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Keith Haring al Museo di Roma a Palazzo Braschi — dal 6 ottobre 2026 all’11 aprile 2027

La mostra Keith Haring è al Museo di Roma a Palazzo Braschi dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027. L'indirizzo ufficiale del museo è piazza di San Pantaleo 10, con il secondo affaccio su piazza Navona 2, 00186 Roma. Ci si arriva a piedi dalla piazza oppure in autobus: le fermate più vicine sono C.so Vittorio Emanuele/Navona e Rinascimento, entrambe a un centinaio di metri in linea d'aria, mentre il tram ferma ad Arenula/Cairoli, a circa mezzo chilometro. Il biglietto solo mostra costa 17 euro intero e 15 ridotto; il cumulativo museo più mostra per chi non risiede a Roma costa 25 euro intero e 19 ridotto; chi compra in anticipo paga 1 euro di prevendita. I biglietti si acquistano sul circuito di prevendita online indicato dal sito ufficiale dei Musei in Comune, al call center 060608 (tutti i giorni dalle 9 alle 19) e alla biglietteria del museo. La collezione permanente del Museo di Roma è aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso un'ora prima della chiusura; il lunedì il museo è chiuso.

Una mostra su Haring dentro il museo che racconta Roma per immagini è un accostamento che, sulla carta, sembra una provocazione. In pratica è una delle mosse più sensate della stagione: il segno di Haring è pensato per essere visto da chi passa, e Palazzo Braschi ha un ingresso su piazza Navona. Difficile immaginare un indirizzo più adatto. Qui sotto trovi quello che serve per organizzare la visita senza sprechi: tariffe lette una per una, orari, accessi, gruppi, bambini, il palazzo e il museo, i dintorni del rione Parione e qualche consiglio pratico.

Keith Haring a Palazzo Braschi: la mostra in breve

La mostra Keith Haring dura poco più di sei mesi, dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027, ed è ospitata dal Museo di Roma, cioè dal museo civico che la Sovrintendenza Capitolina dedica alla storia della città. Il portale dei Musei in Comune la classifica come mostra di arte contemporanea e la presenta come dedicata a una delle figure più riconoscibili del secondo Novecento. È un arco di tempo lungo, che attraversa l'autunno, le feste di fine anno e l'inizio della primavera: chi vive a Roma ha tutto il tempo per sceglierne il momento, chi arriva da fuori può incastrarla in qualunque viaggio di questi mesi.

Palazzo Braschi a Roma, sede del Museo di Roma
Palazzo Braschi tra piazza Navona e corso Vittorio Emanuele II, sede del Museo di Roma. Foto di Achille83, licenza Public domain, via Wikimedia Commons.

Le date da segnare

L'apertura è martedì 6 ottobre 2026, la chiusura domenica 11 aprile 2027. Le prevendite sono partite il 15 luglio 2026. Il titolo aperto senza data, chiamato Open, si può comprare soltanto fino al 30 settembre 2026 e soltanto nella formula intero solo mostra, a 17 euro più 1 euro di prevendita. Dopo quella data si compra il biglietto a data fissa, oppure si paga in biglietteria il giorno stesso.

La sede in una riga

Palazzo Braschi è il palazzo settecentesco che la Sovrintendenza descrive come sede del Museo di Roma, progettato dall'architetto Cosimo Morelli. Ha due ingressi: uno su piazza di San Pantaleo 10 e uno su piazza Navona. Il cortile, lo scalone monumentale e le sale decorate sono parte integrante della visita, anche se sei venuto solo per Haring.

La rete dei musei civici

La mostra è inserita nella programmazione pubblicata dal portale dei Musei in Comune, il sistema dei musei civici di Roma Capitale che fa capo alla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali; i servizi museali del sistema sono curati da Zètema Progetto Cultura. Per questo le regole di accesso, le riduzioni e le prenotazioni sono quelle dei musei civici, con il call center unico 060608.

Che cosa racconta la mostra su Keith Haring

La presentazione ufficiale della mostra Keith Haring si riassume in un'idea forte: Haring è l'artista che ha fatto della linea un linguaggio pubblico, che ha portato la strada dentro l'arte alta e che ha trasformato l'immagine in un messaggio comprensibile a chiunque. Sono tre passaggi che vale la pena tenere a mente mentre si cammina per le sale, perché danno una chiave di lettura semplice e verificabile davanti a ogni opera.

La linea come linguaggio pubblico

Il primo punto riguarda il segno. In Haring il contorno nero, spesso e continuo, non è un dettaglio di stile: è la struttura stessa dell'immagine. Guarda come la linea chiude le figure e insieme le mette in movimento con pochi tratti brevi che sembrano vibrare intorno ai corpi. È un vocabolario che si impara in cinque minuti e che, una volta appreso, si legge da lontano, a colpo d'occhio. È questo che rende il segno pubblico: non chiede competenze, chiede soltanto di guardare.

La strada e l'arte alta

Il secondo punto è il più interessante per chi visita Roma. La presentazione insiste sul passaggio dalla strada all'arte alta. Portare questo discorso dentro un palazzo nobiliare affacciato su piazza Navona significa mettere a confronto due idee di spazio pubblico: la piazza barocca, costruita per lo spettacolo e per la folla, e la strada contemporanea, dove l'immagine deve farsi capire in fretta da chi non si ferma. A nostro giudizio è il motivo migliore per vedere questa mostra proprio qui e non altrove.

L'immagine come messaggio

Il terzo punto riguarda la comunicazione. Le figure di Haring sono costruite per arrivare a tutti, senza didascalie. Il consiglio pratico è semplice: davanti a ogni opera prova a dire in una frase che cosa succede, prima di leggere il pannello. Se ci riesci, l'immagine ha fatto il suo lavoro. Se non ci riesci, il pannello ti spiegherà perché, e la seconda occhiata sarà diversa dalla prima.

