Lazio Danza e Teatro al Mattatoio — 6 ottobre 2026
Lazio Danza e Teatro, il pomeriggio di restituzione pubblica del progetto per giovani talenti promosso dalla Regione Lazio e realizzato da Lazio Innova con la Fondazione Romaeuropa, si tiene martedì 6 ottobre 2026 al Mattatoio di Roma, piazza Orazio Giustiniani 4, nel rione Testaccio, dentro il cartellone del Romaeuropa Festival 2026. Il programma pubblicato prevede due appuntamenti: lo sharing di danza alle 17.30 e lo sharing di teatro alle 18.30. L'ingresso è gratuito, secondo il portale culturale di Roma Capitale, e l'evento è indicato come accessibile. Al Mattatoio si arriva con la metro B fino a Piramide e poi una decina di minuti a piedi lungo via Marmorata, oppure con il tram 3 e con i bus che percorrono la stessa via. Per informazioni la Fondazione Romaeuropa risponde al numero 06 4555 3050 e all'indirizzo promozione@romaeuropa.net; la pagina ufficiale è sul sito del Romaeuropa Festival.
Il programma, come avverte il portale culturale di Roma Capitale, potrebbe subire variazioni: prima di uscire conviene controllare la pagina del festival, dove vengono pubblicati eventuali aggiornamenti su orari e modalità di accesso.
Lazio Danza e Teatro al Mattatoio: data, orari e ingresso
Lazio Danza e Teatro al Mattatoio è un appuntamento di un solo pomeriggio, martedì 6 ottobre 2026, diviso in due momenti: danza alle 17.30, teatro alle 18.30. È un evento gratuito, inserito nel Romaeuropa Festival, e mostra al pubblico il risultato di un percorso formativo rivolto a giovani artisti del Lazio.
I due sharing
La parola sharing, nel lessico della danza e del teatro contemporanei, indica una condivisione pubblica di lavoro: non uno spettacolo finito con scenografia e repliche, ma la presentazione di quanto costruito durante un laboratorio o una residenza. Il pubblico vede materiali coreografici e scene nate nel percorso, spesso con un tono più diretto e meno levigato di una prima. Per chi ama capire come si forma un interprete è la situazione ideale: si assiste al punto in cui la tecnica comincia a diventare linguaggio personale.
Perché un'ora di distanza
Il calendario separa danza e teatro con un'ora esatta di scarto. È una scelta pratica che conviene sfruttare: chi è interessato soprattutto a una delle due discipline può arrivare per quella, chi vuole vedere tutto può restare al Mattatoio per l'intero pomeriggio. Nell'intervallo fra i due appuntamenti i viali interni del complesso offrono spazio per camminare e guardare i padiglioni.
Ingresso libero, ma con giudizio
Il portale culturale di Roma Capitale indica l'evento come gratuito. Nelle pagine lette non compare l'obbligo di prenotazione; in un appuntamento gratuito dentro un festival molto seguito, però, i posti in sala possono esaurirsi. Il consiglio è arrivare con un anticipo di almeno venti minuti e, in caso di dubbi, scrivere prima all'indirizzo della promozione di Romaeuropa.
Che cos'è Lazio Danza e Teatro: il progetto per i nuovi talenti
Lazio Danza e Teatro è un progetto promosso dalla Regione Lazio, attraverso l'Assessorato alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della famiglia, Servizio civile, e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, realizzato da Lazio Innova. La Fondazione Romaeuropa ne cura la parte artistica, e fra i partner figurano il Teatro dell'Opera di Roma, l'Hong Kong Ballet e lo Studio Wayne McGregor.
A chi si rivolge
Le call del progetto erano aperte a giovani fra i 14 e i 35 anni non compiuti, residenti o domiciliati nel Lazio, attivi nella danza classica, nella danza contemporanea e nel teatro. È una fascia d'età ampia, che tiene insieme adolescenti in formazione e giovani professionisti già usciti dalle scuole. Il risultato, in uno sharing, è un pubblico che vede in scena percorsi molto diversi fra loro, e questo è già un motivo di interesse.
Le due call
Le call erano due, con regolamenti distinti: Lazio Danza Contemporanea, con scadenza il 24 maggio, e Lazio Teatro, con scadenza il 20 maggio. La Fondazione Romaeuropa ha pubblicato i regolamenti ufficiali con requisiti, modalità di selezione e opportunità offerte, insieme a un'informativa sul progetto. Chi pensa di candidarsi a una futura edizione trova lì il modello da cui partire.
