Stefano Bollani ed Enrico Rava all’Auditorium Parco della Musica — 23 dicembre 2026
Stefano Bollani ed Enrico Rava suonano insieme all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone mercoledì 23 dicembre 2026 alle 20:00, nella Sala Santa Cecilia, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma). È un concerto in duo, pianoforte e tromba, di due musicisti che si conoscono dal 1996 e che hanno inciso insieme più di quindici dischi. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 (fermate Flaminia/Reni o Apollodoro), oppure con l'autobus 910 da Termini. I biglietti partono da 35 euro, secondo la pagina ufficiale dell'evento, e si comprano dal sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, o alla biglietteria del complesso.

La presentazione ufficiale parla di una rappresentazione sonora del legame fra due icone del jazz, e riprende una definizione che circola da anni: la coppia più bella del jazz, parafrasando una celebre canzone italiana degli anni Sessanta. Il repertorio attinge agli standard, alla musica brasiliana, alla canzone italiana e ai brani originali dei due. Due giorni prima di Natale, nella sala più grande del complesso, è il concerto jazz più atteso delle feste romane.
Bollani e Rava a Roma: data, orario e biglietti
Il concerto di Stefano Bollani ed Enrico Rava è in programma mercoledì 23 dicembre 2026 alle 20:00 nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nella programmazione Jazz della Fondazione Musica per Roma.
Il prezzo
La pagina dell'evento indica biglietti a partire da 35 euro. La Sala Santa Cecilia ha una platea ampia e diversi settori sui lati e alle spalle del palco: le tariffe cambiano a seconda della posizione e compaiono nella mappa al momento dell'acquisto.
Dove si comprano
Dal pulsante di acquisto della pagina ufficiale si passa al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. La biglietteria fisica è all'interno del complesso, in viale Pietro de Coubertin 30: da ottobre a marzo il sito indica un orario dalle 11 alle 20, domenica e festivi compresi. Il regolamento di biglietteria pubblicato dall'Auditorium avverte che i titoli comprati su piattaforme secondarie non autorizzate possono non essere validi.
Un mercoledì prima di Natale
Il 23 dicembre cade di mercoledì, a ridosso della vigilia. Per molti romani è l'ultima sera libera prima delle cene di famiglia, e per chi arriva da fuori è una data comoda per un breve viaggio natalizio. Un biglietto per questo concerto è anche un regalo di Natale facile: conviene deciderlo presto.
Che cosa si ascolta: il duo pianoforte e tromba
Il duo di Bollani e Rava non ha una scaletta pubblicata: la presentazione ufficiale indica le fonti da cui il dialogo prende linfa, cioè gli standard del jazz, la musica brasiliana, la canzone italiana e i brani originali, in un gioco continuo di rimandi.
Gli standard
Il primo serbatoio è il repertorio classico del jazz, le canzoni americane che ogni jazzista conosce a memoria e che in duo diventano un terreno di conversazione. Rava, che nella sua lunga carriera ha dedicato progetti a Chet Baker e a George Gershwin, e Bollani, che ha inciso Gershwin con la Gewandhausorchester di Lipsia, hanno su questo terreno una lingua comune.
Il Brasile
Il secondo è la musica brasiliana, amata da entrambi. Bollani le ha dedicato dischi interi, da BollaniCarioca a Que bom, registrato a Rio de Janeiro con Caetano Veloso e João Bosco fra gli ospiti. Rava, che negli anni Sessanta visse per un periodo in Argentina, porta nel duo la sua attrazione per le musiche del Sud America.
La canzone italiana e gli originali
Il terzo sono le canzoni italiane, che entrambi hanno frequentato anche fuori dal jazz, e i brani originali. Rava è un compositore prolifico e Bollani scrive da sempre: la serata alterna temi di autori diversi a pagine dei due protagonisti.
