Ben Duke, The Last Hamlet al Teatro Vascello — 20 e 21 ottobre 2026
The Last Hamlet di Ben Duke e della compagnia britannica Lost Dog va in scena al Teatro Vascello di Roma martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026 alle 21, in prima nazionale, dentro il Romaeuropa Festival 2026. Il teatro è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio. Lo spettacolo dura cento minuti, è recitato in inglese con sottotitoli in italiano e, come avverte il festival, contiene temi sensibili, nudità, riferimenti sessuali e linguaggio esplicito. Il biglietto indicato dal Romaeuropa Festival costa 30 euro e la serata rientra anche nella formula Passepartout 3 del festival. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Romaeuropa Festival, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato; il box office del festival risponde allo 06 4555 3050. Si arriva con il bus 75, che parte da Termini, passa dal Colosseo e da Piramide e ferma davanti al teatro, oppure con le linee 44, 710, 870 e 871; in treno, da Ostiense si scende alla stazione Quattro Venti, a pochi passi.
Due sere sole, un coreografo inglese che da vent'anni prende i classici e li rovescia, un Amleto che scopre di essere sul punto di essere cancellato e sale in scena per un ultimo tentativo di difesa. The Last Hamlet è uno degli spettacoli più attesi della sezione teatro di Romaeuropa, e arriva nella sala che a Roma ha il legame più lungo con il festival. Qui sotto trovi cosa si vede, chi è Ben Duke, chi è Lost Dog, com'è fatto il Vascello, come arrivare, dove mangiare, come scegliere tra le due repliche.
The Last Hamlet al Teatro Vascello: date, orari, durata
The Last Hamlet va in scena due sere, martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026, alle 21, al Teatro Vascello, con una durata di cento minuti. È una prima nazionale del Romaeuropa Festival 2026.
Le due repliche
Martedì 20 ottobre alle 21 e mercoledì 21 ottobre alle 21: il calendario pubblicato dal festival non prevede pomeridiane né repliche nel fine settimana. Con cento minuti di durata si esce intorno alle 22.40, ora in cui a Monteverde e a Trastevere la cucina di molti locali è ancora aperta.
La lingua
Lo spettacolo è recitato in inglese con sottotitoli in italiano. È un dettaglio da non sottovalutare: in un lavoro che mescola stand-up comedy e teatro, il ritmo delle battute è metà del divertimento, e chi segue l'inglese parlato coglie qualcosa in più. I sottotitoli bastano comunque per seguire tutto.
Le avvertenze del festival
Il Romaeuropa Festival segnala che lo spettacolo contiene temi sensibili, nudità, riferimenti sessuali e linguaggio esplicito; la versione inglese della scheda aggiunge la violenza. Non è una serata per bambini, e conviene saperlo prima di portare un ragazzo che studia Shakespeare a scuola.
Cosa si vede in The Last Hamlet: l'ultima recita di Amleto
In The Last Hamlet Ben Duke immagina di mettere in scena l'ultima rappresentazione del capolavoro di Shakespeare: Amleto scopre che la sua storia sta per essere cancellata e sale sul palco per un'ultima volta. Ha preparato un discorso nuovo, materiali nuovi, argomenti nuovi, per convincere il pubblico a concedergli un'altra possibilità.
La domanda di partenza
La presentazione del festival la formula senza giri di parole: è arrivato il momento di lasciare spazio a nuove storie? Il modello incarnato dal Principe di Danimarca, il giovane uomo che esita, pensa, rimanda e alla fine uccide, è ancora un riferimento culturale utile, o è in crisi? Duke non risponde con un saggio ma con uno spettacolo, e lascia la risposta a chi guarda.
Amleto comico da stand-up
Il portale turistico di Roma Capitale descrive il cuore dell'idea: un Amleto consapevole della propria fine tenta di reinventarsi come comico da stand-up, fra riflessioni sull'amore, sulla vendetta, sull'esistenza. Il monologo più celebre della storia del teatro, quello sull'essere e non essere, diventa materiale da palco comico. Chi conosce il testo riconoscerà le citazioni; chi non lo conosce avrà comunque una commedia amara sul potere di chi racconta.
Il re leone
La scheda del festival cita, fra gli ingredienti, riferimenti a Il re leone. Non è un vezzo: il film d'animazione del 1994 è costruito sulla struttura di Amleto, con il padre ucciso dallo zio e il figlio che deve tornare a reclamare il trono. Per un'intera generazione cresciuta negli anni Novanta, la prima versione di Amleto vista in vita è stata quella con i leoni. Duke lo sa e lo usa.
