The Sleeping Queen di Mauro Astolfi al Teatro Vascello — dall’1 al 6 dicembre 2026
The Sleeping Queen, la nuova creazione di Mauro Astolfi per Spellbound Contemporary Ballet ispirata alla Bella Addormentata nel Bosco e alle musiche di Čajkovskij, è in scena al Teatro Vascello da martedì 1 a domenica 6 dicembre 2026: da martedì a venerdì alle 21, sabato alle 19, domenica alle 17, con una durata di 64 minuti. Il teatro si trova in via Giacinto Carini 78, 00152 Roma, a Monteverde Vecchio: il bus 75 ferma davanti al teatro, e sono utili anche le linee 44, 710, 870 e 871; con il treno metropolitano da Ostiense si scende alla stazione Quattro Venti, a due passi dalla sala. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Vascello, dove si acquistano i biglietti sul circuito di prevendita autorizzato dal teatro; la pagina biglietteria della stagione 2026/2027 riporta abbonamenti e condizioni.

The Sleeping Queen al Teatro Vascello in breve
The Sleeping Queen ha sei recite al Teatro Vascello, dal 1 al 6 dicembre 2026, per uno spettacolo di danza contemporanea di poco più di un'ora.
Date e orari
Martedì 1, mercoledì 2, giovedì 3 e venerdì 4 dicembre alle 21; sabato 5 dicembre alle 19; domenica 6 dicembre alle 17. Sono gli orari pubblicati dal teatro nella scheda dello spettacolo.
La durata
Il teatro indica una durata di 64 minuti. È una misura compatta, che permette di cenare con calma dopo le repliche serali e di non fare tardi anche nei giorni feriali.
La produzione
The Sleeping Queen è una produzione Spellbound, con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Lazio, in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Vicenza. Coreografia e regia sono di Mauro Astolfi.
I biglietti
I prezzi dei biglietti non sono riportati nella scheda dello spettacolo: sono pubblicati nella pagina biglietteria del Teatro Vascello, da cui si accede anche all'acquisto online sul circuito di prevendita autorizzato.
Cosa racconta The Sleeping Queen
The Sleeping Queen è, secondo la presentazione del teatro, una riflessione poetica e simbolica sul potere, sull'alienazione e sul risveglio, che prende la fiaba della Bella Addormentata nel Bosco e ne sovverte i codici.
Una regina, non una principessa
La figura centrale non è una principessa in attesa del proprio destino, ma una regina: una figura di potere e autorità che, intrappolata nei suoi nuovi poteri, perde il contatto con il proprio scopo originario e con le persone che governa. È il primo rovesciamento della fiaba, e cambia tutto il resto.
Il sonno come condizione
La regina non è colpita da una maledizione soprannaturale ma da una ferita simbolica: il potere stesso, che da strumento di ascolto diventa un veleno che isola e anestetizza. Il sonno in cui cade è una condizione psicologica e spirituale, l'incapacità di vedere, ascoltare e connettersi con chi dipende da lei. Le mura del castello diventano un luogo dove il tempo sembra sospeso.
Il fuso e i rovi
Nella fiaba la puntura del fuso è il gesto fatale; qui il suo equivalente è un momento di crisi, forse un abuso di potere o un'azione dettata dall'egoismo, che allontana la regina dalla propria umanità. I rovi che circondano il castello, spiega la presentazione, sono le barriere invisibili costruite dal privilegio, dalla paura e dalla perdita di empatia.
Un risveglio interiore
Nella fiaba il bacio del principe è un atto d'amore esterno e salvifico. In The Sleeping Queen il risveglio è un processo interno, un ritorno all'essere umano che abita dietro la maschera della sovranità. Il bacio simbolico diventa un confronto diretto con la sofferenza, la ribellione o la speranza di chi circonda la regina. Alla fine, secondo la presentazione, la regina non si risveglia per essere salvata ma per riscoprire se stessa come donna, leader ed essere umano.
Una parabola sul potere contemporaneo
Lo spettacolo si propone come metafora del potere contemporaneo e di come l'autorità possa trasformarsi in prigione. Il processo creativo è descritto come un viaggio introspettivo e sociale, in cui il dialogo fra corpo, spazio e simbolo invita lo spettatore a riflettere sul significato del potere oggi.
