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Daniel Harding, Brahms e Strauss all’Auditorium Parco della Musica — dal 26 al 28 novembre 2026

In breve. Daniel Harding dirige l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma), giovedì 26 novembre 2026 alle 19:30,…

Daniel Harding dirige l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma), giovedì 26 novembre 2026 alle 19:30, venerdì 27 alle 20:00 e sabato 28 novembre alle 18:00, con il soprano Rachel Willis-Sørensen: in programma Don Juan e i Vier letzte Lieder di Richard Strauss e la Sinfonia n. 4 di Johannes Brahms. L'Auditorium si raggiunge con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti costano da 23 a 54 euro secondo il settore e si acquistano ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, sede dei concerti di Santa Cecilia
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma, sede dei concerti di Santa Cecilia Foto: Foto: World Travel & Tourism Council, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons

Il direttore musicale dell'Accademia mette a confronto i due estremi della vita creativa di Strauss, il poema sinfonico di un ventiquattrenne e il congedo di un compositore di oltre ottant'anni, e chiude con l'ultima sinfonia di Brahms. Al centro, una cantante americana che i Quattro ultimi Lieder li ha incisi in disco nel 2023.

Daniel Harding, Brahms e Strauss: date, orari e interpreti

Il concerto di Daniel Harding con Strauss e Brahms è in programma in tre serate nella Sala Santa Cecilia: giovedì 26 novembre 2026 alle 19:30 per il turno G-G1, venerdì 27 alle 20:00 per il turno V-V1 e sabato 28 novembre alle 18:00 per il turno S-S1, nella stagione sinfonica 2026/2027 dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Gli interpreti

Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, direttore Daniel Harding, soprano Rachel Willis-Sørensen.

Il programma

Richard Strauss, Don Juan. Richard Strauss, Vier letzte Lieder. Johannes Brahms, Sinfonia n. 4. La presentazione dell'Accademia spiega che nella prima parte Harding affronta due opere di Strauss poste agli antipodi della sua parabola creativa, e che il programma si chiude con l'ultima sinfonia di Brahms, uno dei vertici del repertorio tardoromantico.

Quale serata scegliere

Il giovedì alle 19:30 è la serata della prima; il venerdì alle 20:00 la più classica; il sabato alle 18:00 la più comoda per chi viene da fuori Roma o vuole cenare dopo il concerto. I programmi sono identici nelle tre date.

La puntualità

L'Accademia segnala che i concerti cominciano con puntualità: chi arriva in ritardo non accede in sala e può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Don Juan, il poema sinfonico della giovinezza

Don Juan op. 20 è il poema sinfonico in mi maggiore che Richard Strauss scrisse nel 1888, a ventiquattro anni: la presentazione dell'Accademia lo definisce il poema sinfonico della giovinezza, un singolare ritratto musicale del celebre seduttore. Dura circa diciotto minuti.

Lenau e il seduttore

L'opera si ispira al Don Juan incompiuto del poeta Nikolaus Lenau, che Strauss cita nella partitura. Nella versione di Lenau la promiscuità del protagonista nasce dalla ricerca della donna ideale; disperato per il fallimento, alla fine si arrende. La musica termina con amarezza, fedele al racconto del poeta.

La prima di Weimar

Il poema fu eseguito per la prima volta l'11 novembre 1889 dall'orchestra dell'opera di Weimar, diretta dallo stesso Strauss, che era allora maestro di cappella della corte. Fu un successo internazionale e stabilì la reputazione del compositore. Strauss lo diresse spesso, lo incise fra i suoi primi dischi nel 1917 e lo diresse per l'ultima volta nel 1947, con la BBC Symphony Orchestra.

Un banco di prova per l'orchestra

Estratti di Don Juan sono usati spesso nelle audizioni delle orchestre professionali, per la tecnica che richiede a ogni strumento. Si apre con un tema vigoroso degli archi, prosegue con un assolo del violino, una melodia dell'oboe e un fiero tema dei corni: tutta l'orchestra è chiamata allo scoperto.