Chi ha il potere di raccontare
Il tema di fondo, secondo il festival, è quali storie continuino a essere raccontate, chi abbia il potere di tramandarle e come possano essere riscritte, sovvertite, reinventate. Uno spettacolo ironico, provocatorio, iconoclasta e pieno di paradossi, lo definisce la presentazione. Il portale di Roma Capitale aggiunge che la riscrittura interroga identità, potere e responsabilità oggi.
Danza, teatro, comicità
Ben Duke viene dalla danza e il corpo nei suoi lavori parla quanto la voce. In The Last Hamlet danza, teatro e comicità si intrecciano: non aspettatevi un balletto né una prosa tradizionale, ma una forma ibrida in cui la battuta, il movimento e l'immagine si passano la parola.
Interpreti e squadra di The Last Hamlet
The Last Hamlet è ideato e diretto da Ben Duke, che è in scena con Miguel Altunaga e Hannah Hulford. Tre interpreti per una tragedia che nell'originale conta decine di personaggi: la sottrazione è già una scelta di regia.
Scene, costumi, luci, suono
Scene e costumi sono di Soutra Gilmour, il disegno luci di Jackie Shemesh, il sound design di Jethro Cooke, il video di Will Duke. Completano la squadra tecnica Ed Borgnis come production manager, Andrea Scrimshaw come stage manager, Rachel Glover come technical stage manager, Daniel Harvey per luci e riallestimento, Nadene Wheatley alla programmazione luci, Anna Josephs alla supervisione costumi.
La produzione
Per Lost Dog la produzione esecutiva è di Daisy Drury, la produzione di Emma Evelyn. Lo spettacolo è una coproduzione internazionale: Théâtre de la Ville di Parigi, Sadler's Wells di Londra, Festival d'Avignon e lo stesso Romaeuropa Festival. Fra i sostegni il festival indica Arts Council England e The Linbury Trust.
Dance Reflections
La presentazione romana è sostenuta da Dance Reflections by Van Cleef & Arpels, il programma della maison dedicato alla danza contemporanea, che nella propria scheda ricorda come Duke abbia già portato in scena Romeo e Giulietta e Medea come se fossero nostri contemporanei.
Chi è Ben Duke: biografia del coreografo e regista
Ben Duke è cofondatore e direttore artistico della compagnia britannica Lost Dog; si è formato alla Guildford School of Acting e alla London Contemporary Dance School e si è laureato in Letteratura inglese alla Newcastle University.
Una formazione doppia
La biografia pubblicata dal Romaeuropa Festival spiega molto del suo teatro. Guildford è una scuola di recitazione, la London Contemporary Dance School una delle scuole di danza contemporanea più importanti d'Europa, la laurea a Newcastle è in letteratura inglese. Attore, danzatore, lettore: le tre anime si ritrovano in ogni suo spettacolo, che parte quasi sempre da un grande testo della tradizione e lo attraversa con il corpo e con l'ironia.
Paradise Lost e i premi del 2016
Il lavoro che lo ha fatto conoscere al grande pubblico è Paradise Lost (lies unopened beside me), riscrittura in solo del poema di John Milton. Nel 2016 lo spettacolo è stato candidato agli Sky Academy Arts Awards nella categoria danza, e lo stesso anno Duke ha vinto il National Dance Critics Award come miglior interprete maschile. Nel 2017 è arrivato il Rural Touring Award per lo spettacolo più innovativo: un premio che dice molto, perché il suo teatro gira anche nelle piccole comunità, fuori dai grandi centri.
Goat e la candidatura agli Olivier
Accanto a Lost Dog, Duke ha diretto e coreografato lavori per altre compagnie. Il più noto è Goat, creato per Rambert Dance, la più antica compagnia di danza britannica, candidato nel 2018 agli Olivier Awards come miglior nuova produzione di danza. Gli Olivier sono il massimo riconoscimento del teatro britannico: una candidatura lì colloca un coreografo nella prima fila della scena inglese.
