Fabio Luisi e la Missa Solemnis di Beethoven all’Auditorium Parco della Musica — dal 25 al 27 febbraio 2027
Fabio Luisi dirige l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella Missa Solemnis di Beethoven giovedì 25 febbraio 2027 alle 19:30, venerdì 26 alle 20:00 e sabato 27 febbraio alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma). Cantano il soprano Jacquelyn Wagner, il mezzosoprano Olesya Petrova, il tenore Allan Clayton e il basso Christof Fischesser; il coro è preparato da Andrea Secchi. I biglietti costano da 23 a 54 euro secondo il settore e si acquistano ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto. All'Auditorium si arriva con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168.

Nel 2027 cadono i duecento anni dalla morte di Beethoven, e l'Accademia di Santa Cecilia celebra l'anniversario con la sua opera sacra più vasta. Sulla partitura del Kyrie il compositore scrisse una frase che l'Accademia sceglie come chiave di lettura del concerto: dal cuore possa andare ai cuori. Tre serate, un direttore genovese che ha guidato il Metropolitan, un coro e un'orchestra di casa.
Fabio Luisi e la Missa Solemnis: date, orari e interpreti
La Missa Solemnis diretta da Fabio Luisi è in programma in tre serate nella Sala Santa Cecilia: giovedì 25 febbraio 2027 alle 19:30 per il turno G-G1, venerdì 26 alle 20:00 per il turno V-V1 e sabato 27 febbraio alle 18:00 per il turno S-S1.
Gli interpreti
Orchestra e Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, direttore Fabio Luisi, soprano Jacquelyn Wagner, mezzosoprano Olesya Petrova, tenore Allan Clayton, basso Christof Fischesser, maestro del coro Andrea Secchi.
Il bicentenario di Beethoven
Il concerto è inserito nelle celebrazioni con cui l'Accademia di Santa Cecilia ricorda il duecentesimo anniversario della morte di Beethoven, 1827-2027. Nella stessa stagione il compositore torna con il recital di Mikhail Pletnëv del 3 marzo, con l'integrale dei quartetti affidata al Quatuor Ebène e con la Nona diretta da Daniel Harding ad aprile.
Quale sera scegliere
Le tre esecuzioni sono identiche nel programma e negli interpreti. Il giovedì alle 19:30 è la scelta di chi esce dal lavoro, il sabato alle 18:00 quella di chi viene da fuori Roma e vuole rientrare a un'ora ragionevole; il venerdì alle 20:00 è la sera più classica.
La Missa Solemnis di Beethoven
La Missa Solemnis in re maggiore op. 123 è una composizione sacra di Ludwig van Beethoven scritta fra il 1819 e il 1823, per soli, coro, orchestra e organo, con una durata media di circa 75 minuti; insieme alla Messa in si minore di Bach è comunemente considerata la messa più significativa scritta dopo il Rinascimento.
Una messa per un arcivescovo
Beethoven la concepì per l'insediamento dell'arciduca Rodolfo d'Asburgo come arcivescovo di Olmütz, avvenuto il 9 marzo 1820. Rodolfo era allievo, amico e principale mecenate del compositore, che gli aveva già dedicato il Trio dell'Arciduca, la Sonata Hammerklavier, la Sonata Les adieux e due concerti per pianoforte. La messa, però, non fu pronta per la cerimonia: Beethoven ci lavorò quattro anni, dalla primavera del 1819 alla primavera del 1823.
Le cinque parti
Come ogni messa cattolica, la Missa Solemnis segue l'Ordinario: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus con il Benedictus e Agnus Dei. Il Gloria e il Credo sono le parti più lunghe, e si chiudono entrambe con una grande fuga.
L'organico
La partitura chiede quattro solisti, coro misto e un'orchestra con due flauti, due oboi, due clarinetti, due fagotti, controfagotto, quattro corni, due trombe, tre tromboni, timpani, organo e archi. È un organico per cui la Sala Santa Cecilia, la più grande dell'Auditorium, è stata pensata.