Che cosa ricevono i selezionati
I partecipanti selezionati, secondo la presentazione ufficiale, hanno accesso a esperienze formative di alto livello: masterclass di danza, corsi di formazione teatrale, momenti di confronto diretto con professionisti del settore. Accanto alla formazione il progetto punta a creare occasioni di visibilità e di inserimento nel panorama artistico contemporaneo. Lo sharing del 6 ottobre al Mattatoio è appunto una di queste occasioni: un pubblico vero, dentro un festival internazionale.
Una filiera, non un concorso
La Regione presenta l'iniziativa come parte di un sistema integrato capace di connettere formazione, produzione e circuitazione. La differenza con un concorso tradizionale è sostanziale: non si premia un vincitore in una serata, si costruisce un percorso che mette i giovani a contatto con istituzioni che producono e fanno girare gli spettacoli. A nostro giudizio è la parte più seria del progetto, perché il problema dei giovani interpreti italiani raramente è il talento: è la mancanza di un ponte fra la scuola e il lavoro.
Le masterclass di Lazio Danza e Teatro: Serena Autieri e Daniele Cipriani
Il percorso di Lazio Danza e Teatro ha avuto il suo centro operativo al WeGil di Trastevere, dove si sono tenute le masterclass del progetto. Le date pubblicate dalla Fondazione Romaeuropa danno un'idea concreta del lavoro svolto prima dello sharing del Mattatoio.
La masterclass di Serena Autieri
La masterclass di Serena Autieri al WeGil si è svolta in sei giornate di giugno: mercoledì 17, giovedì 18, venerdì 19, lunedì 22, martedì 23 e mercoledì 24, ciascuna dalle 9 alle 17. Sono otto ore al giorno per sei giorni, un impegno da compagnia professionale più che da laboratorio amatoriale. Il calendario dice molto sul metodo: giornate intere, consecutive, come nelle prove di una produzione vera, dove la resistenza fisica e la continuità del lavoro contano quanto il talento.
La masterclass di Daniele Cipriani
Per la danza erano previste due masterclass di Daniele Cipriani, il 15 e il 18 settembre dalle 10 alle 12, poi sostituite da un'unica data, sabato 26 settembre. La data del 26 settembre, a dieci giorni dallo sharing, fa pensare a un lavoro di rifinitura a ridosso della restituzione pubblica.
Il WeGil, sede del progetto
Il WeGil si trova a Trastevere, sull'altra sponda del Tevere rispetto a Testaccio, a una ventina di minuti a piedi dal Mattatoio passando per ponte Sublicio. Il percorso dei giovani artisti si chiude così idealmente attraversando il fiume: dalle sale delle masterclass al padiglione della restituzione pubblica.
I partner internazionali di Lazio Danza e Teatro
I partner di Lazio Danza e Teatro indicati dalla presentazione ufficiale sono quattro: la Fondazione Romaeuropa, il Teatro dell'Opera di Roma, l'Hong Kong Ballet e lo Studio Wayne McGregor. È una combinazione che tiene insieme una grande istituzione lirica romana, un festival di arti contemporanee, una compagnia di balletto asiatica e uno dei coreografi più importanti della scena britannica.
La Fondazione Romaeuropa
La Fondazione Romaeuropa organizza ogni autunno il Romaeuropa Festival, che nel 2026 va dall'8 settembre al 15 novembre e, secondo il portale culturale di Roma Capitale, coinvolge oltre mille artisti internazionali in circa cento spettacoli e 240 repliche. Per un'idea del cartellone completo rimando alla scheda sul Romaeuropa Festival 2026. Il Mattatoio è una delle sue sedi principali, e inserire lo sharing dentro il festival significa esporre i giovani allo stesso pubblico che viene a vedere i grandi nomi internazionali.
Il Teatro dell'Opera di Roma
Il Teatro dell'Opera di Roma è la principale istituzione lirica e di balletto della capitale, con un proprio corpo di ballo e una propria scuola di danza. La sua presenza fra i partner dà al versante classico del progetto un riferimento concreto: per un giovane danzatore del Lazio, il Costanzi è il teatro di casa.
