Tragudia, Il canto di Edipo al Teatro Vascello — dal 29 settembre al 4 ottobre 2026
Tragudia, Il canto di Edipo, lo spettacolo di Alessandro Serra recitato e cantato in grecanico, è in scena al Teatro Vascello di Roma dal 29 settembre al 4 ottobre 2026, in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio: da martedì 29 settembre a venerdì 2 ottobre alle 21, sabato 3 ottobre alle 19, domenica 4 ottobre alle 17. Dura 80 minuti ed è sopratitolato in italiano. Il teatro si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso e parte da Termini, dal Colosseo e da Piramide, oppure con le linee 44, 710, 870 e 871; in treno, dalla stazione Ostiense si scende alla fermata Quattro Venti, a due passi. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Vascello, che indica anche il circuito di prevendita autorizzato; i biglietti si comprano pure alla biglietteria del teatro.
Tragudia al Teatro Vascello: date, orari e durata
Tragudia resta al Teatro Vascello sei sere, dal martedì alla domenica, con orari diversi a seconda del giorno. È uno dei titoli con cui il Vascello apre la stagione 2026/2027, e uno spettacolo che ha già girato in Italia e all'estero raccogliendo premi importanti.
Il calendario
Martedì 29 settembre, mercoledì 30 settembre, giovedì 1 ottobre e venerdì 2 ottobre alle 21. Sabato 3 ottobre alle 19. Domenica 4 ottobre alle 17. Il sabato anticipato alle 19 è una scelta intelligente del teatro: si esce intorno alle 20.20 e si cena a Trastevere o a Monteverde senza fare le ore piccole.
Lingua e sopratitoli
Lo spettacolo è recitato e cantato in grecanico, la lingua di origine greca che si parla ancora in un'area della Calabria meridionale, e viene sopratitolato in italiano. Chi teme di non capire può stare tranquillo: la storia di Edipo la conosciamo tutti, e i sopratitoli servono a seguire le parole, non a scoprire la trama.
Durata
Ottanta minuti. Per una tragedia greca è una misura compatta, che obbliga a un ritmo serrato e a un lavoro sul corpo e sulla voce più che sulla parola spiegata.
Cosa si vede in Tragudia, Il canto di Edipo
Tragudia è un testo di Alessandro Serra liberamente ispirato alle opere di Sofocle e ai racconti del mito. Serra firma anche regia, scene, luci, suoni e costumi. La traduzione in grecanico è di Salvino Nucera; voci e canti sono di Bruno de Franceschi.
La vicenda
Al centro c'è la condanna di Edipo re di Tebe, destinato a vagare a lungo con il peso di una colpa doppia: aver ucciso il padre e essersi unito alla madre. Lo spettacolo accompagna il pubblico fino alla rivelazione e al gesto con cui Edipo si acceca, incapace di sostenere la verità, e poi oltre, fino al pellegrinaggio a Colono. È dunque un arco che tiene insieme l'Edipo re e l'Edipo a Colono di Sofocle, le due tragedie che raccontano l'inizio e la fine della caduta.
Una cerimonia di canto e danza
Dalla musicalità del grecanico Serra ha fatto nascere canto e danza. Coro e personaggi conducono gli spettatori dentro qualcosa che somiglia a una cerimonia, in cui Edipo arriva a riconoscere sé stesso. Nella distribuzione ufficiale c'è una riga che dice tutto: tutti cantano in coro.
Personaggi e interpreti
Jared McNeill è Edipo. Felice Montervino è Creonte e il pastore servo di Laio. Sara Giannelli è Antigone, Francesca Gabucci è Ismene. Salvatore Drago interpreta il pastore, il sacerdote, il messaggero e un ubriaco. Alessandro Burzotta è Polinice, un ubriaco e Apollo. Chiara Michelini è la Sfinge, Tiresia, Giocasta e Teseo: quattro figure decisive affidate a un'unica attrice, una scelta che da sola vale il biglietto.
La squadra creativa
Chiara Michelini collabora anche ai movimenti di scena; Gup Alcaro al suono, Stefano Bardelli alle luci, Serena Trevisi Marceddu ai costumi. Il tecnico del suono è Alessandro Orrù. La scena è costruita da Daniele Lepori, Serena Trevisi Marceddu e Loic Francois Hamelin.
