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Cinema Azzurro Scipioni

Il Cinema Azzurro Scipioni si trova in via degli Scipioni 82, 00192 Roma, nel quartiere Prati, ed è aperto: ha ripreso le proiezioni il 28 maggio 2024 dopo tre anni di chiusura. Lo gestisce L'Immagine ETS, l'associazione fondata da Silvano Agosti nel 1984, presieduta oggi dal produttore Corrado Azzollini. Si entra con il biglietto del singolo film o evento, venduto online su Webtic. Il prezzo non è pubblicato sul sito del cinema: si chiede allo 06 8953 5724.

Non è un multisala e non è un monumento. È una sala d'essai nata il 20 dicembre 1983 dentro l'ex sala parrocchiale degli Scipioni, che il regista e montatore Silvano Agosti ha tenuto in piedi per quasi quarant'anni proiettando i classici della storia del cinema, il cinema d'autore e quello indipendente. Dopo la crisi della pandemia la sala è ripartita grazie a un accordo con BNL BNP Paribas, che ha finanziato la ristrutturazione.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul sito ufficiale del cinema, nelle pagine Storia, Chi siamo e Programmazione, sul portale turistico di Roma Capitale e sul comunicato stampa con cui BNL ha annunciato la riapertura. Il gestore non pubblica un orario fisso settimanale né un listino prezzi: ogni proiezione ha la sua pagina e il suo orario. Prima di muovervi, controllate la programmazione del giorno, perché i titoli cambiano spesso e molte serate sono eventi unici.

Immagine di Cinema Azzurro Scipioni dalla pagina Facebook ufficiale
Un'immagine di Cinema Azzurro Scipioni, dalla pagina Facebook ufficiale.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Indirizzo: via degli Scipioni 82, 00192 Roma, quartiere Prati.
  • Gestore: L'Immagine ETS, presidente Corrado Azzollini, presidente onorario Silvano Agosti. Telefono 06 8953 5724, mail info@azzurroscipioni.it.
  • Come si entra: con il biglietto del singolo film o della singola serata. Niente visite della sala fuori dalle proiezioni.
  • Prezzo: non pubblicato dal gestore. Si vede al momento dell'acquisto su Webtic oppure si chiede al telefono.
  • Orari: variabili, film per film, sulla pagina Programmazione del sito ufficiale. Non c'è un orario di apertura fisso.
  • Come si arriva: metro A, fermata Lepanto, poi pochi minuti a piedi. Il gestore non pubblica indicazioni sui mezzi.
  • Accessibilità: il gestore non la dettaglia. Conviene scrivere a info@azzurroscipioni.it prima di comprare.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

Via degli Scipioni è una strada residenziale di Prati, il quartiere a scacchiera nato dopo l'Unità fra il Tevere e le mura vaticane. Corre fra viale Giulio Cesare e via Cola di Rienzo, la strada dei negozi. Da fuori il cinema quasi non si nota: un ingresso su strada fra portoni di palazzi, un'insegna, i manifesti delle serate. Chi cerca una facciata monumentale rimane deluso, e il punto è proprio questo.

La sala è piccola, lontana dal modello del multisala di periferia. Prima della chiusura, come ricordava il manifesto in un articolo dell'agosto 2020, le sale erano due, intitolate a Lumière e a Chaplin, i due estremi della storia del cinema muto. Il gestore attuale non pubblica il numero di sale e di posti dopo la ristrutturazione, e il comunicato di BNL parla solo di un restauro conservativo dei locali e del rinnovamento della sala.

Che cosa si vede, allora? Film. La ragione per venire qui è lo schermo, non l'architettura. Il portale turistico di Roma Capitale riassume la linea della casa: dal 1983 la sala si dedica al cinema d'autore, ai capolavori della storia del cinema, al cinema di qualità e indipendente. In pratica si trovano restauri di classici, opere prime, documentari che faticano a trovare distribuzione, serate con registi e interpreti presenti in sala.

Intorno c'è la Prati borghese, lontana dal chiasso del centro storico. Verso sud si arriva al Tevere e al Palazzo di Giustizia, verso ovest alle mura del Vaticano e all'ingresso dei Musei Vaticani. È una posizione comoda per chi alloggia in zona e cerca una serata diversa dopo una giornata passata fra San Pietro e i musei.

Una cosa da sapere subito: l'Azzurro Scipioni non è un cinema dove si entra a caso alle otto di sera sperando di trovare il film del momento. La programmazione è costruita come un cartellone di cineclub, con titoli a volte in replica per pochi giorni e a volte in una sola serata. Il consiglio è guardare prima la pagina Programmazione, scegliere il titolo e solo dopo organizzare la serata.

Una curiosità sul Cinema Azzurro Scipioni

Il nome viene da un film. Secondo la storia pubblicata dal cinema, nel 1982 Silvano Agosti aveva prodotto Il pianeta azzurro di Franco Piavoli, un documentario d'autore girato lontano dai circuiti commerciali. Il film concorse al Leone d'oro di Venezia nel 1982 e vinse il Nastro d'argento nel 1983. Quando Agosti riaprì l'ex sala parrocchiale, la sala si tinse di azzurro in suo onore.

