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Teatro Vascello

Il Teatro Vascello è aperto e in piena stagione: si trova in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, ed è la sede della Fabbrica dell'Attore, compagnia fondata nel 1974 da Manuela Kustermann e Giancarlo Nanni e riconosciuta dal Ministero e dalla Regione Lazio come centro di produzione teatrale. Dal 2010 la direzione artistica è di Manuela Kustermann. Il biglietto intero costa 25 euro, la vendita passa dal botteghino, dal telefono e dal circuito VivaTicket indicato dal teatro.

È un teatro di ricerca, non una sala di repertorio. Il cartellone mescola prosa contemporanea, riscritture dei classici, danza e compagnie straniere, con molte produzioni e coproduzioni della casa. La sala conta 356 posti numerati, ricavati da un vecchio cinema in disuso che i due fondatori trasformarono e inaugurarono nel 1989. Il quartiere intorno è quello residenziale che sale verso Villa Sciarra e il Gianicolo, lontano dal traffico turistico di Trastevere.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul sito ufficiale del Teatro Vascello, nelle pagine su biglietteria, stagione, storia, compagnia, accessibilità e indicazioni per arrivare, e sulle altre fonti citate più avanti nel testo. Il teatro non pubblica un orario di apertura del foyer diverso da quello del botteghino, né un servizio guardaroba. Per tutto quello che non compare in rete il canale da usare è il botteghino, ai numeri 06 5881021 e 06 5898031.

Logo di Teatro Vascello dalla pagina Facebook ufficiale
Il logo di Teatro Vascello, dalla pagina Facebook ufficiale.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Indirizzo: via Giacinto Carini 78, Monteverde Vecchio, Roma. Ingresso per chi usa la carrozzina da via Francesco Massari 3.
  • Gestore: La Fabbrica dell'Attore, centro di produzione teatrale, direzione artistica di Manuela Kustermann.
  • Prezzo: intero 25 euro, over 65 20 euro, convenzioni 18 euro, studenti 16 euro. Abbonamenti e card da 45 a 135 euro.
  • Orari degli spettacoli: dal lunedì al venerdì alle 21, il sabato alle 19, la domenica alle 17.
  • Botteghino in stagione: lunedì 10.30-18.30, martedì-venerdì 10.30-21.30, sabato 11-20, domenica 14-18. Telefoni 06 5881021 e 06 5898031.
  • Come si arriva: autobus 75 da Termini, Colosseo e Piramide, e linee 44, 710, 870 e 871 secondo il teatro.
  • Accessibilità: posti in prima fila senza barriere per chi usa la carrozzina, su prenotazione, e audiodescrizione in date dedicate.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

Via Giacinto Carini è una strada di palazzine e alberi a Monteverde Vecchio, il pezzo di quartiere che si appoggia al lato ovest del Gianicolo. Il teatro indica come riferimento per il parcheggio le mura di Villa Sciarra, a un centinaio di metri. Da qui la collina continua verso Porta San Pancrazio e il grande parco di Villa Doria Pamphilj, mentre dall'altra parte si scende verso Trastevere.

Dall'esterno il Vascello non ha nulla del teatro all'italiana. Nessun colonnato, nessuna facciata monumentale. L'edificio nasce come cinema di quartiere nel 1946, secondo la ricostruzione pubblicata da Teatro.it, e si presenta ancora come un ingresso sulla strada fra i palazzi del quartiere. Chi arriva cercando velluti, stucchi e palchi resta spiazzato. Chi cerca un palcoscenico largo e una sala pensata per vedere bene la scena trova esattamente questo.

Dentro c'è una sola sala principale con 356 posti numerati, poltrone imbottite e moquette, secondo la scheda tecnica pubblicata dal teatro. Il palcoscenico misura 15 metri per 11,80, con una bocca di scena che arriva a 14 metri di larghezza. Sono misure generose per una sala di questa capienza, e spiegano perché il Vascello ospita spesso danza e spettacoli con molti interpreti in scena. Nove camerini con docce completano la parte che il pubblico non vede.

La cosa che si vede davvero, allora, è il cartellone. Il Vascello è uno dei posti dove a Roma passano i nomi della ricerca italiana e alcune compagnie internazionali, con repliche di una settimana o poco più. Non è un luogo da visitare come un monumento, fuori dagli orari degli spettacoli. Si entra con un biglietto, la sera o la domenica pomeriggio, e il foyer si anima nell'ora prima dell'inizio.

Il riferimento geografico più utile è Porta San Pancrazio, in cima alla salita di via Garibaldi. Da lì la città storica resta alle spalle e comincia il quartiere residenziale, fatto di villini, palazzine e scalinate. Via delle Mura Gianicolensi, dove il teatro indica il parcheggio gratuito, prende il nome dalle mura che chiudono la collina. Il Vascello si trova poco sotto questo crinale, dentro la griglia di strade del quartiere, e da Porta San Pancrazio si raggiunge a piedi in pochi minuti.

Non confondete Monteverde Vecchio con Monteverde Nuovo, la parte più recente del quartiere che si allunga verso la Portuense e la Gianicolense. Il teatro si trova nella parte alta e più antica, vicina alle ville storiche e al crinale del Gianicolo. Anche la vecchia sede della compagnia, il Teatro La Fede, era sulla Portuense, ma in un altro tratto della città. Chi usa un navigatore scriva l'indirizzo completo, via Giacinto Carini 78, e non solo il nome del teatro.

