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Ponte Sublicio

Il Ponte Sublicio si attraversa a piedi, gratis e a qualunque ora: è un ponte stradale sul Tevere che collega piazza dell'Emporio, sul lato di Testaccio e dell'Aventino, con piazza di Porta Portese, sul lato di Trastevere. Non ci sono biglietti, turni o prenotazioni. Il portale turistico di Roma Capitale lo attribuisce all'architetto Marcello Piacentini e ne indica la costruzione fra il 1914 e il 1917, con l'inaugurazione il 21 aprile 1919. Porta il nome del ponte più antico di Roma.

Quel ponte antico era di legno, e la tradizione ne attribuisce la costruzione al re Anco Marzio. Sopra di esso Tito Livio ambienta il racconto di Orazio Coclite, il soldato che da solo tenne a bada gli Etruschi di Porsenna mentre i Romani tagliavano le travi alle sue spalle. Il ponte di oggi non è quello, e non si trova nemmeno nello stesso punto. Ne eredita il nome, la funzione di passaggio fra le due rive e una storia lunga oltre venticinque secoli.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sulle pagine di Turismo Roma dedicate al ponte, a Porta Portese e al suo mercato, sul Museo Virtuale delle Mura di Roma, sulla pagina della Sovrintendenza Capitolina dedicata alla Fontana delle Anfore e sulle voci enciclopediche citate più avanti nel testo. Per il ponte non esistono orari né tariffe, perché è una strada pubblica. Per qualsiasi informazione su lavori, chiusure o eventi il canale del Comune è il contact center 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19.

Ponte Sublicio visto dalla banchina del Tevere
Il Ponte Sublicio visto dalla banchina del Tevere. Foto di Gobbler, licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Indirizzo: Ponte Sublicio, fra piazza dell'Emporio (lato Testaccio e Aventino) e piazza di Porta Portese (lato Trastevere), Roma.
  • Gestore: è un ponte cittadino di Roma Capitale, le pagine turistiche del Comune non indicano un ufficio di riferimento, per informazioni il contact center 060608.
  • Come si entra: si attraversa sui marciapiedi, in qualunque momento, insieme al traffico dei veicoli.
  • Prezzo: gratuito, nessun biglietto.
  • Orari: nessun orario, il ponte è sempre aperto salvo chiusure temporanee decise dal Comune.
  • Come si arriva: la fermata Piramide della metro B si trova a circa un chilometro da Testaccio secondo Turismo Roma, la zona è servita anche da tram e autobus Atac.
  • Accessibilità: il Comune non pubblica indicazioni specifiche per il ponte, per esigenze particolari conviene chiamare il 060608.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

Il ponte scavalca il Tevere nel tratto più meridionale del centro storico, dove il fiume ha appena lasciato alle spalle l'Isola Tiberina e l'Aventino e punta verso Ostiense. Sulla riva sinistra c'è piazza dell'Emporio, porta d'ingresso a Testaccio. Sulla riva destra c'è piazza di Porta Portese, con la porta seicentesca che segna il confine meridionale di Trastevere. In mezzo, centocinque metri di ponte secondo Turismo Roma.

La struttura è semplice da leggere. Turismo Roma la descrive con tre arcate in muratura, una lunghezza di 105 metri e una larghezza di 20. Rispetto ai ponti più celebri del centro ha un aspetto sobrio, senza statue sui parapetti. È un ponte di servizio, progettato per portare il traffico del rione verso l'altra sponda. Chi lo attraversa di solito non se ne accorge nemmeno: guarda la porta, il mercato, il fiume.

Ed è proprio il fiume il primo motivo per fermarsi a metà. Da qui il Tevere scorre largo fra i muraglioni costruiti a fine Ottocento, con le banchine basse che Turismo Roma indica come percorso piacevole per camminare e una pista ciclabile lungo l'argine. A monte la sponda sinistra sale verso le pendici dell'Aventino. A valle il fiume prosegue verso Ostiense, il quartiere del Gasometro e della Centrale Montemartini.

Il lato di Testaccio si apre su piazza dell'Emporio, un grande slargo di traffico che prende il nome dal porto fluviale antico. Da lì si entra nel reticolo di strade del rione, con gli edifici del primo Novecento, i cortili interni e il mercato rionale. Il Monte Testaccio, la collina artificiale fatta di cocci di anfore, si trova qualche isolato più in là, lungo via Galvani, e si visita solo su prenotazione secondo Turismo Roma.

Il lato di Trastevere è dominato da Porta Portese, che Turismo Roma data al 1643-1644. Dietro la porta, ogni domenica, si allarga il mercato delle pulci più noto di Roma, fra piazza Ippolito Nievo, via Ettore Rolli e via Portuense. Negli altri giorni della settimana la zona è tranquilla, con le auto parcheggiate negli spazi che la domenica sono occupati dai banchi. Chi viene di lunedì trova la porta e poco altro. Chi viene di domenica mattina trova una folla.

Non aspettatevi un monumento da visitare con calma, come Ponte Sisto o Ponte Sant'Angelo, dove non passano le auto. Il Ponte Sublicio vive di traffico. I marciapiedi sono larghi abbastanza per camminare, ma il rumore dei veicoli copre ogni sosta. Il suo valore è nel nome e nel punto che occupa, sulla soglia fra tre quartieri diversi che hanno ciascuno un carattere preciso.

