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Jakub Hrůša e Daniil Trifonov a Santa Cecilia — 28, 29 e 30 gennaio 2027

In breve. Jakub Hrůša dirige l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Daniil Trifonov al pianoforte giovedì 28 gennaio 2027 alle 19:30, venerdì 29 gennaio alle 20:00 e sabato 30 gennaio alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia…

Jakub Hrůša dirige l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Daniil Trifonov al pianoforte giovedì 28 gennaio 2027 alle 19:30, venerdì 29 gennaio alle 20:00 e sabato 30 gennaio alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30. In programma l'ouverture delle Creature di Prometeo di Beethoven, il Concerto per pianoforte di Dvořák e la Sinfonia n. 2 di Schumann. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti della stagione sinfonica costano da 23 a 54 euro secondo il settore e si comprano al botteghino dell'Auditorium, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto.

Un direttore ceco che conosce l'orchestra romana da vicino, un pianista russo che molti considerano il virtuoso più completo della sua generazione, il concerto per pianoforte meno eseguito del repertorio romantico. È una combinazione che si vede di rado, e a Roma la si ascolta tre volte in tre giorni. Chi ama il pianoforte e ha una sola serata libera a fine gennaio sa già come spenderla.

Hrůša e Trifonov a Santa Cecilia: il programma

Il concerto di Jakub Hrůša e Daniil Trifonov a Santa Cecilia mette in fila Beethoven, Dvořák e Schumann: l'ouverture delle Creature di Prometeo, il Concerto per pianoforte e orchestra di Dvořák e la Sinfonia n. 2. L'Accademia lo inserisce nelle celebrazioni per il duecentesimo anniversario della morte di Beethoven, 1827-2027.

Beethoven, Le creature di Prometeo

L'apertura è affidata all'ouverture del balletto Le creature di Prometeo, l'unico grande lavoro di Beethoven per la scena coreutica. Pochi minuti di musica, con un attacco solenne e poi un allegro che corre. È un inizio che porta dentro la serata la ricorrenza beethoveniana del 2027, che l'Accademia celebra lungo tutta la stagione.

Dvořák, il Concerto per pianoforte

Il cuore della serata è il Concerto per pianoforte in sol minore op. 33 di Antonín Dvořák, l'unico che il compositore boemo scrisse per lo strumento. Si ascolta molto meno del suo Concerto per violoncello, e la ragione è nota: la parte solistica è scomoda, poco brillante in superficie, piena di insidie che non si vedono. Un concerto che chiede a un grande pianista di mettersi al servizio dell'orchestra, e a un grande direttore di conoscere Dvořák come la propria lingua. Qui ci sono entrambi.

Schumann, la Sinfonia n. 2

Chiude la Sinfonia n. 2 in do maggiore di Robert Schumann, scritta in un periodo di crisi e di rinascita, con uno scherzo vorticoso e un Adagio fra le pagine più intense del sinfonismo romantico. È una partitura che chiede all'orchestra precisione e calore insieme, e dopo il concerto di Dvořák completa un programma tutto costruito sul romanticismo di area tedesca e boema.

Tre serate, tre turni

Il concerto si ripete tre volte, secondo i turni della stagione sinfonica: il giovedì alle 19:30 per il turno G, il venerdì alle 20:00 per il turno V, il sabato alle 18:00 per il turno S. Il programma è identico nelle tre serate; cambia soltanto l'orario, e con esso il modo di organizzare la giornata.

Jakub Hrůša: la biografia del direttore

Jakub Hrůša è un direttore d'orchestra ceco nato a Brno il 23 luglio 1981; è direttore principale dei Bamberger Symphoniker, direttore musicale della Royal Opera House di Londra e direttore designato della Filarmonica Ceca dalla stagione 2028/2029. Con l'Orchestra di Santa Cecilia ha un legame stretto: nel 2021 l'Accademia lo ha nominato suo direttore ospite principale.

