Proponi un eventoAccediIl mio viaggio

L’orologio americano di Elio De Capitani al Teatro Vascello — dal 14 al 18 ottobre 2026

L'orologio americano di Arthur Miller, con la regia di Elio De Capitani, è in scena al Teatro Vascello di Roma dal 14 al 18 ottobre 2026, in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio. Le repliche sono cinque: mercoledì 14 ottobre alle 21, in prima nazionale, giovedì 15 e venerdì 16 alle 21, sabato 17 alle 19, domenica 18 alle 17. In scena ci sono diciotto attori e attrici della Compagnia dell'Accademia, appena usciti dall'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico, con le musiche originali di Mario Arcari eseguite dal vivo. Il teatro si raggiunge con il bus 75, che parte da Termini, passa dal Colosseo e da Piramide e ferma davanti all'ingresso, oppure con le linee 44, 710, 870 e 871; in treno, dalla stazione Ostiense si scende a Quattro Venti, a pochi passi. I biglietti si comprano dal sito ufficiale del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro; i prezzi sono pubblicati sui canali ufficiali del Vascello.

Miller è l'autore di Morte di un commesso viaggiatore e di Erano tutti miei figli, due testi che De Capitani ha già portato in scena. Con L'orologio americano sceglie invece l'opera meno frequentata e più sperimentale del drammaturgo: la Grande Depressione raccontata come un circo, un vaudeville, un affresco con decine di personaggi. Qui sotto trovi le date, la trama, la compagnia, la biografia di De Capitani, la storia del testo, il Teatro Vascello, come arrivare, dove mangiare e come scegliere la replica.

L'orologio americano al Teatro Vascello: date e orari delle repliche

L'orologio americano va in scena al Teatro Vascello per cinque repliche, dal 14 al 18 ottobre 2026, con la prima nazionale mercoledì 14 alle 21. È uno dei titoli d'apertura della stagione 2026/2027 del teatro di Monteverde.

Il calendario completo

Mercoledì 14 ottobre alle 21, prima nazionale. Giovedì 15 ottobre alle 21. Venerdì 16 ottobre alle 21. Sabato 17 ottobre alle 19. Domenica 18 ottobre alle 17. È lo schema consueto del Vascello: serali dal mercoledì al venerdì, anticipo al sabato, pomeridiana la domenica.

La prima nazionale

La sera del 14 ottobre lo spettacolo debutta davanti al pubblico per la prima volta in Italia. Le prime hanno un'atmosfera particolare: in sala ci sono spesso critici, addetti ai lavori, insegnanti e compagni di corso degli attori. Per un allestimento costruito con una compagnia di giovani diplomati, la sera del debutto ha il sapore di un esame pubblico.

Una produzione fra Roma e Milano

Lo spettacolo è una coproduzione dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico e del Teatro dell'Elfo, con la collaborazione dell'Accademia di Belle Arti di Brera. Scene e costumi sono stati realizzati nei laboratori dell'Elfo con gli allievi di Brera; le maschere sono della classe di trucco e maschera di Brera guidata dalla professoressa Donatella Mondani.

Il programma può cambiare

Orari e date sono quelli pubblicati dal Teatro Vascello e dal portale turistico di Roma Capitale. Come sempre in teatro, conviene dare un'occhiata al sito del Vascello nei giorni prima della replica scelta.

Di cosa parla L'orologio americano: la Grande Depressione in scena

L'orologio americano racconta l'America della crisi del 1929 attraverso la famiglia Baum, benestante e poi impoverita, e attraverso decine di personaggi che compongono un ritratto dell'intero paese. Miller lo scrisse nel 1980.

La famiglia Baum

Moe e Rose Baum vivono a Manhattan con il figlio Lee. Con il crollo della Borsa perdono il denaro e il capofamiglia perde il lavoro: la famiglia deve lasciare casa e trasferirsi dai parenti a Brooklyn. Lee vuole diventare scrittore ed è la voce che racconta. Le note di regia ricordano che i Baum sono lo specchio della famiglia dello stesso Miller.

