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Circo Massimo
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Indirizzo:
Via del Circo Massimo, 00186 Roma RM, Centro storico, Roma, Roma Città
Descrizione:

Il Circo Massimo è un antico circo romano - con una capienza di 300.000 spettatori - costruito nella valle tra il Palatino e l'Aventino per le gare imperiali, le corse di cavalli e i giochi gladiatori.

Ricordato come sede di giochi sin dagli inizi della storia di Roma il Circo Massimo è collegato dalla leggenda alle origini stesse della città.

Nella valle del Circo Massimo sarebbe avvenuto il mitico episodio del ratto delle Sabine in occasione dei giochi indetti da Romolo in onore del dio Consus.

Di certo l'ampio spazio pianeggiante e la sua prossimità all'approdo del Tevere dove dall'antichità più remota si svolgevano gli scambi commerciali, fecero sì che il luogo costituisse fin dalla fondazione della città lo spazio elettivo in cui condurre attività di mercato e di scambi con altre popolazioni, e – di conseguenza – anche le connesse attività rituali (si pensi all'Ara massima di Ercole) e di socializzazione, come giochi e gare.

All’epoca dei re Tarquini la Valle Murcia, l’ampia valle compresa tra i colli Palatino e Aventino, fu adibita a luogo per le corse dei carri, ma è solo con Giulio Cesare che sarà realizzato un vero e proprio circo in muratura che con i suoi 600 metri di lunghezza e 140 di larghezza, è considerata la più grande struttura per spettacoli costruita dall'uomo.

Ancora oggi il Circo Massimo è sede di grandi concerti ed eventi che si svolgono in una delle più belle cornici della capitale.

Circo Massimo
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Circo Massimo
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Circo Massimo | Le origini di Roma

Il Circo Massimo fu utilizzato per i primi ludi Apollinares del 212 a.C., indetti dall'allora praetor urbanus, Publio Cornelio Silla.

Le gare che si svolgevano nel Circo Massimo erano le attività agonistiche più amate dai Romani, insieme ai giochi gladiatori.

I conduttori delle quadrighe diventavano ben presto personaggi idolatrati dal popolo di Roma, e, poiché le quadrighe facevano capo a scuderie distinte in base ai colori (verde, azzurro, rosso, bianco), anche gli spettatori si dividevano sulle gradinate del circo in base al colore di appartenenza dei propri beniamini.

L’ampio spazio del fondovalle si prestava anche a manifestazioni legate alla vita politica, sociale e religiosa della città, come manifestazioni trionfali, processioni e pubbliche esecuzioni.

Nel Circo Massimo si realizzavano varie competizioni, come le corse dei carri, dove i partecipanti dovevano realizzare sette giri intorno al Circo Massimo.

I concorrenti, che gareggiavano su piccoli carri trainati da cavalli, si giocavano molto di più del loro prestigio o di un premio: erano schiavi che lottavano per la propria libertà!

Durante i giochi si realizzavano anche sfilate equestri, note come "Ludus Troianus", le rappresentazioni di battaglie, realizzate da giovani aristocratici romani, o le corse a piedi, che duravano varie ore.

Tutte le gare avevano l’incentivo della scommessa.

Accedendo all’area archeologica, potete esplorare le gallerie che conducevano alla cavea e proseguire all’esterno seguendo il basolato antico tra diversi ambienti che ospitavano botteghe, locande e piccoli uffici.

L’intervento di riqualificazione dell’area ha interessato anche la medievale Torre della Moletta (realizzata nel XII secolo) su cui si è intervenuti con il restauro delle murature antiche e un impegnativo progetto di consolidamento.

Una scala interna consente di arrivare fino al piano superiore, uno splendido punto panoramico sull’area archeologica, che permette di apprezzare in pieno le dimensioni del Circo.

Oggi, grazie a Circo Maximo Experience, un innovativo progetto di valorizzazione in realtà aumentata (AR) e virtuale (VR), potete visitare il Circo in tutte le sue fasi storiche con l'utilizzo di tecnologie interattive di visualizzazione mai impiegate prima in un’area all’aperto di così ampie dimensioni.

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Circo Massimo | La Storia

Le prime installazioni in legno del Circo Massimo, probabilmente in gran parte mobili, risalirebbero all'epoca di Tarquinio Prisco, nella prima metà del VI secolo a.C., per i grandi Ludi Romani organizzati per la vittoria sulla città di Apiolae.

La costruzione di primi impianti stabili risalirebbe al 329 a.C., quando furono edificati i primi carceres.

Le prime strutture in muratura, soprattutto legate alle attrezzature per le gare, si ebbero probabilmente solo nel II secolo a.C. e fu Gaio Giulio Cesare a costruire i primi sedili in muratura e a dare la forma definitiva all'edificio, a partire dal 46 a.C..

Il monumento venne restaurato dopo un incendio e probabilmente completato da Augusto, che per decorare la spina vi aggiunse (come testimoniato da una moneta di Caracalla) un obelisco dell'epoca di Ramses II portato dall'Egitto, l'obelisco flaminio, che nel XVI secolo fu spostato da papa Sisto V in piazza del Popolo.

Nel 357 un secondo obelisco fu portato a Roma per volere dell'imperatore Costanzo II ed eretto dal praefectus urbi Memmio Vitrasio Orfito sulla spina; oggi si trova dietro alla basilica di San Giovanni in Laterano.

Altri restauri avvennero sotto gli imperatori Tiberio e Nerone e un arco venne eretto da Tito nell'81 al centro del lato corto curvilineo: si trattava di un passaggio monumentale integrato nelle strutture del circo.

Ampio 17 metri e profondo 15, era a tre fornici comunicanti, con quattro colonne libere alte 10 metri sul davanti, e dietro di esse quattro lesene aderenti ai piloni.

Sull'attico stava una quadriga bronzea; sulla fronte verso il circo aveva una platea e una scalinata.

Dopo un grave incendio sotto Domiziano, la ricostruzione, probabilmente già iniziata sotto questo imperatore, venne completata da Traiano nel 103: a quest'epoca risalgono la maggior parte dei resti conservatisi.

Sono ricordati ancora restauri sotto Antonino Pio, Caracalla e Costantino I.

Il circo rimase in efficienza fino alle ultime gare organizzate da Totila nel 549.

La facciata esterna aveva tre ordini: solo quello inferiore, di altezza doppia, era ad arcate.

La cavea poggiava su strutture in muratura, che ospitavano i passaggi e le scale per raggiungere i diversi settori dei sedili, ambienti di servizio interni e botteghe aperte verso l'esterno.

L'arena era in origine circondata da un euripo (canale) largo quasi 3 m, più tardi eliminato per aggiungere altri posti a sedere.

Sul lato sud si trova attualmente una torretta medioevale detta "della Moletta" appartenuta ai Frangipane.

Nell'arena, si svolgevano le corse dei carri, con dodici quadrighe (cocchi a quattro cavalli) che compivano sette giri intorno alla spina centrale tra le due mete.

La spina era riccamente decorata da statue, edicole e tempietti e vi si trovavano sette uova e sette delfini da cui sgorgava l'acqua, utilizzati per contare i giri della corsa.

I dodici carceres, la struttura di partenza che si trovava sul lato corto rettilineo verso il Tevere, disposti obliquamente per permettere l'allineamento alla partenza, erano dotati di un meccanismo che ne permetteva l'apertura simultanea.

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