Lemnos di Giorgina Pi al Teatro Vascello — dal 7 all’11 ottobre 2026
Lemnos, lo spettacolo di Giorgina Pi e della compagnia Bluemotion sul mito di Filottete, è in scena al Teatro Vascello di Roma dal 7 all'11 ottobre 2026, in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio: mercoledì 7, giovedì 8 e venerdì 9 ottobre alle 21, sabato 10 ottobre alle 19, domenica 11 ottobre alle 17. Dura un'ora e quindici minuti ed è presentato in collaborazione con il Romaeuropa Festival. Il teatro si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso e parte da Termini, dal Colosseo e da Piramide, oppure con le linee 44, 710, 870 e 871; in treno, dalla stazione Ostiense si scende a Quattro Venti, a pochi passi. I biglietti sono divisi fra due canali: le repliche del 7 e del 10 ottobre sono date del Romaeuropa Festival e si comprano sul sito del festival, quelle dell'8, del 9 e dell'11 ottobre sono date del Vascello e si comprano dal sito ufficiale del Teatro Vascello, che indica il circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro. I prezzi sono pubblicati sui canali ufficiali.
Filottete è l'eroe greco che i compagni abbandonano su un'isola perché la sua ferita puzza e i suoi lamenti sono insopportabili, e che dieci anni dopo vanno a riprendersi perché senza il suo arco Troia non cade. Giorgina Pi ne fa una donna, sposta l'isola dal mito alla storia della Grecia del Novecento e costruisce uno spettacolo in cui video, suono e parola si mescolano. Qui sotto trovi tutto: cosa si vede, chi sono Giorgina Pi e Bluemotion, gli interpreti, il Teatro Vascello, come arrivare, dove mangiare, come scegliere la replica.
Lemnos al Teatro Vascello: date, orari e durata
Lemnos va in scena cinque sere, dal 7 all'11 ottobre 2026, al Teatro Vascello di Monteverde, con una durata di un'ora e quindici minuti. La regia, la drammaturgia, le scene e i video sono di Giorgina Pi; il dramaturg è Massimo Fusillo.
Il calendario delle repliche
Mercoledì 7 ottobre alle 21, giovedì 8 alle 21, venerdì 9 alle 21, sabato 10 alle 19, domenica 11 alle 17. È lo schema abituale del Vascello: serali in settimana, anticipo al sabato, pomeridiana la domenica. Il programma, avverte il portale turistico di Roma Capitale, può subire variazioni.
Due date del festival, tre del teatro
Il sito del Vascello distingue con precisione: il 7 e il 10 ottobre sono date del Romaeuropa Festival, l'8, il 9 e l'11 ottobre sono date del teatro. Lo spettacolo è lo stesso, cambia chi vende il biglietto. È un dettaglio amministrativo che diventa pratico al momento dell'acquisto.
La durata
Settantacinque minuti senza intervallo. Con la replica delle 21 si esce poco dopo le 22.15, con quella del sabato intorno alle 20.15, con la domenicale poco dopo le 18.15: tutti orari che lasciano spazio per una cena.
Cosa si vede in Lemnos: il mito di Filottete riscritto
Lemnos parte dal mito di Filottete, l'eroe abbandonato sull'isola di Lemno dopo il morso di un serpente, e lo intreccia con la storia dei confinati politici della Grecia del Novecento. Il comunicato del teatro lo presenta come la prima tappa di un progetto performativo che attraversa mito, poesia e paesaggio contemporaneo.
La trama del mito
Diretti a Troia, i Greci lasciano Filottete da solo a Lemno: la ferita, incurabile e maleodorante, lo rende intollerabile ai compagni d'armi. Anni dopo, con la guerra che non si vince, scoprono che solo il suo arco, l'arco di Eracle, può dare la vittoria. Tocca a Ulisse e al giovane Neottolemo, figlio di Achille, tornare sull'isola per sottrarglielo con l'inganno. Alla fine, però, un cambiamento interiore di Neottolemo modifica l'esito della storia.
