Charles Dutoit e Martha Argerich all’Auditorium Parco della Musica — 18, 19 e 20 marzo 2027
Charles Dutoit dirige l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con Martha Argerich al pianoforte giovedì 18 marzo 2027 alle 19:30, venerdì 19 marzo alle 20:00 e sabato 20 marzo alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30. In programma l'Adagio di Barber, il Concerto per pianoforte n. 1 di Beethoven e la Sinfonia n. 9 di Dvořák, Dal Nuovo Mondo. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti costano da 28 a 65 euro secondo il settore e si comprano al botteghino dell'Auditorium, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto.
Una pianista che ha segnato la storia dell'interpretazione del Novecento, un direttore che la accompagnò la prima volta che salì su un podio, nel 1959, e un programma che mette insieme tre pagine amatissime. Poche coppie di musicisti hanno alle spalle sessant'anni di lavoro comune; a Roma la si ascolta tre volte in tre giorni. Il parere della redazione è semplice: di tutta la stagione sinfonica 2026/2027, questo è il concerto per cui vale la pena organizzarsi con più anticipo.
Dutoit e Argerich a Santa Cecilia: il programma
Il concerto di Charles Dutoit e Martha Argerich a Santa Cecilia mette in fila l'Adagio per archi di Samuel Barber, il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 di Ludwig van Beethoven e la Sinfonia n. 9 di Antonín Dvořák, Dal Nuovo Mondo. L'Accademia lo inserisce nelle celebrazioni per il duecentesimo anniversario della morte di Beethoven, 1827-2027.
Barber, l'Adagio
L'apertura è affidata all'Adagio di Samuel Barber, una pagina che molti hanno ascoltato almeno una volta, magari senza conoscerne il titolo. Musica lenta, raccolta, che chiede silenzio. Per una sala grande come la Santa Cecilia è una prova di concentrazione per l'orchestra e per il pubblico: si ascolta in silenzio assoluto, e il silenzio di quasi tremila persone è parte dell'esperienza.
Beethoven, il Primo concerto
Il cuore della serata è il Concerto per pianoforte n. 1 di Beethoven, affidato a Martha Argerich. È il concerto con cui si apre il catalogo beethoveniano per pianoforte e orchestra, scelto dall'Accademia per l'anno del bicentenario. Argerich lo frequenta da decenni: lo ha inciso per Deutsche Grammophon con Giuseppe Sinopoli e la Philharmonia Orchestra, in un disco che accoppia il Primo e il Secondo concerto. Sentirlo dal vivo con il direttore che la conosce meglio di chiunque altro è il motivo principale per comprare il biglietto.
Dvořák, la Sinfonia Dal Nuovo Mondo
Chiude la Sinfonia n. 9 di Dvořák, Dal Nuovo Mondo, una delle sinfonie più amate dal pubblico. Il titolo stesso richiama l'America, e chiude il cerchio aperto da Barber: la serata comincia e finisce con il Nuovo Mondo, e in mezzo mette Beethoven. Per Dutoit, che ha passato gran parte della carriera fra Montréal e Filadelfia, è un repertorio di casa.
Tre serate, tre turni
Il concerto si ripete tre volte, secondo i turni della stagione sinfonica: il giovedì alle 19:30 per il turno G-G1, il venerdì alle 20:00 per il turno V-V1, il sabato alle 18:00 per il turno S-S1. Il programma è identico nelle tre serate; cambia soltanto l'orario, e con esso il modo di organizzare la giornata.
Martha Argerich: la biografia della pianista
Martha Argerich è una pianista argentina naturalizzata svizzera, nata a Buenos Aires il 5 giugno 1941; ha vinto il Concorso Chopin di Varsavia nel 1965 ed è considerata una delle interpreti più autorevoli della sua epoca. L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia la annovera fra i suoi accademici onorari.
