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La trilogia dei poveri cristi di Ascanio Celestini al Teatro Vascello — dall’11 al 16 maggio 2027

La trilogia dei poveri cristi, i tre spettacoli di e con Ascanio Celestini Laika, Pueblo e Rumba, va in scena al Teatro Vascello, in via Giacinto Carini 78 a Monteverde, da martedì 11 a domenica 16 maggio 2027. Laika è in programma martedì 11 alle 21 e domenica 16 alle 17; Pueblo mercoledì 12 alle 21 e sabato 15 alle 19; Rumba giovedì 13 e venerdì 14 alle 21. Le musiche sono di Gianluca Casadei. Il teatro propone una card da 45 euro per i tre spettacoli; i biglietti delle singole serate si acquistano sul sito ufficiale del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, dove sono pubblicati anche i prezzi. Il Vascello si raggiunge con il bus 75, che ferma davanti all'ingresso, oppure con il treno fino alla stazione Quattro Venti, a pochi passi.

Ascanio Celestini, autore e interprete della trilogia dei poveri cristi al Teatro Vascello
Ascanio Celestini, autore e interprete della trilogia dei poveri cristi al Teatro Vascello Foto: Ufficio stampa Teatro Vascello (immagine ufficiale dello spettacolo)

La trilogia dei poveri cristi al Teatro Vascello: date, orari e biglietti

La trilogia dei poveri cristi occupa il Teatro Vascello per sei sere, dall'11 al 16 maggio 2027: ogni spettacolo ha due repliche, e con la card da 45 euro si vedono tutti e tre.

Laika

Laika va in scena martedì 11 maggio alle 21 e domenica 16 maggio alle 17. Dura 90 minuti senza intervallo.

Pueblo

Pueblo va in scena mercoledì 12 maggio alle 21 e sabato 15 maggio alle 19. Dura 90 minuti senza intervallo.

Rumba

Rumba va in scena giovedì 13 e venerdì 14 maggio alle 21. È il capitolo più lungo: 110 minuti senza intervallo.

La card della trilogia

Il Vascello propone una card da 45 euro valida per i tre spettacoli, Laika, Pueblo e Rumba, acquistabile online. I prezzi dei biglietti singoli sono indicati sul sito del teatro, nella pagina di ciascuna serata.

In quale ordine vederli

Il calendario permette di vedere la trilogia nell'ordine di scrittura in tre sere consecutive, martedì, mercoledì e giovedì, oppure in un fine settimana, con Rumba venerdì, Pueblo sabato e Laika domenica: in questo secondo caso si procede a ritroso.

Che cos'è la trilogia dei poveri cristi

La trilogia dei poveri cristi riunisce tre spettacoli scritti da Ascanio Celestini in circa dieci anni e ambientati nella stessa periferia: un parcheggio, un supermercato, un condominio, un magazzino della logistica.

Una periferia qualunque

Nel testo di presentazione pubblicato dal Vascello, Celestini racconta di aver cominciato una decina d'anni fa pensando a un parcheggio in una periferia qualunque. I centri storici sono tutti diversi, osserva, e per questo finiscono sulle cartoline; le periferie invece si somigliano, da Roma a Parigi, da Stoccolma a New York.

Personaggi fuori dalla Storia

I protagonisti sono il barbone, la barbona, lo zingaro, la vecchia, la donna con la testa impicciata, il razzista con il figlio morto, il vecchio analfabeta, il seppellitore, la cassiera del supermercato, i facchini africani. Persone ai margini della grande Storia, ma al centro della propria vita: se ci si abitua a guardare dove c'è poca luce, scrive Celestini, li si vede brillare nell'ombra.

Il tono

Nonostante i temi, povertà, lavoro sfruttato, migrazioni, la trilogia non è un teatro cupo. Celestini alterna il comico e il tragico, la battuta fulminante e il silenzio, e il pubblico ride spesso. A nostro giudizio è proprio questo equilibrio a rendere i tre spettacoli accessibili anche a chi non frequenta il teatro di ricerca: la denuncia passa attraverso il racconto, mai attraverso la predica, e i personaggi restano persone prima che simboli.

Una sola storia in tre tempi

I tre spettacoli sono legati da personaggi che ritornano. Il barbone che chiede l'elemosina in Laika è lo stesso che racconta, in Rumba, da dove è cominciato il suo viaggio. Vederli tutti permette di ricomporre il quadro.

