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L’ultimo nastro di Krapp e Press Conference al Teatro Vascello — dal 26 al 31 gennaio 2027

L'ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett e Press Conference di Harold Pinter, riuniti in un dittico diretto da Roberto Andò e interpretato da Renato Carpentieri, vanno in scena al Teatro Vascello, in via Giacinto Carini 78 a Monteverde, dal 26 al 31 gennaio 2027. Le recite sono dal martedì al venerdì alle 21, il sabato alle 19 e la domenica alle 17, e lo spettacolo dura 60 minuti. Il Vascello si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso, con le linee 44, 710, 870 e 871 indicate dal teatro, oppure con il treno metropolitano da Ostiense fino alla stazione Quattro Venti. I biglietti si acquistano dal sito ufficiale del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, e alla biglietteria di via Carini; i prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro. La produzione è del Teatro di Napoli, Teatro Nazionale, con la Fondazione Campania dei Festival e il Campania Teatro Festival.

Renato Carpentieri in L'ultimo nastro di Krapp, regia di Roberto Andò
Renato Carpentieri in L'ultimo nastro di Krapp, regia di Roberto Andò Foto: Ufficio stampa Teatro Vascello (immagine ufficiale dello spettacolo)

L'ultimo nastro di Krapp al Teatro Vascello: date, orari e durata

Il dittico Beckett e Pinter resta in scena al Teatro Vascello per sei recite, da martedì 26 a domenica 31 gennaio 2027, con durata di un'ora.

Il calendario

Il Vascello indica tre orari diversi a seconda del giorno. Da martedì 26 a venerdì 29 gennaio lo spettacolo comincia alle 21; sabato 30 gennaio alle 19; domenica 31 gennaio alle 17. Sono sei occasioni, in una sala che accoglie volentieri il pubblico del teatro d'autore: le due repliche del fine settimana sono quelle che si riempiono per prime.

Un'ora di teatro

La durata dichiarata è di 60 minuti. Per un doppio programma può sembrare poco, ma entrambi i testi sono brevi per natura: L'ultimo nastro di Krapp è un atto unico, Press Conference è uno dei pezzi più fulminei dell'ultimo Pinter. La serata ha la densità di un concerto da camera.

La produzione

Lo spettacolo è prodotto dal Teatro di Napoli, Teatro Nazionale, insieme alla Fondazione Campania dei Festival e al Campania Teatro Festival. L'ultimo nastro di Krapp è rappresentato in accordo con Arcadia e Ricono Ltd, per gentile concessione di Curtis Brown Group Ltd.

Beckett e Pinter: il dittico di Roberto Andò

Roberto Andò accosta L'ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett, nella traduzione di Carlo Fruttero, a Press Conference di Harold Pinter, nella traduzione di Alessandra Serra, in un dittico che indaga il rapporto fra parola, memoria e potere.

Krapp e il nastro

In L'ultimo nastro di Krapp un uomo anziano ascolta la propria voce registrata trent'anni prima e si confronta con il fantasma di sé stesso. La presentazione del Vascello parla di un dialogo impossibile, in cui la parola diventa archivio, traccia, residuo, e la memoria un campo di battaglia. Il Krapp di Andò è un archivista del nulla, sospeso fra ironia e struggimento, fra lucidità e disfatta.

La conferenza stampa

Press Conference sposta il conflitto dalla sfera privata a quella pubblica. Un portavoce governativo, un ministro della cultura nella lettura di Andò, risponde ai giornalisti con frasi melliflue e feroci. Attraverso l'ironia tagliente di Pinter emerge la manipolazione del linguaggio politico, e il potere appare come un dispositivo di controllo. Le domande della stampa arrivano dalle voci registrate di Valentina Acca, Annalisa D'Amato, Patrizia Lopez, Andrea Renzi e Lorenzo Vacalebre.

Due solitudini

Il filo che lega i due testi è la voce. In Beckett la voce registrata scava nell'identità fino a rivelarne il vuoto; in Pinter la voce ufficiale costruisce un vuoto di senso per esercitare il dominio. Da una parte l'uomo davanti al proprio tempo perduto, dall'altra l'uomo di potere davanti alla verità: due solitudini diverse che compongono, secondo il Vascello, un unico discorso sulla responsabilità della parola.

