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Manfred Honeck dirige Beethoven a Santa Cecilia — 25, 26 e 27 marzo 2027

In breve. Manfred Honeck dirige l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, giovedì 25 marzo 2027 alle 19:30,…

Manfred Honeck dirige l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, giovedì 25 marzo 2027 alle 19:30, venerdì 26 alle 20:00 e sabato 27 alle 18:00. In programma la prima italiana di Peccato, ormai è troppo tardi dell'estone Jüri Reinvere, la Prima Sinfonia di Beethoven e l'oratorio Cristo sul Monte degli Ulivi, con il soprano Liv Redpath, il tenore Juan Francisco Gatell e il basso Irakli Pkhaladze; il coro è preparato da Andrea Secchi. I biglietti vanno da 23 a 54 euro secondo il settore e si comprano sul sito ufficiale dell'Accademia di Santa Cecilia, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, al botteghino dell'Auditorium o a quello di via Vittoria 6. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alla fermata Apollodoro, oppure con il bus 910 da Termini.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Renzo Piano
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Renzo Piano Foto: Foto: World Travel & Tourism Council, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Il concerto è uno dei momenti con cui l'Accademia celebra il duecentesimo anniversario della morte di Beethoven, 1827-2027. Sul podio c'è il direttore musicale della Pittsburgh Symphony Orchestra, vincitore di un Grammy, e le tre serate cadono nei giorni che precedono la Pasqua del 2027: l'oratorio sulla notte di Gesù al Getsemani arriva in sala nella settimana santa.

Honeck e Beethoven a Santa Cecilia: date, orari e turni

Il concerto di Manfred Honeck si ripete tre volte nella Sala Santa Cecilia: giovedì 25 marzo 2027 alle 19:30, venerdì 26 alle 20:00, sabato 27 alle 18:00. Le tre serate corrispondono a tre turni di abbonamento.

I turni

Il giovedì corrisponde al turno G-G2, il venerdì al turno V-V2, il sabato al turno S-S2. Chi compra un biglietto singolo può scegliere liberamente la data; chi ha un abbonamento trova il concerto nel proprio turno.

Quale sera scegliere

Il sabato alle 18:00 è l'orario più comodo per chi viene da fuori città o con ragazzi, e lascia la serata libera per la cena. Il giovedì alle 19:30 conviene a chi esce dal lavoro e vuole tornare a casa presto. Il venerdì alle 20:00 è l'orario classico del concerto serale.

Puntualità

L'Accademia avverte che i concerti iniziano con puntualità: chi arriva in ritardo non entra in sala e segue il concerto nelle salette di ascolto, fino a esaurimento dei posti. Con un brano d'apertura breve come quello di Reinvere, un ritardo di pochi minuti può significare perderlo del tutto.

Biglietti e prezzi

I biglietti per Honeck e Beethoven costano 54 euro nel settore I, 47 nel II, 37 nel III, 35 nel IV, 30 nel V e 23 nel VI. La prevendita per i concerti dal 3 marzo 2027 a fine stagione è aperta dal 12 gennaio 2027.

Dove comprarli

Gli unici canali autorizzati dall'Accademia sono il circuito di prevendita a cui rimanda il pulsante sotto la data prescelta, con i suoi punti vendita, il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e il botteghino di via Vittoria 6. L'Accademia non si assume responsabilità per maggiorazioni applicate da rivenditori non autorizzati.

Giovani e informazioni

L'Accademia ha una sezione dedicata alle agevolazioni per i giovani. Per riduzioni e disponibilità l'infoline è lo 06 8082058, con gli indirizzi info@santacecilia.it e biglietteria@santacecilia.it.

Il settore giusto

Nella Sala Santa Cecilia l'intensità sonora sembra calare fino alla decima fila e poi restare costante: i settori intermedi offrono un ottimo rapporto fra prezzo e ascolto. Con coro e solisti sul palco, i posti centrali restituiscono meglio l'equilibrio fra voci e orchestra.

