Riccardo III di Antonio Latella con Vinicio Marchioni al Teatro Vascello — dal 30 marzo al 4 aprile 2027
Riccardo III di William Shakespeare, nella regia di Antonio Latella con Vinicio Marchioni nel ruolo del re, è in scena al Teatro Vascello di Roma dal 30 marzo al 4 aprile 2027, in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio. Le recite sono sei: da martedì 30 marzo a venerdì 2 aprile alle 21, sabato 3 aprile alle 19 e domenica 4 aprile alle 17. Lo spettacolo dura due ore e quaranta minuti, intervallo compreso. La traduzione è di Federico Bellini, l'adattamento di Latella e Bellini; la produzione è del Teatro Stabile dell'Umbria e del LAC Lugano Arte e Cultura. Il Vascello si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso, oppure con le linee 44, 710, 870 e 871; in treno, dalla stazione Ostiense si scende a Quattro Venti, a pochi passi. I biglietti si acquistano dalla pagina ufficiale dello spettacolo sul sito del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro; i prezzi sono pubblicati sui canali ufficiali della sede.

Riccardo III è l'ultima opera della tetralogia minore di Shakespeare sulla storia inglese e, dopo Amleto, il suo dramma più lungo. Latella lo mette in scena con undici attori e una domanda precisa: che cosa succede al male quando gli si toglie l'alibi della deformità. Seguono date e orari, il cast, la visione del regista, la trama, i protagonisti, il Teatro Vascello e i consigli per la serata a Monteverde.
Riccardo III al Teatro Vascello: date, orari e durata
Riccardo III di Antonio Latella va in scena al Teatro Vascello per sei recite, dal 30 marzo al 4 aprile 2027, con una durata di due ore e quaranta minuti compreso l'intervallo.
Il calendario
Martedì 30 e mercoledì 31 marzo, giovedì 1 e venerdì 2 aprile alle 21; sabato 3 aprile alle 19; domenica 4 aprile alle 17. È lo schema abituale del Vascello, con l'anticipo del sabato e la pomeridiana della domenica.
La durata
Con due ore e quaranta minuti è uno degli spettacoli più lunghi della stagione del teatro. Nelle recite delle 21 l'uscita è prevista verso mezzanotte meno venti: un dato da considerare per chi rientra con i mezzi pubblici.
La produzione
Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile dell'Umbria, il teatro pubblico della regione, attivo dal 1985 e fra i produttori storici di Latella, e dal LAC Lugano Arte e Cultura, il centro culturale della città svizzera.
Il cast di Riccardo III: Vinicio Marchioni e dieci interpreti
Vinicio Marchioni è Riccardo III; con lui Silvia Ajelli, Anna Coppola, Flavio Capuzzo Dolcetta, Sebastian Luque Herrera, Luca Ingravalle, Giulia Mazzarino, Candida Nieri, Stefano Patti, Annibale Pavone e Andrea Sorrentino.
I ruoli
Silvia Ajelli è la regina Elisabetta; Anna Coppola la regina madre, duchessa di York; Flavio Capuzzo Dolcetta il Custode; Sebastian Luque Herrera il principe di York e Richmond; Luca Ingravalle il principe Edoardo; Giulia Mazzarino lady Anna; Candida Nieri la regina Margherita; Stefano Patti Buckingham; Annibale Pavone Clarence, re Edoardo e Stanley; Andrea Sorrentino Hastings e il sindaco.
La squadra creativa
La dramaturg è Linda Dalisi, le scene sono di Annelisa Zaccheria, i costumi di Simona D'Amico, musiche e suono di Franco Visioli, le luci di Simone De Angelis. Alessio Maria Romano è regista assistente e cura i movimenti; Riccardo Rampazzo è assistente volontario.
Una compagnia fedele
Diversi nomi ricorrono nel lavoro di Latella. Annibale Pavone era già in scena nel suo Moby Dick del 2007, prodotto dallo stesso Teatro Stabile dell'Umbria, accanto a Giorgio Albertazzi; e con Vinicio Marchioni il regista ha già firmato due spettacoli, come si legge più avanti.
