The Forest di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir al Teatro Vascello — dal 20 al 25 aprile 2027
The Forest, lo spettacolo di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir, è in scena al Teatro Vascello di Roma dal 20 al 25 aprile 2027, in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio. Le recite sono sei: da martedì 20 a venerdì 23 aprile alle 21, sabato 24 aprile alle 19, domenica 25 aprile alle 17. Lo spettacolo dura un'ora e dieci minuti. In scena Cristiana Morganti, per oltre vent'anni solista del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, con l'attrice Lisa Lippi Pagliai; la regia è del drammaturgo argentino Claudio Tolcachir, le coreografie della stessa Morganti. Produce Carnezzeria con il Théâtre de la Ville di Parigi, i Teatri di Pistoia, Emilia Romagna Teatro ERT, il Teatro Nazionale di Genova e il Teatro Biondo di Palermo. Il Vascello si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso, oppure con le linee 44, 710, 870 e 871; in treno, da Ostiense si scende alla stazione Quattro Venti, a pochi passi. I biglietti si acquistano dalla pagina ufficiale dello spettacolo sul sito del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro; i prezzi sono pubblicati sui canali ufficiali della sede.

The Forest è una fiaba contemporanea fatta di parola e di movimento: una donna si perde in una foresta mentale dove incontra la ragazza che era, i genitori che ha perduto, le ombre del teatro classico. Il sottotitolo lo dice in una riga: «So dove sono, mi sono già persa qui». Più avanti trovate date e orari, il contenuto dello spettacolo, le biografie di Morganti, Tolcachir e della squadra artistica, la storia del Teatro Vascello, come arrivare, dove mangiare e le domande più frequenti.
The Forest al Teatro Vascello: date, orari e durata
The Forest ha sei recite al Teatro Vascello, dal 20 al 25 aprile 2027, ciascuna di un'ora e dieci minuti.
Il calendario delle recite
Martedì 20, mercoledì 21, giovedì 22 e venerdì 23 aprile alle 21. Sabato 24 aprile alle 19. Domenica 25 aprile alle 17. È lo schema abituale del Vascello: serali nei giorni feriali, un orario anticipato il sabato, una pomeridiana la domenica.
La durata
Un'ora e dieci minuti, senza che la pagina ufficiale indichi un intervallo. Le recite delle 21 finiscono verso le 22:10, quella del sabato poco dopo le 20, quella della domenica intorno alle 18:10: resta il tempo per una cena senza fretta.
La locandina completa
Di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir. Con Cristiana Morganti e Lisa Lippi Pagliai. Regia di Claudio Tolcachir, coreografie di Cristiana Morganti, assistente alla regia Tommaso De Santis. Scena di Cosimo Ferrigolo, costumi di Nika Campisi, luci di Alice Colla. Da un'idea di Gaia Silvestrini. Direttore di scena Gianluca Tomasella. Laboratorio di scenografia Attosecondo, immagine del fondale Lorem, foto di scena di Alfredo Toriello.
La produzione
Lo spettacolo è prodotto da Carnezzeria insieme al Théâtre de la Ville di Parigi, ai Teatri di Pistoia, a Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, al Teatro Nazionale di Genova e al Teatro Biondo di Palermo, in collaborazione con Timbre4 Madrid; coordinamento e distribuzione di Aldo Miguel Grompone. Una rete di coproduttori così ampia, fra Italia e Francia, dice molto dell'attesa che circonda il progetto.
Di cosa parla The Forest
The Forest nasce da riflessioni e spunti autobiografici di Cristiana Morganti e li intreccia con le vicende di personaggi del teatro classico, archetipi della sensibilità e del mondo femminile. È la premessa come la racconta la presentazione del Vascello.
Una fiaba contemporanea
Morganti e Tolcachir intrecciano storie solo in apparenza distanti e costruiscono una fiaba contemporanea sul tradimento emotivo: la crisi delle relazioni fra genitori e figli, il tempo che scorre, le ferite sentimentali che ognuno si porta dietro. La pièce mescola fiabe, autobiografia ed echi shakespeariani, e unisce la costruzione narrativa alla poesia del movimento.
