Hospitality Suite al Teatro Vascello — dal 10 al 20 dicembre 2026
Hospitality Suite, il testo di Roger Rueff diretto e interpretato da Francesco Scianna con Sergio Romano, David di Donatello 2026 come miglior attore protagonista, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano, va in scena al Teatro Vascello di Roma dal 10 al 20 dicembre 2026: dal martedì al venerdì alle 21:00, il sabato alle 19:00, la domenica alle 17:00, con debutto giovedì 10 dicembre alle 21:00. Il teatro si trova in via Giacinto Carini 78, 00152 Roma, a Monteverde Vecchio; il bus 75 ferma davanti al teatro e le linee 44, 710, 870 e 871 sono indicate dal teatro come utili per raggiungerlo, mentre in treno si scende alla stazione Quattro Venti. Lo spettacolo dura un'ora e un quarto, in atto unico. I prezzi non sono indicati nella pagina dello spettacolo e sono pubblicati dal teatro sul proprio sito; i biglietti si comprano dal pulsante di acquisto della pagina ufficiale del Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino del teatro.

La traduzione italiana è di Paola Ponti e Paola Ermenegildo; scene e luci di Angelo Linzalata, costumi di Stefania Cempini, musiche di Paolo Spaccamonti. Lo spettacolo è una coproduzione di Marche Teatro, Goldenart Production, Teatro Biondo di Palermo e La Fabbrica dell'Attore, la compagnia del Teatro Vascello.
Hospitality Suite al Vascello: date, orari e biglietti
Hospitality Suite resta al Teatro Vascello per undici giorni, dal 10 al 20 dicembre 2026, con un calendario che copre due fine settimana.
Gli orari
Dal martedì al venerdì lo spettacolo comincia alle 21:00, il sabato alle 19:00, la domenica alle 17:00. Il debutto è giovedì 10 dicembre alle 21:00. I due fine settimana, il 12 e 13 e il 19 e 20 dicembre, offrono orari anticipati comodi per chi vuole unire il teatro a una cena o a un pomeriggio in città.
Settantacinque minuti
La scheda indica una durata di un'ora e un quarto, in atto unico, senza intervallo. Con la replica delle 21:00 si esce intorno alle 22:15; con quella delle 17:00 della domenica, poco dopo le 18:15.
Prezzi e acquisto
La pagina dello spettacolo non riporta i prezzi. Il pulsante di acquisto online porta al circuito di prevendita autorizzato; in alternativa si può passare dal botteghino del teatro. Il consiglio è di comprare per tempo le repliche del fine settimana, le più richieste.
La coproduzione
Hospitality Suite nasce dalla collaborazione fra quattro realtà: Marche Teatro, Goldenart Production, il Teatro Biondo di Palermo e La Fabbrica dell'Attore, la compagnia che gestisce il Vascello. Il testo è rappresentato in accordo con Arcadia & Ricono Ltd, per gentile concessione di Roger Rueff.
La trama: tre venditori in una suite d'albergo
Hospitality Suite è ambientato in una suite d'albergo durante una convention aziendale, dove tre venditori di un'importante compagnia industriale cercano di conquistare un potenziale cliente decisivo per le sorti dell'azienda, secondo la presentazione del Teatro Vascello.
La suite
Il titolo indica la suite d'albergo in cui, durante la convention, i venditori ricevono i clienti. A nostro giudizio è uno spazio chiuso e artificiale, in cui tutti recitano una parte: Rueff ne fa il luogo di un dramma a porte chiuse.
Il cliente da conquistare
I tre venditori aspettano un cliente cruciale. Il successo dell'azienda dipende da quell'incontro, e la tensione cresce mentre la serata avanza. È un meccanismo classico del teatro: l'attesa di qualcuno che deve arrivare.
Le maschere che cadono
Il dialogo serrato fra i personaggi svela a poco a poco le loro vulnerabilità, le ambizioni e le illusioni, offrendo al pubblico uno spaccato umano che va oltre la superficie professionale. La presentazione parla di una riflessione sul lavoro, sulle relazioni fra le persone e sulle domande esistenziali che ciascuno si pone nel corso della vita.
Identità, moralità, scelte
Il testo affronta, secondo il teatro, i temi dell'identità, della moralità e delle scelte di vita. Tre uomini in una stanza, un obiettivo commerciale, e sotto la superficie le questioni che il lavoro non riesce a nascondere.