Buenos Aires e Vincenzo Scaramuzza
Cominciò a studiare con la madre, insegnante di pianoforte. Dai cinque ai quindici anni si formò con Vincenzo Scaramuzza, pianista crotonese di scuola napoletana e didatta di grande valore, che le insegnò con un metodo personale: affrontare i problemi tecnici dentro la musica, senza esercizi di tecnica fine a sé stessi. Debuttò in concerto a otto anni. È un'origine italiana poco ricordata, e dice molto della sua libertà alla tastiera.
Gulda e Benedetti Michelangeli
Nel 1955 la famiglia si trasferì in Europa e Martha studiò in Austria con Friedrich Gulda. Nel 1960 frequentò i corsi di perfezionamento di Arturo Benedetti Michelangeli ad Arezzo e a Moncalieri, anche se con il maestro fece in realtà soltanto quattro lezioni. Quando a Benedetti Michelangeli fu fatto notare quanto poco tempo le avesse dedicato, rispose di averle insegnato la musica del silenzio.
Due concorsi in poche settimane
Nel 1957, a sedici anni, vinse nel giro di poche settimane il Concorso Ferruccio Busoni di Bolzano e il Concorso internazionale di Ginevra. La carriera prese slancio da lì. Nel 1965 arrivò il primo premio al Concorso Chopin di Varsavia, il riconoscimento che l'ha consacrata a livello mondiale.
La camerista
Fin dai primi anni ha accompagnato altri strumentisti in sonate e musica da camera. I suoi dischi con Mischa Maisky, Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Mstislav Rostropovič, Nelson Freire, Mikhail Pletnev e Daniel Barenboim sono un capitolo a parte della sua discografia. Da molti anni preferisce il lavoro con i colleghi al recital solistico, e il pubblico ha imparato a seguirla ovunque suoni.
Deutsche Grammophon
Il legame con Deutsche Grammophon supera il mezzo secolo. Fra le incisioni più note ci sono i concerti di Čajkovskij e di Prokof'ev con Claudio Abbado, il Concerto di Ravel, i Preludi di Chopin, la Kreisleriana e le Kinderszenen di Schumann, la Toccata e la Partita di Bach. Con Abbado e la Mahler Chamber Orchestra ha registrato il Secondo e il Terzo concerto di Beethoven; con Abbado e l'Orchestra Mozart, dal vivo a Lucerna nel 2013, i concerti di Mozart n. 20 e 25.
Premi e riconoscimenti
Ha vinto tre Grammy: nel 2000 con Charles Dutoit per i concerti di Prokof'ev e Bartók, nel 2005 con Pletnev per la musica da camera, nel 2006 con Abbado per Beethoven. Nel 2005 ha ricevuto il Premio Imperiale per la musica a Tokyo, nel 2016 i Kennedy Center Honors a Washington. La Francia l'ha nominata commendatore dell'Ordine delle arti e delle lettere nel 2004.
Lugano e i giovani
Attraverso il Progetto Martha Argerich di Lugano e i suoi festival di Beppu, in Giappone, e di Buenos Aires ha promosso per anni giovani pianisti e compositori emergenti, fra cui Giovanni Sollima. Il 23 giugno 2010 il Municipio di Lugano le ha conferito la cittadinanza onoraria. Nel 2013 la figlia Stephanie ha firmato Bloody Daughter, un film sulla sua vita.
Charles Dutoit: la biografia del direttore
Charles Dutoit è un direttore d'orchestra svizzero nato a Losanna il 7 ottobre 1936, noto soprattutto per le interpretazioni della musica francese e russa del Novecento; per venticinque anni ha guidato l'Orchestre symphonique de Montréal. Ha ottenuto nella carriera più di quaranta premi internazionali, fra cui due Grammy.