Wayne McGregor
Sir Wayne McGregor, nato a Stockport nel 1970, ha studiato all'Università di Leeds e nel 1992 è diventato coreografo residente al The Place di Londra, fondando nello stesso anno la Random Dance, poi rinominata Company Wayne McGregor. Dal 2002 è stato coreografo residente del Sadler's Wells e dal 2006 lo è del Royal Ballet, per cui ha firmato una quindicina di balletti. Ha lavorato alla Scala, all'Opéra Garnier, al New York City Ballet, al Bol'šoj. Il suo Woolf Works del 2015, su musiche di Max Richter, gli è valso un Laurence Olivier Award; nel 2009 ha vinto il Prix Benois de la Danse, nel 2024 è stato nominato Knight Bachelor e nel 2026 ha ricevuto un premio Olivier per il contributo alla danza. Ha curato anche i movimenti di film come Harry Potter e il calice di fuoco e Animali fantastici e dove trovarli.
L'Hong Kong Ballet
La presenza dell'Hong Kong Ballet allarga l'orizzonte del progetto oltre l'Europa. La presentazione ufficiale non entra nel dettaglio del ruolo di ciascun partner; quello che conta, per chi va al Mattatoio, è sapere che i ragazzi in scena hanno lavorato dentro una rete che guarda a una dimensione internazionale, come dichiara il progetto stesso.
Perché andare a Lazio Danza e Teatro
Lo dico senza giri di parole: gli sharing dei giovani sono fra gli appuntamenti più istruttivi che una città possa offrire, e sono quasi sempre poco frequentati. Si va a vedere il grande coreografo straniero e si trascura il pomeriggio in cui una generazione di interpreti locali si presenta al pubblico. Lazio Danza e Teatro al Mattatoio è gratuito, dura un pomeriggio e mostra quale direzione prende la formazione nella regione.
A chi lo consiglio
Lo consiglio a chi studia danza o teatro, e ai loro genitori; agli insegnanti delle scuole di danza della regione, che vedranno che cosa succede ai ragazzi quando incontrano professionisti di questo livello; agli spettatori abituali del Romaeuropa, che troveranno un contrappunto utile agli spettacoli internazionali del cartellone. Lo consiglio anche a chi organizza stagioni e rassegne: è uno dei pochi luoghi in cui si possono vedere molti giovani interpreti in una volta sola.
Con quale spirito andarci
Uno sharing non va giudicato come una prima. Si guarda la presenza scenica, la qualità dell'ascolto fra interpreti, la capacità di reggere lo sguardo del pubblico. Chi arriva con questa disposizione esce con un'idea precisa dei nomi da seguire nei prossimi anni.
Il Mattatoio di Testaccio: storia della sede di Lazio Danza e Teatro
Il Mattatoio di Testaccio è il grande complesso progettato nel 1888 dall'architetto Gioacchino Ersoch per la macellazione e la distribuzione delle carni della capitale, dismesso nel 1975 e oggi gestito dall'Azienda Speciale Palaexpo per conto di Roma Capitale. Copre circa 25.000 metri quadrati fra via Beniamino Franklin, il lungotevere Testaccio, via Aldo Manuzio e viale del Campo Boario.
Ersoch e Laccetti
Ersoch aveva già messo mano al precedente macello di piazza del Popolo, voluto da papa Leone XII. Con Roma capitale del Regno quello spazio non bastava più, e la scelta cadde su Testaccio, un'area che il piano del 1872 destinava a residenze operaie e a funzioni produttive. L'ingegnere Filippo Laccetti studiò il sistema per smaltire gli scarti nel Tevere, che scorre a pochi passi.
Mattoni, archi e ferro
I padiglioni del Mattatoio parlano una lingua ripetitiva e razionale: muri in mattoni, tetti a doppia falda, aperture ad arco a intervalli regolari, strutture interne in ferro. Il viale principale separava i reparti di macellazione, affiancati da stalle e ambienti di servizio; le lavorazioni più scomode erano spinte verso via Manuzio. Camminando fra i padiglioni si legge ancora oggi l'ordine di una piccola città industriale.
