Villa Ada
Villa Ada è il quarto più grande parco pubblico di Roma dopo il Parco regionale dell'Appia antica, il Parco regionale del Pineto e Villa Doria Pamphilj!
Villa Ada ospita numerosi edifici neoclassici, tra i quali la villa reale (attualmente in uso alle delegazioni diplomatiche egiziane in Italia).
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✦ Senza faticaTour in e-bike
Le sette colline con l'assistenza al pedale. L'Appia Antica e il Gianicolo diventano facili.
✦ Poco camminoTour in golf cart
Il centro storico in un paio d'ore senza distruggerti i piedi, e passi dove i pullman non entrano.
✦ Il classicoTour a piedi
Roma si capisce camminando. La differenza la fa la guida, non l'itinerario: sono quasi tutti uguali sulla carta.
✦ Fuori portaCastelli Romani
Frascati, Castel Gandolfo, il lago di Albano. Un'ora da Roma e sembra un'altra regione.
✦ Patrimonio UNESCOTivoli: Villa d'Este e Villa Adriana
Due ville, due epoche, un solo biglietto mentale: le fontane di Villa d'Este e le rovine imperiali di Adriano.
✦ Prenotazione obbligatoriaGalleria Borghese
Bernini e Caravaggio in due ore contate. Senza prenotazione non si entra, punto.
✦ Va a rubaColosseo, Foro e Palatino
L'ingresso a orario sparisce con giorni di anticipo in alta stagione. La versione con i sotterranei è quella che vale il s...
✦ Vai all'aperturaMusei Vaticani e Cappella Sistina
Il primo slot della giornata o il tardo pomeriggio. A metà mattina è un nastro trasportatore, e non lo diciamo solo noi.
✦ Vieni affamatoFood tour
Non è un pranzo: sono sei-otto tappe piccole. Il valore è nei posti in cui non saresti mai entrato da solo.
✦ Dopo le 21Bar hopping e vita notturna
Tre o quattro locali con qualcuno che sa quali sono aperti quella sera. Funziona meglio da soli che in coppia.
✦ Foto garantiteVespa e Ape Calessino
In Ape ti portano loro, in Vespa guidi tu (serve la patente). Due esperienze molto diverse sotto lo stesso nome.
✦ Il più scenograficoTour in sidecar
Il sidecar vintage con conducente: costa più della Vespa, ma è il giro che finisce in tutte le foto.
✦ Si mangia alla fineCorsi di cucina
Pasta a mano e poi ci si siede a tavola. La domanda giusta è quante persone ci sono per postazione.
✦ Anche in cittàDegustazioni di vino
In enoteca in centro o tra le vigne dei Castelli. Due cose diverse: una dura un'ora, l'altra una giornata.
✦ SottoterraCatacombe e Appia Antica
Chilometri di gallerie sotto la via Appia. Fresche d'estate, e sorprendentemente poco affollate.
✦ Accesso limitatoColosseo: sotterranei e arena
Il piano dove aspettavano gladiatori e belve, e il pavimento dell'arena. Posti contati ogni giorno.
✦ Giornata lungaPompei e Costiera Amalfitana
Da Roma si fa in giornata, ma è una giornata vera: sveglia presto e rientro a sera.
✦ Alta velocitàFirenze in giornata
Un'ora e mezza di treno e sei sotto il Duomo. Si fa, se accetti di vedere tre cose e non dieci.
✦ Terrazza panoramicaCastel Sant'Angelo
Mausoleo, fortezza, prigione e rifugio dei papi. E la terrazza con la vista migliore su San Pietro.
✦ Dopo il tramontoRoma di notte
Le stesse piazze, senza la folla e con le luci giuste. La città cambia completamente.
✦ Libertà di scesaBus hop-on hop-off
Sali e scendi dove vuoi per 24 o 48 ore. Utile il primo giorno, per orientarsi.
✦ MareCapri e Costiera Amalfitana
Da Roma è lunga, ma in due giorni si fa con calma. In giornata solo se accetti di correre.
✦ Centro storicoTrevi, Pantheon e piazze
Il cuore barocco a piedi, più il biglietto del Pantheon che ora serve davvero.
✦ Con i bambiniScuola dei gladiatori
Due ore con la spada di legno in mano, sulla via Appia. Con i ragazzini funziona sempre.
✦ Poco sforzoSegway e monopattino
Copri il doppio del centro senza camminare. Dieci minuti di pratica e ci stai sopra.
✦ MercoledìUdienza papale
Ogni mercoledì, quando il Papa è a Roma. Il biglietto è gratuito ma va ritirato.
✦ Poco affollatoTerme di Caracalla
Muri alti trenta metri e quasi nessuno intorno. Uno dei posti più sottovalutati di Roma.
✦ A 30 minutiOstia Antica
La Pompei di Roma, raggiungibile col treno urbano. Strade, taverne e mosaici, senza folla.
✦ Alta velocitàNapoli e Pompei
Un'ora e dieci di treno. Il centro storico, il museo archeologico e la pizza vera.
✦ Prima dell'aperturaVaticano: ingresso anticipato
Dentro i Musei prima del pubblico. La Sistina quasi vuota è un'altra cosa.
Villa Ada si trova nella zona settentrionale della città, a nord-ovest della via Salaria, nel quartiere Parioli.

