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La poésie de la résistance di Jan Fabre al Teatro Vascello — dal 13 al 17 aprile 2027

La poésie de la résistance, testo e regia di Jan Fabre con la compagnia belga Troubleyn, è in scena al Teatro Vascello di Roma dal 13 al 17 aprile 2027, in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio. Le recite sono cinque: da martedì 13 a venerdì 16 aprile alle 21, sabato 17 aprile alle 19. Lo spettacolo dura un'ora, è recitato in francese con sopratitoli in italiano (traduzione di Franco Paris) e ha in scena Annabelle Chambon e Cédric Charron, con le improvvisazioni al corno di Gustav Koenigs. Il Vascello si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso, oppure con le linee 44, 710, 870 e 871; in treno, dalla stazione Ostiense si scende a Quattro Venti, a pochi passi dal teatro. I biglietti si acquistano dalla pagina ufficiale dello spettacolo sul sito del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro; i prezzi sono pubblicati sui canali ufficiali della sede.

La poésie de la résistance di Jan Fabre, immagine ufficiale dello spettacolo al Teatro Vascello
La poésie de la résistance di Jan Fabre, immagine ufficiale dello spettacolo al Teatro Vascello Foto: Ufficio stampa Teatro Vascello / Troubleyn

La poésie de la résistance è un manifesto teatrale scritto da Fabre nel 2024: due performer si presentano come membri di un movimento di resistenza artistica che combatte senza violenza la censura e il conformismo, vengono giustiziati più volte e ogni volta si rialzano. Qui sotto si trovano date e orari, il contenuto dello spettacolo, le sue fonti letterarie, la biografia di Jan Fabre e della compagnia Troubleyn, gli interpreti, la storia del Teatro Vascello, come arrivare, dove mangiare e le domande più frequenti.

La poésie de la résistance al Teatro Vascello: date, orari e durata

La poésie de la résistance ha cinque recite al Teatro Vascello, dal 13 al 17 aprile 2027, ciascuna della durata di un'ora.

Il calendario

Martedì 13, mercoledì 14, giovedì 15 e venerdì 16 aprile alle 21. Sabato 17 aprile alle 19. Non sono previste recite la domenica.

La durata

Un'ora esatta, secondo la presentazione del teatro: le recite serali finiscono verso le 22, quella del sabato verso le 20, un orario comodo per chi vuole cenare dopo senza fare tardi.

Chi firma lo spettacolo

Ideazione, testo e regia di Jan Fabre; traduzione in italiano di Franco Paris; in scena Annabelle Chambon e Cédric Charron; drammaturgia di Miet Martens; musiche con improvvisazioni al corno di Gustav Koenigs; luci e progetto tecnico di Wout Janssens.

La produzione

La produzione è di Troubleyn/Jan Fabre con Carnezzeria. La compagnia Troubleyn/Jan Fabre, precisa la scheda ufficiale, è sponsorizzata dall'azienda belga Katoen Natie.

La lingua

Lo spettacolo è in francese, con sopratitoli in italiano curati dallo stesso Franco Paris che firma la traduzione del testo.

Di cosa parla La poésie de la résistance di Jan Fabre

In La poésie de la résistance due performer si dichiarano membri di un movimento di resistenza artistica che lotta in modo non violento contro la censura, la soppressione e il conformismo. I loro corpi e le loro parole, dice la presentazione del Vascello, diventano armi di bellezza, amore e creatività.

Un manifesto poetico e ritmico

Il testo è costruito come un manifesto, con un andamento ritmico e un uso insistito della ripetizione. Non c'è una trama nel senso tradizionale: c'è una dichiarazione di principi pronunciata da due corpi in scena, che torna su se stessa, si rafforza, si trasforma a ogni ritorno.

Giustiziati, e di nuovo in piedi

L'immagine centrale è la più teatrale possibile. I performer vengono giustiziati più e più volte, da revolver, fucili, mitragliatrici; e ogni volta si rialzano, trasformando la violenza in movimento e in poesia. La resistenza, in questo spettacolo, è prima di tutto un fatto fisico: cadere e tornare in piedi.