Laika: Gesù in un monolocale di periferia

Laika, andato in scena per la prima volta a Roma nel 2015, immagina il ritorno di Gesù sulla terra, in un monolocale di periferia con vista sul parcheggio di un supermercato.

Lo sguardo di Pietro

Secondo la ricostruzione enciclopedica dello spettacolo, Gesù arriva come osservatore ma, cieco, è costretto a servirsi degli occhi di Pietro. Da quella finestra vede il barbone che chiede l'elemosina, la vecchia che va al supermercato, la donna con la testa impicciata del condominio.

Il titolo

Laika è il nome della cagnetta sovietica sacrificata nel lancio spaziale del 1957, un episodio che la versione francese dello spettacolo richiama esplicitamente: una creatura umile mandata a morire per un progetto più grande di lei.

Voci e immagini

In Laika la voce fuori campo è di Alba Rohrwacher, l'immagine è di Riccardo Mannelli. Lo spettacolo è prodotto da Fabbrica, Romaeuropa Festival e Teatro Carcano.

Pueblo: la cassiera, la barbona e il facchino

Pueblo, presentato a Roma nell'ottobre 2017 al Teatro Vittoria per il Romaeuropa Festival, è la prosecuzione ideale di Laika: dal parcheggio si entra nel supermercato, nel bar, nelle strade della periferia.

Violetta

Il testo di Celestini lo racconta così: Pueblo entra nel supermercato con Violetta, che lavora alla cassa e si sente una regina. La sera stacca il turno e torna a casa, e attraverso di lei si guarda dentro le finestre del condominio.

Domenica e Said

Lungo la strada Violetta parla con Domenica, la barbona che tiene pulito il parcheggio. Domenica ha un grande amore, Said, un facchino che porta lo spettatore dentro il grande magazzino della logistica, fra chi sposta pacchi e chi parte senza sapere dove si fermerà il viaggio.

Voci e immagini

In Pueblo la voce è di Ettore Celestini, l'immagine di Riccardo Mannelli, le luci di Danilo Facco. La produzione è di Fabbrica, Romaeuropa Festival e Teatro Carcano.

Rumba: l'asino e il bue nel parcheggio del supermercato

Rumba, del 2023, porta come sottotitolo L'Asino e il Bue del presepe di San Francesco nel parcheggio del supermercato ed è stato commissionato dal Comitato Nazionale Greccio 2023.

Francesco e il presepe

Lo spettacolo evoca Francesco d'Assisi, che nella notte di Natale del 1223 allestì a Greccio il primo presepe, con un bue, un asino e una mangiatoia. Nell'anno dell'ottavo centenario, Celestini si chiede come il santo avrebbe vissuto la povertà, la pace e la fratellanza nell'Italia di oggi.

Il viaggio di Joseph

Rumba, scrive l'autore, indica dove è cominciato il viaggio del barbone conosciuto in Laika: prima di essere un barbone è stato un facchino, e prima ancora è venuto da una terra lontanissima. È una storia di naufragi e galere, ma anche di canti. A raccontarla è Joseph, che porta nel cuore la vita degli altri e si dimentica di vivere la sua.

Voci e immagini

In Rumba la voce è di Agata Celestini, le immagini dipinte di Franco Biagioni, le luci di Filip Marocchi. La produzione è di Fabbrica, Fondazione Musica per Roma e Teatro Carcano.

Ascanio Celestini, il restauratore di storie

Ascanio Celestini, nato a Roma il 1° giugno 1972, è attore, drammaturgo, scrittore e regista, uno dei principali esponenti della seconda generazione del teatro di narrazione.

Le origini romane

Figlio di un restauratore di mobili del Quadraro e di una parrucchiera di Torpignattara, Celestini è cresciuto nel quartiere periferico di Casal Morena. Dopo la maturità classica ha studiato lettere con indirizzo antropologico, e a metà degli anni Novanta si è avvicinato al teatro con il Teatro Agricolo O del Montevaso.

Gli spettacoli della memoria

Dal 1998, con Cicoria. In fondo al mondo, Pasolini, scritto con Gaetano Ventriglia, Celestini ha costruito un repertorio fondato sulle fonti orali: la trilogia Milleuno, Radio clandestina sull'eccidio delle Fosse Ardeatine, Fabbrica, Scemo di guerra presentato alla Biennale di Venezia del 2004, La pecora nera sui manicomi, nato da tre anni di interviste, anche al Santa Maria della Pietà di Roma.