La scheda del film sul sito del cinema lo descrive come il racconto del ciclo delle stagioni in un paesaggio di campagna, dalla primavera all'autunno, letto come metafora della vita umana. Piavoli ne curò sceneggiatura, fotografia e montaggio, mentre la produzione fu di Zefirofilm e delle Edizioni l'Immagine. Domenica 21 giugno 2026 la sala lo ha riproposto alle 21, in una serata con Silvano Agosti presente in sala.

La storia ufficiale aggiunge un dettaglio che spiega bene lo spirito della casa. Per far vedere il film di Piavoli, Agosti ne organizzò una distribuzione che lui stesso definiva di guerriglia, portandolo nelle scuole, nelle fabbriche, nelle carceri e nelle piazze. La sala di via degli Scipioni nacque come punto fermo di quel lavoro: uno schermo stabile per un cinema che altrimenti viveva di proiezioni volanti e di pubblico raccolto strada per strada.

La stessa pagina cita un giudizio di Andrej Tarkovskij sul film di Piavoli, senza che il regista russo risulti mai ospite della sala. Il punto merita precisione: Tarkovskij compare nella storia dell'Azzurro Scipioni come lettore del film che gli ha dato il nome, non come frequentatore. Conviene tenere distinte le due cose, perché nelle ricostruzioni meno attente i piani si confondono facilmente.

E Scipioni? Viene dalla strada, e prima ancora dalla sala. La storia ufficiale parla di ex sala parrocchiale degli Scipioni, cioè di un cinema di quartiere che portava già il nome della via prima che Agosti lo riaprisse. Il fondatore ha aggiunto l'aggettivo e ha lasciato il resto. Il risultato è un nome che tiene insieme un film girato in campagna e la toponomastica repubblicana di Prati.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Cinema Azzurro Scipioni

La sala non è di proprietà di chi la gestisce. Il sito del cinema ricostruisce il passaggio con le date: il 29 marzo 2021 Agosti firma con BNL BNP Paribas un accordo di intenti, il 10 marzo 2022 arriva il contratto di comodato d'uso, il 10 ottobre 2022 partono i lavori. La riapertura del 2024 è quindi il frutto di un accordo con una banca, con una durata definita.

Sulla durata le fonti non concordano. La storia pubblicata dal cinema parla di un accordo di intenti per un quinquennio, mentre il comunicato stampa di BNL del 28 maggio 2024 parla di una partnership di sei anni con il gruppo. Le due cifre possono riferirsi a momenti diversi dell'intesa, ma nessuna delle due fonti lo chiarisce. Chi si affeziona alla sala farebbe bene a seguirne le notizie ufficiali anche negli anni a venire.

Del resto la sala non era di proprietà del fondatore neppure prima. Rolling Stone Italia, raccontando la crisi del 2020, scriveva che Agosti pagava un affitto di milleseicento euro al mese e che lo aveva pagato anche durante i mesi di chiusura imposti dalla pandemia. È questo il dato che spiega la fragilità della sala: incassi piccoli, spese fisse, nessun contributo stabile. Il comodato con la banca ha cambiato proprio questo equilibrio.

Il secondo punto che pochi ricordano riguarda gli arredi. Secondo la storia ufficiale, nel 2021 la Cineteca Lucana prese in custodia arredamenti, suppellettili e pellicole della vecchia gestione. La sala che si vede oggi, rinnovata dopo i lavori, non coincide quindi con quella che il pubblico degli anni Novanta e Duemila ricorda. Chi torna dopo molti anni con la memoria del vecchio Azzurro troverà un ambiente diverso.

Come è nata la sala di Silvano Agosti?

Silvano Agosti è regista, sceneggiatore, montatore e scrittore. Il comunicato con cui BNL annunciò la riapertura lo presenta proprio così, e ricorda che il cinema nacque da una sua idea per dare spazio a progetti indipendenti che non trovavano sale. Il 20 dicembre 1983 Agosti riaprì l'ex sala parrocchiale di via degli Scipioni con il nome che porta ancora oggi e con il motto dove il cinema è arte.

Pochi mesi dopo, il 23 marzo 1984, nasce l'associazione culturale L'Immagine, oggi L'Immagine ETS, che il sito presenta come ente senza fini di lucro e del tutto estraneo a questioni politiche, religiose o razziali. È ancora lei a gestire la sala. Per circa quarant'anni, scrive il cinema, Agosti ha garantito l'indipendenza della sala dall'industria con l'autofinanziamento, i collaboratori, i volontari, le vendite di libri, i seminari e i diritti televisivi.

La storia ufficiale racconta anche un episodio che dice molto della testardaggine del fondatore. A metà degli anni Duemila, per tenere aperta la sala, Agosti vendette la casa natale, quella che compare nel suo film Uova di garofano del 1991. Non era un gesto simbolico ma una scelta di bilancio, raccontata dal cinema stesso come parte della propria storia. È una di quelle scelte che spiegano perché la sala sia rimasta così legata a una sola persona.

La programmazione di quegli anni è nota a Roma per i classici proiettati a ciclo continuo e per gli incontri del fine settimana, in cui Agosti parlava dei film con il pubblico. Il manifesto nell'estate 2020 definiva la sala un piccolo Louvre del cinema, per la scelta di proiettare quasi soltanto capolavori. Il comunicato BNL del 2024 conferma che la nuova gestione ha voluto mantenere proprio la presenza di Agosti nei weekend.