Filottete è una donna
Nella riscrittura di Giorgina Pi, Filottete è una donna. Il comunicato lo presenta come un omaggio alla poesia e al pensiero di Adrienne Rich, che scelse proprio Filottete come alter ego per guardare il mondo da una prospettiva femminista e radicale. La ferita diventa il punto in cui un corpo è insieme intollerabile per la comunità e necessario alla comunità.
Eracle senza macchina
Anche Eracle è una donna, ma ha perso le doti di deus ex machina: nel mito è il dio che scende a sciogliere il nodo, qui non ha più questo potere. Fra queste due figure femminili si muovono due modelli maschili: Ulisse, archetipo di una strategia stanca, e Neottolemo, che porta il peso di essere figlio di un eroe.
Il coro che parla greco
C'è poi un coro che dal presente racconta, sa e rende testimonianza parlando in greco. Nella distribuzione il coro è affidato ad Alexia Sarantopoulou. È una scelta che collega la scena alla Grecia reale da cui lo spettacolo è nato.
Video, suono e parola
Riprese video, registrazioni sul campo, materiali raccolti nei luoghi della ricerca e frammenti poetici vengono montati in un ambiente immersivo in cui il paesaggio diventa parte della drammaturgia. L'ambiente sonoro è del Collettivo Angelo Mai; arrangiamenti e cura del suono sono di Cristiano De Fabritiis e Valerio Vigliar.
Makronisos, l'isola vera di Lemnos
L'isola reale dietro Lemnos è Makronisos, nell'Egeo, luogo di deportazione e rieducazione durante e dopo la guerra civile greca. Il comunicato la definisce la vera isola del Filottete di Giorgina Pi.
Una ricerca sul campo
Lo spettacolo nasce da una ricerca condotta in Grecia, fra isole e paesaggi segnati da stratificazioni di memoria politica. La compagnia ha visitato Makronisos e ha scelto di raccontarne la storia a partire da Sofocle, attraverso le voci contemporanee di chi ha usato la poesia per dire quanto il mito di Filottete fosse ancora necessario.
I confinati dal 1946 al 1974
Il mito, si legge nella presentazione del portale di Roma Capitale, si intreccia con le vicende degli antifascisti perseguitati, confinati e uccisi in Grecia dal 1946 al 1974. Una storia poco nota in Italia: uomini e donne che, anche nei luoghi di confino, hanno scritto poesie e fatto teatro. Il comunicato parla di veri campi di concentramento nell'Egeo, dopo la seconda guerra mondiale, per chi non rinnegava il proprio antifascismo.
Perché conta per lo spettatore
Sapere di Makronisos prima di entrare cambia la visione. Lemnos non è una rilettura archeologica: il mito è usato come lente per guardare ciò che le comunità espellono e ciò di cui continuano ad avere bisogno. Chi arriva aspettandosi una tragedia greca in costume troverà un'altra cosa, più vicina al teatro documentario e all'installazione.
Le voci poetiche di Lemnos: Ritsos, Walcott, Rich, Cixous
La drammaturgia di Lemnos è costruita come un montaggio di materiali poetici e teorici del Novecento e della scrittura femminista. Quattro nomi tornano nel comunicato del Vascello.
Ghiannis Ritsos
Il poeta greco Ghiannis Ritsos visse lunghi periodi di confino politico e riscrisse a sua volta il mito di Filottete. Il portale di Roma Capitale lo ricorda fra i resistenti confinati, e lo spettacolo parte dalla sua fede nella poesia come forma di sopravvivenza.
Derek Walcott
Del poeta caraibico lo spettacolo riprende le risonanze epiche e postcoloniali: l'Omero rivisto dalle isole di un altro mare. Il ponte fra Egeo e Caraibi è una delle idee più feconde del lavoro.