Il cinema e i libri

Dallo spettacolo La pecora nera è nato il film omonimo, in concorso alla Mostra di Venezia del 2010, che gli è valso fra l'altro il Ciak d'oro come miglior opera prima. Con il libro Lotta di classe ha vinto nel 2009 il Premio Volponi; nel 2019 ha pubblicato con Einaudi Barzellette.

Radio, televisione e musica

Dal 2001 collabora con Rai Radio 3, per diversi anni dal 2006 è stato ospite di Parla con me di Serena Dandini su Rai 3. Nel 2007 ha pubblicato il disco Parole sante, premio Ciampi come miglior debutto discografico.

Il metodo

I suoi testi nascono da interviste e ricerche sul campo con testimoni di eventi storici e sociali. In un'intervista del 2022, ricordando il mestiere del padre, Celestini ha definito il proprio lavoro con un'immagine precisa: prendere le storie degli altri, restaurarle e metterle nello spazio pubblico del teatro.

La trilogia in Europa

La trilogia dei poveri cristi ha avuto una vita internazionale ampia, soprattutto in Belgio, in Francia e in Svezia.

David Murgia

L'attore belga David Murgia ha portato in scena Laika nel 2018 al Théâtre du Rond Point di Parigi e Pueblo nel settembre 2020 al Théâtre de Namur, in Belgio.

La Svezia

Celestini ha diretto Laika e Pueblo anche in Svezia, con l'attore curdo svedese Özz Nûjen e il musicista finlandese Markus Räsänen, per il Riksteatern.

Gianluca Casadei

In scena con Celestini c'è il musicista Gianluca Casadei, autore delle musiche della trilogia e collaboratore di lunga data, già presente in Dépaysement e in Barzellette.

Il Teatro Vascello, sala di ricerca a Monteverde

Il Teatro Vascello è stato inaugurato il 4 maggio 1989 in via Giacinto Carini da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann, con la compagnia La Fabbrica dell'Attore.

Le radici al Teatro La Fede

Prima del Vascello c'era il Teatro La Fede, in via Portuense 78, dove negli anni Settanta Nanni e Kustermann lavoravano dentro quella che venne chiamata scuola romana, un teatro che dava la precedenza all'immagine sulla parola.

Teatro Stabile d'Innovazione

Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione. Nel 2004 apre la Sala Studio. Dopo la morte di Nanni, nel gennaio 2010, la direzione artistica passa a Manuela Kustermann.

Il Vascello e Romaeuropa

Da oltre vent'anni la Fondazione Romaeuropa porta al Vascello una parte del suo festival: un legame che si ritrova anche nella trilogia, visto che Laika e Pueblo sono coprodotti da Romaeuropa.

Una curiosità sulla trilogia dei poveri cristi di Ascanio Celestini al Teatro Vascello — dall'11 al 16 maggio 2027

La curiosità più bella riguarda le voci fuori campo. In ognuno dei tre spettacoli, accanto a Celestini e alla musica di Gianluca Casadei, c'è una voce registrata che dialoga con il narratore. In Laika è quella di Alba Rohrwacher, una delle attrici italiane più apprezzate del cinema d'autore. In Pueblo è quella di Ettore Celestini, in Rumba quella di Agata Celestini: i nomi lasciano pensare a una trilogia che è anche, in parte, una faccenda di famiglia, anche se il teatro non specifica i legami. Un secondo filo curioso è quello che lega la trilogia a Roma. Laika ha debuttato a Roma nel 2015; Pueblo è stato presentato nel 2017 al Teatro Vittoria per il Romaeuropa Festival; Rumba è coprodotto dalla Fondazione Musica per Roma. Celestini è nato e cresciuto nella periferia romana, a Casal Morena, figlio di un restauratore del Quadraro e di una parrucchiera di Torpignattara: la periferia che racconta, pur presentata come universale, ha radici molto precise. Infine, il Vascello: la sala di Monteverde festeggia il proprio compleanno il 4 maggio, giorno dell'inaugurazione nel 1989, e nella settimana immediatamente successiva, in questa stagione, ospita la trilogia completa di uno degli autori che meglio hanno raccontato i margini della città. A nostro giudizio è una scelta di programmazione che dice molto dell'identità del teatro.

