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Teatro Palladium

Il Teatro Palladium si trova in piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma, alla Garbatella, ed è aperto e in attività: lo gestisce la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, istituita dall'Università Roma Tre. Si entra solo con il biglietto di uno spettacolo, di un concerto o di un evento. L'intero va da 5 a 20 euro secondo il titolo, il ridotto studenti costa 8 euro, e si compra online sul circuito Boxol oppure al botteghino, che apre due ore prima dell'inizio.

Non è un monumento con un orario di visita. È un cinema-teatro progettato da Innocenzo Sabbatini per l'Istituto Case Popolari negli anni Venti, con sei piani di abitazioni costruiti intorno alla sala, restaurato dall'ateneo e riaperto come teatro universitario. Nelle sere senza spettacolo le porte restano chiuse e dalla piazza si vedono le arcate della facciata, le colonne, il fronte arrotondato che fa da quinta a tutto lo slargo.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul sito del Teatro Palladium, nelle pagine su biglietteria, contatti e storia del teatro, e sul portale turistico di Roma Capitale. Il cartellone della stagione 2026-2027 non è ancora pubblicato: la Fondazione ha annunciato la conferenza stampa di presentazione, intitolata Accordi, per il 30 settembre 2026 alle 11. Prima di muovervi controllate la pagina del singolo evento, perché prezzi e orari cambiano da un titolo all'altro.

Teatro Palladium in piazza Bartolomeo Romano alla Garbatella
Il Teatro Palladium in piazza Bartolomeo Romano, alla Garbatella. Foto di Blackcat, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Indirizzo: piazza Bartolomeo Romano 8, 00154 Roma, quartiere Garbatella.
  • Gestore: Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, istituita dall'Università Roma Tre. Centralino 06 57332772.
  • Come si entra: solo con il biglietto di uno spettacolo o di un evento in programma. Niente visite libere dell'edificio.
  • Prezzo: intero da 5 a 20 euro, ridotto da 12 euro, ridotto studenti 8 euro. Riduzioni solo al botteghino del teatro.
  • Orari: il botteghino apre due ore prima di ogni spettacolo. Telefono biglietteria 06 57332768, attivo solo in quelle ore, mail biglietteria.palladium@uniroma3.it.
  • Come si arriva: metro B fermata Garbatella, autobus 670 e 715 in via Edgardo Ferrati e via Enrico Cravero, 673 in via Francesco Passino.
  • Accessibilità: il gestore non la dettaglia nelle pagine di biglietteria e contatti. Per posti e accessi conviene scrivere alla biglietteria prima di comprare.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

Piazza Bartolomeo Romano è uno degli slarghi principali della Garbatella, il quartiere nato negli anni Venti come città giardino dell'Istituto Case Popolari. Il teatro occupa il lato che fa angolo fra via Enrico Cravero e via Francesco Passino, e l'impianto dell'edificio, secondo la scheda dell'archivio di architettura ArchiDiAP, segue proprio la bisettrice dell'angolo fra le due strade. Per questo la facciata sembra guardare la piazza di fronte, senza lati privilegiati.

Da fuori si riconosce subito. Il portale turistico di Roma Capitale descrive una facciata che richiama le costruzioni classiche ispirate alla Roma antica, e l'enciclopedia libera parla di un fronte arrotondato con tre grandi arcate scandite da quattro colonne. ArchiDiAP elenca timpano, finestra termale, porticato, loggiato, pilastri semplificati e archi ritagliati nel muro. Sono gli elementi della Roma antica ridotti all'osso, come li usava Sabbatini nei suoi edifici popolari.

Sopra e intorno al teatro vive gente. Il complesso nasce, scrive il gestore, come cinema-teatro con residenze distribuite su sei piani, e le finestre degli appartamenti sono parte integrante della facciata. Chi arriva la sera prima di uno spettacolo vede le luci delle case accese sopra l'ingresso. Il dettaglio non è folklore: spiega buona parte della storia recente dell'edificio e alcune regole che ancora oggi valgono per il pubblico.

Dentro, la sala ha una forma circolare, con una doppia galleria e le volte della copertura, secondo la descrizione pubblicata dalla Fondazione. Il portale di Roma Capitale insiste sulla struttura in cemento armato che regge gallerie e volte, con travi che si incrociano a formare una stella. Il foyer è semicircolare, come ricorda l'enciclopedia libera. Non aspettatevi i velluti di un teatro all'italiana del centro: il fascino è l'ingegneria degli anni Venti lasciata a vista.

La capienza non è indicata dal gestore nelle pagine ufficiali. L'enciclopedia libera parla di una sala che può ospitare fino a 500 spettatori, un dato plausibile per le dimensioni ma da prendere come ordine di grandezza. Il portale turistico del Comune segnala il bar e l'aria condizionata fra i servizi. Per una sala di quartiere è una dotazione rara, e d'estate, quando il teatro è aperto, la differenza con una sala senza impianto si sente.

Tutto intorno c'è la Garbatella dei lotti, delle scale esterne, dei cortili comuni. Il teatro non è isolato, fa parte di un sistema di edifici pubblici pensati insieme: sulla stessa piazza Sabbatini progettò anche i Bagni pubblici, oggi trasformati in centro culturale con biblioteca. Chi viene per uno spettacolo e arriva con un'ora di anticipo ha il tempo di leggere la piazza come un unico progetto, cosa che quasi nessuno fa.

