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Quinto: non uccidere di Massimiliano Civica al Teatro Vascello — dal 24 al 29 novembre 2026

Quinto: non uccidere, il nuovo spettacolo di Massimiliano Civica prodotto dal Teatro Metastasio di Prato e dal TPE Teatro Piemonte Europa, è in scena al Teatro Vascello di Monteverde da martedì 24 a domenica 29 novembre 2026: da martedì a venerdì alle 21, sabato alle 19, domenica alle 17, con una durata di 80 minuti. Il teatro si trova in via Giacinto Carini 78, 00152 Roma, a Monteverde Vecchio; il bus 75 ferma davanti all'ingresso, e il teatro indica come utili anche le linee 44, 710, 870 e 871 e la stazione ferroviaria di Quattro Venti. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro; i biglietti si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, o alla biglietteria del teatro.

Massimiliano Civica, regista di Quinto: non uccidere
Massimiliano Civica, regista di Quinto: non uccidere Foto: Foto: Ilaria Costanzo (Teatro Vascello)

Quinto: non uccidere al Teatro Vascello in breve

Quinto: non uccidere è uno spettacolo sul perdono ambientato all'indomani della Prima guerra mondiale, ispirato al film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch, e resta al Vascello sei giorni con sei repliche.

Il calendario

Martedì 24, mercoledì 25, giovedì 26 e venerdì 27 novembre alle 21; sabato 28 novembre alle 19; domenica 29 novembre alle 17. È lo schema consueto del Vascello: serali in settimana, anticipo al sabato, pomeridiana la domenica.

La durata

Ottanta minuti, secondo la scheda del teatro. Con la replica delle 21 si esce poco dopo le 22.20, il sabato verso le 20.20, la domenica poco dopo le 18.20.

La locandina

Uno spettacolo di Massimiliano Civica, con Maria Vittoria Argenti, Monica Demuru, Luigi Fedele, Francesco Rotelli, Marcello Sambati e Paola Tintinelli. Collaborazione all'elaborazione del testo di Maria Vittoria Argenti, scene di Loris Giancola, costumi di Daniela Salernitano, luci di Gianni Staropoli. Produzione Teatro Metastasio di Prato e TPE Teatro Piemonte Europa. In scena compare la riproduzione di un'opera di Annibale Carracci, su concessione del Ministero della Cultura e del Museo e Real Bosco di Capodimonte.

La storia di Quinto: non uccidere

Quinto: non uccidere parte da due domande che la presentazione ufficiale mette in apertura: si può chiedere perdono per un gesto irreparabile? Si può perdonare chi ha ucciso il proprio figlio?

Henri e Peter

Durante la Prima guerra mondiale Henri, un giovane soldato francese, ha ucciso Peter, un soldato tedesco suo coetaneo. Nel primo anniversario dell'Armistizio, in una Parigi in festa, Henri entra nella chiesa di Notre-Dame per chiedere l'assoluzione. Non riesce a sottrarsi allo sguardo dell'uomo che ha ucciso.

La risposta del prete

Il prete ascolta la confessione e lo benedice, dicendogli che non ha alcun crimine da farsi perdonare: ha soltanto compiuto il suo dovere di soldato. Henri risponde con una frase che la scheda del teatro riporta: «Io sono venuto qui per trovare pace. E tu non me l'hai data». Decide allora di partire per la Germania, dai genitori di Peter, a chiedere a loro il perdono.

La famiglia di Peter

In Germania Henri conosce gli anziani genitori di Peter e la sua promessa sposa, Annette. Ed è lì che capisce di essere andato a chiedere loro un gesto dis-umano, scrive la presentazione: ripetere lo scandalo di Gesù che perdona i suoi assassini, di Dio che perdona agli uomini l'uccisione del figlio.

La bugia

Davanti a questo, Henri esiterà fra il bisogno di trovare pace e quello umano, troppo umano, di dire una bugia. Il racconto procede da qui, e il modo in cui si scioglie è la materia dello spettacolo: la scheda non lo anticipa, e non conviene cercarlo prima.

Dal film di Lubitsch al quinto comandamento

Lo spettacolo è ispirato al film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch, da cui riprende la situazione di partenza: un soldato che dopo la guerra va a cercare la famiglia dell'uomo che ha ucciso.