I Vier letzte Lieder, il congedo di Strauss

I Vier letzte Lieder op. 150, i Quattro ultimi Lieder per soprano e orchestra, furono composti da Richard Strauss fra il 1946 e il settembre 1948: la presentazione dell'Accademia li indica come il testamento spirituale dell'anziano maestro, quattro canti attraversati dal tema della natura e della caducità della vita.

Hesse ed Eichendorff

I quattro lieder sono Frühling, Primavera; September, Settembre; Beim Schlafengehen, Andando a dormire; Im Abendrot, Al tramonto. I primi tre sono su testi di Hermann Hesse, l'ultimo su testo di Joseph von Eichendorff. Im Abendrot fu il primo a essere composto; l'ultimo verso chiede se quella sia forse la morte.

Un titolo e un ordine postumi

Il titolo fu attribuito dall'editore dopo la morte del compositore, e anche l'ordine dei lieder fu fissato solo al momento della pubblicazione. Strauss morì nel 1949, a 85 anni; la prima esecuzione avvenne alla Royal Albert Hall di Londra nel maggio 1950, con Kirsten Flagstad e la Philharmonia diretta da Wilhelm Furtwängler.

Il canto del cigno del romanticismo

I lieder furono dedicati alla moglie del compositore, il soprano Pauline Strauss-De Ahna. Scritti quando fra i compositori dominava l'atonalità, sono considerati il canto del cigno della musica romantica.

La Sinfonia n. 4 di Brahms

La Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 è l'ultima delle quattro sinfonie di Johannes Brahms, composta fra il 1884 e il 1885 e diretta dall'autore alla prima esecuzione pubblica, a Meiningen, il 25 ottobre 1885. Un'esecuzione dura circa quaranta minuti.

I quattro movimenti

Allegro non troppo, in mi minore; Andante moderato; Allegro giocoso, in do maggiore, scritto per ultimo e in forma di rondò; Allegro energico e passionato, di nuovo in mi minore. Il secondo movimento ha il carattere di un canto raccolto; il terzo è gioioso ed esuberante.

La passacaglia finale

Il quarto movimento è un raro esempio sinfonico di passacaglia: per il tema ripetuto Brahms adattò quello della passacaglia finale della cantata di Bach Nach dir, Herr, verlanget mich, BWV 150. Su quel basso che torna sempre uguale costruisce una serie di variazioni: è la pagina che la presentazione dell'Accademia descrive come l'incontro fra rigore formale e grande espressività.

Hanslick e i due picchiatori

Prima della prima pubblica, la sinfonia fu presentata a un piccolo uditorio privato in una versione per due pianoforti, uno dei quali suonato da Brahms. Secondo l'amico e biografo Max Kalbeck, il critico Eduard Hanslick disse di aver avuto, per tutto il primo movimento, l'impressione di essere picchiato da due persone incredibilmente intelligenti.

Daniel Harding, direttore musicale di Santa Cecilia

Daniel Harding, nato a Oxford il 31 agosto 1975, è dalla stagione 2024/2025 direttore musicale dell'Orchestra e del Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, e dalla stagione 2027/2028 sarà anche direttore musicale della Los Angeles Philharmonic.

Una formazione precocissima

Harding ha studiato tromba alla Chetham's School of Music e a tredici anni suonava nella National Youth Orchestra britannica. A diciassette anni mandò a Simon Rattle la registrazione di un Pierrot lunaire di Schönberg diretto da lui, e Rattle lo prese come assistente alla City of Birmingham Symphony Orchestra per la stagione 1993-1994. Poi Claudio Abbado lo volle come assistente ai Berliner Philharmoniker, che diresse per la prima volta a ventuno anni. Nel 1996, al debutto ai Proms, era il direttore più giovane mai salito su quel podio.

Le orchestre di una carriera

È stato direttore musicale dell'Orchestra Sinfonica di Trondheim, della Deutsche Kammerphilharmonie Bremen e della Mahler Chamber Orchestra, che gli ha conferito il titolo a vita di direttore onorario. Dal 2007 al 2025 ha guidato la Swedish Radio Symphony Orchestra; dal 2016 al 2019 è stato direttore musicale dell'Orchestre de Paris; dal 2007 al 2017 direttore ospite principale della London Symphony Orchestra. Nel 2005 diresse Idomeneo per l'inaugurazione della Scala.

