Tarmo Peltokoski e Bertrand Chamayou all’Auditorium Parco della Musica — 4, 5 e 6 febbraio 2027
Il direttore finlandese Tarmo Peltokoski dirige l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con il pianista Bertrand Chamayou giovedì 4 febbraio 2027 alle 19:30, venerdì 5 febbraio alle 20:00 e sabato 6 febbraio alle 18:00 nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, viale Pietro de Coubertin 30. In programma il Concerto per pianoforte n. 1 di Liszt e la Sinfonia n. 7 «Leningrado» di Šostakovič. All'Auditorium si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti costano da 23 a 54 euro secondo il settore; si comprano al botteghino dell'Auditorium, a quello di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto.

Un direttore nato nel 2000 che a ventisei anni dirige orchestre a Tolosa, Riga, Rotterdam e Hong Kong, e un pianista di Tolosa che è l'unico artista ad aver vinto tre volte la Victoire de la Musique Classique. Il primo febbraio sinfonico dell'Accademia mette insieme il virtuosismo romantico di Liszt e la più monumentale delle sinfonie di guerra del Novecento.
Peltokoski e Chamayou a Santa Cecilia: le tre serate
Il concerto di Tarmo Peltokoski e Bertrand Chamayou è replicato tre volte nella Sala Santa Cecilia: giovedì 4 febbraio 2027 alle 19:30 (turno G), venerdì 5 alle 20:00 (turno V) e sabato 6 alle 18:00 (turno S), dentro la stagione sinfonica 2026/2027 dell'Accademia.
Quale sera scegliere
Il programma è lo stesso nelle tre date. Cambia l'orario: il giovedì alle 19:30 lascia la serata libera dopo il concerto, il venerdì alle 20:00 è la replica più classica, il sabato alle 18:00 permette di cenare con calma a concerto finito. Per chi arriva da fuori Roma, il sabato pomeriggio è la scelta più comoda.
Un ritorno
L'Accademia presenta il concerto come un ritorno: il giovanissimo direttore finlandese torna a Santa Cecilia. Il pubblico romano lo ha dunque già visto sul podio della stessa orchestra, e ora lo ritrova con un programma di grande respiro sinfonico.
La prevendita
L'Accademia ha diviso la prevendita della stagione in due periodi: dal 10 settembre 2026 sono in vendita i concerti dal 14 ottobre 2026 al 27 febbraio 2027, dal 12 gennaio 2027 quelli da marzo a fine stagione. Il concerto di Peltokoski rientra nel primo blocco, già acquistabile.
Il programma: Liszt e la «Leningrado» di Šostakovič
Il programma di Peltokoski e Chamayou comprende il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Franz Liszt, solista Chamayou, e la Sinfonia n. 7 «Leningrado» di Dmitrij Šostakovič, nella seconda parte.
Liszt, Concerto n. 1
L'Accademia descrive il Primo Concerto di Liszt come una partitura in cui il virtuosismo del solista va di pari passo con una scrittura orchestrale complessa. Liszt ci lavorò per un tempo lunghissimo: i temi principali risalgono al 1830, la versione definitiva è datata 1849. La prima esecuzione avvenne a Weimar il 17 febbraio 1855, con Liszt stesso al pianoforte e Hector Berlioz sul podio.
Un concerto compatto
Il Concerto è in quattro movimenti ma dura circa venti minuti, e i movimenti si susseguono senza vere pause. È una pagina breve e densa, in cui il pianista passa dal gesto eroico al notturno lirico nel giro di poche battute. Accanto alla sinfonia che segue, occupa una prima parte relativamente corta.
Šostakovič, Sinfonia n. 7
La Settima di Šostakovič, spiega l'Accademia, fu scritta nel 1941 durante l'assedio di Leningrado da parte delle truppe naziste e divenne subito l'emblema musicale della resistenza sovietica: una costruzione sinfonica monumentale in cui si alternano ritmi marziali, momenti di tensione e di intensa riflessione.