La musica di The Sleeping Queen: Čajkovskij riletto
La partitura di The Sleeping Queen si basa in gran parte sulla musica originale di Pëtr Il'ič Čajkovskij, con musiche originali di Davidson Jaconello.
Il balletto di partenza
La presentazione indica come punto di partenza la fiaba della Bella Addormentata nel Bosco e, per la musica, la composizione originale di Čajkovskij: partire da quella partitura significa confrontarsi con un repertorio che il pubblico del balletto conosce, almeno in parte, anche senza saperlo.
Il lavoro di Jaconello
Nella nota di Mauro Astolfi pubblicata dal teatro, la partitura è descritta come un processo di indagine sonora in cui Jaconello decodifica alcuni momenti della struttura originaria di Čajkovskij e la trasforma attraverso una lente contemporanea. È un dialogo fra il suono ottocentesco e quello di oggi, lo stesso che la coreografia instaura con la fiaba.
Ascoltare prima
Chi vuole prepararsi può riascoltare qualche pagina della Bella Addormentata di Čajkovskij prima dello spettacolo. Riconoscere i temi originali rende più evidente il lavoro di trasformazione della partitura.
Gli interpreti e la squadra di The Sleeping Queen
The Sleeping Queen è interpretato da nove danzatori di Spellbound Contemporary Ballet, diretti da Mauro Astolfi.
I nove danzatori
In scena ci sono Maria Cossu, Marco Prete, Martina Staltari, Miriam Raffone, Filippo Arlenghi, Lorenzo Beneventano, Alessandro Piergentili, Anita Bonavida e Giuliana Mele. Sono i danzatori della compagnia, formati sul linguaggio di Astolfi fatto di precisione tecnica ed espressività gestuale.
Luci, scene e costumi
Il disegno luci è di Marco Policastro, la realizzazione delle scene di Marco Fieni, i costumi di Anna Coluccia. Elena Furlan è assistente alle coreografie.
Il linguaggio della compagnia
La biografia pubblicata dal teatro descrive la danza di Astolfi come espressività gestuale costruita su tecniche classiche e duro allenamento, e attribuisce il profilo internazionale di Spellbound all'unione fra il repertorio del coreografo, l'eccellenza tecnica dei danzatori e una progettualità orientata all'estero. In scena questo si traduce in una danza precisa e fisica, in cui la narrazione passa dai corpi più che dalla pantomima.
Il ruolo delle luci
In uno spettacolo che parla di sonno e di risveglio, di mura e di rovi, la luce è parte della drammaturgia: separa, isola, apre. Nella danza contemporanea di Spellbound il disegno luminoso contribuisce a costruire lo spazio quanto la scena.
Mauro Astolfi, il coreografo
Mauro Astolfi è il coreografo che nel 1994, dopo un lungo periodo passato in America, ha fondato Spellbound Contemporary Ballet, compagnia che dirige insieme a Valentina Marini.
Oltre trenta creazioni
Per Spellbound Astolfi ha firmato oltre trenta creazioni, rappresentate in quattro continenti, secondo la biografia pubblicata dal Teatro Vascello. La sua visione coreografica si basa sull'espressività gestuale, su tecniche classiche e su un duro allenamento: poesia e precisione, dice la biografia, sono alla base dei suoi lavori.
Coreografo ospite nel mondo
Come coreografo ospite ha creato per l'Israel Ballet, per l'Incolballet colombiano in occasione della Biennale di danza contemporanea di Cali, per il Balletto di Roma, per lo Szegedi Kortárs Balett in Ungheria, per diverse compagnie tedesche fra cui il Gärtnerplatztheater, per il Ballet Bern e il St Gallen Ballet in Svizzera, per la River North Chicago Dance Company, il Ballet Ex e la Backhausdance negli Stati Uniti, per Arts Umbrella Dance Company e Proartedanza in Canada.
Musical e scuola
Ha firmato le coreografie dell'opera musicale Promessi Sposi di Michele Guardì e il progetto Danza e/è Cultura, cofinanziato dal Ministero dell'Istruzione, con Adi Salant, già direttrice associata della Batsheva Dance Company. Dall'ottobre 2009 è direttore artistico del Centro D.A.F. Dance Arts Faculty di Roma e dal 2016 al 2018 è stato docente ospite alla Scuola di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma.