Roger Rueff e The Big Kahuna
Roger Rueff è uno scrittore autore di testi per il teatro, la televisione e il cinema; dalla sua commedia Hospitality Suite è nato il film The Big Kahuna.
Il film del 1999
The Big Kahuna è un film del 1999 diretto da John Swanbeck e tratto dalla commedia teatrale Hospitality Suite. La sceneggiatura è dello stesso Rueff. I protagonisti erano Kevin Spacey, Danny DeVito e Peter Facinelli.
Dal cinema al palcoscenico
Chi ha visto il film conosce la situazione: tre venditori, una suite, un cliente importante. Tornare al testo teatrale significa tornare alla sua forma originaria, con i dialoghi al centro e la stanza come unico luogo. La traduzione italiana di Paola Ponti e Paola Ermenegildo porta il testo sul palco del Vascello.
Un testo sul lavoro
A nostro giudizio Hospitality Suite appartiene a quella famiglia di testi che usano il mondo delle vendite per parlare di ciò che il lavoro fa alle persone. La presentazione del Vascello lo definisce un testo di rara profondità e attualità.
Francesco Scianna, regista e protagonista
Francesco Scianna, nato a Palermo il 25 marzo 1982, è un attore italiano diventato noto al grande pubblico come protagonista maschile di Baarìa di Giuseppe Tornatore; in Hospitality Suite firma la regia e recita.
Gli inizi a teatro
Scianna comincia a recitare in teatro già negli anni del liceo scientifico a Palermo. Debutta nel 1997 con un recital di poesie di Salvatore Quasimodo, riceve le prime lezioni di recitazione dalla doppiatrice Serena Michelotti e si diploma all'Accademia nazionale d'arte drammatica. Studia anche con Francesca Viscardi Leonetti.
Il cinema
Nel 2002 esordisce al cinema con Il più bel giorno della mia vita di Cristina Comencini, seguito nel 2004 da L'odore del sangue di Mario Martone. In televisione è nel film La luna e il lago di Andrea Porporati e nella miniserie Il capo dei capi.
Baarìa
Il successo arriva nel 2009, quando è il protagonista maschile di Baarìa di Giuseppe Tornatore, accanto all'esordiente Margareth Madè. Il film ottiene un buon successo al botteghino, viene scelto per rappresentare l'Italia agli Oscar 2010 ed è candidato ai Golden Globe.
Dopo Baarìa
Negli anni successivi Scianna recita in Vallanzasca di Michele Placido, in Latin Lover, nella serie La mafia uccide solo d'estate, dove interpreta, come già nel Capo dei capi, il cognato del personaggio di Claudio Gioè, e nel film Il filo invisibile, in cui è Simone, uno dei due padri protagonisti. Ha lavorato anche in produzioni internazionali come Ben-Hur di Timur Bekmambetov e Maria Maddalena di Garth Davis, e nel 2026 è nel cast di ...che Dio perdona a tutti di Pif.
Sergio Romano, David di Donatello 2026
Sergio Romano, nato a Brescia l'11 aprile 1965, ha vinto il David di Donatello 2026 come miglior attore protagonista per Le città di pianura di Francesco Sossai, come ricorda anche la scheda del Teatro Vascello.
La formazione
Si diploma alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano. Nel 2002 riceve il Premio Hystrio all'interpretazione, uno dei riconoscimenti del teatro italiano.
La televisione
Il pubblico televisivo lo conosce come il commissario Carlo Maffei nella seconda serie de L'onore e il rispetto, come Giovanni Spagnardi in Squadra antimafia dal 2014, come l'oncologo Pietro Santoro in Che Dio ci aiuti nel 2019 e fra i personaggi principali di Romulus, fra il 2020 e il 2022.
Il teatro e il cinema
Attore teatrale, collabora con la compagnia Carrozzeria Orfeo. Al cinema ha recitato fra l'altro in Il campione di Leonardo D'Agostini, La scuola cattolica di Stefano Mordini, Il nibbio di Alessandro Tonda e La valle dei sorrisi di Paolo Strippoli, prima del ruolo da protagonista in Le città di pianura che gli è valso il David.