La produzione
Tragudia è prodotto da Sardegna Teatro, Teatro Bellini, Emilia Romagna Teatro ERT Teatro Nazionale e Fondazione Teatro Due di Parma, in collaborazione con la Compagnia Teatropersona e I Teatri di Reggio Emilia. È una rete produttiva ampia, di quelle che si mettono insieme solo per lavori destinati a una lunga vita in tournée.
I premi di Tragudia al festival MESS di Sarajevo
Alla 64ª edizione dell'International Theater Festival MESS di Sarajevo, Tragudia ha ottenuto il Golden Laurel Wreath Award, Grand Prix per il miglior spettacolo, il Golden Laurel Wreath per la miglior regia ad Alessandro Serra e quello per la miglior interpretazione a Chiara Michelini. In più, il premio Radio Sarajevo Sound of MESS per il miglior uso dei suoni in teatro.
Perché conta il premio al suono
In uno spettacolo recitato in una lingua che quasi nessuno in sala parla, il suono è la drammaturgia. Il riconoscimento di Sarajevo dice che il lavoro sulle voci, sul canto e sugli effetti non è un contorno ma il centro della messinscena.
Perché il grecanico: la scelta della lingua
Nella presentazione dello spettacolo Serra parte da una considerazione del commediografo greco Antifane, nella commedia Poiesis: la tragedia è un'arte fortunata, perché il pubblico conosce la storia prima che il poeta la racconti. Basta dire Edipo e tutti sanno il resto: Laio, Giocasta, i figli, la colpa.
Il problema della lingua
Il greco di Sofocle era volutamente alto e musicale, una lingua che strappava lo spettatore dal piano della realtà. Serra osserva che l'italiano tende invece ad abbassare il tragico a fatto drammatico. Da qui la domanda: come consegnare al pubblico il mito in una lingua che non sia ostile e concettuale ma musicale, istintiva, sensuale?
Una lingua viva della Magna Grecia
La risposta è il grecanico, lingua che risuona ancora in un angolo remoto di quella che fu la Magna Grecia: una striscia di terra che dal mare sale verso l'Aspromonte e guarda l'Etna all'orizzonte. Recitare Edipo in grecanico significa riportare il mito in una lingua che ha radici greche e che è sopravvissuta in Italia per secoli, affidata soprattutto alla trasmissione orale.
La traduzione di Salvino Nucera
A tradurre il testo è stato Salvino Nucera. Il suo lavoro è la base su cui Bruno de Franceschi ha costruito voci e canti: il risultato è una partitura in cui la parola si fa musica prima ancora di farsi significato.
Chi è Alessandro Serra, il regista
Alessandro Serra è regista, autore, scenografo e disegnatore di luci. Nel 1999 fonda la Compagnia Teatropersona come gruppo di ricerca e creazione teatrale, e da allora firma quasi sempre per intero l'immagine dei suoi spettacoli: regia, scene, luci, suoni, costumi.
La formazione
Il percorso di Teatropersona parte dallo studio delle azioni fisiche e dei canti vibratori nella tradizione di Jerzy Grotowski, e si avvicina poi alle leggi del movimento scenico trascritte da Mejerchol'd e da Étienne Decroux. Un passaggio fondamentale degli anni di formazione è l'incontro con Yves Lebreton e il suo teatro corporeo. Il lavoro nasce dalla centralità dell'attore, dalla composizione dell'immagine e da un uso drammaturgico di luci, oggetti e suoni.
Gli spettacoli e i premi
Il catalogo di Teatropersona comincia nel 2000 con Nella città di K. Seguono Cechov non ha dimenticato nel 2003; Theresienstadt, la città che Hitler regalò agli ebrei, finalista al Premio Ustica, nel 2005; Beckett Box, Premio Beckett&Puppet, nel 2006; Il principe mezzanotte nel 2008, finalista al Premio Scenario Infanzia; Trattato dei manichini nel 2009, con il Premio ETI Nuove Creatività e il Premio Lia Lapini per la scrittura scenica; Aure nel 2011; Il grande viaggio nel 2013, Premio del pubblico al FIT Festival di Lugano; L'ombra della sera nel 2015, in collaborazione con il Centro Fondazione Giacometti di Stampa, in Svizzera; H+G nel 2015, Premio Eolo Awards 2016 come miglior novità per il pubblico giovane.