X-Man, 1984: l'immagine scelta per la mostra di Keith Haring

L'immagine guida della mostra Keith Haring, pubblicata sul portale dei Musei in Comune, è X-Man, un lavoro datato 1984. Sull'immagine ufficiale sono stampati due crediti: la dicitura Keith Haring Artwork con il copyright della Keith Haring Foundation, e la formula Courtesy of Nakamura Keith Haring Collection. È una scelta grafica netta, che dice molto del tono della mostra.

Com'è fatta l'immagine

Su un fondo azzurro pieno campeggia una figura rossa con grandi ali, contornata da un tratto nero spesso. Al centro del corpo c'è una X nera; intorno alla testa, brevi trattini disposti a raggiera; sotto le ali, altri segni curvi che suggeriscono il movimento. Le ali sono segnate da gruppi di linee verticali e terminano con un bordo frastagliato. Nessuna prospettiva, nessuna ombra: tre colori, un contorno, e l'immagine si legge da cinquanta metri.

Perché funziona su un palazzo del Settecento

Una figura rossa su fondo azzurro accanto a stucchi, tempere e cornici dorate crea un attrito visivo immediato. Il contrasto è il modo più rapido per accendere l'attenzione. Qui il contrasto non è un effetto speciale, è il tema stesso della mostra, che mette a confronto due modi opposti di parlare al pubblico. Chi arriva con l'idea che Haring sia soltanto grafica leggera esce, di solito, con qualche domanda in più.

Che cosa dice il credito sulla collezione

La formula Courtesy of Nakamura Keith Haring Collection riguarda l'immagine guida. Per la provenienza di ciascuna opera esposta, fanno fede le didascalie in sala: è lì che si legge, opera per opera, chi l'ha prestata. Leggerle è una buona abitudine, perché aiuta a capire come si compone una mostra e da dove arrivano le opere che si hanno davanti.

Una curiosità su Keith Haring al Museo di Roma a Palazzo Braschi — dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027

La curiosità più sottile riguarda la natura stessa del museo che ospita la mostra. La Sovrintendenza descrive il Museo di Roma come l'istituzione più significativa per conoscere la storia sociale e le attività artistiche a Roma dal medioevo agli inizi del Novecento. Le sue raccolte comprendono dipinti, disegni, sculture, incisioni, fotografie, mobili, abiti, ceramiche, carrozze e portantine, elementi architettonici e affreschi salvati dalle demolizioni. È, in altre parole, il museo della città vista dalla città. E il portale ufficiale colloca la mostra su Haring nella categoria arte contemporanea: un salto netto rispetto al perimetro cronologico delle collezioni.

Il punto interessante è che il salto è meno largo di quanto sembri. Una parte importante delle raccolte del museo racconta le feste, le cerimonie, la vita per strada: la Sovrintendenza segnala proprio la serie di dipinti realizzati tra il Cinquecento e l'Ottocento per celebrare cerimonie e feste religiose, e un fondo di disegni, acquerelli, incisioni e fotografie che documenta la topografia e la vita sociale di Roma. Sono immagini nate per registrare la città pubblica, quella delle processioni e delle piazze. Una mostra dedicata a un artista che ha fatto della strada il suo spazio naturale si inserisce in questa linea con più coerenza di quanto il nome possa far pensare.

C'è poi un dettaglio pratico che trasforma la curiosità in un consiglio: la collezione permanente è al secondo e al terzo piano del palazzo. Se hai il biglietto cumulativo, salire dopo la mostra ti permette di vedere, nella stessa ora, come Roma rappresentava la folla tre secoli fa e come la rappresentava un artista del secondo Novecento. È il confronto che nessun catalogo può darti con la stessa immediatezza.

Palazzo Braschi, il palazzo di Cosimo Morelli

Palazzo Braschi è un palazzo settecentesco progettato dall'architetto Cosimo Morelli (1732-1812), secondo la scheda ufficiale della Sovrintendenza Capitolina. Oggi è la sede del Museo di Roma e, per sei mesi, della mostra Keith Haring. Vale la pena dedicargli attenzione anche solo per l'architettura: con il biglietto del museo si attraversano il cortile, lo scalone e i piani nobili.

L'architetto e il progetto

Morelli firma un palazzo di grande scala, con due affacci diversi per carattere: piazza di San Pantaleo, a pochi passi da corso Vittorio Emanuele II, dal cui lato oggi avviene l'accesso con auto e taxi, e piazza Navona. Chi entra da un lato ed esce dall'altro percepisce subito quanto il palazzo faccia da cerniera fra il traffico del corso e lo spazio aperto della piazza.

Lo scalone monumentale

L'elemento architettonico più caratteristico del palazzo è lo scalone monumentale, al quale lavorò anche Giuseppe Valadier (1762-1839), secondo la Sovrintendenza. Salirlo lentamente è parte della visita: le proporzioni e il ritmo delle rampe preparano all'ingresso nelle sale meglio di qualsiasi pannello introduttivo.

Il cortile e le decorazioni

Il palazzo è stato sottoposto di recente a complessi lavori di ristrutturazione e restauro, che hanno restituito lo splendore della maestosa architettura, del cortile scenografico, dei raffinati stucchi e delle pitture delle sale. Molte sale conservano decorazioni a tempera realizzate tra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento. Sono queste pareti a fare da cornice, per contrasto, al segno di Haring.

Un palazzo su tre piani di visita

Le informazioni ufficiali sull'accessibilità parlano di tre piani di visita serviti da ascensore. La collezione permanente occupa il secondo e il terzo piano. È utile saperlo prima di entrare, per dosare le energie: chi fa mostra e museo nello stesso giorno percorre molte sale, e conviene programmare una pausa.

Il Museo di Roma: che cosa conserva oltre alla mostra di Keith Haring

Il Museo di Roma conserva una raccolta che la Sovrintendenza definisce il miglior racconto per immagini della città eterna che si possa vedere, con quadri, opere grafiche e fotografie dal Seicento al Novecento. Molte opere sono esposte a rotazione, quindi due visite a distanza di mesi possono mostrare cose diverse. Con il biglietto cumulativo, la collezione è il complemento naturale della mostra.