Il programma: Reinvere, la Prima Sinfonia e Cristo sul Monte degli Ulivi

Il programma mette a confronto Beethoven e la musica contemporanea: una prima italiana di Jüri Reinvere, la Prima Sinfonia in do maggiore op. 21 e l'oratorio Cristo sul Monte degli Ulivi.

Peccato, ormai è troppo tardi

Il brano di Reinvere, in prima italiana, porta un titolo che richiama le ultime parole attribuite a Beethoven, pronunciate poco prima di morire, quando gli fu portata una cassa di vino che sapeva di non poter più assaggiare. È un modo insolito di aprire un concerto celebrativo: non con un monumento, ma con un gesto umano e quasi ironico, l'ultimo di un uomo che si sapeva alla fine.

La Prima Sinfonia

La Sinfonia n. 1 fu composta fra il 1799 e il 1800 ed eseguita per la prima volta il 2 aprile 1800 al Burgtheater di Vienna. L'Accademia la presenta come una pagina ancora legata alla tradizione classica ma già attraversata da nuovi equilibri formali. L'introduzione lenta si apre con un accordo estraneo alla tonalità d'impianto, un'audacia armonica che dovette stupire i primi ascoltatori; il terzo movimento, segnato come minuetto, è in realtà uno scherzo trascinante.

Cristo sul Monte degli Ulivi

L'oratorio, op. 85, racconta il tormento di Gesù nel giardino del Getsemani prima della crocifissione. Beethoven lo cominciò nell'autunno del 1802, poco dopo il Testamento di Heiligenstadt, su libretto in tedesco del poeta Franz Xaver Huber, e lo scrisse in poche settimane. L'Accademia lo definisce un oratorio della maturità, pagina intensa e drammatica in cui il compositore affronta il tema della sofferenza e della scelta, mettendo al centro la forza morale dell'uomo di fronte alla prova.

Le voci

L'oratorio è scritto per soprano, tenore e basso solisti, coro e orchestra. Il tenore canta Gesù, il soprano un Serafino, il basso l'apostolo Pietro: a Santa Cecilia le tre parti sono affidate a Juan Francisco Gatell, Liv Redpath e Irakli Pkhaladze. Un'esecuzione completa dura circa cinquanta minuti.

Chi è Manfred Honeck: biografia

Manfred Honeck è nato il 17 settembre 1958 a Nenzing, in Austria, vicino al confine con la Svizzera e il Liechtenstein, uno dei nove figli di Otto e Frieda Honeck. È direttore musicale della Pittsburgh Symphony Orchestra dalla stagione 2008-2009.

Dal violino al podio

Ha cominciato come violinista, si è formato all'Università di musica e arti dello spettacolo di Vienna, poi è passato alla viola e ha suonato nei Wiener Philharmoniker e nell'orchestra dell'Opera di Stato di Vienna. Suo fratello Rainer Honeck è primo violino dei Wiener Philharmoniker. Come direttore ha iniziato come assistente di Claudio Abbado alla Gustav Mahler Jugendorchester; nel 1987 ha fondato la Vienna Jeunesse Orchestra.

Le tappe

Ha diretto regolarmente all'Opera di Zurigo dal 1991 al 1996, ricevendo nel 1993 lo European Conductor's Award; è stato direttore musicale dell'Opera Nazionale Norvegese di Oslo, direttore ospite principale della Filarmonica di Oslo, direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica della Radio Svedese dal 2000 al 2006, direttore ospite principale della Filarmonica Ceca e direttore musicale generale della Staatsoper di Stoccarda dal 2007 al 2011, dove ha diretto fra l'altro Les Troyens, Idomeneo, Aida, Der Rosenkavalier, Dialogues des Carmélites, Lohengrin e Parsifal.

