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Nikolai Lugansky, Schumann e Chopin all’Auditorium Parco della Musica — 14 aprile 2027

In breve. Il pianista russo Nikolai Lugansky suona Schumann e Chopin per la stagione da camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia mercoledì 14 aprile 2027 alle 20:00, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone,…

Il pianista russo Nikolai Lugansky suona Schumann e Chopin per la stagione da camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia mercoledì 14 aprile 2027 alle 20:00, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma). In programma i Due Fantasiestücke op. 111 e la Fantasia op. 17 di Robert Schumann, poi i 24 Preludi op. 28 di Fryderyk Chopin. L'Auditorium si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini. I biglietti costano 38 euro in platea, 26 euro nel II settore di galleria e 18 euro nel III settore; si comprano dalla pagina ufficiale del concerto sul sito dell'Accademia, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, e ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6. La prevendita per i concerti da marzo a fine stagione si apre il 12 gennaio 2027.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dove Nikolai Lugansky suona in Sala Sinopoli
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, dove Nikolai Lugansky suona in Sala Sinopoli Foto: Foto: LPLT, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Nikolai Lugansky a Santa Cecilia: la serata

Il recital di Nikolai Lugansky è in data unica, mercoledì 14 aprile 2027 alle 20:00, nella Sala Sinopoli, dentro la stagione da camera 2026/2027 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Una sola data

A differenza dei concerti sinfonici, replicati tre volte, i recital della stagione da camera si tengono in una sola serata. Chi vuole ascoltare Lugansky a Roma non ha una seconda occasione: è la ragione principale per non rimandare l'acquisto.

La prevendita

L'Accademia ha diviso la prevendita della stagione in due periodi: dal 10 settembre 2026 per i concerti fino al 27 febbraio 2027, dal 12 gennaio 2027 per quelli da marzo a fine stagione. Il recital di Lugansky rientra nel secondo blocco.

La settimana di Santa Cecilia

Il recital cade alla vigilia di un appuntamento sinfonico importante: dal 15 al 17 aprile, nella Sala Santa Cecilia, Daniel Harding dirige la Quinta Sinfonia di Mahler. Chi arriva a Roma per qualche giorno può unire le due serate, una di pianoforte solo e una di grande orchestra.

Il programma: Schumann e Chopin

Il programma di Nikolai Lugansky mette in fila due pagine di Robert Schumann, i Due Fantasiestücke op. 111 e la Fantasia in do maggiore op. 17, e l'intero ciclo dei 24 Preludi op. 28 di Chopin.

Schumann, Due Fantasiestücke op. 111

I Due Fantasiestücke op. 111 sono pagine brevi, che aprono la serata. Aprire il recital con una pagina breve permette al pianista e al pubblico di entrare nel suono della sala prima della grande Fantasia.

Schumann, Fantasia op. 17

La Fantasia in do maggiore fu scritta nel 1836, rivista prima della pubblicazione e pubblicata nel 1839 con la dedica a Franz Liszt. È considerata una delle opere più grandi di Schumann per pianoforte solo e uno dei lavori centrali del primo Romanticismo. Ha tre movimenti in forma di sonata libera: il primo appassionato e rapsodico, il secondo un grandioso rondò su una marcia maestosa, il finale lento e meditativo.

Chopin, 24 Preludi op. 28

I 24 Preludi sono brevi pezzi per pianoforte, uno per ciascuna delle ventiquattro tonalità maggiori e minori, pubblicati nel 1839. Chopin li scrisse fra il 1835 e il 1839, in gran parte a Parigi e in parte a Valldemossa, a Maiorca, dove trascorse l'inverno 1838-39 con George Sand e i suoi figli. L'ordine segue il circolo delle quinte, con ogni tonalità maggiore seguita dalla sua relativa minore.

Un programma costruito sul 1839

A nostro giudizio il filo del programma è evidente: la Fantasia di Schumann e i Preludi di Chopin furono pubblicati entrambi nel 1839. Due capolavori dello stesso anno, messi uno dopo l'altro nella stessa serata.