Una curiosità sul Teatro Vascello

Il numero civico si ripete. La prima sede della compagnia, secondo la pagina ufficiale della Fabbrica dell'Attore, era il Teatro La Fede in via Portuense 78. Quando nel 1989 i fondatori lasciano quella cantina per un vecchio cinema di Monteverde, il nuovo indirizzo è via Giacinto Carini 78. Coincidenza pura, a quanto risulta dalle fonti del teatro, che non la commentano. Ma per chi conosce la storia della compagnia è una coincidenza difficile da dimenticare, quasi una firma.

C'è poi il nome della strada. Giacinto Carini, spiega il Dizionario Biografico della Treccani, era un palermitano nato nel 1821, colonnello di cavalleria nella rivoluzione siciliana del 1848, poi uno dei comandanti della spedizione dei Mille, ferito a Palermo nel 1860. Morì a Roma nel 1880 da generale dell'esercito italiano. A Monteverde Vecchio molte strade sono intitolate a figure del Risorgimento, e il teatro ne abita una senza farne un tema.

Anche il nome della prima formazione ha una sua curiosità grafica. Le fonti del teatro lo scrivono Space Re(v)action, con la v fra parentesi dentro la parola inglese reaction, e lo datano al 1967. Il gioco tipografico lascia leggere insieme due parole diverse, e dice qualcosa del clima sperimentale di quegli anni. Da quella sigla, sette anni dopo, esce la cooperativa La Fabbrica dell'Attore, che è ancora oggi il soggetto che gestisce il teatro.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Teatro Vascello

Il sabato lo spettacolo comincia alle 19, non alle 21. È scritto chiaramente nella pagina della biglietteria, eppure è facile presentarsi alle otto e mezza di sera convinti di essere in anticipo e trovare lo spettacolo già a metà. La domenica l'inizio è alle 17, dal lunedì al venerdì alle 21. Controllate il giorno prima di uscire di casa, soprattutto se venite da lontano e contate su un autobus serale.

Seconda cosa poco nota: la biglietteria resta chiusa d'estate e ha orari ridotti a settembre prima che parta la programmazione. Nel 2026 il teatro indica la chiusura dal 29 luglio al 2 settembre, e poi un orario dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 18 finché non ci sono spettacoli. A stagione avviata il botteghino del martedì-venerdì resta aperto fino alle 21.30, quindi si può comprare anche all'ultimo momento, se ci sono posti.

Terza cosa: il calendario ha dei vuoti. Tra un titolo e l'altro ci sono spesso alcuni giorni senza spettacoli, per esempio fra il 18 ottobre 2026, ultima replica dell'Orologio americano, e il 28 ottobre, quando arriva La medium. Chi pianifica un viaggio a Roma con una serata a teatro deve partire dal cartellone e non dal contrario, altrimenti rischia di trovare la sala chiusa proprio nei giorni liberi della vacanza.

Da vecchio cinema a teatro: come nasce il Vascello?

La storia comincia lontano da Monteverde. Nel 1967 Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann danno vita al gruppo Space Re(v)action, dentro il fermento dei movimenti giovanili e delle cantine romane. Nel 1974 fondano la cooperativa La Fabbrica dell'Attore, con sede al Teatro La Fede sulla Portuense. È lì che prendono forma i lavori che la pagina storica del teatro ricorda, fra cui A come Alice, Risveglio di primavera e L'imperatore della Cina.

Alla fine degli anni Ottanta serve uno spazio più grande. La scelta cade su un cinema di quartiere chiuso. Secondo una ricostruzione pubblicata da Teatro.it nel luglio 2013, il Cinema Vascello era stato costruito nel 1946, e il progetto di trasformazione in teatro porta la firma degli architetti Costantino Dardi e Giancarlo Nanni. Nel 1995 ingresso, atrio e foyer vengono riorganizzati su progetto degli architetti M. A. Di Martino e B. Agostinelli, sempre secondo la stessa fonte.

Il foyer che il pubblico attraversa oggi è quindi il risultato di due momenti diversi: la trasformazione del 1989, che crea il teatro dentro il guscio del cinema, e il riassetto del 1995, che ridisegna ingresso e spazi di attesa. Il teatro non pubblica fotografie storiche del vecchio cinema né documenti sul suo nome, e la memoria della sala precedente resta affidata alla ricostruzione della stampa e a quella dei residenti.

L'inaugurazione avviene il 4 maggio 1989 con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del suo Teatro Cricot, come ricorda la pagina ufficiale sulla storia. Una scelta di campo precisa: aprire un teatro romano con uno dei maestri dell'avanguardia europea significava dichiarare subito che cosa si voleva fare. Nel 1998 il Ministero riconosce la Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione. Oggi la compagnia risulta riconosciuta come centro di produzione teatrale.

Aprire un teatro di ricerca a Monteverde, nel 1989, voleva dire portare l'avanguardia fuori dal centro storico e dalle cantine, in un quartiere di famiglie e di uffici. La scelta di un ex cinema non era un ripiego. La sala lunga di un vecchio cinema e un palcoscenico costruito apposta offrivano spazio e visibilità che le cantine non avevano mai garantito. A nostro giudizio è ancora oggi il vero punto di forza del Vascello rispetto a molti spazi romani della stessa area artistica.