Dalla città assediata al mondo
Šostakovič la cominciò a Leningrado e la completò nel dicembre 1941 a Kujbyšev, l'odierna Samara, dove la sinfonia fu eseguita per la prima volta il 5 marzo 1942. Il 9 agosto 1942 fu suonata nella stessa Leningrado assediata, trasmessa con gli altoparlanti per tutta la città e verso le linee tedesche. La partitura, microfilmata, raggiunse New York passando per Teheran e il Cairo: il 19 luglio 1942 Arturo Toscanini la diresse con la NBC Symphony Orchestra in una trasmissione radiofonica.
Due mondi in una sera
Il contrasto è netto: prima il salotto e la sala da concerto dell'Ottocento, con il pianoforte protagonista; poi una sinfonia di guerra, che occupa da sola tutta la seconda parte. A nostro giudizio è un accostamento che mostra bene le due anime di Peltokoski, pianista egli stesso e direttore di grandi architetture sinfoniche.
Chi è Tarmo Peltokoski
Tarmo Peltokoski è un direttore d'orchestra, pianista e compositore finlandese nato a Vaasa il 20 aprile 2000: a ventisei anni è direttore musicale di tre orchestre e incide in esclusiva per Deutsche Grammophon.
La formazione
Di padre finlandese e madre filippina, ha cominciato il pianoforte a otto anni al Kuula-opisto della sua città. A quattordici anni il padre contattò Jorma Panula, il leggendario didatta finlandese della direzione, che lo accolse come allievo privato per quattro anni. Ha studiato poi all'Accademia Sibelius, dove fra i suoi insegnanti c'era Sakari Oramo, lasciandola senza diploma. Fra i suoi mentori ci sono anche Hannu Lintu, Jukka-Pekka Saraste ed Esa-Pekka Salonen.
Brema, la prima orchestra
Durante il lockdown la Deutsche Kammerphilharmonie Bremen lo invitò a dirigere, alla fine del 2020, su suggerimento del violinista Pekka Kuusisto e del pianista Iiro Rantala. Il primo concerto pubblico con l'orchestra fu nel giugno 2021; nel gennaio 2022 Brema lo nominò direttore ospite principale, il primo a ricevere quel titolo nella storia dell'orchestra.
Riga, Rotterdam, Tolosa, Hong Kong
Dalla stagione 2022/2023 è direttore musicale e artistico dell'Orchestra Sinfonica Nazionale Lettone; dalla 2023/2024 direttore ospite principale della Rotterdam Philharmonic; dalla 2025/2026 direttore musicale dell'Orchestre national du Capitole de Toulouse. Dalla stagione 2026/2027, quella in cui torna a Roma, è anche direttore musicale della Hong Kong Philharmonic Orchestra.
Dischi e riconoscimenti
Nell'ottobre 2023 ha firmato un contratto con Deutsche Grammophon; il primo album, uscito nel maggio 2024, contiene sinfonie di Mozart con la Kammerphilharmonie di Brema. Nel marzo 2024 Classic FM lo ha inserito fra i trenta «Rising Stars» dell'anno. Il debutto nordamericano è del gennaio 2023, con la San Diego Symphony e la Toronto Symphony Orchestra.
Il compositore
Peltokoski scrive anche musica: fra le sue composizioni c'è un brano per pianoforte solo intitolato Matka Maan Keskipisteeseen, viaggio al centro della Terra. Nel 2017 partecipò come pianista al Concorso Maj Lind di Helsinki, suonando al primo turno un proprio studio, e fu eliminato prima della semifinale.
Chi è Bertrand Chamayou
Bertrand Chamayou è un pianista francese nato a Tolosa il 23 marzo 1981, l'unico artista ad aver ricevuto tre volte la Victoire de la Musique Classique: nel 2006, nel 2012 e nel 2016.
Da Tolosa a Parigi
Ha studiato al Conservatorio di Tolosa con Claudine Willoth, dove si è avvicinato presto alla musica contemporanea e alla composizione. A quindici anni, incoraggiato dal pianista e direttore Jean-François Heisser, è passato al Conservatorio di Parigi. Nello stesso periodo ha lavorato a Londra con Maria Curcio e ha ricevuto consigli da Leon Fleisher, Dmitri Bashkirov e soprattutto Murray Perahia.