Losanna, Ginevra, Siena
Studiò a Losanna e poi al Conservatorio di Ginevra, dove vinse il primo premio in direzione d'orchestra; Alceo Galliera lo invitò all'Accademia Chigiana di Siena. Da giovane frequentò le prove di Ernest Ansermet, collaborò con Herbert von Karajan a Lucerna come membro dell'orchestra giovanile e studiò con Charles Münch a Tanglewood. Cominciò nel 1957 come violista in diverse orchestre europee e sudamericane.
Il debutto con Martha Argerich
Nel gennaio 1959 debuttò come direttore alla guida dell'Orchestra della Radio di Losanna. Al pianoforte c'era Martha Argerich. Dal 1959 fu direttore ospite dell'Orchestre de la Suisse Romande e dell'Orchestra da camera di Losanna, poi direttore dell'orchestra della Radio di Zurigo dal 1967 al 1971 e dell'Orchestra sinfonica di Berna per undici anni, successore di Paul Kletzki.
Gli anni Settanta
Mentre era a Berna diresse anche l'Orchestra sinfonica nazionale del Messico dal 1973 al 1975 e l'Orchestra sinfonica di Göteborg dal 1976 al 1979. Nel 1964 aveva diretto Il lago dei cigni alla Staatsoper di Vienna con Rudol'f Nureev. Nei primi anni Ottanta fu direttore ospite principale dell'Orchestra sinfonica di Minneapolis.
Montréal
Nel 1977 succedette a Otto Klemperer e Zubin Mehta alla guida dell'Orchestre symphonique de Montréal e nei venticinque anni successivi la trasformò in una delle migliori orchestre del mondo. Con lei incise per Decca oltre ottanta dischi: Ravel, Debussy, Berlioz, Holst, Saint-Saëns, Rossini, Bizet. Les Troyens di Berlioz gli valsero nel 1996 il Grammy per la migliore registrazione d'opera. Lasciò Montréal nell'aprile 2002.
Parigi, Tokyo, Filadelfia, Londra
Dal 1991 al 2001 fu direttore dell'Orchestre national de France, dal 1996 al 2003 direttore principale dell'Orchestra sinfonica della NHK di Tokyo. Dal 1990 guidò il festival estivo dell'Orchestra di Filadelfia a Saratoga Springs, e dal settembre 2008 ne fu direttore principale; dal 2009 lo fu anche della Royal Philharmonic Orchestra di Londra e della Verbier Festival Orchestra.
L'opera
Al Covent Garden diresse Faust con Alfredo Kraus nel 1983 e Les contes d'Hoffmann nel 1986; al Metropolitan debuttò nel dicembre 1987 con lo stesso titolo, e vi tornò nel 1990 con Faust e con Samson et Dalila, protagonisti Plácido Domingo e Shirley Verrett. Nel 2012 diresse Pelléas et Mélisande al Verbier Festival. A Milano, al Teatro alla Scala, diresse nel 1980 quattro concerti con Salvatore Accardo.
Onorificenze
È ufficiale onorario dell'Ordine del Canada e grand'ufficiale onorario dell'Ordine nazionale del Québec, fra i pochi non canadesi a riceverlo; Filadelfia gli ha conferito la cittadinanza onoraria nel 1991. Dal matrimonio con Martha Argerich, fra il 1969 e il 1973, è nata la figlia Annie; i due hanno continuato a suonare e a incidere insieme per tutta la vita.
L'Orchestra di Santa Cecilia e la stagione 2026/2027
L'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia anima la stagione dell'Accademia all'Auditorium Parco della Musica ed è guidata dalla stagione 2024/2025 dal direttore musicale Daniel Harding. Prima di lui l'Accademia ha avuto fra i suoi direttori principali e musicali Igor Markevitch, Giuseppe Sinopoli, Daniele Gatti, Myung-Whun Chung e Antonio Pappano.
Marzo a Santa Cecilia
Il concerto di Dutoit e Argerich cade nel pieno di un marzo ricchissimo. Due settimane prima, il 4, 5 e 6 marzo, Daniel Harding dirige con Beatrice Rana al pianoforte; subito dopo, dal 25 marzo, Manfred Honeck dirige un programma beethoveniano. A fine febbraio Fabio Luisi porta in sala la Missa Solemnis. È il cuore delle celebrazioni per il bicentenario di Beethoven.