Pittsburgh

Nominato nel 2007 nono direttore musicale della Pittsburgh Symphony Orchestra, ha visto il contratto prolungato più volte, fino alla stagione 2032-2033 secondo l'annuncio del giugno 2026. Con l'orchestra ha inciso per Exton e per Reference Recordings; nel 2018 ha vinto il Grammy per la migliore esecuzione orchestrale con la Quinta di Šostakovič e l'Adagio per archi di Barber. Nel settembre 2026 la Philharmonia Orchestra di Londra ne ha annunciato la nomina a direttore principale a partire da settembre 2028.

Riconoscimenti

Nel 2016 il presidente federale austriaco gli ha conferito il titolo di professore; ha quattro lauree honoris causa da università statunitensi, e nel 2018 gli International Classical Music Awards lo hanno nominato artista dell'anno. Dal 2023 è direttore onorario dei Bamberger Symphoniker.

Honeck e Beethoven

Beethoven occupa un posto importante nella discografia di Honeck con Pittsburgh: fra le sue incisioni figurano la Quinta e la Settima, l'Eroica e la Nona. Il concerto romano gli permette di affrontare due pagine meno frequentate, la Prima e l'oratorio.

Le registrazioni

Con la Pittsburgh Symphony ha inciso per Reference Recordings la Quinta e la Settima nel 2015, la Terza, l'Eroica, dal vivo nel 2018, e la Nona nel 2021. Nella stessa collana ci sono Bruckner, Dvořák, Čajkovskij, Richard Strauss e Šostakovič.

Un interprete cattolico per un oratorio sacro

Le biografie ricordano che Honeck è un cattolico praticante, noto per pregare prima dei concerti. Per un oratorio come Cristo sul Monte degli Ulivi, che mette al centro la scelta morale di Gesù davanti alla prova, è un dettaglio che aggiunge un senso alla sua presenza sul podio nella settimana santa.

Una curiosità su Manfred Honeck dirige Beethoven a Santa Cecilia — 25, 26 e 27 marzo 2027

Le tre serate cadono nella settimana che precede la Pasqua del 2027, che si celebra domenica 28 marzo: l'ultima replica, sabato 27, è alla vigilia di Pasqua. Un oratorio sulla notte del Getsemani, ascoltato nei giorni della settimana santa, ritrova il tempo liturgico per cui era stato pensato.

La coincidenza ha un precedente storico. Dopo la prima del 5 aprile 1803 al Theater an der Wien, Cristo sul Monte degli Ulivi fu eseguito quattro volte nel 1804 e poi ripreso ogni anno intorno a Pasqua, sempre con il tutto esaurito, fino al 1825, quando l'autorità musicale di corte ne vietò le esecuzioni. Per oltre vent'anni, a Vienna, l'oratorio di Beethoven è stato una consuetudine pasquale.

La seconda curiosità riguarda il titolo del brano di Reinvere. Le ultime parole attribuite a Beethoven, secondo la presentazione dell'Accademia, non riguardano la musica né la morte, ma una cassa di vino arrivata troppo tardi. Il compositore estone ha scelto di aprire il bicentenario con quel rimpianto quotidiano, lontano dall'immagine eroica del compositore.

La terza è nella numerazione. Cristo sul Monte degli Ulivi porta l'op. 85, un numero alto per un lavoro del 1803: dieci anni passarono fra la composizione e la pubblicazione presso Breitkopf und Härtel, dopo una revisione del 1811, e il numero d'opera fu assegnato solo allora. È per questo che un oratorio giovanile sembra, a leggerne il catalogo, un lavoro della maturità.

Jüri Reinvere, il compositore della prima italiana

Jüri Reinvere è nato a Tallinn il 2 dicembre 1971; compositore, poeta e saggista estone, vive in Germania dal 2005 e dal 2017 a Francoforte sul Meno.