Il direttore pilota

Harding è anche pilota di linea con licenza: dal 2022 pilota Airbus su tratte di medio raggio per circa una settimana al mese. È Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico dal 2021 e membro straniero della Reale Accademia Svedese di Musica.

La stagione romana di Harding

A Roma Harding dirige in ottobre il Siegfried di Wagner, tappa del Ring dell'Accademia, e tornerà in primavera con la Nona di Beethoven ad aprile e con Pagliacci di Leoncavallo a maggio 2027.

Rachel Willis-Sørensen, il soprano

Rachel Willis-Sørensen, nata nel 1984, è un soprano americano cresciuto a Richland, nello stato di Washington, noto soprattutto per Donna Anna nel Don Giovanni, la Marescialla nel Rosenkavalier e il ruolo del titolo in Rusalka. Nel 2023 ha pubblicato con Sony Classical un album dedicato proprio ai Vier letzte Lieder di Strauss.

La formazione e i concorsi

Ha studiato alla Brigham Young University e poi allo Houston Grand Opera Studio e con Dolora Zajick. Nel 2010 ha vinto le audizioni nazionali del Metropolitan Opera, nel 2011 il concorso Hans Gabor Belvedere, nel 2014 il primo premio, il premio Birgit Nilsson e il premio per la zarzuela a Operalia. Nel 2025 ha ricevuto il Beverly Sills Artist Award.

I grandi teatri

Ha debuttato al Covent Garden nel 2011/2012 come Contessa nelle Nozze di Figaro, diretta da Antonio Pappano, ed è stata nell'ensemble della Semperoper di Dresda dal 2012 al 2015. Da solista ha cantato al Metropolitan, alla Wiener Staatsoper, alla Bayerische Staatsoper, alla Lyric Opera di Chicago, a San Francisco, a Glyndebourne, all'Opéra di Parigi e al San Carlo di Napoli, dove nel gennaio 2025 ha debuttato come Elisabetta nel Don Carlo. Nell'aprile 2025 ha affrontato per la prima volta Norma alla Staatsoper di Berlino.

Il legame con Santa Cecilia e con Strauss

Con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Antonio Pappano ha cantato l'Elias di Mendelssohn, trasmesso da Rai Cultura e Rai Radio 3. Nella stagione 2025/2026 ha eseguito i Quattro ultimi Lieder con l'Orchestra Nazionale Basca, ha debuttato Arabella al Metropolitan e ha chiuso la stagione a Glyndebourne come Ariadne auf Naxos: tre titoli straussiani in un anno.

Una curiosità su Daniel Harding, Brahms e Strauss all'Auditorium Parco della Musica — dal 26 al 28 novembre 2026

La curiosità più sorprendente riguarda la prima volta della Quarta di Brahms. Prima dell'esecuzione pubblica di Meiningen, nel 1885, la sinfonia fu fatta ascoltare a un piccolo uditorio di amici in una versione per due pianoforti, con Brahms a una delle tastiere. Fra gli ascoltatori c'era Eduard Hanslick, il critico più influente di Vienna e sostenitore di Brahms, che secondo il racconto del biografo Max Kalbeck commentò il primo movimento dicendo di essersi sentito picchiato per tutto il tempo da due persone incredibilmente intelligenti. È forse il complimento più ambiguo della storia della musica, e fotografa bene la densità di quel primo movimento.

La seconda curiosità riguarda Strauss. Il Don Juan che apre il concerto è l'opera di un ventiquattrenne, e fu uno dei primi pezzi che Strauss incise in disco, nel 1917; i Quattro ultimi Lieder, in programma subito dopo, furono ascoltati per la prima volta nel 1950, quando il compositore era morto da diversi mesi. In meno di un'ora di musica il pubblico attraversa sessant'anni di vita dello stesso uomo.