Argerich due volte nella stagione
Nella stessa stagione Martha Argerich torna a Santa Cecilia anche con l'Orchestre de Chambre de Lausanne diretta da Renaud Capuçon, in un programma tutto Beethoven: l'ouverture Coriolano, il Concerto per pianoforte n. 2 e la Sinfonia n. 7, con biglietti da 30 a 60 euro. Chi vuole ascoltarla in due Beethoven diversi ha l'occasione di farlo nella stessa sala.
Il museo e la patrona
L'Auditorium è la sede principale dell'Accademia, che vi conserva la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali, con oltre 140 strumenti esposti. La santa patrona della musica è venerata nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, che vale una visita di giorno per chi resta a Roma.
La Sala Santa Cecilia, dove suonano Dutoit e Argerich
La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002. Dal 2003 ospita stabilmente la stagione dell'Accademia.
Un grande strumento di legno
Il soffitto è composto da 26 gusci di ciliegio americano e la sala lavora come una grande cassa armonica, con un tempo di riverberazione di 2,2 secondi. Per l'Adagio di Barber questo significa che il pianissimo degli archi arriva fino alle ultime file; per il Beethoven di Argerich, che il suono del pianoforte resta nitido anche nei passaggi più rapidi.
Dove sedersi per un concerto con pianoforte
Chi frequenta la sala sa che l'intensità sonora sembra calare fino alla decima fila e poi restare costante: non serve la platea a ridosso del palco. Per il pianoforte conta anche il lato: il coperchio aperto proietta il suono verso il lato sinistro della sala, guardando il palco, e da quel lato si vedono le mani della solista.
Gli scarabei di Renzo Piano
Viste da fuori, le sale sono tre grandi volumi rivestiti di piombo su una base di mattoni, disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Piano vinse il concorso a inviti del 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM e con il paesaggista Franco Zagari. La scheda del complesso è quella dell'Auditorium Parco della Musica.
Biglietti per Dutoit e Argerich: prezzi e acquisto
I biglietti per il concerto di Charles Dutoit e Martha Argerich costano da 28 a 65 euro secondo il settore della Sala Santa Cecilia, per tutte e tre le date. Con due artisti di questo richiamo, i settori centrali sono i primi a esaurirsi.
Dove si comprano
L'Accademia indica come rivenditori autorizzati il proprio sito, il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica e il botteghino di via Vittoria 6, a due passi da via del Corso e da piazza del Popolo, oltre ai punti del circuito di prevendita collegato alla pagina del concerto. Il botteghino dell'Auditorium è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20; quello di via Vittoria dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 19 e il sabato dalle 11 alle 14.
Giovani e carnet
L'Accademia raccoglie le agevolazioni per i giovani in una pagina dedicata del proprio sito; per gli under 26 esiste la Fun Club Card, che consente di ascoltare i concerti indicati a 10 euro. Per chi vuole seguire più serate c'è Invito alla Musica, un carnet di dieci concerti a scelta fra sette sinfonici del turno del venerdì e tre cameristici. Condizioni e concerti inclusi vanno controllati al momento dell'acquisto.
Informazioni
Per domande sui biglietti l'Accademia risponde all'indirizzo info@santacecilia.it e al numero 06 8082058. La gift card, con due biglietti a scelta per la stagione sinfonica o da camera, si compra ai due botteghini: per chi ama la musica è un regalo sensato.
Come arrivare all'Auditorium per Dutoit e Argerich
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910, 53, 982 e 168. La metropolitana non arriva fino all'ingresso.
Metro A e tram 2
Da piazzale Flaminio il tram 2 risale via Flaminia verso piazza Mancini. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina per qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraverso il Villaggio Olimpico. È la soluzione più semplice dal centro, passando accanto all'obelisco Flaminio.