Una curiosità sul Teatro Palladium

Alzate gli occhi al soffitto prima che si spengano le luci. Il portale turistico di Roma Capitale descrive le travi della copertura che si incrociano formando una stella. La scheda di ArchiDiAP è più precisa e parla di una trama in cui le travi disegnano due stelle a sei punte, due stelle di David sovrapposte nella volta. È una geometria strutturale, non un simbolo religioso dichiarato dal progettista, e nessuna fonte ufficiale attribuisce alla figura un significato.

Il motivo è pratico. Una sala circolare coperta senza pilastri in mezzo chiede una rete di travi che scarichi il peso sul perimetro, e il cemento armato permetteva di farlo con un disegno regolare. Il risultato, visto dalla platea, è una specie di rosone in calcestruzzo. Molti spettatori escono senza averlo notato, perché durante gli spettacoli la volta resta al buio. Conviene guardarla nei minuti in cui il pubblico prende posto.

La seconda curiosità riguarda il nome. Il teatro nasce come Cinema Teatro Garbatella, come ricordano l'enciclopedia libera e il portale della Regione Lazio dedicato al quartiere. Il nome Palladium arriva dopo, ma in quale anno esatto il cambio sia avvenuto il gestore non lo indica. Per chi è cresciuto in zona resta semplicemente il Palladium, e il nome originario sopravvive soprattutto nelle ricostruzioni storiche del quartiere.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Teatro Palladium

Qui non si prenota il posto. La pagina della biglietteria lo scrive in chiaro: non è possibile effettuare la prenotazione dei posti. Chi è abituato a telefonare, bloccare due poltrone e passare a ritirarle la sera stessa deve cambiare metodo. O si compra online sul circuito indicato dal teatro, oppure si va al botteghino, che apre due ore prima dell'inizio. Per i titoli molto richiesti la differenza fra le due strade può essere il posto stesso.

Seconda regola poco nota: le riduzioni si applicano solo alla biglietteria del teatro. Online si paga l'intero. Chi ha diritto al ridotto studenti da 8 euro, o al ridotto ordinario, deve quindi presentarsi al botteghino con un documento. Per gli eventi con tariffa pari o inferiore a 5 euro le riduzioni non sono previste. È un sistema semplice, ma spiazza chi compra dal telefono pensando di ritrovare lo sconto alla cassa.

Terza cosa, la più severa: l'accesso al luogo dell'evento è consentito fino a 5 minuti prima dell'inizio. Non all'orario di inizio, cinque minuti prima. Chi arriva di corsa dalla metro rischia di restare fuori anche con il biglietto in tasca. E il titolo d'accesso, se smarrito, non si duplica. Con un e-ticket sul telefono conviene avere la batteria carica, oppure stampare il biglietto a casa, come prevede il circuito online.

Il rimborso, infine, è previsto solo in caso di annullamento o di sospensione dello spettacolo prima del primo intervallo. Se lo spettacolo si interrompe dopo, il biglietto non si rimborsa. Sono condizioni comuni a molte sale, ma al Palladium sono scritte nero su bianco nella pagina della biglietteria, e conviene leggerle prima dell'acquisto, soprattutto se si compra per un gruppo di amici o di colleghi.

Come è nato il cinema della Garbatella?

La Garbatella fu fondata il 18 febbraio 1920, come ricorda un'epigrafe in piazza Benedetto Brin citata dal portale della Regione Lazio. Nei primi anni il quartiere si chiamava Concordia, un augurio dopo la Prima guerra mondiale. L'Istituto Case Popolari lo costruì a lotti, con case basse e giardini, e nel decennio successivo aggiunse gli edifici collettivi: alberghi per gli sfollati, bagni pubblici, scuole. Il cinema-teatro nasce dentro questa seconda fase.

Il progettista è Innocenzo Sabbatini, architetto dell'Istituto, e su questo le fonti concordano. Sulla data no. Il gestore e il portale turistico di Roma Capitale indicano una costruzione fra il 1926 e il 1927. L'enciclopedia libera parla di un progetto del 1927. La scheda di ArchiDiAP estende progetto e costruzione al periodo 1927-1931 e cita la collaborazione dell'ingegnere Costantini. Il portale della Regione Lazio colloca gli edifici di Sabbatini sulla piazza negli anni Trenta.

L'idea di fondo resta chiara in tutte le ricostruzioni. Un edificio unico doveva tenere insieme la sala per il cinema e il teatro e gli appartamenti popolari, con il corpo della sala che, scrive ArchiDiAP, fa da mediazione fra la piazza e i volumi residenziali. Era un modo per dare al quartiere un luogo di svago senza sacrificare case. In una borgata costruita da zero, la sala di spettacolo diventava il centro della vita serale.

Il linguaggio architettonico è quello che Sabbatini usò in molti edifici della Garbatella: elementi dell'antichità romana semplificati, archi, colonne, timpani, finestre termali. Il portale di Roma Capitale definisce lo stile eclettico e sottolinea il contrasto fra la facciata di gusto classico e l'interno in cemento armato. È la chiave per leggere il teatro: una scatola moderna, per l'epoca, con un vestito antico pensato per un quartiere popolare.

