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Jordi Savall dirige Vivaldi all’Auditorium Parco della Musica — 9 dicembre 2026

In breve. Jordi Savall dirige un programma interamente dedicato a Vivaldi mercoledì 9 dicembre 2026 alle 20:00 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma), nella stagione…

Jordi Savall dirige un programma interamente dedicato a Vivaldi mercoledì 9 dicembre 2026 alle 20:00 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma), nella stagione 2026/2027 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Sul palco La Capella Reial de Catalunya e Les Musiciennes du Concert des Nations, con il Magnificat RV 611, il Concerto n. 2 RV 279 dalla raccolta La Stravaganza e il Gloria. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 (fermate Flaminia/Reni o Apollodoro), oppure con l'autobus 910 da Termini. I prezzi pubblicati dall'Accademia sono 38 euro in platea, 26 euro in galleria II settore e 18 euro in galleria III settore. I biglietti si comprano al botteghino dell'Auditorium, a quello dell'Accademia in via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal sito ufficiale di Santa Cecilia.

La cavea e una delle sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Renzo Piano
La cavea e una delle sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Renzo Piano Foto: Foto: World Travel & Tourism Council, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

È il concerto di dicembre della stagione di Santa Cecilia, e ha un titolo che dice tutto: Vivaldi, senza aggettivi. A dirigerlo è uno dei padri della riscoperta della musica antica, un gambista e direttore catalano che da più di cinquant'anni riporta alla luce il repertorio europeo dal Medioevo al Settecento con ensemble fondati da lui stesso. Per chi ama il barocco è l'appuntamento del mese; per chi conosce il Gloria solo dalle colonne sonore è l'occasione di sentirlo come probabilmente suonava nel Settecento.

Jordi Savall a Roma: data, orario e biglietti

Il concerto di Jordi Savall è in programma mercoledì 9 dicembre 2026 alle 20:00 in Sala Sinopoli, secondo il calendario pubblicato dall'Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella pagina dell'evento. È una data unica, senza repliche.

I prezzi

L'Accademia pubblica tre fasce di prezzo: platea 38 euro, galleria II settore 26 euro, galleria III settore 18 euro. Sono cifre contenute per un direttore di questo livello, e la galleria più economica rende il concerto accessibile anche a chi va per la prima volta. Per i giovani l'Accademia ha una pagina dedicata alle agevolazioni, consultabile sul sito ufficiale.

Quando comprare

La prevendita della stagione 2026/2027 è divisa in due periodi: dal 10 settembre 2026 per i concerti dal 14 ottobre 2026 al 27 febbraio 2027, dal 12 gennaio 2027 per quelli successivi. Il concerto di Savall rientra nel primo periodo: i biglietti sono quindi già in vendita.

Dove si comprano

L'Accademia indica come unici rivenditori autorizzati il circuito di prevendita collegato al pulsante di acquisto della pagina ufficiale, il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica e quello di via Vittoria 6, nel centro storico. Avverte anche di non comprare da soggetti non autorizzati, perché non risponde di eventuali maggiorazioni. Per informazioni l'infoline è lo 06 8082058, con gli indirizzi info@santacecilia.it e biglietteria@santacecilia.it.

Il programma: Magnificat, La Stravaganza e Gloria

Il programma del concerto di Jordi Savall comprende tre composizioni di Antonio Vivaldi: il Magnificat RV 611, il Concerto n. 2 RV 279 dalla raccolta La Stravaganza e il Gloria. Sono due pagine sacre per coro e orchestra, con un concerto strumentale in mezzo.

Il Magnificat RV 611

Il Magnificat apre la serata. È la pagina sacra meno nota del programma, e per questo la più interessante per chi conosce già il Gloria. La sigla RV indica il numero nel catalogo Ryom, il riferimento con cui si identificano le opere di Vivaldi: RV 611 è il numero di questo Magnificat. In un concerto di dicembre, alla vigilia del Natale, un testo sacro in latino per coro e orchestra trova il suo momento naturale.