Il 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi. Per chi dorme vicino alla stazione, o arriva in treno per il concerto del sabato pomeriggio, è la linea da scegliere.
Le altre linee
Il 53 collega piazza Mancini e il centro, il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade, il 168 dalla stazione Tiburtina. Orari e frequenze serali cambiano, soprattutto il sabato: conviene controllarli sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti prima di uscire.
In auto
Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico. Il complesso ha parcheggi a pagamento con posti limitati; nelle sere di concerto le auto invadono le strade del Villaggio Olimpico. In auto solo se non c'è alternativa, e con anticipo.
Come organizzare la serata del concerto
Per il concerto di Dutoit e Argerich la regola è arrivare all'Auditorium almeno quaranta minuti prima dell'inizio: l'Accademia avverte che i concerti cominciano con puntualità e che chi arriva in ritardo non entra in sala.
Le porte si chiudono
Chi si attarda può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Con un Adagio di pochi minuti in apertura, il rischio è perdere l'inizio del concerto di Beethoven, cioè il momento per cui si è comprato il biglietto. Mezz'ora di margine sul traffico del Flaminio non è prudenza eccessiva.
Prima del concerto
Il foyer comune alle sale ospita bar, caffetteria e una grande libreria con dischi e libri di musica. Dal terrazzo che corre intorno agli edifici si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori. È il posto giusto per aspettare l'apertura delle porte.
Quale serata scegliere
Il giovedì alle 19:30 è la serata di chi esce dal lavoro e cena dopo. Il venerdì alle 20:00 lascia il tempo di un aperitivo. Il sabato alle 18:00 è la scelta migliore per chi viene da fuori Roma o vuole cenare con calma dopo il concerto.
Accessibilità e ragazzi al concerto
L'Accademia prevede per le persone con disabilità deambulanti, titolari della Disability Card, una riduzione su due biglietti; per le persone in carrozzina un biglietto dedicato con accompagnatore gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili. Le condizioni aggiornate sono nella pagina delle avvertenze del sito dell'Accademia.
La prenotazione
Per le persone non deambulanti la prenotazione è obbligatoria, da quindici giorni prima del concerto fino al giorno precedente, al numero 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it. Per il concerto del 18 marzo la finestra si apre dunque il 3 marzo.
Arrivare in anticipo
La sala è rialzata rispetto al terreno, perché nel sottosuolo sono emersi i resti di una villa romana, e le gallerie hanno due soli ascensori: arrivare con un'ora di margine e chiedere subito il percorso al personale evita il collo di bottiglia dei minuti prima dell'inizio.
Con i ragazzi
Per un ragazzo che studia pianoforte, vedere Martha Argerich dal vivo è un ricordo per la vita. Il programma aiuta: il Primo concerto di Beethoven è brillante e breve, la Sinfonia Dal Nuovo Mondo ha temi che si riconoscono al primo ascolto. Il sabato alle 18 è l'orario più adatto a una famiglia.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma del Novecento, dove l'architettura contemporanea convive con il verde.
Il MAXXI e il Villaggio Olimpico
A pochi minuti a piedi, verso via Guido Reni, c'è il MAXXI di Zaha Hadid: con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città. Chi ha il pomeriggio libero prima del concerto del sabato può visitare una mostra e arrivare a piedi in sala.
Verso il Tevere
Dall'Auditorium si scende al Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico. Più a nord c'è Ponte Milvio, la sera uno dei punti d'incontro più frequentati di Roma nord.
Verso il centro
Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, alle porte di Villa Borghese e del Tridente. Lungo via Flaminia, a metà strada, c'è il Museo Etrusco di Villa Giulia, da abbinare al concerto del sabato.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva dal lavoro il giovedì.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. Per il giovedì e il venerdì conviene prenotare presto e cenare con calma dopo.