La posizione contraria, a nostro giudizio, riguarda proprio l'etichetta più ripetuta. L'enciclopedia libera e il portale della Regione Lazio parlano di un teatro in stile liberty. Ma le descrizioni più tecniche dicono un'altra cosa: il portale di Roma Capitale parla di facciata ispirata alle costruzioni classiche della Roma antica, ArchiDiAP elenca timpano, finestra termale, loggiato e colonne semplificate. Sono elementi del classicismo romano, non le linee curve e floreali del liberty.

Anche le date remano contro. Il liberty in Italia è lo stile dei primi due decenni del Novecento, e un edificio costruito fra il 1926 e il 1931 appartiene a un'altra stagione. Il fronte arrotondato e le colonne possono ingannare chi guarda di sfuggita, ma Sabbatini lavorava su un repertorio antico ridotto all'essenziale, quello che si ritrova negli altri suoi edifici della Garbatella. Chiamarlo liberty è una scorciatoia comoda e sbagliata.

Non è pignoleria. Capire il linguaggio giusto aiuta a leggere tutto il quartiere, dove Sabbatini e gli altri architetti dell'Istituto Case Popolari usarono forme antiche per dare dignità alle case popolari. Il teatro è la versione più monumentale di quel discorso. Guardatelo accanto ai Bagni pubblici sulla stessa piazza e il parallelo diventa evidente: stessa mano, stesso lessico, due funzioni collettive diverse per lo stesso quartiere.

Il consiglio che ti do per visitare il Teatro Palladium

Il consiglio è di scegliere il Palladium per la musica prima ancora che per la prosa. La sala circolare con la doppia galleria è stata pensata per il cinema e per lo spettacolo dal vivo, e i progetti musicali della Fondazione, dalla Roma Tre Orchestra alla Roma Tre Jazz Band, sono la parte più riconoscibile della programmazione. Un concerto qui ha un prezzo contenuto e vi mette dentro la sala in un modo che la prosa, a volte, non fa.

Comprate online se il titolo è richiesto e se non avete diritto a riduzioni. Se invece siete studenti, andate al botteghino con un documento: il ridotto da 8 euro si ottiene solo lì. In entrambi i casi arrivate in piazza almeno venti minuti prima. L'accesso chiude cinque minuti prima dell'inizio, e i posti non si prenotano: chi entra per primo sceglie meglio, soprattutto in galleria, dove la vista sulla volta è migliore.

Venite in metro. La fermata Garbatella della linea B è indicata dal gestore come riferimento principale, e il parcheggio nelle strade del quartiere, fatto di vie strette e di residenti, è una scommessa. Dalla stazione si sale verso il quartiere a piedi, e il tragitto è già un modo per capire dove siete. All'uscita, la sera tardi, controllate l'orario dell'ultima corsa prima di fermarvi a chiacchierare in piazza.

Un'ultima indicazione. Il Palladium è un teatro universitario, e il pubblico lo riflette: molti studenti, docenti, residenti del quartiere, appassionati di musica e di teatro contemporaneo. Il clima è informale e il dress code non esiste. Se volete vedere la Garbatella viva, non quella da cartolina, una sera qui funziona meglio di qualsiasi passeggiata diurna fra i lotti, quando le strade sono vuote e i cortili chiusi.

Quanto costa e come si compra il biglietto?

La pagina ufficiale della biglietteria indica una forbice di prezzi più che una tariffa unica: intero da 5 a 20 euro, ridotto da 12 euro, ridotto studenti a 8 euro. Il prezzo preciso dipende dall'evento e compare nella pagina dello spettacolo. Per gli appuntamenti a tariffa pari o inferiore a 5 euro le riduzioni non si applicano. Per la stagione 2026-2027 le tariffe di ogni titolo saranno pubblicate con il cartellone.

Si compra davvero in tre modi, tutti elencati nella pagina della biglietteria del Teatro Palladium. Online sul circuito Boxol, alla pagina dedicata al teatro, con stampa a casa o biglietto elettronico. Nei punti vendita autorizzati dello stesso circuito, elencati sul suo sito. Oppure al botteghino in piazza Bartolomeo Romano, aperto due ore prima di ogni spettacolo. Per la stagione di danza Orbita il teatro indica anche Ciaotickets. Il Palladium non indica TicketOne né Vivaticket.

Tariffa al Teatro Palladium Prezzo
Intero da 5 a 20 euro, secondo l'evento
Ridotto da 12 euro
Ridotto studenti 8 euro
Eventi fino a 5 euro nessuna riduzione

Per informazioni la Fondazione indica la mail biglietteria.palladium@uniroma3.it e il telefono 06 57332768, che però risponde solo in orario di botteghino, cioè nelle due ore prima degli spettacoli. Per tutto il resto c'è il centralino 06 57332772. Il consiglio è di scrivere con qualche giorno di anticipo se avete bisogno di un'informazione precisa, per esempio su posti comodi per chi ha difficoltà motorie.

Per i concerti della Roma Tre Orchestra il portale turistico di Roma Capitale rimanda anche al sito dell'orchestra per prevendite e informazioni. Conviene quindi controllare entrambi i canali quando il titolo è un concerto sinfonico o cameristico. Per la prosa, la danza e il cinema fa fede la pagina del singolo evento sul sito del teatro, che indica prezzo, orario e canale di vendita dello specifico appuntamento.