Secondo Rolling Stone Italia, che raccontò la crisi alla fine del 2020, la sala Chaplin aveva cento posti e la Lumière cinquanta. Il cinema apriva allora due giorni alla settimana, e il repertorio proiettato contava circa trecentosessanta film considerati capolavori della storia del cinema mondiale. Numeri piccoli, che danno la misura della dimensione quasi domestica della sala e della sua fragilità economica.

AgenziaCult, nel dicembre 2020, descriveva la divisione del lavoro fra le due sale: nella Lumière i classici della storia del cinema, nella Chaplin i film premiati ai festival di Venezia, Cannes e Berlino e i vincitori dell'Oscar. Era una programmazione a catalogo, con titoli che tornavano a rotazione, lontana dalla logica delle uscite settimanali che regola quasi tutte le sale commerciali della città.

Nella stessa cronaca ricorre un dettaglio di costume. Rolling Stone scriveva che Agosti accoglieva gli spettatori offrendo caramelle e sottolineava che in quella sala si vendeva arte, non semplici film. Era il segno di uno stile di gestione personale, quasi domestico, costruito in decenni di serate. Sono particolari che aiutano a capire perché la chiusura abbia colpito così tanto una parte della città.

Quanto di quell'impianto sia sopravvissuto alla ristrutturazione non risulta confermato da una fonte ufficiale. Il gestore attuale non pubblica numero, nomi e capienza delle sale, e la custodia degli arredi passata alla Cineteca Lucana nel 2021 lascia pensare a un allestimento rinnovato. Per sapere in quale sala si svolge una proiezione, l'indicazione va cercata nella scheda del film oppure chiesta direttamente al cinema.

Il consiglio che ti do per visitare il Cinema Azzurro Scipioni

Scegliete una serata con ospiti. La programmazione dell'Azzurro Scipioni alterna proiezioni normali e serate in cui registi, attori o autori restano in sala a parlare con il pubblico dopo il film. Sono le occasioni per cui questa sala esiste, e la differenza con una visione qualunque è enorme. Nella pagina Programmazione del sito le serate con ospiti sono indicate nella scheda del film, di solito con l'orario serale.

Il secondo consiglio è comprare il biglietto online appena la serata viene annunciata, se l'ospite è noto. La sala è piccola e gli eventi con nomi importanti si riempiono presto. Webtic, la piattaforma indicata dal gestore, mostra la disponibilità dei posti. Per le proiezioni ordinarie, invece, il rischio di trovare la sala piena è basso, e la scelta di arrivare all'ultimo momento è meno azzardata.

Arrivate con qualche minuto di anticipo e senza fretta di uscire. Le serate con dibattito possono durare molto più del film, e chi ha un treno o una cena prenotata rischia di perdere la parte migliore. Se viaggiate con bambini, controllate con attenzione il titolo: la programmazione è pensata per un pubblico adulto e appassionato, e alcuni film sono proposti in versione originale sottotitolata, come indica la scheda della singola proiezione.

Quanto costa e come si compra il biglietto?

Il gestore non pubblica un listino prezzi sul sito ufficiale. Il costo del biglietto si vede al momento dell'acquisto sulla piattaforma di biglietteria online Webtic, collegata dalla pagina di ogni film, e può cambiare fra proiezione ordinaria ed evento speciale. Per chiedere il prezzo di una serata, eventuali riduzioni o tessere, i canali ufficiali sono il telefono 06 8953 5724 e l'indirizzo info@azzurroscipioni.it.

Il canale da usare è uno solo: la biglietteria online Webtic del cinema, indicata come biglietteria ufficiale sul sito dell'Azzurro Scipioni. Diffidate di pagine che rivendono posti per serate con ospiti famosi a prezzi maggiorati. La sala non risulta in vendita su TicketOne o Vivaticket, e non esistono pacchetti turistici che la includano: si compra il biglietto del film, come in qualsiasi cinema di quartiere.

Sul prezzo circolano cifre diverse nei siti di recensioni, spesso riferite alla vecchia gestione prima della chiusura del 2021. Non vanno prese come valide. La gestione attuale è cambiata, la sala è stata rinnovata e le condizioni possono essere diverse. L'unico dato affidabile è quello che compare su Webtic nel momento in cui acquistate, oppure quello che vi comunica il cinema al telefono o per posta elettronica.

Per scuole, associazioni e comitive il gestore non pubblica tariffe dedicate né modalità di prenotazione collettiva. La pagina dei contatti indica, oltre alla mail generale, l'indirizzo direzione@azzurroscipioni.it, che è il canale più adatto per richieste di proiezioni riservate, matinée o condizioni particolari. Conviene scrivere con largo anticipo, indicando data, numero di persone e titolo desiderato, e attendere una conferma scritta prima di organizzare la serata.

Chi gestisce oggi la sala e che cosa si proietta?

La pagina Chi siamo del sito indica come gestore L'Immagine ETS, l'associazione nata nel 1984 e trasformata in ente del terzo settore. Il presidente è Corrado Azzollini, indicato anche come presidente di Confartigianato Cinema, il vicepresidente Davide Fontana segue la gestione dell'esercizio, Silvano Agosti è presidente onorario. La stessa pagina indica Massimo Righetti come direttore artistico dal 2025 e Mario Perchiazzi come direttore operativo.