La Stravaganza, Concerto n. 2 RV 279

Fra le due pagine corali c'è un concerto strumentale: il secondo della raccolta La Stravaganza, catalogato come RV 279. Il titolo della raccolta è già un programma, e promette invenzione e sorpresa. In una serata costruita sulle voci, il concerto è il momento in cui l'orchestra resta sola sul palco e mostra di che cosa è capace.

Il Gloria

Il Gloria è la chiusura della serata. Vivaldi ne scrisse almeno tre, dei quali due sono arrivati fino a noi: l'RV 588 e l'RV 589, entrambi in re maggiore. L'RV 589, composto fra il 1713 e il 1714, è il più popolare lavoro sacro del compositore, per orchestra, due soliste, soprano e contralto, e coro a quattro voci; dura circa mezz'ora ed è diviso in undici o dodici numeri. La pagina del concerto indica solo il titolo, Gloria, senza il numero di catalogo.

Il Gloria numero per numero

Il Gloria RV 589 si apre con il Gloria in excelsis Deo, un allegro per coro, e prosegue con Et in terra pax, Laudamus te per due soprani, Gratias agimus tibi e Propter magnam gloriam, Domine Deus per soprano, Domine Fili unigenite, Domine Deus Agnus Dei per contralto e coro, Qui tollis, Qui sedes ad dexteram Patris per contralto, Quoniam tu solus sanctus e il Cum Sancto Spiritu finale. È una sequenza che alterna esplosioni corali e momenti raccolti, e che si ascolta senza fatica anche senza conoscere il latino.

Gli interpreti: La Capella Reial de Catalunya e Le Concert des Nations

Gli interpreti del concerto sono La Capella Reial de Catalunya, l'ensemble vocale fondato da Jordi Savall nel 1987, e Les Musiciennes du Concert des Nations, formazione legata all'orchestra Le Concert des Nations, nata per sua volontà nel 1989.

La Capella Reial de Catalunya

Savall e il soprano Montserrat Figueras fondarono la Capella Reial de Catalunya nel 1987, ispirandosi alle grandi cappelle reali dei regni iberici del Medioevo e del Rinascimento. Il repertorio principale è la musica antica spagnola, dall'epoca mozarabica al Siglo de Oro, con una discografia di oltre venticinque cd, dalle Cantigas di Alfonso el Sabio ai Cancioneros. Portare questo coro su Vivaldi significa applicare al barocco veneziano la cura filologica maturata sul repertorio più antico.

Le Concert des Nations

Le Concert des Nations nasce nel 1989 e prende il nome da Les Nations di François Couperin. L'ensemble ha collaborato con musicisti come Ton Koopman, Andrew Lawrence-King e Fabio Biondi, e propone le opere dei grandi compositori europei con strumenti e prassi d'epoca. Fra le prime incisioni ci sono musiche per l'orchestra di Luigi XIII, opere di Marc-Antoine Charpentier, di Bach, di Vivaldi e la raccolta completa delle suites di Marin Marais.

Vivaldi nel percorso di Savall

Vivaldi non è un autore nuovo per Savall. Oltre alle incisioni con Le Concert des Nations, nel 2014 ha diretto l'opera Farnace al Gran Teatre del Liceu di Barcellona, con Sara Mingardo. Il concerto romano si inserisce in un rapporto con il compositore veneziano che dura da decenni.

Chi è Jordi Savall: la biografia

Jordi Savall i Bernadet è un gambista, violoncellista, direttore d'orchestra e musicologo spagnolo, nato a Igualada, in Catalogna, il 1º agosto 1941. È uno dei protagonisti della riscoperta della musica antica europea e ha fondato tre ensemble e un'etichetta discografica.

La formazione

Comincia a studiare musica da bambino nel coro infantile della sua città, poi passa al violoncello, fino al diploma al Conservatorio di Barcellona, il Liceu Musical, nel 1964. A metà degli anni Sessanta si avvicina da autodidatta alla viola da gamba e alla musica antica, suonando spesso con l'ensemble Ars Musicae. Nel 1968 si iscrive ai corsi di perfezionamento della Schola Cantorum Basiliensis di Basilea.