Adrienne Rich e Hélène Cixous
La poetessa americana Adrienne Rich, che aveva fatto di Filottete il proprio alter ego, e la scrittrice francese Hélène Cixous completano il campo di forze: la prima dà al mito la voce femminile, la seconda il pensiero sulla scrittura del corpo.
Il lavoro del dramaturg
Massimo Fusillo, dramaturg dello spettacolo, dialoga da tempo con Giorgina Pi sul mito antico e sulle sue riscritture contemporanee. Secondo il testo pubblicato dal teatro, aveva già affrontato la figura di Neottolemo negli anni Ottanta, lavorando con Mario Martone. La drammaturgia si è costruita per gradi, facendo interagire Sofocle con molti testi moderni e con i materiali del viaggio in Grecia.
Gli interpreti e la squadra di Lemnos
In scena in Lemnos ci sono cinque interpreti: Gaia Insenga è Filottete, Giampiero Judica è Ulisse, Aurora Peres è il Deus Ex, Gabriele Portoghese è Neottolemo, Alexia Sarantopoulou è il Coro.
Gabriele Portoghese
Portoghese è un volto ricorrente del teatro di Giorgina Pi: con lei firma Guida immaginaria, lo spettacolo del 2021 che, insieme a Tiresias, precede Lemnos nel cammino della compagnia sul mito greco.
La squadra tecnica
I costumi sono di Sandra Cardini, le luci di Andrea Gallo, il color grading dei video di Alessio Morglia. L'ambiente sonoro è firmato dal Collettivo Angelo Mai, con arrangiamenti e cura del suono di Cristiano De Fabritiis e Valerio Vigliar.
Una produzione fra quattro teatri
Lemnos è prodotto da Bluemotion con il Teatro Nazionale di Genova, ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione Teatro Nazionale e TPE Teatro Piemonte Europa, in collaborazione con l'Angelo Mai. Una rete di teatri nazionali dietro una compagnia nata in uno spazio indipendente romano: il segno di quanto il lavoro di Pi sia ormai riconosciuto.
Chi è Giorgina Pi: biografia della regista
Giorgina Pi è una regista e drammaturga romana, fondatrice del Collettivo Angelo Mai e direttrice della compagnia Bluemotion; nel 2021 il suo Tiresias ha vinto tre premi Ubu.
La formazione
Nata e cresciuta a Roma, si è laureata al DAMS con una tesi su Ariane Mnouchkine, la fondatrice del Théâtre du Soleil. È la prima chiave per capirne il lavoro: un teatro collettivo, politico, che mescola i linguaggi e costruisce gli spettacoli in gruppo.
L'Angelo Mai
Pi ha fondato il Collettivo Angelo Mai, che anima a Roma uno spazio nel parco di San Sebastiano, a ridosso delle Mura Aureliane e dell'inizio dell'Appia. Lì lavora con Bluemotion, la compagnia che dirige. L'Angelo Mai è uno dei luoghi più vivi della scena indipendente romana, fra concerti, teatro, incontri e militanza.
Caryl Churchill e Kae Tempest
Il percorso di regia comincia nel 2014 con Bluemotion Petrolio Safari e passa per tre testi di Caryl Churchill: Caffettiera blu nel 2015, Settimo cielo nel 2017, Non non non non non abbastanza ossigeno nel 2018. Nel 2019 arrivano Box clever di Monsay Whitney e Wasted di Kae Tempest: con i suoi spettacoli Pi ha portato in Italia l'opera dell'autore e performer inglese.
Tiresias e i premi Ubu
Nel 2020 debutta Tiresias, ancora da Kae Tempest. Nel 2021 lo spettacolo vince tre premi Ubu, il riconoscimento più importante del teatro italiano: miglior attore over 35, miglior disegno sonoro, miglior adattamento di testo straniero.