Arthur Robertson, l'uomo che vide arrivare il crollo

Accanto al giovane Baum c'è Arthur Robertson, un uomo d'affari che si salva perché capisce in anticipo che la bolla sta per scoppiare. Nel testo racconta di aver comprato nel 1927 le azioni della società che costruiva l'aereo di Lindbergh e di averle viste salire di sessantasette volte in una mattina: fu quel giorno, dice, che smise di credere nel boom permanente. È il personaggio che dà allo spettacolo il suo tono amaro e lucido.

Un paese intero come protagonista

Rispetto ai testi più celebri di Miller, qui il campo si allarga. Le note di De Capitani indicano la geografia del racconto: da Brooklyn alle pianure dell'Iowa, dalle sponde del Mississippi ai grandi laghi del Michigan. I due narratori evocano una folla di personaggi di ogni condizione sociale; la società stessa diventa protagonista, con le responsabilità del potere politico ed economico verso la collettività.

Le fonti di Miller

Il testo si basa in parte su Hard Times, la storia orale della Grande Depressione raccolta dal giornalista Studs Terkel attraverso le voci di chi l'aveva vissuta. Fra i personaggi c'è Theodore K. Quinn, ispirato a un vicino di casa di Miller, il dirigente d'azienda T. K. Quinn. È un teatro che nasce dalle testimonianze, e si sente.

La regia di Elio De Capitani: un teatro circo fra Brecht e Fellini

Elio De Capitani ha immaginato L'orologio americano come un circo, un teatro circo per un'epoca di accelerazioni brutali, a metà strada fra Bertolt Brecht e Federico Fellini. Lo scrive nelle note di regia pubblicate dal Vascello.

Brecht e il vaudeville

Il comunicato del teatro spiega che il testo aspira a un teatro totale che risente della lezione di Brecht, sia quello espressionista dei primi drammi sia quello del teatro epico, e la porta verso esiti nuovi ispirandosi a un genere tipicamente americano, il vaudeville: numeri, canzoni, siparietti, cambi rapidi di tono.

Il clown e il maestro di cerimonie

Nella visione del regista, sotto la maschera del clown l'uomo mostra la sua grandezza ferita; dietro il ghigno di un ambiguo maestro di cerimonie, come quello del Kit Kat Club nel film Cabaret di Bob Fosse, l'uomo mostra il suo lato mefistofelico. Chi ha in mente quel film sa già che tipo di luce aspettarsi.

Scene, costumi e maschere

Scene e costumi del circo cabaret sono ideati da Carlo Sala. Le maschere sono state realizzate dagli allievi di Brera. Luci di Nando Frigerio, suono di Hubert Westkemper, assistente alla regia Alessandro Frigerio, con gli allievi Alessia Giglio e Gennaro Madonna.

La musica dal vivo

Le musiche originali e gli arrangiamenti sono di Mario Arcari, che le esegue dal vivo. In un testo ispirato al vaudeville la musica non è un accompagnamento: è la struttura che tiene insieme i numeri e i salti di scena.

La traduzione

La versione italiana è di Cristina Viti, che per il Teatro dell'Elfo aveva già firmato quella di Moby Dick alla prova. Una traduzione nuova conta molto con un testo poco rappresentato in Italia come questo.

La Compagnia dell'Accademia: diciotto giovani attori

In scena in L'orologio americano ci sono diciotto attori e attrici della Compagnia dell'Accademia, che hanno appena concluso gli studi all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico di Roma.

I nomi

Angelica Barelli, Alessandro Buono, Melissa Del Carmen Chaigan, Chiara Casarin, Laura Cestaro, Flavio D'Andrea, Edoardo De Padova, Anna Demichelis, Luca Duarte Di Gangi, Vittorio Maria Mearelli, Giorgio Petrotta, Gabriele Maria Pizzurro, Caterina Rugghia, Pietro Saccomani, Nicola Tagliatori, Chiara Tognarini, Chiara Trombini, Nicola Vantaggi.

Perché un testo corale

Il comunicato lo dice con chiarezza: L'orologio americano è un testo corale, perfetto per mettere alla prova una compagnia giovane. Decine di personaggi, pochi protagonisti in senso classico, molti cambi di ruolo: è il tipo di lavoro in cui un gruppo appena diplomato può mostrare tutto quello che ha imparato, dal canto al movimento alla recitazione di parola.