Basilea e Hespèrion

Nel 1973 succede ad August Wenzinger alla direzione dell'ensemble della Schola Cantorum Basiliensis e comincia a insegnare, con corsi e master class. Nel 1974 fonda con Montserrat Figueras, Lorenzo Alpert e Hopkinson Smith l'ensemble Hespèrion XX, ribattezzato Hespèrion XXI dal 2000, dedicato alla musica dell'Europa mediterranea dall'antichità al Settecento. Il nome viene da Hesperia, il termine latino per la regione che comprendeva Italia, penisola iberica e Francia meridionale.

Le tradizioni mediterranee

Con Hespèrion XXI Savall incide manoscritti medievali come il Llibre Vermell de Montserrat e il Cancionero de Palacio, e musiche rinascimentali e barocche spagnole, francesi, inglesi, tedesche e italiane. L'ensemble si apre poi alla tradizione sefardita, a quella araba, ai villancicos dell'America Latina e ai repertori di paesi legati al Mediterraneo come la Turchia.

Alia Vox e il cinema

Dal 1998 le sue registrazioni escono con Alia Vox, l'etichetta fondata da lui stesso, il cui nome latino significa voce altra. Nel 1991 cura la colonna sonora del film di Alain Corneau Tous les matins du monde, che lo fa conoscere a un pubblico molto più ampio di quello delle sale da concerto; seguono la direzione musicale di Marquise di Véra Belmont, nel 1997, e di Secret défense, nel 1998.

La famiglia

È stato sposato dal 1968 fino alla morte di lei, nel 2011, con il soprano catalano Montserrat Figueras, protagonista di molte incisioni Alia Vox. I figli Arianna, arpista e cantante, e Ferran, tiorbista, liutista e cantante, hanno realizzato con i genitori nel 2005 l'album Del Temps y del Instant, una sorta di autobiografia musicale della famiglia.

Premi e riconoscimenti

L'elenco dei riconoscimenti è lungo: la Creu de Sant Jordi nel 1990, la Victoire de la musique per la carriera nel 2002, la nomina ad Artista per la pace dell'UNESCO insieme a Montserrat Figueras e ad ambasciatore dell'Unione Europea per il dialogo interculturale nel 2008, l'Handel Music Prize di Halle nel 2009, un Grammy nel 2011 per Dinastia Borja con Hespèrion XXI, il Premio Léonie Sonning nel 2012, la Legion d'onore nel 2013, la Medalla d'Or della Generalitat de Catalunya nel 2014.

Una curiosità su Jordi Savall dirige Vivaldi all'Auditorium Parco della Musica — 9 dicembre 2026

La curiosità più sorprendente riguarda lo strumento. Jordi Savall, oggi uno dei nomi più importanti della musica antica, si è avvicinato alla viola da gamba da autodidatta. Diplomato in violoncello a Barcellona nel 1964, a metà degli anni Sessanta ha cominciato a studiare da solo uno strumento che allora quasi nessuno suonava più, e solo nel 1968 è arrivato ai corsi di Basilea. In pochi anni è passato da studente a direttore dell'ensemble della scuola, succedendo ad August Wenzinger nel 1973.

La seconda curiosità riguarda il cinema. Il film che ha reso Savall famoso fuori dalle sale da concerto è Tous les matins du monde di Alain Corneau, del 1991, di cui ha diretto e curato la colonna sonora. Molto prima, negli anni Settanta, Savall aveva già inciso i due autori francesi per viola da gamba più legati a quel repertorio: le Pièces de viole di Marin Marais nel 1975 e i Concerts à deux violes esgales di Monsieur de Sainte Colombe nel 1976, con Wieland Kuijken. Il successo del film ha portato quella musica, fino ad allora riservata agli specialisti, davanti a un pubblico enorme.

La terza è nel nome dell'orchestra. Le Concert des Nations prende il titolo da Les Nations di François Couperin, una raccolta che metteva insieme stili nazionali diversi. È la stessa idea di Europa musicale senza confini che attraversa tutto il lavoro di Savall, e che al concerto romano porta un coro catalano a cantare il latino di un prete veneziano.

La Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica

La Sala Sinopoli è una delle tre grandi sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e conta 1.133 posti. Fu la prima ad aprire, il 21 aprile 2002, giorno del Natale di Roma, insieme alla Sala Petrassi; la Sala Santa Cecilia, la più grande, fu inaugurata il 21 dicembre dello stesso anno.

