L’ostaggio di Valentina Esposito con Edoardo Pesce al Teatro Vascello — dal 27 al 30 maggio 2027
L'ostaggio, spettacolo scritto e diretto da Valentina Esposito con Edoardo Pesce e Giancarlo Porcacchia, va in scena al Teatro Vascello, in via Giacinto Carini 78 a Monteverde, da giovedì 27 a domenica 30 maggio 2027. Le recite sono giovedì e venerdì alle 21, sabato alle 19 e domenica alle 17; lo spettacolo dura un'ora e un quarto. È prodotto da Fort Apache Cinema Teatro e dalla Fabbrica dell'Attore, Teatro Vascello, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Lazio; le musiche originali sono di Luca Novelli e dei Mokadelic, i costumi di Mari Caselli. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Vascello, dove si acquistano i biglietti tramite il circuito di prevendita autorizzato. Il teatro si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso, oppure con il treno fino alla stazione Quattro Venti, a pochi passi.

L'ostaggio al Teatro Vascello: date, orari e biglietti
L'ostaggio chiude la stagione 2026 e 2027 del Teatro Vascello con quattro recite, dal 27 al 30 maggio 2027, per una durata di un'ora e quindici minuti.
Il calendario
Il Vascello indica questi orari: giovedì 27 e venerdì 28 maggio alle 21, sabato 29 maggio alle 19, domenica 30 maggio alle 17.
I biglietti
I biglietti si acquistano online dalla pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato; i prezzi sono indicati al momento dell'acquisto.
L'ultimo titolo della stagione
Nel calendario pubblicato dal Vascello, L'ostaggio è l'ultimo spettacolo della stagione 2026 e 2027, dopo Notti del 25 e 26 maggio: l'ultima occasione per vedere teatro in via Giacinto Carini prima della pausa estiva.
La durata
Un'ora e un quarto: una misura compatta, che lascia tempo per la cena dopo la recita delle 21 e per una serata piena dopo le pomeridiane del fine settimana.
L'ostaggio: un uomo, il suo carceriere, un cappio
L'ostaggio mette in scena due uomini in uno spazio vuoto: uno giovane, che racconta una vita vissuta ferocemente nella criminalità, e uno più vecchio, che lo sorveglia, lo giudica e lo tiene prigioniero.
La sinossi
Secondo la presentazione del Vascello, il giovane vive e racconta un'escalation di violenza e perdizione, fra sogno e rimorso, piacere e dolore, rabbia, risentimento, solitudine profonda. L'altro gli sta addosso come un mastino affamato, un cane da guerra: lo tiene in ostaggio, gli impedisce di precipitare fino in fondo, ma non gli permette nemmeno di salvarsi e redimersi.
Un legame a doppio filo
Il vecchio costringe, ma è a sua volta costretto, trascinato dal desiderio e dalla smania dell'altro. Fra i due pende un cappio di corda che dondola come un ammonimento, il segno di un presagio che li lega in un unico destino.
Una storia vera
Lo spettacolo è dichiarato liberamente ispirato a una storia vera. Il teatro non indica quale: il racconto resta aperto, e il pubblico è chiamato a confrontarsi con la vicenda più che con la cronaca.
Le note di regia di Valentina Esposito
Nelle note di regia pubblicate dal Vascello, Valentina Esposito descrive L'ostaggio come il ritratto di un uomo solo alle prese con se stesso e con il proprio passato, nel carcere della sua interiorità.
La memoria in scena
La memoria riempie lo spazio, filtrata dalla soggettività, con le sue distorsioni e proiezioni. Il dissidio prende voce, il tormento diventa visibile, la tortura dell'anima si fa materia.
Il doppio
Sulla scena la persona genera il suo doppio: un personaggio prende forma dal ricordo, costretto a interpretare la persona, e il soliloquio diventa dialogo. I due attori in scena possono essere letti anche come due parti dello stesso uomo.
Oltre il realismo
La dimensione onirica e archetipica, secondo la regista, deforma il realismo delle situazioni e del linguaggio. L'uomo in scena vorrebbe solo silenzio, ma il silenzio non arriva, mentre, devoto all'altare dei soldi, firma la propria condanna.