La terza riguarda il titolo: Vier letzte Lieder non è di Strauss, ma dell'editore, che scelse anche l'ordine in cui oggi li ascoltiamo.

La Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica

La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002 con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung. La scheda generale del complesso è quella dell'Auditorium Parco della Musica.

Il soffitto di ciliegio

Il soffitto è formato da 26 gusci in legno di ciliegio americano, ognuno con una superficie media di circa 180 metri quadrati, e l'intera sala funziona come una cassa armonica. Attorno al palco, anche dietro l'orchestra, corre una galleria con altri posti a sedere. Il tempo di riverberazione è di 2,2 secondi.

Una sala per l'orchestra di Strauss

Don Juan chiede una grande orchestra, e la Sala Santa Cecilia è stata pensata per questo organico. L'intensità sonora sembra calare fino alla decima fila e poi mantenersi costante: non è necessario sedere a ridosso del palco per sentire bene. Per la voce del soprano nei Vier letzte Lieder, però, conviene un posto frontale.

Gli scarabei di Renzo Piano

Dall'esterno le tre sale sembrano tre grandi scarabei, rivestiti di lastre di piombo su una base di mattoni e disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto, intitolata a Luciano Berio. Renzo Piano lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM e con il paesaggista Franco Zagari.

Una cosa che non ti dice nessuno su Daniel Harding, Brahms e Strauss all'Auditorium Parco della Musica — dal 26 al 28 novembre 2026

Quello che si dice poco è che il soprano di queste tre serate i Vier letzte Lieder li conosce da vicino come pochi. Rachel Willis-Sørensen li ha incisi nel suo secondo album per Sony Classical, uscito il 10 marzo 2023, e li ha cantati in concerto con l'Orchestra Nazionale Basca nella stagione 2025/2026, la stessa in cui ha debuttato Arabella al Metropolitan e Ariadne a Glyndebourne. A Roma non arriva una cantante che affronta il ciclo per la prima volta, ma un'interprete che lo ha portato in disco e che vive una stagione tutta straussiana. Chi vuole prepararsi al concerto ha quindi un'occasione rara: ascoltare prima la sua incisione e poi sentire come la voce cambia dal vivo, con un'altra orchestra e un altro direttore.

La seconda cosa poco detta riguarda il rapporto con l'Accademia. Willis-Sørensen ha già cantato con l'Orchestra di Santa Cecilia, nell'Elias di Mendelssohn diretto da Antonio Pappano; il suo debutto al Covent Garden, nel 2011, fu anch'esso con Pappano. Il pubblico romano la ritrova ora con il successore di Pappano sul podio.

La terza è pratica: con tre date, il sabato alle 18:00 è spesso la più semplice da trovare libera e la più comoda per il ritorno.

Biglietti per Daniel Harding, Brahms e Strauss

I biglietti per il concerto di Daniel Harding con Strauss e Brahms costano 54 euro nel primo settore, 47 nel secondo, 37 nel terzo, 35 nel quarto, 30 nel quinto e 23 euro nel sesto, e sono in vendita dal 10 settembre 2026.

I rivenditori autorizzati

L'Accademia indica come unici rivenditori autorizzati il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, quello di via Vittoria 6 e il circuito di prevendita autorizzato con i suoi punti vendita. L'acquisto online parte dal pulsante sotto la data scelta, nella pagina ufficiale del concerto.

Il botteghino di via Vittoria

Il botteghino di via Vittoria 6 si trova nel Tridente, non lontano da piazza del Popolo: comodo per chi soggiorna in centro e preferisce acquistare di persona, scegliendo il posto con l'aiuto del personale.

Giovani e contatti

L'Accademia ha una sezione dedicata alle agevolazioni per i giovani. Per le informazioni l'infoline è lo 06 8082058, gli indirizzi sono info@santacecilia.it e biglietteria@santacecilia.it. L'Accademia non si assume responsabilità per maggiorazioni applicate da rivenditori non autorizzati.