Una cosa che non ti dice nessuno sulla trilogia dei poveri cristi di Ascanio Celestini al Teatro Vascello — dall'11 al 16 maggio 2027

Quello che raramente si dice del teatro di Celestini è quanto lavoro di ricerca ci sia dietro ogni frase. I suoi spettacoli sembrano racconti spontanei, affabulazioni di un narratore che parla a ruota libera; in realtà nascono da interviste, raccolte sul campo, letture di documenti. La pecora nera, per esempio, è nato da tre anni di lavoro con psichiatri, infermieri e operatori degli ex manicomi. La trilogia dei poveri cristi porta questo metodo nel presente: il supermercato, il magazzino della logistica, il parcheggio sono luoghi quotidiani, e i personaggi che li abitano sono costruiti con la stessa attenzione antropologica. Un'altra cosa poco detta è che la trilogia ha avuto una vita più lunga all'estero di quanto si immagini: in Belgio, Francia e Svezia i testi sono stati recitati da altri attori, tradotti, adattati. Laika, con David Murgia, è arrivato al Théâtre du Rond Point di Parigi. Vederla qui, nella lingua e nella città in cui è nata, e con il suo autore in scena, ha un valore particolare. Infine, un dettaglio pratico che molti ignorano: la pagina del Vascello indica la card della trilogia a 45 euro. Per chi vuole seguire il filo dei personaggi da Laika a Rumba, è la formula più logica, e il calendario permette di chiudere tutto in tre sere consecutive.

Il consiglio che ti do per visitare la trilogia dei poveri cristi di Ascanio Celestini al Teatro Vascello — dall'11 al 16 maggio 2027

Il consiglio è vedere tutta la trilogia, e nell'ordine in cui è stata scritta. Il calendario del Vascello lo rende possibile con tre sere consecutive: Laika martedì 11, Pueblo mercoledì 12, Rumba giovedì 13, sempre alle 21. I personaggi tornano da uno spettacolo all'altro, e chi li ha conosciuti in Laika li ritrova in Pueblo con uno sguardo diverso, fino a scoprire in Rumba l'origine del viaggio del barbone. Chi non può dedicare tre sere feriali ha l'alternativa del fine settimana: Rumba venerdì 14 alle 21, Pueblo sabato 15 alle 19, Laika domenica 16 alle 17. In questo caso si procede a ritroso, dalla fine all'inizio: un percorso meno lineare, ma non privo di fascino, perché si scopre prima l'origine e poi il destino. Chi può vedere un solo spettacolo, a nostro giudizio, dovrebbe scegliere Laika: è il capitolo fondativo, quello in cui nasce la periferia della trilogia, e ha la forza di un racconto compiuto. Per tutti e tre conviene arrivare con un po' di anticipo, per trovare posto con calma, e mettere in conto la durata: 90 minuti per Laika e Pueblo, 110 per Rumba, senza intervallo. Il consiglio pratico è acquistare la card da 45 euro appena disponibile.

Come arrivare al Teatro Vascello per la trilogia

Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, e si raggiunge con il bus 75 che ferma davanti all'ingresso.

In autobus

Il 75 è la linea più diretta dal centro. Il teatro indica come utili anche le linee 44, 710, 870 e 871, che collegano Monteverde a Trastevere e ai quartieri a ovest. Per gli orari serali conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto romana.

In treno

Dalla stazione Ostiense il treno metropolitano porta alla stazione Quattro Venti, a pochi passi dal teatro: la via più rapida per chi arriva con la metro B, collegata a Ostiense dalla fermata Piramide.

In auto

Il teatro suggerisce la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a un centinaio di metri. Ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Ascanio Celestini è un narratore politico, un autore di teatro civile: Radio clandestina sulle Fosse Ardeatine, Fabbrica sul lavoro operaio, La pecora nera sui manicomi, Appunti per un film sulla lotta di classe sui precari dei call center. Meno spesso si ricorda quanto profondo sia il suo legame con la cultura popolare e la fiaba. Tra il 1998 e il 2000 ha scritto la trilogia Milleuno, basata sulla narrazione di tradizione orale; nel 2002 ha portato in scena Cecafumo, una raccolta di fiabe popolari italiane; nel 2001 ha realizzato per Rai Radio 3 un programma in venticinque puntate sulla fiaba. Con i musicisti della compagnia Agresta si è dedicato anche al recupero di suoni e strumenti della musica tradizionale di molte regioni italiane. La trilogia dei poveri cristi va letta anche in questa luce: la periferia contemporanea diventa un paesaggio da fiaba, con i suoi re e le sue regine, come Violetta alla cassa del supermercato, e i suoi santi senza aureola. Rumba, con l'asino e il bue del presepe di Greccio trasportati nel parcheggio di un supermercato, è quasi una favola sacra moderna. Chi entra al Vascello aspettandosi solo un comizio in forma di spettacolo troverà invece un narratore che usa le armi antiche del racconto orale per parlare del presente.