Ironia e disincanto
La presentazione insiste sullo sguardo tipico dei due autori, ironico e disincantato, attento ai risvolti tragicomici e a volte grotteschi del dolore privato. Non è una serata cupa: il lutto e la perdita sono il punto di partenza, ma la scrittura cerca il lato comico delle situazioni, come accade spesso nel teatro di Tolcachir e nei lavori di Morganti.
Ombre, fantasmi, visioni
Le figure portate in scena da Morganti, affiancata da Lisa Lippi Pagliai, appaiono e scompaiono nella scenografia di Cosimo Ferrigolo. Anche le voci fuori campo dialogano con la protagonista, e ne nasce un luogo emotivo complesso, abitato da ombre, fantasmi e visioni.
I temi
Nel mondo variopinto della foresta si muovono altri temi: la memoria ingannevole, la demenza senile, la morte, e la possibilità di trasformare il dolore in energia vitale. Il materiale di lavoro di Morganti, pubblicato in parte dal teatro, contiene due ritratti in prima persona, del padre e della madre, che danno la misura del tono: tenerezza, precisione dei dettagli quotidiani e un umorismo che resiste anche nelle stanze di un hospice.
Le note di regia di Claudio Tolcachir
Per Claudio Tolcachir The Forest parte dall'istante in cui le nostre vite si frantumano: la morte dei genitori, anche quando è attesa, mette davanti a un'incertezza primordiale.
La donna e la ragazza
Nelle note il regista descrive la donna di oggi e la ragazza che era un tempo, costrette ad affrontare insieme le contraddizioni e le sensazioni insolite di un tempo nuovo. Una giovane donna vaga per la foresta come una provocazione della memoria: custodisce le chiavi segrete di ciò che è andato perduto, e guardarla negli occhi significa guardare in faccia il tempo.
Lo spazio
La foresta è mentale e infinita, inquietante ma accogliente: un luogo in cui perdersi fino a riscoprire il volto di un tempo e quello di oggi. Fra gli alberi c'è una cabina telefonica abbandonata, che Tolcachir descrive come una promessa, un invito o una minaccia. La foresta, conclude, è un luogo di fuga e anche di ritrovamento.
I costumi
Nika Campisi lavora sugli strati: la protagonista si copre e si scopre con gli abiti che la vita le mette sulle spalle, come gli strati di una cipolla. I tessuti della maturità, la pelle della giovinezza, ciò che si eredita e ciò che si lascia lungo il cammino.
Le luci
Le luci di Alice Colla sono, per il regista, fondamentali per costruire l'atmosfera onirica e mentale dello spettacolo e seguire il viaggio emotivo di donne vulnerabili, ironiche, vitali e imprevedibili.
Chi è Cristiana Morganti
Cristiana Morganti è coreografa, danzatrice e attrice indipendente; dal 1993 al 2014 è stata danzatrice solista del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch.
La formazione fra Roma ed Essen
Si diploma in danza classica all'Accademia Nazionale di Danza di Roma e in danza contemporanea alla Folkwang Hochschule di Essen. Studia in Danimarca con gli attori dell'Odin Teatret di Eugenio Barba e lavora con Susanne Linke, Urs Dietrich, Joachim Schlömer e Felix Ruckert. Dal 1989 al 1992 è nella compagnia Neuer Tanz diretta da VA Wölfl e Wanda Golonka.
Vent'anni con Pina Bausch
Dal 1993 al 2014 è solista a Wuppertal: danza in tutti gli spettacoli del repertorio, partecipa a numerose creazioni e appare nei film Parla con lei di Pedro Almodóvar, del 2001, e Pina di Wim Wenders, del 2011. Ancora oggi collabora regolarmente con la Pina Bausch Foundation come direttrice di prova, e nel 2024 è stata assistente alla regia di Meryl Tankard per Kontakthof Echoes of '78.
Moving with Pina e i primi lavori
Nel 2010 comincia l'attività di coreografa con la conferenza danzata Moving with Pina, che le vale nel 2011 il Premio Positano Léonide Massine e nel 2020 il premio del Syndicat professionnel de la critique francese. Segue una lunga collaborazione con il Conservatoire national supérieur di Parigi, per cui crea Out of Twelve nel 2012, Sacré Printemps! nel 2013 e Petit Rêve nel 2017.