Il consiglio che ti do per visitare Daniel Harding, Brahms e Strauss all'Auditorium Parco della Musica — dal 26 al 28 novembre 2026

Il consiglio è preparare l'ascolto sui testi dei Vier letzte Lieder. Sono quattro poesie brevi, tre di Hermann Hesse e una di Joseph von Eichendorff, e una traduzione letta prima del concerto cambia completamente la percezione del ciclo: Primavera, Settembre, Andando a dormire, Al tramonto sono le stagioni di una vita, e l'ultimo verso chiede se quella sia forse la morte. Senza i testi resta una musica bellissima; con i testi diventa un congedo.

Secondo punto: scegliere il posto per la voce. La Sala Santa Cecilia è grande e la galleria che circonda il palco offre una vista straordinaria sull'orchestra, ma un soprano canta verso la platea. Per i lieder conviene un posto frontale, anche in galleria, piuttosto che laterale o dietro l'orchestra.

Terzo: arrivare con mezz'ora di anticipo. L'Accademia chiude le porte all'ora d'inizio, e dal tram alla sala, attraverso il Villaggio Olimpico e il terrazzo, servono diversi minuti.

Quarto: ascoltare prima il finale della Quarta di Brahms, la passacaglia. Riconoscere il tema che torna sempre uguale mentre tutto intorno cambia permette di seguire una delle costruzioni più ammirate della storia della sinfonia.

Come arrivare all'Auditorium per il concerto

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 982, 168 e 53, che fermano nelle vicinanze. La metropolitana non arriva fin qui: la stazione più vicina è Flaminio, sulla linea A.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio si prende il tram 2 lungo via Flaminia, si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina verso viale Pietro de Coubertin, attraversando il Villaggio Olimpico.

Autobus

Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti a Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi. Il 53 collega piazza Mancini e il centro; il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade; il 168, dalla stazione Tiburtina, è una linea feriale: per il concerto del sabato conviene verificare gli orari.

In auto

Viale Pietro de Coubertin è chiuso al traffico nel tratto dell'Auditorium. Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento con posti limitati, e nelle sere di concerto le strade del Villaggio Olimpico si riempiono.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il finale della Quarta di Brahms è una passacaglia. Si cita meno spesso da dove venga il tema: Brahms lo adattò dalla passacaglia che chiude la cantata di Johann Sebastian Bach Nach dir, Herr, verlanget mich, BWV 150. L'ultima sinfonia di Brahms si chiude, quindi, guardando indietro a una cantata di Bach. In una sala che in ottobre ascolta da Harding il Siegfried di Wagner, il contrasto fra le due idee di musica tedesca dell'Ottocento diventa evidente.

Il secondo fatto poco citato riguarda Don Juan. Il poema che rese celebre Strauss non piacque a tutti: Cosima Wagner, che di solito sosteneva il giovane compositore, lo disprezzò perché il soggetto non si elevava alle idee metafisiche del defunto marito. È un dettaglio che dice molto sulla Germania musicale di fine Ottocento.

Il terzo riguarda il podio. Daniel Harding viene da una formazione senza lezioni formali di direzione, cresciuto accanto a Simon Rattle e Claudio Abbado; nella linea dei direttori stabili dell'Accademia viene dopo Bernardino Molinari, Franco Ferrara, Fernando Previtali, Igor Markevitch, Thomas Schippers, Giuseppe Sinopoli, Daniele Gatti, Myung-Whun Chung e Antonio Pappano.

Come organizzare la serata

Con tre orari diversi, la serata si organizza in modo diverso a seconda del giorno scelto.

Giovedì alle 19:30

È l'orario più anticipato della settimana: conviene uno spuntino al bar del foyer prima del concerto e una cena dopo, a Ponte Milvio o verso piazzale Flaminio.

Venerdì alle 20:00

Il venerdì permette una cena anticipata nel quartiere, fra il Villaggio Olimpico e via Flaminia, con pizzerie e trattorie frequentate dai residenti. Prenotare è consigliabile.

Sabato alle 18:00

Il concerto del sabato lascia libera la sera: si può dedicare il pomeriggio al Pincio e a Villa Borghese, prendere il tram 2 verso l'Auditorium e cenare con calma dopo il concerto.