Un figlio di architetto

Hrůša è figlio dell'architetto Petr Hrůša, in una famiglia senza musicisti di professione, legata piuttosto al mondo tecnico e scientifico. Al ginnasio di Brno studiò pianoforte e trombone e scoprì la direzione d'orchestra; prese lezioni da Evžen Holiš, maestro collaboratore e direttore al Teatro Nazionale della sua città, dove imparò presto l'aria di un teatro d'opera.

La scuola di Bělohlávek

A diciotto anni entrò all'Accademia di arti dello spettacolo di Praga, dove ebbe come maestri Jiří Bělohlávek, Radomil Eliška e Leoš Svárovský. Nel 2000 partecipò al concorso di direzione della Primavera di Praga, nel 2003 fu premiato al concorso internazionale per giovani direttori Lovro von Matačić di Zagabria. Del suo maestro Bělohlávek ha sempre ricordato la generosità nel condividere idee e prove.

Gli esordi in patria

Il primo incarico dopo il diploma fu con la Filarmonica Bohuslav Martinů di Zlín, con cui andò in tournée in Spagna nel 2004, prima ancora di prendere ufficialmente servizio nel 2005. Negli stessi anni diresse La piccola volpe astuta di Janáček e Krapp di Mihalovici al Teatro Nazionale di Praga e fu direttore associato della Filarmonica Ceca. Dal 2005 al 2006 fu direttore associato dell'Orchestre Philharmonique de Radio France, il suo primo incarico internazionale.

La Prague Philharmonia e Supraphon

Dal 2005 al 2008 fu primo direttore ospite della Prague Philharmonia, poi direttore principale dal 2008 al 2015. Nel 2006 firmò con l'etichetta Supraphon un contratto per sei dischi: Dvořák, Suk, Janáček, Martinů, la Má vlast di Smetana. È in questi anni che si costruisce la sua fama di interprete di riferimento della musica ceca.

Glyndebourne e un gesto di coerenza

Nel 2009 fu nominato direttore musicale di Glyndebourne on Tour, dal 2010. Nel 2011 l'Opera Reale Danese lo scelse come futuro direttore musicale; nel gennaio 2012, dopo le dimissioni del direttore artistico Keith Warner in seguito ai tagli di bilancio, Hrůša rinunciò all'incarico per solidarietà. Un gesto raro, che dice molto del suo carattere.

Bamberga, Londra, Roma

Nel 2015, dopo cinque concerti da ospite, i Bamberger Symphoniker lo nominarono direttore principale dalla stagione 2016/2017; il contratto è stato prolungato fino al 2029. Dal 2017 è stato uno dei due direttori ospiti principali della Philharmonia Orchestra di Londra. Nel luglio 2021 l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia lo ha nominato direttore ospite principale, dalla stagione 2021/2022, con un primo contratto di tre stagioni.

Covent Garden

Il debutto alla Royal Opera House risale al febbraio 2018, con Carmen di Bizet; nell'aprile 2022 vi tornò per il Lohengrin di Wagner. Pochi mesi dopo, nell'ottobre 2022, il teatro londinese lo scelse come direttore musicale dal settembre 2025, successore di Antonio Pappano, che per molti anni aveva guidato anche l'Orchestra di Santa Cecilia. Nel giugno 2025 la Filarmonica Ceca lo ha nominato direttore principale e musicale dalla stagione 2028/2029.

I Proms, Martinů e la medaglia al merito

Ai BBC Proms debuttò nel 2017 con un programma dedicato alla riforma hussita, da Smetana a Martinů, Dvořák, Janáček e Suk; nel 2019 vi tornò con la Má vlast integrale. È presidente dell'International Martinů Circle e nel 2020 ha pubblicato una raccolta bilingue di saggi sul compositore, Hrůša on Martinů. Nel 2025 il presidente della Repubblica Ceca gli ha conferito la Medaglia al merito.

Daniil Trifonov: la biografia del pianista

Daniil Trifonov è un pianista e compositore russo nato a Nižnij Novgorod il 5 marzo 1991; nel 2011 vinse il primo premio e il gran premio al Concorso Čajkovskij di Mosca e nel 2018 un Grammy per le Études di Liszt. La critica anglosassone lo ha definito il virtuoso più importante del nostro tempo.