L'Accademia Silvio d'Amico

L'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica porta il nome di Silvio d'Amico, il critico che la fondò, ed è la scuola di teatro più importante di Roma. Da qui sono passate generazioni di attori e registi italiani. Vedere uno spettacolo della sua compagnia di diplomati significa vedere i volti che si ritroveranno nei cartelloni dei prossimi anni.

Una squadra di allievi anche dietro le quinte

Non solo gli attori sono giovani. Gli scenografi stagisti sono Giada Genoni, Martina Mazzoleni, Fabio Sciacca, Sofia Villapiano e Shujin Zhao; i sarti stagisti Lorenzo Talamonti, Aurora Torre, Chiara Cavazza e Benedetta Bodini; la costruzione delle scene è di Tommaso Frigerio, l'assistente a scene e costumi Ambra Santanicchio. È una produzione scuola nel senso più alto.

Chi è Elio De Capitani: biografia dell'attore e regista

Elio De Capitani è un attore e regista nato il 28 luglio 1953 a Sottochiesa, frazione di Taleggio, e da oltre cinquant'anni è il volto del Teatro dell'Elfo di Milano.

L'ingresso all'Elfo

Entra nel Teatro dell'Elfo nel 1973, non ancora ventenne. L'Elfo è una delle compagnie che hanno cambiato il teatro milanese dagli anni Settanta in poi, e De Capitani ne diventa presto una delle colonne, prima come attore e poi come regista stabile.

La prima regia: Nemico di classe

Nel 1982 firma la sua prima regia, Nemico di classe, un esperimento iperrealistico che lo impone come uno degli artisti di primo piano della scena italiana. Da allora la sua ricerca passa per il repertorio di tutti i secoli, con una predilezione per il teatro contemporaneo, letto come strumento per indagare l'uomo e la società.

Il sodalizio con Salvatores

Negli anni dell'Elfo lavora con Gabriele Salvatores, che lo dirige nel film Sogno di una notte d'estate del 1983. Quarant'anni dopo Salvatores lo richiama per Il ritorno di Casanova, del 2023. È uno dei legami più lunghi fra teatro e cinema italiano.

Il caimano

Al grande pubblico il suo nome arriva nel 2006 con Il caimano di Nanni Moretti, in cui interpreta Silvio Berlusconi: un ruolo che suscitò molta curiosità giornalistica. Fra gli altri film ci sono Veleno di Bruno Bigoni, Apnea di Roberto Dordit, Lasciami andare di Stefano Mordini, La divina cometa di Mimmo Paladino, Cento domeniche di Antonio Albanese e Una storia di Anna Foglietta, del 2026.

Angels in America e i premi

Con Ferdinando Bruni, compagno di direzione all'Elfo, firma la regia di Angels in America di Tony Kushner. Per il ruolo di Roy Cohn in quello spettacolo riceve il premio Ubu 2007 come miglior attore non protagonista; nel 2008 vince con Bruni il premio Hystrio alla regia. Nella stagione 2010/2011 The History Boys di Alan Bennett, regia di Bruni e De Capitani, vince l'Ubu come miglior spettacolo, ex aequo con Pippo Delbono.

Miller, un autore di lungo corso

Nel 2014 riceve il premio Flaiano per la regia di Morte di un commesso viaggiatore di Arthur Miller, in cui è anche interprete. Poi viene Erano tutti miei figli. L'orologio americano chiude idealmente una trilogia personale: dopo i due capolavori, il testo più aperto e rischioso dello stesso autore.

L'Elfo Puccini e l'insegnamento

Il 6 marzo 2010 il Teatro dell'Elfo inaugura la sua nuova sede milanese, l'Elfo Puccini, in corso Buenos Aires, con tre sale intitolate a William Shakespeare, 500 posti, a Rainer Werner Fassbinder, 200 posti, e a Pina Bausch, 100 posti. Dal 2005 De Capitani insegna anche all'università IULM di Milano: il lavoro con i giovani dell'Accademia romana è la naturale prosecuzione di questo impegno.