Fort Apache Cinema Teatro e Valentina Esposito
Fort Apache Cinema Teatro è, secondo il Teatro Vascello, l'unica compagnia teatrale stabile in Italia e in Europa formata da attori ex detenuti diventati professionisti del cinema e del palcoscenico.
La compagnia
La compagnia porta in scena il lavoro di attori che hanno attraversato il carcere e che oggi recitano da professionisti. Realizza anche produzioni cinematografiche e collabora con la Sapienza Università di Roma in progetti di ricerca e formazione. È un modello di lavoro che unisce la dimensione artistica a quella formativa, e che porta sul palco esperienze di vita che il teatro raramente ospita in prima persona.
Valentina Esposito
Valentina Esposito dirige la compagnia. È autrice e regista, impegnata da quasi vent'anni nella conduzione di attività teatrali dentro e fuori le carceri italiane. L'ostaggio è scritto e diretto da lei.
Una coproduzione con il Vascello
Lo spettacolo è coprodotto dalla Fabbrica dell'Attore, la compagnia che dal 1989 gestisce il Teatro Vascello: il legame con la sala di Monteverde è quindi anche produttivo, non solo di ospitalità.
Musiche e costumi
Le musiche originali sono di Luca Novelli e dei Mokadelic, i costumi di Mari Caselli. In uno spettacolo a scena vuota, musica e costumi sono fra i pochi elementi che costruiscono l'atmosfera.
Edoardo Pesce, da Romanzo criminale a Dogman
Edoardo Pesce, nato a Roma il 12 settembre 1979, è un attore italiano che nel 2019 ha vinto il David di Donatello come miglior attore non protagonista per Dogman di Matteo Garrone.
La formazione
Pesce ha frequentato la scuola Ribalte di Enzo Garinei e poi la scuola Teatro Azione di Isabella Del Bianco e Cristiano Censi. La notorietà è arrivata con le due stagioni di Romanzo criminale, la serie, fra il 2008 e il 2010, nel ruolo di Ruggero Buffoni.
Televisione
Ha recitato in Ultimo, l'occhio del falco accanto a Raoul Bova, in Squadra antimafia, Palermo oggi, nei Cesaroni, nel Cacciatore nel ruolo di Giovanni Brusca, e dal 2022 è protagonista della serie Christian su Sky Atlantic. Nel 2020 ha interpretato Alberto Sordi nel film televisivo Permette? Alberto Sordi di Luca Manfredi, di cui è anche cosceneggiatore.
Cinema
Al cinema ha lavorato con Massimiliano Bruno, Edoardo Falcone, Sergio Castellitto in Fortunata, Roberto De Paolis in Cuori puri, Fulvio Risuleo. Con Dogman, film presentato in concorso a Cannes nel 2018, ha vinto il Nastro d'argento come miglior attore protagonista e il David di Donatello come non protagonista.
Teatro
In teatro ha recitato in Killer Joe di Tracy Letts con la regia di Massimiliano Farau, in Vento e pioggia di Patrizio La Bella, in Spregevole di Dario D'Amato, e ha scritto con Francesco Staach I Was Born in Tor Bella Monaca.
Giancarlo Porcacchia e il duetto
Accanto a Edoardo Pesce, in L'ostaggio, recita Giancarlo Porcacchia: due interpreti per i due uomini legati dal cappio.
Due generazioni
La sinossi parla di un giovane uomo e di uno più vecchio: la distanza d'età fra i personaggi è parte del racconto, un confronto fra chi ha vissuto e chi giudica.
Il teatro dei corpi
In uno spazio vuoto, senza scenografia descritta, tutto passa per la presenza fisica dei due attori: le posture, le distanze, il peso dei corpi sotto il cappio.
Lo specchio
Le note di regia suggeriscono che il personaggio del vecchio nasca dal ricordo del giovane, costretto a interpretare la persona: il carceriere è forse la coscienza stessa del protagonista. Guardare i due attori come due metà di un'unica figura è una delle chiavi di lettura possibili, e a nostro giudizio la più ricca. In questa prospettiva il cappio non è solo una minaccia esterna, ma il segno di un legame che nessuno dei due può spezzare da solo.
Edoardo Pesce, un attore romano
Edoardo Pesce è nato a Roma, e buona parte del suo lavoro, dal cinema alla televisione al teatro, racconta la città e le sue periferie.