Un bambino prodigio

Figlio unico di un padre compositore e di una madre insegnante di musica, cominciò a studiare pianoforte a cinque anni e tenne il primo recital a sette. A otto suonò per la prima volta con un'orchestra, in un concerto di Mozart, perdendo durante l'esecuzione un dente da latte. Nel 2000 la famiglia si trasferì a Mosca e Daniil entrò alla scuola Gnessin, allievo di Tatiana Zelikman; dal 2006 al 2009 studiò anche composizione.

Cleveland e Sergei Babayan

Nel 2009, su consiglio della Zelikman, passò al Cleveland Institute of Music nella classe di Sergei Babayan, dove rimase fino al 2015, studiando anche composizione con Keith Fitch. Babayan ha detto più volte di considerarlo un musicista raro, come se ne incontrano pochissimi al mondo.

I concorsi

A quindici anni fu terzo al concorso Chopin per giovani pianisti di Mosca, tenuto a Pechino; nel 2008 vinse il concorso internazionale di San Marino, con un premio speciale per l'esecuzione di un brano di Chick Corea. Nel 2010 fu terzo al Concorso Chopin di Varsavia, con il premio della radio polacca per la migliore mazurka: Martha Argerich e Nelson Freire gli diedero in finale il punteggio massimo. Nel maggio 2011 vinse il concorso Rubinstein di Tel Aviv; poche settimane dopo, il Concorso Čajkovskij di Mosca, con medaglia d'oro, gran premio e premio del pubblico.

La carriera internazionale

Nei dodici mesi successivi al Čajkovskij suonò circa ottantacinque concerti, rifiutandone molti altri. Nel 2012 debuttò con la New York Philharmonic, la Chicago Symphony, la Cleveland Orchestra, alla Wigmore Hall, al Musikverein di Vienna e alla Salle Pleyel di Parigi; nel febbraio 2013 tenne il primo recital solistico alla Carnegie Hall. Nello stesso 2013 la critica musicale italiana gli assegnò il Premio Abbiati come miglior solista, riconoscimento andato prima di lui a Pollini, Benedetti Michelangeli, Richter e Schiff.

Deutsche Grammophon e il Grammy

Dal 2013 incide in esclusiva per Deutsche Grammophon. Il primo disco, il recital della Carnegie Hall, fu candidato al Grammy; lo fu anche il secondo, con la Rapsodia su un tema di Paganini di Rachmaninov e la Philadelphia Orchestra di Yannick Nézet-Séguin. Il terzo, le Études trascendentali di Liszt del 2016, vinse il Grammy per il miglior solista strumentale classico nel 2018. Prima di Deutsche Grammophon aveva registrato Chopin per Decca e altre etichette e il Primo concerto di Čajkovskij con l'Orchestra del Mariinskij diretta da Valerij Gergiev.

Premi e residenze

Nel 2016 ricevette il premio di artista dell'anno di Gramophone e quello di miglior strumentista della Royal Philharmonic Society; nel 2017 il Premio Herbert von Karajan al Festival di Pasqua di Salisburgo; nel 2019 fu artista dell'anno per Musical America. È stato artista in residenza dei Berliner Philharmoniker nella stagione 2018/2019 e della New York Philharmonic nella stagione 2019/2020.

Il compositore

Trifonov è anche compositore. Nel 2014 il Cleveland Institute of Music gli commissionò un Concerto per pianoforte in mi bemolle minore, che eseguì lui stesso in prima assoluta il 23 aprile di quell'anno; ha scritto un Quintetto con pianoforte e Rachmaniana, inciso nel disco dedicato a Rachmaninov. Vive a New York.

L'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

L'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia è l'orchestra sinfonica che anima la stagione dell'Accademia all'Auditorium Parco della Musica, oggi guidata dal direttore musicale Daniel Harding. L'Accademia è una delle istituzioni musicali più antiche del mondo: nata come congregazione di musicisti, oggi è una fondazione con un'orchestra e un coro sinfonici e un corpo accademico.