Feste, cerimonie e vita di strada

Il nucleo più riconoscibile è la serie di dipinti realizzati tra il Cinquecento e l'Ottocento per celebrare cerimonie e feste religiose. Sono immagini di folla, di apparati effimeri, di città in festa. Se la mostra ti ha fatto riflettere su come un'immagine parla a chi passa, qui vedrai come lo facevano i pittori chiamati a documentare gli eventi pubblici di Roma.

Sculture, grafica e fotografia

Un nucleo notevole di sculture illustra l'attività di alcuni tra i principali artisti romani. La raccolta di disegni, acquerelli, incisioni, libri antichi e fotografie storiche documenta la storia dell'arte grafica a Roma e descrive la topografia e la vita sociale della città. Per chi ama la fotografia storica è una sezione da non sottovalutare.

Carrozze, portantine, abiti

Tra i materiali conservati figurano anche mobili, abiti, ceramiche, carrozze e portantine. Sono gli oggetti che piacciono di più ai ragazzi, perché rendono concreta la vita quotidiana di secoli fa. Con i bambini, conviene tenerli come premio finale della visita.

La Sala delle Muse

Nella Sala delle Muse è esposto in modo permanente un ciclo di affreschi del primo Cinquecento, databile intorno al 1513, che raffigura Apollo e le Muse. Le opere sono attribuite a Gerino da Pistoia e provengono dalla villa di Leone X alla Magliana, antico casino di caccia papale. Furono staccate dalle pareti originali nell'Ottocento per ragioni di conservazione e rimasero per decenni nei depositi del museo, prima dell'esposizione permanente.

Un ritratto di Pompeo Batoni

Tra i capolavori che il portale dei Musei in Comune associa al Museo di Roma c'è il Ritratto di John Staples di Pompeo Batoni, pittore nato a Lucca nel 1708 e morto a Roma nel 1787. È un buon esempio della pittura di ritratto nella Roma del Settecento, che il museo documenta accanto alle vedute e alle scene di festa.

Il centro di documentazione

Nel centro di documentazione multimediale del museo si può consultare la banca dati dell'intera collezione. È uno strumento pensato per chi studia, ma anche il visitatore curioso può trarne vantaggio, soprattutto per capire quanto sia ampio il patrimonio che non trova posto nelle sale.

Una cosa che non ti dice nessuno su Keith Haring al Museo di Roma a Palazzo Braschi — dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027

Quello che quasi nessuno dice, e che crea problemi ogni settimana a chi organizza uscite di gruppo, riguarda le radioguide. Le condizioni ufficiali della mostra sono chiare: i gruppi, da 5 a 25 persone più la guida, entrano soltanto con prenotazione gratuita allo 060608 e con il preacquisto di almeno 5 biglietti. Per i gruppi non scolastici, l'accesso allo spazio della mostra è subordinato all'uso obbligatorio delle radioguide, da noleggiare autonomamente. E il museo lo scrive senza giri di parole: al Museo non è presente un servizio di noleggio radioguide.

Tradotto in pratica: se arrivi con un gruppo di amici, un circolo, un'associazione o una classe di adulti senza avere con te i ricevitori, in mostra non entri come gruppo. Devi procurarti il kit prima, da un fornitore esterno, e presentarti già attrezzato. Per le visite guidate di gruppo organizzate dal museo, fino a 25 persone, il costo è di 90 euro oltre ai biglietti, e anche lì vale l'obbligo di radioguide. Per le scuole l'obbligo di radioguide non è indicato, ma la prenotazione resta obbligatoria.

Seconda cosa poco nota: il palazzo ha due ingressi, e non sono equivalenti per tutti. Le indicazioni sull'accessibilità spiegano che l'accesso con auto privata o taxi avviene dal lato di piazza San Pantaleo, mentre chi usa la carrozzina può entrare da entrambe le parti. Se ti fai lasciare dal taxi, chiedi quindi piazza di San Pantaleo e non piazza Navona.

Terza e ultima: i biglietti acquistati online, al call center o in biglietteria non sono rimborsabili né modificabili. Con una mostra di sei mesi non c'è alcuna fretta di comprare settimane prima: meglio fissare la data quando si è sicuri.

Biglietti per la mostra di Keith Haring: tariffe e riduzioni

Il biglietto solo mostra per Keith Haring costa 17 euro intero e 15 euro ridotto; il cumulativo con la collezione permanente del Museo di Roma costa 25 euro intero e 19 euro ridotto per i non residenti. In prevendita si aggiunge 1 euro. Sono le cifre pubblicate dalla pagina ufficiale dei biglietti dei Musei in Comune, che conviene sempre ricontrollare prima di partire.

Solo mostra o cumulativo?

Il conto è semplice. Il biglietto solo museo, senza mostra, costa 13 euro intero e 7,50 euro ridotto. Mostra più museo comprati separatamente farebbero 30 euro intero e 22,50 ridotto; il cumulativo costa 25 e 19. Si risparmiano 5 euro sull'intero e 3,50 sul ridotto. Se hai almeno un'ora in più, il cumulativo è la scelta giusta: la collezione del secondo e terzo piano è il miglior controcanto possibile alla mostra.

La tariffa famiglia

È la vera occasione di questa mostra. La tariffa speciale famiglia solo mostra costa 22 euro per due adulti con i figli sotto i 18 anni, e 11 euro per un adulto con i figli sotto i 18 anni. Si prenota soltanto tramite lo 060608 (dalle 9 alle 19) oppure alla biglietteria dello spazio espositivo del Museo di Roma a Palazzo Braschi. Il giorno stesso si paga in biglietteria in contanti o con carta senza prevendita; per i giorni successivi si prenota in biglietteria con carta di credito e 1 euro di prevendita. Per una coppia con due figli adolescenti, la differenza rispetto ai biglietti singoli è enorme.

Chi ha diritto al ridotto

Il ridotto vale per i cittadini dell'Unione Europea dai 6 ai 25 anni e oltre i 65 anni, per gli insegnanti in attività, per i giornalisti con documento che attesti la professione, per i possessori della MIC card in corso di validità e per i possessori della Roma Pass 48 o 72 ore in corso di validità. I titoli che danno diritto alla riduzione vanno mostrati al controllo accessi; in mancanza dei requisiti si paga l'integrazione in biglietteria.