Concorsi e sale
A vent'anni ha ottenuto il quarto premio al Concorso Long-Thibaud-Crespin. Da allora ha suonato al Théâtre des Champs-Élysées, al Lincoln Center, all'Herkulessaal di Monaco e alla Wigmore Hall, e ai festival di Lucerna, Edimburgo, al Mostly Mozart di New York, al Beethovenfest di Bonn e al Klavier-Festival Ruhr. Nella stagione 2015/2016 ha debuttato con la Gewandhaus di Lipsia e i Wiener Symphoniker.
Ravel, Saint-Saëns, Liszt
Nel 2016 ha pubblicato per Erato l'integrale per pianoforte solo di Ravel, registrata nella sua Tolosa. Il disco con i Concerti n. 2 e n. 5 di Saint-Saëns, con l'Orchestre National de France diretta da Emmanuel Krivine, ha vinto il Gramophone Recording of the Year nel 2019. Liszt è un autore di casa: nella sua discografia ci sono le Années de pèlerinage e proprio il Primo Concerto, inciso con Le Cercle de l'Harmonie diretto da Jérémie Rhorer.
La musica da camera
Chamayou è un camerista assiduo, con partner come Renaud e Gautier Capuçon, il Quatuor Ebène, Antoine Tamestit, Vilde Frang e Sol Gabetta. Fra gli album più recenti ci sono un omaggio a Satie, un disco dedicato a John Cage e, nel 2025, Schubert a quattro mani con Leif Ove Andsnes. Dal 2015 è cavaliere dell'Ordine delle arti e delle lettere.
Una curiosità su Tarmo Peltokoski e Bertrand Chamayou all'Auditorium Parco della Musica — 4, 5 e 6 febbraio 2027
La curiosità più bella della serata è un filo che porta a Tolosa. Bertrand Chamayou è nato a Tolosa, ha studiato al Conservatorio della città e vi ha registrato la sua integrale di Ravel. Tarmo Peltokoski, dalla stagione 2025/2026, è il direttore musicale dell'Orchestre national du Capitole de Toulouse. Sul palco della Sala Santa Cecilia si incontrano dunque il pianista più celebre della città e il direttore della sua orchestra.
La seconda curiosità riguarda Liszt. Il Primo Concerto fu presentato a Weimar nel 1855 con Liszt al pianoforte e Berlioz sul podio: un pianista e un direttore, due protagonisti del romanticismo. Peltokoski è a sua volta pianista, e ha cominciato la sua vita musicale alla tastiera prima che sul podio. Nel 2017, a diciassette anni, partecipava a un concorso pianistico con un proprio studio.
Terza curiosità: Chamayou non arriva a Roma soltanto per il concerto sinfonico. Nella stessa stagione 2026/2027 l'Accademia lo ha in cartellone anche nella serie da camera, in duo con la violoncellista Sol Gabetta, sua partner abituale. Il pubblico romano può ascoltarlo in due vesti nella stessa stagione, solista con orchestra e camerista.
La Sala Santa Cecilia, dove suona l'orchestra
La Sala Santa Cecilia, 2.756 posti, è la più grande delle tre sale dell'Auditorium Parco della Musica: progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica, fu inaugurata il 21 dicembre 2002 e dal 2003 è la casa stabile della stagione dell'Accademia.
Una cassa di ciliegio
Il soffitto è formato da 26 gusci di ciliegio americano, ciascuno di circa 180 metri quadrati di superficie media. La sala lavora come una grande cassa armonica, con un tempo di riverberazione di 2,2 secondi: per un'orchestra al completo come quella richiesta dalla «Leningrado» è una condizione ideale, perché i pieni orchestrali si espandono senza impastarsi.
Dove sedersi per questo programma
Nel Concerto di Liszt il pianoforte deve emergere sopra un'orchestra piena: la platea centrale e la galleria frontale sono le posizioni da cui il suono della tastiera arriva più pulito. Per la sinfonia, invece, le gallerie laterali e quelle alle spalle del palco offrono una prospettiva rara sull'orchestra, e permettono di vedere il gesto di Peltokoski di fronte, come lo vedono i musicisti.
Gli scarabei di Piano
Da fuori le tre sale sono volumi rivestiti di piombo su una base di mattoni, disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto dedicata a Luciano Berio. Renzo Piano vinse il concorso nel 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller BBM di Monaco e con il paesaggista Franco Zagari.