Lorenzo Crovo, Fabrizio Romano e la squadra artistica
Accanto a Scianna e Sergio Romano, in Hospitality Suite recitano Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano; la squadra tecnica è composta da Angelo Linzalata, Stefania Cempini e Paolo Spaccamonti.
Gli interpreti
Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano completano il cast. Le foto di scena pubblicate dal Vascello, firmate da Giuseppe Distefano, mostrano Scianna, Crovo e Sergio Romano insieme nella suite, e Fabrizio Romano in scena con Sergio Romano.
Scene, luci e costumi
Angelo Linzalata firma scene e luci, Stefania Cempini i costumi. In un testo ambientato in un'unica stanza, la scena è decisiva: deve essere credibile come suite d'albergo e, insieme, diventare una gabbia per i personaggi.
Le musiche
Le musiche sono di Paolo Spaccamonti. Il regista assistente è Luca Bargagna.
Dal cinema al palco: due attori fra due mondi
Hospitality Suite mette in scena due attori che il grande pubblico conosce soprattutto dallo schermo, ma che vengono entrambi dal teatro.
Scianna, dal liceo all'Accademia
Francesco Scianna ha cominciato a recitare da ragazzo a Palermo, negli anni del liceo, e si è diplomato all'Accademia nazionale d'arte drammatica prima di arrivare al cinema con Cristina Comencini e Mario Martone. La regia di Hospitality Suite lo riporta al palcoscenico in un doppio ruolo, dentro e fuori la scena.
Romano, dalla Paolo Grassi al David
Sergio Romano si è formato alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, ha vinto il Premio Hystrio nel 2002 e collabora con Carrozzeria Orfeo. Il David di Donatello del 2026 per Le città di pianura corona una carriera costruita in buona parte sul palco.
Che cosa cambia in sala
Al cinema la macchina da presa sceglie per lo spettatore che cosa guardare; a teatro è lo spettatore a scegliere. In un testo come Hospitality Suite, dove la tensione passa dagli sguardi e dai silenzi, a nostro giudizio vedere due attori di cinema lavorare senza primi piani è una delle ragioni più forti per andare al Vascello.
Una curiosità su Hospitality Suite al Teatro Vascello — dal 10 al 20 dicembre 2026
La curiosità più nota riguarda il cinema. Dalla commedia Hospitality Suite è nato nel 1999 il film The Big Kahuna, diretto da John Swanbeck, con Kevin Spacey, Danny DeVito e Peter Facinelli: tre venditori in una suite, lo stesso impianto del testo teatrale. La sceneggiatura fu scritta dallo stesso Roger Rueff, che quindi ha raccontato la stessa storia due volte, per il palco e per lo schermo. Chi ha visto il film ritroverà la situazione, ma il teatro restituisce al testo la sua misura originaria: una stanza, tre uomini, nessuna via d'uscita.
La seconda curiosità riguarda il cast. Sergio Romano arriva al Vascello pochi mesi dopo aver vinto il David di Donatello 2026 come miglior attore protagonista per Le città di pianura: il teatro lo ricorda nella locandina accanto al suo nome. Vederlo in una sala di ricerca come il Vascello, a pochi metri dal pubblico, dopo il premio del cinema italiano, è un'occasione rara.
La terza riguarda il regista. Francesco Scianna, protagonista di Baarìa, firma qui la regia e recita: un doppio ruolo che lo riporta al teatro, dove aveva cominciato da ragazzo a Palermo.
Il Teatro Vascello, sala di ricerca di Monteverde
Il Teatro Vascello è stato inaugurato il 4 maggio 1989 da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann con la loro compagnia, La Fabbrica dell'Attore, con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e il Teatro Cricot di Varsavia.
Le radici
La storia comincia negli anni Settanta con il gruppo Space Re(v)action e la prima sede stabile al Teatro La Fede, in via Portuense. Intorno a Nanni e Kustermann nasce un teatro capace di privilegiare l'immagine sulla parola, conosciuto come scuola romana; al Teatro La Fede passano Steve Lacy, John Cage e il Living Theatre.
Dal 1989 a oggi
Dopo Kantor arrivano Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, la Raffaello Sanzio, Pippo Delbono. Dal 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione; nel 2004 apre la Sala Studio. Dal gennaio 2010, dopo la morte di Nanni, Manuela Kustermann è l'unica direttrice artistica.