Nel gennaio 2010 muore Giancarlo Nanni. Da allora Manuela Kustermann guida da sola compagnia e teatro, e la pagina ufficiale parla di un percorso graduale di rinnovamento, con un cambio generazionale nei nomi sostenuti dalla casa. La lista degli artisti vicini alla compagnia comprende oggi Antonio Rezza e Flavia Mastrella, Leonardo Manzan, Giacomo Bisordi, Fabio Condemi, Fabiana Iacozzilli, Lisa Ferlazzo Natoli con lacasadargilla, Eleonora Danco, e un sostegno produttivo a Daria Deflorian.

Il 2024 ha segnato i cinquant'anni dalla fondazione della Fabbrica dell'Attore, e il teatro ha superato da tempo i trentacinque anni di attività in via Carini. Per un teatro nato dall'esperienza delle cantine degli anni Sessanta e Settanta, restare così a lungo nelle mani di chi lo ha fondato è un fatto raro. Il dato conta anche per lo spettatore: la linea artistica non cambia a ogni stagione, e chi ha amato un cartellone ritrova l'anno dopo lo stesso gusto.

Il consiglio che ti do per visitare il Teatro Vascello

Scegliete lo spettacolo prima della sera, non la sera prima. Il Vascello programma molte repliche brevi, alcune di uno o due giorni soltanto, e i titoli di danza o delle compagnie straniere si esauriscono in fretta. Il consiglio è guardare il cartellone ufficiale a inizio mese, fissare le due o tre date che interessano davvero e comprare subito. Per chi va a teatro spesso le card hanno senso, per gli altri basta il biglietto singolo.

Poi venite un po' prima. Mezz'ora di anticipo basta per ritirare i biglietti, trovare il posto e dare un'occhiata alle locandine della stagione nel foyer. La sala è compatta e i posti sono numerati. A nostro giudizio la visibilità è buona quasi ovunque, e le file centrali rendono meglio delle prime per la danza, perché il palco è largo e il disegno dei corpi nello spazio si coglie solo con un po' di distanza.

Ultimo punto pratico: se il titolo che vi interessa ha repliche su più giorni, scegliete una sera infrasettimanale. Dal martedì al venerdì il botteghino resta aperto fino alle 21.30, il parcheggio lungo le mura in genere si trova con meno fatica e l'uscita avviene in un quartiere tranquillo. Il fine settimana, con gli orari anticipati delle 19 e delle 17, è invece la scelta giusta per chi deve rientrare fuori Roma con i mezzi pubblici.

Leggete sempre la presentazione del singolo spettacolo sul sito ufficiale prima di comprare. Nel teatro di ricerca durata, lingua e linguaggio cambiano molto da un titolo all'altro: ci sono lavori senza parole, spettacoli in lingua straniera, monologhi di poco più di un'ora e produzioni lunghe con molti interpreti. Sapere in anticipo che cosa aspettarsi evita la delusione più comune, quella di chi arriva cercando una commedia e si trova davanti a un'opera di danza.

Quanto costa e come si prenota?

I prezzi della stagione 2026-2027 pubblicati dal teatro sono quattro, più un piccolo supplemento per chi deve cambiare data. Non ci sono differenze per settore della sala, perché i posti sono tutti dello stesso tipo. Le riduzioni riguardano over 65, studenti e soci di enti e circoli convenzionati. Il cambio data costa 5 euro ed è possibile solo per lo stesso spettacolo, secondo la pagina della biglietteria.

Il canale da preferire è quello ufficiale: la pagina biglietteria del Teatro Vascello, il botteghino di via Carini e i numeri 06 5881021 e 06 5898031, con acquisto telefonico tramite carta e possibilità di bonifico. Per l'acquisto in rete il teatro rimanda al circuito VivaTicket, con un collegamento diretto dal proprio sito. Chi vuole chiarire dubbi su riduzioni e posti accessibili fa prima a scrivere a botteghino@teatrovascello.it o a telefonare.

Biglietto Prezzo
Intero 25 euro
Over 65 20 euro
Convenzioni e circoli 18 euro
Studenti 16 euro
Cambio data, stesso spettacolo 5 euro

Per chi pensa di tornare più volte ci sono abbonamenti e card. L'abbonamento Zefiro o Eolo costa 135 euro per nove spettacoli. La Card Libera costa 114 euro per sei spettacoli, la Card Love 74 euro per due spettacoli in due persone, la Card Danza 50 euro per quattro ingressi, la Card Trilogia Poveri Cristi 45 euro per i tre spettacoli del progetto omonimo. Le condizioni precise di ciascuna formula vanno lette sulla pagina ufficiale prima di comprare.

La posizione contraria, e la teniamo ferma: l'abbonamento da nove spettacoli è sopravvalutato per chi va a teatro tre o quattro volte l'anno. Il risparmio per serata c'è, ma impegna a scegliere nove titoli in una stagione lunga, e molti finiscono per saltarne qualcuno. La Card Libera o la Card Danza sono più oneste per il pubblico occasionale. L'abbonamento pieno conviene solo a chi segue davvero il cartellone e abita vicino.

Prima di pagare l'intero, controllate le convenzioni. Il prezzo da 18 euro è riservato a circoli aziendali, associazioni ed enti che hanno un accordo con il teatro, e diversi circoli pubblicano in rete la propria convenzione con il Vascello. Il modo più rapido per saperlo è chiedere al proprio circolo o scrivere al botteghino indicando l'ente di appartenenza. Gli studenti pagano 16 euro, gli over 65 pagano 20, e anche in questi casi conviene chiedere al botteghino quale documento serve.