Una cosa che non ti dice nessuno su Tarmo Peltokoski e Bertrand Chamayou all'Auditorium Parco della Musica — 4, 5 e 6 febbraio 2027
La prima cosa che pochi dicono riguarda la puntualità. L'Accademia avverte che i suoi concerti cominciano all'ora esatta e che chi arriva in ritardo non entra in sala: può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Con un concerto per pianoforte di venti minuti in apertura, arrivare tardi significa perdere l'intera prima parte e con essa Chamayou.
La seconda riguarda i posti economici. Nella Sala Santa Cecilia l'intensità sonora sembra calare fino alla decima fila e poi mantenersi costante: il settore più caro, sotto il palco, non è necessariamente il migliore per ascoltare una sinfonia come la «Leningrado». Con i biglietti da 23 o 30 euro dei settori alti si ascolta un'orchestra al completo con un suono pieno.
La terza è sugli orari. Il sabato alle 18:00 è l'orario meno sfruttato dai visitatori: chi è a Roma per un fine settimana può fare un museo al mattino, il concerto nel tardo pomeriggio e cenare subito dopo, senza rinunciare a nulla. Il giovedì alle 19:30, invece, conviene a chi esce dal lavoro e vuole tornare a casa a un'ora ragionevole.
Il consiglio che ti do per visitare Tarmo Peltokoski e Bertrand Chamayou all'Auditorium Parco della Musica — 4, 5 e 6 febbraio 2027
Il consiglio è arrivare preparati sulla «Leningrado». Basta ascoltarla una volta in una buona incisione, almeno il primo movimento, e leggere due righe sulla storia dell'assedio. Conoscerne il disegno permette di seguirla in sala come un racconto, fra ritmi marziali e momenti di riflessione, invece di subirla.
Secondo consiglio: non considerare il Concerto di Liszt un semplice antipasto. È breve, ma in venti minuti concentra virtuosismo e scrittura orchestrale; e Chamayou lo ha già inciso con Le Cercle de l'Harmonie.
Terzo: scegliere il posto in funzione della sinfonia. Per una sinfonia di questa mole, la distanza aiuta: galleria frontale o laterale più che le prime file di platea.
Infine, per chi può restare a Roma, il sabato 6 febbraio offre anche un'altra serata musicale: alle 20:30 la flautista Lucie Horsch suona all'Aula Magna della Sapienza per la Stagione IUC. Con il concerto delle 18:00 all'Auditorium, i due appuntamenti non si sovrappongono.
Biglietti per Peltokoski e Chamayou: prezzi e riduzioni
I biglietti per il concerto di Peltokoski e Chamayou costano 54 euro nel settore I, 47 nel II, 37 nel III, 35 nel IV, 30 nel V e 23 nel VI. Gli unici rivenditori autorizzati sono il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica, il botteghino di via Vittoria 6 e i punti vendita del circuito di prevendita indicato dall'Accademia.
I botteghini
Il botteghino dell'Auditorium, nello spazio serra, è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20. Quello di via Vittoria 6, fra via del Corso e piazza del Popolo, apre dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 19 e il sabato dalle 11 alle 14, con pagamento solo elettronico.
Online
Sulla pagina ufficiale del concerto, sotto ciascuna delle tre date, un pulsante di acquisto porta alla pagina dell'evento sul circuito autorizzato. L'Accademia avverte che non risponde di eventuali maggiorazioni applicate da soggetti non autorizzati.
Giovani e ragazzi
Per i concerti della stagione sinfonica l'Accademia prevede per gli under 26 uno sconto del 30%, e i minori di 14 anni insieme a un adulto entrano con 3 euro. Le tariffe ridotte si comprano solo ai botteghini, fino a esaurimento dei posti in promozione, e non si cumulano. Le condizioni aggiornate sono su santacecilia.it/giovani; per informazioni l'infoline è lo 06 8082058, oppure biglietteria@santacecilia.it.
Come arrivare all'Auditorium per Peltokoski e Chamayou
Per il concerto di Peltokoski e Chamayou all'Auditorium Parco della Musica si prende la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro; in alternativa gli autobus 910, 53, 982 e 168.
Metro e tram
Da piazzale Flaminio il tram 2 risale via Flaminia verso piazza Mancini. Dalle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro bastano pochi minuti a piedi attraverso il Villaggio Olimpico per arrivare in viale Pietro de Coubertin.