L'orologio americano di Arthur Miller: la storia del testo

L'orologio americano debuttò nel maggio 1980 allo Spoleto Festival USA di Charleston, in South Carolina, e arrivò a Broadway l'11 novembre dello stesso anno.

Il fiasco di Broadway

Al Biltmore Theatre di New York lo spettacolo chiuse il 30 novembre 1980, dopo dodici repliche e undici anteprime. La regia era di Vivian Matalon. Miller stesso attribuì l'insuccesso a una messa in scena sbagliata e alla propria disponibilità ad accettare riscritture che rendevano il testo più convenzionale, togliendogli la sua voce vera.

La sorella di Miller in scena

Nel cast di Broadway c'era Joan Copeland, sorella minore dell'autore, che vinse il Drama Desk Award come migliore attrice per il ruolo di Rose Baum: la madre di Lee. Se i Baum sono lo specchio della famiglia Miller, come ricordano le note di regia, a dare corpo alla madre fu proprio una figlia di casa.

La rinascita a Londra

Nell'agosto 1986 il Royal National Theatre di Londra lo presentò al Cottesloe, poi al più grande Olivier, con la regia di Peter Wood. Quella versione rivista aggiungeva una jazz band, canzoni degli anni Trenta e un riflettore da music hall. Lo spettacolo fu candidato al premio Olivier.

Le altre riprese

Nel 1988 lo mise in scena Austin Pendleton al Williamstown Theatre Festival; nel 1997 la Signature Theatre Company di New York, con ventotto canzoni americane di Irving Berlin, Jerome Kern e dei Gershwin; nel 2012 il Finborough Theatre di Londra; nel 2019 l'Old Vic, con la regia di Rachel Chavkin e i tre membri della famiglia Baum interpretati ciascuno da tre attori diversi.

Perché la versione di De Capitani è interessante

La storia del testo è la storia di un'opera che funziona quando la si tratta come musica e spettacolo, non come dramma borghese. Londra lo capì nel 1986 con la jazz band; De Capitani lo porta verso il circo e il cabaret, con la musica dal vivo di Arcari. È la strada giusta.

Il Teatro Vascello, sala di ricerca a Monteverde

Il Teatro Vascello ha aperto il 4 maggio 1989 in via Giacinto Carini, fondato da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann con la compagnia La Fabbrica dell'Attore. Oggi è una delle sale di riferimento del teatro contemporaneo a Roma.

Dal Teatro La Fede al Vascello

Prima del Vascello c'era il Teatro La Fede, in via Portuense 78, sede negli anni Settanta del gruppo Space Re(v)action. Lì Nanni e Kustermann realizzano spettacoli come A come Alice e Risveglio di primavera, dentro quella che fu chiamata scuola romana: un teatro che privilegiava l'immagine sulla parola.

Teatro Stabile d'Innovazione

Dal 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione. Nel 2004 apre la Sala Studio, al piano seminterrato. Dopo la morte di Nanni, nel gennaio 2010, Manuela Kustermann guida da sola la direzione artistica.

L'apertura della stagione

L'orologio americano arriva nelle prime settimane della stagione 2026/2027, dopo Tragudia, Il canto di Edipo di Alessandro Serra e Lemnos di Giorgina Pi, presentato con il Romaeuropa Festival 2026. Tre spettacoli di ricerca in fila: un inizio d'autunno che dice molto dell'identità del teatro.