Ponte Milvio e il centro
Per cenare dopo il concerto del sabato l'offerta più ampia è a Ponte Milvio, dove i locali restano aperti fino a tardi. In direzione opposta, verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo, la scelta è quella del centro storico, con i prezzi del centro storico.
Una curiosità su Charles Dutoit e Martha Argerich all'Auditorium Parco della Musica — 18, 19 e 20 marzo 2027
La curiosità più bella riguarda l'inizio di tutto. Charles Dutoit debuttò come direttore d'orchestra nel gennaio 1959, alla guida dell'Orchestra della Radio di Losanna, e la solista di quel primo concerto era Martha Argerich, allora diciassettenne, fresca vincitrice del Busoni e di Ginevra. Sessantotto anni dopo, i due si ritrovano sullo stesso palco con un concerto di Beethoven. Sono rarissime le coppie di interpreti che hanno attraversato insieme un arco di tempo così lungo.
Seconda curiosità, romana. Il Primo concerto di Beethoven che Argerich suona in questa sala lo ha inciso per Deutsche Grammophon con Giuseppe Sinopoli, che fu direttore dell'Orchestra di Santa Cecilia e al quale è intitolata una delle tre sale dell'Auditorium, la Sala Sinopoli. Chi entra nel complesso di Renzo Piano per ascoltare Argerich passa accanto alla sala che porta il nome del direttore di quel disco.
Terza curiosità: il disco più premiato della coppia non è di Beethoven ma di Prokof'ev e Bartók. Con l'Orchestre symphonique de Montréal, l'orchestra che Dutoit ha guidato per venticinque anni, Argerich incise il Primo e il Terzo concerto di Prokof'ev e il Terzo di Bartók, che nel 2000 vinse il Grammy come migliore esecuzione solistica con orchestra.
Una cosa che non ti dice nessuno su Charles Dutoit e Martha Argerich all'Auditorium Parco della Musica — 18, 19 e 20 marzo 2027
Quello che raramente si dice è che Martha Argerich ha una radice italiana. Il suo maestro decisivo, dai cinque ai quindici anni, fu Vincenzo Scaramuzza, pianista crotonese formato alla scuola napoletana, che insegnava a Buenos Aires. Il suo metodo non prevedeva esercizi di tecnica separati dalla musica: ogni difficoltà si risolveva dentro il brano. Chi ascolta la naturalezza con cui Argerich affronta i passaggi più rapidi del Primo concerto di Beethoven sente anche quella scuola.
Seconda cosa poco detta: a Roma Dutoit è già passato da un teatro diverso. Nel 2013 ha diretto Samson et Dalila al Teatro dell'Opera, un titolo che conosceva bene per averlo diretto al Metropolitan di New York nel 1990 con Plácido Domingo e Shirley Verrett. Il repertorio francese resta il suo territorio d'elezione; Dvořák e Barber, in questa serata, mostrano l'altra metà della sua carriera, quella americana.
Terza: l'Accademia avverte che i concerti cominciano con puntualità e che chi arriva in ritardo resta fuori dalla sala. Con un Adagio breve in apertura, dieci minuti di ritardo possono costare il concerto di Beethoven. Nessuno ve lo ripeterà all'ingresso.
Il consiglio che ti do per visitare Charles Dutoit e Martha Argerich all'Auditorium Parco della Musica — 18, 19 e 20 marzo 2027
Il primo consiglio è comprare subito. Un concerto di Martha Argerich con orchestra è diventato raro, e a Roma lo si ascolta tre sere soltanto. Con biglietti da 28 a 65 euro, la differenza fra un posto buono e uno scomodo la fa la data d'acquisto più del prezzo.
Secondo consiglio: scegliete il posto in funzione di quello che volete portarvi a casa. Per il suono d'insieme, platea centrale oltre la decima fila o galleria frontale. Per la pianista, il lato sinistro guardando il palco: si vedono le mani di Argerich sulla tastiera e il suono del pianoforte, proiettato dal coperchio aperto, arriva diretto.
