Bach, Oratorio di Natale con Enrico Onofri all’Auditorium Parco della Musica — 10, 11 e 12 dicembre 2026
L'Oratorio di Natale di Johann Sebastian Bach, con l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretti da Enrico Onofri, è in programma giovedì 10 dicembre 2026 alle 19:30, venerdì 11 dicembre alle 20:00 e sabato 12 dicembre alle 18:00 all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30. Si eseguono le prime tre cantate del ciclo, con il soprano Carlotta Colombo, il contralto Maria Margherita Sala, il tenore Dave Monaco e il basso Fulvio Bettini; il coro è preparato da Andrea Secchi. All'Auditorium si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini e con le linee 53, 982 e 168. I biglietti costano da 23 a 54 euro secondo il settore e si comprano al botteghino dell'Auditorium, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto. Le porte si chiudono all'orario d'inizio.

Ci sono pagine che il calendario rende inevitabili, e l'Oratorio di Natale è la prima di tutte. A Roma, a due settimane dalle feste, l'Accademia lo affida a un direttore che arriva dal mondo della prassi storica e che debutta per l'occasione sul podio di Santa Cecilia: una scelta che promette un Bach leggero di passo, nitido nelle voci, lontano dalla pesantezza di certe letture di tradizione.
L'Oratorio di Natale di Bach a Santa Cecilia: le tre serate
Il concerto si ripete tre volte con lo stesso programma: giovedì 10 dicembre alle 19:30, venerdì 11 alle 20:00, sabato 12 alle 18:00. Si ascoltano le cantate I, II e III dell'Oratorio di Natale, cioè la parte del ciclo che racconta la notte di Betlemme, dall'annuncio alla nascita all'adorazione dei pastori.
Quale sera scegliere
Il giovedì è la sera di chi esce dall'ufficio e ha poco margine: con l'inizio alle 19:30 e le porte che si chiudono puntuali, conviene partire presto. Il venerdì alle 20:00 lascia mezz'ora in più. Il sabato alle 18:00 è l'appuntamento più adatto a chi vuole abbinare il concerto a una cena dopo, o a chi arriva da fuori Roma e deve ripartire in serata.
Che cosa dice la presentazione ufficiale
L'Accademia presenta la serata come un avvicinamento alle feste: un capolavoro concepito per accompagnare le celebrazioni liturgiche dei giorni di Natale, in cui arie, recitativi, corali e pagine d'insieme intrecciano la dimensione narrativa del racconto evangelico con quella devozionale. Sul podio, sottolinea la presentazione, c'è uno dei più stimati interpreti e direttori del repertorio barocco, al suo debutto a Santa Cecilia.
Un concerto di stagione
L'Oratorio di Natale fa parte della stagione sinfonica 2026/2027 dell'Accademia, presentata nella scheda dedicata alla stagione di concerti di Santa Cecilia. La prevendita per i concerti fino al 27 febbraio 2027 è aperta dal 10 settembre 2026.
Il programma: le prime tre cantate dell'Oratorio di Natale
L'Oratorio di Natale, BWV 248, è un ciclo di sei cantate che Bach scrisse per il periodo natalizio del 1734 e 1735, una per ciascuno dei giorni di festa: i tre giorni di Natale, il Capodanno, la domenica successiva e l'Epifania. A Santa Cecilia si eseguono le prime tre, destinate in origine al 25, 26 e 27 dicembre.
Cantata I, Jauchzet, frohlocket
La prima cantata apre con un coro di giubilo, «Jauchzet, frohlocket», e con un attacco celebre: i timpani da soli, poi le trombe. L'organico prevede tre trombe, timpani, due flauti, due oboi, archi e basso continuo. Il testo racconta il tempo che precede la nascita, il viaggio di Maria e Giuseppe a Betlemme per il censimento e infine la nascita di Gesù, secondo il Vangelo di Luca.
Cantata II, Und es waren Hirten
La seconda cantata cambia colore: via le trombe e i timpani, entrano due oboi d'amore e due oboi da caccia accanto ai flauti. È la cantata dei pastori: l'angelo che appare nella notte e annuncia la nascita, la profezia ricordata dalla voce di basso, l'invito ad andare a vedere il bambino, i canti di Maria, degli angeli e dei pastori. Gli oboi d'amore, con il loro suono scuro e dolce, danno a questa parte la sua tinta notturna.