Macbettu, la consacrazione
Nel 2017 arriva Macbettu, il Macbeth di Shakespeare recitato in sardo e interpretato da soli uomini, come nella tradizione elisabettiana. Vince il Premio Ubu come spettacolo dell'anno, il Premio ANCT dell'Associazione nazionale dei critici di teatro, due riconoscimenti al MESS di Sarajevo e, nel 2019, il premio Le Maschere del Teatro italiano come miglior spettacolo. Macbettu gira il mondo in meno di due anni e porta il nome di Serra nei festival internazionali.
Dopo Macbettu
Seguono Frame nel 2017, e nel 2019 Il costruttore Solness e Il giardino dei ciliegi. Il repertorio della compagnia comprende anche La tempesta e, oggi, Tragudia. C'è un filo evidente fra Macbettu e Tragudia: in entrambi i casi un classico viene trasportato in una lingua minoritaria d'Italia, il sardo prima e il grecanico ora, per ritrovare una forza sonora che l'italiano standard non restituisce.
I laboratori
Teatropersona affianca agli spettacoli un'intensa attività di atelier: fra i temi proposti ci sono Amleto, Re Lear, Il giardino dei ciliegi, Aspettando Godot, il soprannaturale in Shakespeare, Pinocchio. È il segno di un regista che considera la formazione dell'attore parte integrante del proprio lavoro.
Il Teatro Vascello: storia di una sala di ricerca
Il Teatro Vascello è stato inaugurato il 4 maggio 1989 da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann con la loro compagnia, La Fabbrica dell'Attore, e ha aperto con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e il suo Teatro Cricot di Varsavia. Da allora è una delle sale romane più legate alla sperimentazione.
Le radici: il Teatro La Fede
La storia comincia negli anni Settanta con il gruppo Space Re[v]action, che crea la prima sede stabile al Teatro La Fede, in via Portuense 78. Intorno a Nanni e Kustermann si forma un gruppo che spazia fra teatro, cinema, danza, musica e arti visive. Nascono spettacoli come A come Alice, Risveglio di primavera, L'imperatore della Cina, che segnano un movimento teatrale capace di privilegiare l'immagine sulla parola, conosciuto come scuola romana. Dal gruppo escono registi e artisti come Memè Perlini e Giuliano Vasilicò; al Teatro La Fede passano Steve Lacy, John Cage, Gérard Gelas e il Living Theatre.
Dieci anni di tournée
Prima di avere una casa nuova, la compagnia porta il teatro di ricerca in quasi tutti i teatri d'Italia, va in tournée nelle università della California e a New York al Café La MaMa. Affronta Cage, Carroll, Wedekind, Schiller, Shakespeare, Ibsen, Strindberg, Goldoni. La sua Casa di bambola di Ibsen tocca 220 recite e 270.000 spettatori.
Il Vascello dal 1989 a oggi
Dopo Kantor arrivano Raul Ruiz, il Centro di ricerca di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Barberio Corsetti, la Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia. Dal 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione. Nel 2004 apre, al piano seminterrato, la Sala Studio.
La direzione di Manuela Kustermann
Giancarlo Nanni muore nel gennaio 2010. Da allora Manuela Kustermann è l'unica direttrice artistica del Teatro Vascello e della compagnia. Il teatro conserva una biblioteca e videoteca con più di tremila fra libri, riviste, copioni e testi, oltre all'archivio video storico.
Romaeuropa e le collaborazioni
Da oltre vent'anni la Fondazione Romaeuropa presenta al Vascello una parte degli spettacoli del suo festival. Il teatro collabora con l'Accademia di Belle Arti di Roma, con la Sapienza, con il DAMS di Roma Tre e con il Centro Teatro Ateneo, e ospita da anni una rassegna di danza contemporanea.