Per chi usa la carrozzina il teatro indica spazi dedicati senza barriere architettoniche in prima fila, da prenotare in anticipo. L'ingresso non è quello principale: si entra dal corridoio sul retro, in via Francesco Massari 3, con l'assistenza del personale. Il biglietto costa 5 euro per la persona con disabilità e 20 euro per chi la assiste. Le stesse tariffe valgono per i titolari di certificazione di invalidità al 100 per cento.

Il Vascello propone anche l'audiodescrizione per persone cieche e ipovedenti, con cuffie senza fili che descrivono scene, costumi e movimenti. I cani guida sono ammessi. Il servizio si attiva con un minimo di venticinque persone e le date pubblicate finora riguardano la stagione passata. Per le date della stagione in corso e per le prenotazioni conviene seguire la pagina accessibilità del teatro, che riporta un contatto dedicato.

La pagina del Teatro Vascello su Vivaticket raccoglie in un solo elenco gli spettacoli della stagione, le date del Romaeuropa Festival ospitate in via Carini e le card e gli abbonamenti in vendita. È un link affiliato: se acquistate da lì Estate Romana riceve una piccola commissione, mentre il prezzo per voi resta quello del venditore. Prima di pagare controllate data, orario e tipo di biglietto.

Che cosa c'è in cartellone nella stagione 2026-2027?

Nella stagione 2026-2027 il cartellone annuncia trentasette titoli, dal 15 settembre 2026 al 30 maggio 2027, secondo la pagina ufficiale della stagione. Si è partiti con Glass with Silence il 15 e 16 settembre e con Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde dal 23 al 27. Dal 29 settembre al 4 ottobre è in scena Tragudia il canto di Edipo, poi Lemnos dal 7 all'11 ottobre e L'orologio americano dal 14 al 18.

L'autunno prosegue con La medium il 28 e 29 ottobre, Catalogo il 31 ottobre e 1 novembre, Starman il 4 e 5 novembre, C'era una volta il 10 e Il giorno della civetta l'11 novembre. Dal 13 al 22 novembre va in scena Il prodigio, dal 24 al 29 Quinto: non uccidere. Dicembre porta The Sleeping Queen dall'1 al 6 e Hospitality Suite dal 10 al 20, prima di 7-14-21-28 dal 22 dicembre al 2 gennaio.

Il 2027 si apre con Metadietro dal 5 al 17 gennaio, Il viale del tramonto dal 19 al 24 e L'ultimo nastro di Krapp con Press Conference dal 26 al 31. A febbraio il cartellone annuncia Orestea dal 3 al 14, Vai pure il 16, Ma a che serve la luce? con Le ceneri di Gramsci dal 18 al 21 ed Edipus dal 23 al 28. È il tratto della stagione più denso di classici riletti.

Marzo propone Fuggire, cadere e altre cose inutili dal 2 al 14, Misurare il salto delle rane dal 16 al 21 e Scemi del villaggio dal 23 al 27. Riccardo III chiude marzo e apre aprile, dal 30 marzo al 4 aprile. Seguono Too Late dal 6 all'11 aprile, La poésie de la résistance dal 13 al 17, Una tribù, ecco quello che sono il 18 e The Forest dal 20 al 25.

Giulio Cesare o la notte della Repubblica va in scena dal 27 aprile al 2 maggio. Maggio mette in fila Congiura dal 4 al 9, La trilogia dei poveri cristi dall'11 al 16, Non seppellitemi viva il 18, Cinema cielo dal 20 al 23, Notti il 25 e 26 e infine L'ostaggio dal 27 al 30, ultimo titolo della stagione secondo la pagina ufficiale.

Nella presentazione della stagione pubblicata da Teatrionline il 28 maggio 2026 compaiono alcuni nomi noti: la coreografia di Lucinda Childs per Glass with Silence, Alessandro Serra per Tragudia, Arthur Miller ed Elio De Capitani per L'orologio americano, Antonio Latella per Riccardo III con Vinicio Marchioni, Jan Fabre con la sua compagnia ad aprile, Virgilio Sieni per il lavoro su Pasolini. Date e titoli possono cambiare in corso d'opera: fa fede sempre la pagina ufficiale.

Chi segue la danza può costruirsi un percorso a parte. Nella stessa presentazione risultano coreografici Glass with Silence, Catalogo, C'era una volta, The Sleeping Queen di Mauro Astolfi, il lavoro di Virgilio Sieni su Pasolini e The Forest di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir. La Card Danza da quattro ingressi a 50 euro si adatta bene a questo tipo di spettatore, che in una stagione sceglie pochi titoli precisi.

Per chi entra al Vascello per la prima volta, a nostro giudizio, i classici riletti sono la porta più comoda: Orestea, Riccardo III, L'orologio americano, Giulio Cesare. Si conosce la storia, e si può concentrare l'attenzione sul modo in cui la regia la trasforma. Chi invece vuole capire subito che cosa distingue questa sala da un teatro di repertorio scelga uno dei due titoli di Antonio Rezza e Flavia Mastrella fra dicembre e gennaio.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che il Vascello è il teatro di Manuela Kustermann. Meno citato è il fatto che la casa non si limita a ospitare: la Fabbrica dell'Attore produce e coproduce una parte consistente del cartellone, e sostiene nel tempo artisti precisi. Antonio Rezza e Flavia Mastrella sono il caso più evidente, con due titoli in stagione a cavallo di Capodanno. Per il pubblico significa poter seguire il percorso di una compagnia anno dopo anno nello stesso spazio.