Chi entra gratis in mostra

La gratuità vale per i bambini sotto i 6 anni, per la persona con disabilità e un accompagnatore, per le guide e gli interpreti turistici dell'Unione Europea con licenza, per i membri ICOM e i soci ICOMOS, per i membri di istituti di cultura come l'Accademia dei Lincei e l'Istituto di Studi Romani, per gli Amici dei Musei di Roma e per l'ICCROM. Il titolo gratuito si richiede contattando lo 060608.

Residenti a Roma e MIC card

Dal febbraio 2026 l'ingresso ai musei civici a pagamento è gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana, mostrando in cassa la carta d'identità. Attenzione però: la gratuità riguarda il museo, mentre la mostra ha tariffe proprie, e le tariffe cumulative sono pubblicate come tariffe per non residenti. La MIC card costa 5 euro, dura 12 mesi, dà ingresso gratuito al Sistema Musei e sconti nelle mostre con biglietteria separata: per Haring significa il ridotto. Per un romano che frequenta i musei civici è la spesa più intelligente dell'anno.

Dove si comprano

Online, sul circuito di prevendita indicato dal sito ufficiale dei Musei in Comune, a data fissa. Al call center 060608, tutti i giorni dalle 9 alle 19. Alla biglietteria del museo: per il giorno stesso in contanti o con carta senza prevendita, per i giorni successivi solo con carta di credito e con 1 euro di prevendita. All'ingresso basta mostrare la ricevuta di acquisto, stampata o sullo schermo del telefono.

Orari e giorni di chiusura di Palazzo Braschi

La collezione permanente del Museo di Roma è aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso un'ora prima della chiusura. I giorni di chiusura sono il lunedì, il 1° maggio e il 25 dicembre; il 24 e il 31 dicembre l'orario è ridotto, dalle 10 alle 14. Per la mostra Keith Haring conviene sempre controllare gli orari pubblicati dal Museo di Roma e la pagina degli avvisi, che i musei civici raccomandano di consultare prima di ogni visita.

Il lunedì, attenzione

Il lunedì è il giorno di chiusura del Museo di Roma. Sembra una banalità, ma capita spesso di vedere visitatori delusi davanti al portone di un lunedì mattina. Se sei a Roma per un fine settimana lungo, metti Palazzo Braschi di sabato o di domenica, oppure il martedì.

Le feste di fine anno

La mostra attraversa il Natale e il Capodanno. Il 25 dicembre il museo è chiuso, il 24 e il 31 dicembre chiude alle 14. Per il 1° gennaio 2027 fa fede l'orario che il museo pubblicherà; nel 2026 il capodanno aveva un orario speciale dalle 11 alle 20.

Il call center

Lo 060608 risponde tutti i giorni dalle 9 alle 19. È il numero per prenotazioni di gruppo, tariffa famiglia, biglietti gratuiti e informazioni. Il museo ha anche un indirizzo di posta elettronica, museodiroma@comune.roma.it.

Il consiglio che ti do per visitare Keith Haring al Museo di Roma a Palazzo Braschi — dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027

Il consiglio è netto: prendi il cumulativo, entra la mattina di un giorno feriale, e fai la mostra per prima. Poi sali al secondo e al terzo piano. Ecco perché.

Primo, il cumulativo. Per chi non è residente la differenza è di 5 euro sull'intero rispetto ai biglietti separati, e in cambio ottieni una seconda visita che dà senso alla prima. Haring da solo è una bella mostra; Haring seguito dai dipinti di feste e cerimonie romane del Museo di Roma diventa una lezione sul modo in cui le immagini parlano alla folla. Nessun'altra sede in città ti offre questo confronto con un solo biglietto.

Secondo, la mattina di un giorno feriale. Palazzo Braschi è fra i musei civici più scelti dal pubblico: nella Notte dei Musei 2026 ha contato circa 7.000 presenze, secondo solo al complesso dei Musei Capitolini e del Campidoglio. Una mostra su un nome così riconoscibile attirerà molto pubblico, soprattutto nei fine settimana e durante le vacanze scolastiche. Il martedì e il mercoledì mattina, dopo l'apertura delle 10, sono i momenti in cui si guarda meglio.

Terzo, l'ordine. Fare prima la mostra, con l'occhio fresco, e poi la collezione permanente ti permette di arrivare alle sale storiche con una domanda in testa: come si rappresenta la città che passa? È un esercizio che rende la visita al museo molto più viva di una camminata di cortesia fra quadri antichi.

Infine, il biglietto. Se non sei residente e non hai una MIC card, compra online la data fissa solo quando sei sicuro del giorno, perché i biglietti non sono rimborsabili. Se sei residente, valuta la MIC card a 5 euro: ti dà il ridotto in mostra e un anno di musei civici gratis.

Come arrivare a Palazzo Braschi per la mostra di Keith Haring

Palazzo Braschi si trova nel rione Parione, fra piazza di San Pantaleo, a pochi passi da corso Vittorio Emanuele II, e piazza Navona. Il modo migliore per arrivarci è a piedi dal centro storico, oppure in autobus fino alle fermate di corso Vittorio Emanuele II e di corso del Rinascimento, che distano un centinaio di metri dall'ingresso.

A piedi

Da piazza Navona l'ingresso è immediato: il museo ha un accesso sulla piazza. Da Campo de' Fiori sono circa duecento metri in linea d'aria, dal Pantheon meno di quattrocento, da Largo di Torre Argentina circa quattrocento. Il centro storico si attraversa bene a piedi, ed è il modo più piacevole per arrivare a una mostra che parla proprio di strada e di spazio pubblico.