Dal 2021 a oggi
Seguono Guida immaginaria con Gabriele Portoghese e Sherpa di Roland Schimmelpfennig nel 2021, poi Sogno creatore, Pilade di Pier Paolo Pasolini e La tecnologia del silenzio nel 2023. Nel 2021 firma anche una regia d'opera: The Rape of Lucretia di Benjamin Britten, a Spoleto. Lemnos, presentato come prima tappa di un progetto più ampio, riporta Pi al Romaeuropa Festival.
Bluemotion, la compagnia
Bluemotion è una formazione nata a Roma dentro l'esperienza artistica e politica dell'Angelo Mai, che crea spettacoli come opere collettive.
Un gruppo di linguaggi
Ne fanno parte performer, registi, musicisti e artisti visivi. Il gruppo indaga il teatro contemporaneo, la musica, il cinema, la letteratura, la fotografia e soprattutto le loro ibridazioni: Lemnos, con video, suono e parola montati insieme, ne è un esempio diretto.
Arte e diritti
Gli artisti di Bluemotion si dichiarano anche attivisti per i diritti umani e per i diritti dei lavoratori dello spettacolo. È una dimensione che attraversa anche Lemnos, con la sua attenzione ai confinati e agli esclusi.
La trilogia greca
Il portale di Roma Capitale colloca Lemnos dopo Tiresias e Guida immaginaria: tre lavori in cui il mito greco diventa uno strumento per leggere il presente. Chi ha visto Tiresias ritroverà la cura del suono e la presenza di Portoghese.
Il Teatro Vascello, sala di ricerca a Monteverde
Il Teatro Vascello ha aperto il 4 maggio 1989, fondato da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann con la compagnia La Fabbrica dell'Attore, e ha inaugurato con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor.
Le origini al Teatro La Fede
Prima del Vascello c'è il Teatro La Fede, in via Portuense 78, sede negli anni Settanta del gruppo Space Re[v]action. Intorno a Nanni e Kustermann nascono spettacoli come A come Alice e Risveglio di primavera, dentro quella che fu chiamata scuola romana: un teatro che privilegiava l'immagine sulla parola.
Il riconoscimento
Dal 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione. Nel 2004 apre, al piano seminterrato, la Sala Studio. Dopo la morte di Nanni, nel gennaio 2010, Manuela Kustermann è l'unica direttrice artistica.
Romaeuropa al Vascello
Da oltre vent'anni la Fondazione Romaeuropa presenta al Vascello una parte degli spettacoli del suo festival. Lemnos, con due repliche del festival e tre del teatro, si inserisce in questa collaborazione. Il festival 2026 è raccontato nella nostra guida al Romaeuropa Festival 2026.
La stagione 2026/2027
Lemnos arriva nelle prime settimane della stagione, subito dopo Tragudia, Il canto di Edipo di Alessandro Serra: due spettacoli consecutivi sul mito greco, in chiavi molto diverse.
Una curiosità su Lemnos di Giorgina Pi al Teatro Vascello — dal 7 all'11 ottobre 2026
Nel mito il nome dell'isola è Lemno, e Lemno esiste davvero: è un'isola dell'Egeo settentrionale. Eppure il comunicato del Vascello è esplicito: la vera isola del Filottete di Giorgina Pi è un'altra, Makronisos, a poca distanza dalla costa dell'Attica, luogo di deportazione e rieducazione durante e dopo la guerra civile greca. La curiosità è tutta in questo scarto. Il titolo dello spettacolo conserva il nome del mito, ma lo sguardo è puntato su un'isola del Novecento. Lemnos diventa così una parola che indica una condizione più che un luogo: l'isola del confino, dell'esclusione, dove sopravvivere è il sogno più difficile, ma anche il solo posto da cui Filottete, dal margine, riesce a leggere il proprio passato e a scegliersi una genealogia. Il comunicato insiste proprio su questo verbo, scegliere: come fecero, e continuano a fare, tante persone attraverso la politica e la poesia. Una seconda curiosità riguarda i ruoli. In Sofocle i personaggi sono tutti uomini; qui Filottete è interpretato da Gaia Insenga e il deus ex machina, cioè Eracle, da Aurora Peres. Due donne alle estremità della storia, due uomini nel mezzo: una geometria che dice molto dello spettacolo prima ancora che cominci.