L'altro fatto poco citato riguarda la danza. Il Vascello ha una Card Danza dedicata, e il cartellone 2026-2027 ha aperto proprio con una coreografia. Da anni la sala accoglie compagnie di danza contemporanea italiane ed europee, e la ricostruzione di Teatro.it del 2013 ricordava fra gli ospiti Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, il Balletto di Toscana e Wim Vandekeybus. In una città dove la danza di ricerca ha pochi palcoscenici stabili, il dato pesa.

Un dettaglio che dice molto sul modo di lavorare della casa: fra le formule di abbonamento c'è una card costruita su un solo progetto, la Card Trilogia Poveri Cristi, che a 45 euro copre i tre spettacoli della Trilogia dei poveri cristi in scena dall'11 al 16 maggio 2027. Non è una scelta commerciale da grande teatro. È il segnale di un cartellone pensato anche per percorsi, dove uno spettacolo si capisce meglio accanto agli altri due.

La foto giusta da fare al Teatro Vascello

La foto che racconta il posto si fa fuori, non dentro. Arrivate su via Carini all'imbrunire, prima di uno spettacolo serale, e inquadrate la porta del teatro con la fila di palazzi del quartiere ai lati. È l'immagine di un teatro di ricerca inserito in una strada residenziale, e dice più di qualsiasi scatto della sala vuota. Durante lo spettacolo il telefono resta spento.

Se volete una seconda fotografia legata al luogo, salite a piedi verso Porta San Pancrazio e la Fontana dell'Acqua Paola, sul margine del Gianicolo. Da lì la città si apre sotto la balaustra, con le cupole del centro in fila. Nelle sere d'autunno la luce del tramonto cade proprio nell'ora che precede gli spettacoli del fine settimana, e si arriva in teatro con calma per l'inizio delle 19 o delle 21.

Una regola di buon senso: via Carini è una strada di case. Niente cavalletti davanti ai portoni, niente flash verso le finestre, niente pose in mezzo alla carreggiata quando passano le auto. Lo scatto migliore si fa dal marciapiede opposto, con un'inquadratura larga che tenga dentro l'ingresso del teatro e un pezzo di strada. Chi vuole la sala deve accontentarsi della memoria, perché fotografare durante la rappresentazione disturba artisti e pubblico.

Come si arriva dal centro di Roma?

La linea indicata per prima dal teatro è l'autobus 75, che collega il quartiere con Stazione Termini, il Colosseo e la zona della Piramide Cestia. La pagina Dove siamo elenca anche le linee 44, 710, 870 e 871, e la stazione di Quattro Venti su viale dei Quattro Venti. Orari e percorsi aggiornati vanno controllati sul sito di ATAC, soprattutto la sera, quando le frequenze si diradano.

In auto la situazione è migliore della media romana. Il teatro segnala parcheggi gratuiti lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri, e tre autorimesse a pagamento: in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22 con uno sconto per chi presenta il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20. Nelle sere di tutto esaurito conviene comunque arrivare con un po' di anticipo, perché i posti lungo le mura servono anche ai residenti.

A piedi da Trastevere si sale, e la salita si sente. Il percorso più piacevole passa per San Pietro in Montorio, con il Tempietto del Bramante, e prosegue lungo via Garibaldi fino alla fontana e a Porta San Pancrazio, per poi scendere nel quartiere. È una camminata da fare con calma prima dello spettacolo. Al ritorno, dopo le 23, conviene l'autobus o un taxi.

Chi alloggia a Prati o vicino a San Pietro può salire sul Gianicolo dalla parte di Sant'Onofrio e percorrere la passeggiata sul crinale fino alla zona di Porta San Pancrazio, poi scendere nel quartiere. È un percorso lungo, bello di giorno, meno pratico al buio. Per il ritorno serale il taxi resta la soluzione più semplice, e conviene prenotarlo prima della fine dello spettacolo, visto che il teatro non segnala un posteggio taxi nelle vicinanze.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La sequenza essenziale, secondo le fonti del teatro e la ricostruzione di Teatro.it. Nel 1946 si costruisce il Cinema Vascello. Nel 1967 nasce a Roma il gruppo Space Re(v)action di Nanni e Kustermann, che nel 1974 diventa la cooperativa La Fabbrica dell'Attore al Teatro La Fede. Il 4 maggio 1989 il vecchio cinema riapre come Teatro Vascello con lo spettacolo di Tadeusz Kantor. Nel 1995 vengono riorganizzati ingresso e foyer.

Nel 1998 arriva il riconoscimento ministeriale come Teatro Stabile d'Innovazione. Secondo Teatro.it, nel 2001 Giancarlo Nanni insegna all'Actors Studio di New York. Nel gennaio 2010 Nanni muore e Manuela Kustermann assume da sola la direzione artistica. Nel 2024 la compagnia compie cinquant'anni dalla fondazione. Nel settembre 2026 si apre la stagione 2026-2027, con trentasette titoli in programma fino alla fine di maggio 2027, fra prosa, danza e compagnie ospiti.