Il quartiere intorno al Teatro Vascello: Monteverde Vecchio

Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche.

Il Gianicolo

Il Gianicolo è vicinissimo: il panorama prima della pomeridiana della domenica è il modo migliore di preparare la giornata.

Le ville

Villa Sciarra e Villa Doria Pamphilj sono le due soste verdi della zona. A maggio sono il posto giusto per una passeggiata prima della pomeridiana.

Il Fontanone

Salendo verso il colle si arriva alla Fontana dell'Acqua Paola, con la vista sulla città.

Trastevere

Ai piedi di Monteverde si apre Trastevere, con la basilica di Santa Maria in Trastevere.

La foto giusta da fare alla trilogia dei poveri cristi di Ascanio Celestini al Teatro Vascello — dall'11 al 16 maggio 2027

La foto giusta, per la trilogia dei poveri cristi, non si fa in sala: durante gli spettacoli le riprese non sono ammesse, e con un narratore che parla al pubblico per un'ora e mezza qualsiasi luce di telefono è un'intrusione. La foto si fa prima o dopo, e il soggetto più coerente con lo spirito della trilogia è proprio quello che Celestini racconta: la periferia. Il Vascello si trova a Monteverde, un quartiere residenziale e verde, lontano dai parcheggi di supermercato della trilogia; ma basta una fermata di treno, verso la stazione Quattro Venti, per trovare scorci di città quotidiana, lontani dalle cartoline. Il consiglio è fotografare un luogo qualunque, una fermata d'autobus, un marciapiede, un'insegna di negozio, con lo sguardo della trilogia: quello di chi si abitua a guardare dove c'è poca luce. Per chi vuole invece un ricordo classico, l'ingresso del Vascello in via Giacinto Carini, con la locandina della trilogia, è l'immagine della serata. Chi sceglie la pomeridiana della domenica di Laika, alle 17, può salire prima al Gianicolo per la foto panoramica di Roma: il contrasto fra la città delle cartoline e quella raccontata da Celestini è, in fondo, il tema della trilogia.

Dove mangiare prima o dopo la trilogia

Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, il Coffee Plant Bistrot, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo.

A Monteverde

Il quartiere ha trattorie e pizzerie frequentate soprattutto da residenti, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere: la scelta giusta dopo le recite delle 21, che per Rumba finiscono intorno alle 23.

A Trastevere

Dopo Pueblo del sabato alle 19 conviene scendere a Trastevere, dove osterie e trattorie restano aperte fino a tardi. Il sabato sera prenotate.

La domenica

Laika della domenica alle 17 finisce all'ora dell'aperitivo: un bicchiere a Monteverde e poi cena con calma è la conclusione più naturale.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Vascello si racconta per date. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia: una dichiarazione d'intenti, perché Kantor era uno dei nomi più radicali della scena europea. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di ricerca di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e nello stesso anno il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble. Nella primavera del 2001 il cofondatore Giancarlo Nanni è il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen dedicato alla poesia, nel 2004 apre la Sala Studio. Nel gennaio 2010 muore Nanni e la direzione passa a Manuela Kustermann. Da oltre vent'anni la Fondazione Romaeuropa porta al Vascello una parte del suo festival, e nell'autunno 2026 la stagione ha proposto, fra gli altri, Tragudia, Il canto di Edipo di Alessandro Serra e Lemnos di Giorgina Pi. Nel maggio 2027, pochi giorni dopo il trentottesimo compleanno della sala, arriva la trilogia completa di Celestini.

Accessibilità, studenti e informazioni pratiche

Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.

Con gli studenti

La trilogia è preziosa per chi studia il teatro di narrazione o si interessa di temi sociali: lavoro, migrazioni, povertà. Linguaggio e temi la rendono adatta a un pubblico adulto e ai ragazzi delle superiori.

La durata

Laika e Pueblo durano 90 minuti, Rumba 110, tutti senza intervallo. Conviene arrivare riposati e con qualche minuto di anticipo. Chi sceglie le tre sere consecutive mette in conto circa quattro ore e mezza di spettacolo in tutto, distribuite in tre serate.