La stagione 2026/2027

Il concerto di Hrůša e Trifonov cade nel pieno dell'inverno sinfonico. La settimana prima, il 21, 22 e 23 gennaio, Tugan Sokhiev dirige Bach e Čajkovskij; subito dopo, il 4, 5 e 6 febbraio, Tarmo Peltokoski dirige con Bertrand Chamayou al pianoforte, e l'11, 12 e 13 febbraio torna Antonio Pappano con Jan Lisiecki. A marzo arrivano Beatrice Rana con Harding e Martha Argerich con Charles Dutoit.

La musica da camera nella stessa settimana

Mercoledì 27 gennaio, la sera prima del concerto sinfonico, la stagione da camera porta in Sala Sinopoli Benedetto Lupo con Schumann e Brahms. Per chi ama il pianoforte, due serate consecutive all'Auditorium offrono un confronto fra due scuole e due generazioni.

Il museo e la patrona

L'Auditorium è la sede principale dell'Accademia, che vi conserva la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali. La santa patrona della musica e dell'Accademia è venerata nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, che vale una visita di giorno per chi resta a Roma.

La Sala Santa Cecilia, dove suonano Hrůša e Trifonov

La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002. Dal 2003 ospita stabilmente la stagione dell'Accademia.

Il legno di ciliegio

Il soffitto è composto da 26 gusci di ciliegio americano, ciascuno di circa 180 metri quadrati di superficie media. La sala lavora come una grande cassa armonica, con un tempo di riverberazione di 2,2 secondi. Per un concerto con pianoforte significa che il suono dello strumento, anche nei passaggi più leggeri, arriva fino alle ultime file.

Dove sedersi per un concerto con pianoforte

Chi frequenta la sala sa che l'intensità sonora sembra calare fino alla decima fila e poi mantenersi costante: non serve la platea a ridosso del palco. Per un pianista conta però anche la posizione: il coperchio aperto del pianoforte proietta il suono verso il lato sinistro della sala, guardando il palco, e da quel lato si vedono anche le mani del solista.

Gli scarabei di Renzo Piano

Viste da fuori, le sale sono tre grandi volumi rivestiti di piombo su una base di mattoni, disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Piano vinse il concorso a inviti del 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco e con il paesaggista Franco Zagari. La scheda del complesso è sulla pagina dell'Auditorium Parco della Musica.

Biglietti per Hrůša e Trifonov: prezzi e riduzioni

I biglietti per il concerto di Hrůša e Trifonov costano da 23 a 54 euro secondo il settore della Sala Santa Cecilia: 54 euro la platea A, 47 la platea B e la galleria 1 centrale, 37 la galleria 1 mediana e la galleria 5, 35 la galleria 7, 30 la galleria 1 laterale e le prime file della galleria 2, 23 le gallerie 4 e 6.

Dove si comprano

La prevendita per i concerti fino al 27 febbraio 2027 è aperta dal 10 settembre 2026. Il botteghino dell'Auditorium, nello spazio serra, è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20. Quello di via Vittoria 6, a due passi da via del Corso e da piazza del Popolo, è aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 19 e il sabato dalle 11 alle 14, con pagamento solo elettronico. Online si parte dalla pagina ufficiale del concerto.

Giovani e ragazzi

Per i concerti della stagione in abbonamento gli under 26 hanno uno sconto del 30% sui biglietti, e i minori di 14 anni accompagnati da un adulto entrano al prezzo simbolico di 3 euro. Gli under 35 possono usare il carnet di dieci ingressi a 120 euro, valido per i turni del giovedì e del venerdì; questo concerto non è fra quelli a prezzo maggiorato. Le tariffe ridotte si acquistano solo ai botteghini, fino a esaurimento dei posti in promozione, e le agevolazioni non sono cumulabili.

Carte cultura e docenti

La Carta della Cultura Giovani, la Carta del Merito e il bonus dei docenti di ruolo possono essere usati per i biglietti dei concerti dell'Accademia. L'infoline 06 8082058 risponde dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17.