Cantata III, Herrscher des Himmels
La terza cantata conclude il racconto della notte di Natale con l'adorazione dei pastori nella stalla. Tornano trombe e timpani; Maria canta, l'evangelista racconta il ritorno dei pastori, e la cantata si chiude riprendendo il coro d'apertura. È un finale circolare, che restituisce all'ascoltatore la festa con cui tutto era cominciato.
Le voci del racconto
Nell'Oratorio il racconto evangelico è affidato all'evangelista, un tenore, mentre le arie commentano gli eventi e i corali danno voce alla comunità dei fedeli. A Roma la parte di tenore è di Dave Monaco; con lui il soprano Carlotta Colombo, il contralto Maria Margherita Sala e il basso Fulvio Bettini. Il Coro dell'Accademia, preparato da Andrea Secchi, ha il peso maggiore: i cori d'apertura e i corali sono il cuore della partitura.
Chi è Enrico Onofri, il direttore dell'Oratorio di Natale
Enrico Onofri è un violinista e direttore d'orchestra nato a Ravenna il 1° aprile 1967, specialista del repertorio barocco e classico eseguito secondo le prassi storiche. Con l'Oratorio di Natale debutta sul podio dell'Accademia di Santa Cecilia.
Ravenna e la bottega di antiquariato
Onofri cresce nell'atelier antiquario dei genitori, e fin dall'inizio degli studi musicali si interessa all'esecuzione storica: le pratiche interpretative delle epoche passate diventano per lui una fonte d'ispirazione per prospettive nuove, più che un esercizio di filologia.
Savall e il Giardino Armonico
La carriera comincia quando è ancora studente, con l'invito di Jordi Savall a ricoprire il ruolo di concertmaster della Capella Reial de Catalunya. Seguono le collaborazioni con il Concentus Musicus Wien, l'Ensemble Mosaiques e il Concerto Italiano. Onofri è tra i fondatori del Giardino Armonico, in cui è primo violino e solista fino al 2010: anni decisivi per la rinascita della musica barocca italiana suonata su strumenti d'epoca.
Dal violino al podio
Dal 2002 affianca al violino la direzione d'orchestra, guidando complessi da camera e sinfonici come la Vienna Chamber Orchestra, l'Akademie für Alte Musik, l'Orquesta Barroca de Sevilla, la Camerata Bern, Tafelmusik di Toronto e l'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino. Fra il 2020 e il 2024 è direttore principale della Filarmonica Toscanini.
Gli incarichi di oggi
Oggi Onofri è direttore associato della Münchener Kammerorchester, partner artistico della Haydn Philharmonie, direttore associato dell'Orchestre National d'Auvergne, direttore dell'Imaginarium Ensemble, che ha fondato, e direttore musicale della Real Câmara di Lisbona. In teatro ha diretto all'Opéra de Lyon, al Teatro de la Maestranza di Siviglia, all'Opernhaus di Zurigo e allo Staatstheater di Halle; all'inizio del 2025 ha diretto Il trionfo dell'onore di Alessandro Scarlatti al Teatro Malibran di Venezia, per il tricentenario del compositore.
Dischi e premi
Dal gennaio 2025 collabora con Harmonia Mundi a un ciclo sinfonico dedicato al periodo classico, aperto dal disco Serenata, tutto mozartiano, con Isabelle Faust. La discografia comprende Vivaldi, Corelli, Telemann, Haydn, le Sonate e Partite di Bach per violino solo e il repertorio portoghese con la Real Câmara. Ha ricevuto il Diapason d'Or de l'Année 2020, lo Choc di Classica, un Gramophone Award, il Diapason d'Or 2021 e il Grand Prix des Discophiles; nel 2019 il Premio Abbiati come miglior solista dell'anno.
L'insegnamento
Onofri ha insegnato violino barocco al Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo e oggi insegna al Conservatorio Rossini di Pesaro. È stato ospite della Juilliard School nel 2012 e tutor della European Union Baroque Orchestra; dal 2010 tiene a San Leo, nel Riminese, gli incontri confluiti nell'Accademia del Tempo Lento.