La più grande opera
In una lettera del 5 giugno 1822 Beethoven definì la Missa Solemnis la più grande opera da lui composta fino ad allora. Per scriverla aveva studiato il canto gregoriano, la musica sacra di Palestrina, Bach, Händel e Carl Philipp Emanuel Bach, e la tradizione delle messe austriache.
Dal cuore ai cuori: come ascoltare la Missa Solemnis
La presentazione dell'Accademia descrive la Missa Solemnis come uno dei vertici dell'ultimo Beethoven e della musica sacra dell'Ottocento, una partitura in cui la tradizione liturgica si confronta con una concezione musicale di straordinaria ampiezza e intensità.
La frase sul Kyrie
Nel manoscritto autografo, all'inizio del Kyrie, Beethoven annotò: dal cuore, possa di nuovo andare al cuore. Secondo l'Accademia è una possibile chiave per capire la natura della sua ispirazione religiosa: una fede profondamente personale, aperta a una concezione universale dell'umanità.
La preghiera per la pace
Una seconda iscrizione si trova all'inizio del Dona nobis pacem, nell'Agnus Dei: preghiera per la pace interiore ed esteriore.
Una fede senza confini
Gli studiosi discutono da sempre sul carattere religioso dell'opera. Maynard Solomon parla di un atteggiamento aconfessionale; Nikolaus Harnoncourt ha ricordato che Beethoven scrisse nella partitura del Credo che Dio non lo aveva mai abbandonato. La presentazione dell'Accademia sintetizza: dalla preghiera alla meditazione, dal raccoglimento alla tensione drammatica, Beethoven trasforma il testo liturgico in un'esperienza musicale di straordinaria forza espressiva.
Chi è Fabio Luisi
Fabio Luisi è un direttore d'orchestra italiano nato a Genova il 17 gennaio 1959, già direttore principale del Metropolitan Opera di New York e oggi direttore della Dallas Symphony Orchestra e della Danish National Symphony Orchestra.
Dal pianoforte al podio
Ha studiato pianoforte con Lily Chiesa e Memi Schiavina, diplomandosi da privatista al Conservatorio Niccolò Paganini di Genova, e si è perfezionato con Aldo Ciccolini, Antonio Bacchelli e Adam Harasiewicz. L'interesse per la direzione è nato mentre lavorava come pianista collaboratore di Leyla Gencer e Luciana Serra; ha poi studiato direzione a Graz con Milan Horvat e lavorato all'Opera di Graz come maestro collaboratore e direttore. Ha debuttato in Italia come direttore nel 1984.
Graz, Vienna, Lipsia, Ginevra
Dal 1990 al 1995 è stato direttore principale della Filarmonica di Graz, dal 1995 al 2000 direttore artistico e principale della Tonkünstler-Orchester di Vienna. Alla MDR Sinfonieorchester di Lipsia è stato fra i tre direttori principali dal 1996, con Marcello Viotti e Manfred Honeck, e unico direttore principale dal 1999 al 2007. Dal 1997 al 2002 ha guidato l'Orchestre de la Suisse Romande, dal 2005 al 2013 i Wiener Symphoniker.
Dresda e il Metropolitan
Dal 2007 al 2010 è stato direttore musicale della Staatskapelle e della Semperoper di Dresda. Al Metropolitan ha debuttato nel marzo 2005 con Don Carlos di Verdi; nel settembre 2011 ne è diventato direttore principale, incarico tenuto fino al 2017. Prima di lui, quell'incarico era stato ricoperto soltanto da Arturo Toscanini.
Zurigo, Firenze, Copenaghen, Dallas
Dal 2012 al luglio 2021 è stato General Music Director dell'Opera di Zurigo; dal 2016 è direttore principale della Danish National Symphony Orchestra di Copenaghen, con contratto fino al 2029. Nel 2018 è stato nominato direttore musicale del Maggio Musicale Fiorentino, incarico lasciato nel 2019. Dal 2020 è direttore musicale della Dallas Symphony Orchestra, con incarico esteso fino al 2029. È anche direttore musicale del Festival della Valle d'Itria a Martina Franca.