Il male e la bellezza: la visione di Antonio Latella
Nelle note pubblicate dal Teatro Vascello, Antonio Latella spiega di voler andare oltre l'esteriorità del male e cercarne l'incanto: il suo Riccardo III rinuncia all'alibi della deformità fisica, la gobba che da secoli segna il personaggio.
Oltre la gobba
Il ragionamento del regista è netto. Se il male viene rappresentato attraverso un segno fisico, il pubblico lo accetta e lo giustifica, prova empatia se non simpatia per il protagonista. Latella si chiede se nel ventunesimo secolo questo alibi sia ancora accettabile, e ricorda che nella cultura popolare si toccava la gobba come portafortuna.
Il giardino dell'Eden
Al posto della deformità c'è la bellezza. Il regista parla di una bellezza accecante, opulenta e ingannatrice, fatta di relazioni pericolose e giochi di seduzione, e usa l'immagine del giardino dell'Eden e del serpente che incanta Eva con le parole. Nelle sue note scrive di aver chiesto ai collaboratori di dare bellezza al male, e non bruttezza.
La battaglia contro il femminile
Nella lettura di Latella la battaglia di Riccardo non è per la corona ma per la sottomissione del femminile, ed è il femminile a dargli scacco matto: sarà la regina madre a compiere una tremenda maledizione.
La parola
Al centro c'è la forza della parola, la sua seduzione e perfino la sua scorrettezza. Il regista osserva che in alcuni paesi Riccardo III viene tolto dai cartelloni per il tema della disabilità fisica, e difende l'opera dal rischio di una censura che la decontestualizzi.
La traduzione di Federico Bellini e il Custode
La traduzione di Federico Bellini, secondo Latella, permette di giocare all'inizio con ritmi quasi da commedia, che il regista definisce wildiana, con un richiamo all'Inghilterra vittoriana.
Un adattamento fedele alla vicenda
L'adattamento rinuncia ad alcune parti del testo originale, ma cerca di rispettare l'interezza della vicenda. È una scelta necessaria per un dramma che, per lunghezza, è secondo soltanto ad Amleto nel teatro di Shakespeare.
Il Custode
Studiando i personaggi, Latella e Bellini hanno ampliato una figura già esistente e l'hanno chiamata Custode: in apparenza un servitore del male e di Riccardo, che nel corso della storia si rivela al servizio della bellezza del luogo, pronto a tutto per garantire la sopravvivenza del giardino dell'Eden. Quel tutto, spiegano le note, nel testo si riassume nella parola amen.
La trama di Riccardo III
Riccardo III racconta l'ascesa al trono d'Inghilterra di Riccardo, duca di Gloucester, attraverso una catena di inganni e delitti, fino alla sconfitta e alla morte nella battaglia di Bosworth, nel 1485, che segna la fine della guerra delle Due Rose e l'inizio della dinastia Tudor.
Clarence e lady Anna
Dopo la battaglia di Tewkesbury il fratello Edoardo è re. Riccardo convince il sovrano che il fratello Giorgio, duca di Clarence, cospira contro di lui e lo fa rinchiudere nella Torre di Londra; poi seduce lady Anna, vedova del principe di Galles di cui lui stesso ha causato la morte, e la convince a sposarlo.
I principi nella Torre
Fatto uccidere Clarence, Riccardo approfitta della morte di Edoardo per diventare Lord protettore del nipote, ancora minorenne. Rinchiude nella Torre di Londra il giovane re e il fratello minore, dei quali presto si perdono le tracce; fa giustiziare Hastings e, con l'aiuto di Buckingham, sale al trono.
Bosworth
Il potere si sgretola: Buckingham si allea con Enrico, conte di Richmond. La notte prima della battaglia di Bosworth, vicino a Leicester, a Riccardo appaiono i fantasmi delle sue vittime. Il giorno dopo Richmond vince e diventa re con il nome di Enrico VII.
Shakespeare e il vero Riccardo
Riccardo III fu scritto con ogni probabilità fra il 1591 e il 1592, all'inizio della carriera di Shakespeare, come conclusione di una tetralogia cominciata con le tre parti di Enrico VI.
Le fonti
Shakespeare attinse soprattutto alle cronache di Raphael Holinshed e, con ogni probabilità, alla Storia di Riccardo III di Tommaso Moro, un resoconto letterario in cui più di un terzo del testo consiste in discorsi inventati.