La formazione

Ha studiato alla Scuola superiore di musica di Tallinn dal 1979 al 1990, con Lepo Sumera come primo insegnante di composizione, poi all'Accademia Chopin di Varsavia e all'Accademia Sibelius di Helsinki, dove si è diplomato nel 2004. Ha lavorato come pianista, organista, saggista radiofonico e produttore televisivo.

Bergman e Laretei

Nel 1993 ha conosciuto la pianista e scrittrice estone svedese Käbi Laretei, che considera la sua mentore più importante, e attraverso di lei il regista Ingmar Bergman, che gli ha fatto conoscere il teatro di Ibsen e di Strindberg.

Le opere

Nel 2000 ha vinto l'International Rostrum of Composers dell'UNESCO, che lo ha premiato di nuovo nel 2006. Ha scritto le opere Puhdistus, da Sofi Oksanen, per l'Opera Nazionale Finlandese nel 2012, Peer Gynt per l'Opera Nazionale Norvegese nel 2014 e Minona, su libretti propri. La sua musica è stata diretta da Andris Nelsons, Paavo Järvi, Franz Welser-Möst e Pablo Heras-Casado, ed eseguita dai Berliner Philharmoniker, dalla Cleveland Orchestra e dalla Gewandhausorchester di Lipsia.

La Sala Santa Cecilia, dove si ascolta il concerto

La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002 con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung.

Il soffitto di ciliegio

Il soffitto è formato da 26 gusci in legno di ciliegio americano, ciascuno con una superficie media di circa 180 metri quadrati: l'intera sala funziona come una cassa armonica. Il tempo di riverberazione è di 2,2 secondi, un valore fuori dal comune in Italia.

Coro e orchestra

Il palco è molto ampio e attorno, anche dietro gli esecutori, corre una galleria con altri posti. In un oratorio con coro, orchestra e tre solisti, la sala mostra tutte le sue qualità: le voci del coro si fondono sotto i gusci lignei e i solisti, al proscenio, arrivano con chiarezza anche nei settori lontani.

Architettura

Renzo Piano vinse il concorso del 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM e con il paesaggista Franco Zagari. Da fuori, le tre sale sembrano tre grandi scarabei rivestiti di lastre di piombo, disposti intorno alla cavea intitolata a Luciano Berio.

Una cosa che non ti dice nessuno su Manfred Honeck dirige Beethoven a Santa Cecilia — 25, 26 e 27 marzo 2027

Quello che le presentazioni non dicono è che Cristo sul Monte degli Ulivi è uno dei lavori meno eseguiti di Beethoven, e che il compositore stesso ne era insoddisfatto. Ascoltarlo dal vivo, con un'orchestra e un coro di questo livello, è un'occasione rara.

Beethoven criticò sia l'esecuzione della prima sia il libretto di Huber. In una lettera del 1824 scrisse che avrebbe preferito mettere in musica Omero, Klopstock o Schiller; gli editori di Breitkopf und Härtel furono d'accordo e fecero rimaneggiare il testo, ma Beethoven non fu soddisfatto nemmeno delle correzioni. L'accoglienza della critica del 1803 fu mista, e con il tempo l'oratorio è scivolato ai margini del repertorio. Eppure il coro finale è diventato popolare da solo, come un Alleluia, cantato spesso da cori di chiesa e di scuola.

La seconda cosa è l'ordine del programma. Mettere la Prima Sinfonia accanto all'oratorio significa accostare due lavori quasi coetanei, del 1800 e del 1802-1803: sono il Beethoven dei trent'anni, prima delle grandi sinfonie. A nostro giudizio è il modo migliore per festeggiare un bicentenario: non con la Nona, ma con il compositore giovane che la Nona ancora non la immaginava.

La terza è pratica. Il sabato alle 18:00 è la vigilia di Pasqua: chi ha impegni familiari la sera può ascoltare il concerto e tornare a casa per cena, ma deve mettere in conto il traffico dei giorni festivi. La disponibilità dei posti per ogni sera si controlla sul sito dell'Accademia.