La foto giusta da fare a Daniel Harding, Brahms e Strauss all'Auditorium Parco della Musica — dal 26 al 28 novembre 2026

In una sala sinfonica il momento per fotografare non è il concerto, ma l'attesa. La foto giusta è quella della Sala Santa Cecilia dall'alto della galleria, prima che si spengano le luci, con l'orchestra che accorda sul palco e i gusci di ciliegio del soffitto sopra di lei: la forma della sala, avvolgente, si capisce solo da lassù. Le regole su foto e riprese durante l'esecuzione sono nelle avvertenze dell'Accademia; il telefono, comunque, va spento prima dell'attacco di Don Juan.

La seconda foto si fa fuori, nella cavea all'aperto fra le tre sale, a fine novembre già buia all'ora del concerto: gli scarabei di piombo di Renzo Piano, illuminati, sono l'immagine più riconoscibile del complesso. Conviene scattare dal bordo della cavea verso la Sala Santa Cecilia.

La terza, per chi arriva presto, è quella dei resti della villa romana scoperti durante i lavori, visibili dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli: una delle poche sale da concerto al mondo con un sito archeologico sotto i piedi del pubblico.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una piccola fattoria di età arcaica, del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto: due dei tre scarabei furono spostati verso ovest, fino quasi a toccare il viadotto di corso di Francia. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuta la sala dell'Augusteo, e per oltre sessant'anni la capitale restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico; nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso a inviti. Il cantiere fu travagliato, con la risoluzione del contratto con la prima impresa e una nuova gara.

Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli; il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia fu inaugurata con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è la sede stabile della stagione dell'Accademia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, dal 2020 è intitolato a Ennio Morricone. Dal 2024 la Sala Santa Cecilia è la casa di Daniel Harding, che qui ha avviato il suo percorso nel Ring wagneriano.

Chi è passato da Daniel Harding, Brahms e Strauss all'Auditorium Parco della Musica — dal 26 al 28 novembre 2026

Dalla Sala Santa Cecilia sono passati fin dal primo giorno i direttori che hanno guidato l'Orchestra dell'Accademia: Myung-whun Chung, che la inaugurò nel dicembre 2002, e Antonio Pappano, che ne è stato a lungo il direttore musicale, prima dell'arrivo di Daniel Harding. Nei primi mesi di vita la sala fu anche criticata, fra gli altri dal direttore Wolfgang Sawallisch; seguirono interventi di correzione acustica. Luciano Berio, che guidava l'Accademia negli anni della costruzione, ha dato il nome alla cavea.

Dalla storia delle tre pagine in programma passano Nikolaus Lenau e Cosima Wagner, Hermann Hesse e Joseph von Eichendorff, Pauline Strauss-De Ahna, dedicataria dei lieder, Kirsten Flagstad e Wilhelm Furtwängler, protagonisti della prima del 1950, Eduard Hanslick e Max Kalbeck, testimoni della prima privata della Quarta. E passa Bach, con la cantata da cui Brahms prese il tema della passacaglia.

Dalle carriere degli interpreti passano Simon Rattle e Claudio Abbado, maestri di Harding; la Scala, i Berliner e i Wiener; il Metropolitan, Glyndebourne e il Covent Garden di Rachel Willis-Sørensen, che a Roma porta i lieder che ha inciso. Dal 26 al 28 novembre passano, per tre sere, l'orchestra di casa e il suo direttore musicale.

Il quartiere intorno all'Auditorium

L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski, in un pezzo di Roma moderna costruito nel Novecento.

Il Flaminio

Vicino alla fermata Flaminia/Reni del tram 2 si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo; nel quartiere c'è anche il Teatro Olimpico.

Verso il Tevere

Dall'Auditorium si scende verso il fiume e il Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico. Più a nord, oltre piazza Mancini, c'è Ponte Milvio.

Dove mangiare prima o dopo il concerto

All'interno dell'Auditorium ci sono un bar e una caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva direttamente dal lavoro.