Come arrivare all'Auditorium per Hrůša e Trifonov

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910, 53, 982 e 168. La metropolitana non arriva fino all'ingresso.

Metro A e tram 2

Da piazzale Flaminio il tram 2 risale via Flaminia verso piazza Mancini. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraverso il Villaggio Olimpico. È la soluzione più semplice da piazza del Popolo e dal centro, passando accanto all'obelisco Flaminio.

Il 910 da Termini

Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi. Per chi dorme vicino alla stazione, o arriva in treno per il concerto del sabato pomeriggio, è la linea da scegliere.

Le altre linee

Il 53 collega piazza Mancini e il centro, il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade e dalla stazione Quattro Venti, il 168 dalla stazione Tiburtina. Il 168 è una linea feriale: il sabato conviene controllare gli orari sul sito dell'azienda dei trasporti.

In auto

Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico. Il complesso ha parcheggi a pagamento con posti limitati; nelle sere di concerto le auto invadono le strade del Villaggio Olimpico. In auto solo se non c'è alternativa, e con anticipo.

Come organizzare la serata del concerto

Per il concerto di Hrůša e Trifonov la regola è arrivare all'Auditorium almeno quaranta minuti prima dell'inizio: ritiro dei biglietti, controlli, guardaroba e salita in sala richiedono tempo in una sala da oltre 2.700 posti.

Le porte si chiudono

All'orario d'inizio le porte della sala si chiudono, e chi arriva in ritardo attende fuori. Con un'ouverture di pochi minuti in apertura, il rischio è entrare direttamente al concerto di Dvořák o, peggio, restare fuori fino all'intervallo. Mezz'ora di margine sul traffico del Flaminio non è prudenza eccessiva.

Prima del concerto

Il foyer comune alle sale ospita bar, caffetteria e una grande libreria con dischi e libri di musica. Dal terrazzo che corre intorno agli edifici si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori. Il Servizio Cortesia dell'Accademia è presente nei giorni di concerto in abbonamento da un'ora prima dell'inizio.

Quale serata scegliere

Il giovedì alle 19:30 è la serata di chi esce dal lavoro e cena dopo. Il venerdì alle 20:00 lascia il tempo di un aperitivo. Il sabato alle 18:00 è la scelta migliore per chi viene da fuori o vuole cenare con calma dopo il concerto, commentando la serata a tavola senza guardare l'orologio.

Accessibilità e ragazzi al concerto

L'Accademia prevede per le persone con disabilità deambulanti, titolari della Disability Card, una riduzione del 15% su due biglietti; per le persone in carrozzina l'ingresso costa 10 euro e l'accompagnatore entra gratis, fino a esaurimento dei posti disponibili.

La prenotazione

Per le persone non deambulanti la prenotazione è obbligatoria, da 15 giorni prima del concerto fino al giorno precedente, al numero 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it. Per il concerto del 28 gennaio la finestra si apre dunque il 13 gennaio.

Arrivare in anticipo

La sala è rialzata rispetto al terreno, perché nel sottosuolo sono emersi i resti di una villa romana, e le gallerie hanno due soli ascensori: arrivare con un'ora di margine e chiedere subito il percorso al personale evita il collo di bottiglia dei minuti prima dell'inizio.

Con i ragazzi

Per un ragazzo che studia pianoforte, vedere Trifonov dal vivo è un'esperienza formativa che vale un anno di lezioni, e con 3 euro per i minori di 14 anni accompagnati l'Accademia la rende accessibile. Il consiglio: un posto sul lato sinistro della galleria, da cui si vedono le mani sulla tastiera.

Il quartiere intorno all'Auditorium

L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma del Novecento, dove l'architettura contemporanea convive con il verde.

Il MAXXI e il Villaggio Olimpico

A pochi minuti a piedi, verso via Guido Reni, c'è il MAXXI di Zaha Hadid: con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città. Chi ha il pomeriggio libero prima del concerto del sabato può visitare una mostra e arrivare a piedi in sala.