Il consiglio che ti do per visitare Manfred Honeck dirige Beethoven a Santa Cecilia — 25, 26 e 27 marzo 2027

Il consiglio è di scegliere un posto centrale nei settori intermedi e di leggere prima il testo dell'oratorio, disponibile nelle edizioni del libretto. Sapere che il tenore è Gesù, il soprano un Serafino e il basso Pietro rende molto più chiaro il dramma, che non ha scene né costumi.

Il secondo riguarda la scelta della sera. Chi viene con ragazzi o da fuori città ha nel sabato alle 18:00 l'orario ideale; chi vuole vivere l'oratorio nel clima della settimana santa trova nelle tre sere la stessa atmosfera. Il giovedì, a nostro giudizio, è la sera più raccolta.

Il terzo riguarda il brano d'apertura. Il pezzo di Reinvere è in prima italiana: conviene ascoltarlo senza aspettative, sapendo che il titolo rimanda alla morte di Beethoven e al suo ultimo rimpianto. Subito dopo, la Prima Sinfonia riporta alla sua giovinezza: il contrasto è voluto.

Il quarto riguarda la settimana. Tre giorni prima, lunedì 22 marzo, nella stessa sala suona in recital Grigory Sokolov; il 18 marzo, al Teatro Costanzi, l'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori esegue la stessa Prima Sinfonia su strumenti storici. Ascoltarla due volte in una settimana, con due orchestre e due strumentari diversi, è un confronto che solo Roma, quel mese, rende possibile.

Come arrivare all'Auditorium Parco della Musica

La soluzione indicata dalla sede è la metro A fino a Flaminio, poi il tram 2 in direzione piazza Mancini fino alla fermata Apollodoro, su via Flaminia, a circa cinquecento metri a piedi dall'ingresso.

In autobus

Passano vicino all'Auditorium le linee 910 da Termini a piazza Mancini, 53, 982 e 168.

In treno

Da piazzale Flaminio si può usare la ferrovia Roma Nord e scendere a piazza Euclide, a circa seicento metri dall'Auditorium.

In auto

L'Auditorium ha due parcheggi a pagamento, entrambi con posti riservati alle persone con disabilità: uno a raso con accesso da viale Pietro de Coubertin e uno coperto multipiano con accesso da viale de Coubertin e da viale Maresciallo Pilsudski.

Il ritorno

La durata del concerto non è pubblicata. Prima di entrare conviene controllare sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti le ultime corse per la propria zona, soprattutto il venerdì.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che la Nona Sinfonia di Beethoven mette in musica Schiller; si cita meno spesso che il nome di Schiller compare anche nella storia di Cristo sul Monte degli Ulivi. In una lettera del 1824, tornando sul libretto di Huber, Beethoven scrisse che avrebbe preferito mettere in musica Omero, Klopstock o Schiller, poeti più difficili ma degni della fatica. Quasi vent'anni dopo l'oratorio, Schiller lo aveva effettivamente musicato, nella Nona.

È un filo che collega il primo grande lavoro vocale sacro di Beethoven alla sua ultima sinfonia, a vent'anni di distanza. Chi ascolta l'oratorio a marzo e la Nona diretta da Daniel Harding ad aprile, nella stessa sala, può seguire questo percorso nel giro di un mese.

Un secondo fatto noto e poco citato riguarda l'oratorio negli Stati Uniti: vi fu eseguito per la prima volta nel 1809 e fu il primo successo americano di Beethoven. Che a dirigerlo a Roma sia il direttore musicale di un'orchestra americana, la Pittsburgh Symphony, chiude idealmente un cerchio lungo più di due secoli.

La foto giusta da fare a Manfred Honeck dirige Beethoven a Santa Cecilia — 25, 26 e 27 marzo 2027

La foto giusta si fa prima dell'inizio, dalla galleria, con il palco pieno: l'orchestra al centro, il coro sulle gradinate, i gusci di ciliegio del soffitto sopra. È l'immagine di una sala sinfonica al massimo della sua capienza artistica.