Il titolo

Il titolo scelto da Civica richiama il quinto comandamento, non uccidere, e mette subito lo spettatore davanti al nodo morale. Il soldato ha ucciso obbedendo a un ordine; la legge della guerra lo assolve, la legge religiosa lo assolve per bocca del prete; resta la coscienza, che non accetta l'assoluzione.

Dal cinema al teatro

Portare in scena un film significa rinunciare al primo piano, che al cinema racconta la colpa senza parole. A teatro la colpa deve passare dal corpo degli attori e dallo spazio. È un lavoro che si addice a un regista come Civica, noto per un teatro essenziale, costruito sull'attore.

Il Carracci in scena

Nella locandina compare la riproduzione di un'opera di Annibale Carracci concessa dal Museo e Real Bosco di Capodimonte di Napoli. La scheda non dice quale opera sia: scoprirlo in sala fa parte dell'esperienza, e il dettaglio indica una scena in cui la pittura sacra ha un ruolo preciso.

Massimiliano Civica, il regista

Massimiliano Civica, nato a Rieti il 27 febbraio 1974, è un regista teatrale e direttore artistico che ha vinto tre volte il Premio Ubu per la migliore regia.

La formazione

Laureato in Metodologia della critica dello spettacolo alla Sapienza di Roma, ha studiato all'Odin Teatret di Eugenio Barba e poi al corso di regia dell'Accademia nazionale d'arte drammatica. Ha lavorato alla cooperativa del Teatro della Tosse di Genova, accanto a Emanuele Luzzati e Tonino Conte.

Il più giovane direttore artistico

Nel 2007 è stato nominato direttore artistico del Teatro della Tosse, diventando il più giovane direttore artistico d'Italia, e ha avviato il progetto triennale Facciamo insieme teatro, che ha vinto il Premio ETI.

Tre premi Ubu

Il mercante di Venezia di Shakespeare gli ha dato il Premio Ubu 2008 per la migliore regia e, l'anno seguente, il Premio Vittorio Mezzogiorno. Alcesti di Euripide ha vinto l'Ubu per la regia nel 2015, con Daria Deflorian, Monica Demuru e Monica Piseddu e con la collaborazione di Daniela Salernitano. Un quaderno per l'inverno di Armando Pirozzi gli ha portato il terzo Ubu per la regia, ex aequo con Massimo Popolizio, e il premio per il miglior testo italiano.

Le regie

Fra i suoi spettacoli: Andromaca, Grand Guignol, La parigina di Henry Becque, Un sogno nella notte dell'estate da Shakespeare, Soprattutto l'anguria e Belve di Armando Pirozzi, Dialoghi degli dei di Luciano di Samosata, Antigone di Sofocle, La stoffa dei sogni al Teatro Metastasio, Capitolo due di Neil Simon.

L'insegnamento e la scrittura

Civica ha insegnato alla Sapienza e all'Accademia di belle arti di Genova, e insegna regia e recitazione all'Accademia nazionale d'arte drammatica. Con Attilio Scarpellini ha firmato La fortezza vuota. Discorso sulla perdita di senso del teatro, pubblicato dalle Edizioni dell'Asino nel 2015. Dal gennaio 2018 è stato consulente artistico della direzione del Teatro Metastasio di Prato, che produce questo spettacolo.

Gli interpreti e la squadra

Il cast di Quinto: non uccidere riunisce sei interpreti, fra cui un'attrice che con Civica ha già firmato uno dei suoi spettacoli più premiati.

Monica Demuru

Monica Demuru era fra le interpreti di Alcesti, lo spettacolo che nel 2015 valse a Civica il Premio Ubu per la regia. Il suo ritorno accanto al regista è un segno di continuità nel lavoro della compagnia.

Maria Vittoria Argenti

Maria Vittoria Argenti è in scena e ha collaborato all'elaborazione del testo: una doppia funzione che dice molto del metodo di Civica, in cui la drammaturgia nasce anche dal lavoro con gli attori.

Gli altri interpreti

Completano il cast Luigi Fedele, Francesco Rotelli, Marcello Sambati e Paola Tintinelli. La scheda non attribuisce i ruoli; la storia prevede almeno il giovane Henri, il prete, i genitori di Peter e la fidanzata Annette.

Scene, costumi, luci

Le scene sono di Loris Giancola, i costumi di Daniela Salernitano, già collaboratrice di Civica per Alcesti, le luci di Gianni Staropoli.