Autobus
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi. Il 53 passa per piazza Mancini, il 982 serve viale XVII Olimpiade, il 168 arriva dalla stazione Tiburtina. Per gli orari serali è utile il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti romana.
In auto
Davanti all'ingresso viale Pietro de Coubertin è chiuso al traffico. I parcheggi a pagamento dell'Auditorium hanno posti limitati e nelle sere con più eventi le strade del Villaggio Olimpico si riempiono presto: meglio partire con margine, soprattutto il venerdì.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la «Leningrado» è la sinfonia dell'assedio. Meno citato è il viaggio della partitura: Šostakovič la completò a Kujbyšev, e da lì la musica fu microfilmata e spedita attraverso Teheran e il Cairo fino a New York. Il 19 luglio 1942 Arturo Toscanini la diresse con la NBC Symphony Orchestra in una trasmissione radiofonica, e la rivista Time mise Šostakovič in copertina. Una sinfonia scritta in una città assediata divenne in pochi mesi un simbolo in tutto l'Occidente.
Poco citato è anche il suo destino dopo la guerra. Secondo le ricostruzioni musicologiche, la popolarità della Settima calò dopo il 1945, ma l'opera è rimasta una testimonianza musicale dei ventisette milioni di cittadini sovietici morti nella Seconda guerra mondiale, e viene eseguita spesso al cimitero di Leningrado dove riposano mezzo milione di vittime dei novecento giorni d'assedio.
Sul versante del pianoforte, un fatto noto agli specialisti: la prima del Concerto di Liszt, nel 1855, fu diretta da Hector Berlioz. Il compositore della Symphonie fantastique sul podio, l'inventore del recital pianistico alla tastiera: a Weimar si incontrarono due rivoluzionari del romanticismo.
Come organizzare la serata del concerto
Per il concerto di Peltokoski e Chamayou conviene arrivare all'Auditorium almeno quaranta minuti prima dell'inizio: ritiro dei biglietti, controlli, guardaroba e salita in sala richiedono tempo, e in una sala da oltre 2.700 posti le code si formano presto.
Prima del concerto
Il foyer comune alle sale ha bar, caffetteria e una grande libreria di dischi e libri di musica, dove spesso si trovano le incisioni degli interpreti in cartellone. Dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli si vedono i resti della villa romana emersi durante i lavori.
La durata
La durata complessiva non è indicata sulla pagina del concerto. Il Concerto di Liszt dura circa venti minuti; la «Leningrado» occupa da sola tutta la seconda parte. Chi ha un treno da prendere dopo il concerto del sabato o del venerdì si tenga largo.
Dopo il concerto
All'uscita la cavea è il posto giusto per lasciar defluire la folla. Chi ha l'auto nel Villaggio Olimpico non abbia fretta: le prime uscite dalle strade laterali sono sempre le più lente.
La foto giusta da fare a Tarmo Peltokoski e Bertrand Chamayou all'Auditorium Parco della Musica — 4, 5 e 6 febbraio 2027
In sala durante il concerto le fotografie non sono ammesse. Lo scatto giusto si fa prima dell'inizio: il pianoforte a coda al centro del palco, davanti ai leggii dell'orchestra, con i gusci di ciliegio del soffitto sopra. È l'unico momento in cui palco e sala si vedono insieme, puliti.
La seconda foto si fa nell'intervallo, quando il pianoforte viene spostato e il palco si riempie per la sinfonia. La differenza fra la prima e la seconda parte, raccontata da due immagini dello stesso palco, dice molto del programma.
Fuori, all'ora del concerto del giovedì e del venerdì è già buio e gli scarabei di Renzo Piano sono illuminati: dalla cavea si inquadrano i tre volumi di piombo con le luci riflesse sulla superficie metallica. Il sabato, con l'inizio alle 18:00, all'arrivo c'è ancora l'ultima luce di febbraio.