La Fantasia op. 17: Clara, Beethoven e Liszt

La Fantasia op. 17 di Schumann nasce da un addio e da un monumento: il primo movimento esprime il dolore per la separazione da Clara Wieck, e l'opera intera fu pensata per raccogliere fondi per il monumento a Beethoven a Bonn.

Ruinen, Trophäen, Palmen

All'inizio del 1836 Schumann compose un pezzo intitolato Ruines, che esprimeva la sofferenza per la lontananza da Clara, la futura moglie: diventò il primo movimento. Nello stesso anno aggiunse altri due movimenti per contribuire alla raccolta di fondi per il monumento a Beethoven nella sua città natale. I sottotitoli originali, Rovine, Trofei, Palme, cambiarono più volte e furono poi tolti del tutto prima della pubblicazione.

La citazione nascosta

Nella coda del primo movimento Schumann cita una frase del ciclo di Lieder di Beethoven An die ferne Geliebte, All'amata lontana. La citazione non fu dichiarata dall'autore e, a quanto pare, fu individuata solo nel 1910. In testa alla partitura Schumann pose una strofa di Friedrich Schlegel su un suono sommesso che attraversa tutti i suoni, per chi ascolta in segreto.

Liszt e il monumento

Il monumento a Beethoven fu completato soprattutto grazie a Liszt, che versò il contributo singolo più alto. Liszt ricevette la dedica della Fantasia, la considerò un'opera del genere più alto, la inserì nel suo repertorio di insegnamento, ma non la suonò mai in pubblico. Ricambiò nel 1853 dedicando a Schumann la sua Sonata in si minore.

I 24 Preludi di Chopin, un ciclo completo

I 24 Preludi op. 28 di Chopin sono oggi un classico del repertorio, ma per decenni nessuno li eseguì per intero in concerto.

Bach a Maiorca

A Maiorca Chopin aveva con sé una copia del Clavicembalo ben temperato di Bach, e come nelle due raccolte di preludi e fughe di Bach anche il suo op. 28 attraversa tutte le tonalità, con un ordine diverso. Gran parte dei preludi era già finita prima dell'arrivo sull'isola, ma Chopin li completò lì, come scrisse a Pleyel.

Dediche e compensi

Il manoscritto è dedicato al pianista e compositore tedesco Joseph Christoph Kessler; le edizioni francese e inglese furono dedicate a Camille Pleyel, costruttore di pianoforti ed editore, che aveva commissionato l'opera per duemila franchi.

Mai tutti insieme

Chopin non eseguì mai più di quattro preludi in un solo concerto pubblico, e per venticinque anni dopo la sua morte nessuno li suonò tutti in una serata. La prima esecuzione integrale in recital fu probabilmente quella di Anna Esipova nel 1876; la prima registrazione completa fu di Ferruccio Busoni nel 1915, su rulli per pianoforte, seguita da quella di Alfred Cortot nel 1926.

Una nuova idea di preludio

Prima di Chopin il preludio era un pezzo introduttivo. Con l'op. 28 ogni brano diventa un'unità autonoma, con un'idea o un'emozione precisa: miniature che possono aprire altre musiche oppure stare da sole. Pubblicarle insieme in un unico opus fu una sfida al modo in cui il suo tempo considerava le piccole forme.

Chi è Nikolai Lugansky

Nikolai Lugansky è nato a Mosca il 26 aprile 1972 da genitori ricercatori scientifici; è uno dei pianisti russi più noti della sua generazione e insegna al Conservatorio di Mosca.

Un talento precoce

A cinque anni, prima di saper leggere la musica, suonava una sonata di Beethoven imparata interamente a orecchio. Ha studiato alla Scuola centrale di musica e al Conservatorio di Mosca con Tatiana Kestner, Tatiana Nikolaeva e Sergej Dorenskij.

I concorsi

Negli anni Ottanta e nei primi anni Novanta ha vinto premi in molti concorsi: il primo premio al concorso pansovietico di Tbilisi nel 1988, la medaglia d'argento al Concorso Bach di Lipsia nello stesso anno, il secondo premio al Concorso Rachmaninov di Mosca nel 1990. Il riconoscimento più importante è la medaglia d'argento al Concorso Čajkovskij del 1994, in un'edizione in cui il primo premio non fu assegnato.