Villa Ada | Descrizione
Dove si trova: Municipio II, quartiere Parioli
Epoca: XVIII - XX secolo
Estensione: 160 ettari
Ingressi: via Salaria 267 - 273 - 275, via di Ponte Salario, via di Monte Antenne, via Panama
A Villa Ada sono numerosi i resti di un insediamento urbano databile all'VIII secolo a.C., conosciuto con il nome di Antemnae, da ante amnes, ossia "davanti ai fiumi" in lingua latina, per indicare il punto in cui l'Aniene si unisce al Tevere.
Dionisio, Livio e Plutarco la ricordano in lotta contro Roma per vendicare il ratto delle Sabine.
Tra le donne rapite, infatti, sarebbero state numerose quelle provenienti da questo centro.
Altro elemento fondamentale è la vicinanza con l'antica via Salaria, la più antica fra tutte le consolari romane, nonché strada fondamentale per il commercio del sale.
Fu legata fin dall'origine al commercio di questo minerale che i primi Romani dovevano importare dal mare Adriatico.
Lungo questa strada sono ancora evidenti numerose sepolture in forma di sepolcro e da complessi di necropoli e catacombe cristiane che si aprono nel terreno.
Si ricordano infatti le splendide e antichissime catacombe di Priscilla, il cui tracciato si estende per la maggior parte sotto il territorio di Villa Ada.
La zona di Villa Ada apparteneva alla famiglia degli Acilii (nella zona è infatti presente il toponimo piazza Acilia), che aveva qui un ipogeo gentilizio; è ricordato il console Manlio Acilio Glabrione – appartenente alla famiglia e probabilmente convertitosi al Cristianesimo – che fu condannato nel 95 da Domiziano per avere complottato contro di lui.
Ben presto all'ipogeo iniziale fu aggiunta una piccola basilica sotto papa Silvestro I e, di conseguenza, altre tombe cristiane.
Oltre alla villa reale, il parco di Villa Ada oggi si presenta dotato di numerosi edifici neoclassici ed eclettici (quali il Tempio di Flora, la Villa Polissena, le Scuderie Reali, lo Chalet svizzero, la Torre Gotica).

Villa Ada | La Storia
La storia della loro edificazione comincia nel XVII secolo, quando il parco era sede del Collegio Irlandese, cioè una tenuta agricola, piuttosto che una villa urbana.
Pervenuta in proprietà dei principi Pallavicino, fu riorganizzata alla fine del '700 come "giardino di paesaggio", creandovi percorsi geometrici e piccole costruzioni (come il Tempio di Flora, il Belvedere, il Cafehaus), ai quali il terreno in dislivello forniva sfondi e panorami già romantici.
Fu acquistata dai Savoia nel 1872: Vittorio Emanuele II ne amava il vasto parco, acquistò altri terreni per ingrandire la tenuta fino ai 160 ettari attuali e vi fece realizzare lavori per migliorarne la funzionalità, e costruzioni di utilità, come le scuderie.
Umberto I invece non amava vivere in campagna e preferiva il Quirinale.
La villa fu così venduta, a prezzo di favore, all'amministratore dei beni della famiglia reale il conte Giuseppe Telfener, che la intitolò alla moglie Ada.
Vittorio Emanuele III riacquistò Villa Ada nel 1904 e la villa ridiventò residenza reale (facendole cambiare il nome in "Villa Savoia") fino al 1946.
Nel frattempo Mussolini decise di costruire nella zona accanto alla villa un bunker anti bombardamento per la famiglia Savoia.
Dopo l'approvazione dell'ordine del giorno Grandi, il 25 luglio 1943 il re convocò Mussolini a Villa Ada Savoia dove venne arrestato e portato via in un'autoambulanza.
Alla caduta della monarchia Villa Ada fu oggetto di un lungo contenzioso, a conclusione del quale una parte rimase proprietà privata dei Savoia ed è stata poi variamente alienata (ed è quella che conserva ancora – grazie all'abbandono in cui è rimasta – tracciati del giardino settecentesco), mentre la parte verso via Salaria fu acquisita dal pubblico demanio nel 1957.
L'area pubblica è stata nel tempo variamente rimaneggiata e attrezzata e arborata (con specie non sempre autoctone).
La Villa reale fu poi donata da Umberto all'Egitto, in cambio dell'ospitalità ricevuta dai suoi genitori durante l'esilio ad Alessandria nel 1946-47.
Attualmente ospita la sede dell'Ambasciata e del Consolato della Repubblica Araba d'Egitto.