Luisi in disco e le onorificenze
Fabio Luisi ha diretto registrazioni di opere rare di Verdi come Aroldo, Jérusalem e Alzira, e di Rossini come Guglielmo Tell; ha inciso anche la Nona di Bruckner con la Staatskapelle Dresden e I Capuleti e i Montecchi di Bellini dal vivo a Vienna nel 2008.
Il Ring del Metropolitan
Il suo nome è legato all'Anello del Nibelungo del Metropolitan con la regia di Robert Lepage, pubblicato nel 2012 in DVD e Blu-ray insieme al documentario Wagner's Dream sulla produzione, con James Levine, Jonas Kaufmann e Bryn Terfel.
Le onorificenze
È Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal 2 giugno 2006 e Commendatore dell'Ordine della Stella della Solidarietà Italiana dal 2007. Nel 2002 ha ricevuto la Croce d'onore austriaca per le scienze e per le arti, nel 2014 il Grifo d'Oro della sua città, Genova.
Un direttore d'opera
Buona parte della carriera di Luisi si è svolta nei teatri d'opera, da Graz a Dresda, da New York a Zurigo. Per una messa che Beethoven stesso considerava eseguibile anche come oratorio, a nostro giudizio, è un'esperienza preziosa: la Missa Solemnis chiede di tenere insieme quattro voci soliste, un coro e un'orchestra come in un grande atto teatrale.
I solisti e il coro
Il quartetto vocale della Missa Solemnis di Santa Cecilia è formato da Jacquelyn Wagner, soprano, Olesya Petrova, mezzosoprano, Allan Clayton, tenore, e Christof Fischesser, basso; il Coro dell'Accademia è preparato da Andrea Secchi.
Allan Clayton, ritorno a Santa Cecilia
Il tenore Allan Clayton è di casa nella stagione 2026/2027: il 20 gennaio 2027, nella Sala Sinopoli, canta la Winterreise di Schubert per la stagione da camera dell'Accademia. Un mese dopo torna nella sala grande con una delle parti tenorili più impegnative del repertorio sacro.
Il Coro di Santa Cecilia
Nella Missa Solemnis il coro è protagonista quanto l'orchestra: sue sono le due grandi fughe che chiudono il Gloria e il Credo. Il maestro del coro Andrea Secchi prepara la compagine anche nei concerti corali della stagione da camera, come quello del 28 ottobre 2026 in Sala Sinopoli.
Quattro voci per un oratorio
Beethoven stesso, scrivendo a Goethe, presentava la messa come eseguibile anche in forma di oratorio. Il quartetto scelto dall'Accademia unisce voci attive nel teatro d'opera e nel repertorio sacro, e lavora accanto al coro più che davanti a esso.
Una curiosità su Fabio Luisi e la Missa Solemnis di Beethoven all'Auditorium Parco della Musica — dal 25 al 27 febbraio 2027
La curiosità più sorprendente è che la Missa Solemnis non fu eseguita per la prima volta in una chiesa di Vienna, ma in Russia. La prima esecuzione integrale ebbe luogo a San Pietroburgo il 7 aprile 1824, in forma di oratorio, grazie al principe Nikolaj Galitzin, lo stesso che commissionò a Beethoven i quartetti op. 127, 132 e 130. A Vienna, un mese dopo, il 7 maggio 1824, il pubblico ne ascoltò solo tre parti, Kyrie, Credo e Agnus Dei, presentate come Tre grandi inni per coro e voci soliste. Era la stessa sera della prima assoluta della Nona Sinfonia, al Theater am Kärntnertor.
La seconda curiosità riguarda gli affari. Mentre componeva la messa Beethoven attraversava serie difficoltà economiche e trattò contemporaneamente con almeno quattro editori, incassando anticipi sia da Simrock di Bonn sia da Peters di Lipsia, per poi pubblicarla nel 1825 con Schott di Magonza. Nel 1823 avviò anche una sottoscrizione di copie manoscritte, scrivendo ai sovrani d'Europa, a Luigi Cherubini e a Goethe. La lettera a Goethe, dell'8 febbraio 1823, rimase senza risposta.