Biglietti per Lemnos: due canali di vendita
Per Lemnos i biglietti del 7 e del 10 ottobre si comprano sul sito del Romaeuropa Festival, quelli dell'8, del 9 e dell'11 ottobre dal sito del Teatro Vascello o alla sua biglietteria.
Le date del festival
Mercoledì 7 e sabato 10 ottobre sono serate del Romaeuropa Festival: vendita, riduzioni e condizioni sono quelle del festival, pubblicate sul suo sito ufficiale.
Le date del teatro
Giovedì 8, venerdì 9 e domenica 11 ottobre sono serate del Vascello: il sito del teatro rimanda al circuito di prevendita autorizzato e pubblica le condizioni di biglietteria e abbonamenti della stagione 2026/2027. La biglietteria in via Giacinto Carini 78 resta l'alternativa per chi preferisce comprare di persona.
Abbonati
Chi ha un abbonamento del Vascello controlli sulle condizioni della stagione se è valido anche nelle serate del festival: la divisione delle date suggerisce che i due circuiti restino separati.
Una cosa che non ti dice nessuno su Lemnos di Giorgina Pi al Teatro Vascello — dal 7 all'11 ottobre 2026
La cosa che nessuno ti dice è che Lemnos è uno spettacolo sulla Grecia del dopoguerra più di quanto sia uno spettacolo su Sofocle. Chi prenota pensando alla tragedia classica, magari con un figlio che studia il greco al liceo, deve sapere che il Filottete antico qui è un punto di partenza. Il comunicato è netto: il mito non viene rappresentato ma riattivato. Sulla scena ci sono video girati nei luoghi della ricerca, registrazioni sul campo, frammenti di poesie di Ritsos, Walcott, Rich, Cixous, un coro che parla greco dal presente. Il racconto dei confinati di Makronisos è centrale, e il tono è quello di chi quella storia, dice la compagnia, non l'ha mai perdonata. È teatro politico, dichiaratamente. La seconda cosa riguarda la lingua. Il coro parla in greco: conviene non dare per scontato di capire ogni parola, e accettare che una parte del testo arrivi come suono. La terza, pratica: con due canali di vendita diversi, il 7 e il 10 ottobre possono esaurirsi in modo indipendente dalle altre date. Se una sera risulta piena sul sito del festival, controllate le date del teatro, e viceversa. Sono cinque repliche in tutto, e il pubblico di Romaeuropa si muove presto.
Il consiglio che ti do per visitare Lemnos di Giorgina Pi al Teatro Vascello — dal 7 all'11 ottobre 2026
Il consiglio è di arrivare preparati, ma non troppo. Rileggere il Filottete di Sofocle la sera prima è utile per riconoscere lo schema: l'abbandono, l'inganno di Ulisse, il dubbio di Neottolemo, l'arco. Basta anche un riassunto. Quello che invece vale la pena cercare prima è qualche pagina di Ghiannis Ritsos: il poeta greco che visse lunghi periodi di confino è la chiave emotiva dello spettacolo, e sentirne la voce in scena dopo averla letta cambia l'ascolto. Sulla replica: il sabato alle 19 è la scelta migliore per chi vuole cenare dopo e ragionarci sopra a tavola, perché è uno spettacolo che chiede di essere discusso. La domenica alle 17 è comoda per chi arriva da fuori Roma. Le serate alle 21 hanno il pubblico più attento. In sala, con un lavoro che usa molto il video, preferite un posto centrale e non troppo sotto il palco, da cui si abbracciano insieme proiezioni e attori. Arrivate con venti minuti di margine: il bus 75 in serata può avere attese lunghe, e il Vascello ha un bistrot dove prendere un caffè prima di entrare. La regola: puntualità, un'occhiata al programma di sala, e dopo lo spettacolo una passeggiata verso il Gianicolo per lasciar sedimentare.