Durante gli applausi finali, senza flash, l'orchestra in piedi dopo la «Leningrado»: è il momento in cui il telefono non disturba nessuno.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno su cui sorge l'Auditorium era abitato già nel VI secolo a.C., quando vi sorgeva una piccola fattoria arcaica; nel III secolo a.C. al suo posto fu costruita una villa romana. I resti emersero durante i lavori e costrinsero Renzo Piano a spostare due delle tre sale verso ovest, fin quasi al viadotto di corso di Francia. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia musicale del luogo nasce da un vuoto: nel 1936 la demolizione dell'Augusteo lasciò Roma senza una sala sinfonica. Solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Piano vinse il concorso. Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli, con Goffredo Petrassi presente alla prima esecuzione della sua Ouverture da concerto; il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia, con l'orchestra dell'Accademia diretta da Myung Whun Chung.
Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile delle stagioni dell'Accademia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma e nel 2020 il consiglio comunale ne ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone. Nel febbraio 2027 la Sala Santa Cecilia ospita qui una delle grandi sinfonie di guerra del Novecento.
Chi è passato da Tarmo Peltokoski e Bertrand Chamayou all'Auditorium Parco della Musica — 4, 5 e 6 febbraio 2027
Il primo concerto della Sala Santa Cecilia, il 21 dicembre 2002, fu diretto da Myung Whun Chung. Pochi mesi prima Goffredo Petrassi aveva assistito all'apertura della Sala Sinopoli; Luciano Berio, allora presidente dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea. Da allora la sala è la casa dell'orchestra e dei suoi direttori musicali, da Antonio Pappano a Daniel Harding.
Nella stagione 2026/2027 passano dalla Sala Santa Cecilia Daniel Harding, che la apre in ottobre con il Siegfried di Wagner, e Kirill Petrenko, protagonista a novembre del concerto con Benjamin Bernheim. Fra i solisti di casa c'è Evgeny Kissin, che torna in duo con András Schiff, come racconta la scheda del concerto di Kissin e Schiff.
Tarmo Peltokoski ci era già passato: l'Accademia presenta il concerto di febbraio come il suo ritorno a Santa Cecilia. Bertrand Chamayou, nella stessa stagione, suona all'Auditorium anche in duo con Sol Gabetta. Nelle settimane successive, sullo stesso podio, salgono Antonio Pappano con Jan Lisiecki e Lorenzo Viotti con Lisa Batiashvili.
Accessibilità e ragazzi
L'Accademia prevede per le persone con disabilità deambulanti titolari della Disability Card una riduzione del 15% su due biglietti, da acquistare al botteghino; le persone in carrozzina pagano 10 euro e chi le assiste entra gratis, fino a esaurimento dei posti dedicati.
La prenotazione
Per le persone non deambulanti la prenotazione è obbligatoria, da 15 giorni prima del concerto fino al giorno precedente, allo 06 8082058 o a biglietteria@santacecilia.it. Per la replica del 4 febbraio la finestra si apre il 20 gennaio.
Arrivare con margine
La sala è rialzata rispetto al terreno e le gallerie sono servite da due soli ascensori: arrivare con un'ora di anticipo e chiedere subito il percorso al personale evita l'affollamento degli ultimi minuti. Il Servizio Cortesia dell'Accademia è presente nei giorni di concerto in abbonamento da un'ora prima dell'inizio.
Con i ragazzi
Per un ragazzo che studia pianoforte, un concerto di Liszt suonato da un interprete come Chamayou è una lezione dal vivo. La «Leningrado» è lunga e impegnativa, ma ha una forza narrativa che colpisce anche chi è alle prime armi, soprattutto se prima si racconta la storia dell'assedio. Con 3 euro per i minori di 14 anni ai botteghini, il sabato alle 18:00 è l'occasione più adatta.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski, in una parte di Roma in cui l'architettura del Novecento e quella contemporanea si alternano al verde.
Il MAXXI
A pochi minuti a piedi, verso via Guido Reni, c'è il MAXXI di Zaha Hadid: una mostra nel pomeriggio e poi la passeggiata fino all'Auditorium sono un modo coerente di passare il sabato del concerto delle 18:00.
Verso il Tevere
Il Ponte della Musica collega il Flaminio al Foro Italico a pochi passi dall'Auditorium; più a nord, Ponte Milvio è uno dei ritrovi serali più frequentati di Roma nord.
Verso il centro
Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, alle porte di Villa Borghese, di piazza del Popolo e del Tridente.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
Dentro l'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva il giovedì direttamente dal lavoro.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più da residenti che da turisti. Con l'inizio alle 19:30 del giovedì conviene mangiare dopo, o qualcosa di leggero prima.