Una curiosità su L'orologio americano di Elio De Capitani al Teatro Vascello — dal 14 al 18 ottobre 2026

La curiosità più bella di L'orologio americano riguarda la famiglia di Miller. I Baum, dicono le note di regia, sono lo specchio della famiglia dell'autore: una famiglia agiata di Manhattan che il crollo del 1929 costringe a traslocare dai parenti di Brooklyn. Quando il testo arrivò a Broadway, nel novembre 1980, il ruolo di Rose Baum, cioè la madre, fu affidato a Joan Copeland, sorella minore di Miller. Una figlia che interpreta, di fatto, la propria madre, in uno spettacolo scritto dal fratello. Per quella parte Copeland vinse il Drama Desk Award, mentre lo spettacolo chiudeva dopo appena dodici repliche. Una seconda curiosità riguarda il titolo. L'orologio del titolo è quello di un paese intero, il tempo della Borsa che corre e poi si ferma, e il personaggio di Arthur Robertson lo misura in modo memorabile: azioni che si moltiplicano per sessantasette in tre ore, e la decisione di uscire dal mercato proprio quel giorno. Una terza, tutta italiana: le maschere che si vedranno in scena non vengono da un laboratorio professionale, ma dalla classe di trucco e maschera dell'Accademia di Brera. In uno spettacolo sul lavoro che scompare, è bello che tanto lavoro sia affidato a chi sta imparando un mestiere.

Biglietti per L'orologio americano al Vascello

I biglietti per L'orologio americano si acquistano dal sito ufficiale del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro in via Giacinto Carini 78.

Online

Il sito del Vascello spiega che acquistando online si possono avere biglietti, abbonamenti e card direttamente sul telefono, senza passare dal botteghino. Sullo stesso circuito si prenotano gli spettacoli per chi possiede le card della stagione.

Card e abbonamenti

Il teatro propone card per la stagione 2026/2027. Il sito avverte che vanno acquistate almeno 24 ore prima del primo utilizzo e consiglia di prenotare il posto e verificare la disponibilità. Chi pensa di vedere più spettacoli al Vascello in autunno fa bene a valutarle.

Quale replica scegliere

La prima del 14 ottobre è la sera dell'evento; il sabato alle 19 è la più comoda per cenare dopo; la domenica alle 17 è ideale per chi arriva da fuori Roma. Con cinque repliche soltanto e una compagnia di diciotto giovani con famiglie e amici al seguito, conviene non aspettare l'ultimo giorno.

Una cosa che non ti dice nessuno su L'orologio americano di Elio De Capitani al Teatro Vascello — dal 14 al 18 ottobre 2026

Quello che nessuno ti dice è che L'orologio americano è, per ammissione del suo stesso autore, un testo che ha rischiato di essere ricordato come un fallimento. A Broadway chiuse dopo diciannove giorni. Miller spiegò che la colpa era della messa in scena sbagliata e delle riscritture che aveva accettato per renderlo più convenzionale. Il testo si è salvato quando i registi hanno smesso di trattarlo come un dramma familiare alla maniera di Morte di un commesso viaggiatore: a Londra, nel 1986, con una jazz band e le canzoni degli anni Trenta; a New York, nel 1997, con ventotto canzoni americane. Andare al Vascello aspettandosi un altro Willy Loman sarebbe un errore. Qui non c'è un protagonista tragico al centro: c'è una folla, ci sono numeri musicali, ci sono personaggi che entrano ed escono in pochi minuti. La seconda cosa riguarda gli attori. Sono tutti giovani appena diplomati, e questo significa due cose: un'energia che le compagnie di giro raramente hanno, e personaggi anziani interpretati da ragazzi di vent'anni, con l'aiuto delle maschere e del trucco. È una convenzione dichiarata, da accettare fin dal primo minuto. Chi la accetta vede un lavoro d'insieme che nelle compagnie professionali è quasi impossibile da mettere in piedi: diciotto persone in scena, più la musica dal vivo.

Il consiglio che ti do per visitare L'orologio americano di Elio De Capitani al Teatro Vascello — dal 14 al 18 ottobre 2026

Meglio arrivare con un minimo di contesto storico. Non serve leggere il testo di Miller; serve ricordare cosa fu il 1929, il giovedì nero di Wall Street, le file per il pane, le fattorie del Midwest messe all'asta. Dieci minuti su una buona sintesi della Grande Depressione cambiano l'ascolto, perché lo spettacolo corre veloce e dà per scontato che lo spettatore sappia dove si trova. Chi ha tempo può guardare Cabaret di Bob Fosse: De Capitani lo cita esplicitamente come riferimento per il suo maestro di cerimonie, e riconoscerne l'eco in scena è un piacere. Sulla replica: se amate l'atmosfera della prima, prenotate mercoledì 14; se volete parlarne a cena, scegliete sabato 17 alle 19. La domenica pomeriggio è la scelta migliore: si esce con la luce, si scende a Trastevere e si discute davanti a un piatto di cacio e pepe. In sala, con uno spettacolo corale e molto movimento, meglio un posto centrale non troppo vicino al palco, da cui si abbraccia tutta la scena e si vede anche il musicista. Arrivate con venti minuti di margine: il bus 75 la sera può avere attese lunghe, e il bistrot del Vascello è comodo per un caffè prima di entrare.