Come arrivare al Teatro Vascello per Lemnos
Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, e si raggiunge con il bus 75 che ferma davanti all'ingresso.
In autobus
Il 75 parte da Termini e passa dal Colosseo e da Piramide: per chi viene dal centro è la soluzione più diretta. Il teatro indica come utili anche le linee 44, 710, 870 e 871.
In treno
Dalla stazione Ostiense il treno metropolitano porta alla stazione Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti, a pochi passi dal teatro. È comodo per chi arriva dalla metro B, che a Piramide è collegata con Ostiense.
In auto
Il teatro suggerisce la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri. Ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.
A piedi
Da Trastevere si sale verso Monteverde lungo le strade del Gianicolo: una passeggiata in salita, piacevole nelle sere di ottobre, da fare con scarpe comode e margine di tempo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Filottete sia un personaggio di Sofocle lo sanno tutti quelli che hanno fatto il liceo classico. Meno citato è quanto questo mito sia tornato nella poesia del Novecento, e proprio da parte di autori che l'esclusione l'avevano vissuta o studiata. Ghiannis Ritsos, uno dei maggiori poeti greci del secolo, ne scrisse una riscrittura, e visse lunghi periodi di confino politico: l'uomo abbandonato sull'isola non era per lui un'immagine letteraria. Derek Walcott, poeta dei Caraibi, riportò l'epica greca nel mondo postcoloniale. Adrienne Rich, la poetessa americana, scelse Filottete come alter ego. Lemnos mette in fila queste voci e le fa dialogare con Sofocle. Un altro fatto noto agli addetti ai lavori e poco raccontato: il dramaturg dello spettacolo, Massimo Fusillo, studioso del mito antico e delle sue riscritture, si era già occupato di Neottolemo negli anni Ottanta, in un lavoro con Mario Martone. Quarant'anni dopo torna sullo stesso personaggio con una regista di un'altra generazione. E un terzo fatto, questa volta sul teatro: il Vascello ospita da oltre vent'anni una parte del Romaeuropa Festival, e ogni autunno il suo cartellone si mescola a quello di uno dei festival più importanti d'Europa. Lemnos, con le sue date divise fra festival e stagione, ne è la dimostrazione più concreta.
Il quartiere intorno al Teatro Vascello: Monteverde Vecchio
Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche.
Il Gianicolo
Il Gianicolo è a pochi minuti: il panorama sulla città al tramonto di inizio ottobre è il modo migliore di preparare la serata.
Le ville
Villa Sciarra, raccolta e piena di fontane, e Villa Doria Pamphilj, il grande parco a ovest del quartiere, sono le due soste verdi della zona. Controllate l'orario di chiusura dei cancelli.
Il Fontanone e San Pancrazio
Verso il colle si arriva alla Fontana dell'Acqua Paola e, poco oltre, alla basilica di San Pancrazio: due tappe facili prima dello spettacolo delle 19 o della pomeridiana della domenica.
Trastevere
Ai piedi di Monteverde si apre Trastevere, con la basilica di Santa Maria in Trastevere. È la zona dove scendere dopo lo spettacolo.