In autobus

Le fermate ATAC più vicine sono C.so Vittorio Emanuele/Navona, a circa 90 metri dal museo, e C.so Vittorio Emanuele/S. A. della Valle, a circa 110 metri, entrambe su corso Vittorio Emanuele II. Su corso del Rinascimento ci sono le fermate Rinascimento, a poco più di 100 metri. Poco più lontano, sul lato nord di piazza Navona, c'è la fermata Senato, in piazza delle Cinque Lune. Le linee che servono ciascuna fermata e i relativi orari vanno controllati sul servizio di informazioni dell'azienda di trasporto pubblico prima di partire, perché nel centro storico i percorsi possono cambiare per lavori e manifestazioni.

In tram

La fermata del tram più vicina è Arenula/Cairoli, in piazza Benedetto Cairoli, a circa mezzo chilometro in linea d'aria. Da lì si raggiunge il museo a piedi, in direzione nord, in una decina di minuti di passo tranquillo.

In metropolitana

Nessuna stazione della metropolitana è a distanza breve. La stazione Spagna della linea A è a oltre un chilometro in linea d'aria: da lì conviene proseguire a piedi attraverso il centro, oppure con un autobus di superficie.

In taxi o in auto

Il taxi è la soluzione più comoda per chi ha difficoltà a camminare. Chiedi di essere lasciato in piazza di San Pantaleo: le indicazioni ufficiali specificano che l'accesso con auto privata o taxi avviene da quel lato. L'auto privata, nel centro storico, è sconsigliabile per chi non ha un motivo preciso: i parcheggi sono pochi e le regole di accesso alle zone a traffico limitato vanno verificate prima di partire.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che Palazzo Braschi sia un museo molto amato dai romani lo sanno in tanti. Quello che si cita di rado sono i numeri. Nella Notte dei Musei di Roma 2026, sedicesima edizione della manifestazione, il sistema dei musei civici ha accolto circa 50.000 visitatori su un totale cittadino di circa 80.000 presenze. Fra le mete più scelte ci sono stati i Musei Capitolini con il Campidoglio, con circa 8.000 presenze, e subito dopo il Museo di Roma a Palazzo Braschi, con circa 7.000. Seguono i Mercati di Traiano, con circa 3.500 visitatori, e il Museo dell'Ara Pacis, con circa 3.000.

Il dato dice due cose. La prima: Palazzo Braschi non è un museo di nicchia, anche se nelle guide turistiche compare meno dei grandi nomi. Quando la città apre le porte di notte, i romani scelgono in massa questo palazzo, forse per il fascino dell'ingresso da piazza Navona, forse per la curiosità di vedere il museo dedicato alla propria città. La seconda: con una mostra come quella su Keith Haring, un nome che attira un pubblico largo e trasversale, le giornate di maggiore affluenza saranno davvero piene.

C'è anche un dato di tendenza da tenere presente. La Notte dei Musei è passata da circa 73.000 presenze nel 2024 a 78.000 nel 2025 e a circa 80.000 nel 2026. Il pubblico dei musei civici cresce, e cresce anche fra i giovani, che la stessa nota ufficiale segnala come molto presenti. Per chi organizza una visita, la conclusione è pratica: non sottovalutare le code dei fine settimana e scegli, quando puoi, i giorni feriali.

Gruppi, scuole e visite guidate alla mostra di Keith Haring

Per i gruppi la mostra Keith Haring ha regole precise: da 5 a 25 persone più la guida, prenotazione gratuita obbligatoria allo 060608, preacquisto di almeno 5 biglietti e, per i gruppi non scolastici, radioguide obbligatorie da noleggiare autonomamente, perché il museo non le fornisce. I biglietti rimanenti si possono saldare sul posto al momento della visita.

Visite guidate per gruppi

Il museo organizza visite guidate per gruppi fino a 25 persone, con obbligo di radioguide, al costo di 90 euro oltre al prezzo dei biglietti. La prenotazione è obbligatoria allo 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19. È disponibile anche un servizio di prenotazione per gruppi che non comprende la visita guidata e che consente di saltare la fila in biglietteria.

Le scuole

La tariffa speciale scuole per la sola mostra è di 4 euro ad alunno, con ingresso gratuito per un docente accompagnatore ogni 10 alunni, prenotabile solo allo 060608. Le visite guidate per le scuole, fino a 30 persone, costano 70 euro oltre ai biglietti, e sono gratuite per le scuole di Roma e della Città Metropolitana fino a esaurimento dell'offerta. Per le scuole la prenotazione è gratuita e obbligatoria anche per il solo ingresso.

Il consiglio per i gruppi

Se accompagni un gruppo di adulti, risolvi la questione radioguide con largo anticipo e conferma con lo 060608 le condizioni aggiornate. Chi lavora con i gruppi lo sa: una visita salta più spesso per un dettaglio logistico che per un problema grave. Se preferisci affidare l'organizzazione a professionisti, le agenzie specializzate in tour privati e aziendali gestiscono prenotazioni, radioguide e guida in un unico pacchetto.

Accessibilità: visitare Palazzo Braschi con una disabilità

Il Museo di Roma a Palazzo Braschi dichiara di essere totalmente accessibile dal punto di vista motorio, e l'ingresso al museo per le persone con disabilità e un familiare o accompagnatore è gratuito. Per la mostra, la gratuità per la persona con disabilità più un accompagnatore è indicata anche nelle tariffe della sola mostra.

Disabilità motoria

Il museo ha due ingressi, su piazza di San Pantaleo 10 e su piazza Navona; chi usa la carrozzina può entrare da entrambi. Al piano terra un montascale, con portata massima di 300 chili e piattaforma di 64 per 78 centimetri, permette di superare i pochi gradini e raggiungere l'ascensore che porta ai tre piani di visita. Il museo mette a disposizione una carrozzina da richiedere al personale di accoglienza, lungo il percorso ci sono sedute per riposare, e il bagno per persone con disabilità motoria è presente su tutti e tre i piani.

Disabilità visiva

Nel cortile, alla destra dell'ingresso al museo, si trova una mappa tattile di orientamento. Supporti tiflodidattici e copie tattili, permanenti o disponibili su richiesta, permettono l'accesso tattile ad alcune delle opere più importanti della collezione.