Dalla dismissione ai riusi
Nel 1975 il macello si trasferì in viale Palmiro Togliatti. Il complesso di Testaccio, uno dei pezzi più importanti dell'archeologia industriale romana, cominciò una serie di vite nuove: aule della Facoltà di Architettura di Roma Tre dal 2000, una sede del MACRO dal 2002, prima Macro Future e poi Macro Testaccio, la Città dell'altra economia dal 2007.
La Pelanda e la gestione Palaexpo
Il 18 febbraio 2010, dopo un cantiere aperto nel novembre 2006, è stata inaugurata La Pelanda, nell'area dei serbatoi dell'acqua e della pelanda dei suini. Fino al 2017 il complesso era affidato ai Musei in Comune; dal 2018 lo gestisce l'Azienda Speciale Palaexpo, la stessa del Palazzo delle Esposizioni. La scheda del luogo è Ex Mattatoio di Testaccio, il sito ufficiale è mattatoioroma.it.
Perché il Mattatoio funziona per la danza
Gli spazi del Mattatoio non sono teatri all'italiana. Le sale ricavate nei padiglioni hanno pavimenti ampi, altezze libere, luce che si può controllare, e la disposizione del pubblico cambia da un evento all'altro. Per uno sharing di danza e teatro sono condizioni ideali: si lavora su un piano condiviso, senza la distanza del boccascena.
Come arrivare al Mattatoio per Lazio Danza e Teatro
Il Mattatoio si raggiunge con la metro B fino a Piramide e poi a piedi lungo via Marmorata in direzione del Tevere, in circa dieci minuti. L'ingresso di riferimento è in piazza Orazio Giustiniani 4, dal lato di via Beniamino Franklin, indicato come ingresso principale del complesso.
Metro e treno
Piramide, sulla linea B, è il punto di arrivo più semplice da Termini e dal Colosseo. Accanto c'è la stazione Roma Ostiense, utile per chi arriva in treno o con la ferrovia Roma Lido. Da piazzale Ostiense si imbocca via Marmorata e si scende verso il fondo del rione.
Tram e bus
Il tram 3 percorre via Marmorata e collega Testaccio con Trastevere da un lato e con San Giovanni dall'altro. Sulla stessa direttrice passano i bus 83 e 673. Da Trastevere, e quindi anche dal WeGil, si arriva a piedi attraversando ponte Sublicio e proseguendo sul lungotevere Testaccio: una ventina di minuti di passeggiata.
In auto
Il martedì pomeriggio il parcheggio a Testaccio è meno difficile che nel fine settimana, ma resta un quartiere di strade residenziali con stalli spesso occupati. Chi arriva in auto può cercare posto lungo il lungotevere o verso Ostiense. Per chi non abita a Roma la scelta migliore è la metro.
Il rientro
Con lo sharing di teatro alle 18.30 si esce in prima serata, con la metro B e i tram pienamente in servizio. È un orario che permette di tornare a casa presto o di fermarsi a cena nel rione.
Testaccio intorno al Mattatoio: cosa vedere prima e dopo
Il Mattatoio si trova ai piedi del Monte dei Cocci, a dieci minuti a piedi dalla Piramide Cestia, dal Cimitero Acattolico e dal Nuovo Mercato di Testaccio. È uno dei quartieri romani più facili da girare a piedi in un pomeriggio.
Il Monte dei Cocci
Il Monte dei Cocci è la collina artificiale formata dai frammenti delle anfore scaricate dal porto fluviale antico, e dà il nome al rione, dal latino testae, cocci. Alle sue pendici si sono insediati locali e cantine scavate nella collina. Per un quadro completo del quartiere c'è la guida su cosa vedere a Testaccio.
Piramide, Porta San Paolo e Cimitero Acattolico
Sul percorso dalla metro si incontrano la Piramide Cestia, la tomba di Caio Cestio inserita nelle Mura Aureliane, e Porta San Paolo. Subito dietro si apre il Cimitero Acattolico, dove riposano John Keats e Percy Bysshe Shelley: per chi arriva nel primo pomeriggio è la passeggiata migliore prima dello sharing.
Il mercato e l'Aventino
Il Nuovo Mercato di Testaccio è il riferimento del rione per il cibo di strada di giorno; il martedì pomeriggio, però, molti banchi chiudono presto. Salendo verso l'Aventino si raggiungono la basilica di Santa Sabina e il Giardino degli Aranci, con la terrazza sul Tevere.