Un teatro che produce
Hospitality Suite è anche una produzione della casa: La Fabbrica dell'Attore, la compagnia del Vascello, è fra i coproduttori. Il Vascello non si limita a ospitare, ma partecipa alla nascita degli spettacoli che porta in scena.
Una cosa che non ti dice nessuno su Hospitality Suite al Teatro Vascello — dal 10 al 20 dicembre 2026
Quello che la locandina non dice è che Hospitality Suite è un testo di parole. Non ci sono colpi di scena spettacolari né cambi di ambiente: tutto accade in una stanza, attraverso il dialogo serrato che la presentazione mette al centro. È il tipo di teatro in cui conta ogni pausa, ogni sguardo fra gli attori. Chi ama la recitazione trova qui la sua serata; chi cerca effetti scenici deve saperlo.
La seconda cosa riguarda la durata: un'ora e un quarto in atto unico, senza intervallo. È una durata breve, che permette di vedere lo spettacolo anche in una sera feriale senza fare tardi, e che concentra la tensione senza dispersioni.
La terza riguarda gli orari del fine settimana: il sabato alle 19:00 e la domenica alle 17:00. Sono gli orari giusti per chi viene da fuori Roma o per chi vuole cenare dopo lo spettacolo a Trastevere, a pochi minuti da Monteverde.
Il consiglio che ti do per visitare Hospitality Suite al Teatro Vascello — dal 10 al 20 dicembre 2026
Il primo consiglio è di scegliere una replica del fine settimana, il sabato alle 19:00 o la domenica alle 17:00, e di comprare il biglietto con anticipo. Un cast con un David di Donatello appena vinto e il protagonista di Baarìa attira pubblico anche fuori dagli abbonati.
Il secondo riguarda la preparazione. Chi non ha visto The Big Kahuna può arrivare senza sapere nulla: il testo si regge da solo. Chi l'ha visto troverà interessante il confronto fra la versione cinematografica, con Spacey e DeVito, e quella teatrale di Scianna.
Il terzo riguarda il posto: in un testo di dialogo, vedere i volti conta. A nostro giudizio le prime file e il centro della platea valgono la scelta. Il quarto: il bus 75 ferma davanti al teatro, ma la sera i tempi possono allungarsi. Conviene partire con margine.
Come arrivare al Teatro Vascello
Il Teatro Vascello si trova in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, sopra Trastevere e vicino al Gianicolo.
In autobus
Il bus 75 ferma proprio davanti al teatro e si prende da Termini, dal Colosseo o da Piramide. In alternativa ci sono le linee 44, 710, 870 e 871, tutte indicate dal teatro come utili per raggiungerlo. Gli orari serali e festivi vanno controllati sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti di Roma.
In treno
Dalla stazione Ostiense, con il treno metropolitano, si scende alla stazione Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti, a due passi dal teatro.
In auto e parcheggi
Il teatro indica la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri. Ci sono poi parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro con uno sconto presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.
A piedi da Trastevere
Da Trastevere si sale a Monteverde a piedi, lungo le strade che portano verso il Gianicolo. È una passeggiata in salita, da fare con scarpe comode e un buon margine di tempo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Baarìa di Giuseppe Tornatore fu scelto per rappresentare l'Italia agli Oscar 2010 e fu candidato ai Golden Globe. È meno citato che il suo protagonista maschile, Francesco Scianna, aveva cominciato in teatro da ragazzo, con un recital di poesie di Quasimodo nel 1997, e si era diplomato all'Accademia nazionale d'arte drammatica. La regia di Hospitality Suite è un ritorno alle origini.
Un secondo fatto noto e poco citato riguarda Sergio Romano. Il pubblico lo conosce dalla televisione, da Squadra antimafia a Romulus; si ricorda meno che nel 2002 aveva vinto il Premio Hystrio all'interpretazione, un riconoscimento teatrale, e che collabora con la compagnia Carrozzeria Orfeo. Il David del 2026 è arrivato dopo più di vent'anni di palcoscenico.
Il terzo riguarda il testo: Hospitality Suite è noto in Italia soprattutto attraverso il film The Big Kahuna, ma nasce come commedia teatrale, e la sceneggiatura del film è dello stesso Rueff.