Le collaborazioni
Ha coreografato progetti per il National Theatre of Scotland, il Gate Theatre di Londra e Handspring UK, con il sostegno di Dance East, di Junction e di giovani compagnie come Verve e Intoto. Da interprete ha lavorato con Probe, con la Hofesh Shechter Company, con Tilted Productions, con il Gate Theatre, con il National Theatre of Scotland, con la Glyndebourne Opera e con Punchdrunk, la compagnia inglese che ha inventato il teatro immersivo su larga scala.
I classici riscritti
Milton, Shakespeare, la tragedia greca: il filo è chiaro. Dance Reflections ricorda che Duke ha messo in scena Romeo e Giulietta e Medea come se fossero nostri contemporanei. The Last Hamlet porta questo metodo al punto estremo: non riscrive Amleto, mette sotto processo l'idea stessa che Amleto debba continuare a essere rappresentato.
Lost Dog, la compagnia di Ben Duke
Lost Dog è la compagnia di danza e teatro fondata e diretta da Ben Duke, che con The Last Hamlet firma una coproduzione fra Parigi, Londra, Avignone e Roma.
Un teatro danzato che racconta
Il tratto distintivo di Lost Dog, secondo la presentazione del festival, è lo stile brillante che intreccia danza, teatro e umorismo, con riscritture originali e spiazzanti dei classici. È una via britannica al teatro danzato, lontana dall'astrazione di molta danza contemporanea: qui si racconta una storia, si ride, ci si commuove, e il movimento è una delle lingue del racconto.
La rete dei coproduttori
Théâtre de la Ville, Sadler's Wells e Festival d'Avignon sono tre delle istituzioni più importanti per la danza e il teatro in Europa. Che abbiano coprodotto The Last Hamlet insieme a Romaeuropa significa che lo spettacolo è pensato per una circolazione internazionale ampia. Roma lo vede in prima nazionale.
Il debutto a Dance East
Il nome del file della foto ufficiale diffusa dal festival rimanda a Dance East e al febbraio 2026: Dance East, a Ipswich, è fra i sostenitori storici del lavoro di Duke, e le immagini di scena ufficiali provengono da lì.
The Last Hamlet e il Romaeuropa Festival 2026
The Last Hamlet è una delle prime nazionali del Romaeuropa Festival 2026, che da oltre vent'anni porta al Teatro Vascello una parte dei suoi spettacoli. Il programma completo è raccontato nella nostra guida al Romaeuropa Festival 2026.
Il Passepartout
La scheda dello spettacolo indica, accanto al biglietto singolo da 30 euro, la formula Passepartout 3: chi vuole vedere più spettacoli del festival può costruirsi un piccolo percorso. Le condizioni sono pubblicate sul sito ufficiale del Romaeuropa Festival.
Le altre proposte
Nella stessa scheda il festival suggerisce, fra gli spettacoli affini, il Ballet national de Marseille con (LA)HORDE, Boris Charmatz con Terrain, Tiago Rodrigues, NTGent e Silvia Gribaudi. È un buon indizio sul registro di The Last Hamlet: teatro e danza d'autore, con una forte componente di ironia.
Il Vascello e il festival
Al Vascello, in queste stesse settimane d'autunno, è andato in scena anche Tragudia, Il canto di Edipo di Alessandro Serra: un altro classico riletto, in una chiave del tutto diversa. Monteverde, in ottobre, diventa uno dei quartieri teatrali della città.
Una curiosità su Ben Duke, The Last Hamlet al Teatro Vascello — 20 e 21 ottobre 2026
La curiosità più gustosa è il legame fra Amleto e Il re leone, che Ben Duke porta in scena apertamente. Il film Disney del 1994 racconta un giovane principe, un padre re ucciso dal fratello, uno spettro che appare al figlio per chiedergli di ricordare, un ritorno a corte per riprendersi ciò che è suo. È Amleto, con la criniera. Il festival cita espressamente i riferimenti a Il re leone fra gli ingredienti dello spettacolo, accanto alla stand-up comedy e alla performance. Il gioco funziona su due piani. Da un lato fa ridere, perché mettere Simba accanto al Principe di Danimarca è irresistibile. Dall'altro pone la domanda seria dello spettacolo: quali storie sopravvivono, in che forma, e chi decide come vanno raccontate? Per molti spettatori nati dopo il 1985 la prima versione di Amleto incontrata nella vita è quella animata, non quella di Shakespeare. Se Amleto sta per essere cancellato, come immagina lo spettacolo, forse è già sopravvissuto altrove, trasformato. C'è poi una seconda curiosità, che riguarda il titolo: The Last Hamlet non è una rilettura del testo ma un finale immaginario della sua storia di rappresentazioni, l'ultima replica possibile di un'opera che non ha mai smesso di andare in scena da oltre quattrocento anni.