Una sala per il barocco

Poco più di mille posti sono una misura adatta a un ensemble su strumenti d'epoca e a un coro da camera. Gli strumenti barocchi hanno un suono meno potente di quelli moderni, e in una sala troppo grande si perderebbero i dettagli. In Sala Sinopoli la platea e le gallerie restano abbastanza vicine al palco perché si sentano i dettagli degli archi, gli attacchi del coro, il basso che sostiene tutto.

Giuseppe Sinopoli, il nome della sala

La sala porta il nome di Giuseppe Sinopoli, direttore d'orchestra e compositore, direttore stabile di Santa Cecilia, fra quelli che più si batterono perché Roma avesse finalmente una sala costruita per la musica. Le altre intitolazioni del complesso completano il quadro: Goffredo Petrassi, Luciano Berio per la cavea, Claudio Abbado per i giardini pensili, Ennio Morricone per l'intero Auditorium.

L'acustica

Il progetto acustico dell'Auditorium fu curato da Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco di Baviera. La Sinopoli ospita concerti da camera, jazz e pop, e il fatto che regga tutti questi generi dice molto della sua flessibilità. Per un concerto senza amplificazione come questo, la resa naturale della sala è decisiva.

Il complesso

Per la storia completa del complesso di Renzo Piano, delle sue sale e della cavea, c'è la scheda sull'Auditorium Parco della Musica.

Una cosa che non ti dice nessuno su Jordi Savall dirige Vivaldi all'Auditorium Parco della Musica — 9 dicembre 2026

Quello che pochi dicono è che un concerto su strumenti d'epoca suona diverso da come molti si aspettano. Chi conosce il Gloria dalle grandi incisioni con orchestra moderna e coro numeroso troverà un suono più asciutto, più leggero, con tempi spesso più vivaci e un'articolazione più netta. Non è un Vivaldi ridotto: è il Vivaldi pensato per le forze che il compositore aveva a disposizione. Le prime battute possono sorprendere; dopo qualche minuto l'orecchio si abitua e i dettagli emergono.

Seconda cosa poco detta: gli strumenti antichi si accordano spesso, e fra un brano e l'altro può esserci una pausa più lunga del solito. In una sera di dicembre, con il pubblico che entra dal freddo, la sala cambia temperatura nel corso del concerto. Le accordature fanno parte del concerto, non sono un inconveniente.

Terzo punto, pratico: all'Auditorium le sale sono volumi separati, ciascuno con il proprio ingresso. La stessa sera, nelle altre sale, possono esserci altri spettacoli, e bar e guardaroba si affollano nella mezz'ora prima dell'inizio. Chi arriva all'ultimo minuto e sbaglia percorso fra la cavea e i foyer perde facilmente cinque minuti: conviene guardare la segnaletica appena entrati e chiedere al personale.

Il consiglio che ti do per visitare Jordi Savall dirige Vivaldi all'Auditorium Parco della Musica — 9 dicembre 2026

Il consiglio è scegliere il posto in base a che cosa si vuole ascoltare. Chi vuole vedere il gesto di Savall e seguire da vicino il dialogo fra coro e orchestra deve stare in platea, a 38 euro. Chi cerca l'equilibrio complessivo del suono può salire in galleria: il II settore, a 26 euro, è un compromesso ragionevole, e il III, a 18, è una delle occasioni più convenienti della stagione per sentire un grande nome della musica antica.

Il secondo consiglio riguarda la preparazione. Il Gloria si trova facilmente in molte incisioni: ascoltarlo una volta nei giorni precedenti, possibilmente in un'incisione su strumenti d'epoca, aiuta a riconoscere i numeri e a gustare le differenze. Per il Magnificat, meno noto, basta leggere il testo latino con una traduzione a fianco: è breve, e seguire le parole cambia l'ascolto.

Il terzo riguarda la serata. Il concerto è di mercoledì alle 20: conviene arrivare all'Auditorium verso le 19:15, prendere qualcosa al bar del foyer, recuperare i biglietti con calma ed entrare in sala senza fretta. E uscendo, se la sera è limpida, fermarsi un momento sulla cavea: i gusci delle sale illuminati sono il modo giusto di chiudere una serata di musica sacra.