La nota del regista: Pinter, Beckett e una sera al Royal Court

Nella nota pubblicata dal Teatro Vascello Roberto Andò racconta che lo spettacolo nasce da un ricordo personale: la sera del 2006 in cui Harold Pinter interpretò L'ultimo nastro di Krapp al Royal Court Theatre di Londra.

Il congedo di Pinter

Pinter recitò Krapp con la regia di Ian Rickson, nella sala piccola del Royal Court. Pochi giorni prima del debutto telefonò ad Andò per invitarlo, dicendogli che sarebbe stato il suo congedo. Andò riuscì a liberarsi da un impegno e ad andare, pur senza essere alla prima; a fine spettacolo Pinter lo invitò a bere un bicchiere di champagne nel bar del teatro con altri amici. Fu, scrive il regista, l'ultima volta che lo vide.

La devozione per Beckett

Nei loro incontri precedenti, ricorda Andò, Pinter gli aveva parlato spesso di Beckett, della sua devozione per il grande irlandese e del rituale con cui Beckett gli faceva leggere in anteprima i suoi drammi. Mettere in scena Krapp insieme a Press Conference è per il regista un modo di chiudere il cerchio della memoria: il primo testo che Beckett scrisse in inglese accanto a un pezzo satirico dell'ultimo Pinter.

Proust, Joyce e il vuoto

Andò collega Krapp all'eredità di Joyce e al tema della memoria che aveva spinto il giovane Beckett a scrivere un saggio su Proust. Ne ricava un'annotazione divertita dello stesso Beckett, citata nella nota: «L'uomo di buona memoria non ricorda niente perché non dimentica niente». Nell'immagine finale Krapp resta sigillato in un silenzio enigmatico davanti al nastro che gira a vuoto, e il regista conclude che non avrebbe mai pensato di mettere in scena il testo senza un attore come Renato Carpentieri.

L'ultimo nastro di Krapp: la storia del testo di Beckett

L'ultimo nastro di Krapp è un atto unico di Samuel Beckett pubblicato nel 1958 sulla rivista Evergreen Review e rappresentato per la prima volta il 28 ottobre 1958 al Royal Court Theatre di Londra, con l'attore Patrick Magee, per il quale era stato ideato.

La trama

Krapp usa un vecchio registratore come diario, e sul nastro descrive le sue giornate, i pensieri, i desideri. L'atto unico si apre con il vecchio Krapp che ascolta una registrazione di trent'anni prima, dalla quale emerge l'entusiasmo del giovane che era stato. Arrivato alla vecchiaia, deride sé stesso per il tentativo di dare un senso a un'esistenza che si è rivelata un fallimento.

La prima italiana

In Italia il testo debuttò il 21 ottobre 1961 al Teatro Manzoni di Milano, con Glauco Mauri diretto da Franco Enriquez. Mauri lo ha ripreso più volte a partire dal 1990, inserendo nello spettacolo la propria voce registrata nel 1961: il nastro di Krapp diventava così il nastro vero dell'attore giovane. Nel 1998 Sergio Fantoni lo portò in scena a Benevento, con un'idea di Cristina Pezzoli: registrare la voce dell'attore prima di un'operazione alla gola e affidare quasi tutto lo spettacolo al nastro.

La traduzione di Fruttero

La traduzione italiana usata da Andò è quella di Carlo Fruttero, pubblicata da Einaudi nel volume del Teatro di Beckett nel 1968 e poi nelle successive edizioni. È la versione con cui generazioni di lettori e spettatori italiani hanno conosciuto il testo.

Renato Carpentieri, l'interprete di Krapp

Renato Carpentieri, nato a Savignano Irpino il 2 aprile 1943 e cresciuto fra Napoli e Calvi Risorta, è un attore e regista teatrale che si dedica a tempo pieno al teatro dal 1975, anno in cui fu tra i fondatori del Teatro dei Mutamenti a Napoli.