Terza curiosità: in quella lettera Beethoven presentava la messa come un'opera eseguibile anche come oratorio, utile, scriveva, alle società di beneficenza. È esattamente la forma in cui la si ascolta a Santa Cecilia: in una sala da concerto, non durante una liturgia.
La Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica
La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002 con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung. La scheda generale del complesso è quella dell'Auditorium Parco della Musica.
Una cassa armonica di ciliegio
Il soffitto è composto da 26 gusci in legno di ciliegio americano, ciascuno con una superficie media di circa 180 metri quadrati, e l'intera sala funziona come una cassa armonica. Attorno al palco, anche dietro l'orchestra, corre una galleria con altri posti. Il tempo di riverberazione è di 2,2 secondi, un valore adatto alle grandi masse corali e orchestrali.
Dove sedersi per la Missa
L'intensità sonora sembra calare fino alla decima fila e poi restare costante: non serve sedere a ridosso del palco per sentire bene. Per una messa con coro e solisti, a nostro giudizio, conviene un posto frontale e centrale, da cui le voci arrivano bilanciate con l'orchestra; i posti dietro il palco offrono invece la vista del direttore e del coro da vicino.
Gli scarabei di Renzo Piano
Dall'esterno le tre sale sembrano tre grandi scarabei, rivestiti di lastre di piombo su una base di mattoni e disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Renzo Piano lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM e con il paesaggista Franco Zagari.
Una cosa che non ti dice nessuno su Fabio Luisi e la Missa Solemnis di Beethoven all'Auditorium Parco della Musica — dal 25 al 27 febbraio 2027
La prima cosa che pochi dicono è che le porte di Santa Cecilia si chiudono davvero all'orario indicato. L'Accademia avverte che i concerti cominciano con puntualità e che chi arriva in ritardo non può entrare in sala: può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Per un'opera lunga e continua come la Missa Solemnis, arrivare tardi può significare ascoltarne una parte lontano dalla sala.
La seconda riguarda la prevendita. L'Accademia ha diviso la vendita dei biglietti della stagione 2026/2027 in due periodi: dal 10 settembre 2026 per i concerti fino al 27 febbraio 2027, dal 12 gennaio 2027 per quelli successivi. La Missa Solemnis cade proprio sull'ultima data del primo periodo, quindi i biglietti sono in vendita da settembre: chi aspetta gennaio rischia di trovare i settori migliori già occupati.
La terza è una questione di attenzione. La Missa Solemnis dura circa un'ora e un quarto, e secondo Theodor Adorno ha qualcosa di peculiare: quasi nessuna ripetizione, una narrazione musicale continua, soprattutto nel Gloria e nel Credo. Chi la ascolta per la prima volta farebbe bene a rileggere prima il testo latino dell'Ordinario.
Biglietti per la Missa Solemnis di Fabio Luisi
I biglietti per la Missa Solemnis diretta da Fabio Luisi costano 54 euro nel primo settore, 47 nel secondo, 37 nel terzo, 35 nel quarto, 30 nel quinto e 23 euro nel sesto, e sono in vendita dal 10 settembre 2026.
Dove si comprano
Secondo l'Accademia, gli unici rivenditori autorizzati sono i punti vendita del circuito di prevendita a cui rimanda il pulsante di acquisto della pagina ufficiale, il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone e quello di via Vittoria 6. L'Accademia non risponde di maggiorazioni applicate da soggetti non autorizzati.
Giovani e riduzioni
Le agevolazioni per i giovani sono raccolte in una sezione dedicata del sito dell'Accademia, insieme alle avvertenze generali sui concerti. Conviene consultarle prima dell'acquisto, perché cambiano secondo l'età e il tipo di abbonamento.
Informazioni
L'infoline dell'Accademia risponde allo 06 8082058; per la biglietteria c'è l'indirizzo biglietteria@santacecilia.it.