Il passaggio da Teatro Stabile d'Innovazione a centro di produzione teatrale segue il cambiamento delle categorie con cui il Ministero sostiene lo spettacolo dal vivo. Per lo spettatore la differenza conta poco. Spiega però perché il Vascello non è una sala da affittare a chiunque, ma la casa di una compagnia che produce e coproduce spettacoli, sceglie gli artisti da seguire e costruisce il cartellone intorno a una linea riconoscibile.

Chi è passato dal Teatro Vascello

Il primo nome è quello che ha aperto la sala: Tadeusz Kantor con il Teatro Cricot, il 4 maggio 1989. La pagina storica del teatro cita poi Peter Brook e Bob Wilson fra i maestri internazionali ospitati. La ricostruzione di Teatro.it aggiunge Giorni felici di Beckett diretto da Peter Brook con Natasha Parry, e fra gli ospiti Raul Ruiz, Carlo Cecchi, Moni Ovadia e Giorgio Barberio Corsetti, oltre alle compagnie di danza già ricordate.

La scelta di Kantor, allora, aveva un peso particolare. Qui non ci torno più era uno degli ultimi lavori del regista polacco, che morì l'anno successivo, e portarlo a Roma per inaugurare un teatro nuovo voleva dire mettersi subito sotto il segno dell'avanguardia europea più radicale. Chi frequenta il Vascello da allora ritrova quella linea nelle compagnie straniere che ogni stagione passano da via Carini.

Poi ci sono i nomi di casa, che al Vascello tornano con regolarità: Manuela Kustermann come interprete, Antonio Rezza e Flavia Mastrella, e la generazione più giovane sostenuta dalla compagnia. Nella stagione 2026-2027 il cartellone porta in via Carini, fra gli altri, Lucinda Childs come coreografa, Jan Fabre con la sua compagnia, Renato Carpentieri, Iaia Forte e Anna Bonaiuto, secondo la presentazione di Teatrionline del maggio 2026.

Nella stessa stagione compaiono, secondo la presentazione di maggio, anche Marta Cuscunà, Massimiliano Civica, Mauro Astolfi, Roberto Andò, Carmelo Rifici, Federico Tiezzi e Sandro Lombardi con un testo di Giovanni Testori, Paola Pitagora, Thea Dellavalle con un testo di Jon Fosse, e Gabriele Di Luca e Massimiliano Setti, registi di due spettacoli a marzo, uno dei quali firmato da Carrozzeria Orfeo. È una fotografia abbastanza fedele della scena italiana di ricerca di questi anni, messa in fila in un solo cartellone e in una sola sala di quartiere.

Il nome, la villa del 1849 e quello che si racconta

Quello che dicono i documenti è semplice: il teatro prende il nome dal Cinema Vascello, la sala di quartiere del 1946 da cui è stato ricavato. Il teatro non pubblica una spiegazione del nome scelto allora per il cinema. Nel quartiere, però, la parola Vascello ha un peso preciso, perché è anche il nome di una villa sul Gianicolo legata all'ultima difesa della Repubblica Romana del 1849.

Secondo il Comitato Gianicolo, la villa detta Il Vascello resistette per tre settimane agli attacchi francesi sotto il comando di Giacomo Medici, e fu abbandonata solo per ordine di Garibaldi durante il ripiegamento della linea di difesa. Il suo nome è rimasto legato a quella difesa, e le fonti lo ricordano come Giacomo Medici del Vascello. Per ripercorrere quella storia il riferimento è il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina a Porta San Pancrazio.

Il collegamento fra il vecchio cinema e la villa viene spontaneo, dato che molte strade intorno ricordano il Risorgimento, ma nessuna fonte del teatro lo conferma e resta un'ipotesi, non un fatto. Quanto alle leggende, non ne risultano legate alla sala: nessuna storia di fantasmi o di spettacoli maledetti, solo un nome che nel quartiere suona familiare e che rimanda a una delle pagine più note della difesa di Roma.

Come si inserisce il Vascello nella Roma del Gianicolo?

Il Vascello è il teatro di una collina che ha molti altri motivi per essere frequentata. Il Gianicolo con la sua passeggiata panoramica, il Mausoleo Ossario Gianicolense legato ai caduti delle battaglie per Roma, l'American Academy in Rome con i suoi eventi pubblici, e i due grandi parchi di Villa Sciarra e Villa Doria Pamphilj. Chi viene a teatro la sera può costruire il pomeriggio su questo percorso.

Sul fronte degli spettacoli, il Vascello occupa una casella precisa nella mappa romana. Non ha il repertorio brillante del Teatro Sistina né i grandi numeri del Teatro Olimpico o dell'Auditorium Parco della Musica. Dialoga piuttosto con gli spazi della ricerca: tra le nostre schede trovate anche il Teatro India, altro palcoscenico romano della scena contemporanea.

Per chi ama il cinema d'autore, sul versante di Trastevere ci sono il Nuovo Cinema Sacher e il Cinema Troisi, due sale da abbinare a una stagione teatrale come quella del Vascello. E chi vuole andare più indietro nel tempo, fino ai teatri dell'antica Roma, trova il Teatro di Marcello dall'altra parte del Tevere, oltre l'Isola Tiberina.