Il corpo come tela

Motivo ricorrente è l'atto di tatuare un nome sul corpo, presentato come una tela vivente, uno strumento di sfida che pensa e sente. Dai piedi alla lingua, dal cuore al cervello, ogni parte del corpo porta l'impronta dell'amore, della memoria e della lotta.

Un solo nome

Il nome inciso ancora e ancora è sempre lo stesso: Libertà. La presentazione chiude con un'idea che riassume l'intero lavoro: la vera libertà vive nell'arte e in chi continua a sognare, danzare, parlare e amare, anche mentre i proiettili continuano ad arrivare.

Hessel ed Eluard: le fonti di La poésie de la résistance

La poésie de la résistance è ispirato al pamphlet Indignez-vous! di Stéphane Hessel e alla poesia Liberté di Paul Eluard, come indica la scheda ufficiale dello spettacolo.

Creare è resistere

Il Vascello apre la presentazione con una frase tratta da Indignez-vous!: «Créer, c'est résister. Résister c'est créer», creare è resistere, resistere è creare. È la chiave dell'intero spettacolo, che rovescia il rapporto abituale fra arte e politica: la creazione stessa diventa un gesto di opposizione.

Liberté

L'altra fonte è Liberté, la poesia di Paul Eluard. Il legame con lo spettacolo è evidente già nella struttura: un nome, sempre lo stesso, inscritto su ogni superficie possibile, che in scena diventa il corpo dei due interpreti, tatuato parte dopo parte.

Come prepararsi

Il consiglio è leggere prima dello spettacolo la poesia di Eluard, nell'originale o in una traduzione italiana: bastano pochi minuti e rende immediatamente riconoscibile il meccanismo della ripetizione su cui Fabre costruisce il testo.

Chi è Jan Fabre: artista, regista, coreografo

Jan Fabre, nato ad Anversa il 14 dicembre 1958, è un artista belga che lavora fra teatro, danza, arti visive e scrittura; nel 1986 ha fondato la compagnia Troubleyn/Jan Fabre.

La formazione ad Anversa

Ha studiato ad Anversa, all'Istituto di Arti Decorative e all'Accademia Reale di Belle Arti. Fin da giovane si è appassionato al mondo degli insetti, influenzato dagli scritti dell'entomologo francese Jean-Henri Fabre: una passione che attraversa le sue sculture e i suoi disegni. Fabre ha dichiarato di esserne pronipote, ma la parentela non trova conferma in altre fonti.

Le prime performance

Fra il 1976 e il 1980 scrive i primi testi teatrali e realizza le prime performance in solitaria. Nel 1977 ribattezza la strada in cui vive Jan Fabre Street e affigge sulla casa dei genitori una targa commemorativa, sul modello di quella di Van Gogh nella stessa via. Nel 1978 disegna con il proprio sangue nella performance My body, my blood, my landscape. Nel 1980, in The Bic-Art Room, si fa chiudere per tre giorni e tre notti in un cubo bianco a disegnare con le penne a sfera blu.

Il teatro delle maratone

Dal 1980 comincia a lavorare come regista e scenografo. Nel 1982 This is theatre like it was to be expected and foreseen, otto ore dal tramonto all'alba, mette in discussione le convenzioni della scena europea; nel 1984 The power of theatrical madness, cinque ore, arriva alla Biennale di Venezia. Nel 2015 Mount Olympus, una maratona di ventiquattro ore con ventisette performer dedicata alla tragedia greca, diventa uno dei suoi lavori più noti; nel 2023 Peak Mytikas, otto ore, prosegue la ricerca sulla casa di Tebe.

Il coreografo e l'autore

Come coreografo firma fra l'altro The Dance Sections nel 1987 e The Sound of One Hand Clapping nel 1990 per il Balletto di Francoforte. Nel 2005 è artista associato del Festival d'Avignone, dove presenta Histoire des larmes nella Cour d'Honneur. Dal 1978 tiene i Diari notturni, che insieme ai testi teatrali sono tradotti in oltre quindici lingue e sono alla base di The Night Writer, lo spettacolo interpretato in diversi teatri nazionali europei da attori che recitano nella propria lingua.