Il consiglio che ti do per visitare Fabio Luisi e la Missa Solemnis di Beethoven all'Auditorium Parco della Musica — dal 25 al 27 febbraio 2027
Il primo consiglio è prepararsi sul testo. La Missa Solemnis si canta in latino, sulle parole dell'Ordinario della messa: rileggerle prima, soprattutto il Credo, permette di capire perché Beethoven accelera, rallenta, si ferma su certe parole. Il compositore stesso aveva annotato sul suo testo le sfumature fra termini come terra e mundus, natum e genitum.
Il secondo è ascoltare due pagine prima del concerto: la fuga finale del Gloria e il Benedictus. Sono i due estremi dell'opera, la potenza e la contemplazione, e riconoscerli in sala aiuta a orientarsi in una partitura lunga e densa.
Il terzo è arrivare almeno mezz'ora prima. Le porte si chiudono puntuali, il foyer si riempie, e un'opera di questa intensità si ascolta meglio dopo qualche minuto di silenzio in poltrona.
Il quarto riguarda la scelta della sera: il sabato alle 18:00 è l'orario ideale per chi vuole abbinare il concerto a una cena senza fretta, magari verso Ponte Milvio.
Come arrivare all'Auditorium Parco della Musica
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 982, 168 e 53. La metropolitana non arriva fin qui: la stazione più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2, che percorre via Flaminia. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraversando il Villaggio Olimpico.
Autobus 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e porta all'Auditorium senza cambi: la soluzione più lineare per chi arriva in treno.
Le altre linee
Il 53, il 982 e il 168 completano i collegamenti. Per il ritorno serale conviene verificare gli orari sul calcolatore di percorso ATAC.
In auto
Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico. Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento con posti limitati; nelle sere di concerto le strade del Villaggio Olimpico si riempiono presto.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la Missa Solemnis è la seconda messa di Beethoven, dopo la Messa in do maggiore op. 86. Meno spesso si ricorda perché la seconda sia così diversa dalla prima. La Messa in do seguiva lo stile del classicismo viennese; quando cominciò la Missa Solemnis, Beethoven riteneva quello stile inadeguato a esprimere una spiritualità elevata. Si mise allora a studiare il canto gregoriano, Palestrina, Bach e Händel: nel Gloria e nell'Agnus Dei gli studiosi riconoscono perfino citazioni dal Messiah di Händel.
Altro fatto poco citato: fra le fonti di Beethoven c'era anche un saggio di E. T. A. Hoffmann dedicato alla musica sacra antica e moderna e pubblicato nel 1814. Carl Dahlhaus ha suggerito che la Missa Solemnis sia stata scritta tenendolo presente.
E ancora: nel Credo Beethoven si sofferma pochissimo sulle parole dedicate alla Chiesa una, santa, cattolica e apostolica. Per alcuni è il segno di una fede indipendente dalla Chiesa; Harnoncourt ha obiettato che qui cattolica significa universale, come nella Messa in si minore di Bach.
Come organizzare la serata
Per le serate della Missa Solemnis conviene arrivare all'Auditorium con almeno mezz'ora di anticipo, ritirare i biglietti, lasciare il cappotto e prendere posto con calma prima della chiusura delle porte.
Giovedì, venerdì, sabato
Il giovedì alle 19:30 permette di cenare dopo il concerto; il venerdì alle 20:00 è la sera tradizionale; il sabato alle 18:00 lascia il tempo per una cena senza fretta e per un rientro comodo a chi viene da fuori città.
Prima del concerto
Chi arriva presto può visitare il Museo degli Strumenti Musicali dell'Accademia, dentro l'Auditorium, controllando prima gli orari di apertura.
La foto giusta da fare a Fabio Luisi e la Missa Solemnis di Beethoven all'Auditorium Parco della Musica — dal 25 al 27 febbraio 2027
La foto giusta a un concerto di Santa Cecilia non si fa durante l'esecuzione: la Missa Solemnis vive anche di pianissimi, e uno schermo acceso in sala disturba chi canta e chi ascolta. Il momento è l'applauso finale, con il coro in piedi sulle gradinate, i quattro solisti al proscenio e Luisi che indica l'orchestra: un'immagine che restituisce la dimensione dell'opera.