Il Teatro Vascello, la sala della ricerca a Monteverde

Il Teatro Vascello ha aperto il 4 maggio 1989, fondato da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann con la compagnia La Fabbrica dell'Attore, e l'inaugurazione fu affidata a Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor.

Da La Fede al Vascello

Prima del Vascello c'era il Teatro La Fede, in via Portuense 78, sede negli anni Settanta della compagnia di Nanni e Kustermann, dove nacquero spettacoli come A come Alice e Risveglio di primavera, dentro quella che fu chiamata scuola romana, un teatro che privilegiava l'immagine sulla parola.

Un teatro riconosciuto

Dal 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione. Nel 2004 è stata aperta al piano seminterrato la Sala Studio. Dopo la morte di Nanni, nel gennaio 2010, Manuela Kustermann è l'unica direttrice artistica.

La stagione

Nella stagione 2026 e 2027 il Vascello ha già ospitato, fra gli altri, Tragudia, Il canto di Edipo di Alessandro Serra e Lemnos di Giorgina Pi. Quinto: non uccidere arriva a fine novembre, quando la parte autunnale del cartellone è nel pieno.

Monteverde Vecchio intorno al teatro

Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche.

Le ville

Villa Sciarra, raccolta e piena di fontane, e Villa Doria Pamphilj, il grande parco a ovest del quartiere, sono le soste verdi della zona. A fine novembre i cancelli chiudono presto: conviene controllare gli orari.

Il Fontanone e San Pancrazio

Verso il colle si arriva alla Fontana dell'Acqua Paola e, poco oltre, alla basilica di San Pancrazio: due tappe facili prima della pomeridiana della domenica.

Il Gianicolo

Il Gianicolo è a pochi minuti: dal belvedere la città si stende sotto lo sguardo, e al tramonto di fine novembre, prestissimo, la luce è quella giusta.

Come arrivare al Teatro Vascello per Quinto: non uccidere

Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78 e si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso; il teatro indica anche le linee 44, 710, 870 e 871.

In autobus

Il 75 collega la zona con Termini passando per il Colosseo e Piramide: per chi viene dal centro è la soluzione più diretta. La sera le attese possono essere lunghe, e conviene partire con margine.

In treno

Dalla stazione Ostiense il treno metropolitano porta alla stazione Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti, a pochi passi dal teatro. È comodo per chi arriva dalla metro B, che a Piramide è collegata con Ostiense.

In auto

Il teatro suggerisce la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri, e segnala parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.

Biglietti per Quinto: non uccidere

I biglietti per Quinto: non uccidere al Teatro Vascello si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale, dove sono pubblicati i prezzi e il collegamento al circuito di prevendita autorizzato.

Quale sera

Sei repliche consecutive lasciano ampia scelta. Il sabato e la domenica tendono a riempirsi prima; le serate di martedì e mercoledì sono le più tranquille.

Informazioni

Per disponibilità, riduzioni e posti riservati il riferimento è la biglietteria del teatro, i cui recapiti sono pubblicati sul sito ufficiale.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi e posti riservati.

Con i ragazzi

Quinto: non uccidere parla di guerra, di colpa e di perdono, senza nulla di esplicito segnalato dalla produzione. È uno spettacolo adatto ai ragazzi delle superiori, e un'ottima occasione per discutere con loro di storia e di etica.

La puntualità

Ottanta minuti senza intervallo: entrare in ritardo disturba tutti. Con il bus serale, meglio calcolare un quarto d'ora di margine.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, il Coffee Plant Bistrot, utile per un caffè o uno spuntino prima di entrare.

A Monteverde

Il quartiere ha trattorie e pizzerie frequentate soprattutto da chi vi abita, con prezzi più contenuti di quelli di Trastevere: è la scelta giusta dopo la replica delle 21.

A Trastevere

Dopo il sabato alle 19 conviene scendere a Trastevere, dove osterie e trattorie restano aperte fino a tardi. La pagina su cosa vedere a Trastevere aiuta a scegliere il percorso.