Il cambiamento più visibile per lo spettatore riguarda l'organizzazione. Oggi ogni film ha una pagina sul sito, con orari, ospiti e collegamento alla biglietteria online, e la sala comunica anche attraverso i profili ufficiali su Instagram e Facebook. La vecchia gestione viveva molto di più del passaparola e della presenza fisica del fondatore. Per chi arriva da fuori Roma, la nuova impostazione rende più semplice pianificare una serata.

Il cambiamento meno visibile è economico. La sala non si regge più soltanto sulle forze di una persona e dei volontari, ma su un comodato d'uso e su una ristrutturazione pagata da una banca, affiancati da un direttivo con produttori e professionisti del settore. È una formula che ha permesso di riaprire, e che lega il futuro della sala alla durata degli accordi e alla capacità di riempire le serate.

Resta invece la linea editoriale. Il comunicato di BNL del 2024 insisteva sulla continuità: i film d'essai scelti da Agosti, i suoi incontri nel fine settimana, le opere prime, le collaborazioni con realtà sperimentali. A giudicare dalle schede pubblicate sul sito nel 2026, con classici restaurati, documentari e serate con autori, l'impostazione di fondo è rimasta riconoscibile per chi conosceva la sala prima della chiusura.

Le schede della pagina Programmazione mostrano bene il ventaglio delle serate. Ci sono proiezioni seguite dall'incontro con regista e interpreti, film proposti per più giorni con orari diversi, collegamenti in diretta con altre sale per presentazioni nazionali, serate di poesia promosse da associazioni. Ogni scheda riporta trama, orari, eventuali ospiti e il collegamento per l'acquisto, e resta il riferimento da consultare prima di muoversi.

Nel 2026 la sala ha ospitato la presentazione del restauro di I pugni in tasca, il film d'esordio di Marco Bellocchio del 1965, con il regista e Silvano Agosti presenti in sala. La scheda del film sul sito del cinema ricorda il restauro del 2026 a cura di Kavac Film e la distribuzione di Cat People. Il legame è diretto: la scheda del cinema ricorda il lavoro di Agosti al montaggio del film, sessant'anni prima di questa nuova uscita.

Accanto ai classici restaurati, la programmazione dà spazio a documentari, film indipendenti italiani e stranieri, serate con autori, rassegne di poesia e incontri che escono dal cinema in senso stretto. Il sito ha anche una pagina dedicata a Il pianeta azzurro di Piavoli, che torna periodicamente in cartellone come film simbolo della casa. Per sapere che cosa c'è in una data precisa, la pagina Programmazione è l'unica fonte da consultare.

Una posizione netta, a nostro giudizio: il racconto dell'Azzurro Scipioni come sala in cui si proiettano solo capolavori è sopravvalutato. Era vero come linea di Agosti, ma oggi il cartellone mescola classici indiscussi, opere prime, documentari d'attualità ed eventi di associazioni. Non tutto è un capolavoro, e non deve esserlo. Chi viene aspettandosi soltanto Fellini e Tarkovskij rischia di sentirsi spiazzato, chi viene curioso trova una sala viva.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Silvano Agosti è stato il montatore di I pugni in tasca, uno dei film d'esordio più importanti del cinema italiano degli anni Sessanta. Lo sanno gli appassionati, ma raramente lo si collega alla sala di via degli Scipioni. Eppure il filo è evidente: il fondatore del cinema viene dal lavoro al tavolo di montaggio, e la sala è nata come continuazione di quel mestiere, un luogo dove il film si mostra per intero e se ne parla dopo.

Il ritorno di Bellocchio in sala nel 2026, con il film restaurato, chiude un cerchio lungo sessant'anni. Non tutti gli spettatori che conoscono l'Azzurro Scipioni come cinema dei classici sanno che il suo fondatore ha lavorato a uno di quei classici. Vale la pena ricordarlo quando si entra: la sala non è stata aperta da un esercente qualsiasi, ma da una persona che il cinema lo ha fatto con le mani.

C'è un secondo fatto noto e poco citato. Il 22 ottobre 2022, secondo la storia ufficiale, alla Festa del Cinema di Roma fu presentato il docufilm C'era una volta il Cinema Azzurro Scipioni di Lorenzo Negri, l'uomo a cui Agosti aveva affidato dal febbraio 2021 i rapporti istituzionali. La sala, ancora chiusa per lavori, era diventata essa stessa soggetto di un film prima di riaprire.

La foto giusta da fare al Cinema Azzurro Scipioni

La foto che racconta questo posto è quella dell'insegna e dei manifesti della serata, presa dal marciapiede opposto di via degli Scipioni prima che si aprano le porte. Con un obiettivo normale si tiene insieme l'ingresso, la gente in attesa e un pezzo della facciata del palazzo. Al calar della sera la luce dell'insegna fa il resto, e non servono inquadrature ricercate.

Dentro la sala, prima dell'inizio, fotografate senza flash e senza disturbare chi è già seduto. Durante la proiezione, ovviamente, niente telefoni accesi. Nelle serate con ospiti è frequente che il pubblico voglia fotografare il regista durante il dibattito: conviene farlo con discrezione e, se possibile, alla fine, quando la conversazione si scioglie e le persone si avvicinano al palco o all'uscita.