Le arti visive

Nelle arti visive è noto per le opere realizzate con le elitre iridescenti di un coleottero dai riflessi metallici, fra cui il soffitto Heaven of Delight nel Palazzo Reale di Bruxelles, del 2002. Nel 2008 il Louvre ha ospitato la mostra The Angel of Metamorphosis; nel 2017 a Venezia ha esposto Glass and Bone Sculptures 1977-2017, quaranta sculture sul binomio vita e morte.

Onorificenze e vicenda giudiziaria

Il Belgio lo ha nominato Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona nel 2004 e Commendatore dell'Ordine di Leopoldo II nel 2007; la Francia Ufficiale dell'Ordine delle Arti e delle Lettere nel 2017. Nel settembre 2018 venti ex componenti di Troubleyn lo hanno accusato di molestie e abuso di potere; il 29 aprile 2022 il tribunale di Anversa lo ha condannato a diciotto mesi con sospensione della pena per violazioni delle norme sul benessere dei lavoratori e per un attentato alla decenza. Fabre non ha fatto appello; circa 175 fra collaboratori ed ex collaboratori si sono schierati pubblicamente in sua difesa.

Troubleyn, la compagnia di Jan Fabre

Troubleyn/Jan Fabre è la compagnia teatrale fondata da Fabre nel 1986, con sede ad Anversa e un'intensa attività internazionale.

I solisti della compagnia

Nel corso della carriera Fabre ha scritto numerosi assoli per gli interpreti principali di Troubleyn, quasi sempre su testi propri: Elle était et elle est, même per Els Deceukelier, Angel of Death per Ivana Jozić, Drugs kept me alive per Antony Rizzi, Resurrexit Cassandra per Stella Höttler.

Gli anni recenti

Negli ultimi anni la compagnia ha prodotto Io sono un errore, I'm sorry e I believe in the legend of love nel 2024, poi Una tribù, ecco quello che sono e La poésie de la résistance, che l'elenco delle produzioni colloca nel 2025. Anche Una tribù, ecco quello che sono figura nella stagione 2026/2027 del Vascello.

Un legame con l'Italia

Fabre lavora spesso con interpreti e partner italiani: Simona, the gangster of art con Irene Urciuoli, Resurrexit Cassandra nella versione con Sonia Bergamasco, e ora la coproduzione con Carnezzeria e la traduzione di Franco Paris.

Annabelle Chambon e Cédric Charron, gli interpreti

Annabelle Chambon e Cédric Charron sono due interpreti storici di Troubleyn, per i quali Fabre ha scritto in passato due assoli.

Annabelle Chambon

Per lei Fabre ha creato Preparatio mortis, presentato nel 2005 e ripreso nel 2010: un assolo sulla morte e sulla metamorfosi, temi che tornano in La poésie de la résistance con le esecuzioni e le rinascite ripetute.

Cédric Charron

Per lui Fabre ha scritto Attends, Attends, Attends... (Pour mon père), del 2014, un assolo dedicato al padre. Ritrovarlo in scena accanto a Chambon significa vedere insieme due corpi che conoscono da anni il linguaggio fisico della compagnia.

Il corno di Gustav Koenigs

Accanto ai due performer c'è la musica, con le improvvisazioni al corno di Gustav Koenigs: un suono vivo, che dialoga con le parole e con i colpi delle armi evocate in scena.

Il Teatro Vascello, sala di ricerca a Monteverde

Il Teatro Vascello è stato inaugurato il 4 maggio 1989 in via Giacinto Carini da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, con la compagnia La Fabbrica dell'Attore.

Le radici al Teatro La Fede

La storia comincia prima, al Teatro La Fede di via Portuense 78, dove negli anni Settanta Nanni e Kustermann lavoravano dentro la cosiddetta scuola romana, un teatro che metteva l'immagine davanti alla parola. Una vocazione che spiega bene perché un artista visivo e performer come Fabre trovi al Vascello una casa naturale.

Teatro Stabile d'Innovazione

Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione. Nel 2004 apre, al piano seminterrato, la Sala Studio. Dopo la morte di Nanni, nel gennaio 2010, la direzione artistica passa a Manuela Kustermann.