I dischi

Ha cominciato a incidere per Melodiya e Vanguard Classics; il concerto di gala dei vincitori del Čajkovskij fu pubblicato da Pioneer Classics. Poi sono venuti Warner Classics, Erato, Pentatone, Onyx, Deutsche Grammophon e Naïve; dal 2018 ha un contratto in esclusiva con Harmonia Mundi. Ha vinto tre Diapason d'Or, nel 2000, 2001 e 2002, il premio della critica discografica tedesca nel 2003, tre Echo Klassik e il BBC Music Magazine Award nel 2011.

Partner e direttori

Ha suonato con Vadim Repin, Alexander Kniazev, Anna Netrebko, Joshua Bell, Yuri Bashmet, Mischa Maisky e Leonidas Kavakos, e con direttori come Riccardo Chailly, Christoph Eschenbach, Valery Gergiev, Kurt Masur, Mikhail Pletnev, Gennadij Roždestvenskij, Tugan Sokhiev ed Evgenij Svetlanov.

I riconoscimenti

È Artista del popolo della Russia dal 2013 e membro onorario dell'Accademia russa delle arti dal 2012; nel 2016 ha ricevuto il Premio internazionale Sergej Rachmaninov.

Una curiosità su Nikolai Lugansky, Schumann e Chopin all'Auditorium Parco della Musica — 14 aprile 2027

La curiosità più sorprendente della vita di Nikolai Lugansky riguarda la sua infanzia. A cinque anni, prima ancora di aver imparato a leggere la musica, il futuro pianista suonò una sonata di Beethoven che aveva imparato interamente a orecchio, ascoltandola. I suoi genitori erano ricercatori scientifici, non musicisti, e la vocazione del figlio si manifestò prima di qualsiasi lezione. È un dettaglio che si lega bene al programma romano: la Fantasia di Schumann, che Lugansky suona il 14 aprile, fu scritta proprio per onorare Beethoven, e nasconde nella coda del primo movimento una citazione beethoveniana rimasta inosservata per decenni.

La seconda curiosità riguarda i Preludi di Chopin. Oggi l'integrale dell'op. 28 in una sola serata è un'abitudine dei grandi pianisti, ma Chopin non ne suonò mai più di quattro in un concerto pubblico, e per un quarto di secolo dopo la sua morte nessuno li propose per intero. Ascoltarli tutti di seguito, come farà il pubblico della Sala Sinopoli, è una pratica relativamente recente: la prima esecuzione integrale in recital risale probabilmente al 1876, con la pianista Anna Esipova.

La Sala Sinopoli, la sala della musica da camera

La Sala Sinopoli è la sala intermedia delle tre dell'Auditorium Parco della Musica, con 1.133 posti, dedicata al direttore d'orchestra Giuseppe Sinopoli; fu la prima ad aprire, il 21 aprile 2002.

Uno spazio adattabile

La prerogativa della Sala Sinopoli è l'adattabilità dello spazio interno al numero degli esecutori e al comportamento acustico richiesto. L'interno è più sobrio di quello della sala maggiore, con pareti e controsoffitto perpendicolari, e una galleria corre su tre dei quattro lati.

L'inaugurazione con Petrassi

All'apertura, nell'aprile 2002, Goffredo Petrassi volle essere presente e ascoltò in questa sala la prima esecuzione assoluta della sua Ouverture da concerto per orchestra, scritta nel 1931. La sala più piccola del complesso porta oggi il suo nome.

Perché un recital in una sala raccolta

Un recital di pianoforte vive di dettagli: il pedale, le mezze voci, i pianissimo dei Preludi più brevi. In una sala di dimensioni medie questi dettagli arrivano anche in galleria, e il pubblico ha la sensazione di un concerto quasi privato, pur dentro una delle strutture musicali più grandi d'Europa.