L'intesa del momento
Il resto, dice la presentazione, lo fa l'intesa: la vena poetica e melodica della tromba di Rava accanto al pianismo estroverso, spesso giocoso, di Bollani. In duo non c'è una sezione ritmica a tenere il tempo: lo tengono loro, passandoselo di mano in mano.
Bollani e Rava: trent'anni di sodalizio
Enrico Rava chiamò Stefano Bollani al suo fianco nel 1996, quando il pianista aveva ventiquattro anni; da allora i due hanno tenuto centinaia di concerti nel mondo e inciso più di quindici dischi.
Il maestro e l'allievo
Bollani ha ricordato più volte di aver conosciuto Rava nel 1996 e di considerarlo il suo mentore: grazie a lui, ha raccontato, ha conosciuto i palchi più prestigiosi del mondo, in formazioni che andavano dal duo all'orchestra sinfonica. Rava è del resto fra i jazzisti italiani che più hanno fatto emergere giovani talenti, da Gianluca Petrella a Paolo Fresu, da Mauro Ottolini a Julian Oliver Mazzariello.
I dischi insieme
La discografia comune comincia con Certi angoli segreti nel 1998 e prosegue con Rava Plays Rava e Shades of Chet nel 1999, Montreal Diary/B nel 2001, Tati nel 2005, The Third Man, in duo per ECM, candidato come miglior album jazz agli Italian Jazz Awards del 2008, e New York Days nel 2009, con Mark Turner, Larry Grenadier e Paul Motian.
Le formazioni
Bollani ha suonato nel quintetto di Rava e nell'Enrico Rava US Quintet con Mark Turner, Larry Grenadier e Jeff Ballard. Nei decenni ciascuno ha preso strade proprie, ma il duo è rimasto una costante: un dialogo, dice la presentazione, mai interrotto nonostante l'eterogeneità dei progetti di entrambi.
Chi è Stefano Bollani: la biografia
Stefano Bollani è nato a Milano il 5 dicembre 1972 ed è pianista, compositore e cantante, attivo anche come scrittore, attore teatrale e conduttore radiofonico e televisivo.
Gli studi a Firenze
Cresciuto fra Bologna e Firenze, comincia il pianoforte a sei anni e a quindici suona già da professionista. Dagli undici anni studia jazz con Luca Flores, poi con Mauro Grossi e Franco D'Andrea; nel 1993 si diploma al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze. Dopo una breve esperienza come turnista nel pop con Raf e Jovanotti, dalla metà degli anni Novanta si afferma nel jazz.
Piano solo e i grandi premi
Nel 1998 la rivista Musica Jazz lo premia come miglior nuovo talento. Nel 2006 esce Piano solo per ECM, disco dell'anno per Musica Jazz, che lo nomina anche musicista italiano dell'anno. Nel 2007 vince l'Hans Koller European Jazz Prize; nel 2009 duetta con Chick Corea, un incontro documentato nel disco Orvieto; nel 2010 il Berklee College of Music gli conferisce la laurea honoris causa.
La classica
Nel 2010 incide per Decca la Rhapsody in Blue e il Concerto in fa di Gershwin con la Gewandhausorchester di Lipsia diretta da Riccardo Chailly: il disco entra nella top ten italiana, caso mai visto prima per un disco di classica, e diventa disco di platino. Ha suonato con la Filarmonica della Scala, con il Concertgebouw di Amsterdam, con l'Orchestre de Paris e con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, con direttori come Zubin Mehta, Daniel Harding e Antonio Pappano.
Radio, televisione e cinema
Su Rai Radio 3 ha ideato Il Dottor Djembè con David Riondino e Mirko Guerrini; in televisione ha condotto Sostiene Bollani, L'importante è avere un piano e, con Valentina Cenni, Via dei Matti numero 0, premio Flaiano nel 2021. Per il cinema ha vinto il Nastro d'argento nel 2021 con Carosello Carosone e il David di Donatello nel 2023 per la colonna sonora del Pataffio. Nel 2021 ha ricevuto il Premio Tenco alla carriera; dal 2016 è commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica.