Terzo: ascoltate prima il Primo concerto di Beethoven, magari proprio nel disco che Argerich ha inciso con Sinopoli. Chi arriva in sala conoscendone il respiro coglie meglio ogni libertà che la solista si prende dal vivo, a distanza di anni.
Infine, restate per Dvořák. Capita di vedere spettatori che se ne vanno dopo il solista. Con Dutoit sul podio, la Sinfonia Dal Nuovo Mondo è la seconda ragione della serata, e il tram 2 e il 910 passano anche dieci minuti più tardi.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Si sa che Martha Argerich è una delle pianiste più celebri del mondo. Si ricorda meno quanto abbia pesato nei concorsi anche come giurata, con una reputazione di giudice dal carattere ostinato. Nel 1980, al Concorso Chopin di Varsavia, lo stesso che aveva vinto quindici anni prima, si dimise dalla giuria per protesta contro l'eliminazione al secondo turno del pianista croato Ivo Pogorelić. Un gesto netto, coerente con il suo modo di stare in musica: senza mediazioni.
Si sa anche che Dutoit e Argerich sono stati sposati. Si ricorda meno che il matrimonio durò pochi anni, dal 1969 al 1973, e che la collaborazione artistica non si è mai interrotta: concerti, dischi, festival, per mezzo secolo. Dalla loro unione è nata la figlia Annie Dutoit. È uno dei casi più noti in cui un sodalizio musicale è sopravvissuto a tutto il resto, e forse il più lungo.
In una stagione piena di grandi nomi, questa è la sola serata in cui sul palco salgono insieme due musicisti che si conoscono da quasi settant'anni. Il pubblico lo sente.
La foto giusta da fare a Charles Dutoit e Martha Argerich all'Auditorium Parco della Musica — 18, 19 e 20 marzo 2027
Durante il concerto il telefono resta spento: in una sala così sensibile ogni scatto si sente, e l'Adagio di Barber vive di pianissimi che il minimo rumore rovina. La foto si fa prima e dopo.
Prima del concerto, dall'alto della cavea si inquadrano i tre scarabei di Renzo Piano con il piombo che riflette le luci, e l'ingresso della Sala Santa Cecilia con il pubblico che entra. È l'immagine che racconta la serata meglio di qualsiasi ritratto.
In sala, prima che si spengano le luci e se il personale lo consente, lo scatto da fare è il pianoforte a coda al centro del palco, con il coperchio aperto e la sala che si riempie, e sopra i gusci di ciliegio del soffitto. Il pianoforte vuoto, pochi minuti prima dell'ingresso di Argerich, è un'immagine d'attesa.
Dopo il concerto, gli applausi finali sono il solo momento in cui tirare fuori il telefono, senza flash. Fuori, i volumi delle sale visti dal basso, sul lato di viale Pietro de Coubertin, danno un'immagine quasi astratta: la più bella di tutte.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più lunga del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due dei tre scarabei verso ovest. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione. Nel 1936 fu abbattuto l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni la capitale restò senza un auditorium costruito per la musica sinfonica. Solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Piano vinse il concorso.
Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli; il 21 dicembre 2002 la Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung-Whun Chung. Dal 2003 l'Auditorium è sede stabile della stagione dell'Accademia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, e nel 2020 il consiglio comunale ne ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone. Nel 2027 la sala dedica una parte consistente della stagione al bicentenario di Beethoven, e il concerto di Dutoit e Argerich ne è uno dei momenti centrali.
Chi è passato da Charles Dutoit e Martha Argerich all'Auditorium Parco della Musica — 18, 19 e 20 marzo 2027
La Sala Santa Cecilia ha avuto ospiti di peso fin dal primo giorno. Il concerto inaugurale del 21 dicembre 2002 fu diretto da Myung-Whun Chung. Pochi mesi prima, all'apertura della Sala Sinopoli, Goffredo Petrassi volle essere presente per ascoltare la prima esecuzione nella nuova sala della sua Ouverture da concerto del 1931. Luciano Berio, allora alla guida dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea.