C'è poi il rapporto con il verde. Il Vascello si trova a poca distanza da due delle ville storiche più frequentate dal quartiere, Villa Sciarra e Villa Doria Pamphilj, e per il pubblico della domenica pomeriggio la passeggiata prima dello spettacolo viene naturale. È una delle ragioni per cui lo spettacolo delle 17 funziona bene: si esce dal parco, si entra in sala, e a fine spettacolo resta ancora la sera per scendere in centro o tornare a casa.

Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?

Il teatro vive con la stagione, da settembre a fine maggio. D'estate la biglietteria chiude, e nel 2026 la pausa è andata dal 29 luglio al 2 settembre. Durante la stagione il botteghino resta chiuso il 24 e 25 dicembre 2026, il 1 gennaio 2027 e il 28 e 29 marzo 2027, secondo la pagina ufficiale. Nei giorni senza spettacolo in programma la sala non è visitabile, e il teatro non pubblica visite guidate all'edificio.

Anche in piena stagione ci sono sere senza spettacolo. Il cartellone ufficiale lascia per esempio scoperti i giorni fra il 6 e il 9 novembre 2026, fra Starman e C'era una volta. Il 28 e 29 marzo 2027, Pasqua e Pasquetta, il botteghino è chiuso, e Riccardo III debutta il 30. Prima di fissare la serata controllate sempre che cosa c'è in programma nel giorno scelto, e se il titolo prevede una sola replica.

Non aspettatevi un teatro storico con stucchi e palchi, né un bar o un ristorante aperti durante il giorno: il teatro non indica servizi di ristorazione. Non aspettatevi nemmeno spettacoli facili. Il cartellone è di ricerca, alcuni titoli sono in lingua straniera o senza parola, alcuni durano poco più di un'ora. Prima di comprare vale la pena leggere la presentazione di ogni spettacolo sul sito ufficiale.

Mangiare in zona

Monteverde Vecchio è un quartiere abitato, e prima dello spettacolo si mangia come mangiano i residenti: poco apparato, prezzi chiari, cucina che chiude a orari normali. Le trappole vere si incontrano scendendo verso Trastevere, dove intorno alle piazze più fotografate si trovano menù plastificati con le foto dei piatti, il buttadentro sulla porta e voci scritte senza prezzo, a volte con un menù diverso fra la vetrina e il tavolo.

Altro segnale da leggere: il locale aperto di continuo dalle undici del mattino a mezzanotte, senza pausa di cucina, e la pasta fresca tirata in vetrina come spettacolo per chi passa. Non sono reati, ma i romani non ci vanno perché sanno che il prezzo si adatta al cliente di passaggio. Per la cena prima o dopo il teatro conviene orientarsi con la lista di indirizzi su Google Maps, costruita con criteri di qualità e prezzo onesto.

Una questione di orari. Con lo spettacolo alle 21 dal lunedì al venerdì, la cena si sposta prima, verso le 19, oppure dopo le 23, quando la scelta si restringe. Il sabato, con l'inizio alle 19, la soluzione più comoda è cenare dopo, scendendo verso Trastevere. La domenica lo spettacolo delle 17 lascia libera la sera intera. Prenotare il tavolo prima di comprare il biglietto evita la corsa fra la cena e l'ingresso in sala.

Che cosa abbinare in giornata

Un pomeriggio classico prima di uno spettacolo del sabato alle 19. Si parte da Piazza di Santa Maria in Trastevere con la basilica, si sale per San Pietro in Montorio, si prosegue sul Gianicolo fino alla Fontana dell'Acqua Paola e si scende a Monteverde passando dalle mura di Villa Sciarra. Tre ore bastano, compresa una sosta seduti prima della sala.

Per una domenica con lo spettacolo delle 17, meglio la mattina nel verde. Villa Pamphilj è grande abbastanza da riempire due ore di passeggiata, e il pranzo si fa nel quartiere. Chi preferisce l'arte può partire dal lungotevere con Villa Farnesina e la Galleria Corsini, poi salire verso Sant'Onofrio e il Bosco Parrasio.

Altre combinazioni sensate restano sul lato di Trastevere: la Basilica di Santa Cecilia, il Museo di Roma in Trastevere, il passaggio di Ponte Sisto. Chi arriva con il 75 da sud può invece fermarsi prima a Porta San Paolo, fare un giro a Testaccio o sull'Aventino con la Villa del Priorato di Malta, e poi salire a Monteverde.

Un'ultima idea per chi ha una sera libera e ama il racconto del 1849. Si comincia dal Museo della Repubblica Romana a Porta San Pancrazio, si passa davanti al Mausoleo Ossario, si guarda la città dalla Fontana dell'Acqua Paola e si scende a Monteverde per lo spettacolo. È un itinerario breve, tutto a piedi, che tiene insieme la storia risorgimentale della collina e il nome che il teatro porta sull'insegna.

L'autobus 75, che il teatro indica come collegamento principale, rende semplice anche l'abbinamento con l'area archeologica. Un pomeriggio al Colosseo o sul Palatino, una pausa, e poi l'autobus fino a Monteverde per lo spettacolo delle 19 o delle 21. Chi arriva dalla stazione con i bagagli, invece, fa meglio a passare prima dall'albergo: il teatro non segnala un deposito bagagli.

Domande frequenti

Dove si trova il Teatro Vascello?

Il Teatro Vascello si trova in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, sul versante ovest del Gianicolo, vicino alle mura di Villa Sciarra. L'ingresso principale è sulla via, mentre chi usa la carrozzina entra dal corridoio sul retro in via Francesco Massari 3, con l'assistenza del personale. Per orientarsi il riferimento più semplice è Porta San Pancrazio, da cui si scende nel quartiere in pochi minuti a piedi. Il teatro indica anche il parcheggio gratuito lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri dall'ingresso.