La foto giusta da fare a Hospitality Suite al Teatro Vascello — dal 10 al 20 dicembre 2026
La foto giusta si fa agli applausi finali: i quattro attori in scena nella suite, con le luci di Angelo Linzalata ancora accese. Durante lo spettacolo il consiglio è di non scattare: in un testo di dialogo ogni distrazione pesa, per gli attori e per il pubblico.
La seconda foto si fa prima di entrare, davanti alla facciata del Teatro Vascello in via Giacinto Carini, con la locandina dello spettacolo. Per chi viene da fuori è il ricordo di una sala che ha fatto la storia della ricerca teatrale romana.
La terza si fa dopo, dal Gianicolo, a pochi minuti dal teatro: dopo la replica della domenica alle 17:00 la terrazza sulla città illuminata è la fine perfetta di un pomeriggio di dicembre.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vascello è breve se misurata in anni, fitta se misurata in eventi. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e il Teatro Cricot di Varsavia: una dichiarazione d'intenti, perché Kantor era allora uno dei nomi più radicali della scena europea. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese, le formazioni di ricerca italiane.
Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie sperimentali da tutta Italia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e nello stesso anno il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen, nel 2004 apre la Sala Studio.
Nel gennaio 2010 muore Giancarlo Nanni e la direzione passa interamente a Manuela Kustermann. Da oltre vent'anni la Fondazione Romaeuropa presenta al Vascello una parte del suo festival. Nel dicembre 2026 il teatro coproduce e ospita Hospitality Suite, con un attore appena premiato con il David di Donatello.
Chi è passato da Hospitality Suite al Teatro Vascello — dal 10 al 20 dicembre 2026
Dal palco del Vascello sono passati Tadeusz Kantor e il Teatro Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono. Prima ancora, al Teatro La Fede, la compagnia di Nanni e Kustermann aveva accolto Steve Lacy, John Cage e il Living Theatre.
Nella stagione 2026 e 2027 il cartellone ha portato a Monteverde Tragudia di Alessandro Serra, Lemnos di Giorgina Pi, L'orologio americano con la regia di Elio De Capitani e No Yogurt for the Dead di Tiago Rodrigues.
Dal 10 al 20 dicembre passano da via Giacinto Carini Francesco Scianna, protagonista di Baarìa, Sergio Romano, David di Donatello 2026, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano, con le parole di Roger Rueff, lo stesso autore da cui Kevin Spacey e Danny DeVito presero i loro personaggi nel 1999.
Monteverde Vecchio intorno al Teatro Vascello
Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche.
Il Gianicolo
Dal teatro il Gianicolo è vicino: la passeggiata sul colle, con il panorama su tutta Roma, è il modo migliore per preparare la serata.
Villa Sciarra e Villa Pamphilj
A pochi minuti si trovano Villa Sciarra, piccola e raccolta, e Villa Doria Pamphilj, il grande parco a ovest del quartiere. Conviene controllare gli orari di chiusura dei cancelli.
Il Fontanone e San Pancrazio
Verso il Gianicolo si arriva alla Fontana dell'Acqua Paola, il Fontanone, e più in là alla basilica di San Pancrazio: due soste facili da inserire in una passeggiata prima del teatro.
Trastevere
Sotto Monteverde si apre Trastevere, con la basilica di Santa Maria in Trastevere e il Museo di Roma in Trastevere. È la zona dove scendere dopo lo spettacolo per cenare, soprattutto dopo le repliche del sabato e della domenica.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo. Per la cena, le opzioni sono due: restare a Monteverde o scendere a Trastevere.
A Monteverde
Il quartiere ha trattorie e pizzerie frequentate soprattutto da residenti, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere. Sono la scelta giusta dopo le repliche delle 21:00, quando si esce intorno alle 22:15.
A Trastevere
Dopo il sabato alle 19:00 e la domenica alle 17:00 conviene scendere a Trastevere, dove l'offerta di trattorie e osterie è vastissima e aperta fino a tardi. Nei fine settimana di dicembre il rione si riempie: meglio prenotare.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.
Con i ragazzi
Hospitality Suite è un testo per adulti nei temi, il lavoro, la moralità, le scelte di vita. Ragazzi delle superiori interessati al teatro di parola possono seguirlo senza difficoltà, anche grazie alla durata di settantacinque minuti.
Arrivare puntuali
Con un atto unico senza intervallo, entrare in ritardo disturba tutti. Considerate che il bus la sera può avere tempi lunghi e partite con margine.