Una versione dei Tudor
Sul trono, ai tempi di Shakespeare, c'era Elisabetta I, nipote di quell'Enrico VII che aveva sconfitto Riccardo a Bosworth. Il dramma riflette la versione storica dei Tudor e ne esalta gli antenati, dipingendo a tinte fosche l'ultimo re della casa di York.
Gli interpreti celebri
Nel Novecento Riccardo III è stato portato sullo schermo da Laurence Olivier nel film del 1955, da Ian McKellen nel 1995 in una versione ambientata in un'Inghilterra fascista degli anni Trenta, e da Al Pacino nel documentario Looking for Richard del 1996.
Antonio Latella, il regista
Antonio Latella è nato a Castellammare di Stabia il 2 marzo 1967 ed è attore e regista: dal 2017 al 2020 ha diretto il Festival internazionale del Teatro della Biennale di Venezia.
La formazione
Studia recitazione alla scuola del Teatro Stabile di Torino e alla Bottega Teatrale di Firenze fondata da Vittorio Gassman. Come attore lavora con Luca Ronconi, Giuseppe Patroni Griffi, Massimo Castri, Elio De Capitani e lo stesso Gassman, con cui nel 1992 recita in Ulisse e la balena bianca.
Shakespeare, Genet, Pasolini
Poco più che trentenne dirige uno dei corsi dell'École des Maîtres. Nel 2001 vince il primo Premio Ubu per il progetto Shakespeare e oltre, nel 2004 il Premio Gassman come miglior artista dell'anno. Fra le sue regie ci sono Otello, Romeo e Giulietta, Amleto, la trilogia di Genet, Pilade, Porcile e Bestia da stile di Pasolini, Edoardo II di Marlowe, Aspettando Godot.
Opera, Europa, Testori
Nel 2004 debutta nella regia d'opera a Lione con L'Orfeo di Monteverdi. Nel 2007 porta in scena Moby Dick con Giorgio Albertazzi per il Teatro Stabile dell'Umbria. Nel 2023, per il centenario di Giovanni Testori, crea la Bottega Amletica Testoriana. Vive e lavora fra Berlino e l'Italia.
Un ritorno a Riccardo III
Nell'elenco delle sue regie compare un Riccardo III del 2002, negli anni del progetto shakespeariano premiato con l'Ubu. Lo spettacolo in scena al Vascello è dunque un ritorno al testo a distanza di oltre vent'anni.
Vinicio Marchioni, Riccardo III
Vinicio Marchioni è nato a Roma il 10 agosto 1975 ed è attore e regista: diplomato nel 2000 alla Libera Accademia dello Spettacolo di Roma, ha debuttato in teatro nel 1995 e ha studiato con Luca Ronconi al Centro Santa Cristina nel 2005.
Il Freddo e il cinema
Diventa popolare nel ruolo del Freddo nella serie Romanzo criminale di Stefano Sollima, fra il 2008 e il 2010. Nel 2010 è protagonista di 20 sigarette di Aureliano Amadei, premiato a Venezia nella sezione Controcampo italiano con una menzione speciale per la sua interpretazione; nel 2011 è candidato al David di Donatello come miglior attore protagonista. Ha girato più di quaranta film, fra cui The Place e Supereroi di Paolo Genovese, Siccità e Un altro ferragosto di Paolo Virzì, C'è ancora domani di Paola Cortellesi e Diamanti di Ferzan Özpetek.
Il teatro
In teatro ha lavorato con Luca Ronconi in Itaca di Botho Strauß e Nel bosco degli spiriti, con Arturo Cirillo in La gatta sul tetto che scotta, e ha diretto e interpretato Uno Zio Vanja, Caligola di Camus e In vino veritas. Nel 2018 ha fondato con Milena Mancini la Anton Art House; nel 2024 ha pubblicato il suo primo romanzo, Tre notti.
Con Latella
Con Antonio Latella, Marchioni ha già interpretato Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams nel 2012 e Chi ha paura di Virginia Woolf? di Edward Albee fra il 2022 e il 2023. Riccardo III, del 2025, è il loro terzo incontro.