Come arrivare al Teatro Vascello per L'orologio americano

Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, e si raggiunge con il bus 75 che ferma davanti all'ingresso.

In autobus

Il 75 parte da Termini e passa dal Colosseo e da Piramide: per chi viene dal centro è la linea più diretta. Il teatro indica come utili anche le linee 44, 710, 870 e 871, che collegano Monteverde con Trastevere e i quartieri a ovest.

In treno

Dalla stazione Ostiense il treno metropolitano porta alla stazione Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti, a pochi passi dal teatro. È la soluzione più veloce per chi arriva con la metro B, che a Piramide è collegata con Ostiense.

In auto

Il teatro suggerisce la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri. Ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.

A piedi

Da Trastevere si sale verso Monteverde per le strade del Gianicolo: una camminata in salita, piacevole nelle sere di metà ottobre, da fare con scarpe comode e con margine sull'orario d'inizio.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che Arthur Miller sia uno dei maggiori drammaturghi americani del Novecento lo sanno tutti; Morte di un commesso viaggiatore e Il crogiuolo si studiano a scuola. Meno citato è il fatto che il suo teatro nasca in gran parte dalla stessa ferita: il crollo economico che negli anni Trenta travolse la sua famiglia. L'orologio americano è il testo in cui Miller affronta quella ferita di petto, senza la mediazione di Willy Loman o dei Keller, e lo fa appoggiandosi a una fonte documentaria: Hard Times, la raccolta di testimonianze orali di Studs Terkel. È un fatto che spiega il carattere del testo, costruito come un mosaico di voci più che come una tragedia. Un secondo fatto noto agli addetti ai lavori e poco raccontato riguarda De Capitani. Il suo rapporto con Miller non è occasionale: nel 2014 ha vinto il premio Flaiano per la regia di Morte di un commesso viaggiatore, poi ha affrontato Erano tutti miei figli. L'orologio americano chiude un percorso di oltre dieci anni sullo stesso autore, e lo chiude con il testo più difficile. Un terzo fatto, questa volta sulla scuola. Lo spettacolo è una produzione in cui un grande teatro d'arte milanese, l'Elfo, e la principale accademia di recitazione romana lavorano insieme, con Brera per scene e maschere. Collaborazioni di questo tipo, fra istituzioni di città diverse, sono meno frequenti di quanto si pensi.

Il quartiere intorno al Teatro Vascello: Monteverde Vecchio

Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche. È un quartiere di palazzine e villini, silenzioso la sera, a pochi minuti dal centro.

Il Gianicolo

Il Gianicolo è a pochi minuti: il panorama sulla città a metà ottobre, prima della replica del sabato alle 19, è il modo migliore di preparare la serata.

Le ville

Villa Sciarra, raccolta e piena di fontane, e Villa Doria Pamphilj, il grande parco a ovest del quartiere, sono le due soste verdi della zona. In ottobre i cancelli chiudono presto: controllate l'orario.

Il Fontanone e San Pancrazio

Salendo verso il colle si arriva alla Fontana dell'Acqua Paola e, poco oltre, alla basilica di San Pancrazio: due tappe facili prima della pomeridiana della domenica.

Trastevere

Ai piedi di Monteverde si apre Trastevere, con la basilica di Santa Maria in Trastevere. È la zona dove scendere dopo lo spettacolo per cenare.