Gli anni recenti
Nel 2023 Bollani ha pubblicato Blooming, nuovo disco per pianoforte solo, e nel 2024 i 18 Preludi per pianoforte; nel 2025 è uscito per Mondadori il libro Il tempo della stravaganza. Nello stesso anno è stato protagonista del documentario Tutta vita, diretto dalla moglie Valentina Cenni, in cui riunisce musicisti come Enrico Rava, Paolo Fresu, Daniele Sepe, Antonello Salis, Roberto Gatto e la figlia Frida Bollani Magoni: il film è stato presentato fuori concorso alla ventesima Festa del Cinema di Roma, proprio all'Auditorium, ed è uscito nelle sale il 1º aprile 2026.
Chi è Enrico Rava: la biografia
Enrico Rava è nato a Trieste il 20 agosto 1939 ed è trombettista, flicornista, compositore e scrittore.
Da Torino a Roma
Di famiglia piemontese, cresce a Torino e comincia da autodidatta al trombone, nelle band dixieland. All'inizio degli anni Sessanta si trasferisce a Roma, dove lavora con Gato Barbieri e con Steve Lacy: con Barbieri registra nel 1965 la colonna sonora scritta da Piero Umiliani per Una bella grinta di Giuliano Montaldo; con Lacy incide in Argentina, nel 1966, The Forest and the Zoo, un disco considerato fra i dieci essenziali del free jazz.
New York
Nel 1967 si stabilisce a New York, dove vive una decina d'anni: suona con la Jazz Composer's Orchestra e partecipa a Escalator over the Hill di Carla Bley. Nel 1972 incide il primo disco da leader, Il giro del giorno in 80 mondi; dal 1975 comincia il lungo rapporto con l'etichetta ECM, con The Pilgrim and the Stars.
Le collaborazioni
Nella sua carriera ha lavorato con Lee Konitz, Pat Metheny, Michel Petrucciani, John Abercrombie, Joe Henderson, Paul Motian, Richard Galliano, Miroslav Vitous, Joe Lovano, con cui ha inciso Roma nel 2019, e Roswell Rudd. Ha suonato anche nella canzone d'autore, in dischi di Ivano Fossati, Gino Paoli e Ornella Vanoni.
Libri e riconoscimenti
Ha scritto Note necessarie con Alberto Riva, per Minimum Fax nel 2004, e Incontri con musicisti straordinari per Feltrinelli nel 2011. È Chevalier des Arts et des Lettres, dottore honoris causa del Berklee College of Music e, dal 2018, cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica. Il suo suono, caldo e personale, predilige i tempi lenti e medi, con improvvise salite nel registro acuto.
Gli ultimi dischi
Nel 2020 Rava ha pubblicato in digitale For Mario, registrato dal vivo nel 2016 con Matthew Herbert e Giovanni Guidi e dedicato a Mario Guidi, suo manager e amico; nel 2021 è uscito per ECM Edizione Speciale, con Francesco Bearzatti, Francesco Diodati, Giovanni Guidi, Gabriele Evangelista ed Enrico Morello. Nel 2022 ha ricevuto il Premio Internazionale Cicognini. Alla sua vita è dedicato il documentario Enrico Rava. Note necessarie di Monica Affatato, del 2016, e il trombettista compare anche in Tutta vita, il film del 2025 di Valentina Cenni.
Una curiosità su Stefano Bollani ed Enrico Rava all'Auditorium Parco della Musica — 23 dicembre 2026
La curiosità più interessante riguarda Rava e l'Auditorium. Nel 2009 il complesso di Renzo Piano gli affidò la direzione del Jazz Lab, un laboratorio con cui il trombettista realizzò progetti come Rava suona Gershwin e Rava on the Dance Floor, dedicato alle musiche di Michael Jackson riarrangiate con Mauro Ottolini. Quest'ultimo è diventato un disco ECM nel 2012. Il 23 dicembre Rava torna quindi in una casa in cui ha avuto un ruolo da direttore, oltre che da solista.