Il solo del 2014 e gli spettacoli successivi
Con il suo assolo del 2014, tuttora in tournée, vince il Premio Danza&Danza come migliore interprete e coreografa: lo spettacolo è stato presentato in più di cinquanta città in Italia e all'estero. Seguono A Fury Tale nel 2016, con due danzatrici provenienti dal Tanztheater, Non sapevano dove lasciarmi nel 2017 per la compagnia Aterballetto, Another Round for Five nel 2019 al Napoli Teatro Festival.
Parigi, Locarno, Pistoia
Nel 2021 crea la performance site specific In Another Place con il danzatore Kenji Takagi e la violoncellista Emily Wittbrodt per il Musée de l'Orangerie di Parigi. Nel 2022, con il debutto di Behind the Light, in cui torna in scena come autrice e interprete, riceve il premio dell'Associazione Nazionale dei Critici di Teatro per il suo percorso. Nel 2023 firma Young Birds per la Junior Company dell'Accademia Dimitri di Locarno. È artista associata dei Teatri di Pistoia, fra i coproduttori di The Forest.
Chi è Claudio Tolcachir
Claudio Tolcachir è drammaturgo, regista, attore e fondatore del Teatro Timbre 4 di Buenos Aires, dove ha vissuto e lavorato fino al 2023 prima di trasferirsi a Madrid.
Timbre 4 e la famiglia Coleman
Nel 1998 fonda la compagnia Timbre 4, dal 2001 anche multisala teatrale e scuola di recitazione, punto di riferimento culturale a Buenos Aires. Il primo successo internazionale arriva nel 2005 con La omisión de la familia Coleman, pluripremiato e presentato a Milano, Madrid, Parigi, Lisbona, Dublino e New York, ancora in tournée.
La Trilogia del living
Con Tercer cuerpo ed El viento en un violín, la Coleman compone la Trilogia del living, raccolta in volume e pubblicata in Italia da Editoria & Spettacolo nel 2012. Seguono Emilia, Dínamo e Próximo. I suoi testi si rappresentano in oltre venti paesi e sono tradotti in sei lingue.
I premi
Ha ricevuto i premi ACE, Clarín, María Guerrero, Teatro del Mundo e Teatro XXI ed è stato candidato al Premio Konex fra i migliori registi contemporanei. In Italia, nel 2017, vince il Premio Ubu per Emilia come miglior testo straniero; nel 2025 riceve il Premio Maurizio Scaparro alle Maschere del Teatro Italiano. È stato Maestro dell'École des Maîtres nel 2022.
L'attore e il regista
Come attore ha lavorato in oltre trenta produzioni teatrali, con registi come Daniel Veronese, Alejandra Boero, Norma Aleandro e Ciro Zorzoli, e al cinema in El pasado di Héctor Babenco e Una especie de familia di Diego Lerman. In Spagna ha diretto, fra gli altri, Todos eran mis hijos, Copenhague e La máquina de Turing; al Teatro Romea di Barcellona la versione catalana della Coleman. Nel 2024 è attore e regista in Rabia, autore e regista di Los de Ahí.
Tolcachir e Roma
Il legame con Roma è solido. Nel 2017 dirige Giulia Lazzarini in Emilia, produzione del Teatro di Roma. Con Carnezzeria e il Piccolo Teatro di Milano firma Edificio 3. Storia di un intento assurdo, con Rosario Lisma, Giorgia Senesi e Valentina Picello, debuttato nel 2021 al Piccolo Teatro Studio Melato. Nel 2024 dirige Valentina Picello in Anna Cappelli di Annibale Ruccello, prodotto da Carnezzeria con il Teatro di Roma e i Teatri di Bari.
Lisa Lippi Pagliai e la squadra artistica di The Forest
Accanto a Morganti, in scena, c'è Lisa Lippi Pagliai, attrice romagnola nata nel 1997, diplomata nel 2021 all'Accademia STAP Brancaccio di Roma.