Come arrivare all'Auditorium per Jordi Savall

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si trova in viale Pietro de Coubertin 30 e si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 53, 982 e 168; la stazione della metropolitana più vicina è Flaminio, sulla linea A.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2 lungo via Flaminia. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto attraverso il Villaggio Olimpico fino all'ingresso. Dal centro storico è la soluzione più semplice.

Il 910 da Termini

L'autobus 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e ferma davanti all'Auditorium senza cambi. Per chi arriva in treno o dorme nella zona della stazione è la scelta più lineare.

Le altre linee

Il 53 collega piazza Mancini con il centro, il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade e dalla stazione Quattro Venti, il 168 dalla stazione Tiburtina. Per gli orari serali conviene consultare il calcolatore di percorso di Atac prima di uscire.

In auto e il ritorno

Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso alle auto. Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento, con posti limitati. Dopo il concerto il tram 2 riporta a piazzale Flaminio; in alternativa, un taxi prenotato qualche minuto prima della fine.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il Gloria RV 589 è la pagina sacra più famosa di Vivaldi. Meno spesso si ricorda che il compositore non partì da zero. L'altro Gloria arrivato fino a noi, l'RV 588, adotta ampiamente l'impostazione di un Gloria per due cori del compositore veronese Giovanni Maria Ruggieri, datato 9 settembre 1708: Vivaldi possedeva la partitura autografa e vi annotò di suo pugno le proprie revisioni, e due movimenti, il Qui tollis e il Cum Sancto Spiritu, furono copiati quasi alla lettera. Nel Settecento prendere in prestito la musica di un collega era pratica comune, e i due Gloria vivaldiani mostrano ispirazioni reciproche.

Un secondo fatto poco citato riguarda i luoghi. L'RV 588 fu composto con ogni probabilità durante l'attività di Vivaldi presso il Pio Ospedale della Pietà di Venezia, istituto noto all'epoca per il suo coro particolarmente avanzato. Come per altri lavori corali, Vivaldi scrisse per i Gloria anche mottetti introduttivi, da eseguire prima del canto sacro: ne esistono quattro, fra cui Jubilate, o amoeni cori.

Il terzo fatto riguarda Savall. Molti lo conoscono come direttore; meno ricordano che è prima di tutto un solista di viola da gamba, con una discografia personale che va da Marais a Bach, dalle sonate per viola da gamba e cembalo incise con Ton Koopman ai Musicall Humours di Tobias Hume. Il direttore che il 9 dicembre sale sul podio è un musicista che ha passato la vita con uno strumento in mano.

La foto giusta da fare a Jordi Savall dirige Vivaldi all'Auditorium Parco della Musica — 9 dicembre 2026

Durante il concerto non si fotografa: in una sala silenziosa, con strumenti d'epoca e un coro che canta senza amplificazione, anche il click di un telefono si sente. La foto giusta si fa prima o dopo, all'esterno.

Il soggetto è l'Auditorium di Renzo Piano, con i grandi gusci delle sale rivestiti di piombo disposti intorno alla cavea. Il punto migliore è proprio la cavea, la piazza a gradoni al centro del complesso, da cui si vedono le sale una accanto all'altra. A dicembre alle 19 è già buio, e le sale illuminate contro il cielo scuro sono l'immagine che meglio racconta l'arrivo a un concerto serale.

La seconda foto è quella della sala prima dell'inizio, dal proprio posto, con il palco preparato: le sedie dell'orchestra, i leggii, i pochi strumenti antichi appoggiati, la pedana del coro. In un concerto barocco il palco vuoto è già un ritratto dell'organico. Poi il telefono va spento, come chiedono tutte le sale da concerto, e la musica fa il resto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

L'area dell'Auditorium ha una storia molto più antica del complesso. Durante gli scavi per le fondazioni emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo, costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo avanti Cristo. Renzo Piano dovette modificare il progetto, spostando due delle tre sale verso ovest; i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni Roma restò senza un auditorium costruito per la musica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso a inviti.