Il Museo diffuso del rione
Chi vuole leggere Testaccio come un racconto unico, dal porto antico al macello fino alla stagione culturale di oggi, trova nel Museo diffuso del rione Testaccio una chiave utile per orientarsi fra i luoghi.
Dove mangiare a Testaccio dopo Lazio Danza e Teatro
Testaccio è il quartiere romano della cucina del quinto quarto, nata proprio intorno al Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Uscendo dallo sharing di teatro verso le sette e mezza, la cena nel rione è la conclusione più naturale del pomeriggio.
Trattorie di tradizione
Fra piazza Testaccio, via Marmorata e le vie delle case popolari si trovano trattorie di cucina romana frequentate soprattutto dai residenti. Il martedì sera è una delle serate più tranquille della settimana: meno attese, più calma, e spesso la possibilità di trovare posto anche senza prenotazione, anche se prenotare resta la scelta prudente.
Pizza, supplì e cucina veloce
Per chi ha poco tempo ci sono pizzerie al taglio, forni e friggitorie lungo via Marmorata e intorno alla piazza. Per le famiglie con ragazzi che hanno appena partecipato o assistito allo sharing, un supplì mangiato camminando verso la metro è spesso la soluzione più apprezzata.
Aperitivo sotto il Monte dei Cocci
I locali alle pendici del Monte dei Cocci aprono in prima serata. Fra lo sharing di danza e quello di teatro non c'è tempo per un aperitivo; alla fine del pomeriggio, invece, è il posto dove ci si ferma a commentare.
Accessibilità, ragazzi e consigli pratici al Mattatoio
Il portale culturale di Roma Capitale indica Lazio Danza e Teatro come evento accessibile. Il Mattatoio è un complesso industriale riadattato, in gran parte su un unico livello, con viali interni ampi e percorribili. Per esigenze specifiche, come un posto riservato o l'arrivo con accompagnatore, il riferimento è la Fondazione Romaeuropa, al numero 06 4555 3050.
Con i ragazzi
Questo è un appuntamento particolarmente adatto a ragazzi che studiano danza o teatro. Vedere in scena interpreti di pochi anni più grandi, alcuni minorenni, dato che le call partivano dai 14 anni, è un'esperienza che spesso motiva più di un grande spettacolo. Il pomeriggio infrasettimanale, con inizio alle 17.30, è compatibile con l'uscita da scuola.
Puntualità
Negli sharing, come negli spettacoli di danza, l'ingresso a lavoro iniziato disturba gli interpreti. Arrivate prima delle 17.30 per la danza e prima delle 18.30 per il teatro, e spegnete il telefono.
Fotografie
Nelle presentazioni di giovani interpreti la questione delle immagini è delicata, anche perché fra i partecipanti possono esserci minorenni. Seguite le indicazioni del personale di sala e non fotografate durante le presentazioni.
Una curiosità su Lazio Danza e Teatro al Mattatoio — 6 ottobre 2026
La curiosità più interessante riguarda il luogo in cui questi giovani si presentano al pubblico. Il Mattatoio è stato per quasi novant'anni una fabbrica di lavoro manuale, organizzata con una disciplina rigorosa: ogni padiglione una funzione, ogni viale un percorso, ogni gesto ripetuto migliaia di volte ogni giorno. Gioacchino Ersoch lo aveva disegnato così, con un linguaggio architettonico volutamente uniforme, mattoni, archi regolari, tetti a doppia falda, perché l'ordine degli edifici rispecchiasse l'ordine del lavoro. Oggi, negli stessi padiglioni, si allenano e si esibiscono corpi che vivono di un'altra disciplina, quella della danza e della scena, altrettanto fatta di ripetizione, di esercizio quotidiano, di gesti provati centinaia di volte finché non diventano naturali. È un parallelo che non va forzato, ma che chi entra al Mattatoio per uno sharing di danza percepisce subito. C'è poi una seconda curiosità, più recente: la Città dell'altra economia, uno dei primi riusi del complesso, aprì il 29 settembre 2007, cioè quasi esattamente diciannove anni prima di questo sharing. In due decenni il Mattatoio è passato da cantiere di riconversione a sede stabile di un festival internazionale, e ora anche a luogo in cui una regione presenta i propri talenti.