Quale canale scegliere? Online se il titolo ha un nome forte, se la sera è di venerdì o sabato e se non avete riduzioni. Botteghino se siete studenti, se la replica è infrasettimanale o se volete pagare sul posto. Un gruppo di amici che vuole sedersi vicino deve ricordare che i posti non si prenotano: meglio arrivare insieme e presto, invece di comprare separatamente in momenti diversi.

Che cosa si vede in cartellone nel 2026-2027?

A fine settembre 2026 il cartellone della stagione 2026-2027 non è ancora pubblicato. La home del teatro annuncia per il 30 settembre 2026, alle 11, la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione con il titolo Accordi. Titoli, date e prezzi arriveranno da lì in poi. L'ultimo evento a calendario prima della presentazione è The Peace Concerto della Roma Tre Orchestra, il 28 settembre 2026 alle 20, già passato.

Per capire che cosa aspettarsi conviene guardare la stagione precedente. La Fondazione aveva intitolato il 2025-2026 Atlanti e l'aveva presentato come una mappa in movimento della creatività contemporanea, fra teatro, musica, danza, cinema e arti visive. Fra gli appuntamenti conclusi il sito elenca il DAMS Music Festival di marzo 2026, la rassegna Lusofonie e lo Spiritual Jazz della Roma Tre Jazz Band. Il profilo del teatro è questo, ed è difficile che cambi di colpo.

Nella prosa gli esempi recenti pubblicati dal teatro aiutano a capire il tono. Nel maggio 2025 il sito ha ospitato Heresias di José Sanchis Sinisterra, dal 6 all'8 maggio, in prima nazionale nella regia di Ferdinando Ceriani, con Elisa di Eusanio e Andrea Lolli e musiche di Giovanna Famulari e Riccardo Eberspacher. Nello stesso mese era in programma ¡Ay, Carmela! dello stesso autore.

La danza ha una stagione propria, Orbita, che il teatro vende anche su Ciaotickets. La musica ruota intorno ai progetti dell'ateneo che la Fondazione elenca fra le sue attività: DAMS Music Festival, Vite in musica, Roma Tre Jazz Band, Coro Roma Tre Palladium, oltre alla Roma Tre Orchestra. Quando uscirà il cartellone Accordi, il consiglio è di fissare per primi i titoli di danza e i concerti, che di solito hanno una sola data.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che il Palladium è il teatro dell'Università Roma Tre. Pochi sanno che lo è in un senso molto concreto. Il gestore scrive che la Fondazione, istituita dall'ateneo nel 2016, offre agli studenti la possibilità di accrescere competenze professionali coinvolgendoli nella produzione e nella gestione artistica. Il 5 ottobre 2026, per esempio, scade una call di tirocinio al teatro rivolta a studentesse e studenti dei corsi triennali e magistrali.

Tradotto: dietro il botteghino, in regia, nella comunicazione, spesso ci sono studenti in formazione. È una delle ragioni per cui i prezzi restano bassi e il cartellone rischia titoli che una sala commerciale non metterebbe in scena. La presidenza della Fondazione è affidata a Riccardo Chiaradonna, professore ordinario di Storia della filosofia antica a Roma Tre, e la missione dichiarata tiene insieme formazione dei giovani, tradizione, ricerca e rapporto con il territorio.

Il secondo fatto noto e trascurato è che il teatro, prima dell'università, era stato a un passo dal diventare altro. L'enciclopedia libera racconta che Roma Tre prese in affitto la struttura quando rischiava di trasformarsi in una sala bingo, e la acquistò definitivamente nel 2001. Di quella vicenda nel quartiere si parla ancora, ma raramente la si ricorda quando si entra per un concerto o uno spettacolo.

Terzo elemento: la vicinanza con l'ateneo non è solo amministrativa. Il quartiere Ostiense, con le sedi di Roma Tre, è a pochi minuti di cammino, e il teatro ospita, accanto alle stagioni, i progetti dell'ateneo che la Fondazione elenca fra le sue attività, dal DAMS Music Festival al Coro Roma Tre Palladium. Il pubblico che la sera riempie la sala è in buona parte lo stesso che di giorno frequenta le lezioni, e questo si sente nel tono delle serate.

La foto giusta da fare al Teatro Palladium

La foto che funziona è frontale, dal centro di piazza Bartolomeo Romano, con la facciata intera nell'inquadratura: le arcate, le colonne, il fronte arrotondato e, sopra, le finestre delle case. È l'unica prospettiva che mostra quello che il teatro è davvero, un edificio popolare con una sala dentro. Meglio nel tardo pomeriggio, quando la luce radente fa risaltare il colore della facciata, che il restauro ha riportato al rosso-bruno originale.

La sera, con il pubblico davanti all'ingresso e le luci accese, la stessa inquadratura racconta il teatro vivo. Evitate il flash sulle persone e ricordate che sopra l'ingresso ci sono appartamenti abitati: niente foto ravvicinate alle finestre, niente droni, niente zoom sui balconi. La piazza è pubblica, le case no. Un grandangolo del telefono basta, e con un passo indietro si prende anche l'angolo fra via Cravero e via Passino.