Biglietti per The Last Hamlet
I biglietti per The Last Hamlet al Teatro Vascello costano 30 euro secondo la scheda del Romaeuropa Festival e si comprano sul sito ufficiale del festival.
Dove comprare
Il sito del Romaeuropa Festival rimanda al circuito di prevendita autorizzato; il box office del festival risponde allo 06 4555 3050. Essendo date del festival, conviene passare dai canali di Romaeuropa e non da quelli della stagione del Vascello.
Riduzioni e formule
Il festival propone formule a più spettacoli, come il Passepartout 3 indicato nella scheda. Riduzioni per giovani, studenti o categorie particolari sono pubblicate dal festival: controllatele prima di acquistare.
Due sere soltanto
Con due repliche e una sala di dimensioni medie, i posti non sono molti. Il pubblico di Romaeuropa prenota presto, soprattutto per le prime nazionali di nomi internazionali: meglio non aspettare la settimana dello spettacolo.
Una cosa che non ti dice nessuno su Ben Duke, The Last Hamlet al Teatro Vascello — 20 e 21 ottobre 2026
Quello che raramente si dice è che per godere The Last Hamlet non serve conoscere Amleto a memoria, ma aiuta molto sapere dove sono i punti famosi. Lo spettacolo gioca con le attese del pubblico: il teschio di Yorick, il monologo sull'essere, la pazzia di Ofelia, il duello finale. Chi ha in mente la sequenza ride due volte, alla battuta e al tradimento della citazione. Basta un riassunto letto in treno. La seconda cosa riguarda i sottotitoli. In uno spettacolo comico recitato in inglese la battuta arriva prima all'orecchio di chi capisce la lingua e un attimo dopo agli occhi di chi legge: in sala si sentono spesso due ondate di risate. Non è un difetto, è parte dell'esperienza, ma conviene scegliere un posto da cui lo schermo dei sottotitoli e il palco stiano nello stesso sguardo, quindi centrale e non troppo sotto la scena. La terza è l'avvertenza del festival: nudità, riferimenti sessuali, linguaggio esplicito. Nessuno scandalo per chi frequenta il teatro contemporaneo, ma è un dato da conoscere se si pensa di andare con ragazzi o con persone poco abituate. Infine, un fatto pratico: sono serate feriali alle 21 con uscita verso le 22.40, e il bus 75 in tarda serata ha passaggi meno frequenti. Organizzate il ritorno prima di entrare.
Il Teatro Vascello, la sala della ricerca a Monteverde
Il Teatro Vascello ha aperto il 4 maggio 1989, fondato da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann con la compagnia La Fabbrica dell'Attore, e ha debuttato con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor.
Da La Fede al Vascello
La storia comincia prima, al Teatro La Fede di via Portuense 78, sede negli anni Settanta del gruppo Space Re[v]action. Lì Nanni e Kustermann costruiscono spettacoli come A come Alice e Risveglio di primavera, dentro la stagione che la critica chiamò scuola romana, un teatro dell'immagine più che della parola. Il Vascello eredita quella vocazione.
Il riconoscimento e la Sala Studio
Dal 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione. Nel 2004 apre al piano seminterrato la Sala Studio, per i lavori più raccolti. Dopo la morte di Giancarlo Nanni, nel gennaio 2010, Manuela Kustermann guida da sola la direzione artistica.
Una sala per la danza
Il Vascello ha sempre ospitato la danza contemporanea accanto alla prosa: Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni, Wim Vandekeybus. Un coreografo che fa teatro come Ben Duke trova qui una sala abituata a entrambi i linguaggi, e un pubblico che non si stupisce se una tragedia diventa stand-up.