Il Teatro Vascello, casa del teatro di ricerca a Monteverde
Il Teatro Vascello è stato inaugurato il 4 maggio 1989 in via Giacinto Carini da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, con la compagnia La Fabbrica dell'Attore, ed è da allora uno dei luoghi di riferimento del teatro contemporaneo a Roma.
Da via Portuense a Monteverde
Prima del Vascello, negli anni Settanta, Nanni e Kustermann lavoravano al Teatro La Fede, in via Portuense 78, dentro quella che fu chiamata scuola romana, un teatro che dava la precedenza all'immagine sulla parola.
Stabile d'Innovazione
Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione; nel 2004 apre la Sala Studio. Dopo la morte di Nanni, nel gennaio 2010, la direzione artistica passa a Manuela Kustermann.
La primavera 2027
Riccardo III arriva al Vascello in una stagione ricca di rivisitazioni dei classici, dopo l'Orestea di Carmelo Rifici e l'Edipus di Testori con Sandro Lombardi.
Come arrivare al Teatro Vascello per Riccardo III
Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio: la linea di autobus più diretta dal centro è il 75, che ferma davanti all'ingresso.
Bus
Oltre al 75, il teatro indica le linee 44, 710, 870 e 871, che collegano Monteverde a Trastevere e ai quartieri a ovest. Per gli orari della sera, soprattutto al ritorno dopo uno spettacolo lungo, conviene consultare il calcolatore di percorso dell'Atac.
Treno
Dalla stazione Ostiense, collegata alla metro B dalla fermata Piramide, il treno metropolitano arriva a Quattro Venti, a pochi passi dal teatro.
Auto
Il teatro suggerisce la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a un centinaio di metri. Ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il Vascello presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.
Una curiosità su Riccardo III di Antonio Latella con Vinicio Marchioni al Teatro Vascello — dal 30 marzo al 4 aprile 2027
La curiosità più interessante riguarda la gobba. Da secoli Riccardo III è il re deforme per eccellenza: Shakespeare lo descrive fisicamente deforme e incline alla perversione, e la tradizione scenica ha fatto della gobba il segno esteriore della sua malvagità. Latella la toglie. Nelle note di regia spiega che quel segno fisico è un alibi: il pubblico vede la mostruosità e la giustifica, finisce per provare empatia se non simpatia per il protagonista. E aggiunge un dettaglio di storia del teatro: il personaggio di Shakespeare è costruito come un corpo maschera, vicino al giullare di corte, al fool, figura spesso caricata di segni esteriori come la gobba, segni che nel tempo hanno assunto significati ambivalenti, grotteschi e insieme propiziatori. Nella cultura popolare, ricorda il regista, si correva a toccare la gobba come portafortuna. La seconda curiosità riguarda il percorso di Latella: fra le sue regie c'è già un Riccardo III, datato 2002, negli anni del progetto shakespeariano con cui vinse il primo Premio Ubu. Il ritorno allo stesso testo dopo più di vent'anni, con un attore come Vinicio Marchioni e un cast di undici interpreti, dice molto di quanto il regista consideri inesauribile questo dramma. La terza curiosità è romana: Marchioni è nato a Roma, e ha costruito la sua popolarità con un personaggio, il Freddo di Romanzo criminale, legato alla cronaca nera della città. Un attore che il pubblico ha amato come criminale seducente torna ora a interpretare il più seducente dei criminali di Shakespeare, proprio nella sua città.
Una cosa che non ti dice nessuno su Riccardo III di Antonio Latella con Vinicio Marchioni al Teatro Vascello — dal 30 marzo al 4 aprile 2027
La cosa che le locandine non dicono è che questo Riccardo III è uno spettacolo di due ore e quaranta minuti, intervallo compreso, e che la serata va organizzata di conseguenza. Nelle quattro recite infrasettimanali delle 21 si esce intorno a mezzanotte meno venti; da Monteverde, a quell'ora, i mezzi pubblici hanno frequenze ridotte, e conviene sapere prima come si torna a casa. Il sabato alle 19 e la domenica alle 17 sono, per chi abita lontano o arriva da fuori Roma, le soluzioni più comode, con la cena dopo lo spettacolo e non prima. La seconda cosa che nessuno ricorda è che lo spettacolo, nelle intenzioni del regista, non è un dramma storico in costume ma una riflessione sul male e sulla bellezza: chi si aspetta la ricostruzione della guerra delle Due Rose troverà un giardino dell'Eden, un Custode che nel testo originale quasi non esiste, un ritmo iniziale che Latella stesso definisce quasi da commedia. Conviene arrivare preparati, magari rileggendo la trama: con undici attori e molti personaggi doppi, chi non conosce la vicenda rischia di confondere le regine e i principi. Il terzo dettaglio è pratico: il parcheggio di via Maurizio Quadrio 22 è convenzionato con il teatro presentando il biglietto, un vantaggio concreto per chi arriva in auto la sera. Infine, una questione di sensibilità: il regista ricorda che in alcuni paesi Riccardo III viene tolto dai cartelloni per il tema della disabilità fisica. La sua scelta di eliminare la gobba è anche una risposta a questo dibattito.