Quanto costa un biglietto per il Teatro Vascello?

Per la stagione 2026-2027 il teatro indica 25 euro per l'intero, 20 euro per gli over 65, 18 euro per le convenzioni e 16 euro per gli studenti. Il cambio data per lo stesso spettacolo costa 5 euro. Esistono poi abbonamenti e card da 45 a 135 euro, dalla Card Trilogia Poveri Cristi all'abbonamento da nove spettacoli. Le condizioni di ogni formula sono sulla pagina ufficiale della biglietteria, e per i posti riservati a chi usa la carrozzina le tariffe sono di 5 euro più 20 euro per chi assiste.

A che ora cominciano gli spettacoli?

Dal lunedì al venerdì gli spettacoli cominciano alle 21, il sabato alle 19 e la domenica alle 17, secondo la pagina della biglietteria. Per Capodanno il teatro indica l'inizio alle 21.30. Il sabato anticipato è la cosa che sorprende di più chi arriva per la prima volta, quindi conviene controllare giorno e ora sul biglietto prima di uscire. Alcuni titoli hanno una sola replica, e il calendario va letto titolo per titolo.

Come si comprano i biglietti online?

Il teatro indica il circuito VivaTicket per l'acquisto in rete, con un collegamento dalla propria pagina della biglietteria. In alternativa si compra al botteghino di via Carini, al telefono ai numeri 06 5881021 e 06 5898031 con carta di credito o bancomat, oppure con bonifico secondo le modalità indicate sul sito. Per le riduzioni e i posti in carrozzina la strada più sicura resta il contatto diretto con il botteghino.

Come si arriva al Teatro Vascello con i mezzi?

Il teatro indica per primo l'autobus 75, che passa da Termini, dal Colosseo e dalla Piramide. Nella pagina Dove siamo compaiono anche le linee 44, 710, 870 e 871 e la stazione di Quattro Venti su viale dei Quattro Venti. Linee e orari serali possono cambiare, e prima di partire conviene controllare il percorso aggiornato sul sito di ATAC, soprattutto per il ritorno dopo lo spettacolo. Da Trastevere si può anche salire a piedi passando per San Pietro in Montorio e Porta San Pancrazio, con una salita impegnativa ma breve.

C'è parcheggio vicino al teatro?

Sì. Il teatro segnala posti gratuiti lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri dall'ingresso, e tre autorimesse a pagamento: in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, dove chi presenta il biglietto dello spettacolo ha uno sconto, e in via Raffaello Giovagnoli 20. Nelle serate del fine settimana conviene arrivare almeno mezz'ora prima per trovare posto lungo le mura senza affanno.

Il Teatro Vascello è adatto ai bambini?

Il cartellone 2026-2027 è pensato per un pubblico adulto, con prosa contemporanea, classici riletti e danza di ricerca. Il teatro non pubblica una rassegna specifica per famiglie nella pagina della stagione. Alcuni spettacoli di danza possono funzionare con ragazzi abituati al teatro, ma la scelta va fatta leggendo la presentazione di ogni titolo. Per un'uscita pensata per i più piccoli, sul sito trovate anche le proposte di Roma con i bambini.

Si può visitare il teatro senza assistere a uno spettacolo?

No, il teatro non pubblica visite guidate all'edificio né orari di apertura al pubblico fuori dagli spettacoli. Il botteghino è aperto negli orari indicati sul sito, e si può passare per comprare i biglietti, ma la sala si vede solo da spettatori. Per chi vuole conoscere la storia del luogo la via migliore è scegliere una serata in cartellone, magari uno spettacolo prodotto dalla Fabbrica dell'Attore, e arrivare con mezz'ora di anticipo per vivere anche il foyer prima dell'ingresso in sala.

Chi dirige il Teatro Vascello?

La direzione artistica è di Manuela Kustermann, che fondò la compagnia nel 1974 insieme a Giancarlo Nanni. Dopo la morte di Nanni, nel gennaio 2010, Kustermann guida da sola il teatro e La Fabbrica dell'Attore, riconosciuta dal Ministero e dalla Regione Lazio come centro di produzione teatrale. La pagina ufficiale della compagnia parla di un percorso di rinnovamento con attenzione agli artisti delle generazioni più giovani.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per il Teatro Vascello fanno fede il sito ufficiale del teatro e le sue pagine su biglietteria, stagione e accessibilità. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare una serata al Vascello per più persone significa lavorare sui tempi più che sul biglietto: scegliere la replica giusta, prenotare con anticipo i posti per chi usa la carrozzina, verificare le convenzioni e decidere come rientrare dopo le 23. Per chi progetta uscite culturali di questo tipo, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro, con strumenti pensati per coordinare visite, eventi e itinerari.

Il Vascello è anche un modo per vedere Roma dal lato dei quartieri, con il Gianicolo, Trastevere e le ville storiche come cornice di una serata a teatro. Mettere insieme la città degli spettacoli, i musei, i Castelli e il resto del Lazio richiede qualche giorno e un minimo di pianificazione, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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IndirizzoVia Giacinto Carini 78 Roma Monteverde, Roma, Roma Città 00152
CategorieSpettacoli

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