La seconda si fa fuori, dalla cavea, con le tre sale di Renzo Piano. Il sabato alle 18:00, a fine marzo, si arriva con la luce del giorno e si esce con il buio: chi vuole la foto con gli scarabei illuminati la fa all'uscita, verso le 20.

La terza è quella del programma di sala, con i nomi di Beethoven e Reinvere accostati: un ricordo del bicentenario che fra qualche anno avrà un valore preciso.

Durante il concerto telefoni spenti, senza eccezioni: in un oratorio i pianissimi del coro sono il momento più fragile, e uno schermo acceso disturba decine di persone.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Durante i lavori per l'Auditorium emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una piccola fattoria di epoca arcaica, del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto; i reperti sono esposti in un museo ricavato sotto la cavea.

Da un auditorium perduto al concorso

Nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, e per oltre sessant'anni Roma restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Nel 1993 il Comune bandì il concorso, e il 27 luglio 1994 vinse il progetto di Renzo Piano.

L'inaugurazione

Il 21 aprile 2002 si inaugurarono le sale Petrassi e Sinopoli, il 21 dicembre la Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung. Dal 2006 l'Auditorium ospita la Festa del Cinema di Roma; nel 2020 ha preso il nome di Ennio Morricone.

La stagione del bicentenario

La stagione 2026/2027 si è aperta in questa sala con il Siegfried di Wagner diretto da Daniel Harding; il concerto di Honeck è uno dei capitoli con cui l'Accademia accompagna i duecento anni dalla morte di Beethoven.

Chi è passato da Manfred Honeck dirige Beethoven a Santa Cecilia — 25, 26 e 27 marzo 2027

Dalla Sala Santa Cecilia è passato per primo Myung-whun Chung, che la inaugurò il 21 dicembre 2002; Luciano Berio, che guidava l'Accademia in quegli anni, ha dato il nome alla cavea. Poi i direttori dell'Orchestra di Santa Cecilia, da Antonio Pappano a Daniel Harding, attuale direttore musicale.

Nella stagione in corso sono passati da questa sala, fra gli altri, Kirill Petrenko, sul podio dell'orchestra dell'Accademia a novembre, Jakub Hrůša con Daniil Trifonov a gennaio, e Evgeny Kissin con András Schiff in duo.

A fine marzo 2027 ci passa Manfred Honeck, ex violista dei Wiener Philharmoniker e direttore musicale a Pittsburgh, con tre solisti e il Coro dell'Accademia preparato da Andrea Secchi. Con loro passa per la prima volta in Italia la musica di Jüri Reinvere, un compositore che ha avuto come mentori Käbi Laretei e Ingmar Bergman. E idealmente passa di qui il Beethoven giovane, quello della Prima e dell'oratorio, nell'anno in cui il mondo ricorda la sua morte.

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia è una delle istituzioni musicali più antiche del mondo: nata come congregazione di musicisti, oggi ha un corpo accademico, un'orchestra e un coro sinfonici e un'attività didattica di perfezionamento. Dal 1998 è una fondazione, con Daniel Harding come direttore musicale.

L'orchestra e il coro

Orchestra e Coro sono i protagonisti della stagione sinfonica. Il coro, preparato per questo concerto da Andrea Secchi, ha nel repertorio dell'oratorio uno dei suoi terreni più naturali.

L'Accademia dentro l'Auditorium

L'Auditorium è la sede principale dell'Accademia, che vi conserva la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali. La panoramica della stagione è nella scheda della stagione 2026/2027 di Santa Cecilia.

Accessibilità e ragazzi

L'Auditorium Parco della Musica dichiara una progettazione pensata per la piena accessibilità; le persone in carrozzina possono prenotare il posto in sala al numero 06 8024 1281, tutti i giorni dalle 11 alle 18. I posti riservati sono limitati per legge, ed entrambi i parcheggi hanno posti dedicati.