Dentro la sala, prima dello spettacolo, lo scatto da fare è verso l'alto, alla volta con la trama di travi a stella. Dalla galleria l'angolo è migliore. Chiedete sempre al personale di sala se si può fotografare, perché il gestore non pubblica un regolamento specifico per le riprese. Durante lo spettacolo, come in ogni teatro, niente foto e niente video, salvo indicazioni diverse della singola produzione.

Una terza inquadratura, meno ovvia, mette il teatro in dialogo con il resto della piazza. Spostatevi verso il lato dei Bagni pubblici, l'altro edificio di Sabbatini sullo stesso slargo, e cercate un taglio che tenga insieme le due facciate. Si capisce subito che sono nate dalla stessa mano e dallo stesso progetto di quartiere. Di giorno, con la piazza meno affollata, è lo scatto che racconta meglio la Garbatella degli edifici collettivi.

Come si arriva dal centro di Roma?

La strada più semplice è la metro. Il gestore indica la linea B, fermata Garbatella, come riferimento per il trasporto pubblico. Dal centro si prende la linea B, che passa anche sotto il Circo Massimo, e si scende a Garbatella. Da lì si sale a piedi verso il quartiere e piazza Bartolomeo Romano. Il tragitto dalla stazione non è indicato dal gestore: conviene tracciarlo sul telefono prima di partire.

In autobus il teatro segnala tre linee. La 670 e la 715 fermano in via Edgardo Ferrati e in via Enrico Cravero, a ridosso della piazza. La 673 ferma in via Francesco Passino, sull'altro lato dell'edificio. Per orari, deviazioni e ultime corse il gestore rimanda al sito dell'azienda di trasporto di Roma, ed è il consiglio giusto: le linee di quartiere cambiano spesso percorso per lavori, e il passaparola invecchia in fretta.

In auto il Palladium è raggiungibile, ma parcheggiare è un'altra storia. Il teatro non indica un parcheggio proprio, e le strade della Garbatella sono strette, residenziali, piene di auto dei residenti già dal tardo pomeriggio. Se non avete alternative mettete in conto qualche giro e un po' di cammino. Parcheggiare in doppia fila davanti al teatro, in una piazza abitata, è il modo più rapido per farsi odiare dal quartiere.

Chi arriva da Testaccio o dalla Piramide può anche fare tutto a piedi, passando per l'Ostiense. Il percorso lungo la via Ostiense, con il Gazometro sullo sfondo, è una buona introduzione al quartiere. Al rientro, di notte, controllate prima l'orario dell'ultima corsa della metro B sul sito dell'azienda di trasporto, perché cambia secondo il giorno e i lavori in corso.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

1920: il 18 febbraio viene fondata la Garbatella, come ricorda l'epigrafe di piazza Benedetto Brin. Fra il 1926 e il 1927, secondo il gestore e il portale turistico di Roma Capitale, Innocenzo Sabbatini costruisce per l'Istituto Case Popolari il cinema-teatro con sei piani di abitazioni in piazza Bartolomeo Romano. Le fonti non concordano sulla fine dei lavori: ArchiDiAP indica il 1931. La sala nasce con il nome di Cinema Teatro Garbatella.

Fine anni Venti: il quartiere si riempie di edifici collettivi firmati da Sabbatini. Il portale della Regione Lazio data al 1928-1929 i quattro alberghi suburbani, Rosso, Bianco, Terzo e Giallo, costruiti come alloggi temporanei per gli sfollati della Spina di Borgo. Sulla stessa piazza del teatro sorgono i Bagni pubblici. Il cinema diventa il luogo di ritrovo serale di un quartiere di famiglie arrivate da ogni parte della città.

2000: nell'estate il locale chiude, racconta l'enciclopedia libera, per l'inquinamento acustico lamentato da chi abitava nello stesso edificio. Il rischio concreto è la trasformazione in sala bingo. L'Università Roma Tre prende la struttura in affitto e nel 2001 la acquista. Segue il restauro, attribuito dalla stessa fonte all'architetto Luciano Scacchi e a Richard Peduzzi, che riporta la facciata al colore rosso-bruno originale.

2003: il 15 ottobre il Teatro Palladium viene inaugurato dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, secondo l'enciclopedia libera. Per circa dieci anni la gestione è affidata alla Fondazione Romaeuropa, esperienza che si chiude nel febbraio 2014. In quel periodo passano in sala la Roma Tre Orchestra, il Roma Tre Film Festival, il Teatro Dams Fest, Radio 3 Scienza, Cortoons, il Festad'Africa Festival e Teatri di Vetro.

2016: l'Università Roma Tre istituisce la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, che da allora gestisce il teatro. 2026: il 28 settembre la Roma Tre Orchestra suona The Peace Concerto, il 30 settembre la Fondazione presenta la stagione 2026-2027 con il titolo Accordi. Un secolo dopo la prima pietra del quartiere, la sala di Sabbatini è ancora in funzione con il suo mestiere originario: fare spettacolo per chi abita intorno.