Lisa Lippi Pagliai
Dopo il diploma si laurea al DAMS nel 2024 e approfondisce le tecniche vocali al Corso di Alta Formazione Malagola, fondato da Ermanna Montanari ed Enrico Pitozzi. Comincia a lavorare a Roma, in teatro e come speaker, e collabora con la compagnia Bartolini/Baronio, che unisce pratiche artistiche e sociali. Nel 2022 è fra i finalisti del Premio Hystrio alla Vocazione; nel 2024 vince il premio come miglior attrice emergente al Festival inDivenire.
Cosimo Ferrigolo, la scena
Scenografo, spatial designer, stage manager e ricercatore, si è diplomato in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Venezia e ha una laurea magistrale in Teatro e Arti Performative allo IUAV, dove è dottorando. Collabora con OHT, Office for a Human Theatre, e con istituzioni come la Collezione Guggenheim di Venezia. Nel 2025 ha firmato la scena di Anna Cappelli di Tolcachir, con Valentina Picello premio Ubu come miglior attrice. È cofondatore di Extragarbo, piattaforma nata a Venezia nel 2019.
Nika Campisi, i costumi
Dopo Brera si specializza in costume per il cinema al Centro Sperimentale di Cinematografia, allieva di Piero Tosi e Maurizio Millenotti, e collabora stabilmente con Gianluca Falaschi. Nel 2020 vince con Daniele Menghini e Davide Signorini il concorso Opera Education di AsLiCo con La Cenerentola, arrivata fino al Théâtre des Champs-Élysées. Ha firmato costumi per Resurrexit Cassandra di Jan Fabre a Pompei, per lo Sferisterio di Macerata, il Regio di Parma, il Regio di Torino e il Maggio Fiorentino.
Una curiosità su The Forest di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir al Teatro Vascello — dal 20 al 25 aprile 2027
La curiosità più bella riguarda il modo in cui è nato il testo. The Forest non parte da un copione, ma da un materiale di lavoro scritto da Cristiana Morganti in prima persona, di cui il Vascello pubblica alcuni estratti: due brevi ritratti, intitolati semplicemente Padre e Madre. Il padre è ricordato per le cose che amava insegnare alla figlia, i nodi marinari e i nomi dei venti, il riconoscere le piante dall'odore delle foglie, il nuotare con gli occhi aperti sott'acqua; e poi, anni dopo, in pigiama vicino al tavolo da pranzo, smarrito fra foglietti che prende e posa. La madre è una diva irraggiungibile che va a prendere la figlia a scuola camminando a mento alto, e che, negli ultimi giorni in hospice, le chiede di mettersi il rossetto anche sotto la mascherina, perché lei sa che c'è. È da frammenti così, precisi e quotidiani, che Tolcachir ha costruito la fiaba: un metodo che richiama il lavoro di Pina Bausch, nel cui Tanztheater Morganti ha danzato per ventun anni, dove gli spettacoli nascevano dalle domande poste ai danzatori e dai ricordi personali che ne emergevano. Una seconda curiosità riguarda l'origine dell'idea: la locandina la attribuisce a Gaia Silvestrini, un nome che non appare fra gli interpreti né fra i tecnici, ma da cui tutto è partito. Una terza riguarda la geografia della produzione: una danzatrice romana formata a Essen e Wuppertal, un regista argentino che vive a Madrid, una coproduzione fra Parigi, Pistoia, Bologna, Genova e Palermo, e una prima romana a Monteverde.
Biglietti per The Forest al Vascello
I biglietti per The Forest si acquistano dal sito ufficiale del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro in via Giacinto Carini 78.
Online
Dalla pagina dello spettacolo, con il pulsante di acquisto online, si arriva al circuito autorizzato. Il sito del Vascello spiega che biglietti, abbonamenti e card acquistati così arrivano direttamente sul telefono.
Abbonamenti e card
Per la stagione 2026/2027 il teatro propone diverse formule, fra cui l'abbonamento Zefiro a 135 euro per nove titoli, e card da acquistare almeno 24 ore prima del primo utilizzo. Per chi segue la danza e il teatro di ricerca durante l'anno, conviene confrontarle con il biglietto singolo.