Una curiosità su Bach, Oratorio di Natale con Enrico Onofri all'Auditorium Parco della Musica — 10, 11 e 12 dicembre 2026
La curiosità più sorprendente è che l'Oratorio di Natale è in buona parte musica riciclata. Bach prese cori e arie da opere profane scritte in precedenza, fra cui le cantate di compleanno per la casa regnante di Sassonia, BWV 213, 214 e 215, e le adattò a testi sacri. Il coro che apre la prima cantata, «Jauchzet, frohlocket», viene dalla cantata BWV 214, che cominciava con le parole «Tönet, ihr Pauken! Erschallet, Trompeten!», suonate, timpani, echeggiate, trombe. Per questo l'attacco è affidato ai timpani seguiti dalle trombe: il testo originale lo chiedeva letteralmente.
Anche il coro della terza cantata ha un'origine profana, nella stessa cantata BWV 214. Questa tecnica, la parodia, era normale ai tempi di Bach; è il Romanticismo, con l'idea del genio che crea un'opera unica per ispirazione improvvisa, ad averla resa sospetta. Ancora a metà del Novecento musicisti importanti trovavano imbarazzante un oratorio non del tutto originale. Il pubblico non se ne è mai curato: l'Oratorio di Natale resta una delle opere di Bach più eseguite.
C'è poi un secondo filo, tutto strumentale. Nella seconda cantata Bach usa l'oboe d'amore e l'oboe da caccia, strumenti che all'epoca erano novità, e a cui era interessato: il primo ha un suono cupo e dolce, il secondo un timbro più lucido. Ascoltare questa cantata diretta da un musicista cresciuto con gli strumenti d'epoca è un modo di sentirla vicina al suono che Bach aveva in mente.
La sala dell'Auditorium e la sua acustica
La stagione sinfonica dell'Accademia di Santa Cecilia ha casa dal 2003 nella Sala Santa Cecilia, la più grande delle tre sale da concerto progettate da Renzo Piano per l'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, inaugurata il 21 dicembre 2002. La sala esatta di ogni concerto è indicata sul biglietto.
Una cassa di ciliegio
Il soffitto della sala è formato da 26 gusci di ciliegio americano, ognuno con una superficie media di circa 180 metri quadrati, e il tempo di riverberazione è di 2,2 secondi. Per un oratorio barocco questo significa un suono pieno anche con un'orchestra di dimensioni ridotte: i corali arrivano morbidi, le trombe della prima cantata squillano senza spigoli.
Dove sedersi per un oratorio
Chi frequenta la sala osserva che l'intensità sonora sembra calare fino alla decima fila e poi resta costante. Per ascoltare il dialogo fra coro e solisti non serve la platea a ridosso del palco; una posizione centrale più arretrata, o la galleria frontale, restituisce meglio l'equilibrio. La galleria dietro il palco permette invece di vedere il direttore di fronte, e con un gesto chiaro come quello di chi viene dal violino è uno spettacolo in sé.
Gli scarabei di Renzo Piano
Da fuori, le tre sale sono volumi rivestiti di piombo su una base di mattoni, disposti a raggiera attorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Piano vinse il concorso nel 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco e con il paesaggista Franco Zagari. La storia del complesso è raccontata nella scheda dell'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Bach, Oratorio di Natale con Enrico Onofri all'Auditorium Parco della Musica — 10, 11 e 12 dicembre 2026
La cosa che pochi dicono è che l'Oratorio di Natale che si ascolta a Roma è una metà, e una metà ben precisa. Bach non concepì un'opera da eseguire in una sola sera: sei cantate per sei giorni diversi, dal 25 dicembre al 6 gennaio. Le prime tre, quelle in programma, formano però un arco compiuto, perché raccontano per intero la notte di Natale e si chiudono con il ritorno del coro iniziale. Non si esce con l'impressione di un racconto interrotto.
La seconda cosa riguarda la puntualità. L'Accademia avverte che i concerti cominciano all'orario indicato e che chi arriva in ritardo non entra in sala: segue il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. In un oratorio che si apre con i timpani, arrivare tardi significa perdere proprio l'attacco più atteso. Il traffico del Flaminio nelle sere di dicembre, con gli acquisti natalizi, non perdona: mezz'ora di margine è il minimo.