La seconda curiosità è una coincidenza di date. Stefano Bollani ha suonato più volte con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che nella sala omonima ha la sua sede; la sera del concerto il pianista sale sullo stesso palco nella veste opposta, senza orchestra, con una sola tromba accanto. Il contrasto fra una sala nata per la grande orchestra sinfonica e un duo di due strumenti è parte del fascino della serata.
La terza è una curiosità da fumetto: al pianista è ispirato Paperefano Bolletta, un musicista amico di Paperino comparso per la prima volta sul numero 2808 di Topolino, il 22 settembre 2009, e tornato in altre due storie con le rispettive copertine. Nessun altro jazzista italiano ha avuto un alter ego Disney.
La Sala Santa Cecilia dell'Auditorium
La Sala Santa Cecilia è la più grande delle sale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, con oltre 2.700 posti, ed è stata inaugurata il 21 dicembre 2002 con l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta da Myung-whun Chung.
Il soffitto di ciliegio
Il soffitto è formato da ventisei gusci di legno di ciliegio americano che fanno da specchio acustico; il tempo di riverberazione, 2,2 secondi, è un valore raro in Italia. Il progetto acustico del complesso fu curato da Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM di Monaco di Baviera.
Una sala sinfonica per un duo
La sala è pensata per la grande orchestra, e ospitare due soli musicisti è una scelta che dice molto del richiamo del duo. Il pubblico circonda il palco anche sui lati e alle spalle: chi siede dietro vede Bollani di fronte, con le mani sulla tastiera, e Rava di profilo.
Il complesso
Per la storia completa del complesso di Renzo Piano, delle sue sale e della cavea, c'è la scheda sull'Auditorium Parco della Musica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Stefano Bollani ed Enrico Rava all'Auditorium Parco della Musica — 23 dicembre 2026
Quello che raramente si dice è che un duo in una sala da quasi tremila posti cambia la natura dell'ascolto. In un club il pianoforte e la tromba arrivano all'orecchio direttamente; in Sala Santa Cecilia il suono si allarga, e le sfumature di Rava, che suona spesso piano e nel registro medio, chiedono un pubblico silenzioso. Il consiglio pratico è semplice: tossire fra un brano e l'altro, non durante, e lasciare in tasca il telefono.
La seconda cosa poco detta riguarda l'età di Rava. A dicembre il trombettista avrà ottantasette anni, e il suo modo di suonare si è fatto negli anni sempre più essenziale: meno note, più silenzi, più peso a ogni frase. Chi lo ha ascoltato negli anni Novanta troverà un musicista diverso, e a nostro giudizio più interessante. Bollani, di trentatré anni più giovane, si muove intorno a questa essenzialità riempiendo, alleggerendo, a volte scherzando.
Terza cosa, pratica: la stessa sera, all'Auditorium, sono in programma altri due concerti, gli Indaco al Teatro Studio e Cartoon Heroes in Sala Petrassi. Tre pubblici diversi, alla stessa ora, negli stessi foyer e negli stessi parcheggi: arrivare con un buon margine non è prudenza eccessiva.
Il consiglio che ti do per visitare Stefano Bollani ed Enrico Rava all'Auditorium Parco della Musica — 23 dicembre 2026
Il consiglio è ascoltare prima The Third Man, il disco in duo pubblicato da ECM: è il documento più vicino a quello che si sentirà in sala, con lo stesso equilibrio fra la tromba lirica di Rava e il pianoforte mobile di Bollani. Chi ha più tempo aggiunga Tati e New York Days, per sentire i due in formazioni più ampie.
Il secondo consiglio riguarda il posto. In un duo il contatto visivo fra i musicisti è metà dello spettacolo: la platea centrale, a media distanza, permette di vedere entrambi e di cogliere gli sguardi con cui si passano il tema. I settori laterali alti costano di norma meno e restano godibili, perché l'acustica della sala è buona ovunque.