Con i ragazzi

La replica del sabato alle 18:00 è la più adatta ai ragazzi. Un oratorio con una storia chiara, Gesù, un angelo e Pietro, e una sinfonia di Beethoven sono un buon primo incontro con la musica sinfonica per chi ha già qualche anno di ascolto alle spalle.

Dintorni e dove mangiare

Attorno all'Auditorium, a meno di un chilometro, si trovano il MAXXI, il Ponte della Musica e Ponte Milvio, la zona dei locali aperti fino a tardi.

Prima del concerto

Il MAXXI è a pochi minuti a piedi. Dentro il complesso c'è il Museo Aristaios, con la collezione di Giuseppe Sinopoli, e nel foyer un bar, una caffetteria e una libreria.

Dopo il concerto

Per cenare, l'offerta più ampia è a Ponte Milvio. La sera del 27 marzo, vigilia di Pasqua, molti ristoranti hanno menu e orari particolari: conviene prenotare con anticipo.

Domande frequenti su Honeck e Beethoven a Santa Cecilia

Quando dirige Manfred Honeck a Santa Cecilia nel 2027?

Manfred Honeck dirige l'Orchestra e il Coro di Santa Cecilia nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica giovedì 25 marzo 2027 alle 19:30, venerdì 26 alle 20:00 e sabato 27 alle 18:00, con lo stesso programma dedicato a Beethoven.

Che cosa si ascolta al concerto di Honeck?

Il concerto di Manfred Honeck a Santa Cecilia comprende la prima italiana di Peccato, ormai è troppo tardi di Jüri Reinvere, la Prima Sinfonia di Beethoven e l'oratorio Cristo sul Monte degli Ulivi, con Liv Redpath, Juan Francisco Gatell e Irakli Pkhaladze.

Quanto costano i biglietti per Honeck e Beethoven?

I biglietti per Honeck e Beethoven a Santa Cecilia costano da 23 a 54 euro: 54 nel settore I, 47 nel II, 37 nel III, 35 nel IV, 30 nel V, 23 nel VI. La prevendita per i concerti da marzo è aperta dal 12 gennaio 2027.

Dove si comprano i biglietti?

I biglietti per il concerto di Honeck si comprano dal sito dell'Accademia di Santa Cecilia, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, al botteghino dell'Auditorium Parco della Musica o al botteghino di via Vittoria 6. L'infoline è lo 06 8082058.

Perché il concerto celebra Beethoven?

L'Accademia di Santa Cecilia dedica il concerto di Honeck al duecentesimo anniversario della morte di Beethoven, avvenuta nel 1827. Il brano di Reinvere prende il titolo dalle ultime parole attribuite al compositore.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?

L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alla fermata Apollodoro, a circa cinquecento metri dall'ingresso. Passano vicino anche i bus 910, 53, 982 e 168; ci sono due parcheggi a pagamento.

Che cosa succede se arrivo in ritardo?

All'Accademia di Santa Cecilia i concerti iniziano puntuali: chi arriva in ritardo al concerto di Honeck non entra in sala e segue la musica nelle salette di ascolto, fino a esaurimento dei posti. Conviene arrivare almeno mezz'ora prima.

Il consiglio finale su Honeck e Beethoven a Santa Cecilia

Un direttore che viene dai Wiener Philharmoniker e dirige da quasi vent'anni un'orchestra americana, una prima italiana che prende il titolo dalle ultime parole di Beethoven, la sua Prima Sinfonia e un oratorio raro sulla notte del Getsemani, nella settimana che precede la Pasqua: il concerto di fine marzo è uno dei modi più intelligenti con cui Roma ricorda il bicentenario. Il consiglio è di scegliere la sera più comoda, prendere un posto centrale nei settori intermedi e leggere il libretto dell'oratorio prima di entrare in sala.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento25 Marzo 2027 19:30 — 27 Marzo 2027
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città