Come organizzare la serata
La serata di Hospitality Suite si organizza intorno all'orario della replica, che cambia fra i giorni feriali e il fine settimana.
Nei giorni feriali
Dal martedì al venerdì lo spettacolo comincia alle 21:00. Conviene cenare presto a Monteverde o prendere uno spuntino al bistrot del teatro, e arrivare verso le 20:40. All'uscita, intorno alle 22:15, il bus 75 riporta verso il centro.
Il sabato
Con l'inizio alle 19:00 e l'uscita verso le 20:15, il sabato è la sera ideale per unire teatro e cena a Trastevere, a pochi minuti in discesa da Monteverde.
La domenica
La replica delle 17:00 permette di passare la mattina a Villa Pamphilj o al Gianicolo e di uscire da teatro poco dopo le 18:15, con tutta la sera davanti.
Dicembre a Roma: la prosa sotto le feste
Hospitality Suite arriva al Vascello nella settimana che segue l'Immacolata e resta fino al 20 dicembre, a pochi giorni dal Natale. Nello stesso periodo, nella vicina Trastevere, il Teatro Belli ospita dall'8 all'11 dicembre Luci rotte di Barbara Giordano, e il Teatro Trastevere Maledetto Stanislavskij di Miranda Angeli, dall'8 al 13. Chi ama il teatro di parola può costruire un piccolo percorso fra Monteverde e Trastevere. Per le altre proposte del periodo, dai mercatini ai presepi, c'è la panoramica su Natale a Roma.
Domande frequenti su Hospitality Suite a Roma
Quando va in scena Hospitality Suite al Teatro Vascello?
Hospitality Suite va in scena al Teatro Vascello di Roma dal 10 al 20 dicembre 2026: dal martedì al venerdì alle 21:00, il sabato alle 19:00, la domenica alle 17:00. Il debutto è giovedì 10 dicembre alle 21:00.
Chi recita in Hospitality Suite?
In Hospitality Suite al Teatro Vascello recitano Francesco Scianna, che firma anche la regia, Sergio Romano, David di Donatello 2026 come miglior attore protagonista, Lorenzo Crovo e Fabrizio Romano.
Quanto dura Hospitality Suite?
Hospitality Suite al Teatro Vascello dura un'ora e un quarto, in atto unico senza intervallo, secondo la scheda del teatro. Con la replica delle 21:00 si esce intorno alle 22:15.
Hospitality Suite è la commedia di The Big Kahuna?
Sì, Hospitality Suite è la commedia di Roger Rueff da cui è tratto il film The Big Kahuna, diretto nel 1999 da John Swanbeck con Kevin Spacey, Danny DeVito e Peter Facinelli. La sceneggiatura del film è dello stesso Rueff.
Di cosa parla Hospitality Suite?
Hospitality Suite racconta tre venditori di una grande compagnia industriale che, in una suite d'albergo durante una convention, aspettano un cliente decisivo per l'azienda. Il dialogo svela le loro vulnerabilità, ambizioni e illusioni.
Come si arriva al Teatro Vascello?
Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde. Il bus 75 ferma davanti al teatro; utili anche le linee 44, 710, 870 e 871 e il treno fino alla stazione Quattro Venti. Per l'auto il teatro indica la sosta in via delle Mura Gianicolensi e alcuni parcheggi.
Quanto costano i biglietti di Hospitality Suite?
I prezzi di Hospitality Suite al Teatro Vascello non sono indicati nella pagina dello spettacolo e sono pubblicati dal teatro sul proprio sito. I biglietti si comprano online dal pulsante di acquisto della pagina ufficiale o al botteghino del teatro.
Il consiglio finale su Hospitality Suite al Teatro Vascello
Il consiglio è di scegliere il sabato alle 19:00 o la domenica alle 17:00, prendere un posto al centro della platea per vedere da vicino i volti, e completare la serata con una passeggiata al Gianicolo o una cena a Trastevere. Hospitality Suite porta al Vascello un testo diventato famoso con The Big Kahuna, affidato a un protagonista del cinema italiano come Francesco Scianna e a un attore appena premiato con il David come Sergio Romano. A nostro giudizio è una delle serate di prosa più solide di dicembre a Roma: settantacinque minuti di dialogo in cui il lavoro diventa il pretesto per parlare di ciò che siamo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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