La strada merita un secondo scatto. Via degli Scipioni ha la tipica prospettiva lunga di Prati, con palazzi di fine Ottocento e primo Novecento e portoni alti. Fotografata al tramonto, con l'ingresso del cinema illuminato sullo sfondo, restituisce bene l'idea di una sala di quartiere. È anche il modo più rispettoso di ritrarre il posto senza invadere la privacy di chi è in sala.

Come si arriva dal centro di Roma?

Il gestore non pubblica indicazioni sui mezzi pubblici. La soluzione più semplice è la metro A: la fermata Lepanto si trova a pochi minuti a piedi da via degli Scipioni, e anche Ottaviano non è lontana. Da Termini la linea A porta in zona senza cambi. Per il percorso preciso e le linee di superficie, conviene consultare il pianificatore dell'azienda di trasporto di Roma prima di partire.

Dal centro storico si arriva anche a piedi. Da Piazza del Popolo si attraversa il Tevere e si entra in Prati con una passeggiata tranquilla. Da Castel Sant'Angelo si risale verso nord lungo le strade del quartiere. Di sera il percorso è frequentato e illuminato, e la passeggiata fa parte della serata.

Chi arriva dal Vaticano ha la strada più breve. Dall'area dei Musei Vaticani e da piazza del Risorgimento si attraversa Prati verso est, lasciandosi alle spalle le mura, e in poco tempo si raggiunge via degli Scipioni. È il motivo per cui la sala funziona bene come chiusura di una giornata dedicata a San Pietro e ai musei, senza bisogno di mezzi.

In auto il parcheggio a Prati è difficile, soprattutto nelle sere feriali, e il cinema non indica un parcheggio convenzionato. Nelle strade intorno la sosta segue le regole e gli orari indicati dalla segnaletica. Chi arriva da fuori Roma fa meglio a lasciare l'auto vicino a una stazione della metro A e proseguire con la linea, anche per evitare il traffico serale del lungotevere.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 20 dicembre 1983 Silvano Agosti riapre l'ex sala parrocchiale degli Scipioni come Cinema Azzurro Scipioni. Il 23 marzo 1984 nasce l'associazione L'Immagine, che la gestisce. Per quasi quarant'anni la sala resta aperta con le sole forze del fondatore e dei volontari, senza contributi fissi dell'industria. Nel marzo 2020, con il lockdown, la sala chiude per oltre sette mesi, come ricorda il sito del cinema.

Nel maggio 2020 Agosti lancia una raccolta fondi che, secondo la storia ufficiale, raccoglie sedicimila euro in cambio di libri e DVD. Nel dicembre 2020 annuncia la vendita delle poltrone della sala, una notizia che fa il giro della stampa. Intorno alla sala si muovono Laura Delli Colli per la Fondazione Cinema per Roma, l'allora vicesindaco Luca Bergamo, la sindaca Virginia Raggi e l'assessora Lorenza Fruci.

Le cifre della raccolta del 2020 non coincidono fra le fonti. La storia ufficiale parla di sedicimila euro raccolti offrendo libri e DVD, AgenziaCult di oltre diciassettemila euro da 371 sostenitori su una piattaforma di finanziamento collettivo. A dicembre, secondo la stessa agenzia, Agosti offrì le poltrone della sala a cinque euro l'una, mentre partiva una petizione rivolta al Comune e il vicesindaco dichiarava di voler evitare la chiusura.

Il 1 febbraio 2021 Agosti affida a Lorenzo Negri un ruolo di gestione dei rapporti istituzionali. Il 27 marzo 2021 Luigi Abete, presidente di BNL BNP Paribas, propone una collaborazione per salvare la sala, e due giorni dopo si firma l'accordo di intenti. Seguono il comodato d'uso del 10 marzo 2022, l'avvio dei lavori il 10 ottobre 2022 e la presentazione del docufilm alla Festa del Cinema di Roma.

Il 27 ottobre 2023 Negri diventa presidente dell'associazione con cinque nuovi soci e il 19 dicembre 2023 prende in consegna i locali. Nel gennaio 2024 un nuovo direttivo elegge presidente Corrado Azzollini, produttore, mentre Agosti diventa presidente onorario. Il 28 maggio 2024 la sala viene inaugurata di nuovo, con la ristrutturazione finanziata da BNL e dal gruppo BNP Paribas, come riporta il comunicato della banca.

Chi è passato dal Cinema Azzurro Scipioni

Il comunicato stampa di BNL per la riapertura ricorda che la sala ha ospitato negli anni Michelangelo Antonioni, Federico Fellini, Mario Monicelli, Ettore Scola, Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, il direttore della fotografia Vittorio Storaro e i compositori Nicola Piovani ed Ennio Morricone. È un elenco che la banca riporta senza date e senza dettagli sulle singole serate, e come tale va preso: la sala come punto d'incontro del cinema italiano d'autore.

Il passaggio meglio documentato degli ultimi anni è quello di Marco Bellocchio, in sala nel 2026 con Silvano Agosti per presentare il restauro di I pugni in tasca. Lo riportano la scheda del film sul sito del cinema e diverse testate romane di cronaca culturale. È anche l'unica occasione recente in cui il fondatore e un autore di cui ha montato un film si sono trovati insieme davanti al pubblico della sala.