Tor Bella Monaca
Fra i suoi lavori teatrali c'è I Was Born in Tor Bella Monaca, scritto con Francesco Staach: già il titolo dice il legame con uno dei quartieri più raccontati della periferia romana.
Alberto Sordi
Nel 2020 ha interpretato Alberto Sordi nel film televisivo Permette? Alberto Sordi diretto da Luca Manfredi, del quale ha firmato anche la sceneggiatura.
La Magliana di Dogman
Dogman di Matteo Garrone, il film che gli è valso il David di Donatello, è ispirato al caso del Canaro della Magliana, un fatto di cronaca romana. In L'ostaggio, liberamente ispirato a una storia vera, torna a confrontarsi con una vicenda reale.
Come prepararsi a L'ostaggio
L'ostaggio è uno spettacolo che chiede attenzione e disponibilità: conoscerne in anticipo la natura aiuta a viverlo meglio.
Un teatro non realistico
Le note di regia avvertono che la dimensione onirica e archetipica deforma il realismo delle situazioni e del linguaggio. Chi si aspetta un dramma carcerario naturalistico troverà invece un linguaggio più simbolico, fatto di immagini, doppi e ossessioni.
Due attori, uno spazio vuoto
Non ci sono cambi di scena né grandi effetti: tutto si gioca sul rapporto fra i due interpreti e sul cappio che pende fra loro. Conviene concentrarsi sui corpi e sulle voci.
Dopo lo spettacolo
Un'ora e un quarto passa in fretta, ma lascia molto su cui riflettere. A nostro giudizio è uno di quegli spettacoli di cui vale la pena parlare subito dopo, a cena o in una passeggiata.
Il Teatro Vascello, sala di ricerca a Monteverde
Il Teatro Vascello è stato inaugurato il 4 maggio 1989 in via Giacinto Carini da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, con la compagnia La Fabbrica dell'Attore.
Le radici al Teatro La Fede
Prima del Vascello c'era il Teatro La Fede, in via Portuense 78, dove negli anni Settanta Nanni e Kustermann lavoravano dentro quella che venne chiamata scuola romana, un teatro che dava la precedenza all'immagine sulla parola.
Teatro Stabile d'Innovazione
Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione. Nel 2004 apre la Sala Studio. Dopo la morte di Nanni, nel gennaio 2010, la direzione artistica passa a Manuela Kustermann.
Una sala che produce
La Fabbrica dell'Attore non si limita a ospitare: coproduce spettacoli, come L'ostaggio, e accoglie ogni anno una parte del Romaeuropa Festival.
Una curiosità sull'ostaggio di Valentina Esposito con Edoardo Pesce al Teatro Vascello — dal 27 al 30 maggio 2027
La curiosità più forte riguarda il legame fra i temi dello spettacolo e il percorso del suo interprete principale. Edoardo Pesce è diventato noto al grande pubblico con Romanzo criminale, la serie, nel ruolo di Ruggero Buffoni; ha interpretato Giovanni Brusca nel Cacciatore; ha vinto il David di Donatello per Dogman di Matteo Garrone, un film ispirato al caso del Canaro della Magliana. Buona parte della sua carriera, insomma, è passata attraverso personaggi di criminali e di vite perdute. In L'ostaggio il tema torna, ma rovesciato: non più l'azione criminale raccontata dall'esterno, ma il dopo, il giudizio, il rimorso, il carcere interiore di un uomo che ripensa alla propria vita. Il secondo elemento curioso è la compagnia che produce lo spettacolo. Fort Apache Cinema Teatro è, secondo il Vascello, l'unica compagnia teatrale stabile in Italia e in Europa formata da attori ex detenuti oggi professionisti. Un attore famoso per i ruoli criminali al cinema, in uno spettacolo sulla colpa prodotto da una compagnia di ex detenuti: il cortocircuito fra finzione e realtà è evidente, ed è probabilmente una delle ragioni della forza del progetto. A nostro giudizio è proprio questa densità di esperienze, dentro e fuori la scena, a rendere L'ostaggio uno dei titoli più interessanti della fine di stagione romana.