Una sala aperta all'Europa

Fin dalla prima sera, con Tadeusz Kantor, il Vascello ha ospitato la scena internazionale: da oltre vent'anni la Fondazione Romaeuropa vi porta una parte del suo festival, e nella stagione 2026/2027 il cartellone accoglie, fra gli altri, due produzioni di Troubleyn.

Una curiosità sulla poésie de la résistance di Jan Fabre al Teatro Vascello — dal 13 al 17 aprile 2027

La curiosità più bella riguarda il rapporto fra Fabre e Roma, che è più antico di quanto si pensi. Secondo la sua biografia, già nel 1987 Fabre presentò al Romaeuropa Festival Das Glas im Kopf wird vom Glas, uno dei suoi primi lavori di danza; nel 2019 lo stesso festival ha ospitato The Night Writer, Giornale notturno, la versione italiana dello spettacolo tratto dai suoi diari. Nel frattempo Roma ha visto anche il Fabre artista visivo: The Years of the Hour Blue e Maskers alla galleria Magazzino, nel 2015 e nel 2017, The Rhythm of the Brain a Palazzo Merulana, Allegory of caritas alla Galleria Mucciaccia nel 2022. Una seconda curiosità è di natura personale. Nel 1977, poco più che adolescente, Fabre ribattezzò la strada in cui abitava con il proprio nome e appese sulla casa dei genitori una targa, come quella dedicata a Van Gogh nella stessa via: il gesto di un artista che fin dall'inizio ha trattato la propria vita come materia d'arte. In La poésie de la résistance lo stesso principio si sposta sui corpi degli interpreti, su cui un nome viene tatuato, ancora e ancora. Una terza curiosità riguarda l'orologio: dopo le maratone di otto e ventiquattro ore che lo hanno reso celebre, questo spettacolo dura un'ora sola. È forse il modo più semplice per avvicinarsi a Fabre per chi non lo ha mai visto.

Biglietti per La poésie de la résistance al Vascello

I biglietti per La poésie de la résistance si acquistano dal sito ufficiale del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro in via Giacinto Carini 78.

Online

Dalla pagina dello spettacolo, con il pulsante di acquisto online, si accede alla prevendita. Il sito del Vascello spiega che in questo modo biglietti, abbonamenti e card arrivano direttamente sul telefono.

Card e abbonamenti

Il teatro propone card per la stagione 2026/2027, da acquistare almeno 24 ore prima del primo utilizzo: chi pensa di vedere entrambe le produzioni di Troubleyn in cartellone fa bene a valutarle.

I prezzi

I prezzi sono pubblicati sui canali ufficiali del Vascello e sul circuito autorizzato.

Una cosa che non ti dice nessuno sulla poésie de la résistance di Jan Fabre al Teatro Vascello — dal 13 al 17 aprile 2027

Quello che nessuno dice è che Fabre, famoso per gli eccessi, qui lavora per sottrazione. Chi conosce il suo nome per le maratone di otto o ventiquattro ore, per le grandi compagnie in scena, per le provocazioni visive, trova un'ora di spettacolo, due interpreti e un corno. Il testo è un manifesto, e come ogni manifesto vive di frasi brevi, ripetute, martellate: la potenza nasce dall'accumulo, non dallo spettacolo delle scenografie. Il consiglio è arrivare disposti ad ascoltare, prima ancora che a guardare. La seconda cosa riguarda la lingua. Lo spettacolo è in francese con sopratitoli: per chi non parla francese conviene sedersi in una posizione da cui lo schermo dei sopratitoli e la scena restino entrambi nel campo visivo, senza dover girare la testa a ogni battuta. La ripetizione, per fortuna, aiuta: le frasi chiave tornano più volte, e dopo i primi minuti si comincia a riconoscerle anche senza leggere. La terza cosa riguarda le armi. La scheda ufficiale parla di esecuzioni da revolver, fucili e mitragliatrici, ripetute più volte: chi è sensibile ai rumori forti o alla violenza rappresentata, anche se simbolica, fa bene a saperlo prima di entrare. Infine, la presenza di Fabre nel cartellone porta con sé la sua vicenda giudiziaria del 2022: è un dato pubblico, e ciascuno lo pesa come crede.