Gli anni della ricerca

Prima del palcoscenico ci furono gli studi di architettura e, dal 1965 al 1974, un lungo lavoro di promozione culturale a Napoli, fra cinema amatoriale, riviste di poesia e ricerche sul teatro popolare e sull'agit-prop. Con il Teatro dei Mutamenti debuttò come attore nel 1976; negli anni seguenti scrisse, diresse e interpretò Maestri cercando da Vittorini, Il nipote di Rameau, Kabarett, le Storie di Ferdinando Galiani.

Con i grandi registi

Negli anni Ottanta e Novanta lavorò con Gabriele Salvatores in Comedians, accanto a Dario Fo in Morte accidentale di un anarchico nel 1987, con Mario Martone nel Riccardo II del 1993, con Carlo Cecchi come Polonio nell'Amleto del 1998. Con Martone è stato Falstaff al Teatro San Ferdinando di Napoli nel 2007 e tra i protagonisti delle Operette morali di Leopardi nel 2011. Nel 2019 è stato Prospero nella Tempesta di Shakespeare, e nel 2025 ha recitato in Sarabanda di Ingmar Bergman proprio con la regia di Roberto Andò.

Il cinema

Al cinema debuttò con Gianni Amelio in Porte aperte, dal romanzo di Leonardo Sciascia, nel 1990, ottenendo il Premio Sacher. Seguirono Il portaborse e Caro diario con Nanni Moretti, Il ladro di bambini di Amelio, Fiorile dei fratelli Taviani, Morte di un matematico napoletano di Martone e Puerto Escondido di Salvatores, che gli valse il Nastro d'argento come miglior attore non protagonista. Più di recente è stato diretto da Alice Rohrwacher in Corpo celeste e da Gianfranco Cabiddu nella Stoffa dei sogni.

Museum e la Certosa

Dal 1998, per tredici anni, Carpentieri ha ideato e diretto Museum, una rassegna teatrale alla Certosa di San Martino di Napoli, dove venivano messe in scena drammaturgie tratte da romanzi, saggi e racconti. Un attore che per anni ha dato voce ai libri è l'interprete naturale di un uomo che dà voce ai propri nastri.

Roberto Andò, il regista del dittico

Roberto Andò, nato a Palermo l'11 gennaio 1959, è regista, sceneggiatore, scrittore e direttore artistico, ed è stato il primo regista italiano a ricevere da Harold Pinter i diritti per mettere in scena i suoi testi dopo la contestata regia di Luchino Visconti.

La formazione

La sua formazione ha radici nella letteratura, con l'amicizia di Leonardo Sciascia, e nel cinema, dove fu assistente di Francesco Rosi, Federico Fellini per E la nave va, Michael Cimino e Francis Ford Coppola per Il padrino parte III. Il debutto alla regia avvenne a teatro nel 1986, con un testo inedito affidatogli da Italo Calvino, La foresta-radice-labirinto, con bozzetti di Renato Guttuso.

Il sodalizio con Pinter

Fra le sue regie teatrali spiccano quelle dedicate a Pinter: La stanza e Anniversario nel 2001, Vecchi tempi nel 2003. Nel 1998 presentò alla Mostra del cinema di Venezia il documentario Ritratto di Harold Pinter. Il dittico di questa stagione è dunque il capitolo più recente di un rapporto lungo quasi trent'anni.

Il cinema e i premi

Al cinema ha diretto Il manoscritto del Principe, Sotto falso nome, Viaggio segreto, Le confessioni, Una storia senza nome, Il bambino nascosto, La stranezza, sulla genesi dei Sei personaggi di Pirandello, e L'abbaglio. Con il romanzo Il trono vuoto ha vinto il Campiello opera prima; il film che ne ha tratto, Viva la libertà, gli è valso il David di Donatello e il Nastro d'argento per la sceneggiatura. Fra le regie teatrali recenti ci sono Piazza degli eroi di Bernhard, Clitennestra di Colm Tóibín, Sarabanda di Bergman ed Elettra di Sofocle.

Harold Pinter, l'autore di Press Conference

Harold Pinter, nato a Londra il 10 ottobre 1930 e morto nella stessa città il 24 dicembre 2008, è stato drammaturgo, regista, attore, sceneggiatore e poeta, premio Nobel per la letteratura nel 2005.