Il 21 aprile 2002 furono inaugurate la Sala Sinopoli e la Sala Petrassi; il 21 dicembre dello stesso anno la Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è la sede della stagione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la stessa che oggi porta Savall a Roma; dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma. Nel 2020 il consiglio comunale ha deciso di intitolarlo a Ennio Morricone.

Chi è passato da Jordi Savall dirige Vivaldi all'Auditorium Parco della Musica — 9 dicembre 2026

All'Auditorium sono passati fin dal primo giorno i grandi nomi della musica classica: il concerto inaugurale della Sala Santa Cecilia fu diretto da Myung-whun Chung; Goffredo Petrassi volle essere presente all'apertura della sala che oggi porta il suo nome; Luciano Berio, allora alla testa dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea. Nella sola stagione 2026/2027 dell'Accademia passano dalle sale del complesso Evgeny Kissin e András Schiff, il Quatuor Ebène con l'integrale dei quartetti di Beethoven, Sol Gabetta e Bertrand Chamayou, e la Theodora di Händel in Sala Sinopoli.

Dalla carriera di Jordi Savall sono passati musicisti che hanno fatto la storia della musica antica: Montserrat Figueras, compagna di vita e di palco; Hopkinson Smith e Lorenzo Alpert, cofondatori di Hespèrion; August Wenzinger, di cui ha preso il posto a Basilea; Ton Koopman, Andrew Lawrence-King e Fabio Biondi, collaboratori del Concert des Nations; Christophe Coin e Wieland Kuijken, compagni di tante incisioni per viola da gamba; Sara Mingardo, protagonista del Farnace di Barcellona; i registi Alain Corneau e Véra Belmont.

La sera del 9 dicembre passano dalla Sala Sinopoli i cantori della Capella Reial de Catalunya e i musicisti di Les Musiciennes du Concert des Nations. Dietro di loro, invisibile ma presente, c'è Antonio Vivaldi, e con lui il Pio Ospedale della Pietà e il veronese Giovanni Maria Ruggieri, il cui Gloria per due cori è all'origine dell'RV 588.

Il quartiere intorno all'Auditorium

L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma moderna in cui architettura contemporanea e verde si alternano.

Il Villaggio Olimpico e il MAXXI

Il Villaggio Olimpico è il quartiere che si attraversa a piedi dal tram. Vicino alla fermata Flaminia/Reni si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo. Poco lontano c'è il Teatro Olimpico. Dentro l'Auditorium, per chi arriva presto, c'è il Museo degli strumenti musicali dell'Accademia di Santa Cecilia.

Verso il Tevere e Ponte Milvio

Dall'Auditorium si scende verso il fiume e il Ponte della Musica, la passerella che porta al Foro Italico. Più a nord, oltre piazza Mancini, c'è Ponte Milvio, uno dei punti d'incontro serali di Roma nord.

Verso il centro

Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio e a piazza del Popolo, da dove cominciano Villa Borghese e il Tridente. Il botteghino dell'Accademia di via Vittoria 6 è a pochi passi da lì, per chi preferisce comprare il biglietto di persona in centro.

Accessibilità e informazioni pratiche

L'Auditorium è un complesso moderno che si sviluppa su più livelli fra terrazze, foyer e sale. Per le esigenze di accessibilità al concerto conviene contattare in anticipo l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia allo 06 8082058 o all'indirizzo info@santacecilia.it, per sapere quale ingresso usare e quali posti scegliere.

Le avvertenze

L'Accademia pubblica sul proprio sito una pagina di avvertenze per il pubblico dei concerti, con le regole su ingresso in sala, ritardi e comportamento: conviene leggerla prima della serata. In un concerto di musica sacra, entrare a esecuzione iniziata disturba più che altrove.

Con i ragazzi

Il Gloria è una delle pagine barocche più adatte a un primo concerto: numeri brevi, un coro che canta con energia, melodie che restano in testa. Per un ragazzo che studia canto o uno strumento ad arco, vedere un ensemble su strumenti d'epoca è una lezione dal vivo sul suono del Settecento.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

All'interno dell'Auditorium Parco della Musica ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva dal lavoro.