Spellbound Contemporary Ballet
Spellbound Contemporary Ballet, prodotta dall'Associazione Spellbound, è nata nel 1994 e dal 2022 è accreditata come Centro di Produzione Nazionale della Danza, secondo la presentazione del Teatro Vascello.
La direzione a due
Due anni dopo la fondazione, alla direzione si è aggiunta Valentina Marini, con cui la compagnia ha avviato un'intensa attività internazionale. Spellbound si colloca oggi fra le proposte italiane più competitive all'estero, con presenze nei festival di Europa, Asia e Americhe.
Una rete di autori
Dal 2015 le attività si sono allargate a progetti con altri coreografi, fra cui Sang Jijia, Dunja Jocic, Jean Guillaume Weis, Marcos Morau, Marco Goecke e Jacopo Godani, e alle produzioni degli artisti associati Piergiorgio Milano e Irene Russolillo.
Orbita a Roma
Dal 2000 la compagnia è sostenuta dal Ministero della Cultura; dal 2022 il progetto ORBITA|Spellbound, riconosciuto anche dalla Regione Lazio, porta una programmazione di danza diffusa in città, con la curatela artistica di Valentina Marini, al Teatro Palladium, al Teatro Biblioteca Quarticciolo e, dal 2026, al Teatro Ambra Jovinelli.
Il Teatro Vascello, sede di The Sleeping Queen
Il Teatro Vascello è stato inaugurato il 4 maggio 1989 da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann con la compagnia La Fabbrica dell'Attore, e ha aperto con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del suo Teatro Cricot di Varsavia.
Le radici al Teatro La Fede
La storia comincia negli anni Settanta con il collettivo Space Re(v)action e la prima sede stabile al Teatro La Fede, in via Portuense. Intorno a Nanni e Kustermann si forma una comunità artistica che spazia fra teatro, cinema, danza, musica e arti visive, e che privilegia l'immagine sulla parola.
Una casa per la ricerca
Dopo Kantor al Vascello arrivano Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, la Raffaello Sanzio, Pippo Delbono. Dal 1998 La Fabbrica dell'Attore è riconosciuta come Teatro Stabile d'Innovazione; nel 2004 apre la Sala Studio.
La danza al Vascello
Il teatro ospita da anni una rassegna di danza contemporanea e, da oltre vent'anni, una parte degli spettacoli del festival Romaeuropa. The Sleeping Queen si inserisce in questa tradizione: la danza d'autore ha al Vascello una delle sue sale di riferimento a Roma.
Come arrivare al Teatro Vascello
Il Teatro Vascello si trova in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, sopra Trastevere e vicino al Gianicolo.
In autobus
Il bus 75 ferma davanti al teatro. In alternativa il teatro indica le linee 44, 710, 870 e 871. Per il ritorno dopo le 22 conviene verificare le corse con il pianificatore di ATAC.
In treno
Dalla stazione Ostiense, con il treno metropolitano, si scende alla stazione Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti, a due passi dal teatro.
In auto
Il teatro indica la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri. Ci sono poi parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro con uno sconto presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.
A piedi da Trastevere
Da Trastevere si sale a Monteverde a piedi, lungo le strade che portano verso il Gianicolo. È una passeggiata in salita, da fare con scarpe comode e con un buon margine di tempo, piacevole soprattutto prima della replica pomeridiana della domenica.
Taxi e rientro
Chi viene da lontano e sceglie una replica serale può valutare il taxi per il ritorno: Monteverde Vecchio è un quartiere residenziale, tranquillo la sera, e dopo le 22 le attese alle fermate possono allungarsi.
Come organizzare la serata di The Sleeping Queen
Con una durata di 64 minuti, The Sleeping Queen lascia spazio a una cena con calma, a Monteverde o scendendo a Trastevere.
Il bistrot del teatro
Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo.
A Monteverde
Il quartiere ha trattorie e pizzerie frequentate soprattutto da residenti, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere. Dopo le repliche delle 21 si esce poco dopo le 22: è l'ora giusta per un tavolo in zona.
A Trastevere
Dopo la replica del sabato alle 19 conviene scendere verso Santa Maria in Trastevere e il Museo di Roma in Trastevere: l'offerta di trattorie e osterie è vastissima e aperta fino a tardi. Il sabato sera conviene prenotare.