Il consiglio che ti do per visitare Ben Duke, The Last Hamlet al Teatro Vascello — 20 e 21 ottobre 2026
Il consiglio è di prepararsi in modo leggero e di scegliere bene la sera. La preparazione: rileggete una sintesi di Amleto, anche di due pagine, e se avete dieci minuti rivedete la scena iniziale de Il re leone, quella con la rupe e il padre. Entrerete in sala con i due riferimenti che lo spettacolo mette uno accanto all'altro, e ogni cortocircuito vi arriverà pieno. La scelta della sera: martedì 20 è la prima romana, con il pubblico degli addetti ai lavori e l'energia delle prime; mercoledì 21 è l'ultima occasione, e le sale all'ultima replica hanno spesso il pubblico più rilassato. Se il vostro inglese è buono, sedete più vicini al palco e seguite gli attori; se vi affidate ai sottotitoli, preferite le file centrali, un po' indietro. Arrivate con venti minuti di margine: il Vascello ha un bistrot dove prendere un caffè, e la ressa all'ingresso nelle serate del festival è normale. Per gli spettacoli serali a Monteverde il programma ideale è: aperitivo al Gianicolo al tramonto, che a fine ottobre arriva presto, discesa a piedi fino a via Giacinto Carini, spettacolo, e dopo una cena tardiva in una trattoria del quartiere, dove si può discutere di Amleto senza fretta.
Come arrivare al Teatro Vascello per The Last Hamlet
Il Teatro Vascello è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, e il bus 75 ferma davanti all'ingresso.
In autobus
Il 75 parte da Termini, passa dal Colosseo e da Piramide e sale a Monteverde: per chi viene dal centro è la soluzione più semplice. Il teatro indica come utili anche le linee 44, 710, 870 e 871. Dopo le 22.40, all'uscita, i passaggi si diradano: controllate gli orari sull'app dell'azienda dei trasporti.
In treno
Dalla stazione Ostiense, collegata alla metro B a Piramide, il treno metropolitano porta alla stazione Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti, a pochi passi dal teatro.
In auto
Il teatro suggerisce la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri. Ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.
A piedi
Da Trastevere si sale per le strade del Gianicolo in venti minuti buoni, in salita. Al ritorno la discesa verso il fiume è piacevole anche a tarda sera.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Amleto sia la tragedia più rappresentata di Shakespeare lo sanno tutti. Meno spesso si ricorda quanto sia stata riscritta, parodiata, smontata, e quanto questo faccia parte della sua forza. Tom Stoppard ne ha tratto una commedia sui due personaggi minori, Rosencrantz e Guildenstern. Heiner Müller l'ha fatto esplodere nella Hamletmaschine. Il cinema lo ha ambientato in mille contesti, fino alla savana di un film d'animazione. The Last Hamlet si mette in questa lunga fila, ma con una differenza: non si chiede come raccontare ancora Amleto, si chiede se sia giusto farlo. È la domanda del nostro tempo, quello delle revisioni dei canoni, delle statue rimosse, dei classici riletti. Ben Duke la trasforma in un paradosso da palcoscenico, con un personaggio che difende il proprio diritto a esistere davanti al pubblico come un comico che rischia di perdere la serata. Un altro fatto noto agli addetti ai lavori e poco raccontato: la danza britannica ha una tradizione di teatro danzato narrativo, comico, letterario, molto diversa dalla danza astratta dell'Europa continentale. Duke, formato alla London Contemporary Dance School e passato per la compagnia di Hofesh Shechter e per Punchdrunk, ne è uno dei rappresentanti più riconosciuti. Vederlo a Roma è un'occasione per capire quella tradizione dal vivo.
Monteverde Vecchio, il quartiere del Teatro Vascello
Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche.
Il Gianicolo
Il Gianicolo è a pochi minuti a piedi: il belvedere sulla città è il modo migliore di cominciare la serata, con la luce che a fine ottobre se ne va presto.
Le ville
Villa Sciarra, piccola e piena di fontane, e Villa Doria Pamphilj, il grande parco a ovest del quartiere, sono le due soste verdi della zona. Chiudono al tramonto: da fare nel pomeriggio.
Il Fontanone
Salendo verso il colle si arriva alla Fontana dell'Acqua Paola, il Fontanone, con Roma distesa ai piedi: un luogo dove fermarsi anche dopo lo spettacolo, illuminato la sera.
Trastevere
Ai piedi di Monteverde si apre Trastevere, la zona dove scendere a cena dopo le 22.40, quando Monteverde comincia a spegnersi.