Una cosa che non ti dice nessuno su Nikolai Lugansky, Schumann e Chopin all'Auditorium Parco della Musica — 14 aprile 2027

Quello che raramente si dice della Fantasia op. 17 è che lo stesso dedicatario la considerava quasi inadatta al concerto. Franz Liszt era uno dei pochi pianisti capaci di affrontare le difficoltà della partitura, in particolare i salti rapidi e simultanei in direzioni opposte nella coda del secondo movimento. La suonò privatamente per Schumann e la inserì nel suo repertorio di insegnamento, ma non la eseguì mai in pubblico. Quando Lugansky arriverà a quella coda, il pubblico della Sala Sinopoli ascolterà uno dei passaggi che il più grande virtuoso dell'Ottocento preferì tenere per sé.

La seconda cosa riguarda la puntualità. L'Accademia avverte che i suoi concerti cominciano all'orario indicato e che chi arriva tardi non entra in sala, ma può seguire il concerto dalle salette di ascolto fino a esaurimento dei posti. Il programma si apre con i Fantasiestücke, brevi: chi è in ritardo di pochi minuti rischia di perdere l'intero primo pezzo. La terza è pratica: in un recital di pianoforte ogni colpo di tosse si sente, e un astuccio di caramelle scartato prima dell'inizio è una cortesia per tutta la sala.

Il consiglio che ti do per visitare Nikolai Lugansky, Schumann e Chopin all'Auditorium Parco della Musica — 14 aprile 2027

Il consiglio è di ascoltare i 24 Preludi di Chopin almeno una volta per intero prima della serata, seguendo l'ordine: tonalità maggiore, relativa minore, e così via lungo il circolo delle quinte. Alcuni durano meno di un minuto, altri sono piccoli drammi. Arrivare in sala conoscendo la sequenza permette di apprezzare le scelte di Lugansky, che deve trasformare ventiquattro miniature in un unico arco narrativo. Chi vuole un punto di partenza storico può cercare le incisioni di Alfred Cortot del 1926, fra le prime integrali mai registrate.

Il secondo consiglio riguarda il posto. In Sala Sinopoli la galleria corre su tre lati: per un recital di pianoforte, un posto sul lato della tastiera permette di vedere le mani del pianista, cosa che dalla platea centrale non sempre riesce. A nostro giudizio la galleria del II settore, a 26 euro, è il miglior compromesso fra prezzo, vista e ascolto. Il terzo riguarda l'orario: con l'inizio alle 20:00, arrivare alle 19:30 permette di ritirare i biglietti e sedersi senza fretta.

Biglietti per Lugansky a Santa Cecilia: prezzi e punti vendita

I biglietti per il recital di Nikolai Lugansky costano 38 euro in platea, 26 euro in galleria II settore e 18 euro in galleria III settore. Gli unici rivenditori autorizzati sono il botteghino dell'Auditorium, quello di via Vittoria 6 e i punti vendita del circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia.

I botteghini

Il botteghino dell'Auditorium si trova nello spazio serra. Quello di via Vittoria 6 è vicino a via del Corso e a piazza del Popolo. Gli orari di apertura sono indicati sul sito dell'Accademia.

Online

Per acquistare online si parte dalla pagina ufficiale del concerto, con il pulsante di acquisto sotto la data, che porta alla pagina dell'evento sul circuito autorizzato. L'Accademia avverte che non risponde di maggiorazioni applicate da rivenditori non autorizzati.

Giovani e informazioni

Le agevolazioni per i giovani sono raccolte alla pagina santacecilia.it/giovani. Per dubbi su posti e riduzioni c'è l'infoline 06 8082058, oltre agli indirizzi info@santacecilia.it e biglietteria@santacecilia.it.

Come arrivare all'Auditorium per il recital

Per il recital di Lugansky all'Auditorium Parco della Musica la combinazione più semplice è la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro; in alternativa ci sono gli autobus 910, 53, 982 e 168.