La commedia della minaccia

Le sue prime opere, The Room, The Birthday Party, The Caretaker, The Homecoming, sono considerate capolavori del teatro dell'assurdo e sono state definite commedie della minaccia: situazioni in apparenza innocenti che diventano assurde e inquietanti. Da questo stile è nato l'aggettivo pinteresque.

Beckett, il maestro

Le opere di Pinter mostrano fin dall'inizio l'influenza di Samuel Beckett, e i due divennero presto amici. Il dittico di Andò porta in scena proprio questo legame: il maestro e l'allievo, il testo della memoria privata e quello della menzogna pubblica, nella stessa ora di teatro.

Il Teatro Vascello, casa del teatro d'autore a Monteverde

Il Teatro Vascello ha aperto il 4 maggio 1989 in via Giacinto Carini, fondato da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann con la compagnia La Fabbrica dell'Attore, ed è oggi una delle sale di riferimento del teatro contemporaneo a Roma.

Le origini al Teatro La Fede

Prima del Vascello c'era il Teatro La Fede, in via Portuense 78, sede negli anni Settanta del gruppo Space Re(v)action. Lì Nanni e Kustermann realizzarono spettacoli come A come Alice e Risveglio di primavera, dentro quella che venne chiamata scuola romana, un teatro che privilegiava l'immagine sulla parola.

Teatro Stabile d'Innovazione

Dal 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione. Nel 2004 ha aperto la Sala Studio, al piano seminterrato. Dopo la morte di Nanni, nel gennaio 2010, la direzione artistica è guidata da Manuela Kustermann.

La stagione 2026/2027

Il dittico arriva in pieno inverno, in una stagione che in autunno ha già portato al Vascello Tragudia, il canto di Edipo di Alessandro Serra, L'orologio americano di Elio De Capitani e La medium di Marta Cuscunà. Un cartellone di teatro d'autore in cui Beckett e Pinter trovano posto con naturalezza.

Come arrivare al Teatro Vascello per L'ultimo nastro di Krapp

Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, e si raggiunge con il bus 75 che ferma davanti all'ingresso.

In autobus

Il 75 parte da Termini e passa per il Colosseo e Piramide: dal centro è la linea più diretta. Il teatro segnala come utili anche le linee 44, 710, 870 e 871, che collegano Monteverde con Trastevere e con i quartieri a ovest.

In treno

Dalla stazione Ostiense il treno metropolitano porta alla stazione Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti, a pochi passi dal teatro. Per chi arriva con la metro B, che a Piramide è collegata con Ostiense, è la soluzione più veloce.

In auto

Il teatro suggerisce la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri. Ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.

Una curiosità su L'ultimo nastro di Krapp e Press Conference al Teatro Vascello — dal 26 al 31 gennaio 2027

La curiosità più bella riguarda il palcoscenico del Royal Court Theatre di Londra, che lega fra loro tutti i protagonisti di questa storia a distanza di mezzo secolo. Il 28 ottobre 1958 L'ultimo nastro di Krapp debutta proprio lì, con Patrick Magee, l'attore per cui Beckett aveva scritto il testo. Nel 2006, nella sala piccola dello stesso teatro, è Harold Pinter a interpretare Krapp, con la regia di Ian Rickson, in quello che lui stesso annuncia ad Andò come il suo congedo. Andò è in platea, e a fine serata brinda con Pinter nel bar del teatro: è l'ultima volta che lo vede. Vent'anni dopo, il regista porta a Roma lo stesso testo accanto a un pezzo dell'ultimo Pinter. C'è una seconda curiosità, più nascosta: il ruolo del registratore. Negli allestimenti italiani il nastro è diventato più volte un nastro reale. Glauco Mauri, primo Krapp italiano nel 1961, dal 1990 ha inserito nello spettacolo la propria voce registrata trent'anni prima; Sergio Fantoni nel 1998 ha registrato la sua voce prima di un'operazione alla gola. Nel dittico di Andò, il gioco dei nastri si estende anche a Press Conference, dove le domande dei giornalisti arrivano da voci registrate: tutta la serata è costruita su suoni che vengono da altrove.