Domenica 6 dicembre
La replica delle 17 si chiude poco dopo le 18: c'è il tempo per un aperitivo in quartiere o per scendere a Trastevere prima di cena. È la data più adatta a chi viene da fuori Roma o a chi vuole portare ragazzi a teatro senza fare tardi.
Il quartiere intorno al Teatro Vascello
Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche.
Il Gianicolo
Dal teatro il Gianicolo è vicino: la passeggiata sul colle, con il panorama su tutta Roma, è il modo migliore di preparare la serata, passando per San Pietro in Montorio.
Villa Sciarra e Villa Pamphilj
A pochi minuti si trovano Villa Sciarra, piccola e raccolta, e Villa Doria Pamphilj, il grande parco a ovest del quartiere. A dicembre i cancelli chiudono presto: conviene controllare gli orari.
Trastevere
Sotto Monteverde si apre Trastevere, raccontato nella scheda su cosa vedere a Trastevere. È la zona dove scendere dopo lo spettacolo.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.
Con i ragazzi
The Sleeping Queen parte da una fiaba nota a tutti, ma la trasforma in una riflessione sul potere. Per ragazzi che studiano danza, o che conoscono la Bella Addormentata, è un buon primo incontro con la danza contemporanea: 64 minuti senza parole, con musica di Čajkovskij.
Puntualità
In uno spettacolo di danza in cui luce e buio sono parte della scena, entrare in ritardo disturba tutti. In serata il bus può avere tempi lunghi: conviene partire con margine.
Una curiosità su The Sleeping Queen di Mauro Astolfi al Teatro Vascello — dall'1 al 6 dicembre 2026
La curiosità più interessante di The Sleeping Queen riguarda il cambio di età e di ruolo della protagonista. Nella fiaba e nel balletto ottocentesco la Bella Addormentata è una principessa giovane, colpita da una maledizione, salvata da un principe. Mauro Astolfi ne fa una regina, cioè una donna adulta che il potere lo esercita già, e sposta la maledizione dall'esterno all'interno: a far addormentare la protagonista non è una fata offesa, ma il potere stesso che si trasforma in veleno. Il bacio del principe scompare, sostituito da un confronto con chi la circonda. È un rovesciamento che parla al presente senza bisogno di citarlo. La seconda curiosità è musicale: il tessuto sonoro resta in gran parte quello di Čajkovskij, ma riletto da Davidson Jaconello, che secondo la nota di Astolfi ne decodifica alcuni momenti e li trasforma con una lente contemporanea. Chi conosce il balletto classico riconoscerà frammenti familiari in un contesto del tutto diverso. La terza riguarda la produzione: lo spettacolo nasce in collaborazione con la Fondazione Teatro Comunale di Vicenza, e arriva a Roma, città di Spellbound, in uno dei teatri che più hanno ospitato la danza d'autore.
Una cosa che non ti dice nessuno su The Sleeping Queen di Mauro Astolfi al Teatro Vascello — dall'1 al 6 dicembre 2026
Quello che nessuno dice è che The Sleeping Queen è uno spettacolo romano a tutti gli effetti, anche se Spellbound lavora soprattutto all'estero. La compagnia è nata a Roma nel 1994, Mauro Astolfi dirige dal 2009 il Centro D.A.F. Dance Arts Faculty di Roma e ha insegnato alla Scuola di Ballo del Teatro dell'Opera; il progetto ORBITA|Spellbound programma danza al Palladium, al Teatro Biblioteca Quarticciolo e, dal 2026, all'Ambra Jovinelli. Vedere Spellbound al Vascello significa vedere una compagnia di casa, che i festival di Europa, Asia e Americhe conoscono spesso meglio del pubblico romano. La seconda cosa riguarda la durata. Sessantaquattro minuti sono pochi per un titolo che evoca il grande balletto di Čajkovskij, ma la danza contemporanea lavora per concentrazione: un'ora densa, senza intervallo apparente, in cui ogni movimento è misurato. Chi si aspetta la struttura in atti del balletto classico troverà un'altra cosa, più vicina a un poema che a un racconto. La terza riguarda il posto: in uno spettacolo di danza le file troppo vicine al palco fanno perdere l'insieme delle figure. A nostro giudizio conviene sedersi a metà sala, dove si vede il disegno completo dei nove danzatori e delle luci.