Disabilità uditiva

Le informazioni ufficiali segnalano una postazione dedicata in prossimità dell'ingresso. Per i dettagli sui servizi disponibili durante la mostra conviene chiamare lo 060608 prima della visita.

La foto giusta da fare a Keith Haring al Museo di Roma a Palazzo Braschi — dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027

La foto giusta, qui, non è quella dentro la mostra. È quella che racconta il dialogo fra il segno di Haring e il palazzo che lo ospita. Vale la pena fotografare lo scalone monumentale, quello a cui lavorò Giuseppe Valadier, dal basso della prima rampa, cercando la fuga delle rampe verso l'alto. Se fra il pubblico c'è qualcuno con una maglietta, una borsa o un cartoncino con l'immagine della mostra, quel punto rosso sulla pietra chiara vale più di cento inquadrature di sala.

Seconda opzione: il cortile, che la Sovrintendenza definisce scenografico e che il recente restauro ha riportato alla sua qualità originale. Mettiti in un angolo e cerca una diagonale che comprenda le finestre dei piani superiori: è una fotografia che spiega da sola perché questo palazzo è una sede d'eccezione per una mostra contemporanea.

Terza opzione, per chi entra da piazza Navona: esci dal museo da quel lato e fotografa la piazza dall'uscita. È un'immagine di Roma che ha pochi paragoni, e chiude bene il racconto di una giornata dedicata a un artista che ha messo lo spazio pubblico al centro del suo lavoro.

Una nota pratica: le regole sulle fotografie nelle mostre temporanee possono dipendere dagli accordi con i prestatori. Prima di scattare in sala, chiedi al personale se le fotografie sono consentite e se il flash è vietato. Nella collezione permanente, allo stesso modo, verifica le indicazioni all'ingresso. Rispettare queste regole è il modo migliore per continuare a vedere opere in prestito a Roma.

Keith Haring con i bambini: come organizzare la visita

La mostra Keith Haring è una delle poche mostre d'arte contemporanea che funzionano davvero con i bambini, e la tariffa famiglia da 22 euro per due adulti con figli sotto i 18 anni, o 11 euro per un adulto con i figli, la rende anche economicamente accessibile. I bambini sotto i 6 anni entrano gratis.

Perché piace ai più piccoli

Il segno di Haring è leggibile senza spiegazioni: contorni spessi, colori pieni, figure in movimento. I bambini riconoscono subito le forme e si mettono a raccontare che cosa succede. Il ruolo dell'adulto è fare domande, più che dare risposte: che cosa sta facendo questa figura? Perché ha le ali? Che cosa vogliono dire quei trattini intorno alla testa?

Un gioco da fare in sala

Dai a ogni bambino un compito semplice: trovare tre opere in cui c'è qualcuno che si muove, due in cui compare più di una figura, una in cui c'è un colore che non si vede nelle altre. Il gioco mantiene l'attenzione e insegna a guardare. Alla fine della visita, chiedi di disegnare a memoria l'opera che è piaciuta di più con un solo colore e un pennarello nero.

Dopo la mostra

Con il biglietto cumulativo, al secondo e al terzo piano ci sono carrozze, portantine e abiti antichi: oggetti che ai ragazzi piacciono molto. Se invece i piccoli sono stanchi, piazza Navona è a pochi passi: uno spazio aperto dove sgranchirsi le gambe prima di rientrare.

Passeggino e servizi

Il museo è dotato di ascensore per i tre piani di visita, raggiungibile dopo un montascale al piano terra. Chi arriva con un passeggino fa bene a chiedere all'ingresso il percorso più comodo.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia di Palazzo Braschi si legge nei suoi muri e nelle sue collezioni. Ecco alcuni avvenimenti documentati dalla Sovrintendenza Capitolina e dai Musei in Comune.

Il primo è la costruzione. Il palazzo è settecentesco e fu progettato da Cosimo Morelli, architetto vissuto fra il 1732 e il 1812. Allo scalone monumentale, elemento più caratteristico dell'edificio, lavorò anche Giuseppe Valadier. Molte sale ricevettero decorazioni a tempera fra la fine del Settecento e l'inizio dell'Ottocento: sono le pareti che ancora oggi si vedono salendo ai piani del museo.

Il secondo riguarda un ciclo di affreschi arrivato qui da lontano. Intorno al 1513 un pittore attribuito a Gerino da Pistoia dipinse Apollo e le Muse nella villa di Leone X alla Magliana, casino di caccia dei papi. Nell'Ottocento gli affreschi furono staccati per ragioni di conservazione, rimasero per decenni nei depositi del Museo di Roma e oggi sono esposti in modo permanente nella Sala delle Muse. È un esempio di come il museo abbia custodito pezzi di patrimonio che altrimenti avrebbero rischiato di perdersi, come mostra anche la presenza, nelle raccolte, di affreschi ed elementi architettonici salvati dalle demolizioni.

Il terzo è la stagione recente. Il palazzo è stato sottoposto a complessi lavori di ristrutturazione e restauro che hanno restituito lo splendore dell'architettura, del cortile, degli stucchi e delle pitture. Dal febbraio 2026 l'ingresso al museo è gratuito per i residenti a Roma e nella Città Metropolitana. Nel maggio 2026, durante la Notte dei Musei, il palazzo ha accolto circa 7.000 persone in una sola sera. Per il 23 giugno 2026 i Musei in Comune hanno annunciato a Palazzo Braschi una lettura di Franco Nero dedicata agli affreschi della Magliana.

L'ultimo avvenimento è l'apertura, il 6 ottobre 2026, della mostra Keith Haring: il segno di un artista del secondo Novecento entra nel palazzo che racconta la città dal medioevo agli inizi del Novecento.

Chi è passato da Keith Haring al Museo di Roma a Palazzo Braschi — dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027

Da Palazzo Braschi sono passati architetti, pittori, attori e un pubblico sempre più numeroso. Alcuni nomi sono legati alla nascita dell'edificio, altri alla sua vita di museo.

Cosimo Morelli, l'architetto che progettò il palazzo nel Settecento, è il primo nome da ricordare: il progetto dell'edificio è suo. Giuseppe Valadier, vissuto fra il 1762 e il 1839, mise mano allo scalone monumentale, che la Sovrintendenza indica come l'elemento architettonico più caratteristico del palazzo.