Nel quartiere

Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti.

Dopo il concerto

Chi preferisce cenare dopo trova l'offerta più ampia a Ponte Milvio, dove i locali restano aperti fino a tardi; in direzione opposta, verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo, la scelta è quella del centro storico.

Fine novembre all'Auditorium

Fine novembre è uno dei momenti più ricchi della stagione dell'Accademia. Il 25 novembre, la sera prima del concerto di Harding, la Sala Sinopoli ospita il recital di Sol Gabetta e Bertrand Chamayou; due settimane prima, dal 12 al 14 novembre, Kirill Petrenko dirige l'Orchestra di Santa Cecilia. Il 29 novembre l'Auditorium ospita ANOHNI.

Il clima e l'accessibilità

Le sere di fine novembre possono essere umide e piovose, e fra la fermata e la sala si cammina all'esterno: un ombrello pieghevole e una giacca da lasciare al guardaroba evitano sorprese. La Sala Santa Cecilia è rialzata rispetto al piano di campagna e le gallerie si raggiungono con due soli ascensori: per esigenze di accessibilità conviene contattare in anticipo la biglietteria all'infoline 06 8082058.

Domande frequenti su Daniel Harding, Brahms e Strauss a Santa Cecilia

Quando dirige Daniel Harding Brahms e Strauss a Roma?

Daniel Harding dirige Brahms e Strauss nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica giovedì 26 novembre 2026 alle 19:30, venerdì 27 alle 20:00 e sabato 28 novembre alle 18:00, con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Qual è il programma del concerto di Harding a Santa Cecilia?

Il programma del concerto di Daniel Harding a Santa Cecilia comprende Don Juan e i Vier letzte Lieder di Richard Strauss, con il soprano Rachel Willis-Sørensen, e la Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 di Johannes Brahms.

Quanto costano i biglietti per Harding, Brahms e Strauss?

I biglietti per il concerto di Daniel Harding con Brahms e Strauss costano da 23 euro nel sesto settore a 54 euro nel primo, con settori intermedi a 47, 37, 35 e 30 euro. Si acquistano ai botteghini dell'Auditorium e di via Vittoria 6 e sul circuito autorizzato dall'Accademia.

Chi è Rachel Willis-Sørensen?

Rachel Willis-Sørensen, soprano del concerto di Harding a Santa Cecilia, è una cantante americana nata nel 1984, vincitrice di Operalia nel 2014 e del Beverly Sills Artist Award nel 2025. Nel 2023 ha inciso per Sony Classical i Vier letzte Lieder di Strauss.

Che cosa sono i Vier letzte Lieder?

I Vier letzte Lieder, in programma con Daniel Harding a Santa Cecilia, sono quattro lieder per soprano e orchestra composti da Richard Strauss fra il 1946 e il 1948, su testi di Hermann Hesse e Joseph von Eichendorff. Furono eseguiti per la prima volta a Londra nel 1950.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con il tram 2 dalla stazione Flaminio della metro A, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini e con le linee 53, 982 e 168.

Si può entrare in ritardo al concerto di Santa Cecilia?

No: l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia avverte che i concerti cominciano puntuali e che i ritardatari non accedono in sala, ma possono seguire il concerto nelle salette d'ascolto fino a esaurimento dei posti. Conviene arrivare almeno mezz'ora prima.

Il consiglio finale su Daniel Harding, Brahms e Strauss

Il direttore musicale dell'Accademia, un programma che attraversa tutta la vita di Strauss e chiude con la sinfonia più densa di Brahms, un soprano che i Quattro ultimi Lieder li ha incisi e li canta in una stagione tutta straussiana: a nostro giudizio è il concerto sinfonico di riferimento della fine di novembre a Roma. Conviene leggere prima i testi dei lieder, scegliere un posto frontale per la voce, ascoltare la passacaglia di Brahms prima di uscire e, per chi può, abbinarlo la sera prima al recital di Gabetta e Chamayou nella stessa sede.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento26 Novembre 2026 19:30 — 28 Novembre 2026
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città