La terza è strutturale. La Sala Santa Cecilia è costruita su un piano rialzato, perché nel sottosuolo sono emersi i resti di una villa romana e non si è potuto scavare, e le gallerie hanno soltanto due ascensori. Chi ha difficoltà motorie e un posto in galleria deve arrivare con largo anticipo. E la sala non ha un organo a canne: il progetto fu sospeso nel 2002, dopo un appello di Italia Nostra, dall'Accademia allora presieduta da Luciano Berio.
L'Accademia di Santa Cecilia in dicembre
L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che organizza il concerto, è una fondazione con un'orchestra e un coro sinfonici e un corpo accademico; il direttore musicale è Daniel Harding. L'Auditorium è la sua sede principale, dove conserva la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali.
Un dicembre fitto
La vigilia dell'Oratorio, mercoledì 9 dicembre, l'Accademia porta in Sala Sinopoli Jordi Savall con un programma Vivaldi, alla testa della Capella Reial de Catalunya: lo stesso ensemble in cui Onofri, ancora studente, cominciò la carriera come concertmaster. Due sere di fila, due generazioni della stessa scuola. Una settimana dopo l'Oratorio, dal 17 al 19 dicembre, Juraj Valčuha dirige l'orchestra con il violoncellista Ettore Pagano in un programma che va da Herrmann a Rachmaninoff. In autunno la stagione ha già portato in sala il Siegfried di Wagner con Daniel Harding e Kirill Petrenko alla testa dell'orchestra.
La patrona della musica
Santa Cecilia, patrona della musica e dell'Accademia, è venerata nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere: in un fine settimana di concerto natalizio, una visita di giorno alla basilica è un complemento naturale.
Il consiglio che ti do per visitare Bach, Oratorio di Natale con Enrico Onofri all'Auditorium Parco della Musica — 10, 11 e 12 dicembre 2026
Il consiglio è di prepararsi con un ascolto mirato: il coro d'apertura della prima cantata, «Jauchzet, frohlocket», e poi l'inizio della seconda, dove trombe e timpani lasciano il posto a flauti e oboi. Sono pochi minuti, ma permettono di riconoscere in sala i due mondi dell'opera, quello della festa e quello della notte dei pastori.
Secondo consiglio: leggere una traduzione dei testi. L'Oratorio è cantato in tedesco, e i corali di Paul Gerhardt, che Bach usa più volte, sono il punto in cui la comunità risponde al racconto. Capire le parole cambia il modo in cui si ascoltano le pause, i rallentamenti, le cadenze.
Terzo: scegliere il posto in base a ciò che interessa. Per il suono d'insieme, platea centrale oltre la decima fila o galleria frontale; per vedere come un direttore di scuola barocca tiene insieme coro e orchestra, la galleria dietro il palco. Conviene poi restare fino alla fine degli applausi: con il coro schierato, la chiusura della terza cantata in una sala di queste dimensioni è una delle immagini più belle della stagione.
Infine, se si può scegliere, il sabato alle 18 è la data più riposante, con il tempo di cenare dopo senza fretta.
Biglietti per l'Oratorio di Natale: prezzi e riduzioni
I biglietti per l'Oratorio di Natale diretto da Enrico Onofri costano da 23 a 54 euro, divisi in sei settori: 54, 47, 37, 35, 30 e 23 euro. Sono venduti soltanto dai rivenditori autorizzati dall'Accademia.
Dove si comprano
I biglietti si comprano al botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, al botteghino di via Vittoria 6, vicino a piazza del Popolo, e sul circuito di prevendita autorizzato, a cui si accede dal pulsante di acquisto sotto la data scelta sulla pagina ufficiale del concerto. Il botteghino dell'Auditorium, nello spazio serra, è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20; quello di via Vittoria dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 19 e il sabato dalle 11 alle 14, con pagamento solo elettronico.
Giovani e ragazzi
Per i concerti della stagione gli under 26 hanno uno sconto del 30% e i minori di 14 anni, insieme a un adulto, entrano al prezzo simbolico di 3 euro. Le tariffe ridotte si acquistano solo ai botteghini, fino a esaurimento dei posti in promozione, e non sono cumulabili. Le altre agevolazioni per i giovani sono raccolte nella sezione dedicata del sito dell'Accademia.
Rivenditori non autorizzati
L'Accademia avverte che non risponde di eventuali maggiorazioni sui biglietti venduti da soggetti non autorizzati. Per informazioni c'è l'infoline 06 8082058, oppure gli indirizzi info@santacecilia.it e biglietteria@santacecilia.it.