Il consiglio che ti do per visitare la poésie de la résistance di Jan Fabre al Teatro Vascello — dal 13 al 17 aprile 2027

Il consiglio è scegliere la sera in base a come si vuole vivere il dopo. Le recite dei giorni feriali alle 21 finiscono verso le 22: perfette per chi vive a Roma e vuole tornare a casa con lo spettacolo ancora addosso, o fermarsi per un bicchiere a Monteverde. Il sabato 17 alle 19 è l'occasione per chi arriva da fuori: si esce alle 20 e si ha tutta la sera davanti per scendere a Trastevere. Prima di andare conviene leggere Liberté di Eluard, che dura pochi minuti, e magari qualche pagina di Indignez-vous! di Hessel, il pamphlet da cui viene la frase che apre la presentazione dello spettacolo. Chi non conosce Fabre può guardare qualche immagine del suo lavoro visivo, dagli scarabei alle sculture: lo stesso immaginario di metamorfosi, morte e rinascita torna in scena con i corpi di Chambon e Charron. Per chi segue il teatro di ricerca, conviene inserire lo spettacolo in un percorso: al Vascello sono passati negli anni Wim Vandekeybus e altri protagonisti della scena europea, e nella stessa stagione c'è un secondo titolo di Troubleyn. A nostro giudizio, per chi non ha mai visto Fabre dal vivo, un'ora così concentrata è la porta d'ingresso ideale. Prenotare per tempo è prudente: cinque recite soltanto.

Come arrivare al Teatro Vascello per La poésie de la résistance

Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, e si raggiunge con il bus 75 che ferma davanti all'ingresso.

In autobus

Il 75 è la linea più diretta dal centro. Il teatro indica come utili anche le linee 44, 710, 870 e 871, che collegano Monteverde a Trastevere e ai quartieri a ovest. Per gli orari serali, soprattutto al ritorno dopo le 22, conviene usare il calcolatore di percorso dell'Atac.

In treno

Dalla stazione Ostiense il treno metropolitano porta alla stazione Quattro Venti, a pochi passi dal teatro: la via più rapida per chi arriva con la metro B, collegata a Ostiense dalla fermata Piramide.

In auto

Il teatro suggerisce la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a un centinaio di metri. Ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che Jan Fabre sia uno degli artisti belgi più noti al mondo lo sanno tutti quelli che frequentano musei e festival. Meno citato è che la sua opera visiva si trova anche in luoghi pubblici, e non soltanto nelle gallerie: il soffitto del Palazzo Reale di Bruxelles, Heaven of Delight, è rivestito di un milione e seicentomila elitre di scarabeo; a Lovanio, in piazza Ladeuze, dal 2004 si alza Totem, un grande insetto infilzato su un ago d'acciaio di oltre venti metri; nell'ex chiesa di Sant'Agostino ad Anversa, oggi AMUZ, ci sono tre sue pale d'altare permanenti. Un secondo fatto noto agli addetti ai lavori e poco raccontato: la collana The Great European Stage Directors, curata dallo storico del teatro Simon Shepherd, si apre con Stanislavskij e si chiude con Fabre, nello stesso volume di Pina Bausch e Romeo Castellucci. Un terzo fatto riguarda il suo metodo. Fabre si definisce un artista della consilience, un concetto che viene dal filosofo William Whewell e dal biologo Edward O. Wilson: l'unità della conoscenza, l'idea che entomologia, arte, teatro, medicina e religione possano illuminarsi a vicenda. In La poésie de la résistance il principio si vede nel corpo trattato come tela, come arma e come archivio, tutto insieme.

Il quartiere intorno al Teatro Vascello: Monteverde Vecchio

Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche.

Il Gianicolo

Il Gianicolo è vicinissimo: a metà aprile il tramonto arriva abbastanza tardi da permettere una passeggiata sul belvedere prima della recita del sabato.

Le ville

Villa Sciarra e Villa Doria Pamphilj sono le due soste verdi della zona, piacevoli in primavera nelle ore del pomeriggio.