La foto giusta da fare a Lemnos di Giorgina Pi al Teatro Vascello — dal 7 all'11 ottobre 2026
Durante lo spettacolo nessuna foto: in un lavoro costruito su luci, proiezioni e buio, lo schermo acceso di un telefono rovina la visione a tutta la fila. La foto giusta si fa prima e dopo. La prima è la facciata del Vascello su via Giacinto Carini, con il nome del teatro e la locandina di Lemnos: un ricordo semplice che dice dove e quando. La seconda, più bella, si fa al Gianicolo, prima della replica del sabato alle 19 o della domenica alle 17: la città vista dall'alto nella luce di ottobre. Ha senso con questo spettacolo, che parla di isole e di distanze, di chi guarda il mondo dal margine: una Roma lontana, orizzontale, vista da un bordo. La terza, per chi ama i dettagli, è il foglio di sala con la distribuzione dei ruoli: Filottete, Ulisse, Deus Ex, Neottolemo, il Coro. Fotografato accanto al biglietto, racconta la riscrittura meglio di qualsiasi didascalia, con quei due ruoli femminili alle estremità del mito. Se il teatro espone foto di scena nell'atrio, quelle ufficiali della compagnia sono il ricordo migliore dello spettacolo stesso. Ultima regola, valida sempre: niente flash, niente video, niente scatti durante gli applausi finché gli attori sono in scena, a meno che il teatro non lo consenta espressamente.
Dove mangiare prima o dopo Lemnos
Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, il Coffee Plant Bistrot, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo.
A Monteverde
Il quartiere ha trattorie e pizzerie frequentate soprattutto da residenti, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere: la scelta giusta dopo la replica delle 21, quando si esce poco dopo le 22.15.
A Trastevere
Dopo il sabato alle 19 conviene scendere a Trastevere, dove osterie, trattorie e locali restano aperti fino a tardi. Il sabato sera il rione si riempie: prenotate.
La domenica
La pomeridiana finisce presto: un aperitivo al Gianicolo o a Trastevere e poi cena, con calma, è la conclusione più naturale di un pomeriggio a teatro.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vascello si misura in eventi più che in anni. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e il Teatro Cricot di Varsavia: una dichiarazione d'intenti, perché Kantor era uno dei nomi più radicali della scena europea. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di ricerca di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e nello stesso anno il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble. Nella primavera del 2001 il cofondatore Giancarlo Nanni è il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. Fra il 2002 e il 2004 il teatro realizza con il Municipio un laboratorio integrato con persone con disabilità, il cui spettacolo finale resta in cartellone per tre settimane. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen dedicato alla poesia, nel 2004 apre la Sala Studio. Nel gennaio 2010 muore Nanni e la direzione passa interamente a Manuela Kustermann. In mezzo, anno dopo anno, la collaborazione con Romaeuropa, che porta al Vascello una parte del festival da oltre vent'anni. Lemnos, dal 7 all'11 ottobre 2026, si aggiunge a questa storia: una compagnia nata in uno spazio indipendente romano che presenta il suo nuovo lavoro dentro il festival, nella sala che più di ogni altra a Roma ha legato il proprio nome alla ricerca.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.
Con i ragazzi
Lemnos parla di guerra, abbandono, deportazione, violenza politica. Per ragazzi delle superiori che studiano il greco o la storia del Novecento è un'occasione rara di vedere il mito usato come strumento critico; per i più piccoli non è lo spettacolo adatto.
La puntualità
Con un lavoro di settantacinque minuti costruito su luci, video e suono, entrare in ritardo disturba tutti. Partite con margine, soprattutto se usate il bus in serata.
Il periodo
Inizio ottobre è uno dei momenti migliori per Roma: sere ancora miti, luce lunga, città meno affollata dell'estate. Il Romaeuropa Festival anima teatri e spazi di tutta la città: chi viene da fuori può costruire un fine settimana intorno a più spettacoli.
Chi è passato da Lemnos di Giorgina Pi al Teatro Vascello — dal 7 all'11 ottobre 2026
Sul palcoscenico del Vascello e, prima ancora, nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati alcuni dei nomi più importanti del teatro contemporaneo. Al Teatro La Fede, la prima sede degli anni Settanta, arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista francese Gérard Gelas e il Living Theatre; dal gruppo uscirono Memè Perlini e Giuliano Vasilicò. Al Vascello, dal 1989, sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono; per la danza Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni, Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali, Bob Wilson e Peter Brook, che qui presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia. Dal 7 all'11 ottobre 2026 passano Giorgina Pi e Bluemotion, con Gaia Insenga, Giampiero Judica, Aurora Peres, Gabriele Portoghese e Alexia Sarantopoulou, il dramaturg Massimo Fusillo, il suono del Collettivo Angelo Mai. E idealmente passano con loro le voci che lo spettacolo convoca: Sofocle, Ritsos, Walcott, Rich, Cixous, e i confinati di Makronisos che nelle isole dell'Egeo continuarono a scrivere e a fare teatro.