Da allora la sala è stata la casa dell'Orchestra di Santa Cecilia e dei suoi direttori musicali, da Antonio Pappano a Daniel Harding. Nella stagione 2026/2027 passano dallo stesso palco, fra gli altri, Kirill Petrenko, Jakub Hrůša con Daniil Trifonov, Fabio Luisi con la Missa Solemnis, Daniel Harding con Beatrice Rana e Manfred Honeck, oltre ai recital di Mikhail Pletnev e Grigory Sokolov e al duo di Evgeny Kissin e András Schiff.
Martha Argerich, accademica onoraria di Santa Cecilia, appartiene a questa storia da tempo. Charles Dutoit porta con sé un'altra storia, quella di Montréal, di Filadelfia, di Tokyo e di Londra. A metà marzo i due mondi si incontrano sul palco della sala più grande dell'Auditorium.
Domande frequenti su Dutoit e Argerich a Santa Cecilia
Quando suona Martha Argerich a Roma nel 2027?
Martha Argerich suona a Roma con l'Orchestra di Santa Cecilia diretta da Charles Dutoit giovedì 18 marzo 2027 alle 19:30, venerdì 19 alle 20:00 e sabato 20 alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica. Il programma è lo stesso nelle tre serate.
Che cosa suonano Dutoit e Argerich a Santa Cecilia?
Il programma di Dutoit e Argerich a Santa Cecilia comprende l'Adagio di Barber, il Concerto per pianoforte n. 1 di Beethoven con Argerich solista e la Sinfonia n. 9 di Dvořák, Dal Nuovo Mondo. Il concerto rientra nelle celebrazioni per i duecento anni dalla morte di Beethoven.
Quanto costano i biglietti per Dutoit e Argerich?
I biglietti per il concerto di Dutoit e Argerich a Santa Cecilia costano da 28 a 65 euro, secondo il settore della Sala Santa Cecilia. Le agevolazioni per i giovani sono raccolte dall'Accademia nella pagina dedicata del suo sito ufficiale.
Dove si comprano i biglietti per Martha Argerich a Roma?
I biglietti per Martha Argerich con l'Orchestra di Santa Cecilia si comprano al botteghino dell'Auditorium Parco della Musica, aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20, al botteghino di via Vittoria 6 e online dalla pagina ufficiale del concerto sul sito dell'Accademia.
Chi è Charles Dutoit?
Charles Dutoit è un direttore d'orchestra svizzero nato a Losanna nel 1936, per venticinque anni alla guida dell'Orchestre symphonique de Montréal e poi direttore principale dell'Orchestra di Filadelfia e della Royal Philharmonic Orchestra. Debuttò sul podio nel 1959 proprio con Martha Argerich al pianoforte.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
L'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con l'autobus 910 da Termini e con le linee 53, 982 e 168. I parcheggi sono pochi e a pagamento.
Cosa succede se arrivo in ritardo al concerto?
L'Accademia di Santa Cecilia avverte che i concerti iniziano con puntualità: chi arriva in ritardo non entra in sala e può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Conviene arrivare all'Auditorium almeno quaranta minuti prima dell'inizio.
In chiusura
Ai concerti di Santa Cecilia le serate che si ricordano sono quelle in cui sul palco succede qualcosa che non si ripeterà. Questa ne ha tutte le premesse: una pianista che ha fatto la storia, il direttore che la accompagnò al suo primo concerto con lui, un Beethoven che entrambi conoscono da una vita. Comprate presto, prendete un posto sul lato sinistro, arrivate con mezz'ora di margine e restate fino all'ultima nota di Dvořák.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più. Come funzionano
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