Dopo il concerto
Il sabato, con l'inizio alle 18:00, il concerto finisce all'ora giusta per cena: l'offerta più ampia è a Ponte Milvio, a pochi minuti. Verso piazzale Flaminio si entra nell'area del centro storico, con i suoi prezzi. Il venerdì conviene prenotare.
Inizio febbraio a Roma
La prima settimana di febbraio è uno dei periodi più tranquilli per visitare Roma: poca folla, giornate che cominciano ad allungarsi, stagioni concertistiche e teatrali nel pieno. Per chi viaggia fuori stagione è un momento favorevole.
La settimana musicale
Nei giorni del concerto la città offre altro: giovedì 4 febbraio alle 21:00 la percussionista Adélaïde Ferrière suona al Teatro Argentina per l'Accademia Filarmonica Romana, sabato 6 alle 20:30 Lucie Horsch porta il flauto dolce all'Aula Magna della Sapienza. La settimana successiva, all'Auditorium, Antonio Pappano dirige Jan Lisiecki nell'«Imperatore» di Beethoven.
Il clima
Le sere di febbraio possono essere fredde e umide. All'Auditorium fra le sale si cammina all'aperto: cappotto da lasciare al guardaroba e un ombrello pieghevole.
Domande frequenti su Peltokoski e Chamayou a Santa Cecilia
Quando suonano Peltokoski e Chamayou a Roma?
Tarmo Peltokoski e Bertrand Chamayou sono in concerto con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia giovedì 4 febbraio 2027 alle 19:30, venerdì 5 alle 20:00 e sabato 6 alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, viale Pietro de Coubertin 30.
Qual è il programma del concerto?
Il concerto di Peltokoski e Chamayou comprende il Concerto per pianoforte n. 1 di Franz Liszt, con Chamayou solista, e la Sinfonia n. 7 «Leningrado» di Dmitrij Šostakovič, scritta nel 1941 durante l'assedio di Leningrado e diventata simbolo della resistenza sovietica.
Quanto costano i biglietti?
I biglietti per Peltokoski e Chamayou costano 54, 47, 37, 35, 30 e 23 euro dal settore I al settore VI. Gli under 26 hanno uno sconto del 30% e i minori di 14 anni con un adulto pagano 3 euro, solo ai botteghini e fino a esaurimento dei posti in promozione.
Dove si comprano i biglietti?
I biglietti per il concerto di Peltokoski e Chamayou si comprano al botteghino dell'Auditorium Parco della Musica, aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto sul sito dell'Accademia.
Chi è Tarmo Peltokoski?
Tarmo Peltokoski è il direttore finlandese nato a Vaasa nel 2000, allievo di Jorma Panula, direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica Nazionale Lettone, dell'Orchestre national du Capitole de Toulouse e, dal 2026/2027, della Hong Kong Philharmonic. Incide per Deutsche Grammophon.
Chi è Bertrand Chamayou?
Bertrand Chamayou è il pianista francese nato a Tolosa nel 1981, unico artista premiato tre volte alle Victoires de la Musique Classique. Ha inciso l'integrale di Ravel e i Concerti n. 2 e 5 di Saint-Saëns, Gramophone Recording of the Year 2019.
Cosa succede se si arriva in ritardo?
I concerti dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia cominciano con puntualità: chi arriva in ritardo non entra in sala e può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Per non perdere il Concerto di Liszt conviene arrivare con quaranta minuti di anticipo.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
All'Auditorium Parco della Musica si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. Davanti all'ingresso la strada è chiusa al traffico.
Il consiglio finale su Peltokoski e Chamayou a Santa Cecilia
Un direttore di ventisei anni già a capo di quattro orchestre, un pianista che è di casa in Liszt, una sinfonia nata sotto le bombe e diventata simbolo in tutto il mondo, una sala costruita per i grandi organici: a nostro giudizio è uno dei concerti sinfonici più interessanti dell'inverno romano. Il consiglio è scegliere il sabato alle 18:00 se si è in città per il fine settimana, ascoltare prima il primo movimento della «Leningrado», arrivare in anticipo per non perdere Liszt e preferire la galleria alla platea sotto il palco.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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