Dal centro con il tram

Il tram 2 parte da piazzale Flaminio e percorre via Flaminia verso piazza Mancini. Dalle fermate Flaminia/Reni e Apollodoro si raggiunge a piedi viale Pietro de Coubertin attraversando il Villaggio Olimpico, in pochi minuti.

Da Termini con il 910

Chi alloggia vicino alla stazione o arriva in treno può prendere il 910 in piazza dei Cinquecento: porta all'Auditorium senza cambi.

Altre linee e auto

Il 53 passa da piazza Mancini, il 982 serve la zona di viale XVII Olimpiade, il 168 arriva dalla stazione Tiburtina; per orari serali conviene il calcolatore di percorso di ATAC. Davanti all'Auditorium viale Pietro de Coubertin è chiuso alle auto, e i parcheggi a pagamento del complesso hanno posti limitati.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il nome di Nikolai Lugansky è legato a quello di Rachmaninov: dal secondo premio al Concorso Rachmaninov di Mosca, nel 1990, fino al Premio internazionale Sergej Rachmaninov del 2016. Si cita meno spesso la sua lunga attività di camerista e di insegnante: ha suonato con violinisti come Vadim Repin, Joshua Bell e Leonidas Kavakos, con il violoncellista Alexander Kniazev e con Mischa Maisky, con il violista Yuri Bashmet, perfino con il soprano Anna Netrebko, e insegna al Conservatorio di Mosca, la scuola in cui si è formato con Tatiana Nikolaeva.

Un secondo fatto poco citato riguarda il Concorso Čajkovskij del 1994. Lugansky vinse la medaglia d'argento, ma quell'anno il primo premio non fu assegnato: il suo secondo posto fu, di fatto, il riconoscimento più alto della sezione di pianoforte. Il concerto di gala dei vincitori fu registrato e pubblicato su disco e su videodisco laser, un formato che oggi racconta da solo quanto tempo sia passato. Da allora la carriera di Lugansky si è sviluppata lontano dalla logica dei concorsi, sui palcoscenici e in sala d'incisione.

Come organizzare la serata

Per il recital di mercoledì 14 aprile conviene arrivare all'Auditorium mezz'ora prima delle 20:00: la Sala Sinopoli è più piccola della Santa Cecilia, ma guardaroba e controlli richiedono comunque qualche minuto.

Prima del concerto

Il foyer comune alle sale ha bar, caffetteria e una grande libreria di dischi e libri musicali. Dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori, i cui reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

Durata

La pagina ufficiale non indica la durata del recital né la posizione dell'intervallo. Un programma con la Fantasia e l'integrale dei Preludi occupa in genere una serata piena.

Dopo il concerto

All'uscita, la cavea intitolata a Luciano Berio è il posto naturale per aspettare che il pubblico defluisca prima di avviarsi verso il tram.

La foto giusta da fare a Nikolai Lugansky, Schumann e Chopin all'Auditorium Parco della Musica — 14 aprile 2027

La foto giusta, per un recital di pianoforte, si fa prima che il pianista entri: il grande pianoforte a coda solo sul palco della Sala Sinopoli, con la sala che si riempie intorno. È un'immagine semplice, che racconta la solitudine di un recital meglio di qualsiasi scatto durante il concerto. Durante l'esecuzione il telefono resta spento, come chiede l'Accademia.

Fuori, a metà aprile, alle 19:30 c'è ancora luce: dalla cavea le tre sale di Renzo Piano, con il piombo delle coperture che riflette il cielo del tramonto, formano l'immagine più riconoscibile dell'Auditorium. Chi arriva presto ha il tempo di fotografarle da diversi punti della terrazza.

Per un'immagine meno scontata, i resti della villa romana visti dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli: mattoni antichi e architettura contemporanea nello stesso scatto. Durante gli applausi finali, senza flash, si può fotografare Lugansky che si inchina: è l'unico momento in cui farlo non disturba.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Molto prima dell'Auditorium, su questo terreno sorgeva una villa romana del III secolo a.C., costruita dove prima c'era una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. I resti emersero durante il cantiere e costrinsero Renzo Piano a rivedere il progetto, spostando verso ovest due delle tre sale. I reperti sono oggi nel museo sotto la cavea.