Una curiosità su Tragudia, Il canto di Edipo al Teatro Vascello — dal 29 settembre al 4 ottobre 2026
Nella distribuzione di Tragudia una sola attrice, Chiara Michelini, interpreta la Sfinge, Tiresia, Giocasta e Teseo. A pensarci bene, sono le quattro figure che decidono il destino di Edipo. La Sfinge è l'enigma che lui risolve e che lo porta sul trono di Tebe. Tiresia è l'indovino cieco che conosce la verità e la rivela. Giocasta è la madre e la moglie, il centro della colpa. Teseo è il re di Atene che a Colono accoglie Edipo ormai vecchio e cieco, e gli concede un luogo dove morire. Affidarle a un unico corpo è una scelta di regia forte: il pubblico vede la stessa presenza tornare sotto quattro maschere, come se il destino avesse un volto solo e cambiasse soltanto abito. Non stupisce che proprio Chiara Michelini abbia ricevuto al festival MESS di Sarajevo il premio come miglior interprete. Michelini, inoltre, collabora con Serra ai movimenti di scena: il lavoro sul corpo che si vede in palcoscenico porta anche la sua firma. È il tipo di dettaglio che conviene sapere prima di entrare, perché permette di seguire le trasformazioni di un'attrice che attraversa lo spettacolo da un capo all'altro.
Edipo re e Edipo a Colono: il mito in breve
Per chi vuole rinfrescare la memoria prima dello spettacolo, ecco lo scheletro del mito come lo racconta Sofocle.
L'oracolo e la Sfinge
Un oracolo predice a Laio, re di Tebe, che sarà ucciso dal figlio. Il bambino viene abbandonato, ma sopravvive e cresce a Corinto. Da adulto Edipo uccide un uomo a un crocevia senza sapere che è suo padre, poi libera Tebe dalla Sfinge risolvendone l'enigma e ne sposa la regina, Giocasta, sua madre.
La rivelazione
Anni dopo una pestilenza colpisce la città. Edipo indaga per trovare il colpevole della morte di Laio e scopre di esserlo lui stesso. Giocasta si uccide, Edipo si acceca.
Colono
Esule e cieco, accompagnato dalla figlia Antigone, Edipo arriva a Colono, vicino ad Atene. Teseo lo accoglie. Lì Edipo muore, in un luogo che diventerà protettivo per la città che lo ha ospitato.
Una cosa che non ti dice nessuno su Tragudia, Il canto di Edipo al Teatro Vascello — dal 29 settembre al 4 ottobre 2026
Tragudia e Desert Films, lo spettacolo di James Franco che debutta la stessa sera al Teatro Ambra Jovinelli, hanno un coproduttore in comune: il Teatro Bellini di Napoli. Nella stessa settimana, dal 29 settembre al 4 ottobre, Roma vede quindi due lavori sostenuti dallo stesso teatro napoletano e lontanissimi fra loro: uno parla di Hollywood in inglese, l'altro racconta Edipo in grecanico. Nessuno lo mette in evidenza, ma per lo spettatore è un invito concreto a un confronto. Il consiglio è di vederli entrambi, in due sere diverse. Una seconda cosa che pochi sanno riguarda il Vascello stesso. Il teatro che oggi ospita una tragedia greca cantata dal coro è nato dal lavoro di una compagnia che negli anni Settanta aveva costruito un teatro dell'immagine più che della parola, la cosiddetta scuola romana. La ricerca di Serra, fatta di luci, suoni e corpi prima che di testo spiegato, trova qui una casa naturale. Un terzo dettaglio pratico: davanti al teatro ferma il bus 75, che arriva direttamente da Termini, dal Colosseo e da Piramide. È una linea che molti romani non considerano per andare a teatro, e che invece risolve la serata senza auto.
Biglietti per Tragudia al Teatro Vascello
I biglietti per Tragudia si comprano dal sito ufficiale del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro in via Giacinto Carini 78. Il teatro pubblica sul proprio sito le condizioni di biglietteria e abbonamenti della stagione 2026/2027.
Quale replica scegliere
Il sabato alle 19 è la più comoda per chi vuole cenare dopo; la domenica alle 17 è la più adatta per chi viene da fuori città o con ragazzi. Le serate infrasettimanali alle 21 sono quelle con il pubblico più appassionato.