Come arrivare all'Auditorium per l'Oratorio di Natale
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, oppure con gli autobus 910, 53, 982 e 168. La metropolitana non arriva fino all'ingresso.
Metro A e tram 2
Da piazzale Flaminio il tram 2 risale via Flaminia: si scende alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraversando il Villaggio Olimpico. Dal centro storico è la soluzione più semplice.
Il 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi: la linea da scegliere per chi alloggia vicino alla stazione o arriva in treno per il concerto del sabato.
Le altre linee
Il 53 collega piazza Mancini con il centro, il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade, il 168 dalla stazione Tiburtina. Il 168 è una linea feriale: per il sabato conviene verificare gli orari sul sito dell'azienda dei trasporti.
In auto
Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'ingresso è chiuso al traffico. I parcheggi a pagamento del complesso hanno posti limitati, e nelle sere di concerto le auto riempiono le strade del Villaggio Olimpico. In dicembre, con il traffico degli acquisti, l'auto conviene solo con molto anticipo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Bach scrisse musica per la liturgia luterana di Lipsia. Meno spesso si ricorda quanto l'Oratorio di Natale sia legato al calendario: ognuna delle sei cantate era destinata a un giorno preciso, e il racconto evangelico era diviso di conseguenza. Il 25, 26 e 27 dicembre la storia della nascita secondo Luca; il Capodanno la circoncisione e l'imposizione del nome; la domenica successiva e l'Epifania l'arrivo dei Magi secondo Matteo. Un'opera pensata per essere ascoltata a puntate, nell'arco di quasi due settimane.
Il secondo fatto noto agli specialisti riguarda i testi. Molti corali dell'Oratorio usano versi di Paul Gerhardt, poeta del Seicento, e il linguaggio delle arie, ricco di immagini e di accenti affettivi, viene ricondotto alla spiritualità pietista. Chi ascolta con il testo sotto gli occhi si accorge che le arie non raccontano: meditano. È la voce del credente che riflette su ciò che l'evangelista ha appena narrato.
Il terzo riguarda la storia esecutiva. Per buona parte del Novecento l'Oratorio fu eseguito da grandi cori e grandi orchestre; il movimento della prassi storica, a cui Onofri appartiene fin dagli anni del Giardino Armonico, ha riportato l'attenzione su organici più snelli e su tempi più mossi. Due modi di ascoltare lo stesso Bach, e a Roma si sente il secondo, affidato però a un'orchestra sinfonica moderna.
Come organizzare la serata dell'Oratorio
Per l'Oratorio di Natale la regola è arrivare all'Auditorium almeno quaranta minuti prima dell'inizio: ritiro dei biglietti, controlli, guardaroba e salita in sala richiedono tempo, e le porte non aspettano.
Prima del concerto
Il foyer comune alle sale ha bar, caffetteria e una grande libreria con dischi e libri di musica. Dal terrazzo che corre intorno agli edifici si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori.
La durata
La pagina del concerto non indica la durata né la presenza di un intervallo. Tre cantate dell'Oratorio formano comunque una serata di lunghezza media: chi ha un treno da prendere dopo il concerto del sabato si tenga largo.
Dopo il concerto
All'uscita la cavea è il posto giusto per lasciar defluire la folla. Chi ha l'auto nel Villaggio Olimpico non abbia fretta: le prime uscite dalle strade laterali sono sempre le più lente.
La foto giusta da fare a Bach, Oratorio di Natale con Enrico Onofri all'Auditorium Parco della Musica — 10, 11 e 12 dicembre 2026
Durante il concerto il telefono resta spento: in un oratorio i pianissimo del coro sono parte della musica, e ogni schermo acceso si vede da tutta la sala. La foto si fa prima e dopo.
A dicembre fa buio presto, e alle 18 del sabato la luce è già quella della sera: dall'alto della cavea si inquadrano i tre volumi di Renzo Piano con il piombo che riflette le luci, e il pubblico che entra. È l'immagine che racconta la serata meglio di qualsiasi ritratto.
In sala, prima che si spengano le luci e se il personale lo consente, lo scatto giusto è verso l'alto, sui gusci di ciliegio del soffitto, con il coro già schierato dietro l'orchestra: una parete di voci che per una sera diventa la navata di una chiesa luterana.