Chi è passato dal Teatro Palladium

Il primo nome è quello del progettista, Innocenzo Sabbatini, che alla Garbatella firmò anche i Bagni pubblici e gli alberghi suburbani. Accanto a lui ArchiDiAP cita l'ingegnere Costantini. Il secondo nome, per peso istituzionale, è Carlo Azeglio Ciampi, che secondo l'enciclopedia libera inaugurò il teatro restaurato il 15 ottobre 2003. Nel restauro, la stessa fonte ricorda l'architetto Luciano Scacchi e Richard Peduzzi.

Poi ci sono le istituzioni culturali che hanno abitato la sala. La Fondazione Romaeuropa l'ha gestita per circa dieci anni, fino al 2014. La Roma Tre Orchestra ci suona da allora, e il 28 settembre 2026 vi ha tenuto The Peace Concerto. Festival come Cortoons, Festad'Africa e Teatri di Vetro, e programmi radiofonici come Radio 3 Scienza sono passati da questo palco, secondo la cronologia dell'enciclopedia libera.

Nella prosa recente il sito del teatro documenta, per il maggio 2025, la prima nazionale di Heresias di José Sanchis Sinisterra, con la regia di Ferdinando Ceriani e in scena Elisa di Eusanio e Andrea Lolli. La musica ha nomi collettivi più che solisti: la Roma Tre Jazz Band, il Coro Roma Tre Palladium, gli studenti del DAMS Music Festival. È una sala dove il nome in cartellone conta meno del progetto.

Poco lontano, fuori dal teatro ma nello stesso quartiere, è passato un ospite che la Garbatella ricorda con orgoglio. Il portale della Regione Lazio scrive che nel 1931 il Mahatma Gandhi visitò gli alberghi suburbani di Sabbatini. Non ci sono fonti che lo portino dentro il cinema-teatro, e non va scritto che ci sia entrato. Ma racconta bene quanto il progetto urbano del quartiere, di cui il teatro è parte, fosse osservato anche da fuori.

Fatti, tradizione e leggenda: che cosa è documentato?

Quello che dicono i documenti: il progettista è Innocenzo Sabbatini, il committente l'Istituto Case Popolari, l'edificio unisce sala e abitazioni su sei piani, il gestore è la Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, istituita nel 2016. Sono dati pubblicati dal teatro e dal portale di Roma Capitale. Anche indirizzo, prezzi, canali di vendita e linee di trasporto vengono dalle pagine ufficiali della Fondazione, e sono la base da cui partire.

Quello che dice la tradizione, cioè ricostruzioni diffuse ma non ufficiali: la data esatta dei lavori, che oscilla fra il 1926 e il 1931 a seconda della fonte, la capienza di circa 500 posti, la chiusura del 2000 per il rumore, il rischio bingo, i nomi dei restauratori. Sono dati riportati dall'enciclopedia libera e da archivi di architettura, coerenti fra loro, ma il gestore non li pubblica nelle sue pagine sulla storia del teatro.

Quello che è leggenda, o almeno interpretazione senza appoggio: che la stella nella volta abbia un significato simbolico voluto dal progettista. Le fonti descrivono la trama delle travi, una stella secondo il Comune, due stelle a sei punte secondo ArchiDiAP, ma nessuna attribuisce a Sabbatini un'intenzione simbolica. La spiegazione più semplice è strutturale. Chi vi racconta altro in piazza vi sta raccontando una bella storia, non un fatto.

Che posto ha il Palladium nella Garbatella?

Il teatro è uno dei vertici di un triangolo di edifici pubblici che definisce la Garbatella degli anni Venti e Trenta. Sulla stessa piazza i Bagni pubblici di Sabbatini sono diventati, dal 2016, un centro culturale con biblioteca, emeroteca e spazio di scambio libri, secondo il portale della Regione Lazio, che ricorda anche la scuola gratuita di italiano Penny Wirton ospitata negli stessi spazi. Poco lontano ci sono gli alberghi suburbani.

Chi viene per il teatro dovrebbe quindi dedicare un'ora al quartiere. Le scale esterne, i lotti con i cortili comuni, i giardini e gli orti urbani della Garbatella raccontano lo stesso progetto di città che il Palladium mette in scena in forma monumentale. Rispettate chi ci abita: i cortili sono spazi privati condominiali, si guardano dalla strada. E la sera, quando esce il pubblico, abbassate la voce sotto le finestre.

Il teatro è anche il punto di contatto fra la Garbatella storica e la Roma dell'università e dell'archeologia industriale. Scendendo verso l'Ostiense si incontrano le sedi di Roma Tre, la Centrale Montemartini con le sculture antiche fra le macchine, il Gazometro, l'ex Porto Fluviale. Sull'altra riva del Tevere c'è il Teatro India, l'altra sala di questa parte di città.

Nel sistema dei teatri romani il Palladium ha un posto preciso. Non è un teatro pubblico cittadino come l'Argentina, né una grande sala privata come il Teatro Olimpico. È un teatro di ateneo con una vocazione di quartiere, più vicino per spirito al Vascello di Monteverde. Chi segue il contemporaneo lo mette in agenda insieme a quelle sale, non al loro posto.

Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?

Il teatro è chiuso ogni volta che non c'è un evento in programma, e il botteghino apre solo due ore prima degli spettacoli. Non esiste un orario di apertura diurno per il pubblico. Nei periodi fra una stagione e l'altra, come a fine settembre 2026, il calendario è quasi vuoto in attesa della presentazione del nuovo cartellone. Prima di andare controllate la home del sito, che riporta gli eventi dei giorni successivi.