I prezzi del singolo biglietto
I prezzi dei biglietti singoli sono pubblicati sui canali ufficiali del Vascello e sul circuito autorizzato.
Quando prenotare
Le sei recite vanno da martedì 20 a domenica 25 aprile. Conviene prenotare con anticipo le repliche del fine settimana, alle 19 il sabato e alle 17 la domenica.
Una cosa che non ti dice nessuno su The Forest di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir al Teatro Vascello — dal 20 al 25 aprile 2027
Quello che nessuno dice è che The Forest non è uno spettacolo di danza, e nemmeno uno di prosa nel senso consueto. Chi arriva attirato dal nome di Pina Bausch si aspetta un lavoro coreografico; chi conosce Tolcachir si aspetta il suo teatro di parola, fatto di famiglie disfunzionali e dialoghi serrati come nella Coleman. The Forest si colloca a metà strada, anzi è costruito proprio sul confine: la presentazione parla di costruzione narrativa unita alla poesia del movimento, e Morganti firma le coreografie mentre Tolcachir firma la regia. È la stessa zona in cui Morganti lavora da quando ha lasciato Wuppertal, con conferenze danzate come Moving with Pina e con assoli in cui la danzatrice parla, racconta, scherza con il pubblico. La seconda cosa che nessuno dice riguarda il tono. Il tema, la morte dei genitori e la demenza senile, fa temere una serata dolorosa, e invece la presentazione mette l'accento sull'ironia, sul disincanto, sul grottesco delle ferite sentimentali. Si ride, e il riso non cancella il dolore ma lo rende sopportabile. La terza cosa riguarda la durata: un'ora e dieci minuti è una misura breve, pensata per un'esperienza intensa e concentrata. A nostro giudizio è la misura giusta per un lavoro che vive di immagini e di dettagli: meglio arrivare riposati e attenti, pronti a cogliere tutto.
Il consiglio che ti do per visitare The Forest di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir al Teatro Vascello — dal 20 al 25 aprile 2027
Il consiglio è scegliere la recita in base al tipo di serata che si cerca. Le sere feriali alle 21 sono le più raccolte, adatte a chi vive a Roma e vuole uno spettacolo breve e intenso seguito da una cena tarda a Monteverde. Il sabato 24 alle 19 lascia libera tutta la sera, e la domenica 25 alle 17, giorno festivo, si presta a una giornata intera fra il Gianicolo, Villa Sciarra e Trastevere, con lo spettacolo nel pomeriggio. Prima di andare, per chi non conosce il Tanztheater, può essere utile vedere il film Pina di Wim Wenders, in cui compare la stessa Morganti: aiuta a capire da quale scuola viene il suo modo di stare in scena, dove il gesto quotidiano diventa danza e la confessione personale diventa teatro. Per chi conosce già Tolcachir, il consiglio opposto: dimenticare per un'ora il realismo delle sue commedie familiari e lasciarsi portare in un registro più onirico, fatto di voci fuori campo, apparizioni e sparizioni. Un'ultima indicazione pratica: con uno spettacolo che si apre in una foresta di luci e ombre, conviene scegliere, se possibile, un posto centrale e non troppo laterale, per non perdere l'effetto della scena di Ferrigolo e delle luci di Alice Colla. E arrivare con qualche minuto di anticipo, perché entrare a spettacolo iniziato in una sala raccolta come quella del Vascello rompe l'atmosfera per tutti.
Il Teatro Vascello, sala di ricerca a Monteverde
Il Teatro Vascello ha aperto il 4 maggio 1989 in via Giacinto Carini, fondato da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann con la compagnia La Fabbrica dell'Attore.
Dal Teatro La Fede al Vascello
Prima di Monteverde c'era il Teatro La Fede, in via Portuense 78, dove negli anni Settanta Nanni e Kustermann lavoravano dentro la cosiddetta scuola romana, un teatro che metteva l'immagine davanti alla parola. Da quella compagnia uscirono anche Memè Perlini e Giuliano Vasilicò.