Dopo, gli applausi finali sono il solo momento in cui tirare fuori il telefono, senza flash. Fuori, i volumi delle sale visti dal basso, sul lato di viale Pietro de Coubertin, danno un'immagine quasi astratta: la meno ovvia, e a nostro giudizio la più riuscita.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due dei tre volumi verso ovest, fin quasi al viadotto di corso di Francia. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuto l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni la capitale restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Piano vinse il concorso.
Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli; il 21 dicembre 2002, giorno per giorno ventiquattro anni prima di questo Oratorio, la Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-Whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è sede stabile della stagione dell'Accademia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, e nel 2020 il consiglio comunale ne ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone. Un dicembre di inaugurazioni e di Natale, insomma, è inscritto nella storia stessa della sala.
Chi è passato da Bach, Oratorio di Natale con Enrico Onofri all'Auditorium Parco della Musica — 10, 11 e 12 dicembre 2026
La Sala Santa Cecilia ha avuto ospiti di peso fin dal primo giorno. Il concerto inaugurale del 21 dicembre 2002 fu diretto da Myung-Whun Chung. Pochi mesi prima, all'apertura della Sala Sinopoli, Goffredo Petrassi volle essere presente per ascoltare la sua Ouverture da concerto del 1931 nella nuova sala; la sala più piccola del complesso porta oggi il suo nome. Luciano Berio, allora alla testa dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea.
Nei primi mesi la sala fu anche criticata: Wolfgang Sawallisch si disse perplesso sul palcoscenico e sull'acustica, e seguirono interventi di correzione. Da allora è la casa dell'Orchestra di Santa Cecilia e dei suoi direttori musicali, da Antonio Pappano a Daniel Harding. Fra i solisti di casa c'è Evgeny Kissin, ospite dell'Accademia dal 1991.
Nel percorso di Onofri, prima di questo debutto, ci sono Jordi Savall, che lo chiamò ancora studente come concertmaster della Capella Reial de Catalunya, il Concentus Musicus Wien, il Concerto Italiano, e poi Isabelle Faust, solista del suo disco mozartiano. A dicembre 2026 il violinista del Giardino Armonico sale per la prima volta sul podio dell'Accademia, con la pagina natalizia più amata del repertorio barocco, e si aggiunge alla lista di chi ha diretto in questa sala.
Accessibilità e bambini all'Oratorio di Natale
L'Accademia prevede per le persone con disabilità deambulanti, titolari della Disability Card, una riduzione del 15% su due biglietti, da acquistare al botteghino. Per le persone in carrozzina l'ingresso costa 10 euro e chi le assiste entra gratis, fino a esaurimento dei posti disponibili.
La prenotazione
Per le persone non deambulanti la prenotazione è obbligatoria, da 15 giorni prima del concerto fino al giorno precedente, al numero 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it. Per il concerto del 10 dicembre la finestra si apre dunque il 25 novembre.
Arrivare in anticipo
La sala è rialzata rispetto al terreno e le gallerie hanno due soli ascensori: arrivare con un'ora di margine e chiedere subito il percorso al personale evita l'affollamento degli ultimi minuti. Nei giorni di concerto in abbonamento il Servizio Cortesia dell'Accademia è presente da un'ora prima dell'inizio.
Con i bambini
L'Oratorio di Natale è uno dei pochi titoli sinfonici che si prestano a un primo ascolto in famiglia: racconta una storia che i bambini conoscono, con trombe, timpani e cori. Con il biglietto a 3 euro per i minori di 14 anni e il concerto del sabato alle 18, a nostro giudizio è una delle occasioni migliori della stagione per portare un ragazzo in una grande sala.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma del Novecento in cui l'architettura contemporanea convive con il verde.
Il MAXXI
A pochi minuti a piedi, verso via Guido Reni, c'è il MAXXI di Zaha Hadid: con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città. Il sabato pomeriggio si può visitare una mostra e arrivare a piedi in sala per le 18.
Verso il Tevere
Dall'Auditorium si scende al Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico; più a nord c'è Ponte Milvio, la sera uno dei punti d'incontro più frequentati di Roma nord.