Una cosa che non ti dice nessuno sull'ostaggio di Valentina Esposito con Edoardo Pesce al Teatro Vascello — dal 27 al 30 maggio 2027
Quello che raramente si dice del teatro nato nelle carceri è che non è teatro sociale nel senso riduttivo del termine. Chi pensa a laboratori di recupero, a spettacoli da vedere per solidarietà, sbaglia bersaglio. Il lavoro di Valentina Esposito, quasi vent'anni di attività teatrale dentro e fuori le carceri italiane, ha prodotto una compagnia professionale, film, collaborazioni con la Sapienza, e spettacoli che si confrontano con i temi della colpa e della pena con un linguaggio artistico preciso. Le note di regia di L'ostaggio lo dimostrano: si parla di dimensione onirica e archetipica, di un realismo deformato, del soliloquio che diventa dialogo, di un personaggio che nasce dal ricordo. Sono categorie da teatro d'arte, non da cronaca. Un secondo aspetto poco detto riguarda il cast. L'ostaggio è un duetto, e accanto a un attore con la notorietà di Edoardo Pesce c'è Giancarlo Porcacchia: in uno spettacolo di questo tipo l'equilibrio fra i due interpreti è tutto, perché il vecchio e il giovane sono costruiti come uno lo specchio dell'altro. Infine, un dettaglio pratico: la recita del sabato è alle 19 e quella della domenica alle 17. Chi non conosce le abitudini del Vascello e pensa di andare alle 21 rischia di trovare la sala già vuota.
Il consiglio che ti do per visitare l'ostaggio di Valentina Esposito con Edoardo Pesce al Teatro Vascello — dal 27 al 30 maggio 2027
Il consiglio è prepararsi a uno spettacolo intenso, breve e senza concessioni. Un'ora e un quarto, due attori, uno spazio vuoto, un cappio: L'ostaggio non è una serata leggera, e chi ci va deve saperlo. Proprio per questo conviene scegliere l'orario con attenzione. Le recite di giovedì 27 e venerdì 28 maggio alle 21 sono ideali per chi vuole vivere lo spettacolo e poi avere tempo per parlarne a cena, magari a Monteverde; il sabato alle 19 permette di uscire all'ora dell'aperitivo e scendere a Trastevere; la domenica alle 17 è la scelta per chi preferisce il pomeriggio e vuole abbinare lo spettacolo a una passeggiata al Gianicolo. Per chi conosce Edoardo Pesce solo attraverso il cinema e la televisione, vederlo in teatro, a pochi metri, in un testo che lavora sulla colpa e sul doppio, è un'esperienza diversa: il consiglio è scegliere un posto nelle prime file per cogliere il lavoro fisico dei due attori. Conviene acquistare i biglietti in anticipo sul sito del Vascello, perché le recite sono solo quattro. Infine, arrivare con qualche minuto di margine: in uno spettacolo così compatto, entrare in ritardo significa perdere la costruzione della tensione iniziale.
Come arrivare al Teatro Vascello per L'ostaggio
Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, e si raggiunge con il bus 75 che ferma davanti all'ingresso.
In autobus
Il 75 è la linea più diretta dal centro. Il teatro indica come utili anche le linee 44, 710, 870 e 871, che collegano Monteverde a Trastevere e ai quartieri a ovest. Per gli orari serali conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto romana.
In treno
Dalla stazione Ostiense il treno metropolitano porta alla stazione Quattro Venti, a pochi passi dal teatro: la via più rapida per chi arriva con la metro B, collegata a Ostiense dalla fermata Piramide.
In auto
Il teatro suggerisce la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a un centinaio di metri. Ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che il Teatro Vascello è una delle sale di ricerca più importanti di Roma, legata al Romaeuropa Festival e ai grandi nomi della scena internazionale, da Tadeusz Kantor a Peter Brook. Meno spesso si ricorda che il Vascello è anche un luogo di produzione, e che la sua storia nasce da un'idea di teatro fondata sull'immagine prima che sulla parola. Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, negli anni Settanta, lavoravano al Teatro La Fede, in via Portuense, dentro quella che la critica chiamò scuola romana: un teatro visivo, di cui fecero parte anche Memè Perlini e Giuliano Vasilicò. Quando nel 1989 aprirono il Vascello, portarono con sé quella vocazione, inaugurando la sala con Qui non ci torno più di Kantor, il maestro polacco. Nel 2001 Nanni fu il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. La Fabbrica dell'Attore, la cooperativa che gestisce la sala, è riconosciuta dal 1998 come Teatro Stabile d'Innovazione e continua a coprodurre spettacoli. L'ostaggio è uno di questi: una produzione condivisa con Fort Apache che porta sul palco di Monteverde un teatro della memoria e del doppio, con una scena vuota e un linguaggio che deforma il realismo. A nostro giudizio è un modo coerente di chiudere una stagione in una sala nata sotto il segno di Kantor.