Un teatro stabile d'innovazione
Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione. Nel 2004 si apre la Sala Studio. Nel gennaio 2010, dopo la morte di Nanni, la direzione artistica passa a Manuela Kustermann, che la tiene tuttora.
La danza al Vascello
Il Vascello ha sempre dato spazio alla danza contemporanea: nei primi anni Novanta arrivarono compagnie americane e francesi, e nel tempo sono passati da qui Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni e Wim Vandekeybus. Da oltre vent'anni, inoltre, la Fondazione Romaeuropa porta al Vascello una parte del suo festival. The Forest si inserisce con naturalezza in questa linea, fra teatro e danza.
Come arrivare al Teatro Vascello per The Forest
Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, e si raggiunge con il bus 75 che ferma davanti all'ingresso.
In autobus
Il 75 è la linea più diretta dal centro. Il teatro indica come utili anche le linee 44, 710, 870 e 871, che collegano Monteverde a Trastevere e ai quartieri a ovest. Per gli orari serali e festivi, soprattutto domenica 25 aprile, conviene controllare il calcolatore di percorso dell'Atac.
In treno
Dalla stazione Ostiense il treno porta alla stazione Quattro Venti, a pochi passi dal teatro: è la via più rapida per chi arriva con la metro B, collegata a Ostiense dalla fermata Piramide.
In auto
Il teatro suggerisce la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a un centinaio di metri. Ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.
A piedi da Trastevere
Da Trastevere si sale a Monteverde a piedi in una ventina di minuti, lungo le strade che portano verso il Gianicolo: una buona soluzione per la pomeridiana della domenica, con la luce ancora alta.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Cristiana Morganti abbia danzato con Pina Bausch lo sanno tutti gli appassionati di danza; meno noto al grande pubblico è che il suo volto e il suo corpo sono entrati in due film molto visti. È fra i danzatori del Tanztheater che compaiono in Parla con lei di Pedro Almodóvar, del 2001, e in Pina di Wim Wenders, del 2011, il film in 3D dedicato alla coreografa di Wuppertal. Molti spettatori l'hanno quindi già vista, senza saperlo. Un secondo fatto noto nell'ambiente e poco raccontato: Morganti è nata come danzatrice classica a Roma, all'Accademia Nazionale di Danza, prima di trasferirsi in Germania alla Folkwang Hochschule di Essen, la scuola da cui era uscita la stessa Bausch. The Forest segna quindi, in un certo senso, un ritorno nella città della sua prima formazione. Un terzo fatto riguarda Tolcachir. Il regista argentino, che molti conoscono per le tournée della Coleman, ha già un legame con il pubblico romano: nel 2017 ha diretto Giulia Lazzarini in Emilia per il Teatro di Roma, e con quel testo ha vinto il Premio Ubu per il miglior testo straniero. Più di recente Anna Cappelli, coprodotta dal Teatro di Roma, ha portato a Valentina Picello il Premio Ubu come miglior attrice, con la scena firmata dallo stesso Ferrigolo che costruisce la foresta di questo spettacolo.
Il quartiere intorno al Teatro Vascello: Monteverde Vecchio
Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche.
Il Gianicolo
Il Gianicolo è a breve distanza: in aprile, prima della pomeridiana della domenica, il belvedere sulla città è il modo migliore di cominciare la giornata.
Le ville
Villa Sciarra e Villa Doria Pamphilj sono le due soste verdi della zona. In primavera i viali alberati offrono un contrappunto reale alla foresta mentale dello spettacolo.
Il Fontanone e San Pancrazio
Salendo verso il colle si incontrano la Fontana dell'Acqua Paola e, poco oltre, la basilica di San Pancrazio.
Trastevere
Ai piedi di Monteverde si apre Trastevere, con la basilica di Santa Maria in Trastevere e le sue strade piene di locali aperti fino a tardi.