La foto giusta da fare a Ben Duke, The Last Hamlet al Teatro Vascello — 20 e 21 ottobre 2026
Durante lo spettacolo nessuna foto, e con una ragione in più del solito: le avvertenze del festival parlano di nudità, e fotografare interpreti in quelle scene è una scorrettezza grave oltre che un divieto. La foto giusta si fa fuori. La prima è la facciata del Vascello su via Giacinto Carini con la locandina di The Last Hamlet e il marchio del Romaeuropa Festival: dice luogo, data e occasione in un'immagine sola. La seconda è al Gianicolo, prima di scendere a teatro: Roma vista dall'alto al crepuscolo, con le cupole in controluce. Ha un senso preciso con questo spettacolo, che parla di storie che finiscono e di storie che restano: una città che ha visto passare tutti i racconti possibili e continua a esserci. La terza, per chi ama i dettagli, è il foglio di sala o lo schermo dei sottotitoli prima dell'inizio, con il titolo proiettato: The Last Hamlet, l'ultimo Amleto, come se fosse davvero l'ultima volta. Se nel foyer ci sono le foto di scena ufficiali di Lost Dog, sono il ricordo migliore dello spettacolo. E la regola vale per tutti: niente flash, niente video, niente scatti durante gli applausi finché gli interpreti sono in scena, salvo diversa indicazione del teatro.
Dove mangiare prima o dopo The Last Hamlet
Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, il Coffee Plant Bistrot, comodo per un caffè o uno spuntino prima delle 21.
Prima dello spettacolo
Con l'inizio alle 21, una cena presto a Monteverde, verso le 19.30, lascia il tempo di arrivare in sala con calma. Il quartiere ha trattorie e pizzerie di residenti, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere.
Dopo lo spettacolo
Si esce verso le 22.40 di un martedì o di un mercoledì: a Monteverde alcune cucine chiudono presto, a Trastevere si trova sempre qualcosa di aperto. Scendere a piedi dal Gianicolo è anche un modo di digerire lo spettacolo.
Prenotare
Nelle serate feriali di ottobre prenotare non è indispensabile, ma per un tavolo dopo le 22.30 una telefonata evita sorprese.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vascello si racconta per serate. Il 4 maggio 1989 la sala apre con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia: un'inaugurazione che è una dichiarazione di poetica, perché Kantor era uno dei nomi più radicali della scena europea. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di ricerca di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese. Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e lo stesso anno il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble, il teatro fondato da Bertolt Brecht. Nella primavera del 2001 Giancarlo Nanni è il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. Fra il 2002 e il 2004 il teatro realizza con il Municipio un laboratorio integrato con persone con disabilità, il cui spettacolo finale resta in cartellone per tre settimane. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen per la poesia, nel 2004 apre la Sala Studio, nel gennaio 2010 muore Nanni e Manuela Kustermann prende da sola la guida. Accanto a tutto questo, da oltre vent'anni, la collaborazione con Romaeuropa. Il 20 ottobre 2026 si aggiunge una prima nazionale: un Amleto che chiede al pubblico di non essere dimenticato, in una sala nata con uno spettacolo intitolato Qui non ci torno più.
Come organizzare la serata
Per The Last Hamlet, con inizio alle 21 e uscita verso le 22.40, la serata si costruisce bene intorno al Gianicolo.
Il pomeriggio
Una passeggiata a Villa Sciarra o a Villa Doria Pamphilj prima della chiusura, poi il Fontanone e la terrazza del Gianicolo al tramonto.
La sera
Cena presto a Monteverde o un panino al bistrot del teatro, ingresso in sala verso le 20.40, spettacolo, e un bicchiere a Trastevere per commentare.
Chi arriva da fuori Roma
Il treno da Ostiense a Quattro Venti è la soluzione più pratica per chi arriva alla stazione Ostiense o a Termini con la metro B. Per il ritorno in tarda serata conviene prevedere un taxi.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.
Ragazzi
Per le avvertenze del festival, The Last Hamlet non è uno spettacolo per bambini né per ragazzi più giovani. Per studenti universitari o degli ultimi anni delle superiori, con una buona conoscenza dell'inglese e di Shakespeare, può essere una lezione memorabile su come i classici vivono oggi.
Puntualità
In uno spettacolo di cento minuti senza pause annunciate, entrare in ritardo disturba tutti. Partite con margine, soprattutto se usate il bus.
Il periodo
Fine ottobre a Roma ha sere fresche ma non fredde, e il Romaeuropa Festival anima teatri e spazi in tutta la città: chi viene da fuori può costruire più serate intorno al festival.