La vicenda moderna parte dalla demolizione dell'Augusteo, nel 1936, che lasciò Roma senza una sala sinfonica per oltre sessant'anni. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico; nel 1993 Piano vinse il concorso. Il 21 aprile 2002 si aprì proprio la Sala Sinopoli, la sala del recital di Lugansky, con Goffredo Petrassi presente alla prima esecuzione assoluta della sua Ouverture da concerto del 1931; il 21 dicembre 2002 fu inaugurata la Sala Santa Cecilia, con l'orchestra dell'Accademia diretta da Myung Whun Chung.

Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che vi ospita anche la sua Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali; dal 2006 il complesso accoglie la Festa del Cinema di Roma e dal 2020 porta il nome di Ennio Morricone.

Chi è passato da Nikolai Lugansky, Schumann e Chopin all'Auditorium Parco della Musica — 14 aprile 2027

La Sala Sinopoli è stata inaugurata alla presenza di Goffredo Petrassi, che vi ascoltò la prima di una sua partitura del 1931; la sala porta il nome di Giuseppe Sinopoli, direttore e compositore, e la cavea quello di Luciano Berio, che allora presiedeva l'Accademia. Negli anni sono passati dall'Auditorium i direttori musicali dell'Accademia, Antonio Pappano e Daniel Harding, che ha aperto la stagione 2026/2027 con il Siegfried di Wagner.

Fra i pianisti della stagione in corso ci sono Evgeny Kissin e András Schiff, protagonisti di un concerto in duo in novembre. Fra i direttori, Kirill Petrenko, sul podio del concerto con Benjamin Bernheim. Dalla carriera di Lugansky sono passati Tatiana Nikolaeva, sua maestra, e direttori come Valery Gergiev, Kurt Masur, Mikhail Pletnev e Tugan Sokhiev. Il 14 aprile, nella stessa sala che vide Petrassi, passano Schumann, Clara Wieck, Liszt e Chopin.

Accessibilità e ragazzi

Per i concerti dell'Accademia le persone con disabilità deambulanti titolari della Disability Card hanno una riduzione del 15% su due biglietti, da acquistare al botteghino; le persone in carrozzina pagano 10 euro e chi le assiste entra gratis, fino a esaurimento dei posti dedicati.

Prenotazione

Per le persone non deambulanti la prenotazione è obbligatoria, da 15 giorni prima del concerto fino al giorno precedente, allo 06 8082058 o a biglietteria@santacecilia.it. Per il recital del 14 aprile si prenota dal 30 marzo.

Arrivare con calma

Chi ha difficoltà motorie farà bene ad arrivare con margine e a chiedere subito al personale il percorso più comodo verso la Sala Sinopoli: il complesso è aperto, e fra un ingresso e l'altro si cammina all'esterno.

Con i ragazzi

Per un ragazzo che studia pianoforte, ascoltare dal vivo l'integrale dei Preludi di Chopin è un'esperienza formativa rara: molti di quei pezzi sono nel repertorio di studio. Per i bambini piccoli un recital completo resta impegnativo.

Il quartiere dell'Auditorium

L'Auditorium si estende fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski, in una parte di Roma segnata dall'architettura del Novecento e dal verde.

Il MAXXI a pochi passi

Verso via Guido Reni, a pochi minuti a piedi, c'è il MAXXI progettato da Zaha Hadid: con l'Auditorium compone la coppia di architetture contemporanee più note di Roma.

Il fiume e i ponti

Scendendo verso il Tevere si incontra il Ponte della Musica, passerella fra il Flaminio e il Foro Italico. Poco più a nord, Ponte Milvio è uno dei luoghi più animati della sera nella zona nord.

Il ritorno verso il centro

Il tram 2 riporta a piazzale Flaminio, all'ingresso di Villa Borghese: un pomeriggio al Pincio e poi il tram per il concerto sono la combinazione più distesa.

Dove mangiare prima o dopo il recital

Dentro l'Auditorium il bar, la caffetteria del foyer e il bar ristorante con ingresso anche dalla strada risolvono la cena veloce di chi arriva direttamente dal lavoro.