La foto giusta da fare a The Forest di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir al Teatro Vascello — dal 20 al 25 aprile 2027
Durante lo spettacolo nessuna foto: The Forest vive di luci calibrate, di apparizioni e di voci fuori campo, e uno schermo acceso in sala basta a rompere l'effetto. Le foto di scena ufficiali sono di Alfredo Toriello e circolano già sui canali del teatro: chi vuole un ricordo delle immagini dello spettacolo trova lì la foresta, la cabina telefonica fra gli alberi, le figure che entrano ed escono dal buio. La foto giusta da fare di persona si fa prima e dopo. La prima è la facciata del Vascello su via Giacinto Carini con la locandina di The Forest, magari nella luce del tramonto di fine aprile prima della recita del sabato. La seconda si fa fra gli alberi di Villa Sciarra o di Villa Doria Pamphilj, a pochi minuti dal teatro: un bosco vero, in piena primavera, da mettere accanto al bosco immaginario di Tolcachir. È un gioco di rimandi che lo spettacolo stesso autorizza, visto che la regia descrive la sua foresta come reale e teatrale insieme. La terza si fa al Gianicolo, con Roma dall'alto, prima della pomeridiana della domenica 25 aprile. Regola che vale sempre: niente flash, niente video, niente scatti durante gli applausi finché le interpreti sono in scena, salvo indicazioni diverse del teatro.
Dove mangiare prima o dopo The Forest
Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, il Coffee Plant Bistrot, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo.
A Monteverde
Il quartiere ha trattorie e pizzerie frequentate soprattutto da residenti, con prezzi più contenuti di quelli di Trastevere: la scelta giusta dopo le recite delle 21, che finiscono presto.
A Trastevere
Dopo il sabato alle 19 conviene scendere a Trastevere, dove osterie e trattorie restano aperte fino a tardi. Il sabato sera, e ancora di più nel ponte del 25 aprile, è meglio prenotare.
La domenica
La pomeridiana di domenica 25 finisce all'ora dell'aperitivo: un bicchiere a Monteverde e poi una cena con calma chiudono bene la giornata.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vascello si racconta per date. Il 4 maggio 1989 la sala apre con uno spettacolo di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia: un debutto che era una dichiarazione d'intenti, perché Kantor era uno dei nomi più radicali della scena europea. Nei primi anni Novanta passano da qui Raul Ruiz, il Centro di ricerca di Pontedera e la danza contemporanea americana e francese, un filone che il teatro non abbandonerà più. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia. Nel 1998 arrivano due riconoscimenti: il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione e il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble, il teatro fondato da Brecht. Nella primavera del 2001 il cofondatore Giancarlo Nanni è il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen dedicato alla poesia, nel 2004 apre la Sala Studio. Nel gennaio 2010 muore Nanni e la direzione passa a Manuela Kustermann. Da oltre vent'anni la Fondazione Romaeuropa porta al Vascello una parte del suo festival, e le stagioni recenti hanno alternato prosa e danza d'autore; nell'autunno 2026, per esempio, il cartellone si è aperto con Tragudia, Il canto di Edipo di Alessandro Serra. Con The Forest, nell'aprile 2027, il Vascello ospita una delle interpreti storiche del Tanztheater di Wuppertal e uno dei registi più rappresentati del teatro argentino contemporaneo.
Accessibilità, età consigliata e informazioni pratiche
Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.
Per quale pubblico
The Forest affronta il lutto, la malattia dei genitori e la memoria che inganna: temi che ne fanno uno spettacolo per adulti e per ragazzi grandi. Per gli studenti di danza e di teatro è un'occasione rara di vedere dal vivo un'interprete formata alla scuola di Pina Bausch.
La lingua
Lo spettacolo intreccia parola e movimento, e la protagonista e la sua partner sono italiane: la presentazione del teatro non segnala sovratitoli o lingue diverse dall'italiano.
La puntualità
In uno spettacolo di settanta minuti costruito sull'atmosfera, entrare in ritardo disturba tutti. Conviene partire con margine, soprattutto se si usa il bus in serata o nel giorno festivo.
Aprile a Roma
Fine aprile è uno dei momenti migliori per Roma: giornate lunghe, serate miti, ville e giardini in fiore. Il ponte del 25 aprile porta però molti visitatori in città, e alberghi e ristoranti si riempiono.