Una cosa che non ti dice nessuno su L'ultimo nastro di Krapp e Press Conference al Teatro Vascello — dal 26 al 31 gennaio 2027

Quello che le presentazioni non dicono è che, nell'ordine della serata, il silenzio conta quanto le parole. L'ultimo nastro di Krapp è un testo in cui l'attore resta a lungo muto, a guardare, ad ascoltare, a compiere gesti minimi, e il pubblico deve accettare quel ritmo. Chi arriva abituato ai monologhi fitti di parole può restare spiazzato nei primi minuti; chi si lascia andare scopre che proprio quelle pause sono il cuore dello spettacolo. La seconda cosa riguarda il registro. Beckett ha fama di autore cupo, ma Krapp è anche un personaggio comico, con le sue manie e i suoi rituali, e Andò lo definisce sospeso fra ironia e struggimento. Press Conference, a sua volta, è un pezzo satirico che nella nota del regista riesce a spaventare e a far ridere nello stesso momento: le risate, in sala, non sono fuori luogo. La terza cosa è pratica. Con un'ora di durata, la replica delle 21 finisce intorno alle 22: c'è tutto il tempo per cenare dopo, a Monteverde o scendendo a Trastevere. La domenica alle 17, invece, lascia libera la sera e permette di salire al Gianicolo prima del tramonto.

Il consiglio che ti do per visitare L'ultimo nastro di Krapp e Press Conference al Teatro Vascello — dal 26 al 31 gennaio 2027

Il consiglio è arrivare con un piccolo lavoro di preparazione, perché questo è uno spettacolo che ripaga chi sa dove guardare. Leggere il testo di Krapp prima di andare richiede meno di mezz'ora: è breve, e la traduzione di Carlo Fruttero è facile da trovare nelle edizioni Einaudi. Conoscere lo svolgimento permette di concentrarsi sull'interpretazione di Carpentieri, che è la vera ragione della serata. Per Press Conference vale il contrario: conviene arrivarci senza sapere nulla e scoprire in sala il ministro e dalle sue risposte. Il secondo consiglio riguarda la data. A nostro giudizio le repliche feriali delle 21 sono le più adatte a uno spettacolo che chiede silenzio e concentrazione; il sabato alle 19 è la scelta migliore per chi vuole cenare con calma dopo; la domenica alle 17 è ideale per chi arriva da fuori Roma e deve rientrare. Il terzo consiglio è sul posto: in un testo fatto di gesti minimi e di ascolto, le file centrali a media distanza dal palco permettono di vedere bene il volto dell'attore e insieme lo spazio intorno a lui, a cominciare dal registratore.

Monteverde Vecchio, il quartiere del Teatro Vascello

Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche: un quartiere di palazzine e villini, tranquillo la sera, a pochi minuti dal centro.

Il Gianicolo

Il Gianicolo è a pochi minuti dal teatro. Salire alla terrazza prima della replica domenicale delle 17, quando a fine gennaio la luce comincia a calare, è il modo migliore per entrare nello stato d'animo di uno spettacolo sulla memoria.

Le ville

Villa Sciarra, raccolta e piena di fontane, e Villa Doria Pamphilj, il grande parco a ovest del quartiere, sono le due soste verdi della zona. In inverno i cancelli chiudono presto: conviene controllare gli orari.

Il Fontanone e Trastevere

Salendo verso il colle si arriva alla Fontana dell'Acqua Paola. Ai piedi di Monteverde si apre invece Trastevere, dove scendere dopo lo spettacolo per cenare.

Dove mangiare prima o dopo L'ultimo nastro di Krapp

Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, il Coffee Plant Bistrot, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo.

A Monteverde

Il quartiere ha trattorie e pizzerie frequentate soprattutto da chi ci abita, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere: la scelta giusta dopo le repliche delle 21, per chi non vuole attraversare la città.

A Trastevere

Dopo il sabato alle 19 conviene scendere a Trastevere, dove osterie e trattorie restano aperte fino a tardi. Il sabato sera il rione si riempie presto: conviene prenotare.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Samuel Beckett e Harold Pinter sono due giganti del teatro del Novecento, entrambi premiati con il Nobel per la letteratura; si ricorda meno spesso quanto fosse stretto il legame personale fra i due. Pinter riconobbe sempre il proprio debito verso Beckett, le cui influenze si vedono fin dai suoi primi lavori, e i due divennero presto amici. Nella nota di regia Andò aggiunge un dettaglio prezioso, raccolto direttamente da Pinter: Beckett gli faceva leggere in anteprima i suoi drammi, con una sorta di rituale. Il più giovane leggeva il più anziano prima di tutti. Un altro fatto poco citato riguarda la lingua: L'ultimo nastro di Krapp è, come ricorda Andò, il primo testo che Beckett scrisse in inglese. Il registratore di Krapp, con le sue bobine, diventa così anche l'immagine di un autore che riascolta sé stesso da lontano. Infine, un fatto che lega i due testi alla storia recente del teatro romano: al Vascello, fra i grandi nomi che vi sono passati, c'è anche Peter Brook, che proprio qui presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Beckett, in questa sala, ha già una storia.

La foto giusta da fare a L'ultimo nastro di Krapp e Press Conference al Teatro Vascello — dal 26 al 31 gennaio 2027

Durante lo spettacolo nessuna foto: in un testo fatto di silenzi, di gesti minimi e di suoni registrati, il clic di un telefono o la luce di uno schermo si sentono e si vedono più di quanto accada in qualsiasi altro spettacolo. La foto giusta si fa prima e dopo. La prima è la facciata del Vascello su via Giacinto Carini, con la locandina dello spettacolo e il volto di Carpentieri: semplice, ma racconta dove e quando. La seconda, più bella, si fa al Gianicolo prima della replica della domenica: Roma dall'alto nella luce di fine gennaio, con le cupole che si accendono una dopo l'altra. Ha un senso preciso con uno spettacolo sulla memoria: è una veduta che ciascuno può confrontare con i propri ricordi della città. La terza è per chi ama i dettagli: il foglio di sala con i due titoli e i due traduttori, Carlo Fruttero e Alessandra Serra, fotografato accanto al biglietto. Se nell'atrio sono esposte le foto di scena ufficiali pubblicate dal teatro, sono il ricordo migliore dell'immagine finale di Krapp davanti al suo registratore. Niente flash e niente video, e nessuno scatto durante gli applausi finché l'attore è in scena.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Vascello si racconta per eventi. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia: una dichiarazione d'intenti, perché Kantor era uno dei nomi più radicali della scena europea. Nei primi anni Novanta arrivano Raul Ruiz, il Centro di ricerca di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e nello stesso anno il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble, il teatro fondato da Brecht. Nella primavera del 2001 il cofondatore Giancarlo Nanni è il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen dedicato alla poesia, nel 2004 apre la Sala Studio. Nel gennaio 2010 muore Nanni e la direzione passa a Manuela Kustermann. Da oltre vent'anni, ogni autunno, la Fondazione Romaeuropa porta al Vascello una parte del suo festival. Dal 26 al 31 gennaio 2027 il teatro accoglie il dittico di Andò.

Chi è passato da L'ultimo nastro di Krapp e Press Conference al Teatro Vascello — dal 26 al 31 gennaio 2027

Sul palcoscenico del Vascello e, prima ancora, nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati molti dei nomi più importanti del teatro contemporaneo. Al Teatro La Fede, la prima sede degli anni Settanta, arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista francese Gérard Gelas e il Living Theatre; dal gruppo uscirono Memè Perlini e Giuliano Vasilicò. Dal 1989 al Vascello sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono; per la danza Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni, Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali Bob Wilson e Peter Brook, che qui presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Alcuni di questi nomi tornano nella biografia degli artisti di gennaio: Moni Ovadia è stato per anni il compagno di lavoro di Roberto Andò, Carlo Cecchi ha diretto Renato Carpentieri nel ruolo di Polonio. Dal 26 al 31 gennaio 2027 passano Andò e Carpentieri, il piccolo Agostino Cossia nel ruolo del bambino, lo scenografo e light designer Gianni Carluccio, la costumista Daniela Cernigliaro e il sound designer Hubert Westkemper. E con loro, idealmente, Samuel Beckett e Harold Pinter.

Accessibilità, età e informazioni pratiche

Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.

L'età

Il dittico è adatto agli studenti delle superiori e dell'università che studiano il teatro del Novecento: un'ora, due testi fondamentali, un grande attore. Per i bambini piccoli non è pensato, anche se in Krapp compare un bambino, interpretato da Agostino Cossia.

La puntualità

In uno spettacolo che comincia nel silenzio, entrare in ritardo disturba tutti. Con i bus serali conviene partire con margine.

Gennaio a Roma

Fine gennaio è un periodo tranquillo a Roma: meno turisti, alberghi più accessibili, sere fredde. Per chi arriva da fuori, un fine settimana fra il Vascello e le altre sale della città è un buon modo di scoprire la stagione teatrale romana nel suo momento più intenso.

Domande frequenti su L'ultimo nastro di Krapp e Press Conference

Quando va in scena L'ultimo nastro di Krapp al Teatro Vascello?

L'ultimo nastro di Krapp, in dittico con Press Conference, va in scena al Teatro Vascello dal 26 al 31 gennaio 2027. Le recite sono dal martedì al venerdì alle 21, il sabato alle 19 e la domenica alle 17.

Quanto dura lo spettacolo di Roberto Andò con Renato Carpentieri?

Lo spettacolo di Roberto Andò con Renato Carpentieri dura 60 minuti, secondo la scheda del Teatro Vascello. In quest'ora vengono rappresentati entrambi i testi, L'ultimo nastro di Krapp di Samuel Beckett e Press Conference di Harold Pinter.

Chi recita in L'ultimo nastro di Krapp?

Nell'allestimento del Teatro di Napoli il protagonista è Renato Carpentieri; il bambino è interpretato da Agostino Cossia. Le voci della stampa in Press Conference sono di Valentina Acca, Annalisa D'Amato, Patrizia Lopez, Andrea Renzi e Lorenzo Vacalebre.

Di cosa parla L'ultimo nastro di Krapp?

L'ultimo nastro di Krapp racconta un uomo anziano che ascolta la propria voce registrata trent'anni prima e si confronta con il giovane che era stato. È un atto unico di Samuel Beckett del 1958, il primo che l'autore scrisse in inglese.

Che cos'è Press Conference di Harold Pinter?

Press Conference è un breve testo satirico di Harold Pinter in cui un ministro, durante una conferenza stampa, risponde ai giornalisti con frasi melliflue e feroci. Nel dittico di Andò è il contrappunto pubblico alla memoria privata di Krapp, sul tema del linguaggio come strumento di potere.

Come si arriva al Teatro Vascello?

Il Teatro Vascello si trova in via Giacinto Carini 78, a Monteverde, e si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso, con le linee 44, 710, 870 e 871 oppure con il treno metropolitano da Ostiense fino alla stazione Quattro Venti.

Dove si comprano i biglietti?

I biglietti per il dittico al Teatro Vascello si acquistano dal sito ufficiale del teatro, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria di via Giacinto Carini 78. I prezzi e le eventuali card della stagione sono pubblicati sul sito ufficiale.

Il consiglio finale su L'ultimo nastro di Krapp e Press Conference

Poche serate di teatro a Roma, in questo inverno, mettono insieme tanta storia in così poco tempo. In un'ora ci sono Beckett e Pinter, il maestro e l'amico devoto; c'è un regista che di Pinter è stato interlocutore per decenni e che lo ha visto recitare Krapp nel suo congedo londinese; c'è un attore di ottantatré anni che ha attraversato mezzo secolo di teatro e cinema italiano, da Fo a Martone, da Amelio a Moretti. A nostro giudizio è uno degli appuntamenti più preziosi della stagione del Vascello, e il consiglio è non considerarlo un titolo per soli specialisti: la durata breve, la forza dei due testi e la presenza di Carpentieri lo rendono accessibile anche a chi di Beckett conosce soltanto il nome. Conviene scegliere la replica con calma, leggere Krapp prima di andare e lasciare che la serata finisca con una passeggiata al Gianicolo o una cena a Trastevere.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento26 Gennaio 2027 21:00 — 31 Gennaio 2027
IndirizzoTeatro Vascello, Via Giacinto Carini 78, 00152 Roma Monteverde, Roma, Roma Città

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