Il consiglio che ti do per visitare Riccardo III di Antonio Latella con Vinicio Marchioni al Teatro Vascello — dal 30 marzo al 4 aprile 2027
Il consiglio è di scegliere la recita di sabato 3 aprile alle 19. Con uno spettacolo di due ore e quaranta minuti, l'orario del sabato permette di uscire intorno alle nove e quaranta, con tutto il tempo per una cena a Monteverde o a Trastevere, e di rientrare a casa senza affanno. Chi preferisce il pomeriggio ha la domenica alle 17: prima si può salire al Gianicolo, poco lontano, e guardare Roma dall'alto prima di entrare in sala. Il secondo consiglio è di leggere la trama prima di andare, o almeno di ripassare i personaggi principali: Riccardo, i fratelli Edoardo e Clarence, lady Anna, le tre regine Elisabetta, Margherita e la duchessa di York, Buckingham, Hastings, Richmond. Nello spettacolo di Latella diversi attori interpretano più ruoli, e sapere chi è chi aiuta a seguire. Il terzo consiglio riguarda lo sguardo: invece di cercare il mostro, conviene osservare come Marchioni costruisce la seduzione, con la voce e con il corpo, perché è lì che il regista ha spostato il centro del dramma. Infine, per chi ama i confronti, dopo lo spettacolo vale la pena rivedere a casa il film di Laurence Olivier del 1955 o quello di Ian McKellen del 1995: due Riccardi con la gobba, da mettere accanto a questo che ne fa a meno. Il biglietto va preso presto: le recite sono soltanto sei e il cast richiama un pubblico ampio.
Il quartiere intorno al Teatro Vascello: Monteverde Vecchio
Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche.
Il Gianicolo
Il Gianicolo è vicinissimo: il panorama sulla città, prima della pomeridiana della domenica, è il modo migliore di cominciare la giornata.
Le ville
Villa Sciarra e Villa Doria Pamphilj sono le due grandi soste verdi della zona; all'inizio di aprile le giornate sono più lunghe e i parchi si godono fino al tardo pomeriggio.
Il Fontanone
Salendo verso il colle si arriva alla Fontana dell'Acqua Paola, il Fontanone, con la vista su Roma.
Trastevere
Ai piedi di Monteverde si apre Trastevere, la meta naturale per chi cerca una cena dopo la recita del sabato.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Riccardo III è il cattivo per eccellenza di Shakespeare, il re che fa uccidere i nipoti nella Torre di Londra, e che il suo nome è sinonimo di ambizione senza scrupoli. Si cita meno spesso che questa immagine è in buona parte il frutto di una propaganda. Ai tempi di Shakespeare regnava Elisabetta I, nipote di Enrico VII, cioè di quel conte di Richmond che nel 1485 sconfisse e uccise Riccardo a Bosworth, dando inizio alla dinastia Tudor. Il dramma adotta la versione storica dei vincitori: esalta gli antenati della regina e dipinge a tinte fosche l'ultimo sovrano della casa di York. Le fonti a cui Shakespeare attinse, le cronache di Holinshed e con ogni probabilità la Storia di Riccardo III di Tommaso Moro, non erano neutrali: Moro scrisse un resoconto letterario in cui, secondo gli studiosi, più di un terzo del testo consiste in discorsi inventati, e fra le sue fonti c'erano personaggi ostili al vecchio regime come il cardinale John Morton. Il personaggio del più vile farabutto della storia inglese, inoltre, era già stato descritto da altri scrittori prima di Shakespeare. Un secondo fatto poco citato riguarda la lunghezza: dopo Amleto, Riccardo III è l'opera teatrale più lunga del drammaturgo inglese, ed è per questo che quasi tutte le messinscene, compresa quella di Latella e Bellini, ne tagliano alcune parti. Che il regista abbia scelto di togliere la gobba, il simbolo più visibile di quella propaganda, acquista così un significato ulteriore.