Chi è passato da Ben Duke, The Last Hamlet al Teatro Vascello — 20 e 21 ottobre 2026
Sul palcoscenico del Vascello, e prima ancora nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati alcuni dei nomi più importanti del teatro contemporaneo. Al Teatro La Fede, la prima sede degli anni Settanta, arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage, il regista francese Gérard Gelas e il Living Theatre; dal gruppo uscirono Memè Perlini e Giuliano Vasilicò. Al Vascello, dal 1989, sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono. Per la danza, Enzo Cosimi, Sosta Palmizi, Virgilio Sieni, Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali Bob Wilson e Peter Brook, che qui presentò Giorni felici di Beckett con Natasha Parry. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia. Il 20 e il 21 ottobre 2026 passa Ben Duke con Lost Dog, insieme a Miguel Altunaga e Hannah Hulford, con le scene di Soutra Gilmour e le luci di Jackie Shemesh. E con loro, idealmente, passa il Principe di Danimarca, che dopo più di quattro secoli di repliche in tutto il mondo sale su questo palco per quella che lo spettacolo immagina come la sua ultima sera.
Domande frequenti su The Last Hamlet al Teatro Vascello
Quando va in scena The Last Hamlet a Roma?
The Last Hamlet di Ben Duke va in scena al Teatro Vascello di Roma martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026 alle 21, in prima nazionale nel Romaeuropa Festival 2026. Il teatro è in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio. Lo spettacolo dura cento minuti.
Quanto costa il biglietto di The Last Hamlet?
Il biglietto di The Last Hamlet costa 30 euro secondo la scheda del Romaeuropa Festival, che indica anche la formula Passepartout 3 per vedere più spettacoli. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del festival, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato; il box office risponde allo 06 4555 3050.
The Last Hamlet è in inglese?
The Last Hamlet è recitato in inglese con sottotitoli in italiano. I sottotitoli permettono di seguire tutto lo spettacolo anche senza conoscere la lingua; chi capisce l'inglese parlato coglie in più il ritmo delle battute, importante in un lavoro che usa la stand-up comedy.
Di cosa parla The Last Hamlet?
The Last Hamlet immagina l'ultima rappresentazione di Amleto: il principe scopre che la sua storia sta per essere cancellata e sale in scena per convincere il pubblico a dargli un'altra possibilità, reinventandosi come comico da stand-up. Lo spettacolo mescola danza, teatro, comicità e riferimenti a Il re leone.
The Last Hamlet è adatto ai ragazzi?
The Last Hamlet non è adatto ai bambini: il Romaeuropa Festival avverte che contiene temi sensibili, nudità, riferimenti sessuali e linguaggio esplicito. Può interessare studenti universitari o delle ultime classi delle superiori che conoscono Shakespeare e l'inglese.
Chi è Ben Duke?
Ben Duke è un coreografo e regista britannico, cofondatore e direttore artistico della compagnia Lost Dog. Formato alla Guildford School of Acting e alla London Contemporary Dance School, ha vinto il National Dance Critics Award 2016 per Paradise Lost e con Goat, per Rambert, è stato candidato agli Olivier Awards 2018.
Come si arriva al Teatro Vascello?
Il Teatro Vascello si raggiunge con il bus 75, che parte da Termini, passa da Colosseo e Piramide e ferma davanti al teatro; sono utili anche le linee 44, 710, 870 e 871. In treno, da Ostiense si scende alla stazione Quattro Venti, a pochi passi da via Giacinto Carini.
Chi recita in The Last Hamlet?
In The Last Hamlet recitano Miguel Altunaga, Ben Duke e Hannah Hulford. Ideazione e regia sono di Ben Duke, scene e costumi di Soutra Gilmour, luci di Jackie Shemesh, suono di Jethro Cooke, video di Will Duke. È una coproduzione fra Théâtre de la Ville, Sadler's Wells, Festival d'Avignon e Romaeuropa.
Il nostro parere su The Last Hamlet
L'autunno di Romaeuropa è il periodo in cui osare. The Last Hamlet è la scelta giusta per chi ama Shakespeare e non ha paura di vederlo messo in discussione: un coreografo inglese che sa far ridere, tre interpreti, una domanda seria travestita da numero comico. In pratica: prendete il biglietto per martedì 20, la prima, rileggete la trama la sera prima e dopo lo spettacolo scendete a piedi verso Trastevere. Amleto, dopo quattrocento anni, merita almeno una discussione a tavola.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
