratis, fino a esaurimento dei posti disponibili.
La prenotazione
Per le persone non deambulanti la prenotazione è obbligatoria, da 15 giorni prima del concerto fino al giorno precedente, al numero 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it. Per il concerto del 12 novembre la finestra si apre dunque il 28 ottobre.
Arrivare in anticipo
La sala è rialzata rispetto al terreno e le gallerie hanno due soli ascensori: arrivare con un'ora di margine e chiedere subito il percorso al personale evita il collo di bottiglia dei minuti prima dell'inizio. Il Servizio Cortesia dell'Accademia è presente nei giorni di concerto in abbonamento da un'ora prima dell'inizio.
Con i ragazzi
Per un bambino piccolo una serata sinfonica completa è impegnativa. Per un ragazzo che studia musica, invece, vedere dal vivo il direttore dei Berliner è un'esperienza formativa rara, e con 3 euro per i minori di 14 anni accompagnati l'Accademia la rende accessibile. Il consiglio: la galleria dietro l'orchestra, per vedere il direttore in faccia.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma del Novecento, dove l'architettura contemporanea convive con il verde.
Il MAXXI e il Villaggio Olimpico
A pochi minuti a piedi, verso via Guido Reni, c'è il MAXXI di Zaha Hadid: con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città. Chi ha il pomeriggio libero prima del concerto del sabato può visitare una mostra e arrivare a piedi in sala.
Verso il Tevere
Dall'Auditorium si scende al Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico. Più a nord c'è Ponte Milvio, la sera uno dei punti d'incontro più frequentati di Roma nord.
Verso il centro
Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, alle porte di Villa Borghese e del Tridente. Una passeggiata al Pincio nel pomeriggio e il tram verso il concerto sono il modo più riposante di arrivare.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva dal lavoro il giovedì e non vuole rischiare la chiusura delle porte.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. Per il giovedì e il venerdì il consiglio è prenotare presto e cenare con calma prima.
Ponte Milvio e il centro
Per cenare dopo il concerto del sabato l'offerta più ampia è a Ponte Milvio, raggiungibile in pochi minuti, dove i locali restano aperti fino a tardi. In direzione opposta, verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo, la scelta è quella del centro storico, con i prezzi del centro storico.
Novembre a Roma: il momento dell'anno
Novembre è il mese in cui Roma torna ai romani: finite le grandi ondate turistiche, le stagioni concertistiche e teatrali entrano nel vivo e le sere si fanno fresche. Per chi viaggia è un momento eccellente, con musei meno affollati di giorno e grandi concerti la sera.
Una settimana di musica
Chi resta a Roma qualche giorno può costruire un piccolo festival personale senza cambiare indirizzo: il 9 novembre Kissin e Schiff, dal 12 al 14 Petrenko, il 16 Theodora di Händel in Sala Sinopoli, il 18 il Quatuor Ebène con Beethoven. Nello stesso periodo l'Auditorium ospita anche il Roma Jazz Festival.
Il clima
Le sere di novembre possono essere umide e piovose, e l'Auditorium è un complesso aperto, in cui fra un ingresso e l'altro si cammina all'esterno. Ombrello pieghevole e giacca da lasciare al guardaroba evitano sorprese.
Domande frequenti su Petrenko a Santa Cecilia
Quando dirige Kirill Petrenko a Santa Cecilia a Roma?
Kirill Petrenko dirige l'Orchestra di Santa Cecilia giovedì 12 novembre 2026 alle 19:30, venerdì 13 novembre alle 20:00 e sabato 14 novembre alle 18:00. Le tre serate si tengono nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, con lo stesso programma.
Cosa suona Petrenko con l'Orchestra di Santa Cecilia?
Il concerto di Petrenko a Santa Cecilia comprende Mathis der Maler di Hindemith, quattro Lieder di Richard Strauss con orchestra (Verführung, Heimliche Aufforderung, Morgen! e Cäcilie) cantati dal tenore Benjamin Bernheim, e la Sinfonia n. 3 «Renana» di Schumann.
Quanto costano i biglietti per Petrenko a Roma?
I biglietti per Petrenko a Santa Cecilia costano da 28 a 65 euro secondo il settore; è uno dei concerti a prezzo maggiorato della stagione. Gli under 26 hanno il 30% di sconto e i minori di 14 anni accompagnati pagano 3 euro, acquistando ai botteghini fino a esaurimento dei posti in promozione.
Dove si comprano i biglietti per il concerto di Petrenko?
I biglietti per il concerto di Petrenko si comprano al botteghino dell'Auditorium Parco della Musica, aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dal pulsante di acquisto sulla pagina ufficiale del concerto.
Chi è Benjamin Bernheim?
Benjamin Bernheim, il tenore del concerto di Petrenko, è un cantante franco-svizzero nato a Parigi nel 1985, formato a Ginevra e a Losanna e cresciuto artisticamente all'Opera di Zurigo. Canta nei maggiori teatri europei, dal Covent Garden alla Scala all'Opéra di Parigi, in ruoli come Rodolfo, Alfredo e Faust.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica con i mezzi?
All'Auditorium Parco della Musica si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'ingresso è chiuso alle auto.
Cosa succede se arrivo in ritardo al concerto di Santa Cecilia?
Ai concerti dell'Accademia di Santa Cecilia le porte si chiudono puntualmente all'orario d'inizio. Chi arriva tardi non entra in sala e può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Conviene arrivare almeno quaranta minuti prima.
Il concerto di Petrenko è adatto ai ragazzi?
Il concerto di Petrenko è un programma sinfonico completo, impegnativo per i bambini piccoli ma prezioso per un ragazzo che studia musica. I minori di 14 anni accompagnati da un adulto entrano al prezzo simbolico di 3 euro, acquistando al botteghino fino a esaurimento dei posti in promozione.
Il consiglio finale su Petrenko a Santa Cecilia
I concerti che restano sono quelli in cui programma, interpreti e luogo si parlano. Questo è uno di quelli: il direttore dei Berliner, l'orchestra di casa di Roma, un secolo di musica tedesca raccontato all'indietro, una sala costruita per questo repertorio. Comprate presto, scegliete un posto da cui vedere il gesto di Petrenko, ascoltate Morgen! trattenendo il respiro. E arrivate in anticipo: con queste porte, il ritardo non si perdona.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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