Una curiosità su Quinto: non uccidere di Massimiliano Civica al Teatro Vascello — dal 24 al 29 novembre 2026

La curiosità riguarda una frase. «Io sono venuto qui per trovare pace. E tu non me l'hai data»: è la risposta di Henri al prete che lo ha appena assolto, e la scheda del Vascello la riporta per intero. È una frase rovesciata rispetto a ogni attesa: di solito nel teatro e nel cinema la confessione porta sollievo; qui porta il contrario, perché il perdono arriva troppo facilmente e dalla persona sbagliata. Tutta la storia nasce da questo scarto. Henri non vuole essere assolto da chi non ha perso nulla, vuole essere perdonato da chi ha perso tutto. La seconda curiosità riguarda il luogo della confessione. Henri si confessa nella chiesa di Notre-Dame, nel primo anniversario dell'Armistizio, mentre fuori Parigi festeggia: la festa collettiva della vittoria e la colpa individuale convivono nella stessa scena. Terza curiosità: lo spettacolo nasce da un film, Broken Lullaby di Ernst Lubitsch, e arriva in un teatro di Monteverde che deve la sua genealogia a una sala, La Fede, dove negli anni Settanta si faceva un teatro di immagini più che di parole. Un film parlato che diventa teatro essenziale, in una sala nata dal teatro d'immagine: i passaggi di linguaggio sono parte della storia.

Una cosa che non ti dice nessuno su Quinto: non uccidere di Massimiliano Civica al Teatro Vascello — dal 24 al 29 novembre 2026

Nessuno lo dice, ma il cuore dello spettacolo non è la guerra, è la bugia. La presentazione lo lascia intendere nell'ultima riga: Henri esiterà fra il bisogno di trovare pace e quello, umano, troppo umano, di dire una bugia. Chi va a vedere Quinto: non uccidere aspettandosi un dramma bellico troverà invece un dramma da camera, fatto di una famiglia, un salotto, un giovane straniero e una verità che nessuno riesce a pronunciare. Una seconda cosa: Massimiliano Civica è noto per un teatro che toglie invece di aggiungere. Ottanta minuti, pochi elementi di scena, una riproduzione pittorica, sei attori: chi è abituato alle grandi produzioni potrebbe trovarlo spoglio, chi ama il teatro d'attore lo troverà necessario. Conviene saperlo prima. Terza cosa, pratica: il Vascello è in cima a Monteverde, e le sere di fine novembre possono essere fredde e piovose. Il bus 75 ferma davanti all'ingresso, ma le attese serali sono imprevedibili: chi può, usi il treno fino a Quattro Venti o si organizzi con un taxi per il ritorno. Infine, per chi ha visto Alcesti: la presenza di Monica Demuru e dei costumi di Daniela Salernitano ricompone una parte della squadra di quello spettacolo.

Il consiglio che ti do per visitare Quinto: non uccidere di Massimiliano Civica al Teatro Vascello — dal 24 al 29 novembre 2026

Il consiglio è non leggere nulla sulla trama del film di Lubitsch prima dello spettacolo. La scheda del Vascello si ferma volutamente a metà, al momento della bugia, e scoprire in sala come si risolve la vicenda è parte del valore della serata. Si può invece arrivare preparati sull'autore: leggere qualche pagina di La fortezza vuota, il libro di Civica e Attilio Scarpellini sulla perdita di senso del teatro, aiuta a capire perché le sue regie sono così essenziali. Sulla replica: a nostro giudizio la domenica alle 17 è la più adatta a uno spettacolo sul perdono, perché lascia la sera libera per parlarne a cena. Il sabato alle 19 è l'alternativa migliore per chi vuole scendere poi a Trastevere. Le sere feriali alle 21 hanno di solito il pubblico più attento e silenzioso. In sala, un posto centrale e non troppo vicino al palco permette di vedere insieme attori e scena, compresa la riproduzione del Carracci. Chi arriva presto può prendere un caffè al bistrot del teatro. E chi viene da fuori Roma e vuole costruire un fine settimana su misura intorno al teatro può rivolgersi a Tour Leader Pro, che organizza esperienze private su misura.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il Teatro Vascello è una delle sale di riferimento del teatro di ricerca a Roma. È meno citato quanto sia antica la sua genealogia. Prima del Vascello c'era il Teatro La Fede, in via Portuense 78, dove negli anni Settanta arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista francese Gérard Gelas e il Living Theatre, e dalla cui esperienza uscirono Memè Perlini e Giuliano Vasilicò. Il Vascello è l'erede diretto di quella stagione. Un secondo fatto poco citato riguarda il regista. Massimiliano Civica è stato, nel 2007, il più giovane direttore artistico d'Italia, al Teatro della Tosse di Genova, dove aveva lavorato con Emanuele Luzzati e Tonino Conte. Nel 2010 la sua regia di Un sogno nella notte dell'estate, prodotta dal Teatro Stabile dell'Umbria, ebbe poca fortuna; da lì cominciò quella che viene descritta come una rinascita artistica, culminata con l'Alcesti e con Un quaderno per l'inverno. È un percorso raro nel teatro italiano: un regista che, dopo un insuccesso, cambia strada e vince. Terzo fatto: il cofondatore del Vascello, Giancarlo Nanni, fu nella primavera del 2001 il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York.