Una cosa che non ti dice nessuno su Lazio Danza e Teatro al Mattatoio — 6 ottobre 2026
Quello che le presentazioni ufficiali non dicono, e che vale la pena sapere, è che gli sharing sono pensati prima di tutto per chi è in scena. Per un giovane danzatore o attore, presentare il proprio lavoro davanti a un pubblico vero, dentro il cartellone di un festival che nello stesso periodo ospita coreografi e registi di fama internazionale, è una prova diversa da qualsiasi saggio scolastico. Il pubblico, in questo senso, non è spettatore passivo: è parte del percorso formativo. Un applauso misurato e sincero, un silenzio attento, contano per loro più di quanto si immagini. La seconda cosa che nessuno dice riguarda il pubblico stesso. Agli sharing vanno spesso insegnanti, coreografi, direttori di compagnia e operatori che cercano nuovi interpreti. Chi siede in sala accanto a voi potrebbe essere la persona che offrirà a uno di quei ragazzi la prima scrittura. È una delle ragioni per cui questi appuntamenti hanno un'atmosfera particolare, attenta e un po' tesa. La terza riguarda l'orario: un martedì alle 17.30 è un orario da addetti ai lavori e da famiglie. Chi può permetterselo trova una sala meno affollata di quanto il nome del festival lascerebbe pensare.
Il consiglio che ti do per visitare Lazio Danza e Teatro al Mattatoio — 6 ottobre 2026
Il consiglio è di vedere entrambi gli sharing, danza e teatro, e di usare l'ora di mezzo come parte dell'esperienza. Arrivate a Piramide verso le quattro e mezza, passate davanti alla Piramide Cestia, scendete lungo via Marmorata e raggiungete il Mattatoio verso le cinque e dieci. Dopo la danza, nell'intervallo, fate un giro nei viali interni fra i padiglioni: si capisce meglio il luogo e si arriva allo sharing di teatro con la testa libera. Alle sette e mezza si è fuori, e il rione offre la cena. Se dovete scegliere un solo appuntamento, sceglietelo in base a ciò che vi interessa davvero, ma sapendo che la parte teatrale e quella coreografica del progetto hanno avuto percorsi distinti, con call e regolamenti separati: vederle entrambe permette di confrontare due modi di formare un interprete. Un ultimo consiglio, rivolto ai genitori e agli insegnanti: portate con voi i ragazzi che studiano, anche quelli che non hanno partecipato alle call. Vedere coetanei in scena è il modo migliore per capire se questa strada fa per loro, e per prepararsi a una prossima edizione.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Testaccio è il quartiere del quinto quarto, e che la cucina romana di trippa, coda e pajata è nata intorno al Mattatoio. Meno spesso si ricorda che lo stesso complesso ha avuto un ruolo di primo piano nella storia della cultura giovanile e alternativa della città. Dopo la dismissione del 1975, fra i padiglioni vuoti trovarono casa il Villaggio Globale e il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, che al Mattatoio diede vita a Muccassassina, una delle serate più conosciute della notte romana; e qui si tennero le prime tre edizioni del Gay Village, a partire dal 2002, dentro l'Estate Romana. Solo dopo sono arrivati l'università, il museo, la gestione Palaexpo. In altre parole, il Mattatoio è diventato un luogo di cultura grazie prima di tutto a chi lo ha abitato quando nessuno lo voleva. C'è una coerenza, in questo, con un pomeriggio dedicato ai giovani che si affacciano alla professione: è un luogo che ha sempre dato spazio a chi non aveva ancora un posto nelle sale ufficiali. Il secondo fatto risaputo e poco citato riguarda il Romaeuropa: il festival usa il Mattatoio da anni come una delle sue sedi principali, al punto che per molti spettatori romani danza contemporanea e Testaccio sono diventati quasi sinonimi in autunno.