Maggio a Roma

A metà maggio le sere romane sono miti e le giornate lunghe: il tragitto a piedi fra la fermata del bus o del treno e il teatro è piacevole anche dopo le 23.

Chi è passato dalla trilogia dei poveri cristi di Ascanio Celestini al Teatro Vascello — dall'11 al 16 maggio 2027

Sul palcoscenico del Vascello e, prima ancora, nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati alcuni dei nomi più importanti del teatro contemporaneo. Al Teatro La Fede, la prima sede degli anni Settanta, arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista francese Gérard Gelas e il Living Theatre; dalla compagnia di Nanni e Kustermann uscirono Memè Perlini e Giuliano Vasilicò. Al Vascello, dal 1989, sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono; per la danza Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni, Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali Bob Wilson e Peter Brook, che qui presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia. Dall'11 al 16 maggio 2027 passano Ascanio Celestini e Gianluca Casadei, con le voci di Alba Rohrwacher, Ettore e Agata Celestini, le immagini di Riccardo Mannelli e Franco Biagioni. E con loro, idealmente, tutta la folla della trilogia: Violetta, Domenica, Said, Joseph, il barbone, la vecchia, e Francesco d'Assisi con l'asino e il bue di Greccio.

Domande frequenti sulla trilogia dei poveri cristi

Quando va in scena la trilogia dei poveri cristi al Teatro Vascello?

La trilogia dei poveri cristi di Ascanio Celestini va in scena al Teatro Vascello dall'11 al 16 maggio 2027: Laika martedì 11 alle 21 e domenica 16 alle 17, Pueblo mercoledì 12 alle 21 e sabato 15 alle 19, Rumba giovedì 13 e venerdì 14 alle 21.

Quanto costa la card per i tre spettacoli di Celestini?

Il Teatro Vascello propone una card da 45 euro per vedere Laika, Pueblo e Rumba, acquistabile online dal sito del teatro. I prezzi dei biglietti singoli sono pubblicati nelle pagine delle singole serate.

Quanto durano Laika, Pueblo e Rumba?

Nella trilogia dei poveri cristi Laika e Pueblo durano 90 minuti ciascuno, Rumba 110 minuti, tutti senza intervallo, secondo il sito del Teatro Vascello.

Bisogna vedere gli spettacoli nell'ordine?

La trilogia dei poveri cristi ha personaggi che tornano da uno spettacolo all'altro, ma ogni capitolo si regge da solo. Al Vascello si possono vedere nell'ordine di scrittura in tre sere consecutive, da martedì 11 a giovedì 13 maggio.

Di cosa parla Rumba di Ascanio Celestini?

Rumba di Ascanio Celestini, commissionato dal Comitato Nazionale Greccio 2023, porta l'asino e il bue del presepe di San Francesco nel parcheggio di un supermercato e racconta il viaggio del barbone di Laika, dalla terra lontana da cui è partito.

Chi è Ascanio Celestini?

Ascanio Celestini è un attore, drammaturgo e scrittore romano nato nel 1972, fra i principali autori del teatro di narrazione, noto per Radio clandestina, Fabbrica e La pecora nera, da cui ha tratto un film in concorso a Venezia nel 2010.

Come si arriva al Teatro Vascello?

Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio. Il bus 75 ferma davanti all'ingresso; in alternativa il treno da Ostiense porta alla stazione Quattro Venti, a pochi passi dal teatro.

Il consiglio finale sulla trilogia dei poveri cristi

La trilogia dei poveri cristi è l'occasione di vedere, in una sola settimana e nella stessa sala, dieci anni di lavoro di uno dei narratori più importanti del teatro italiano. Laika, Pueblo e Rumba compongono un unico grande affresco della periferia contemporanea, abitata da personaggi che la Storia ignora e che Celestini mette al centro della scena. A nostro giudizio la formula giusta è la card da 45 euro e le tre sere consecutive da martedì a giovedì, per seguire il filo dei personaggi nell'ordine in cui sono nati; chi ha meno tempo scelga Laika, il capitolo fondativo. Il consiglio è arrivare con un po' di anticipo, mangiare a Monteverde dopo lo spettacolo e, se si sceglie la domenica pomeriggio, salire prima al Gianicolo: dall'alto si vede la Roma delle cartoline, in sala si incontra quella che nelle cartoline non finisce mai.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento11 Maggio 2027 21:00 — 16 Maggio 2027
IndirizzoTeatro Vascello, Via Giacinto Carini 78, 00152 Roma Monteverde, Roma, Roma Città

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