Il terzo riguarda il dopo concerto. Il 23 dicembre molti locali di Roma nord sono pieni di cene aziendali e di auguri: chi vuole cenare dopo deve prenotare. In alternativa, una cena leggera prima, verso le 18:30, lascia la serata libera per il ritorno a casa.
Come arrivare all'Auditorium per Bollani e Rava
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, e con gli autobus 910, 53, 982 e 168; la stazione della metropolitana più vicina è Flaminio, sulla linea A.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio si sale su piazzale Flaminio e si prende il tram 2 lungo via Flaminia, fino a Flaminia/Reni o ad Apollodoro. Da lì si attraversa a piedi il Villaggio Olimpico fino all'ingresso, in pochi minuti.
Il 910 da Termini
L'autobus 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e ferma davanti all'Auditorium senza cambi. Il 53 collega piazza Mancini con il centro, il 982 arriva dalla stazione Quattro Venti, il 168 dalla stazione Tiburtina. Nei giorni prima di Natale gli orari possono cambiare: conviene controllarli sul calcolatore di percorso di Atac.
In auto e il ritorno
Il complesso ha un parcheggio interno a pagamento con posti limitati; la sera del 23 dicembre, con tre concerti in contemporanea, si riempirà presto. Per il ritorno il tram 2 riporta a piazzale Flaminio, oppure si prenota un taxi qualche minuto prima della fine.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Enrico Rava è stato il maestro di Stefano Bollani. Meno spesso si ricorda che Rava è stato una sorta di scopritore di talenti per un'intera generazione del jazz italiano: nelle sue formazioni sono cresciuti Gianluca Petrella, Giovanni Guidi, Mauro Ottolini, Andrea Pozza, Daniele Tittarelli, Julian Oliver Mazzariello, e anche Paolo Fresu fa parte della lista. Il duo del 23 dicembre è il ritratto più celebre di questa vocazione.
Altro fatto poco citato: Rava ha una lunga storia romana. Si trasferì in città all'inizio degli anni Sessanta, e fu a Roma che conobbe Gato Barbieri e Steve Lacy, i musicisti con cui cominciò la sua carriera internazionale. Nel 2019 ha intitolato Roma il disco inciso per ECM con Joe Lovano.
E un fatto sulla televisione. Rava comparve nel 1959, ventenne, in una serie di Carosello per un sapone, insieme a Johnny Dorelli, all'orchestra di Gianfranco Intra, a Franco Cerri e a un giovane Enzo Jannacci al sax baritono. Mezzo secolo dopo, il suo allievo Bollani sarebbe diventato uno dei volti musicali più popolari della televisione italiana.
La foto giusta da fare a Stefano Bollani ed Enrico Rava all'Auditorium Parco della Musica — 23 dicembre 2026
Durante il concerto non si fotografa: in un duo acustico ogni schermo acceso distrae chi è seduto dietro, e i musicisti lo percepiscono. La foto giusta si fa prima, dal proprio posto, o fuori, sulla cavea.
Dal posto, prima dell'inizio, il soggetto è la sala stessa: il palco con il pianoforte a coda e un leggio, sotto i gusci di ciliegio del soffitto. È un'immagine che racconta la serata meglio di qualunque ritratto: due strumenti in uno spazio pensato per cento orchestrali.
Fuori, alle 19 di un giorno di fine dicembre è buio da tempo. Dalla cavea, la piazza a gradoni al centro del complesso, si inquadrano i gusci rivestiti di piombo delle sale illuminati contro il cielo: è l'immagine più riconoscibile dell'Auditorium, e a Natale le luci dei foyer la rendono ancora più calda.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia di quest'area è più antica del complesso. Durante gli scavi per le fondazioni emersero i resti di una villa romana del III secolo avanti Cristo, costruita sul luogo di una fattoria arcaica del VI secolo avanti Cristo. Renzo Piano modificò il progetto per conservarli; i resti si vedono dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, e i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una mancanza. Nel 1936 fu demolito l'Augusteo, la grande sala da concerto di Roma, e per oltre sessant'anni la città restò senza un auditorium costruito per la musica. Nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area fra il Villaggio Olimpico e il Flaminio, e nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso a inviti.