La foto giusta da fare a Lazio Danza e Teatro al Mattatoio — 6 ottobre 2026
La foto giusta non si fa durante gli sharing: gli interpreti sono giovani, alcuni minorenni, e il rispetto per il loro lavoro vuol dire telefono spento. La foto si fa fuori, e il Mattatoio offre inquadrature eccellenti. La prima è il fronte su piazza Orazio Giustiniani e via Beniamino Franklin, con la sequenza dei padiglioni in mattoni e il coronamento dell'ingresso principale. A inizio ottobre il sole cala intorno alle sette meno un quarto: uscendo dallo sharing di danza, verso le sei e mezza, la luce radente accende il laterizio e restituisce il ritmo delle aperture ad arco. La seconda è dentro, lungo il viale principale fra i padiglioni, con le strutture in ferro e le coperture a doppia falda: una prospettiva centrale quasi perfetta, con gli edifici che si ripetono verso il fondo. La terza è per chi ha partecipato al progetto o accompagna un partecipante: una foto di gruppo davanti all'ingresso, a fine pomeriggio, con la scritta del Mattatoio alle spalle. È il ricordo di un debutto, e fra qualche anno varrà più di quanto sembri oggi. Chi ama i paesaggi urbani può infine salire verso il Monte dei Cocci e fotografare i tetti del Mattatoio al tramonto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Mattatoio si scandisce in poche date chiare. Nel 1872 il piano urbanistico della nuova capitale destina l'area di Testaccio a residenze operaie e al principale insediamento produttivo della città. Nel 1888 Gioacchino Ersoch riceve l'incarico del nuovo macello, con l'ingegnere Filippo Laccetti che progetta lo smaltimento degli scarti nel Tevere. Per quasi novant'anni il complesso rifornisce di carne una città che cresce fino a superare i tre milioni di abitanti, e intorno al macello nasce l'identità popolare di Testaccio, con le sue case operaie e la sua cucina. Nel 1975 il macello si trasferisce in viale Palmiro Togliatti e i padiglioni restano vuoti. Seguono gli anni delle occupazioni e delle attività spontanee, con il Villaggio Globale e le serate del Circolo Mario Mieli. Nel 2000 alcuni padiglioni diventano aule della Facoltà di Architettura di Roma Tre; nel 2002 due padiglioni diventano sede del MACRO e cominciano le prime edizioni del Gay Village. Il 29 settembre 2007 apre la Città dell'altra economia. Il 18 febbraio 2010 si inaugura La Pelanda, il 12 marzo 2010 Roma Tre apre il padiglione 15A, nel 2013 si completano i padiglioni 2B, 4 e 8. Dal 2018 la gestione passa all'Azienda Speciale Palaexpo, che fa del complesso un polo di ricerca e produzione artistica.
Chi è passato da Lazio Danza e Teatro al Mattatoio — 6 ottobre 2026
Il primo nome da fare è quello di Gioacchino Ersoch, l'architetto che ha disegnato il complesso dopo aver lavorato al vecchio macello di piazza del Popolo voluto da Leone XII; accanto a lui l'ingegnere Filippo Laccetti. Per decenni sono passati di qui i lavoratori del macello, i vaccinari, gli operai che hanno dato a Testaccio il suo carattere. Dopo la dismissione sono arrivati gli attivisti del Villaggio Globale e il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli con Muccassassina; poi studenti e docenti di Architettura di Roma Tre, che dal 2000 hanno reso il complesso un luogo di studio quotidiano. Con il MACRO e poi con la gestione Palaexpo sono passati dal Mattatoio artisti, curatori e performer della scena internazionale, e il Romaeuropa Festival ne ha fatto una delle sue sedi stabili per danza e performance. Per il progetto Lazio Danza e Teatro, il percorso che si chiude qui ha visto in cattedra, al WeGil, Serena Autieri e Daniele Cipriani, dentro una rete di partner che comprende il Teatro dell'Opera di Roma, l'Hong Kong Ballet e lo Studio Wayne McGregor. Il 6 ottobre passano dal Mattatoio soprattutto loro: i giovani danzatori e attori del Lazio selezionati dalle call, fra i 14 e i 35 anni. Alcuni di quei nomi, è facile prevederlo, torneranno in questi stessi padiglioni da professionisti.
Il Romaeuropa Festival a ottobre: altri appuntamenti al Mattatoio
Lo sharing del 6 ottobre è un tassello del Romaeuropa Festival 2026, che dall'8 settembre al 15 novembre riempie di spettacoli diverse sedi della città. Il Mattatoio è una delle più attive, con un cartellone di danza e performance che nelle stesse settimane ospita coreografi internazionali.