Il quartiere intorno al Teatro Vascello: Monteverde Vecchio
Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche.
Il Gianicolo
Il Gianicolo è a pochi minuti: a fine maggio il panorama al tramonto è uno dei migliori della città.
Le ville
Villa Sciarra e Villa Doria Pamphilj sono le grandi soste verdi del quartiere, adatte a una passeggiata prima della pomeridiana della domenica.
Il Fontanone
Salendo verso il colle si arriva alla Fontana dell'Acqua Paola, con la città ai piedi.
Trastevere
Ai piedi di Monteverde si apre Trastevere, con la basilica di Santa Maria in Trastevere.
La foto giusta da fare all'ostaggio di Valentina Esposito con Edoardo Pesce al Teatro Vascello — dal 27 al 30 maggio 2027
La foto giusta, per L'ostaggio, si fa prima o dopo lo spettacolo, perché durante la recita le riprese non sono ammesse e, in un duetto così teso, qualsiasi luce in sala spezzerebbe la concentrazione degli attori e del pubblico. All'ingresso del Vascello, in via Giacinto Carini, la locandina dello spettacolo, con i nomi di Edoardo Pesce e Giancarlo Porcacchia, è il ricordo più semplice della serata. Chi sceglie la pomeridiana della domenica alle 17 ha a disposizione la luce di fine maggio: salendo al Gianicolo prima dello spettacolo si fotografa Roma dall'alto, con le cupole e i tetti del centro. Il sabato, uscendo dalla recita delle 19 poco dopo le 20:15, si arriva al belvedere in tempo per il tramonto, che a fine maggio cade tardi: è il momento in cui la città si colora di arancio e la luce diventa più morbida. L'immagine che, a nostro giudizio, dialoga meglio con lo spettacolo è però un'altra: un dettaglio di corda, di spazio vuoto, di ombra, qualcosa che ricordi il cappio che pende fra i due personaggi e il carcere interiore di cui parla la regista. Il consiglio è non cercare la cartolina, ma l'immagine che resta addosso.
Dove mangiare prima o dopo L'ostaggio
Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, il Coffee Plant Bistrot, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo.
A Monteverde
Il quartiere ha trattorie e pizzerie frequentate soprattutto da residenti, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere: la scelta giusta dopo le recite delle 21.
A Trastevere
Dopo la recita del sabato alle 19 conviene scendere a Trastevere, dove osterie e trattorie restano aperte fino a tardi. Il sabato sera prenotate.
La domenica
La pomeridiana di domenica 30 maggio finisce all'ora dell'aperitivo: un bicchiere a Monteverde e poi cena con calma è la conclusione più naturale.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vascello si racconta per date. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia: una dichiarazione d'intenti, perché Kantor era uno dei nomi più radicali della scena europea. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di ricerca di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e nello stesso anno il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble. Nella primavera del 2001 il cofondatore Giancarlo Nanni è il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen dedicato alla poesia, nel 2004 apre la Sala Studio. Nel gennaio 2010 muore Nanni e la direzione passa a Manuela Kustermann. Da oltre vent'anni la Fondazione Romaeuropa porta al Vascello una parte del suo festival, e nell'autunno 2026 la stagione ha proposto, fra gli altri, Tragudia, Il canto di Edipo di Alessandro Serra e L'orologio americano di Elio De Capitani. Alla fine di maggio 2027 la stagione si chiude con L'ostaggio, una coproduzione della Fabbrica dell'Attore con Fort Apache Cinema Teatro.
Accessibilità, età e informazioni pratiche
Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.
Per chi è
L'ostaggio affronta temi come la criminalità, la violenza, la colpa e la tortura interiore, con immagini forti come il cappio in scena. È uno spettacolo per adulti e per ragazzi grandi, meglio se preparati al tema.
La puntualità
In uno spettacolo di un'ora e un quarto, costruito sulla tensione fra due personaggi, entrare in ritardo disturba tutti. Partite con margine, soprattutto se usate il bus.