Poi c'è il pubblico, che è la vera presenza costante. Residenti del quartiere, appassionati, studenti, visitatori di passaggio: le serate con ospiti richiamano persone molto diverse fra loro. Nella storia ufficiale compaiono anche i volontari che hanno lavorato in sala per decenni, senza nome ma essenziali. Senza di loro, scrive il cinema, la sala non sarebbe sopravvissuta alla gestione di un solo uomo.

Nella storia recente contano due nomi meno noti al grande pubblico. Lorenzo Negri, a cui Agosti affidò i rapporti istituzionali nel 2021, ha seguito il salvataggio, ha girato il docufilm sulla sala e nell'ottobre 2023 è diventato presidente dell'associazione. Corrado Azzollini, produttore, ne ha assunto la presidenza nel gennaio 2024 e ha portato la sala alla riapertura. Entrambi compaiono nella storia ufficiale come figure chiave del passaggio di gestione.

Fatti, tradizione e leggenda: che cosa è documentato?

Documentato: la data di apertura del 20 dicembre 1983, la fondazione dell'associazione il 23 marzo 1984, la chiusura del 2020, gli accordi con BNL del 2021 e 2022, la riapertura del 28 maggio 2024. Tutti questi passaggi si leggono sul sito del cinema e, per la riapertura, nel comunicato della banca. Documentato è anche il legame con Il pianeta azzurro, dichiarato dalla storia ufficiale come origine del nome.

Tradizione: il racconto del cinema come salotto in cui il fondatore commentava i film con il pubblico, le proiezioni di classici a ciclo continuo, le due sale Lumière e Chaplin. Sono cose che la stampa ha raccontato per anni, e che i frequentatori ricordano. Sulla situazione attuale delle sale, però, il gestore non indica numero, nomi o posti, e non è detto che la disposizione sia rimasta la stessa.

Leggenda, o quasi: l'idea che ogni grande regista del Novecento sia passato di qui, o che la sala sia stata frequentata da maestri stranieri come Tarkovskij. Le fonti aperte non lo dicono. Tarkovskij compare solo come autore di un giudizio sul film di Piavoli. I nomi italiani elencati dal comunicato di BNL sono affidabili come presenze generiche, ma senza date di serate precise non si possono trasformare in aneddoti.

Resta aperta anche una domanda sulle vecchie poltrone. Nel dicembre 2020 Agosti le mise in vendita a cinque euro l'una, secondo AgenziaCult, come gesto di chiusura. Quante ne siano state davvero vendute, e se qualcuna sia finita nella custodia affidata alla Cineteca Lucana nel 2021, le fonti aperte non lo indicano. Chi racconta di averne una in salotto può dire il vero, ma nessun documento pubblico lo conferma.

Che posto ha l'Azzurro Scipioni fra le sale d'essai di Roma?

Roma ha una rete di sale storiche e d'essai che nel tempo si è ridotta e in parte si è rinnovata. Sul sito trovate anche le schede del Nuovo Cinema Sacher a Trastevere, del Cinema Troisi, del Cinema Farnese a Campo de' Fiori e del Cinema Aquila al Pigneto. Ognuna ha una storia diversa di chiusure e riaperture.

L'Azzurro Scipioni si distingue per un motivo semplice: è l'unica di queste sale legata per quarant'anni a un solo autore, che l'ha fondata, programmata e raccontata. Le altre hanno cambiato gestori o formule più volte. Qui la continuità della persona ha fatto da marchio, e la nuova gestione ha scelto di mantenerla con la presidenza onoraria di Agosti e con le sue serate nel fine settimana.

Per chi segue il cinema a Roma, il giro si completa con la Casa del Cinema a Villa Borghese, che propone rassegne e retrospettive, e con gli studi di Cinecittà, dove si visitano set e percorsi espositivi. La pagina Roma nei film raccoglie le location da vedere davvero. Messe insieme, restituiscono un'idea della città come luogo di produzione e di visione.

Per il visitatore di passaggio la domanda pratica è un'altra: vale una serata di un viaggio breve? A nostro giudizio sì, a una condizione. Bisogna scegliere il titolo giusto, cioè un classico che si conosce o una serata con l'autore presente. Un film qualsiasi, visto senza sapere perché, fa perdere il senso del posto. Scelto bene, invece, restituisce una Roma che nessun monumento racconta.

Quando è chiuso e che cosa sapere prima della serata?

Il primo controllo va fatto il giorno stesso sulla pagina Programmazione del sito. I titoli cambiano spesso, le serate con ospiti possono subire spostamenti e un film annunciato per più giorni può avere orari diversi da una sera all'altra. Chi arriva da lontano, magari dopo una giornata in centro, fa bene a verificare l'orario prima di uscire e a tenere a portata di mano il numero del cinema.

Il secondo controllo riguarda la lingua. Nella programmazione compaiono film italiani, film stranieri e documentari, e per i titoli non italiani la versione proposta è indicata nella scheda della proiezione. Chi non parla italiano dovrebbe verificare con attenzione se ci sono sottotitoli e in quale lingua. Anche i dibattiti con gli ospiti si svolgono di regola in italiano, e il gestore non indica servizi di traduzione.