Verso il Tevere

Dall'Auditorium si scende al Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico. Più a nord c'è Ponte Milvio, la sera uno dei punti d'incontro più frequentati di Roma nord.

Verso il centro

Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, alle porte di Villa Borghese e del Tridente. Lungo via Flaminia, a metà strada, c'è il Museo Etrusco di Villa Giulia, da abbinare al concerto del sabato.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

All'interno dell'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva dal lavoro il giovedì.

Nel quartiere

Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. Per il giovedì e il venerdì conviene prenotare presto e cenare con calma dopo.

Ponte Milvio e il centro

Per cenare dopo il concerto del sabato l'offerta più ampia è a Ponte Milvio, raggiungibile in pochi minuti, dove i locali restano aperti fino a tardi. In direzione opposta, verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo, la scelta è quella del centro storico, con i prezzi del centro storico.

Una curiosità su Jakub Hrůša e Daniil Trifonov a Santa Cecilia — 28, 29 e 30 gennaio 2027

Il primo disco che Jakub Hrůša incise per Supraphon, nel 2006, era dedicato a Dvořák: la Suite ceca, i Valzer, la Polacca, con la Prague Philharmonia. Da allora Dvořák è rimasto al centro del suo lavoro, dalle serenate alle ouverture, dalle Rapsodie slave al Concerto per violoncello. Il Concerto per pianoforte che dirige a Roma appartiene dunque a un autore che conosce come pochi direttori al mondo.

Anche Trifonov ha un rapporto particolare con la Sala Santa Cecilia, ma indiretto. Nel 2013 la critica musicale italiana gli assegnò il Premio Abbiati come miglior solista, un riconoscimento andato prima di lui a Maurizio Pollini, Arturo Benedetti Michelangeli, Sviatoslav Richter, Radu Lupu e András Schiff. Schiff, nella stessa stagione 2026/2027, suona proprio in questa sala in duo con Evgeny Kissin.

Terza curiosità: da ragazzo, al concorso di San Marino del 2008, Trifonov ricevette un premio speciale per l'esecuzione di Afterthought di Chick Corea. Un pianista classico premiato per un brano jazz, a diciassette anni: il segno di una curiosità che non lo ha mai lasciato, e che si sente nella libertà con cui affronta anche il repertorio più noto.

Una cosa che non ti dice nessuno su Jakub Hrůša e Daniil Trifonov a Santa Cecilia — 28, 29 e 30 gennaio 2027

Il Concerto per pianoforte di Dvořák è da sempre il fratello trascurato dei suoi concerti. Il Concerto per violoncello è fra i più eseguiti del repertorio; quello per pianoforte compare di rado nei cartelloni, e ancora più di rado con un solista del livello di Trifonov. La ragione è tecnica: la parte del pianoforte è scritta in modo poco idiomatico, faticosa senza essere spettacolare. Sentirla affidata a un virtuoso che non ha bisogno di dimostrare nulla è l'occasione per capire che cosa Dvořák avesse davvero in mente.

Seconda cosa poco detta: Hrůša è di casa a Santa Cecilia. Nel 2021 l'Accademia lo ha nominato direttore ospite principale della propria orchestra. Non arriva come un ospite di passaggio: conosce le prime parti, il suono degli archi, le abitudini della sala. È un vantaggio che si sente, soprattutto in una sinfonia come la seconda di Schumann, dove la coesione dell'orchestra conta più dei singoli.

Terza: fra le tre date, quella del sabato alle 18 è l'unica che lascia la sera libera. Chi viene da fuori Roma può rientrare in giornata con un treno serale.

Il consiglio che ti do per visitare Jakub Hrůša e Daniil Trifonov a Santa Cecilia — 28, 29 e 30 gennaio 2027

Il consiglio è di ascoltare, prima del concerto, il secondo movimento del Concerto di Dvořák, l'Andante sostenuto. Dura una decina di minuti ed è la pagina in cui si capisce perché questo concerto meriti di più della sua fama. Chi arriva in sala conoscendone il respiro sente poi tutta la differenza fra un'esecuzione corretta e un'esecuzione che canta.