Fine maggio a Roma
A fine maggio le serate romane sono tiepide e le giornate lunghissime: il ritorno a piedi fra il teatro e la fermata del bus o del treno è piacevole anche dopo le 22.
Chi è passato dall'ostaggio di Valentina Esposito con Edoardo Pesce al Teatro Vascello — dal 27 al 30 maggio 2027
Sul palcoscenico del Vascello e, prima ancora, nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati alcuni dei nomi più importanti del teatro contemporaneo. Al Teatro La Fede, la prima sede degli anni Settanta, arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista francese Gérard Gelas e il Living Theatre; dalla compagnia di Nanni e Kustermann uscirono Memè Perlini e Giuliano Vasilicò. Al Vascello, dal 1989, sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono; per la danza Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni, Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali Bob Wilson e Peter Brook, che qui presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia. Dal 27 al 30 maggio 2027 passano Valentina Esposito e Fort Apache Cinema Teatro, con Edoardo Pesce, David di Donatello per Dogman e volto di Romanzo criminale e di Christian, e Giancarlo Porcacchia, con le musiche di Luca Novelli e dei Mokadelic e i costumi di Mari Caselli. E con loro, idealmente, tutti gli attori ex detenuti che in quasi vent'anni hanno trasformato il carcere in palcoscenico.
Domande frequenti su L'ostaggio
Quando va in scena L'ostaggio con Edoardo Pesce a Roma?
L'ostaggio con Edoardo Pesce va in scena al Teatro Vascello di Roma da giovedì 27 a domenica 30 maggio 2027: giovedì e venerdì alle 21, sabato alle 19, domenica alle 17, secondo il sito del teatro.
Quanto dura L'ostaggio?
L'ostaggio di Valentina Esposito dura un'ora e un quarto, secondo la pagina ufficiale del Teatro Vascello. È uno spettacolo compatto, con due attori in scena.
Chi recita in L'ostaggio al Teatro Vascello?
In L'ostaggio al Teatro Vascello recitano Edoardo Pesce e Giancarlo Porcacchia. Il testo e la regia sono di Valentina Esposito, le musiche originali di Luca Novelli e dei Mokadelic, i costumi di Mari Caselli.
Di cosa parla L'ostaggio?
L'ostaggio racconta un giovane uomo che ha vissuto nella criminalità e un uomo più vecchio che lo sorveglia, lo giudica e lo tiene prigioniero, legati da un cappio che pende fra loro. Lo spettacolo è liberamente ispirato a una storia vera.
Che cos'è Fort Apache Cinema Teatro?
Fort Apache Cinema Teatro è, secondo il Teatro Vascello, l'unica compagnia teatrale stabile in Italia e in Europa formata da attori ex detenuti oggi professionisti. È diretta da Valentina Esposito e collabora con la Sapienza.
Come si arriva al Teatro Vascello?
Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio. Il bus 75 ferma davanti all'ingresso; in alternativa il treno da Ostiense porta alla stazione Quattro Venti, a pochi passi dal teatro.
Dove si comprano i biglietti per L'ostaggio?
I biglietti per L'ostaggio si comprano sul sito ufficiale del Teatro Vascello, dalla pagina dello spettacolo, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato. I prezzi sono indicati al momento dell'acquisto.
Il consiglio finale su L'ostaggio
L'ostaggio è uno spettacolo breve e intenso, che chiude la stagione del Vascello con un duetto sulla colpa, sulla memoria e sul doppio. Valentina Esposito porta in scena, con Fort Apache Cinema Teatro, un'esperienza costruita in quasi vent'anni di lavoro teatrale dentro e fuori le carceri; Edoardo Pesce, dopo tanti criminali interpretati al cinema e in televisione, affronta il tema dal lato del rimorso, accanto a Giancarlo Porcacchia. A nostro giudizio è la scelta giusta per chi cerca un teatro che non consola, per chi vuole vedere un attore di cinema lavorare a pochi metri dal pubblico, e per chi segue il lavoro del teatro nato nelle carceri. Il consiglio è comprare il biglietto presto, perché le recite sono solo quattro; scegliere un posto vicino al palco; ricordare che sabato e domenica si comincia alle 19 e alle 17; e dopo lo spettacolo concedersi una passeggiata al Gianicolo o una cena a Monteverde per lasciar sedimentare quello che si è visto.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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