Villaggio Olimpico e Flaminio

Nelle strade fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar frequentati soprattutto da chi abita nel quartiere. Di mercoledì conviene cenare prima del concerto, prenotando.

Dopo il concerto

Dopo il recital la scelta più ampia è a Ponte Milvio, dove i locali restano aperti fino a tardi anche nei giorni feriali; verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo si entra nell'offerta del centro storico.

Metà aprile a Roma

Il recital del 14 aprile cade in piena primavera romana, con giornate lunghe e serate miti, e apre una settimana densa per l'Accademia di Santa Cecilia.

Il clima

A metà aprile le serate a Roma sono in genere gradevoli, ma la terrazza dell'Auditorium, aperta e ventilata, può essere fresca all'uscita: un capo leggero è utile.

Una settimana di concerti

Dopo il recital di Lugansky, dal 15 al 17 aprile, Daniel Harding dirige la Quinta di Mahler nella Sala Santa Cecilia, e la settimana successiva, dal 22 al 24 aprile, la Nona di Beethoven. Chi ama il repertorio romantico può costruire intorno all'Auditorium dieci giorni di musica.

Domande frequenti su Nikolai Lugansky a Roma

Quando suona Nikolai Lugansky a Roma?

Nikolai Lugansky suona a Roma mercoledì 14 aprile 2027 alle 20:00, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, per la stagione da camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. È un recital in data unica.

Che cosa suona Lugansky a Santa Cecilia?

Il programma di Nikolai Lugansky a Santa Cecilia comprende i Due Fantasiestücke op. 111 e la Fantasia op. 17 di Robert Schumann e i 24 Preludi op. 28 di Fryderyk Chopin, eseguiti per intero. La Fantasia e i Preludi furono pubblicati entrambi nel 1839.

Quanto costano i biglietti per Lugansky?

I biglietti per il recital di Nikolai Lugansky costano 38 euro in platea, 26 euro in galleria II settore e 18 euro in galleria III settore. Per i giovani sono previste agevolazioni, indicate sulla pagina santacecilia.it/giovani.

Dove si comprano i biglietti?

I biglietti per Lugansky all'Auditorium si comprano dalla pagina ufficiale del concerto sul sito dell'Accademia di Santa Cecilia, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino dell'Auditorium e a quello di via Vittoria 6. La vendita per i concerti di primavera si apre il 12 gennaio 2027.

Chi è Nikolai Lugansky?

Nikolai Lugansky, nato a Mosca nel 1972, è un pianista russo formato al Conservatorio di Mosca con Tatiana Nikolaeva. Ha vinto la medaglia d'argento al Concorso Čajkovskij del 1994, quando il primo premio non fu assegnato, e incide in esclusiva per Harmonia Mundi dal 2018.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?

L'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro. Da Termini c'è l'autobus 910, senza cambi.

Si può entrare a concerto iniziato?

Ai concerti dell'Accademia di Santa Cecilia chi arriva dopo l'inizio non entra in sala: può seguire il recital dalle salette di ascolto, fino a esaurimento dei posti. Per il recital di Lugansky conviene essere all'Auditorium almeno mezz'ora prima delle 20:00.

Il consiglio finale su Nikolai Lugansky a Santa Cecilia

Il recital di Nikolai Lugansky è, a nostro giudizio, uno degli appuntamenti pianistici più completi della stagione da camera di Santa Cecilia: la Fantasia di Schumann, con la sua storia d'amore e il suo omaggio a Beethoven, e l'integrale dei Preludi di Chopin, un ciclo che il suo stesso autore non osò mai presentare per intero. Il consiglio è di comprare i biglietti appena si apre la vendita di gennaio, di scegliere un posto in galleria sul lato della tastiera e di arrivare con anticipo, sapendo che le porte si chiudono all'orario d'inizio. Chi resta a Roma qualche giorno può completare la settimana con la Quinta di Mahler diretta da Harding.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento14 Aprile 2027 20:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città