Per le esigenze di accessibilità il gestore non pubblica indicazioni su ingressi, posti riservati o servizi. Il consiglio è scrivere a info@azzurroscipioni.it qualche giorno prima, spiegando le proprie necessità e chiedendo conferma sull'accesso alla sala scelta. Lo stesso vale per chi vuole venire in più persone: una mail al cinema con data e numero di spettatori evita sorprese nelle serate più affollate.

Infine, i tempi. Una proiezione con incontro può durare ben oltre le due ore, e l'uscita dopo le undici di sera non è rara. Gli orari di chiusura della metro A e delle linee notturne vanno verificati in anticipo sul sito dell'azienda di trasporto di Roma. Chi deve rientrare fuori città conviene che controlli prima l'ultima corsa disponibile.

Il cinema non ha un orario di apertura fisso e non pubblica un calendario di chiusura settimanale. Si entra solo quando c'è una proiezione in programma, e la sala può restare chiusa in giorni senza titoli. Il gestore non indica chiusure estive, ma molte sale romane rallentano nei mesi più caldi. Per agosto e per le festività, la pagina Programmazione è l'unica indicazione da seguire.

Non aspettatevi il bar del multisala, i popcorn, le poltrone reclinabili e il parcheggio sotterraneo. Non aspettatevi neppure visite all'edificio: è un cinema, non un museo, e fuori dagli orari delle proiezioni la porta è chiusa. Se volete vedere la sala, dovete comprare il biglietto di un film. È una regola semplice, che chi arriva cercando la sala come tappa turistica spesso non considera.

Non aspettatevi infine una programmazione per famiglie o blockbuster in uscita. Chi cerca l'ultimo film di supereroi deve andare altrove. Qui si trovano titoli che spesso non girano nei grandi circuiti, versioni restaurate, film in lingua originale con sottotitoli. È questo il motivo per cui la sala esiste, e per cui vale la pena arrivarci con le aspettative giuste, senza confonderla con un cinema qualunque.

Mangiare in zona

Prati è un quartiere dove i romani mangiano davvero, ma la zona fra via Ottaviano e le mura vaticane è anche piena di locali pensati per il turista di passaggio. Riconoscerli non è difficile: menù fotografici esposti fuori, il buttadentro sul marciapiede che invita in tre lingue, voci senza prezzo e un menù diverso dentro e fuori. Sono i segnali che i residenti evitano, senza alcuno snobismo.

Altri segnali da tenere d'occhio: i locali aperti di continuo dalla mattina alla notte senza una vera pausa di cucina, la signora che tira la pasta fresca in vetrina come spettacolo per chi passa, i prezzi che si adattano al cliente davanti ai monumenti. Le strade residenziali di Prati più lontane dal Vaticano, verso il Tevere e verso via Cola di Rienzo, offrono di solito scelte migliori a prezzi più onesti.

Prima o dopo il film, conviene mangiare leggero e con calma, visto che le serate con dibattito possono finire tardi. Molte cucine chiudono presto nei giorni feriali, e chi esce dopo le undici trova meno opzioni. Per non affidarsi al caso, una base di partenza è la lista di indirizzi su Google Maps, da incrociare con gli orari effettivi della serata.

Che cosa abbinare in giornata

La combinazione più naturale è una giornata vaticana chiusa da un film. La mattina ai Musei Vaticani e alla Cappella Sistina, il pomeriggio in Piazza San Pietro e nella basilica, la sera all'Azzurro Scipioni. Chi ha prenotato gli Scavi di San Pietro o i Giardini Vaticani può inserirli nella stessa giornata.

Una seconda combinazione parte dal Tevere. Castel Sant'Angelo e il Ponte Sant'Angelo nel pomeriggio, una passeggiata verso il Palazzaccio, poi il film. Chi preferisce il lato opposto del fiume può salire al Pincio e scendere a Piazza del Popolo prima di attraversare il ponte verso Prati per la proiezione serale.

Per chi segue il filo del teatro e dello spettacolo, Roma offre molte sale di tradizione. Tra le nostre schede ci sono il Teatro Vittoria a Testaccio, il Teatro Nazionale, il Teatro Argentina e il Teatro Valle. Chi è in città per più sere può alternare una prosa e un film d'autore, costruendo un piccolo festival personale.

Il nome della strada offre infine un aggancio insolito. Via degli Scipioni ricorda la famiglia repubblicana degli Scipioni, come molte strade di Prati intitolate a figure della Roma antica. Il loro sepolcro si trova sulla via Appia, e si visita: la scheda del Sepolcro degli Scipioni e quella del Parco degli Scipioni spiegano come. È un'idea per una mattina archeologica prima di una serata al cinema.

Chi preferisce chiudere la giornata nel verde prima del film può passare da Villa Borghese, con la Galleria Borghese su prenotazione e, a Valle Giulia, il Museo Etrusco di Villa Giulia. Dal parco si scende verso il Tevere e si attraversa il fiume per entrare in Prati. La combinazione chiede buone gambe, ma evita i mezzi e tiene la giornata su un unico asse.

Chi ha più tempo e ama il Novecento può abbinare il cinema a una visita al MAXXI nel quartiere Flaminio, al Museo Hendrik Christian Andersen o alla Casa Museo Alberto Sordi, legata a uno dei volti più amati del cinema romano. Poco oltre, l'Auditorium Parco della Musica è la sede principale della Festa del Cinema di Roma, la manifestazione in cui fu presentato il docufilm sulla sala.