La foto giusta da fare a L'orologio americano di Elio De Capitani al Teatro Vascello — dal 14 al 18 ottobre 2026

Durante lo spettacolo nessuna foto: in un lavoro costruito su luci, maschere e numeri musicali, lo schermo di un telefono acceso distrae la fila intera e gli attori in scena. La foto giusta si fa prima e dopo. La prima è la facciata del Vascello su via Giacinto Carini con la locandina di L'orologio americano: semplice, ma dice dove e quando. La seconda, più bella, si fa al Gianicolo prima della replica del sabato o della domenica: Roma dall'alto nella luce di metà ottobre, con le cupole che si accendono. Ha un senso preciso con questo spettacolo, che parla di un paese intero visto da lontano, da Brooklyn all'Iowa. La terza è per chi ama i dettagli: il foglio di sala con i diciotto nomi della Compagnia dell'Accademia. Fotografatelo accanto al biglietto. Fra qualche anno alcuni di quei nomi saranno nei cartelloni dei teatri nazionali, e avrete la prova di averli visti al debutto. Se il teatro espone nell'atrio le foto di scena ufficiali, quelle della fotografa Manuela Giusto pubblicate dal Vascello, sono il ricordo migliore delle maschere e dei costumi. Regola che vale sempre: niente flash, niente video, niente scatti durante gli applausi finché gli attori sono in scena, salvo indicazioni diverse del teatro.

Dove mangiare prima o dopo L'orologio americano

Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, il Coffee Plant Bistrot, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo.

A Monteverde

Il quartiere ha trattorie e pizzerie frequentate soprattutto da residenti, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere: la scelta giusta dopo le repliche delle 21, per chi non vuole attraversare mezza città.

A Trastevere

Dopo il sabato alle 19 conviene scendere a Trastevere, dove osterie e trattorie restano aperte fino a tardi. Il sabato sera il rione si riempie presto: con un gruppo, prenotate.

La domenica

La pomeridiana del 18 ottobre finisce presto: un aperitivo al Gianicolo o a Trastevere e poi cena con calma è la conclusione più naturale di un pomeriggio a teatro.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Vascello si racconta per eventi. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia: una dichiarazione d'intenti, perché Kantor era uno dei nomi più radicali della scena europea. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di ricerca di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia: un precedente diretto dell'attenzione ai giovani che oggi porta sul palco la Compagnia dell'Accademia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e nello stesso anno il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble, il teatro fondato da Brecht: un legame curioso con uno spettacolo che proprio a Brecht guarda. Nella primavera del 2001 il cofondatore Giancarlo Nanni è il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen dedicato alla poesia, nel 2004 apre la Sala Studio. Nel gennaio 2010 muore Nanni e la direzione passa a Manuela Kustermann. Da oltre vent'anni, ogni autunno, la Fondazione Romaeuropa porta al Vascello una parte del suo festival. La prima nazionale di L'orologio americano, il 14 ottobre 2026, si aggiunge a questa storia.

Accessibilità, ragazzi e informazioni pratiche

Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.

Con i ragazzi

L'orologio americano è uno spettacolo adatto a studenti delle superiori: racconta la crisi del 1929 con musica, maschere e un linguaggio da cabaret, e parla di economia, lavoro e responsabilità politica in modo diretto. Per chi studia storia contemporanea o letteratura americana è un'occasione concreta. Per i bambini piccoli non è pensato.

La puntualità

Con uno spettacolo corale e la musica dal vivo, entrare in ritardo disturba tutti. Partite con margine, soprattutto se usate il bus in serata.

Il periodo

Metà ottobre è uno dei momenti migliori per Roma: sere ancora miti, luce lunga, città meno affollata dell'estate. Il Romaeuropa Festival anima teatri e spazi di tutta la città: chi viene da fuori può costruire un fine settimana intorno a più spettacoli.