Il Fontanone e San Pancrazio

Salendo verso il colle si arriva alla Fontana dell'Acqua Paola e, poco oltre, alla basilica di San Pancrazio.

Trastevere

Ai piedi di Monteverde si apre Trastevere, con la basilica di Santa Maria in Trastevere.

La foto giusta da fare alla poésie de la résistance di Jan Fabre al Teatro Vascello — dal 13 al 17 aprile 2027

Durante lo spettacolo nessuna foto: in un lavoro che vive di corpi, di ritmo e di un corno che improvvisa dal vivo, uno schermo acceso rompe la concentrazione degli interpreti e del pubblico. La foto giusta si fa prima e dopo. La prima è la facciata del Vascello su via Giacinto Carini con la locandina dello spettacolo: il nome di Fabre in cartellone a Monteverde è già un piccolo documento della stagione. La seconda è un'immagine che dialoga con il tema: la parola Libertà, tatuata in scena parte dopo parte sul corpo degli interpreti, può diventare il soggetto di un dettaglio, per esempio il biglietto o il foglio di sala con il titolo in primo piano, fotografato sulla mano. La terza si fa al Gianicolo, prima della recita del sabato 17 alle 19: Roma dall'alto nella luce della sera di aprile, con le cupole e i tetti. Chi ama la fotografia di architettura può invece cercare, lungo le Mura Gianicolensi, il contrasto fra il quartiere residenziale e le mura storiche, pochi passi dal teatro. Regola che vale sempre: niente flash, niente video, niente scatti durante gli applausi finché gli interpreti sono in scena, salvo indicazioni diverse del teatro.

Dove mangiare prima o dopo La poésie de la résistance

Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, il Coffee Plant Bistrot, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo.

A Monteverde

Il quartiere ha trattorie e pizzerie frequentate soprattutto da residenti, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere: la scelta giusta dopo le recite delle 21, che finiscono verso le 22.

A Trastevere

Dopo il sabato alle 19 conviene scendere a Trastevere, dove osterie e trattorie restano aperte fino a tardi. Il sabato sera, in primavera, prenotare è quasi indispensabile.

Prima dello spettacolo

Un'ora di spettacolo permette anche la formula inversa: un aperitivo leggero prima, a Monteverde o al bistrot del teatro, e la cena con calma dopo.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Vascello si racconta per date. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia: una dichiarazione d'intenti, perché Kantor era uno dei nomi più radicali della scena europea, e la sua idea di un teatro fatto di immagini, oggetti e corpi è, a nostro giudizio, parente stretta di quella di Fabre. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di ricerca di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e nello stesso anno il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble, il teatro fondato da Brecht. Nella primavera del 2001 il cofondatore Giancarlo Nanni è il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen dedicato alla poesia: un premio di poesia in un teatro che nel 2027 ospita uno spettacolo intitolato proprio alla poesia della resistenza. Nel 2004 apre la Sala Studio; nel gennaio 2010 muore Nanni e la direzione passa a Manuela Kustermann. Da oltre vent'anni la Fondazione Romaeuropa porta al Vascello una parte del suo festival, lo stesso festival che nel 1987 presentò a Roma uno dei primi lavori di Fabre. Nell'autunno 2026 la stagione ha proposto, fra gli altri, Tragudia, Il canto di Edipo di Alessandro Serra.

Accessibilità, lingua e informazioni pratiche

Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.

I sopratitoli

Lo spettacolo è in francese con sopratitoli in italiano: una buona occasione anche per chi studia la lingua, che può seguire il testo originale e la traduzione insieme.

Con i ragazzi

I temi, la censura, la violenza delle armi rappresentata in forma simbolica, il corpo come tela, rendono lo spettacolo adatto a un pubblico adulto e ai ragazzi più grandi; per indicazioni sull'età conviene rivolgersi direttamente al teatro.

La puntualità

In uno spettacolo di un'ora, entrare in ritardo significa perdere una parte consistente del lavoro e disturbare gli interpreti. Partite con margine, soprattutto se usate il bus in serata.