Nel quartiere

Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. Per un concerto alle 20 una cena prima è possibile solo sedendosi a tavola presto, verso le 18:30.

Ponte Milvio e Flaminio

Chi preferisce cenare dopo il concerto trova l'offerta più ampia a Ponte Milvio, a pochi minuti, dove i locali restano aperti fino a tardi. Verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo la scelta è quella del centro storico.

Dicembre a Roma, la stagione dei concerti di Avvento

Il 9 dicembre cade il giorno dopo l'Immacolata, all'inizio del periodo natalizio: Magnificat e Gloria sono pagine che in questo momento dell'anno trovano il loro contesto naturale. Chi vuole completare il mese con altra musica trova il calendario completo nella scheda sulla stagione 2026/2027 di Santa Cecilia.

Clima e abbigliamento

A dicembre le serate romane sono fresche e spesso umide, e il tragitto dal tram all'Auditorium si fa all'aperto, attraverso il Villaggio Olimpico. Conviene un cappotto da lasciare al guardaroba e un ombrello pieghevole. Per un concerto di musica sacra non c'è un codice di abbigliamento, ma un abito curato è di norma.

Domande frequenti su Jordi Savall a Roma

Quando dirige Jordi Savall all'Auditorium di Roma?

Jordi Savall dirige il concerto Vivaldi all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone mercoledì 9 dicembre 2026 alle 20:00, in Sala Sinopoli. Il concerto fa parte della stagione 2026/2027 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia ed è una data unica.

Quanto costano i biglietti per Jordi Savall a Santa Cecilia?

I biglietti per il concerto di Jordi Savall a Santa Cecilia costano 38 euro in platea, 26 euro in galleria II settore e 18 euro in galleria III settore. Si comprano al botteghino dell'Auditorium, a quello di via Vittoria 6 e sul circuito autorizzato indicato dall'Accademia.

Che cosa suona Jordi Savall nel concerto Vivaldi?

Il concerto di Jordi Savall a Roma comprende tre opere di Vivaldi: il Magnificat RV 611, il Concerto n. 2 RV 279 dalla raccolta La Stravaganza e il Gloria. Sono due pagine sacre per coro e orchestra con un concerto strumentale al centro.

Chi suona con Jordi Savall a Roma?

Con Jordi Savall suonano La Capella Reial de Catalunya, l'ensemble vocale che ha fondato nel 1987 con Montserrat Figueras, e Les Musiciennes du Concert des Nations, formazione legata all'orchestra Le Concert des Nations, nata nel 1989. Entrambi usano strumenti e prassi esecutive d'epoca.

Chi è Jordi Savall?

Jordi Savall è un gambista, violoncellista, direttore e musicologo catalano, nato a Igualada nel 1941. Ha fondato Hespèrion XXI, La Capella Reial de Catalunya, Le Concert des Nations e l'etichetta Alia Vox, e ha curato la musica del film Tous les matins du monde.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?

L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro. Da Termini c'è l'autobus 910, senza cambi; passano vicino anche le linee 53, 982 e 168.

Quando è cominciata la prevendita per Jordi Savall?

La prevendita per il concerto di Jordi Savall è cominciata il 10 settembre 2026, data di apertura delle vendite per tutti i concerti di Santa Cecilia dal 14 ottobre 2026 al 27 febbraio 2027. I concerti successivi saranno in vendita dal 12 gennaio 2027.

Il consiglio finale su Jordi Savall e Vivaldi

Un direttore che ha dedicato la vita alla musica antica, un coro e un'orchestra fondati da lui, Magnificat e Gloria nella settimana dell'Immacolata, in una sala da poco più di mille posti: a nostro giudizio è uno dei concerti più riusciti della stagione di Santa Cecilia sulla carta, e uno dei più accessibili, con la galleria a 18 euro. Il consiglio è ascoltare il Gloria una volta nei giorni precedenti, arrivare all'Auditorium con tre quarti d'ora di anticipo e ascoltare con curiosità il suono degli strumenti d'epoca, più leggero e più vivo di quello che molti ricordano.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento9 Dicembre 2026 20:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città