Dove sedersi
Con i sopratitoli, conviene evitare le prime file troppo sotto il palco e scegliere una posizione centrale da cui si vedono insieme scena e testo.
Il consiglio che ti do per visitare Tragudia, Il canto di Edipo al Teatro Vascello — dal 29 settembre al 4 ottobre 2026
Meglio non leggere i sopratitoli per tutto il tempo. Sembra un paradosso, ma è il modo giusto di vedere Tragudia. La storia di Edipo la conosciamo: Serra stesso costruisce lo spettacolo sull'idea che il pubblico sappia già come va a finire. Allora concedetevi dei tratti in cui lasciate andare il testo scritto e ascoltate soltanto il grecanico, il canto del coro, i suoni. È lì che lo spettacolo fa il suo lavoro, ed è lì che i premi al MESS di Sarajevo, in particolare quello per l'uso dei suoni, trovano la loro ragione. Secondo consiglio: ripassate il mito prima di uscire di casa. Bastano cinque minuti, anche solo lo schema riassunto sopra: oracolo, crocevia, Sfinge, Giocasta, rivelazione, accecamento, Colono. Terzo: scegliete la replica del sabato alle 19 e arrivate con un'ora di anticipo per salire al Gianicolo o fare una passeggiata a Villa Sciarra, se gli orari di apertura lo consentono, prima dello spettacolo. Uscirete poco dopo le 20.20, in tempo per cenare a Monteverde o scendere a Trastevere. Infine, un consiglio: se venite in più persone, prenotate insieme e presto. Le repliche sono solo sei, e i titoli premiati in apertura di stagione si esauriscono.
Come arrivare al Teatro Vascello
Il Teatro Vascello si trova in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, sopra Trastevere e vicino al Gianicolo.
In autobus
Il bus 75 ferma proprio davanti al teatro e si prende da Termini, dal Colosseo o da Piramide. In alternativa ci sono le linee 44, 710, 870 e 871, tutte indicate dal teatro come utili per raggiungerlo.
In treno
Dalla stazione Ostiense, con il treno metropolitano, si scende alla stazione Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti, a due passi dal teatro.
In auto e parcheggi
Per l'auto il teatro indica la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri. Ci sono poi parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro con uno sconto presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.
A piedi da Trastevere
Da Trastevere si sale a Monteverde a piedi, lungo le strade che portano verso il Gianicolo. È una passeggiata in salita, da fare con scarpe comode e con un buon margine di tempo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Si sa che Peter Brook è stato uno dei grandi maestri del teatro del Novecento. Si ricorda meno che uno dei suoi spettacoli è passato proprio da qui: al Teatro Vascello Brook ha presentato Giorni felici di Samuel Beckett con Natasha Parry. Nella stessa lista di ospiti internazionali figura Bob Wilson, e nel 1998 il Vascello ha coprodotto uno spettacolo con il Berliner Ensemble, il teatro fondato da Bertolt Brecht. Sono nomi che associamo ai grandi festival europei più che a una sala di Monteverde, eppure il Vascello li ha ospitati con la naturalezza di chi si considera, fin dall'inizio, una vetrina per esperienze che non trovano posto nei teatri più istituzionali. Un altro fatto noto agli addetti ai lavori ma raramente citato: nella primavera del 2001 il cofondatore Giancarlo Nanni è stato il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York, per una sessione speciale di cinque mesi. Nel 2003 il teatro ha istituito il Premio Valentino Zeichen, dedicato alla poesia. Questo profilo spiega perché uno spettacolo come Tragudia, premiato all'estero e costruito su una lingua minoritaria, trovi al Vascello la sua sede romana più logica.
Il quartiere intorno al Teatro Vascello: Monteverde Vecchio
Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche. Qui la città si fa più tranquilla e verde, con palazzine e villini dei primi decenni del Novecento.
Il Gianicolo
Dal teatro il Gianicolo è vicino: la passeggiata sul colle, con il panorama su tutta Roma, è il modo migliore di preparare la serata, soprattutto al tramonto di inizio ottobre.