Costruire un percorso
Chi va allo sharing può usarlo come ingresso al festival: vedere prima i giovani del Lazio e poi, nei giorni successivi, uno spettacolo di un grande nome internazionale nella stessa sede è un esercizio di sguardo molto istruttivo. Si capisce che cosa separa una promessa da un autore affermato, e che cosa li accomuna.
Roma a inizio ottobre
La prima settimana di ottobre a Roma ha giornate ancora tiepide e sere fresche. È il periodo in cui la città passa dagli eventi all'aperto dell'estate alle sale, e Testaccio, con i suoi spazi industriali e le sue trattorie, è uno dei quartieri dove questo passaggio si vive meglio. Da qui si raggiungono facilmente la Centrale Montemartini e la street art di Ostiense, per chi vuole allungare il pomeriggio.
Domande frequenti su Lazio Danza e Teatro
Quando si tiene Lazio Danza e Teatro al Mattatoio?
Lazio Danza e Teatro si tiene al Mattatoio di Roma martedì 6 ottobre 2026, dentro il Romaeuropa Festival. Il programma pubblicato prevede lo sharing di danza alle 17.30 e lo sharing di teatro alle 18.30. Il programma potrebbe subire variazioni: gli aggiornamenti si trovano sulla pagina ufficiale del festival.
Lazio Danza e Teatro è gratuito?
Lazio Danza e Teatro al Mattatoio è indicato come evento gratuito dal portale culturale di Roma Capitale. Per eventuali modalità di accesso o prenotazione conviene scrivere alla Fondazione Romaeuropa, all'indirizzo promozione@romaeuropa.net, o chiamare lo 06 4555 3050, e arrivare comunque con qualche minuto di anticipo.
Dove si trova il Mattatoio di Roma?
Il Mattatoio di Roma si trova in piazza Orazio Giustiniani 4, nel rione Testaccio, con ingresso principale dal lato di via Beniamino Franklin. Si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e poi circa dieci minuti a piedi lungo via Marmorata; in alternativa con il tram 3 o con i bus 83 e 673.
Che cos'è uno sharing di danza e teatro?
Uno sharing, come quelli di Lazio Danza e Teatro al Mattatoio, è una presentazione pubblica del lavoro svolto durante un percorso formativo o una residenza. Non è uno spettacolo con repliche e scenografia completa, ma la condivisione con il pubblico dei materiali costruiti dai partecipanti insieme ai loro docenti.
Chi partecipa a Lazio Danza e Teatro?
Lazio Danza e Teatro si rivolge a giovani fra i 14 e i 35 anni non compiuti, residenti o domiciliati nel Lazio, attivi nella danza classica, contemporanea e nel teatro. I partecipanti sono stati selezionati tramite due call, Lazio Danza Contemporanea e Lazio Teatro, chiuse a maggio 2026.
Chi organizza Lazio Danza e Teatro?
Lazio Danza e Teatro è promosso dalla Regione Lazio e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e realizzato da Lazio Innova, in collaborazione con la Fondazione Romaeuropa, il Teatro dell'Opera di Roma, l'Hong Kong Ballet e lo Studio Wayne McGregor. La cura dell'appuntamento al Mattatoio è della Fondazione Romaeuropa.
Si può partecipare alle prossime edizioni di Lazio Danza e Teatro?
Le call di Lazio Danza e Teatro per il 2026 sono chiuse, con scadenze il 20 e il 24 maggio. Per informazioni su eventuali nuove edizioni la Fondazione Romaeuropa indica l'indirizzo concorsi@romaeuropa.net; i regolamenti dell'edizione 2026 sono consultabili sul sito della fondazione.
Lo sharing è adatto ai ragazzi?
Lo sharing di Lazio Danza e Teatro al Mattatoio è particolarmente adatto a ragazzi che studiano danza o teatro, perché in scena ci sono interpreti giovani, a partire dai 14 anni. L'orario del martedì pomeriggio, dalle 17.30, è compatibile con la giornata scolastica.
Il consiglio finale su Lazio Danza e Teatro
Una città si conosce anche da come tratta i suoi giovani artisti. Un pomeriggio gratuito al Mattatoio, dentro un festival internazionale, per vedere danzatori e attori del Lazio al loro debutto davanti a un pubblico vero, vale più di molte serate di cartello. Arrivate presto, restate per entrambi gli sharing, applaudite con generosità, poi andate a cena a Testaccio e segnatevi i nomi che vi hanno colpito.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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