Prima del concerto, la foto da fare è l'Auditorium illuminato, con i tre grandi volumi rivestiti di piombo disposti intorno alla cavea. A fine febbraio, alle 19 passate, è già buio, e le luci del foyer disegnano bene le forme degli edifici.
Chi arriva presto può cercare un dettaglio meno scontato: dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori, un'immagine che accosta antico e contemporaneo come la messa di Beethoven accosta Palestrina e l'Ottocento.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno dell'Auditorium ha una storia più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo, costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo avanti Cristo; la scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due delle tre sale. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione: nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, e per oltre sessant'anni Roma restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso. Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli; il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia fu inaugurata con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung.
Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, dal 2020 è intitolato a Ennio Morricone. Dal 2024 la Sala Santa Cecilia è la casa di Daniel Harding, direttore musicale dell'Accademia. Nel febbraio 2027 accoglie la Missa Solemnis nell'anno del bicentenario beethoveniano.
Chi è passato da Fabio Luisi e la Missa Solemnis di Beethoven all'Auditorium Parco della Musica — dal 25 al 27 febbraio 2027
Dalla Sala Santa Cecilia sono passati fin dal primo giorno i direttori che hanno guidato l'Orchestra dell'Accademia: Myung-whun Chung, che la inaugurò nel dicembre 2002, Antonio Pappano, a lungo direttore musicale, e oggi Daniel Harding. Nei primi mesi di vita la sala fu anche criticata, fra gli altri dal direttore Wolfgang Sawallisch, e seguirono interventi di correzione acustica. Luciano Berio, presidente dell'Accademia negli anni della costruzione, ha dato il nome alla cavea.
Nella linea dei direttori stabili dell'Accademia si contano Bernardino Molinari, Franco Ferrara, Fernando Previtali, Igor Markevitch, Thomas Schippers, Giuseppe Sinopoli, Daniele Gatti, Myung-whun Chung e Antonio Pappano. Fabio Luisi arriva in questa sala con una carriera fatta di Metropolitan, Semperoper, Wiener Symphoniker.
E dalla storia della Missa Solemnis passano Beethoven e l'arciduca Rodolfo, il principe Galitzin, Carolina Ungher e Anton Haizinger, che il 7 maggio 1824 cantarono a Vienna i tre inni tratti dalla messa. In disco l'hanno diretta, fra gli altri, Toscanini, Klemperer, Karajan, Böhm, Bernstein, Solti, Giulini e Harnoncourt.
La Missa Solemnis nella stagione 2026/2027 di Santa Cecilia
La Missa Solemnis fa parte della stagione sinfonica 2026/2027 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, inaugurata il 21 ottobre 2026 con il Siegfried di Wagner diretto da Daniel Harding.
Un anno beethoveniano
Il bicentenario della morte di Beethoven attraversa la stagione: il recital di Mikhail Pletnëv del 3 marzo 2027 con le Sonate Patetica e Al chiaro di luna, l'integrale dei quartetti con il Quatuor Ebène e la Nona Sinfonia di aprile.
La panoramica
Il programma completo è raccontato nella scheda sulla stagione 2026/2027 di Santa Cecilia.
Accessibilità e ragazzi
Per esigenze di accessibilità nella Sala Santa Cecilia conviene contattare in anticipo la biglietteria dell'Accademia all'infoline 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it, per scegliere il posto più adatto e conoscere il percorso d'accesso.
Persone con mobilità ridotta
Arrivare con buon anticipo permette di chiedere al personale di sala il percorso migliore prima che si formi la coda all'ingresso.
Con i ragazzi
Un'ora e un quarto di musica sacra in latino è impegnativa per i più piccoli. Per un ragazzo che canta in un coro o studia musica, invece, la Missa Solemnis dal vivo, con coro e orchestra al completo, è un'esperienza che resta. Le agevolazioni per i giovani sono pubblicate dall'Accademia.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium sorge fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma moderna in cui l'architettura contemporanea dialoga con il verde.