Secondo consiglio: scegliete il posto in funzione di ciò che volete portarvi a casa. Per il suono, platea centrale oltre la decima fila o galleria frontale. Per il pianista, il lato sinistro guardando il palco: si vedono le mani di Trifonov sulla tastiera, e il suono del pianoforte, proiettato dal coperchio aperto, arriva diretto.

Terzo: restate per Schumann. Capita di vedere spettatori che, dopo il solista e l'intervallo, se ne vanno. È un errore. La seconda sinfonia, con Hrůša, è una delle ragioni della serata, e l'Adagio vale da solo il biglietto. Il tram 2 e il 910 passano anche dieci minuti più tardi.

Infine, se Trifonov concede un bis, non alzatevi al primo applauso. Con lui il bis è spesso una piccola lezione di pianoforte.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Si sa che Jakub Hrůša è diventato nel 2025 direttore musicale della Royal Opera House di Londra. Si ricorda meno che al Covent Garden ha preso il posto di Antonio Pappano, il direttore che per molti anni è stato anche il volto dell'Orchestra di Santa Cecilia. Due direttori, lo stesso podio londinese, la stessa orchestra romana: Hrůša arriva a Roma nella scia di Pappano, che nella stessa stagione torna a dirigere a Santa Cecilia in novembre e in febbraio.

Si sa anche che Trifonov vinse il Concorso Čajkovskij nel 2011. Si ricorda meno che l'anno prima, al Concorso Chopin di Varsavia, fu soltanto terzo, e che due membri della giuria, Martha Argerich e Nelson Freire, gli diedero in finale il punteggio massimo. La Argerich disse poi di non aver mai sentito nulla di simile, parlando di una tenerezza unita a un elemento demoniaco. Nella stessa stagione di Santa Cecilia la Argerich suona a marzo con Charles Dutoit: a poche settimane di distanza, la sala ospita la pianista che lo scoprì e il pianista che lei scoprì.

La foto giusta da fare a Jakub Hrůša e Daniil Trifonov a Santa Cecilia — 28, 29 e 30 gennaio 2027

Durante il concerto il telefono resta spento: in una sala così sensibile ogni scatto si sente, e un pianista come Trifonov lavora su pianissimi che il minimo rumore rovina. La foto si fa prima e dopo.

Prima del concerto, a fine gennaio, fa buio presto: dall'alto della cavea si inquadrano i tre scarabei di Renzo Piano con il piombo che riflette le luci, e l'ingresso della Sala Santa Cecilia con il pubblico che entra. È l'immagine che racconta la serata meglio di qualsiasi ritratto.

In sala, prima che si spengano le luci e se il personale lo consente, lo scatto da fare è il pianoforte a coda al centro del palco, con il coperchio aperto e la sala che si riempie, e sopra i gusci di ciliegio del soffitto. Il pianoforte vuoto, pochi minuti prima di Trifonov, è un'immagine di attesa.

Dopo il concerto, gli applausi finali sono il solo momento in cui tirare fuori il telefono, senza flash. Fuori, i volumi delle sale visti dal basso, sul lato di viale Pietro de Coubertin, danno un'immagine quasi astratta: la meno ovvia, e forse la più bella.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due dei tre scarabei verso ovest. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuto l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni la capitale restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Piano vinse il concorso.

Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli; il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-Whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è sede stabile della stagione dell'Accademia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, e nel 2020 il consiglio comunale ne ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone. Nel 2021, in questa sala, è cominciato il rapporto fra l'orchestra e Jakub Hrůša come direttore ospite principale.

Chi è passato da Jakub Hrůša e Daniil Trifonov a Santa Cecilia — 28, 29 e 30 gennaio 2027

La Sala Santa Cecilia ha avuto ospiti di peso fin dal primo giorno. Il concerto inaugurale del 21 dicembre 2002 fu diretto da Myung-Whun Chung. Pochi mesi prima, all'apertura della Sala Sinopoli, Goffredo Petrassi volle essere presente per ascoltare la prima esecuzione nella nuova sala della sua Ouverture da concerto del 1931. Luciano Berio, allora alla guida dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea.