Fra i pittori, il museo conserva il Ritratto di John Staples di Pompeo Batoni, nato a Lucca nel 1708 e morto a Roma nel 1787. Gli affreschi attribuiti a Gerino da Pistoia, arrivati dalla villa di Leone X alla Magliana, portano a Palazzo Braschi la pittura del primo Cinquecento.

Fra i protagonisti di oggi, i Musei in Comune hanno annunciato per il 23 giugno 2026, alle 16, una lettura a Palazzo Braschi dell'attore Franco Nero, chiamato a dare voce ai versi di Gabriele Tinti ispirati agli affreschi di Apollo e le Muse, nell'ambito di una residenza poetica di Tinti nei Musei in Comune, sostenuta da Cinecittà in collaborazione con Palazzo delle Pietre. La prima tappa dello stesso progetto era affidata ad Abel Ferrara, il 18 giugno, nel cortile di Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini, con le poesie dedicate alle statue parlanti.

E poi ci sono i visitatori: circa 7.000 in una sola notte di maggio 2026. Dal 6 ottobre 2026 si aggiungono le opere di Keith Haring e il pubblico che le verrà a vedere.

Intorno a Palazzo Braschi: cosa vedere nel rione Parione

Palazzo Braschi è nel rione Parione, uno dei tratti più densi del centro storico: nel raggio di pochi minuti a piedi ci sono piazze, chiese, musei e palazzi che meritano una sosta prima o dopo la mostra Keith Haring. Ecco una selezione pensata per chi ha mezza giornata.

Pasquino

Sulla piazza di Pasquino, a una sessantina di metri dal museo, si trova la statua parlante di Pasquino. Proprio alle statue parlanti di Roma, che i Musei in Comune descrivono come dimenticate dalla cittadinanza e dagli itinerari turistici, era dedicata nel giugno 2026 la lettura di Abel Ferrara ai Capitolini: vale la pena fermarsi un minuto.

Piazza Navona

Piazza Navona è a due passi: il museo ha un ingresso proprio sulla piazza. Al centro c'è la Fontana dei Quattro Fiumi, sul lato ovest la chiesa di Sant'Agnese in Agone. Nei dintorni si visitano anche i sotterranei dello Stadio di Domiziano.

Il Museo Barracco

Il Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco è in corso Vittorio Emanuele II 166/A, all'angolo con via dei Baullari, a una cinquantina di metri in linea d'aria da Palazzo Braschi. Fa parte dello stesso sistema dei musei civici. Fino al 15 novembre 2026 ospita la mostra Divina d'Acciaio, dedicata alla statua ritratto di Maria Callas.

Campo de' Fiori e Palazzo della Cancelleria

Attraversando corso Vittorio Emanuele II si arriva in un paio di minuti a Campo de' Fiori, a circa duecento metri. A un centinaio di metri dal museo, verso via del Pellegrino, c'è il Palazzo della Cancelleria.

Il Pantheon e Palazzo Altemps

Verso est, a meno di quattrocento metri, c'è il Pantheon. Verso nord, oltre piazza Navona, Palazzo Altemps, in piazza di Sant'Apollinare, a poco più di quattrocento metri. Sono due visite che si combinano bene con Palazzo Braschi in una giornata interamente a piedi.

Dove mangiare vicino a Palazzo Braschi

Mangiare bene intorno a piazza Navona è possibile, ma richiede un minimo di metodo. Il consiglio è sempre lo stesso: evita i tavoli con vista diretta sulla piazza, dove paghi soprattutto il panorama, e spostati di una o due strade verso l'interno del rione.

Pranzo veloce

Fra Campo de' Fiori e corso Vittorio Emanuele II ci sono forni, pizzerie al taglio e piccoli locali da pranzo in piedi. Per chi fa mostra e museo nella stessa giornata, un pranzo leggero fra le due visite è la scelta migliore: una pizza bianca, un supplì, un bicchiere d'acqua, e si riparte.

Trattorie e osterie

Nelle vie laterali di Parione e dei rioni vicini si trovano trattorie di cucina romana. Scegli quelle con un menu breve, scritto in italiano e cambiato secondo la stagione: sono indizi più affidabili di qualunque insegna. Chiedi sempre qual è il piatto del giorno, e fidati di chi te lo propone senza esitare.

Un caffè prima di entrare

Prendere un caffè al banco, prima dell'apertura delle 10, è il modo migliore per arrivare in biglietteria fra i primi. Al banco, di solito, un caffè costa meno che al tavolo, ed è la scelta di chi va di fretta.

Autunno e inverno a Roma: il periodo della mostra di Keith Haring

La mostra Keith Haring apre in una settimana particolare per i musei civici: dal 6 all'11 ottobre 2026 si svolge il Tevere Day, con attività dedicate al dialogo fra il fiume e la città. È anche il periodo in cui Roma offre una concentrazione notevole di mostre, che si possono combinare con Haring nello stesso viaggio.

Le mostre in corso nei musei civici

Ai Musei Capitolini, fino al 13 dicembre 2026, è aperta la mostra Diego Rivera e la costruzione dell'arte moderna in Messico nel XX secolo, che i Musei in Comune presentano come la prima realizzata in Italia su Diego Rivera. Al Museo di Roma in Trastevere, fino al 6 dicembre 2026, c'è Fulco Pratesi. Acquerelli Pionieri. Alla Centrale Montemartini, fino al 15 novembre 2026, Moda in luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale.

Il clima

Per me ottobre è il mese migliore per camminare nel centro di Roma. Nei mesi più freddi le giornate si accorciano e la visita a un museo diventa il programma ideale per un pomeriggio incerto. Verso aprile, quando la mostra chiude, il centro si riempie di nuovo di visitatori: se puoi, non ridurti all'ultima settimana.