Villa Sciarra e Villa Pamphilj
A pochi minuti si trovano Villa Sciarra, piccola e raccolta, e Villa Doria Pamphilj, il grande parco a ovest del quartiere. Controllate gli orari di chiusura dei cancelli se volete passeggiare prima dello spettacolo.
La Fontana dell'Acqua Paola e San Pancrazio
Verso il Gianicolo si arriva alla Fontana dell'Acqua Paola, il Fontanone, e più in là alla basilica di San Pancrazio. Sono due soste facili da inserire in una passeggiata prima del teatro.
Trastevere
Sotto Monteverde si apre Trastevere, con la basilica di Santa Maria in Trastevere e il Museo di Roma in Trastevere. È la zona dove scendere dopo lo spettacolo per cenare.
La foto giusta da fare a Tragudia, Il canto di Edipo al Teatro Vascello — dal 29 settembre al 4 ottobre 2026
Durante lo spettacolo non si fotografa: in un lavoro fondato sulla luce e sul buio come Tragudia, un solo schermo acceso rovina la scena a mezza sala. La foto giusta si fa prima e dopo. Prima, dal Gianicolo: se scegliete la replica del sabato alle 19 o quella della domenica alle 17, salite al colle e fotografate Roma con la luce radente di inizio ottobre, poi scendete verso via Giacinto Carini. È un'immagine che racconta bene il quartiere del Vascello, sospeso fra la città storica e la collina. Dopo, all'uscita, fotografate l'ingresso del teatro con il manifesto dello spettacolo, magari con il vostro gruppo davanti: è il ricordo più semplice e più sincero di una serata. Se preferite un dettaglio, cercate la locandina ufficiale di Tragudia esposta nel foyer, con il titolo e i nomi degli interpreti. Chi ama la fotografia di scena può guardare la galleria di immagini dello spettacolo pubblicata sul sito del teatro prima di andare: aiuta a capire che tipo di luce aspettarsi, e a riconoscere in sala i momenti più forti. E se venite in autobus, la fermata del 75 davanti al teatro, con l'insegna del Vascello sullo sfondo, è un'inquadratura urbana che molti trascurano.
Dove mangiare prima o dopo Tragudia
Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo. Per la cena, le opzioni sono due: restare a Monteverde o scendere a Trastevere.
A Monteverde
Il quartiere ha trattorie e pizzerie di quartiere frequentate soprattutto da residenti, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere. Sono la scelta giusta dopo la replica delle 21, quando si esce intorno alle 22.20.
A Trastevere
Dopo il sabato alle 19 conviene scendere a Trastevere: l'offerta di trattorie, osterie e locali è vastissima e aperta fino a tardi. Prenotate il sabato sera, perché il rione si riempie.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vascello è breve se misurata in anni, fitta se misurata in eventi. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e il Teatro Cricot di Varsavia: una dichiarazione d'intenti, perché Kantor era allora uno dei nomi più radicali della scena europea. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese con Elizabeth Streb e L'Esquisse, le formazioni di ricerca italiane. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie sperimentali da tutta Italia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e nello stesso anno il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble. Nel 2001 Giancarlo Nanni insegna all'Actors Studio di New York. Nel 2002 e 2004, con il Municipio di competenza, il teatro realizza un laboratorio integrato con persone con disabilità, il cui spettacolo finale entra in cartellone per tre settimane nella stagione 2003/2004. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen, nel 2004 apre la Sala Studio. Nel 2008 al Vascello si attiva uno sportello di consulenza filosofica con i Café Philo. Nel gennaio 2010 muore Nanni e la direzione passa interamente a Manuela Kustermann. Oggi Tragudia si aggiunge a questa storia come uno dei titoli che aprono la stagione 2026/2027.
Accessibilità e informazioni pratiche al Teatro Vascello
Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.
Con i ragazzi
Tragudia racconta un mito duro, con parricidio, incesto e accecamento, ma lo fa attraverso il canto, la danza e un linguaggio simbolico. Per ragazzi delle superiori che studiano il greco o la tragedia a scuola è un'occasione rara: vedere Sofocle trasformato in una cerimonia sonora lascia il segno più di molte lezioni.