La foto giusta da fare a Quinto: non uccidere di Massimiliano Civica al Teatro Vascello — dal 24 al 29 novembre 2026

Durante lo spettacolo niente fotografie: in un lavoro raccolto, fatto di silenzi e di luci calibrate, lo schermo di un telefono si vede da lontano e rompe l'atmosfera. La foto giusta si fa prima e dopo. La prima è la facciata del Vascello su via Giacinto Carini con la locandina di Quinto: non uccidere, la sera, quando l'insegna è accesa. La seconda si fa al Gianicolo, prima della pomeridiana della domenica: la città vista dall'alto nella luce bassa di fine novembre. Ha un senso con questo spettacolo, che parla di chi guarda la propria colpa da lontano e cerca di avvicinarsi. La terza, per chi ama i dettagli, è il foglio di sala accanto al biglietto, con l'indicazione della riproduzione del Carracci su concessione di Capodimonte: una traccia di come la pittura sacra entri nello spettacolo. Chi passa da Trastevere prima o dopo il teatro può fotografare anche la facciata di San Francesco a Ripa, una delle chiese più belle del rione, in piazza di San Francesco d'Assisi. Niente flash, mai, e nessuno scatto finché gli attori sono in scena, applausi compresi, a meno che il teatro non lo consenta.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Vascello si misura in serate. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia: una dichiarazione d'intenti, perché Kantor era uno dei nomi più radicali della scena europea. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di ricerca di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia. Nel 1998 La Fabbrica dell'Attore è riconosciuta Teatro Stabile d'Innovazione e il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble. Fra il 2002 e il 2004 il teatro realizza con il Municipio un laboratorio integrato con persone con disabilità, il cui spettacolo finale resta in cartellone per tre settimane. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen dedicato alla poesia, nel 2004 apre la Sala Studio. Nel gennaio 2010 muore Giancarlo Nanni e la direzione passa interamente a Manuela Kustermann. Da oltre vent'anni, inoltre, la Fondazione Romaeuropa presenta al Vascello una parte del suo festival. Quinto: non uccidere, alla fine di novembre 2026, porta in questa storia uno spettacolo prodotto da due teatri nazionali, il Metastasio di Prato e il Teatro Piemonte Europa.

Chi è passato da Quinto: non uccidere di Massimiliano Civica al Teatro Vascello — dal 24 al 29 novembre 2026

Dal 1989 sul palcoscenico del Vascello sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono; per la danza Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni, Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali, Bob Wilson e Peter Brook, che al Vascello presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia. Nella stagione 2026 e 2027 sono passati da qui, fra gli altri, Alessandro Serra con Tragudia e Giorgina Pi con Lemnos. Dal 24 al 29 novembre passano Massimiliano Civica e i suoi interpreti, Maria Vittoria Argenti, Monica Demuru, Luigi Fedele, Francesco Rotelli, Marcello Sambati e Paola Tintinelli, con Loris Giancola, Daniela Salernitano e Gianni Staropoli. E con loro, idealmente, passano Ernst Lubitsch, dal cui film lo spettacolo è ispirato, e Annibale Carracci, la cui opera, riprodotta, entra in scena da un museo di Napoli.

Il perdono a teatro: perché vedere lo spettacolo

Quinto: non uccidere affronta un tema che il teatro ha raramente il coraggio di prendere di petto: il perdono per una colpa che nessuna legge punisce.

Una domanda aperta

Lo spettacolo non propone risposte, pone domande. È uno di quei lavori da cui si esce parlando, e il consiglio è andarci in compagnia.

Per le scuole

Per insegnanti e studenti delle superiori è un'occasione concreta per parlare della Prima guerra mondiale da un punto di vista umano, non militare.

Per chi ama il teatro d'attore

Chi conosce le regie di Civica sa che cosa aspettarsi: attori al centro, nessun effetto superfluo. Chi non le conosce ha un'ottima occasione per cominciare.