Aprile a Roma

Metà aprile è uno dei momenti migliori per Roma: giornate lunghe, temperature miti, serate ancora fresche. Un maglione leggero per il ritorno è sempre una buona idea.

Chi è passato dalla poésie de la résistance di Jan Fabre al Teatro Vascello — dal 13 al 17 aprile 2027

Sul palcoscenico del Vascello e, prima ancora, nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati alcuni dei nomi più importanti del teatro contemporaneo. Al Teatro La Fede, la prima sede degli anni Settanta, arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista francese Gérard Gelas e il Living Theatre; da quell'esperienza uscirono Memè Perlini e Giuliano Vasilicò. Al Vascello, dal 1989, sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio di Romeo Castellucci, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono; per la danza Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni e Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali Bob Wilson e Peter Brook, che qui presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia. Dal 13 al 17 aprile 2027 passano dal Vascello Jan Fabre e la sua compagnia Troubleyn, con Annabelle Chambon e Cédric Charron in scena, Gustav Koenigs al corno, la drammaturga Miet Martens, il light designer Wout Janssens e il traduttore Franco Paris. E con loro, idealmente, Stéphane Hessel e Paul Eluard, le due voci da cui nasce il testo, e quella parola, Libertà, che in scena viene scritta sui corpi finché non resta altro da dire.

Domande frequenti su La poésie de la résistance al Teatro Vascello

Quando va in scena La poésie de la résistance al Teatro Vascello?

La poésie de la résistance di Jan Fabre è al Teatro Vascello dal 13 al 17 aprile 2027: da martedì 13 a venerdì 16 aprile alle 21, sabato 17 aprile alle 19. Lo spettacolo dura un'ora e non sono previste recite la domenica.

Lo spettacolo è in italiano?

La poésie de la résistance è recitato in francese, con sopratitoli in italiano. La traduzione del testo e dei sopratitoli è di Franco Paris. La struttura del testo, fondata sulla ripetizione, aiuta a seguirlo anche a chi non conosce il francese.

Chi recita in La poésie de la résistance?

In La poésie de la résistance recitano Annabelle Chambon e Cédric Charron, interpreti storici della compagnia Troubleyn, con le improvvisazioni al corno di Gustav Koenigs. Ideazione, testo e regia sono di Jan Fabre, la drammaturgia di Miet Martens.

Di cosa parla La poésie de la résistance?

La poésie de la résistance racconta due performer, membri di un movimento di resistenza artistica non violenta, che vengono giustiziati più volte e sempre si rialzano; sui loro corpi viene tatuato ripetutamente un solo nome, Libertà. Il testo è del 2024.

A cosa si ispira lo spettacolo di Jan Fabre?

La poésie de la résistance si ispira al pamphlet Indignez-vous! di Stéphane Hessel, da cui viene l'idea che creare sia resistere, e alla poesia Liberté di Paul Eluard, con la sua ripetizione di un solo nome.

Dove si comprano i biglietti?

I biglietti per La poésie de la résistance si acquistano dalla pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria di via Giacinto Carini 78. I prezzi sono sui canali ufficiali del teatro.

Come si arriva al Teatro Vascello?

Il Teatro Vascello, in via Giacinto Carini 78 a Monteverde Vecchio, si raggiunge con il bus 75 che ferma davanti all'ingresso, con le linee 44, 710, 870 e 871, oppure in treno da Ostiense fino alla stazione Quattro Venti.

Il consiglio finale su La poésie de la résistance

La poésie de la résistance è un Fabre concentrato: un'ora, due interpreti storici della compagnia, un corno, un testo costruito come un manifesto. A nostro giudizio conviene andarci dopo aver letto Liberté di Eluard, scegliendo un posto da cui sopratitoli e scena restino insieme sotto gli occhi, e sapendo che le armi evocate in scena fanno parte del linguaggio dello spettacolo. Prenotare per tempo, con cinque recite soltanto, e arrivare con margine a Monteverde: il resto lo fanno Chambon e Charron.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento13 Aprile 2027 21:00 — 17 Aprile 2027
IndirizzoTeatro Vascello, Via Giacinto Carini 78, 00152 Roma Monteverde, Roma, Roma Città

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