Bunker di Villa Ada
Interessanti anche i resti di archeologia industriale, rappresentati dai resti del rifugio antiaereo reale, un gigantesco camminamento carrabile, chiuso da porte blindate che, fino agli anni '60, ancora conteneva l'arredo originale e resti di armamento.
Attorno alla villa Savoia, allo scoppio della seconda guerra mondiale, la famiglia reale già utilizzava come rifugio antiaereo le cantine della villa, facilmente accessibili mediante botole e anche arredati a mo' di salottino.
Tra il 1941 e il 1942, assieme ad un segnale da parte di Mussolini e all'aggravarsi della situazione, si decise di realizzare un nuovo bunker scavato nel banco tufaceo, molto più resistente e più confortevole, nonostante una distanza leggermente maggiore.
Per la sua costruzione vennero utilizzate le migliori tecniche costruttive del tempo per tali strutture, che prevedevano oltre a bombardamenti pesanti, anche la resistenza ad un periodo di isolamento.
La struttura era quindi dotata di ogni comodità, di servizi igienici, di acqua e provviste.
Le porte d'accesso erano di tipo blindato ed era presente anche un'uscita secondaria per le emergenze.
La struttura prevedeva anche il filtraggio dell'aria, e le prese d'aria sbucavano sulla superficie superiore della struttura, rivelando la sua presenza.
L'ingresso principale si trova nei pressi della prima scuderia, e si accede superando un grande arco di mattoni rossi pieni.
Al suo interno potevano essere anche ospitate delle vetture.
Nei pressi dell'ingresso principale esiste inoltre una piccola struttura circolare che oltre a permettere il ricambio d'aria, funge da uscita secondaria, mediante cui si può accedere alla struttura scendendo delle scale a chiocciola.
Negli anni, la struttura venne totalmente abbandonata, e divenne un rifugio per i senzatetto e luogo senza regole, tanto che quasi tutte le pareti interne sono state vandalizzate da graffiti.
Da aprile 2016 il Bunker villa Ada Savoia è restaurato e visitabile grazie alla convenzione tra Comune di Roma e Associazione Roma Sotterranea.

Villa Ada | Flora e Fauna
Il fulcro del parco era la Villa Reale (oggi sede del consolato egiziano), che mostra chiaramente le intenzioni dell'ultimo proprietario: il parco fu infatti una riserva di caccia della famiglia Savoia.
La zona pubblica del parco di Villa Ada è stata dotata di un percorso anulare lungo circa quattro chilometri, all'interno del quale sono possibili scorciatoie trasversali, attrezzato con pannelli che illustrano le caratteristiche delle varie zone.
La popolazione faunistica del parco di Villa Ada è abbastanza ricca, grazie all'ampiezza del comprensorio e alla vicinanza al Tevere: sono presenti molti scoiattoli, e anche talpe, ricci, conigli selvatici, istrici, e ricche comunità di uccelli, compresi i pappagalli, una colonia ben nutrita che vive soprattutto vicino alla ex Villa del Re.
Il territorio è alberato all'80%, mentre il restante 20% è a vegetazione erbacea (prati, arbusti).
La flora del parco di Villa Ada è estremamente varia, ed è prevalentemente di origine antropica, l'essenza prevalente è il pino domestico specie che caratterizza in generale il paesaggio di Roma.
Sono presenti molte essenze autoctone o di antica naturalizzazione come lecci, allori, olivi, olmi, aceri, pioppi e molte varietà di quercia, ma anche molte specie non autoctone, come alberi tropicali e palme, inserite a scopo ornamentale.
Nella villa si trovano inoltre grandi individui arborei, posizionati in modo da costituire punti focali del paesaggio.
All'interno della villa è presente anche una rarissima metasequoia, una conifera acquatica importata dal Tibet nel 1940.

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