Per chi ha visto Alcesti

Alcesti, premiata con l'Ubu per la regia nel 2015, era anche lei una storia di morte, di sacrificio e di famiglia. Chi l'ha vista ritroverà in Quinto: non uccidere l'attrice Monica Demuru, i costumi di Daniela Salernitano e lo stesso modo di lasciare lo spazio all'attore.

Come prepararsi alla serata

Quinto: non uccidere è uno spettacolo breve e denso: qualche accorgimento aiuta a goderlo di più.

Prima

Arrivare a Monteverde con un po' di anticipo permette di cambiare ritmo: il quartiere è residenziale e silenzioso, e dieci minuti di passeggiata fra via delle Mura Gianicolensi e via Giacinto Carini bastano a lasciarsi alle spalle il traffico del centro.

In sala

Ottanta minuti senza intervallo chiedono attenzione continua. Telefono spento, non solo silenziato: nelle scene più raccolte anche una vibrazione si sente.

Dopo

Lo spettacolo pone domande a cui ciascuno risponde in modo diverso. È il genere di serata che si conclude bene a tavola, a Monteverde o a Trastevere, discutendo di che cosa avrebbe dovuto fare Henri.

Fine novembre a Roma

L'ultima settimana di novembre è un momento tranquillo per Roma: i visitatori sono meno numerosi, le serate sono lunghe e i teatri pieni di proposte.

Il tempo

Le sere sono fresche e spesso piovose: a Monteverde, in collina, il vento si sente di più che in centro. Un cappotto e un ombrello sono indispensabili.

Una settimana di teatro

Nella stessa settimana i teatri romani propongono molti titoli: chi viene da fuori può mettere insieme più serate, dal Vascello alle sale di Trastevere.

Domande frequenti su Quinto: non uccidere al Teatro Vascello

Quando va in scena Quinto: non uccidere al Teatro Vascello?

Quinto: non uccidere va in scena al Teatro Vascello di Roma da martedì 24 a domenica 29 novembre 2026. Da martedì a venerdì alle 21, sabato alle 19, domenica alle 17. Lo spettacolo dura 80 minuti.

Di che cosa parla Quinto: non uccidere?

Quinto: non uccidere di Massimiliano Civica racconta Henri, un soldato francese che nella Prima guerra mondiale ha ucciso un coetaneo tedesco, Peter, e che dopo l'Armistizio va in Germania a chiedere perdono ai genitori del ragazzo. È ispirato al film Broken Lullaby di Ernst Lubitsch.

Chi c'è nel cast?

Nel cast di Quinto: non uccidere al Teatro Vascello ci sono Maria Vittoria Argenti, Monica Demuru, Luigi Fedele, Francesco Rotelli, Marcello Sambati e Paola Tintinelli. La regia è di Massimiliano Civica, tre volte Premio Ubu per la migliore regia.

Come si arriva al Teatro Vascello?

Il Teatro Vascello, in via Giacinto Carini 78 a Monteverde, è servito dal bus 75, che ferma davanti all'ingresso, e dalle linee 44, 710, 870 e 871. In treno si scende alla stazione Quattro Venti, a pochi passi dal teatro.

Dove si comprano i biglietti?

I biglietti per Quinto: non uccidere si comprano dalla pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Vascello, che pubblica i prezzi e rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro.

Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?

Quinto: non uccidere è adatto ai ragazzi delle superiori: parla di guerra, colpa e perdono senza contenuti espliciti segnalati dalla produzione. Con 80 minuti di durata e la pomeridiana della domenica alle 17 è anche facile da organizzare per una famiglia.

Il consiglio finale su Quinto: non uccidere

Quinto: non uccidere al Teatro Vascello è, a nostro giudizio, uno degli spettacoli più seri della fine di novembre a Roma: un regista pluripremiato, un tema che non concede scorciatoie, una sala che da quasi quarant'anni ospita il teatro che conta. Il consiglio è di andarci senza sapere come finisce, di scegliere un posto centrale e di tenersi la sera libera per parlarne. La domenica alle 17 è la replica ideale; per chi preferisce il silenzio, il martedì sera.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento24 Novembre 2026 21:00 — 29 Novembre 2026
IndirizzoTeatro Vascello, Via Giacinto Carini 78, 00152 Roma Monteverde, Roma, Roma Città

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