Domande frequenti

Il Cinema Azzurro Scipioni è aperto nel 2026?

Sì. La sala ha riaperto il 28 maggio 2024 dopo tre anni di chiusura, con la ristrutturazione finanziata da BNL BNP Paribas, e nel 2026 pubblica regolarmente la programmazione sul sito ufficiale. Il gestore è L'Immagine ETS, l'associazione fondata da Silvano Agosti. Non c'è un orario fisso: si entra solo quando c'è un film in programma, con il biglietto della singola proiezione acquistato su Webtic.

Quanto costa il biglietto dell'Azzurro Scipioni?

Il gestore non pubblica un listino prezzi sul sito. Il costo compare al momento dell'acquisto sulla biglietteria online Webtic collegata dalla pagina del film, e può variare fra proiezione ordinaria ed evento con ospiti. Per chiedere prezzi, riduzioni o eventuali tessere, i canali ufficiali sono il telefono 06 8953 5724 e la mail info@azzurroscipioni.it. Le cifre dei vecchi siti di recensioni non sono affidabili.

Chi ha fondato il Cinema Azzurro Scipioni?

Silvano Agosti, regista, sceneggiatore, montatore e scrittore, che il 20 dicembre 1983 riaprì l'ex sala parrocchiale di via degli Scipioni. Nel 1984 fondò l'associazione L'Immagine, che gestisce ancora la sala. Dal gennaio 2024 Agosti è presidente onorario, mentre la presidenza è passata al produttore Corrado Azzollini. La nuova gestione ha mantenuto i suoi appuntamenti del fine settimana con il pubblico.

Perché si chiama Azzurro?

Il nome viene da Il pianeta azzurro, il film di Franco Piavoli prodotto da Agosti nel 1982, in concorso a Venezia e vincitore del Nastro d'argento nel 1983. Secondo la storia pubblicata dal cinema, quando Agosti riaprì la sala parrocchiale la tinse di azzurro in onore di quel film. Scipioni viene invece dalla strada, dedicata alla famiglia della Roma repubblicana.

Perché il cinema è stato chiuso?

La crisi è iniziata con il lockdown del marzo 2020, che tenne la sala chiusa per oltre sette mesi. Nonostante una raccolta fondi, nel dicembre 2020 Agosti annunciò la vendita delle poltrone. Da lì è partita la collaborazione con BNL BNP Paribas, con un accordo di intenti nel 2021, un comodato d'uso nel 2022 e i lavori di ristrutturazione. La riapertura è arrivata il 28 maggio 2024.

Come si arriva all'Azzurro Scipioni con i mezzi?

Il gestore non pubblica indicazioni sui mezzi pubblici. La metro A, fermata Lepanto, si trova a pochi minuti a piedi da via degli Scipioni, e anche Ottaviano non è lontana. Da Termini la linea A arriva senza cambi. Per linee di superficie e percorsi aggiornati conviene usare il pianificatore dell'azienda di trasporto di Roma, perché il quartiere ha molte linee e le deviazioni sono frequenti.

Si può visitare la sala senza vedere un film?

No. L'Azzurro Scipioni è un cinema in attività, non un museo, e il gestore non pubblica visite della sala fuori dalle proiezioni. Per entrare serve il biglietto di un film o di una serata. Il modo migliore per conoscere la sala è scegliere un evento con ospiti, arrivare qualche minuto prima e restare per il dibattito, che spesso è la parte più interessante della serata.

Quante sale ha l'Azzurro Scipioni?

Il gestore attuale non pubblica il numero delle sale né la capienza. Prima della chiusura del 2020 le sale erano due: la Chaplin, con cento posti secondo Rolling Stone Italia, e la Lumière, con cinquanta. Dopo la ristrutturazione finanziata da BNL non risulta confermato da una fonte ufficiale che l'impianto sia rimasto lo stesso. Per sapere dove si svolge una proiezione conviene consultare la scheda del film.

Silvano Agosti è ancora presente in sala?

Sì, secondo il sito del cinema. Agosti è presidente onorario dell'associazione che gestisce la sala e partecipa a diverse serate: nel 2026 era in sala con Marco Bellocchio per il restauro di I pugni in tasca e il 21 giugno 2026 per la proiezione di Il pianeta azzurro. Il comunicato di BNL del 2024 indicava fra gli impegni della nuova gestione i suoi incontri con il pubblico nel fine settimana.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per l'Azzurro Scipioni fanno fede il sito del cinema, la pagina del singolo film e la biglietteria Webtic. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare una serata all'Azzurro Scipioni, per sé o per un gruppo, significa fare i conti con una sala piccola, orari variabili e prezzi comunicati solo al momento dell'acquisto. Per un gruppo conviene scrivere al cinema con largo anticipo, chiedendo disponibilità e condizioni per la serata scelta. Una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro.

Una serata d'essai a Prati si inserisce bene in un viaggio più largo fra Vaticano, Tevere e quartieri del Novecento, con tappe come la Città del Vaticano e l'Accademia di Romania a Valle Giulia. Per chi ha più giorni e vuole tenere insieme città e dintorni, una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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Contact Information

IndirizzoVia degli Scipioni 82 Roma Prati, Roma, Roma Città 00192
CategorieCinema

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