Il 21 aprile 2002, giorno del Natale di Roma, aprirono la Sala Sinopoli e la Sala Petrassi; il 21 dicembre dello stesso anno la Sala Santa Cecilia, la sala del concerto di Bollani e Rava. Dal 2003 l'Auditorium è la sede della stagione dell'Accademia di Santa Cecilia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, nel 2020 è stato intitolato a Ennio Morricone. Nel 2009 Rava vi diresse il Jazz Lab; ogni autunno il complesso ospita il Roma Jazz Festival.
Chi è passato da Stefano Bollani ed Enrico Rava all'Auditorium Parco della Musica — 23 dicembre 2026
Dalla Sala Santa Cecilia sono passati i grandi direttori, a cominciare da Myung-whun Chung, che la inaugurò nel 2002, e fra le sue stagioni sono passati i direttori ospiti dell'Accademia di Santa Cecilia. Nel mondo del jazz, la sala ha accolto negli anni i nomi più richiesti del circuito internazionale, e lo stesso Auditorium ha avuto Rava come direttore del Jazz Lab.
Dalla carriera dei due protagonisti sono passati alcuni dei musicisti più importanti del Novecento. Accanto a Rava: Gato Barbieri, Steve Lacy, Carla Bley, Lee Konitz, Pat Metheny, Michel Petrucciani, Joe Henderson, Paul Motian, Joe Lovano. Accanto a Bollani: Chick Corea, Bill Frisell, Caetano Veloso, Egberto Gismonti, Bobby McFerrin, Gonzalo Rubalcaba, Chucho Valdés, Richard Galliano, Hamilton de Holanda, e i direttori Riccardo Chailly, Zubin Mehta, Daniel Harding.
La sera del 23 dicembre, nei foyer dell'Auditorium, passano tre pubblici diversi: gli appassionati di jazz della Sala Santa Cecilia, gli amanti della world music degli Indaco al Teatro Studio, le famiglie di Cartoon Heroes in Sala Petrassi. È una delle serate più affollate della stagione natalizia del complesso.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra la collina di Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski.
Il MAXXI e il Teatro Olimpico
Vicino alla fermata Flaminia/Reni si trova il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo; poco oltre, su piazza Gentile da Fabriano, il Teatro Olimpico. Dentro l'Auditorium, per chi arriva presto, c'è il Museo degli strumenti musicali dell'Accademia di Santa Cecilia.
Verso il Tevere
Dall'Auditorium si scende al fiume e al Ponte della Musica, la passerella che porta al Foro Italico. Più a nord, oltre piazza Mancini, c'è Ponte Milvio, punto d'incontro serale di Roma nord.
Il Natale in città
Chi arriva a Roma per il concerto trova idee per i giorni di festa nella scheda su Natale a Roma; con il tram 2 si torna in pochi minuti a piazza del Popolo.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
L'Auditorium è un complesso moderno su più livelli, fra terrazze, foyer e sale. Per le esigenze di accessibilità conviene scrivere in anticipo alla Fondazione Musica per Roma, all'indirizzo info@musicaperroma.it, per sapere quale ingresso usare e quali posti scegliere in Sala Santa Cecilia.
Parcheggi
I parcheggi a pagamento dell'Auditorium, a raso e multipiano, hanno posti riservati alle persone con disabilità.