Arrivare puntuali
Con uno spettacolo di ottanta minuti in cui luce e buio sono parte della drammaturgia, entrare in ritardo disturba tutti. Considerate che il bus in serata può avere tempi lunghi e partite con margine.
Chi è passato da Tragudia, Il canto di Edipo al Teatro Vascello — dal 29 settembre al 4 ottobre 2026
Sul palcoscenico del Vascello e, prima ancora, nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati alcuni dei nomi più importanti del teatro contemporaneo. Al Teatro La Fede, la prima sede degli anni Settanta, sono arrivati il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista francese Gérard Gelas e il Living Theatre. Dal gruppo sono usciti Memè Perlini, Giuliano Vasilicò, Pippo Di Marca. Al Vascello, dal 1989, sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono con Pepe Robledo, e per la danza Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni, Cesc Gelabert, Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali, Bob Wilson e Peter Brook, che qui ha presentato Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. La lunga collaborazione con la Fondazione Romaeuropa ha portato al Vascello per oltre vent'anni una parte del festival. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia. Alessandro Serra e la sua compagnia di interpreti si iscrivono in questa linea: un teatro di ricerca riconosciuto all'estero, che a Roma trova la sua sala di riferimento in via Giacinto Carini.
Domande frequenti su Tragudia, Il canto di Edipo
Quando va in scena Tragudia al Teatro Vascello?
Tragudia, Il canto di Edipo va in scena al Teatro Vascello di Roma dal 29 settembre al 4 ottobre 2026: da martedì a venerdì alle 21, sabato 3 ottobre alle 19, domenica 4 ottobre alle 17. Il teatro si trova in via Giacinto Carini 78.
In che lingua è recitato Tragudia?
Tragudia è recitato e cantato in grecanico, la lingua di origine greca parlata in un'area della Calabria meridionale, con traduzione di Salvino Nucera. Al Teatro Vascello lo spettacolo è sopratitolato in italiano.
Quanto dura Tragudia, Il canto di Edipo?
Tragudia dura 80 minuti. Con la replica delle 21 si esce intorno alle 22.20; il sabato, con inizio alle 19, lo spettacolo finisce verso le 20.20, e la domenica alle 17 verso le 18.20.
Chi è il regista di Tragudia?
Tragudia è scritto e diretto da Alessandro Serra, fondatore nel 1999 della Compagnia Teatropersona, che firma anche scene, luci, suoni e costumi. Serra è noto soprattutto per Macbettu, premio Ubu 2017 come spettacolo dell'anno.
Che premi ha vinto Tragudia?
Al 64° festival MESS di Sarajevo Tragudia ha vinto il Grand Prix Golden Laurel Wreath per il miglior spettacolo, i premi per la miglior regia ad Alessandro Serra e la miglior interpretazione a Chiara Michelini, e il premio Radio Sarajevo per il miglior uso dei suoni.
Come si arriva al Teatro Vascello con i mezzi?
Il Teatro Vascello si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso e parte da Termini, Colosseo e Piramide, oppure con le linee 44, 710, 870 e 871. In treno, da Ostiense si scende alla stazione Quattro Venti, vicina al teatro.
Dove si parcheggia vicino al Teatro Vascello?
Vicino al Teatro Vascello si può cercare posto lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri. Parcheggi a pagamento sono in via Carini 43, via Quadrio 22, convenzionato con sconto presentando il biglietto, e via Giovagnoli 20.
Dove si comprano i biglietti per Tragudia?
I biglietti per Tragudia si comprano dal sito ufficiale del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro in via Giacinto Carini 78.
Il parere su Tragudia al Teatro Vascello
Se in questa settimana potete vedere un solo spettacolo a Roma, scegliete questo. Tragudia mette insieme un regista che ha già dimostrato con Macbettu di saper trasformare un classico in un'esperienza fisica e sonora, una compagnia premiata all'estero, una lingua che quasi nessuno ha mai sentito a teatro e una sala costruita proprio per questo genere di ricerca. Ripassate il mito, salite al Gianicolo prima, sedetevi al centro e lasciate che il coro faccia il resto.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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