Chi è passato da The Forest di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir al Teatro Vascello — dal 20 al 25 aprile 2027
Sul palcoscenico del Vascello e, prima ancora, nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati molti nomi decisivi del teatro e della danza contemporanea. Al Teatro La Fede, la prima sede degli anni Settanta, arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista francese Gérard Gelas e il Living Theatre; dalla stessa compagnia uscirono Memè Perlini e Giuliano Vasilicò. Al Vascello, dal 1989, sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono. Per la danza, la linea in cui si inserisce The Forest, Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni e Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali Bob Wilson e Peter Brook, che qui presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia. Dal 20 al 25 aprile 2027 passano dal Vascello Cristiana Morganti, per ventun anni solista del Tanztheater Wuppertal, e Claudio Tolcachir, fondatore di Timbre 4 a Buenos Aires, con Lisa Lippi Pagliai, lo scenografo Cosimo Ferrigolo, la costumista Nika Campisi, la light designer Alice Colla e l'assistente alla regia Tommaso De Santis. E con loro, idealmente, Pina Bausch, i personaggi shakespeariani evocati dalla pièce, e quel padre e quella madre che il materiale di lavoro di Morganti ha trasformato in figure di una fiaba.
Domande frequenti su The Forest al Teatro Vascello
Quando va in scena The Forest al Teatro Vascello?
The Forest di Cristiana Morganti e Claudio Tolcachir è al Teatro Vascello dal 20 al 25 aprile 2027: da martedì 20 a venerdì 23 alle 21, sabato 24 alle 19, domenica 25 alle 17. Lo spettacolo dura un'ora e dieci minuti.
Chi c'è in scena in The Forest?
In The Forest sono in scena Cristiana Morganti, danzatrice e coreografa, per oltre vent'anni solista del Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, e l'attrice Lisa Lippi Pagliai. La regia è di Claudio Tolcachir, le coreografie di Morganti.
Di cosa parla The Forest?
The Forest è una fiaba contemporanea sul tradimento emotivo, sulla crisi delle relazioni fra genitori e figli e sul tempo che scorre. Parte da spunti autobiografici di Morganti e li intreccia con fiabe ed echi shakespeariani, con uno sguardo ironico e disincantato.
The Forest è uno spettacolo di danza o di teatro?
The Forest unisce teatro e danza: la presentazione del Teatro Vascello parla di costruzione narrativa unita alla poesia del movimento. Ci sono parola, voci fuori campo e coreografie firmate da Cristiana Morganti, con la regia teatrale di Claudio Tolcachir.
Quanto dura The Forest?
The Forest dura un'ora e dieci minuti. Le recite serali delle 21 finiscono intorno alle 22:10, quella del sabato alle 19 poco dopo le 20, la pomeridiana della domenica alle 17 verso le 18:10.
Dove si comprano i biglietti per The Forest?
I biglietti per The Forest si acquistano dalla pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria di via Giacinto Carini 78. I prezzi sono sui canali ufficiali del teatro.
Come si arriva al Teatro Vascello?
Il Teatro Vascello, in via Giacinto Carini 78 a Monteverde Vecchio, si raggiunge con il bus 75 che ferma davanti all'ingresso, con le linee 44, 710, 870 e 871, oppure in treno da Ostiense fino alla stazione Quattro Venti.
The Forest è adatto ai ragazzi?
The Forest tratta temi come la morte dei genitori, la demenza senile e la memoria, con ironia ma senza semplificazioni: è indicato per un pubblico adulto e per ragazzi delle superiori, in particolare per chi studia danza o teatro.
Il consiglio finale su The Forest
The Forest mette insieme due percorsi che raramente si incontrano: la danza teatrale nata a Wuppertal con Pina Bausch e il teatro di parola argentino di Claudio Tolcachir. Ne esce una fiaba breve e intensa sul perdere i genitori e ritrovare se stessi, raccontata con ironia. A nostro giudizio conviene vederla senza aspettarsi né un balletto né una commedia familiare, e lasciarsi portare nella foresta di Ferrigolo per settanta minuti. Prenotare per tempo le repliche del fine settimana, arrivare con margine, e magari cominciare la giornata fra gli alberi di Villa Sciarra: il resto lo fanno Cristiana Morganti e Lisa Lippi Pagliai.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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