Il consiglio che ti do per visitare The Sleeping Queen di Mauro Astolfi al Teatro Vascello — dall'1 al 6 dicembre 2026
Il consiglio è scegliere la replica di sabato 5 dicembre alle 19 e costruirci intorno una serata fra Monteverde e Trastevere. Nel primo pomeriggio si può salire al Gianicolo, passando per San Pietro in Montorio, e guardare Roma dall'alto con la luce di dicembre; poi un caffè al bistrot del teatro, e alle 19 in sala. Lo spettacolo dura 64 minuti: alle 20.15 si è fuori, e scendendo a Trastevere si trova un tavolo senza correre, purché prenotato. Per chi preferisce la tranquillità, le serate feriali alle 21 sono ideali: dopo lo spettacolo si cena a Monteverde, fra i residenti. Prima di andare conviene riascoltare qualche pagina della Bella Addormentata di Čajkovskij: bastano dieci minuti per riconoscere in sala i temi originali e apprezzare meglio la loro trasformazione. E conviene rileggere la fiaba, magari quella che si ricorda dall'infanzia: la regina di Astolfi è costruita per contrasto, e ogni scarto dalla versione nota ha un senso. In sala, a nostro giudizio, il posto migliore è a metà platea, leggermente centrale: la danza di Spellbound si apprezza nell'insieme, e il disegno luci di Marco Policastro ha bisogno di un po' di distanza per essere letto.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Si sa che il Teatro Vascello è una delle sale romane più legate alla sperimentazione. Si ricorda meno quanto spazio abbia dato alla danza fin dall'inizio. Nei primi anni Novanta passarono di qui la danza contemporanea americana e francese, con Elizabeth Streb e L'Esquisse, e poi, negli anni, Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni, Cesc Gelabert e Wim Vandekeybus. Il teatro ospita da anni una rassegna dedicata alla danza contemporanea, e la lunga collaborazione con la Fondazione Romaeuropa ha portato qui per oltre vent'anni una parte del festival, che della danza è uno dei grandi appuntamenti europei. In questa storia Spellbound e Mauro Astolfi si inseriscono in modo naturale. Un secondo fatto poco citato riguarda Astolfi stesso: oltre alla carriera di coreografo per compagnie di mezzo mondo, ha firmato le coreografie dell'opera musicale Promessi Sposi di Michele Guardì, uno spettacolo popolare lontanissimo dalla danza di ricerca. È un segno della versatilità di un autore che sa passare dalle grandi produzioni al lavoro d'autore con la propria compagnia. Il terzo fatto: dal 2022 Spellbound è Centro di Produzione Nazionale della Danza, uno dei riconoscimenti più importanti del sistema pubblico italiano, dopo trent'anni di attività.
La foto giusta da fare a The Sleeping Queen di Mauro Astolfi al Teatro Vascello — dall'1 al 6 dicembre 2026
Durante lo spettacolo non si fotografa: in un lavoro di danza costruito sulla luce e sul buio, uno schermo acceso rovina la scena a mezza sala, e i danzatori lo vedono. La foto giusta si fa prima e dopo. Prima, dal Gianicolo: chi sceglie la replica del sabato alle 19 o della domenica alle 17 può salire al colle nel primo pomeriggio e fotografare Roma con la luce radente di dicembre, poi scendere verso via Giacinto Carini. È un'immagine che racconta bene il quartiere del Vascello, sospeso fra la città storica e la collina. Dopo, all'uscita, si può fotografare l'ingresso del teatro con il manifesto dello spettacolo: la locandina ufficiale di The Sleeping Queen mostra la regina di Astolfi e vale come ricordo della serata. Chi ama la fotografia urbana trova un'inquadratura trascurata alla fermata del 75 davanti al teatro, con l'insegna del Vascello sullo sfondo. A dicembre, con il buio che arriva presto, anche la replica della domenica pomeriggio si chiude con le luci della sera: un buon momento per una foto del quartiere illuminato, fra i villini di Monteverde Vecchio.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vascello è breve se misurata in anni, fitta se misurata in eventi. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia: una dichiarazione d'intenti, perché Kantor era allora uno dei nomi più radicali della scena europea. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di Pontedera e la danza contemporanea americana e francese. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie sperimentali da tutta Italia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e nello stesso anno il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble. Nel 2001 Giancarlo Nanni è il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen, dedicato alla poesia, e nel 2004 apre la Sala Studio. Nel gennaio 2010 muore Nanni e la direzione passa interamente a Manuela Kustermann. Il teatro conserva una biblioteca e videoteca con più di tremila fra libri, riviste, copioni e testi, oltre all'archivio video storico. Nella stagione 2026/2027 The Sleeping Queen porta al Vascello, a dicembre, la danza di una compagnia nata nella stessa città e cresciuta sui palcoscenici del mondo.