Le vacanze di Natale

Fra dicembre e l'Epifania la mostra sarà molto frequentata da famiglie e visitatori in vacanza. Tieni presente le chiusure e gli orari ridotti del 24, 25 e 31 dicembre, e usa la tariffa famiglia, che si prenota allo 060608.

Come organizzare la visita alla mostra di Keith Haring

Una visita completa alla mostra Keith Haring e alla collezione permanente del Museo di Roma richiede fra le due e le tre ore. Per la sola mostra un'ora e mezza è una misura ragionevole, da allungare se ti piace leggere i pannelli con calma.

Mezza giornata

Arriva alle 10, fai la mostra, sali alla collezione permanente, esci su piazza Navona intorno a mezzogiorno e mezzo. Pranzo leggero nel rione, e il pomeriggio è libero per il Pantheon, Campo de' Fiori o il Museo Barracco.

Una giornata intera

Mattina a Palazzo Braschi, pranzo, poi un secondo museo civico: il Barracco è a pochi passi, i Musei Capitolini con la mostra su Diego Rivera sono raggiungibili a piedi attraversando il centro. Se hai la MIC card, entrambi rientrano nella stessa logica di abbonamento.

L'audioguida e il tour virtuale

Per la collezione permanente è disponibile un'audioguida in italiano, francese e inglese a 4 euro, acquistabile in biglietteria e consegnata igienizzata in bustina chiusa con auricolare monouso. Prima della visita, o dopo, si può esplorare il tour virtuale del Museo di Roma, uno degli otto tour virtuali dei musei civici: comprende anche riprese con i droni, che mostrano sale e opere dall'alto e offrono una prospettiva inedita del palazzo e della città.

Le informazioni ufficiali

Prima di partire, controlla la pagina biglietti e audioguide dei Musei in Comune, la pagina orari e indirizzi e, se serve, la pagina sull'accessibilità. Sono le fonti di riferimento per tariffe, orari e servizi.

Domande frequenti su Keith Haring a Palazzo Braschi

Quando si può vedere la mostra di Keith Haring a Roma?

La mostra Keith Haring al Museo di Roma a Palazzo Braschi è aperta dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027. Il museo è chiuso il lunedì, il 1° maggio e il 25 dicembre; il 24 e il 31 dicembre chiude alle 14. La collezione permanente è aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 19, con ultimo ingresso un'ora prima.

Quanto costa il biglietto per Keith Haring a Palazzo Braschi?

Il biglietto solo mostra Keith Haring costa 17 euro intero e 15 euro ridotto. Il cumulativo con la collezione permanente del Museo di Roma costa 25 euro intero e 19 euro ridotto per i non residenti. Chi compra in prevendita paga 1 euro in più. I bambini sotto i 6 anni entrano gratis.

C'è una tariffa per le famiglie?

Sì, la mostra Keith Haring prevede una tariffa speciale famiglia: 22 euro per due adulti con i figli sotto i 18 anni, 11 euro per un adulto con i figli sotto i 18 anni. Si prenota soltanto allo 060608, dalle 9 alle 19, oppure alla biglietteria dello spazio espositivo di Palazzo Braschi.

I residenti a Roma entrano gratis alla mostra di Keith Haring?

Al Museo di Roma i residenti a Roma e nella Città Metropolitana entrano gratis dal febbraio 2026, mostrando la carta d'identità. La mostra Keith Haring ha invece tariffe proprie, e la residenza non compare fra le categorie gratuite. Con la MIC card, che costa 5 euro e vale 12 mesi, in mostra si paga il ridotto.

Dove si trova Palazzo Braschi e da dove si entra?

Palazzo Braschi, sede del Museo di Roma, è in piazza di San Pantaleo 10, con un secondo ingresso su piazza Navona, nel rione Parione. Chi arriva in taxi o in auto accede dal lato di piazza San Pantaleo; chi usa la carrozzina può entrare da entrambe le parti.

Come si arriva al Museo di Roma con i mezzi pubblici?

Il Museo di Roma a Palazzo Braschi è servito dalle fermate ATAC C.so Vittorio Emanuele/Navona e C.so Vittorio Emanuele/S. A. della Valle, su corso Vittorio Emanuele II, e dalle fermate Rinascimento, tutte a circa cento metri. Il tram ferma ad Arenula/Cairoli, a circa mezzo chilometro. La metropolitana più vicina, Spagna, è a oltre un chilometro.

La mostra di Keith Haring è accessibile in carrozzina?

Il Museo di Roma a Palazzo Braschi si dichiara totalmente accessibile per le persone con disabilità motoria: un montascale al piano terra porta all'ascensore che serve i tre piani, i bagni accessibili sono su tutti i piani e si può chiedere una carrozzina all'accoglienza. La persona con disabilità e un accompagnatore entrano gratis.

Si può visitare la mostra di Keith Haring in gruppo?

I gruppi alla mostra Keith Haring, da 5 a 25 persone più la guida, entrano solo con prenotazione gratuita allo 060608 e preacquisto di almeno 5 biglietti. Per i gruppi non scolastici le radioguide sono obbligatorie e vanno noleggiate autonomamente, perché il museo non offre il servizio. La visita guidata di gruppo costa 90 euro più i biglietti.

Il consiglio finale

Molte mostre di grande richiamo riempiono le sale senza lasciare traccia. Questa ha una possibilità in più, e la deve alla sede: il segno di Haring, nato per parlare a chi passa, messo davanti ai dipinti che per secoli hanno raccontato le feste e le folle di Roma. Non sprecarla. Prendi il cumulativo, vai un martedì mattina, fai la mostra con calma, poi sali al secondo piano e cerca le immagini della città in festa. Quando uscirai su piazza Navona, guarderai la folla con occhi diversi. Se vuoi che qualcuno organizzi la visita per un gruppo, per un'azienda o per ospiti di riguardo, rivolgiti a professionisti che conoscono questi spazi e sanno gestire prenotazioni e radioguide senza sorprese.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Contact Information

Data Evento6 Ottobre 2026 — 11 Aprile 2027
IndirizzoMuseo di Roma a Palazzo Braschi, Piazza di San Pantaleo 10 (secondo ingresso su Piazza Navona), 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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