Non aspettatevi visite libere della sala o del foyer. Il gestore non pubblica visite all'edificio fuori dagli spettacoli, e la sala si vede solo entrando con un biglietto. Non aspettatevi nemmeno un museo del cinema di quartiere o pannelli sulla storia della Garbatella: il Palladium è un teatro in attività, non un luogo di esposizione. La storia, qui, si legge nell'architettura e nella volta.

Non aspettatevi la possibilità di prenotare e ritirare: i posti non si prenotano. Non aspettatevi di entrare a spettacolo iniziato: l'accesso chiude cinque minuti prima. E non aspettatevi sconti online, perché le riduzioni si applicano solo al botteghino. Sono regole scritte nella pagina della biglietteria, e chi le conosce passa una serata tranquilla. Chi non le conosce rischia di restare in piazza con il biglietto in mano.

Sull'accessibilità il gestore non pubblica, nelle pagine di biglietteria e contatti, indicazioni su ingressi senza barriere o posti riservati. Il portale turistico di Roma Capitale rimanda alla propria sezione dedicata all'accessibilità. Chi ha esigenze specifiche scriva a biglietteria.palladium@uniroma3.it prima di acquistare, e chieda conferma su ingresso, posto e servizi. Meglio una mail in più che una sorpresa la sera dello spettacolo.

Non aspettatevi, infine, che il teatro sia sempre dedicato alla prosa. Nella stessa settimana la sala può ospitare un concerto dell'orchestra dell'ateneo, una proiezione, un incontro pubblico, una serata di danza. È la natura di un teatro universitario, e per lo spettatore è un vantaggio. Ma chi cerca un titolo preciso deve leggere il calendario per tipo di evento, perché la parola spettacolo, qui, copre generi molto diversi fra loro.

Mangiare in zona

La Garbatella ha una tradizione di trattorie di quartiere e l'Ostiense, poco più in basso, è una delle zone con più locali aperti la sera. Proprio per questo le trappole esistono anche qui. Diffidate dei posti con il buttadentro, dei menù fotografici plastificati in più lingue, delle voci senza prezzo scritte a mano, dei locali che presentano un menù diverso dentro e fuori. Nessuna di queste cose ha a che fare con la cucina del quartiere.

Altro segnale da non sottovalutare: la cucina aperta di continuo, dal pranzo a mezzanotte, raramente significa piatti preparati al momento. I residenti scelgono i posti dove la cucina chiude e riapre, dove il menù cambia con la stagione e dove il conto non riserva sorprese. Non è snobismo, è l'abitudine di chi mangia fuori spesso e non vuole pagare la vicinanza a un luogo diventato di moda.

Nelle sere di spettacolo conviene cenare presto, verso le 19, e chiedere il conto per tempo: l'accesso in sala chiude cinque minuti prima dell'inizio. Dopo lo spettacolo, verso le 23, molte cucine sono già chiuse. Per orientarsi fra la Garbatella, l'Ostiense e il resto della città c'è la lista di indirizzi su Google Maps, utile anche per chi cerca un posto tranquillo prima di entrare in sala.

Che cosa abbinare in giornata

L'abbinamento naturale è un pomeriggio nella Garbatella, fra i lotti, le scale e gli orti urbani, e poi il teatro la sera. Chi ha più tempo scende verso l'Ostiense per la Centrale Montemartini, dove le statue antiche convivono con le turbine, e torna in piazza Bartolomeo Romano in tempo per l'apertura del botteghino, due ore prima dello spettacolo.

Chi preferisce le chiese e l'archeologia può partire dalla Basilica di San Paolo fuori le Mura, più a sud lungo la via Ostiense, e proseguire verso l'Abbazia delle Tre Fontane o le Catacombe di Commodilla, nei giorni in cui sono aperte. Da San Paolo alla Garbatella il passo è breve, e la sera si chiude con un concerto o uno spettacolo.

Una giornata più classica tiene insieme Porta San Paolo, la Piramide Cestia, il Museo della via Ostiense e il Cimitero acattolico, poi scende lungo la via Ostiense verso il Gazometro e l'ex Porto Fluviale. Da lì alla Garbatella sono pochi minuti di metro o una camminata in salita.

Per chi ama la street art la direzione giusta è Tor Marancia, con le facciate dipinte dei palazzi popolari, da guardare dalla strada con rispetto per chi ci abita. È un buon contrappunto alla Garbatella: due quartieri di edilizia pubblica, due epoche diverse, lo stesso tema della casa popolare trattata come architettura. D'estate portate una borraccia e usate i nasoni lungo il percorso.

Chi vuole una giornata tutta dedicata alla Roma antica può cominciare dall'Aventino, con la Basilica di Santa Sabina, scendere al Circo Massimo e alle Terme di Caracalla, e poi raggiungere la Garbatella con la metro B. Calcolate il tragitto prima di partire, in modo da arrivare in tempo per cenare prima dello spettacolo.

Per una settimana a teatro, infine, il Palladium si abbina alle altre sale che trovate tra le nostre proposte: il Teatro India sul Tevere, il Teatro Argentina in centro, il Teatro Valle, il Quirino, il Teatro Parioli. Per la musica c'è l'Auditorium Parco della Musica, per il cinema d'autore il Nuovo Cinema Sacher e il Cinema Troisi.