Con i ragazzi
Il duo non è un concerto per bambini piccoli: due ore di jazz acustico chiedono attenzione. Per un ragazzo che studia il pianoforte o la tromba, però, vedere due musicisti di questo livello improvvisare senza rete è una lezione difficile da dimenticare. Bollani, con la sua ironia, è anche un ottimo ponte verso il jazz per chi lo conosce dalla televisione. Le regole per i minori sono quelle indicate dall'Auditorium al momento dell'acquisto.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium Parco della Musica ci sono un bar e una caffetteria nei foyer e un bar ristorante raggiungibile anche dalla strada. Nelle vie del Villaggio Olimpico, lungo via Flaminia e intorno a piazza Mancini si trovano pizzerie, trattorie e bar di quartiere. Per un concerto alle 20 la cena prima va fissata presto, verso le 18:30. Chi preferisce cenare dopo trova l'offerta più ampia a Ponte Milvio, a pochi minuti: nella settimana di Natale la prenotazione è indispensabile.
Il Natale all'Auditorium
Il concerto di Bollani e Rava cade nel pieno della programmazione natalizia del complesso. Dal 13 dicembre al 1º gennaio è in corso il Roma Gospel Festival; dal 26 al 30 dicembre Max Gazzè è in scena per cinque sere. La stessa sera del 23 dicembre, oltre al duo, si possono scegliere gli Indaco con Indigo Tracks o Cartoon Heroes.
Clima e abbigliamento
A fine dicembre le serate romane sono fresche e spesso umide, e il tragitto dal tram all'ingresso si fa all'aperto. Conviene un cappotto da lasciare al guardaroba e un ombrello pieghevole.
Domande frequenti su Bollani e Rava a Roma
Quando suonano Bollani e Rava all'Auditorium Parco della Musica?
Stefano Bollani ed Enrico Rava suonano all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone mercoledì 23 dicembre 2026 alle 20:00, nella Sala Santa Cecilia. È una data unica, nella programmazione Jazz della Fondazione Musica per Roma.
Quanto costano i biglietti per Bollani e Rava?
I biglietti per il concerto di Bollani e Rava all'Auditorium partono da 35 euro, secondo la pagina ufficiale dell'evento. Si comprano dal sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, o alla biglietteria del complesso in viale Pietro de Coubertin 30.
Che cosa suonano Bollani e Rava in duo?
Il duo di Stefano Bollani ed Enrico Rava attinge agli standard del jazz, alla musica brasiliana, alla canzone italiana e ai brani originali dei due musicisti. La scaletta non è pubblicata: buona parte della serata nasce dall'intesa e dall'improvvisazione del momento.
Da quanto tempo suonano insieme Bollani e Rava?
Enrico Rava chiamò Stefano Bollani al suo fianco nel 1996. Da allora i due hanno tenuto centinaia di concerti e inciso più di quindici dischi, da Certi angoli segreti del 1998 a The Third Man e New York Days, pubblicati da ECM.
Quanti posti ha la Sala Santa Cecilia?
La Sala Santa Cecilia è la sala più grande dell'Auditorium Parco della Musica, con oltre 2.700 posti. È stata inaugurata il 21 dicembre 2002 e il suo soffitto è formato da ventisei gusci di legno di ciliegio americano che fanno da specchio acustico.
Quanti anni ha Enrico Rava?
Enrico Rava è nato a Trieste il 20 agosto 1939: al concerto del 23 dicembre 2026 all'Auditorium avrà ottantasette anni. Stefano Bollani è nato a Milano il 5 dicembre 1972 e ne avrà cinquantaquattro.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica con i mezzi?
L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro. Da Termini c'è l'autobus 910, senza cambi; passano vicino anche le linee 53, 982 e 168.
Il consiglio finale su Bollani e Rava
Un trombettista di ottantasette anni e il pianista che lui stesso scoprì trent'anni fa, soli sul palco della sala più grande di Roma, due giorni prima di Natale: a nostro giudizio è il concerto jazz dell'anno in città, e forse una delle ultime occasioni per sentire questo duo in una sala del genere. Il consiglio è ascoltare The Third Man nei giorni precedenti, comprare i biglietti presto, scegliere la platea centrale e arrivare all'Auditorium con mezz'ora di anticipo, perché la stessa sera il complesso ospita altri due concerti.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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