La foto giusta da fare a Riccardo III di Antonio Latella con Vinicio Marchioni al Teatro Vascello — dal 30 marzo al 4 aprile 2027
Durante lo spettacolo il telefono resta spento: due ore e quaranta di parola shakespeariana chiedono attenzione, e ogni schermo acceso disturba attori e vicini di poltrona. La fotografia si fa fuori, e Monteverde ne offre di belle. La prima è dal Gianicolo, a breve distanza dal teatro: all'inizio di aprile, prima della pomeridiana della domenica o nel tardo pomeriggio del sabato, la luce sulla città dall'alto del colle è una delle immagini più classiche di Roma, con le cupole e i tetti che si scaldano verso sera. Per uno spettacolo sulla sete di potere, una foto della città eterna dall'alto ha un senso quasi ironico. La seconda è la Fontana dell'Acqua Paola, il Fontanone, con la vista che si apre davanti: è la tappa più fotogenica fra il teatro e Trastevere. La terza è l'ingresso del Vascello, con la locandina dello spettacolo: il teatro si trova in una strada residenziale, e la foto davanti all'insegna, di sera, ha il fascino dei piccoli teatri di quartiere che da decenni ospitano la scena di ricerca. Per chi ama i dettagli, una foto del biglietto accanto a un'edizione del Riccardo III, magari quella letta per ripassare la trama, è il ricordo più semplice della serata.
Dove mangiare prima o dopo Riccardo III
Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, il Coffee Plant Bistrot, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo; per una cena vera il quartiere e Trastevere offrono molte scelte.
Prima delle 21
Con uno spettacolo lungo, nelle sere feriali conviene cenare presto a Monteverde, in una delle trattorie e pizzerie frequentate soprattutto da residenti, con prezzi più contenuti di quelli di Trastevere.
Dopo il sabato alle 19
Il sabato si esce verso le nove e quaranta: è il momento giusto per scendere a Trastevere, dove osterie e trattorie restano aperte fino a tardi. Meglio prenotare.
La domenica
La pomeridiana di domenica 4 aprile finisce verso le sette e quaranta: una cena con calma a Monteverde chiude bene la giornata.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vascello si racconta per date. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia, un'inaugurazione che dichiara la vocazione del luogo alla scena europea più radicale. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di ricerca di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e nello stesso anno il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble, il teatro fondato da Brecht. Nella primavera del 2001 il cofondatore Giancarlo Nanni è il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen dedicato alla poesia, nel 2004 apre la Sala Studio. Nel gennaio 2010 muore Nanni e la direzione passa a Manuela Kustermann. Da oltre vent'anni la Fondazione Romaeuropa porta al Vascello una parte del suo festival. Nella stagione 2026/2027 il palco ha ospitato, fra gli altri, Tragudia, Il canto di Edipo di Alessandro Serra e L'orologio americano di Elio De Capitani, che proprio con Latella aveva lavorato quando il regista era ancora attore. Dal 30 marzo al 4 aprile 2027 arriva Riccardo III.
Chi è passato da Riccardo III di Antonio Latella con Vinicio Marchioni al Teatro Vascello — dal 30 marzo al 4 aprile 2027
Sul palcoscenico del Vascello e, prima ancora, nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati molti nomi del teatro contemporaneo. Al Teatro La Fede, la prima sede degli anni Settanta, arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista Gérard Gelas e il Living Theatre; da quella compagnia uscirono Memè Perlini e Giuliano Vasilicò. Al Vascello, dal 1989, sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono; per la danza Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni e Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali Bob Wilson e Peter Brook, che qui presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia. Nell'autunno 2026 sono passati anche Ben Duke con The Last Hamlet, un altro Shakespeare riletto, e Marta Cuscunà con La medium. Dal 30 marzo al 4 aprile 2027 passano Antonio Latella e Vinicio Marchioni, con Silvia Ajelli, Anna Coppola, Flavio Capuzzo Dolcetta, Sebastian Luque Herrera, Luca Ingravalle, Giulia Mazzarino, Candida Nieri, Stefano Patti, Annibale Pavone e Andrea Sorrentino, il traduttore Federico Bellini e la dramaturg Linda Dalisi. E con loro, idealmente, William Shakespeare, Tommaso Moro, i Tudor e l'ultimo re di York.