Con i bambini il Palladium funziona quando il cartellone propone concerti brevi o spettacoli pomeridiani, da cercare nella pagina degli eventi. Per il resto della giornata trovate idee nella pagina su Roma con i bambini, e per contenere la spesa in quella su Roma gratis. Il teatro stesso, con biglietti da 5 euro per alcuni eventi, resta una delle serate culturali più economiche della città.

Domande frequenti

Il Teatro Palladium è aperto?

Sì, il teatro è in attività ed è gestito dalla Fondazione Roma Tre Teatro Palladium, istituita dall'Università Roma Tre. Si entra solo in occasione di spettacoli, concerti ed eventi, con il biglietto. Il botteghino apre due ore prima di ogni spettacolo. A fine settembre 2026 il calendario è in attesa della nuova stagione 2026-2027, presentata dalla Fondazione il 30 settembre con il titolo Accordi.

Quanto costa un biglietto al Palladium?

La pagina ufficiale della biglietteria indica un intero da 5 a 20 euro secondo l'evento, un ridotto da 12 euro e un ridotto studenti a 8 euro. Le riduzioni si applicano solo al botteghino del teatro e non valgono per gli eventi con tariffa pari o inferiore a 5 euro. Il prezzo preciso di ogni appuntamento compare nella pagina del singolo evento sul sito del teatro.

Dove si comprano i biglietti?

Online sul circuito Boxol, alla pagina dedicata al Teatro Palladium, con stampa a casa o biglietto elettronico, nei punti vendita autorizzati dello stesso circuito oppure al botteghino in piazza Bartolomeo Romano 8, aperto due ore prima di ogni spettacolo. Per la stagione di danza Orbita il teatro indica anche Ciaotickets. Per informazioni c'è la mail biglietteria.palladium@uniroma3.it, oppure il 06 57332768 in orario di botteghino.

Si può prenotare il posto?

No. La pagina della biglietteria scrive che non è possibile effettuare la prenotazione dei posti. Si compra online o al botteghino, e l'accesso in sala è consentito fino a cinque minuti prima dell'inizio. Chi vuole sedersi vicino ad amici o scegliere un posto in galleria deve quindi arrivare presto. Il biglietto smarrito non si duplica, e il rimborso è previsto solo per annullamento o sospensione prima del primo intervallo.

Come si arriva al Teatro Palladium con i mezzi?

Il gestore indica la metro B, fermata Garbatella, e tre linee di autobus: la 670 e la 715 con fermate in via Edgardo Ferrati e via Enrico Cravero, la 673 in via Francesco Passino. Per orari e deviazioni rimanda al sito dell'azienda di trasporto di Roma. In auto il parcheggio nelle strade residenziali del quartiere è difficile, e il teatro non indica un parcheggio proprio.

Chi ha progettato il Teatro Palladium?

L'architetto Innocenzo Sabbatini, per l'Istituto Case Popolari, come indicano il gestore e il portale turistico di Roma Capitale. L'archivio ArchiDiAP cita anche la collaborazione dell'ingegnere Costantini. Le date non concordano: il gestore indica il 1926-1927, altre ricostruzioni arrivano al 1931. L'edificio nacque come Cinema Teatro Garbatella e unisce la sala a sei piani di abitazioni popolari, ancora oggi abitate.

Il teatro è accessibile alle persone con disabilità?

Il gestore non pubblica, nelle pagine di biglietteria e contatti, indicazioni su ingressi senza barriere o posti riservati. Il portale turistico di Roma Capitale rimanda alla propria sezione sull'accessibilità. Il consiglio è di scrivere a biglietteria.palladium@uniroma3.it prima di comprare, chiedendo conferma su ingresso, posto in sala e servizi, oppure di chiamare il centralino del teatro, 06 57332772.

Si può visitare la sala senza assistere a uno spettacolo?

Il gestore non pubblica visite all'edificio fuori dagli eventi in programma. La sala circolare, la doppia galleria e la volta con la trama di travi a stella si vedono entrando con un biglietto, meglio nei minuti prima dell'inizio. Fuori dagli spettacoli il teatro si guarda dalla piazza, insieme ai Bagni pubblici di Sabbatini che si trovano sullo stesso slargo.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per il Teatro Palladium fanno fede le pagine della Fondazione Roma Tre Teatro Palladium e la pagina del singolo evento. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare una serata al Palladium, per sé o per un gruppo, significa fare i conti con posti non prenotabili, riduzioni solo al botteghino e accesso che chiude cinque minuti prima dell'inizio. Per un gruppo conviene scrivere alla biglietteria con largo anticipo e chiedere condizioni e disponibilità. Una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro.

Il teatro della Garbatella si inserisce bene in un viaggio più largo nella Roma del Novecento, fra case popolari, archeologia industriale e luoghi della città contemporanea come il MAXXI e il circuito delle Mura aureliane. Per chi ha più giorni e vuole tenere insieme città e dintorni, una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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IndirizzoPiazza Bartolomeo Romano 8 Roma Garbatella, Roma, Roma Città 00154
CategorieSpettacoli

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