Domande frequenti su Lemnos al Teatro Vascello
Quando va in scena Lemnos al Teatro Vascello?
Lemnos va in scena al Teatro Vascello dal 7 all'11 ottobre 2026. Mercoledì 7, giovedì 8 e venerdì 9 ottobre alle 21, sabato 10 alle 19, domenica 11 alle 17. Il teatro è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio. Lo spettacolo è presentato in collaborazione con il Romaeuropa Festival.
Quanto dura Lemnos di Giorgina Pi?
Lemnos di Giorgina Pi dura un'ora e quindici minuti, secondo la scheda pubblicata dal Teatro Vascello. Con la replica delle 21 si esce poco dopo le 22.15; con quella del sabato alle 19 intorno alle 20.15; con la pomeridiana della domenica poco dopo le 18.15.
Dove si comprano i biglietti di Lemnos?
I biglietti di Lemnos per il 7 e il 10 ottobre si comprano sul sito del Romaeuropa Festival, perché sono date del festival. Quelli per l'8, il 9 e l'11 ottobre si comprano dal sito del Teatro Vascello, che indica il circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro.
Di cosa parla Lemnos?
Lemnos parla del mito di Filottete, l'eroe abbandonato sull'isola di Lemno per la sua ferita e poi cercato dai Greci per il suo arco. Giorgina Pi ne fa una donna e intreccia il mito con la storia dei confinati antifascisti greci, in particolare dell'isola di Makronisos.
Chi recita in Lemnos?
In Lemnos recitano Gaia Insenga come Filottete, Giampiero Judica come Ulisse, Aurora Peres come Deus Ex, Gabriele Portoghese come Neottolemo e Alexia Sarantopoulou come Coro. Regia, drammaturgia, scene e video sono di Giorgina Pi, il dramaturg è Massimo Fusillo.
Come si arriva al Teatro Vascello?
Il Teatro Vascello si raggiunge con il bus 75, che parte da Termini, passa da Colosseo e Piramide e ferma davanti al teatro. Sono utili anche le linee 44, 710, 870 e 871. In treno, da Ostiense si scende alla stazione Quattro Venti, a pochi passi.
Lemnos è adatto ai ragazzi?
Lemnos è adatto a ragazzi delle superiori interessati al mito greco o alla storia del Novecento, perché racconta Filottete attraverso la vicenda dei confinati politici in Grecia. I temi sono duri, guerra, esilio, violenza, e il linguaggio è quello del teatro di ricerca: non è uno spettacolo per bambini.
Chi è Giorgina Pi?
Giorgina Pi è una regista e drammaturga romana, fondatrice del Collettivo Angelo Mai e direttrice della compagnia Bluemotion. Laureata al DAMS con una tesi su Ariane Mnouchkine, ha portato in Italia i testi di Kae Tempest; il suo Tiresias ha vinto tre premi Ubu nel 2021.
Il giudizio su Lemnos al Teatro Vascello
Gli spettacoli che vale la pena mettere in calendario sono quelli in cui una compagnia rischia qualcosa. Lemnos lo fa. Prende un mito che tutti crediamo di conoscere e lo sposta su un'isola che quasi nessuno in Italia sa nominare, Makronisos, e sulla storia di chi in Grecia pagò l'antifascismo con il confino anche dopo la guerra. Il consiglio netto: scegliete il sabato alle 19, leggete prima qualche verso di Ritsos, e dopo lo spettacolo camminate fino al Gianicolo. È uno di quei lavori che si capiscono davvero il giorno dopo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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