Il MAXXI
Vicino alla fermata Flaminia/Reni del tram 2 si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo: con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città.
Verso il Tevere
Dall'Auditorium si scende verso il fiume e il Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico.
Verso il centro
Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, dove comincia Villa Borghese: una passeggiata al Pincio nel pomeriggio del sabato e il tram verso l'Auditorium sono un modo riposante di arrivare al concerto.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva direttamente dal lavoro il giovedì o il venerdì.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere. Con l'inizio alle 19:30 o alle 20:00 conviene prenotare presto e cenare prima, oppure scegliere un locale che serva anche dopo le 22.
Ponte Milvio
Chi preferisce cenare dopo il concerto trova l'offerta più ampia nella zona di Ponte Milvio, a pochi minuti, dove diversi locali restano aperti fino a tardi. Il sabato, con l'inizio alle 18:00, è la sera più adatta.
Fine febbraio a Roma
Fine febbraio è un periodo tranquillo per visitare Roma: i musei sono meno affollati che in primavera e la stagione concertistica è nel pieno. Sabato 20 febbraio, cinque giorni prima della Missa, la pianista Angela Hewitt suona Scarlatti, Bach e Chopin all'Aula Magna della Sapienza per la IUC. Le serate sono ancora fredde e spesso umide: all'uscita dall'Auditorium serve un cappotto pesante.
Domande frequenti sulla Missa Solemnis a Santa Cecilia
Quando si esegue la Missa Solemnis a Santa Cecilia?
La Missa Solemnis di Beethoven diretta da Fabio Luisi si esegue nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica giovedì 25 febbraio 2027 alle 19:30, venerdì 26 alle 20:00 e sabato 27 febbraio alle 18:00.
Chi canta nella Missa Solemnis di Santa Cecilia?
Nella Missa Solemnis di Santa Cecilia cantano il soprano Jacquelyn Wagner, il mezzosoprano Olesya Petrova, il tenore Allan Clayton e il basso Christof Fischesser, con il Coro dell'Accademia preparato da Andrea Secchi e l'Orchestra diretta da Fabio Luisi.
Quanto costano i biglietti per la Missa Solemnis?
I biglietti per la Missa Solemnis di Santa Cecilia costano da 23 euro nel sesto settore a 54 euro nel primo, con settori intermedi a 47, 37, 35 e 30 euro. Si acquistano ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito autorizzato dall'Accademia.
Quanto dura la Missa Solemnis?
La Missa Solemnis di Beethoven ha una durata media di circa 75 minuti ed è divisa in cinque parti: Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus con Benedictus e Agnus Dei. L'Accademia raccomanda la puntualità: chi arriva tardi non entra in sala.
Chi è Fabio Luisi?
Fabio Luisi, direttore della Missa Solemnis a Santa Cecilia, è nato a Genova nel 1959. È stato direttore principale del Metropolitan dal 2011 al 2017 e dirige la Dallas Symphony Orchestra e la Danish National Symphony Orchestra.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
L'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168.
Perché la Missa Solemnis nel 2027?
La Missa Solemnis è in programma a Santa Cecilia nel 2027 perché l'Accademia celebra il duecentesimo anniversario della morte di Beethoven, avvenuta nel 1827, con diversi concerti dedicati al compositore nel corso della stagione.
Il consiglio finale sulla Missa Solemnis di Fabio Luisi
L'opera che Beethoven considerava la più grande da lui scritta, nell'anno del bicentenario, con un direttore di lunga esperienza operistica, il coro e l'orchestra di casa e una sala costruita per questo organico: a nostro giudizio è uno degli appuntamenti sinfonico corali più importanti della stagione romana. Il consiglio è rileggere il testo latino, ascoltare prima la fuga del Gloria e il Benedictus, scegliere un posto centrale e arrivare in anticipo, perché le porte di Santa Cecilia non aspettano nessuno.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più. Come funzionano
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