Dove mangiare prima o dopo l'Oratorio
All'interno dell'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva dal lavoro il giovedì.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere frequentati soprattutto dai residenti. Nelle settimane prima di Natale le cene aziendali riempiono i locali: conviene prenotare.
Ponte Milvio e il centro
Per cenare dopo il concerto del sabato l'offerta più ampia è a Ponte Milvio, dove i locali restano aperti fino a tardi. In direzione opposta, verso piazzale Flaminio e il Tridente, la scelta è quella del centro storico, con i prezzi del centro.
Dicembre a Roma: l'Oratorio e le feste
Metà dicembre è il momento in cui Roma entra nel clima delle feste, e un oratorio natalizio è il modo più antico di celebrarle in musica. Che cosa offre la città in queste settimane è raccontato nella scheda su Natale a Roma.
Una settimana di musica
Chi resta qualche giorno può costruirsi un piccolo percorso musicale senza cambiare indirizzo: l'Oratorio dal 10 al 12 dicembre, Valčuha e Pagano dal 17 al 19. Lo stesso sabato 12, alle 20 nella Sala Sinopoli, l'Auditorium propone anche i Christmas Songs di Paolo Fresu: due Natali molto diversi sotto lo stesso tetto.
Il clima
Le sere di dicembre possono essere fredde e umide, e l'Auditorium è un complesso aperto, in cui fra un ingresso e l'altro si cammina all'esterno. Cappotto da lasciare al guardaroba e ombrello pieghevole evitano sorprese.
Domande frequenti sull'Oratorio di Natale a Santa Cecilia
Quando si esegue l'Oratorio di Natale di Bach a Santa Cecilia?
L'Oratorio di Natale di Bach diretto da Enrico Onofri si esegue giovedì 10 dicembre 2026 alle 19:30, venerdì 11 dicembre alle 20:00 e sabato 12 dicembre alle 18:00 all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, con lo stesso programma nelle tre serate.
Quali parti dell'Oratorio di Natale vengono eseguite?
All'Auditorium l'Oratorio di Natale è eseguito nelle sue prime tre cantate: Jauchzet, frohlocket, Und es waren Hirten e Herrscher des Himmels. Sono le cantate che Bach destinò ai tre giorni di Natale e che raccontano la nascita di Gesù e l'adorazione dei pastori.
Quanto costano i biglietti per l'Oratorio di Natale?
I biglietti per l'Oratorio di Natale a Santa Cecilia costano da 23 a 54 euro secondo il settore. Gli under 26 hanno il 30% di sconto e i minori di 14 anni, insieme a un adulto, pagano 3 euro, acquistando ai botteghini fino a esaurimento dei posti in promozione.
Chi canta nell'Oratorio di Natale a Roma?
Nell'Oratorio di Natale diretto da Enrico Onofri cantano il soprano Carlotta Colombo, il contralto Maria Margherita Sala, il tenore Dave Monaco e il basso Fulvio Bettini, con il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia preparato da Andrea Secchi.
Chi è Enrico Onofri?
Enrico Onofri, direttore dell'Oratorio di Natale a Santa Cecilia, è un violinista e direttore nato a Ravenna nel 1967. È stato tra i fondatori del Giardino Armonico, primo violino fino al 2010, e dirige oggi formazioni come la Real Câmara di Lisbona e l'Imaginarium Ensemble. A Roma debutta sul podio dell'Accademia.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
All'Auditorium Parco della Musica si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'ingresso è chiuso alle auto.
Cosa succede se si arriva in ritardo al concerto?
Ai concerti dell'Accademia di Santa Cecilia le porte si chiudono puntualmente all'orario d'inizio. Chi arriva tardi all'Oratorio di Natale non entra in sala e può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Conviene arrivare almeno quaranta minuti prima.
Il consiglio finale sull'Oratorio di Natale a Santa Cecilia
Un direttore cresciuto con Savall e il Giardino Armonico, al debutto con l'orchestra sinfonica di Roma; tre cantate che raccontano la notte di Natale dall'annuncio all'adorazione; una sala inaugurata anch'essa in un dicembre. A nostro giudizio è l'appuntamento con cui cominciare le feste in città. Conviene ascoltare prima il coro d'apertura, leggere i testi dei corali, scegliere il sabato alle 18 se si può, e arrivare presto: con queste porte, il ritardo non si perdona.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