Chi è passato da L'orologio americano di Elio De Capitani al Teatro Vascello — dal 14 al 18 ottobre 2026

Sul palcoscenico del Vascello e, prima ancora, nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati alcuni dei nomi più importanti del teatro contemporaneo. Al Teatro La Fede, la prima sede degli anni Settanta, arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista francese Gérard Gelas e il Living Theatre; dal gruppo uscirono Memè Perlini e Giuliano Vasilicò. Al Vascello, dal 1989, sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono; per la danza Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni, Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali Bob Wilson e Peter Brook, che qui presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia. Dal 14 al 18 ottobre 2026 passano Elio De Capitani, uno dei registi che hanno fatto la storia del teatro milanese, la traduttrice Cristina Viti, lo scenografo Carlo Sala, il musicista Mario Arcari, e diciotto giovani attori della Compagnia dell'Accademia al loro primo grande banco di prova. E con loro, idealmente, Arthur Miller, la famiglia Baum e la folla dell'America del 1929.

Domande frequenti su L'orologio americano al Teatro Vascello

Quando va in scena L'orologio americano al Teatro Vascello?

L'orologio americano va in scena al Teatro Vascello dal 14 al 18 ottobre 2026. Mercoledì 14 alle 21 in prima nazionale, giovedì 15 e venerdì 16 alle 21, sabato 17 alle 19, domenica 18 alle 17. Il teatro è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio.

Chi ha scritto L'orologio americano?

L'orologio americano è un testo di Arthur Miller, scritto nel 1980 e ambientato durante la Grande Depressione. Debuttò allo Spoleto Festival USA di Charleston nel maggio 1980 e poi a Broadway. La traduzione italiana usata al Vascello è di Cristina Viti.

Chi recita in L'orologio americano di Elio De Capitani?

In L'orologio americano recitano diciotto attori e attrici della Compagnia dell'Accademia, appena diplomati all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico. La regia è di Elio De Capitani, le musiche originali di Mario Arcari, eseguite dal vivo, scene e costumi di Carlo Sala.

Di cosa parla L'orologio americano?

L'orologio americano racconta la crisi del 1929 attraverso la famiglia Baum, che perde il benessere e scivola nella povertà, e attraverso Arthur Robertson, uomo d'affari che previde il crollo. Intorno a loro si muovono decine di personaggi, da Brooklyn all'Iowa, in un affresco corale.

Dove si comprano i biglietti per L'orologio americano?

I biglietti per L'orologio americano si comprano dal sito ufficiale del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro in via Giacinto Carini 78. Prezzi, riduzioni e card della stagione sono pubblicati sui canali ufficiali del Vascello.

Come si arriva al Teatro Vascello?

Il Teatro Vascello si raggiunge con il bus 75, che parte da Termini, passa da Colosseo e Piramide e ferma davanti al teatro. Utili anche le linee 44, 710, 870 e 871. In treno, da Ostiense si scende alla stazione Quattro Venti, a pochi passi dall'ingresso.

L'orologio americano è adatto agli studenti?

L'orologio americano è adatto agli studenti delle superiori, perché racconta la Grande Depressione con musica dal vivo, maschere e numeri da cabaret, ed è interpretato da attori poco più grandi di loro. Affronta temi come lavoro, povertà e responsabilità politica; non è pensato per i bambini piccoli.

Chi è Elio De Capitani?

Elio De Capitani è un attore e regista nato a Taleggio nel 1953, dal 1973 nel Teatro dell'Elfo di Milano. Ha vinto il premio Ubu per Angels in America e il premio Flaiano per la regia di Morte di un commesso viaggiatore; al cinema è stato Berlusconi in Il caimano di Nanni Moretti.

Il nostro parere su L'orologio americano al Teatro Vascello

Gli spettacoli da consigliare senza esitare sono quelli in cui un regista maturo mette la sua esperienza al servizio di chi comincia. L'orologio americano è esattamente questo: De Capitani, dopo dieci anni di Miller, sceglie il testo più rischioso del suo autore e lo affida a diciotto ragazzi appena usciti dall'Accademia. Il consiglio netto: prenotate subito, scegliete il sabato alle 19 o la prima del 14, guardate Cabaret nei giorni prima e, dopo lo spettacolo, scendete a Trastevere a parlarne. Fra qualche anno vi vanterete di aver visto quei nomi al debutto.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento14 Ottobre 2026 21:00 — 18 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro Vascello, Via Giacinto Carini 78, 00152 Roma Monteverde, Roma, Roma Città

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi