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Orestea di Carmelo Rifici al Teatro Vascello — dal 3 al 14 febbraio 2027

Orestea di Eschilo, nella drammaturgia e regia di Carmelo Rifici, è in scena al Teatro Vascello di Roma dal 3 al 14 febbraio 2027, in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio. Lo spettacolo è diviso in due parti che si vedono anche separatamente: Parte I Mithos mercoledì 3, giovedì 4 e venerdì 5 febbraio alle 21; Parte II Logos da martedì 9 a venerdì 12 febbraio alle 21; ciascuna dura un'ora e trenta. L'Orestea integrale, con le due parti nella stessa giornata, va in scena sabato 6 e sabato 13 febbraio alle 19, domenica 7 e domenica 14 febbraio alle 17. In scena undici interpreti, fra cui Fausto Cabra, Giusi Merli, Monica Piseddu e Valentina Picello; la produzione è del LAC Lugano Arte e Cultura. Il Vascello si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso, oppure con le linee 44, 710, 870 e 871; in treno, dalla stazione Ostiense si scende a Quattro Venti, a pochi passi. I biglietti si acquistano dalla pagina ufficiale dello spettacolo sul sito del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro; i prezzi sono pubblicati sui canali ufficiali della sede.

Orestea di Eschilo nella regia di Carmelo Rifici, al Teatro Vascello
Orestea di Eschilo nella regia di Carmelo Rifici, al Teatro Vascello Foto: Ufficio stampa Teatro Vascello / LAC Lugano Arte e Cultura

L'Orestea è l'unica trilogia della tragedia greca arrivata fino a noi per intero: Agamennone, Coefore, Eumenidi. Rifici la legge come il racconto di un trauma fondativo, il passaggio dalla vendetta al tribunale, dal mito alla città. Qui sotto trovate il calendario delle recite e come scegliere fra le parti e l'integrale, il contenuto dello spettacolo, la compagnia, la biografia del regista, la storia del Teatro Vascello, come arrivare, dove mangiare e le domande più frequenti.

Orestea al Teatro Vascello: date, orari e formule

Orestea di Carmelo Rifici ha dodici recite al Teatro Vascello fra il 3 e il 14 febbraio 2027, divise fra Parte I, Parte II e versione integrale. Il calendario pubblicato dal teatro permette di scegliere fra due serate distinte o un'unica lunga giornata di teatro.

Parte I Mithos

Mercoledì 3, giovedì 4 e venerdì 5 febbraio alle 21. Durata un'ora e trenta. Comincia con l'Agamennone e si chiude con la prima lamentazione del coro delle Coefore.

Parte II Logos

Martedì 9, mercoledì 10, giovedì 11 e venerdì 12 febbraio alle 21. Durata un'ora e trenta. Si apre con il matricidio e arriva fino al tribunale di Atene e all'assoluzione di Oreste.

Orestea integrale

Sabato 6 e sabato 13 febbraio alle 19, domenica 7 e domenica 14 febbraio alle 17. Le due parti si vedono di seguito, nella stessa sera o nello stesso pomeriggio. La durata complessiva, con l'eventuale intervallo, non è indicata dal teatro: conviene considerare almeno tre ore.

Tre biglietti diversi

Sul sito del Vascello ogni formula ha il proprio pulsante di acquisto: uno per Mithos, uno per Logos, uno per l'integrale. È un dettaglio pratico da non trascurare: chi compra Mithos per un giorno feriale deve poi comprare a parte Logos per la settimana successiva.

Parti separate o integrale: quale formula scegliere per Orestea

Il consiglio è l'integrale del sabato o della domenica per chi vuole vivere la trilogia come un unico arco, le due serate feriali per chi preferisce assorbire ogni parte con calma.

L'integrale

La scelta più vicina allo spirito della trilogia, che Eschilo concepì come un'unica vicenda in tre episodi. Vedere il passaggio da Mithos a Logos senza interruzione rende evidente il cuore dello spettacolo, cioè il salto dal mondo della vendetta a quello del tribunale.

Le due serate

Mithos il 3, 4 o 5 febbraio e Logos dal 9 al 12: due sere a distanza di qualche giorno, un'ora e mezza ciascuna. È la formula più adatta a chi lavora, a chi arriva al Vascello in bus dopo l'ufficio, a chi vuole leggere o rileggere Eschilo fra una parte e l'altra.

Solo una parte

Ogni parte ha un inizio e una fine, e il teatro la vende da sola. A nostro giudizio però l'Orestea di Rifici è costruita come un dittico: vedere soltanto Mithos significa fermarsi prima della domanda che dà senso al lavoro.

Di cosa parla l'Orestea di Carmelo Rifici

L'Orestea di Rifici indaga le origini della democrazia occidentale partendo dall'ipotesi che la città non nasca dalla pace ma dalla necessità di regolare una violenza che non si può eliminare. È la chiave che la presentazione ufficiale del Vascello indica per leggere lo spettacolo.

Mithos: la giustizia della vendetta

La prima parte racconta l'uccisione di Agamennone e di Cassandra per mano di Clitemnestra ed Egisto e il riconoscimento fra Elettra e il fratello Oreste, unico vendicatore possibile. È un mondo di dèi del sottosuolo, in cui i morti non muoiono finché non sono vendicati: la violenza è regolata soltanto dalla vendetta, e su questa certezza si regge il primo pilastro della società.

Logos: il tribunale di Atene

La seconda parte comincia con Oreste e Pilade e con l'uccisione di Clitemnestra, e si chiude ad Atene, dove il processo contro Oreste finisce con l'assoluzione grazie all'intervento di Apollo e soprattutto alla strategia di Atena. Si lascia la riva del mito per entrare nella storia degli uomini.

Due mondi a confronto

In scena si fronteggiano le forze arcaiche, la sapienza politeista che porta con sé la memoria del sacrificio, e l'astrazione del logos, che prova a contenere più che a superare l'idea di vendetta. Nella lettura di Rifici l'assoluzione di Oreste segna la nascita della democrazia, ma su una base fragile: l'assassinio di una Grande Madre.

Una luce malinconica

La presentazione del teatro parla di una luce malinconica gettata sul nostro concetto di democrazia: l'uomo moderno come risultato di un compromesso fragile e sempre minacciato, non come frutto di una sapienza conquistata una volta per tutte. È un punto di vista che rende l'Orestea sorprendentemente attuale.

L'Orestea di Eschilo: la trilogia che vinse nel 458 avanti Cristo

Con l'Orestea Eschilo vinse le Grandi Dionisie di Atene nel 458 avanti Cristo; delle trilogie del teatro greco classico è l'unica sopravvissuta per intero.

Agamennone

Clitemnestra uccide il marito al ritorno dalla guerra di Troia per vendicare il sacrificio della figlia Ifigenia, che Agamennone aveva immolato per ottenere venti favorevoli. Complice e amante è Egisto, cugino del re.

Coefore

Oreste torna dall'esilio e, su ordine di Apollo, vendica il padre uccidendo Egisto e la madre.

Eumenidi

Le Erinni, dee della vendetta, perseguitano il matricida fino al tribunale dell'Areopago. Le Erinni accusano, Apollo difende, Atena presiede: il suo voto decide l'assoluzione. Alla fine le Erinni diventano Eumenidi, le benevole.

Il dramma perduto

La tetralogia si chiudeva con un dramma satiresco, il Proteo, andato perduto. Fu l'ultima rappresentazione di Eschilo ad Atene prima del trasferimento a Gela, dove morì due anni più tardi.

Gli interpreti e la squadra dell'Orestea

In scena ci sono undici interpreti: Fausto Cabra, Alfonso De Vreese, Igor Horvat, Stefano Iagulli, Giusi Merli, Valeria Milillo, Francesca Osso, Valentina Picello, Monica Piseddu, Roberta Ricciardi e Anahì Traversi.

La traduzione

La traduzione è di Riccardo Favaro; drammaturgia, adattamento e regia sono di Carmelo Rifici, con Ugo Fiore come regista assistente.

Scene, costumi e luci

Le scene sono di Daniele Spanò, i costumi di Margherita Baldoni, il disegno luci di Marzio Picchetti. Scene e attrezzeria sono state realizzate dal laboratorio Bruno Colombo e Leonardo Richelli del Piccolo Teatro di Milano, i costumi nella sartoria dello stesso Piccolo; oggetti di scena ed effetti speciali sono di Valeria Desa.

La musica

Le musiche sono di Federica Furlani e Zeno Gabaglio, il sound design di Andrea Gianessi, che in tournée è anche fonico dello spettacolo.

La produzione

Produce il LAC Lugano Arte e Cultura, il centro culturale svizzero di cui Rifici è direttore artistico, con il Gruppo Ospedaliero Moncucco come partner di produzione.

Chi è Carmelo Rifici: biografia del regista

Carmelo Rifici è regista e direttore artistico del LAC Lugano Arte e Cultura dal 2020; dal 2015 al 2024 ha diretto la Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano. La sua biografia ufficiale, pubblicata dalla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano dove insegna, ne ricostruisce il percorso.

La formazione con Ronconi

Laureato in Lettere, si diploma alla scuola del Teatro Stabile di Torino e diventa regista collaboratore di Luca Ronconi in Progetto Domani, l'evento teatrale dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, e in altre regie del maestro.

Le regie in Italia

Firma decine di spettacoli per il Napoli Teatro Festival, il Piccolo Teatro di Milano, l'INDA di Siracusa, il Teatro Due di Parma, il Ponchielli di Cremona e il Circuito Lirico Lombardo.

LuganoInScena e il LAC

Dal 2014 dirige LuganoInScena, dove mette in scena Gabbiano di Cechov, Ifigenia, liberata, scritto con Angela Dematté, Purgatorio di Ariel Dorfman, Il barbiere di Siviglia di Rossini e I Cenci di Giorgio Battistelli, poi in cartellone alla Biennale Musica di Venezia nel 2020. Dal 2020 al LAC firma Macbeth, le cose nascoste, Le relazioni pericolose, La traviata diretta da Markus Poschner, Processo Galileo con Andrea De Rosa, Ulisse Artico, Anna Bolena diretta da Diego Fasolis e La pulce nell'orecchio, adattata con Tindaro Granata. Nel 2024 dirige De Gasperi: l'Europa brucia, nel 2025 il Dittico della bufera con Tre sorelle e Il gabbiano.

L'opera

Nel 2019 firma al Teatro Grande di Brescia la regia di Gianni Schicchi di Puccini e de L'heure espagnole di Ravel: la lirica è una parte stabile del suo lavoro.

I premi

Premio della Critica come regista emergente nel 2005; nel 2009 Premio ETI Olimpici del Teatro come regista dell'anno, Premio della Critica, Golden Graal e nomination agli Ubu. Seguono il Premio Enriquez per LuganoInScena e per Ifigenia, liberata, il titolo di Maestro del Premio Radicondoli nel 2021, il Premio Hystrio Digital Stage e il Premio speciale Ubu per il progetto Lingua Madre. Capsule per il futuro, ideato con Paola Tripoli. Nel settembre 2024 riceve il Premio Hystrio alla regia.

Rifici e la tragedia greca: un percorso lungo

L'Orestea arriva dopo anni di lavoro di Rifici sui classici greci, fra l'INDA di Siracusa e Ifigenia, liberata.

Ifigenia, liberata

Lo spettacolo scritto con Angela Dematté, premiato con l'Enriquez nel 2017, tornava già sulla vicenda degli Atridi dal punto di vista della figlia sacrificata: la stessa Ifigenia la cui morte scatena la vendetta di Clitemnestra nell'Agamennone.

Il tema della violenza

Da Macbeth, le cose nascoste a Processo Galileo, molte regie di Rifici ruotano intorno al rapporto fra potere, colpa e giustizia. L'Orestea, con il suo passaggio dal sangue al processo, è il punto d'arrivo naturale di questo percorso.

Il Teatro Vascello, sala di ricerca a Monteverde

Il Teatro Vascello è stato inaugurato il 4 maggio 1989 in via Giacinto Carini da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, con la compagnia La Fabbrica dell'Attore. È una delle sale romane più legate al teatro contemporaneo e alla scena internazionale.

Le radici al Teatro La Fede

Prima del Vascello c'era il Teatro La Fede, in via Portuense 78, dove negli anni Settanta Nanni e Kustermann realizzavano spettacoli come A come Alice e Risveglio di primavera, dentro quella che venne chiamata scuola romana, un teatro che dava la precedenza all'immagine sulla parola.

Teatro Stabile d'Innovazione

Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione. Nel 2004 apre la Sala Studio, al piano seminterrato. Dopo la morte di Nanni, nel gennaio 2010, la direzione artistica passa a Manuela Kustermann.

Febbraio 2027 al Vascello

Nella stagione 2026/2027 l'Orestea apre il mese di febbraio. Nelle settimane successive il cartellone del teatro prosegue con Ma a che serve la luce? di Virgilio Sieni e con l'Edipus di Testori nella versione di Federico Tiezzi e Sandro Lombardi: un mese in cui la tragedia antica torna in scena in forme molto diverse.

Una curiosità su Orestea di Carmelo Rifici al Teatro Vascello — dal 3 al 14 febbraio 2027

La curiosità più interessante riguarda i legami fra questo spettacolo e un altro titolo in scena a Roma nelle stesse settimane. Dal 9 al 14 febbraio 2027, mentre al Vascello si recita la Parte II Logos e l'integrale del secondo fine settimana, al Teatro India va in scena Vorrei una voce di Tindaro Granata. Le due produzioni vengono dalla stessa casa, il LAC Lugano Arte e Cultura, e hanno lo stesso partner di produzione. E Granata non è un nome qualsiasi per Rifici: secondo la sua biografia l'attore e drammaturgo siciliano ha recitato in diverse regie di Rifici, da Il nemico di Julien Green nel 2007 a La testa del profeta di Elena Bono nel 2009, da Buio di Sonia Antinori nel 2010 a Sanguinare inchiostro nel 2014, e con lui ha firmato l'adattamento de La pulce nell'orecchio di Feydeau. Nella stessa settimana, quindi, a Roma si possono vedere due lavori nati nello stesso ambiente artistico: una trilogia greca con undici interpreti e un monologo con le canzoni di Mina. Una seconda curiosità riguarda la costruzione dello spettacolo: scene e costumi sono stati realizzati nei laboratori del Piccolo Teatro di Milano, la stessa istituzione in cui Rifici ha diretto per quasi dieci anni la scuola intitolata a Luca Ronconi, il maestro con cui si è formato. Una produzione svizzera, quindi, costruita con le mani di un grande teatro italiano.

Biglietti per Orestea al Vascello

I biglietti per Orestea si acquistano dal sito ufficiale del Teatro Vascello, che per ciascuna delle tre formule rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro in via Giacinto Carini 78.

Online

Dalla pagina dello spettacolo si accede all'acquisto separato di Parte I, Parte II e integrale. Il sito del Vascello spiega che acquistando online si possono avere biglietti, abbonamenti e card direttamente sul telefono.

Card e abbonamenti

Il teatro propone card per la stagione 2026/2027, da acquistare almeno 24 ore prima del primo utilizzo. Chi pensa di vedere a febbraio anche Sieni e l'Edipus fa bene a valutarle.

I prezzi

I prezzi di ogni formula sono pubblicati sui canali ufficiali del Vascello e sul circuito autorizzato: conviene controllarli prima di scegliere fra due serate e integrale.

Una cosa che non ti dice nessuno su Orestea di Carmelo Rifici al Teatro Vascello — dal 3 al 14 febbraio 2027

Quello che non si legge nelle presentazioni è che l'Orestea di Rifici non è pensata soltanto per chi conosce Eschilo. Le due parti hanno titoli che sono già una chiave di lettura, Mithos e Logos, e ognuna ha un inizio e una fine riconoscibili: chi non ricorda chi sia Egisto o perché le Erinni perseguitino Oreste può seguire lo spettacolo senza fatica, purché arrivi con un'idea minima della trama. Il consiglio è leggere prima una sintesi delle tre tragedie, bastano dieci minuti, e magari il finale delle Eumenidi, con il voto di Atena. La seconda cosa che nessuno dice riguarda le date. La pagina del Vascello, in testa, riporta un periodo diverso, di fine gennaio, mentre il calendario dettagliato delle recite indica dal 3 al 14 febbraio: vale quest'ultimo, che elenca giorno per giorno le repliche di Mithos, Logos e integrale, ma conviene controllare il giorno scelto al momento dell'acquisto. La terza riguarda la stanchezza. L'integrale del sabato comincia alle 19: tre ore circa di tragedia dopo una settimana di lavoro sono tante, e la domenica pomeriggio alle 17 è la scelta più riposante.

Il consiglio che ti do per visitare Orestea di Carmelo Rifici al Teatro Vascello — dal 3 al 14 febbraio 2027

Il consiglio è vedere l'integrale, e vederlo di domenica. Domenica 7 o domenica 14 febbraio alle 17: si arriva a Monteverde nel primo pomeriggio, con la luce, si fa due passi al Gianicolo o a Villa Sciarra, si entra in sala riposati e si esce all'ora di cena. Il passaggio da Mithos a Logos, che è il cuore del lavoro di Rifici, si coglie davvero solo vedendo le due parti di seguito: la vendetta e poi il processo, il sangue e poi il voto, la Grande Madre uccisa e poi la città che nasce. Se l'integrale non è possibile, la formula migliore è una sera di Mithos a inizio settimana e una di Logos la settimana dopo, lasciando fra le due il tempo di rileggere le Eumenidi. Per chi arriva da fuori Roma, il fine settimana del 13 e 14 febbraio permette di combinare l'integrale del sabato con Vorrei una voce di Tindaro Granata al Teatro India la domenica, due produzioni della stessa casa. Un ultimo consiglio pratico: prenotate con qualche giorno d'anticipo, perché le recite integrali sono solo quattro e il Vascello non è una sala enorme, e arrivate con venti minuti di margine se usate il bus 75 di sera.

Come arrivare al Teatro Vascello per Orestea

Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, e il modo più diretto per arrivarci è il bus 75, che ferma davanti all'ingresso.

In autobus

Il 75 è la linea più diretta per chi arriva dal centro. Il teatro indica come utili anche le linee 44, 710, 870 e 871, che collegano Monteverde a Trastevere e ai quartieri a ovest. Per gli orari serali conviene usare il calcolatore di percorso dell'Atac.

In treno

Dalla stazione Ostiense il treno metropolitano porta alla stazione Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti, a pochi passi dal teatro. È la soluzione più rapida per chi arriva con la metro B, collegata a Ostiense dalla fermata Piramide.

In auto

Il teatro suggerisce la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a un centinaio di metri. Ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.

A piedi

Da Trastevere si sale verso Monteverde attraverso le strade del Gianicolo: una camminata in salita, piacevole anche d'inverno se il tempo è asciutto, da fare con scarpe comode e con margine sull'orario.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che l'Orestea sia una trilogia lo sanno tutti quelli che hanno fatto il liceo classico. Meno citato è che sia l'unica trilogia greca arrivata intera: di tutte le tetralogie presentate agli agoni di Atene, Agamennone, Coefore ed Eumenidi sono le sole tre tragedie legate che possiamo leggere una dopo l'altra, come erano state pensate. Il quarto elemento, il dramma satiresco Proteo, che doveva sollevare l'animo degli spettatori dopo tanto sangue, è perduto. Un secondo fatto noto agli studiosi e poco raccontato: con l'Orestea Eschilo vinse le Grandi Dionisie del 458 avanti Cristo, e fu la sua ultima rappresentazione ad Atene prima di trasferirsi a Gela, in Sicilia, dove morì due anni dopo. Il più grande testo sulla nascita della città democratica è dunque anche il congedo del suo autore dalla città. Un terzo fatto, più vicino a noi. Nelle Eumenidi il processo si tiene sull'Areopago, e a decidere l'assoluzione è il voto favorevole di Atena. È proprio su questo punto, la giustizia come compromesso e non come verità, che Rifici costruisce la seconda parte del suo spettacolo.

Il quartiere intorno al Teatro Vascello: Monteverde Vecchio

Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche. Un quartiere di palazzine e villini, tranquillo la sera, a pochi minuti dal centro.

Il Gianicolo

Il Gianicolo è vicinissimo: prima di una pomeridiana di domenica, il panorama sulla città nella luce di febbraio è il modo migliore per preparare la giornata.

Le ville

Villa Sciarra, raccolta e piena di fontane, e Villa Doria Pamphilj, il grande parco a ovest del quartiere, sono le due soste verdi della zona. D'inverno i cancelli chiudono presto: conviene controllare l'orario.

Il Fontanone e San Pancrazio

Salendo verso il colle si arriva alla Fontana dell'Acqua Paola e, poco oltre, alla basilica di San Pancrazio: due tappe facili prima dell'integrale.

Trastevere

Ai piedi di Monteverde si apre Trastevere, con la basilica di Santa Maria in Trastevere: la zona dove scendere dopo lo spettacolo per cenare.

La foto giusta da fare a Orestea di Carmelo Rifici al Teatro Vascello — dal 3 al 14 febbraio 2027

Durante lo spettacolo nessuna foto: in una tragedia costruita su luci, suono e presenza del coro, uno schermo acceso rompe il buio per tutta la fila e disturba gli interpreti. La foto giusta si fa prima e dopo. La prima è la facciata del Vascello su via Giacinto Carini con la locandina di Orestea: dice dove e quando, ed è il ricordo più semplice. La seconda si fa se scegliete l'integrale della domenica: al Gianicolo, prima delle 17, con Roma in basso e la luce bassa di febbraio che arriva di taglio sulle cupole. Ha un senso preciso con questo spettacolo, che parla della nascita della città: la polis vista dall'alto, con le sue piazze e i suoi palazzi del potere. La terza è per chi ama i dettagli: il foglio di sala con i nomi degli undici interpreti e la scansione Mithos e Logos, fotografato accanto ai biglietti delle due parti. Se vedete lo spettacolo in due sere diverse, i due biglietti insieme raccontano bene la struttura del lavoro. Regola che vale sempre: niente flash, niente video, niente scatti durante gli applausi finché gli interpreti sono in scena, salvo indicazioni diverse del teatro.

Dove mangiare prima o dopo Orestea

Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, il Coffee Plant Bistrot, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo e, per l'integrale, nell'eventuale pausa fra le due parti.

A Monteverde

Il quartiere ha trattorie e pizzerie frequentate soprattutto da residenti, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere: la scelta giusta dopo le recite feriali delle 21, che finiscono verso le 22:30.

A Trastevere

Dopo l'integrale del sabato, che finisce tardi, conviene scendere a Trastevere, dove osterie e trattorie restano aperte fino a notte. Il sabato sera il rione si riempie presto: prenotate.

La domenica

L'integrale della domenica alle 17 finisce all'ora di cena: il ristorante prenotato a Monteverde o a Trastevere è la conclusione più naturale di un pomeriggio di tragedia.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Vascello si racconta per date. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia: una dichiarazione d'intenti, perché Kantor era uno dei nomi più radicali della scena europea. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di ricerca di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e nello stesso anno il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble, il teatro fondato da Brecht. Nella primavera del 2001 il cofondatore Giancarlo Nanni è il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen dedicato alla poesia, nel 2004 apre la Sala Studio. Nel gennaio 2010 muore Nanni e la direzione passa a Manuela Kustermann. Da oltre vent'anni, ogni autunno, la Fondazione Romaeuropa porta al Vascello una parte del suo festival, e in questa stagione la sala ha aperto con Tragudia, Il canto di Edipo di Alessandro Serra. Nel febbraio 2027 il mito degli Atridi entra in questa storia con la trilogia di Eschilo nella lettura di Rifici.

Accessibilità, studenti e informazioni pratiche

Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.

Con gli studenti

L'Orestea è uno spettacolo ideale per chi studia greco, storia o filosofia politica: ogni parte dura un'ora e mezza, e la chiave di lettura, la nascita della democrazia dalla violenza, si presta alla discussione in classe. Per i bambini piccoli non è pensato.

La puntualità

In una tragedia, entrare in ritardo disturba tutti. Partite con margine, soprattutto se usate il bus in serata.

Febbraio a Roma

Febbraio è uno dei mesi più tranquilli per visitare Roma: meno turisti, musei più vivibili, giornate che si allungano. Le serate sono fresche e a volte piovose: un ombrello in borsa e un cappotto facile da togliere in sala sono la scelta più sensata.

Chi è passato da Orestea di Carmelo Rifici al Teatro Vascello — dal 3 al 14 febbraio 2027

Sul palcoscenico del Vascello e, prima ancora, nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati alcuni dei nomi più importanti del teatro contemporaneo. Al Teatro La Fede, la prima sede degli anni Settanta, arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista francese Gérard Gelas e il Living Theatre; dal gruppo uscirono Memè Perlini e Giuliano Vasilicò. Al Vascello, dal 1989, sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono; per la danza Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni, Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali Bob Wilson e Peter Brook, che qui presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia. Dal 3 al 14 febbraio 2027 passano Carmelo Rifici, allievo di Luca Ronconi e direttore artistico del LAC, il traduttore Riccardo Favaro, lo scenografo Daniele Spanò, i musicisti Federica Furlani e Zeno Gabaglio e undici interpreti, fra cui Fausto Cabra, Giusi Merli, Monica Piseddu e Valentina Picello. E con loro, idealmente, Eschilo, Clitemnestra, Oreste, le Erinni e Atena, la dea che inventò il tribunale.

Domande frequenti su Orestea al Teatro Vascello

Quando va in scena Orestea al Teatro Vascello?

Orestea di Carmelo Rifici è al Teatro Vascello dal 3 al 14 febbraio 2027. Parte I Mithos il 3, 4 e 5 febbraio alle 21; Parte II Logos dal 9 al 12 febbraio alle 21; l'integrale sabato 6 e 13 alle 19, domenica 7 e 14 alle 17.

Quanto dura l'Orestea di Rifici?

Ogni parte dell'Orestea di Rifici, Mithos e Logos, dura un'ora e trenta secondo il Teatro Vascello. La durata complessiva dell'integrale, con l'eventuale pausa, non è indicata: conviene considerare almeno tre ore.

Si possono vedere le due parti separatamente?

Sì, al Teatro Vascello Mithos e Logos si vendono separatamente e hanno date diverse, oltre alle quattro recite integrali. A nostro giudizio conviene vederle entrambe, in due sere o nell'integrale, perché lo spettacolo è costruito come un dittico.

Chi recita nell'Orestea di Carmelo Rifici?

Nell'Orestea di Rifici recitano Fausto Cabra, Alfonso De Vreese, Igor Horvat, Stefano Iagulli, Giusi Merli, Valeria Milillo, Francesca Osso, Valentina Picello, Monica Piseddu, Roberta Ricciardi e Anahì Traversi. Traduzione di Riccardo Favaro, produzione LAC Lugano Arte e Cultura.

Dove si comprano i biglietti per Orestea?

I biglietti per Orestea si acquistano dalla pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Vascello, con un acquisto distinto per Parte I, Parte II e integrale, oppure alla biglietteria di via Giacinto Carini 78. I prezzi sono sui canali ufficiali del teatro.

Come si arriva al Teatro Vascello?

Il Teatro Vascello, in via Giacinto Carini 78, si raggiunge con il bus 75 che ferma davanti all'ingresso, con le linee 44, 710, 870 e 871, oppure in treno da Ostiense fino alla stazione Quattro Venti, a pochi passi dal teatro.

Orestea è adatta agli studenti?

L'Orestea di Rifici è adatta agli studenti delle superiori e dell'università: ogni parte dura un'ora e mezza e il tema, la nascita della democrazia dal superamento della vendetta, si presta allo studio. Per i bambini non è pensata.

Chi è Carmelo Rifici?

Carmelo Rifici è un regista formato con Luca Ronconi, direttore artistico del LAC Lugano Arte e Cultura dal 2020 e, fino al 2024, direttore della Scuola di Teatro Luca Ronconi del Piccolo Teatro di Milano. Nel 2024 ha ricevuto il Premio Hystrio alla regia.

Il consiglio finale su Orestea

L'Orestea di Rifici è uno di quegli spettacoli che giustificano un viaggio a Roma in febbraio. A nostro giudizio la formula giusta è l'integrale della domenica: il pomeriggio al Gianicolo, le due parti di seguito, la cena a Monteverde. Chi ha poco tempo sceglie le due sere feriali, ma non si ferma a Mithos: la domanda che interessa a Rifici, cioè che cosa resta della vendetta quando nasce il tribunale, arriva soltanto con Logos. Leggere prima una sintesi di Eschilo, prenotare per tempo, arrivare con margine: il resto lo fa il teatro.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento3 Febbraio 2027 21:00 — 14 Febbraio 2027
IndirizzoTeatro Vascello, Via Giacinto Carini 78, 00152 Roma Monteverde, Roma, Roma Città

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