Chi è passato da The Sleeping Queen di Mauro Astolfi al Teatro Vascello — dall'1 al 6 dicembre 2026
Sul palcoscenico del Vascello e, prima ancora, nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati alcuni dei nomi più importanti del teatro e della danza contemporanea. Al Teatro La Fede, la prima sede degli anni Settanta, arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista francese Gérard Gelas e il Living Theatre. Al Vascello, dal 1989, sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono; per la danza Elizabeth Streb, Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni, Cesc Gelabert, Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali Bob Wilson e Peter Brook, che qui presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia. Dal 1 al 6 dicembre 2026 si aggiungono Mauro Astolfi e i nove danzatori di Spellbound, Maria Cossu, Marco Prete, Martina Staltari, Miriam Raffone, Filippo Arlenghi, Lorenzo Beneventano, Alessandro Piergentili, Anita Bonavida e Giuliana Mele, con la musica di Čajkovskij riletta da Davidson Jaconello.
Domande frequenti su The Sleeping Queen
Quando va in scena The Sleeping Queen al Teatro Vascello?
The Sleeping Queen di Mauro Astolfi va in scena al Teatro Vascello dal 1 al 6 dicembre 2026: da martedì a venerdì alle 21, sabato alle 19, domenica alle 17. Lo spettacolo dura 64 minuti, secondo la scheda ufficiale del teatro.
Che tipo di spettacolo è The Sleeping Queen?
The Sleeping Queen è uno spettacolo di danza contemporanea di Spellbound Contemporary Ballet, con coreografia e regia di Mauro Astolfi. Rilegge la Bella Addormentata nel Bosco come una parabola sul potere: una regina addormentata dal proprio potere e un risveglio interiore.
Quali musiche si ascoltano in The Sleeping Queen?
La partitura di The Sleeping Queen si basa in gran parte sulla musica di Pëtr Il'ič Čajkovskij, con musiche originali di Davidson Jaconello, che secondo la nota di Astolfi rilegge alcuni momenti della struttura originaria con una lente contemporanea.
Chi danza in The Sleeping Queen?
In The Sleeping Queen danzano Maria Cossu, Marco Prete, Martina Staltari, Miriam Raffone, Filippo Arlenghi, Lorenzo Beneventano, Alessandro Piergentili, Anita Bonavida e Giuliana Mele. Luci di Marco Policastro, scene di Marco Fieni, costumi di Anna Coluccia.
Quanto costano i biglietti per The Sleeping Queen?
I prezzi dei biglietti per The Sleeping Queen al Teatro Vascello sono pubblicati nella pagina biglietteria della stagione 2026/2027 sul sito del teatro, da cui si acquista sul circuito di prevendita autorizzato.
Come si arriva al Teatro Vascello?
Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde. Il bus 75 ferma davanti al teatro; sono utili anche le linee 44, 710, 870 e 871. In treno da Ostiense si scende alla stazione Quattro Venti. Il parcheggio di via Maurizio Quadrio 22 è convenzionato.
The Sleeping Queen è adatto ai bambini?
The Sleeping Queen parte dalla fiaba della Bella Addormentata ma la trasforma in una riflessione sul potere, senza parole e con musica di Čajkovskij. È adatto a ragazzi curiosi di danza; per i più piccoli la durata di 64 minuti è gestibile, ma il linguaggio è quello della danza contemporanea.
Il consiglio finale su The Sleeping Queen
The Sleeping Queen al Teatro Vascello è, a nostro giudizio, l'occasione giusta per vedere Spellbound nella sua città, in un teatro che alla danza d'autore ha dato spazio fin dal primo giorno. Il consiglio è la replica del sabato alle 19, preceduta da una passeggiata al Gianicolo e seguita da una cena a Trastevere; un posto a metà platea per cogliere l'insieme; e dieci minuti di Čajkovskij in cuffia prima di entrare.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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