Accessibilità, studenti e informazioni pratiche
Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.
Con gli studenti
Riccardo III è un classico che si studia a scuola e all'università: lo spettacolo di Latella è un'occasione per vedere come un regista contemporaneo legge Shakespeare. La durata e alcuni temi lo rendono adatto soprattutto ai ragazzi delle superiori e agli adulti.
L'intervallo
Lo spettacolo prevede un intervallo, compreso nelle due ore e quaranta. È il momento per un caffè al bistrot del teatro.
Inizio aprile a Roma
I primi giorni di aprile portano a Roma giornate lunghe e temperature gradevoli: il momento giusto per unire la serata a teatro a una passeggiata fra il Gianicolo e Villa Doria Pamphilj.
Domande frequenti su Riccardo III al Teatro Vascello
Quando va in scena Riccardo III con Vinicio Marchioni a Roma?
Riccardo III con Vinicio Marchioni va in scena al Teatro Vascello di Roma dal 30 marzo al 4 aprile 2027: da martedì 30 marzo a venerdì 2 aprile alle 21, sabato 3 aprile alle 19, domenica 4 aprile alle 17.
Quanto dura il Riccardo III di Latella?
Il Riccardo III di Antonio Latella dura due ore e quaranta minuti, compreso l'intervallo, secondo la pagina ufficiale del Teatro Vascello. Nelle recite delle 21 l'uscita è prevista intorno a mezzanotte meno venti.
Chi c'è nel cast di Riccardo III?
Nel Riccardo III del Teatro Vascello Vinicio Marchioni è il re; con lui Silvia Ajelli, Anna Coppola, Flavio Capuzzo Dolcetta, Sebastian Luque Herrera, Luca Ingravalle, Giulia Mazzarino, Candida Nieri, Stefano Patti, Annibale Pavone e Andrea Sorrentino. Regia di Antonio Latella.
Che cosa ha di diverso questo Riccardo III?
Il Riccardo III di Antonio Latella rinuncia alla deformità fisica del protagonista, che il regista considera un alibi per il male, e punta sulla bellezza e sulla seduzione della parola. L'adattamento amplia inoltre la figura di un Custode, al servizio della bellezza del luogo.
Dove si trova il Teatro Vascello?
Il Teatro Vascello si trova in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, vicino al Gianicolo. Si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso, con le linee 44, 710, 870 e 871 o con il treno fino alla stazione Quattro Venti.
Dove si comprano i biglietti per Riccardo III al Vascello?
I biglietti per Riccardo III al Teatro Vascello si acquistano dalla pagina ufficiale dello spettacolo sul sito del teatro, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria in via Giacinto Carini 78. I prezzi sono pubblicati sui canali ufficiali della sede.
Chi ha prodotto lo spettacolo?
Il Riccardo III con Vinicio Marchioni è prodotto dal Teatro Stabile dell'Umbria e dal LAC Lugano Arte e Cultura. La traduzione è di Federico Bellini, l'adattamento di Antonio Latella e Federico Bellini, la drammaturgia di Linda Dalisi.
Il consiglio finale su Riccardo III
A nostro giudizio il Riccardo III di Antonio Latella è uno degli appuntamenti più importanti della primavera teatrale romana: un grande regista che torna a un testo già affrontato vent'anni fa, un attore romano molto amato al terzo incontro con lui, un cast di undici interpreti e una tesi forte, quella di un male che seduce senza bisogno della gobba. Il consiglio è di scegliere il sabato alle 19 o la domenica alle 17, ripassare la trama, arrivare a Monteverde con il tempo di salire al Gianicolo e lasciarsi incantare, come lady Anna, da un re che non ha bisogno di mostrarsi mostruoso per esserlo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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