Da allora la sala è stata la casa dell'Orchestra di Santa Cecilia e dei suoi direttori musicali, da Antonio Pappano a Daniel Harding. Jakub Hrůša vi è passato come direttore ospite principale dal 2021, portando a Roma il suo repertorio ceco e mitteleuropeo.

Nella stagione 2026/2027 passano dallo stesso palco Kirill Petrenko, direttore dei Berliner Philharmoniker, l'orchestra di cui Trifonov è stato artista in residenza nel 2018/2019; Martha Argerich con Charles Dutoit; Lisa Batiashvili con Lorenzo Viotti; Rudolf Buchbinder con Mozart; Semyon Bychkov con Katia e Marielle Labèque; e nella stagione da camera Evgeny Kissin e András Schiff, Grigory Sokolov, Igor Levit. A fine gennaio tocca a un direttore ceco e a un pianista russo, con un concerto boemo nel mezzo.

Domande frequenti su Hrůša e Trifonov a Santa Cecilia

Quando suona Daniil Trifonov a Roma nel 2027?

Daniil Trifonov suona a Roma con l'Orchestra di Santa Cecilia diretta da Jakub Hrůša giovedì 28 gennaio 2027 alle 19:30, venerdì 29 alle 20:00 e sabato 30 alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica. Il programma è lo stesso nelle tre serate.

Che cosa suonano Hrůša e Trifonov a Santa Cecilia?

Il programma di Hrůša e Trifonov a Santa Cecilia comprende l'ouverture delle Creature di Prometeo di Beethoven, il Concerto per pianoforte e orchestra di Dvořák con Trifonov solista e la Sinfonia n. 2 di Schumann. Il concerto rientra nelle celebrazioni per i duecento anni dalla morte di Beethoven.

Quanto costano i biglietti per Hrůša e Trifonov?

I biglietti per Hrůša e Trifonov a Santa Cecilia costano da 23 a 54 euro, secondo il settore: 54 la platea A, 23 le gallerie 4 e 6. Gli under 26 hanno il 30% di sconto e i minori di 14 anni accompagnati pagano 3 euro, con acquisto al botteghino.

Dove si comprano i biglietti per il concerto di Trifonov a Roma?

I biglietti per il concerto di Trifonov con l'Orchestra di Santa Cecilia si comprano al botteghino dell'Auditorium Parco della Musica, aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20, al botteghino di via Vittoria 6 e online dalla pagina ufficiale del concerto sul sito dell'Accademia.

Chi è Jakub Hrůša?

Jakub Hrůša è un direttore d'orchestra ceco nato a Brno nel 1981, direttore principale dei Bamberger Symphoniker, direttore musicale della Royal Opera House di Londra dal 2025 e futuro direttore della Filarmonica Ceca. Dal 2021 è direttore ospite principale dell'Orchestra di Santa Cecilia.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?

L'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini e con le linee 53, 982 e 168. I parcheggi sono pochi e a pagamento.

Quale delle tre date scegliere per Hrůša e Trifonov?

Le tre date di Hrůša e Trifonov a Santa Cecilia hanno lo stesso programma. Il giovedì alle 19:30 conviene a chi esce dal lavoro, il venerdì alle 20:00 a chi vuole un aperitivo prima, il sabato alle 18:00 a chi viene da fuori Roma o preferisce cenare con calma dopo il concerto.

In chiusura

Ai concerti di Santa Cecilia le serate che si ricordano sono quelle in cui il programma sorprende. Questa ha tutto: un direttore che conosce Dvořák come la propria lingua e l'orchestra romana come la propria, un pianista che non ha bisogno di dimostrare nulla, un concerto che quasi nessuno ha mai sentito dal vivo. Prendete un posto sul lato sinistro, arrivate con mezz'ora di margine e restate fino all'ultima nota di Schumann.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento28 Gennaio 2027 19:30 — 30 Gennaio 2027
IndirizzoAuditorium Parco della Musica, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città