Una curiosità sul Ponte Sublicio

Turismo Roma fissa l'inaugurazione del ponte moderno al 21 aprile 1919. Non è una data qualsiasi. Il 21 aprile è il giorno che la tradizione assegna alla fondazione di Roma, il Natale della città. Inaugurare in quella data il ponte che porta il nome del più antico passaggio sul Tevere significava legare un'opera pubblica del Novecento al racconto delle origini. L'Italia usciva dalla Prima guerra mondiale da pochi mesi, e il simbolo aveva il suo peso.

Anche il nome ha una storia precisa. Turismo Roma spiega che il termine sublicio deriva da sublicae, le travi di legno con cui era costruito il ponte antico, facili da rimuovere in caso di attacco. La voce enciclopedica dedicata al ponte antico traduce sublicius come poggiato su pali, dal termine che indicava le palafitte conficcate nel letto del fiume. In entrambi i casi il nome descrive una tecnica, non un luogo o un personaggio.

Un ponte fatto per essere smontato è un'idea militare prima ancora che ingegneristica. Roma, nei suoi primi secoli, aveva nemici sulla riva etrusca del Tevere, e un passaggio stabile poteva diventare la strada migliore per un esercito diretto in città. Poter togliere le travi in fretta era una forma di difesa. Il racconto di Orazio Coclite nasce da questa caratteristica: senza un ponte pensato per essere abbattuto, l'episodio non avrebbe senso.

C'è poi un dettaglio che collega il ponte moderno a una fontana. Dal 1935 al 2012, secondo la Sovrintendenza Capitolina, la Fontana delle Anfore di Pietro Lombardi si trovava proprio in piazza dell'Emporio, allo sbocco del ponte sul lato di Testaccio. Per quasi ottant'anni chi arrivava da Porta Portese la vedeva appena sceso dal ponte. Oggi è tornata in piazza Testaccio, dove era nata, e allo sbocco del ponte è rimasta una piazza di traffico.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Ponte Sublicio

Il ponte che attraversate non si trova dove Orazio Coclite avrebbe combattuto. Le fonti collocano il ponte di legno più a monte, a valle dell'Isola Tiberina, nella zona del Foro Boario e ai piedi dell'Aventino. Il ponte moderno si trova più a sud, all'altezza di Porta Portese. Capita spesso di dare per scontato il contrario. A nostro giudizio è l'errore più diffuso su questo luogo, e vale la pena correggerlo prima di arrivare.

Non è una differenza di pochi passi. Fra l'area del Foro Boario, dove si trovano il Tempio di Ercole Vincitore e Santa Maria in Cosmedin, e il Ponte Sublicio di oggi c'è un tratto di lungotevere che si percorre a piedi in un quarto d'ora abbondante. Chi vuole mettersi davvero nei luoghi del racconto di Livio deve risalire il fiume. Il ponte moderno ha preso il nome, non la posizione.

Il motivo, a nostro giudizio, è pratico. Quando Roma decise di costruire un nuovo ponte a inizio Novecento, i resti di quello antico erano stati eliminati da circa venticinque anni, durante i lavori per i muraglioni del Tevere. Il nuovo passaggio serviva a collegare Testaccio con Trastevere e la zona di Porta Portese. Si scelse il punto utile al traffico moderno e si recuperò per il ponte il nome più illustre disponibile.

C'è anche un secondo aspetto spesso trascurato. Il ponte antico, stando a Turismo Roma, non rimase di legno per sempre. Fu restaurato più volte in età imperiale, e l'imperatore Settimio Severo ne rifece le pile in muratura e travertino. Il ponte di legno di Anco Marzio, quindi, a un certo punto smise di esistere come tale. Il Sublicio dell'età imperiale era un ponte misto, con le fondazioni in pietra, lontano dall'immagine del passaggio di travi smontabili.

Dove si trovava il ponte di legno di Anco Marzio?

Le fonti concordano sull'area e non sul punto esatto. Turismo Roma scrive che il ponte antico attraversava il Tevere appena sotto l'Isola Tiberina. La voce enciclopedica dedicata al Pons Sublicius lo colloca vicino al Foro Boario, a valle del Ponte Emilio, oggi il Ponte Rotto, e vicino alla Porta Trigemina delle mura serviane, ai piedi dell'Aventino. Nessuna delle due indica coordinate precise, e sulla posizione esatta la discussione fra gli studiosi resta aperta.

La Porta Trigemina era uno degli accessi alla città nelle Mura Serviane, la cinta attribuita dalla tradizione al re Servio Tullio. Si apriva verso il fiume, in una zona di commerci e approdi, e il ponte la collegava alla riva etrusca. Chi arrivava dalla parte del Gianicolo poteva entrare in città passando da qui. Il ponte non era un'opera isolata: faceva parte di un sistema di porte, mura e mercati che aveva il suo centro nel Foro Boario.

Secondo la voce enciclopedica, il re Anco Marzio fece costruire il ponte per collegare il Gianicolo, appena fortificato, al resto della città, affiancando il traghetto che già esisteva. La data indicata è attorno al 642 avanti Cristo, con un'avvertenza: nessuna fonte antica registra con precisione la costruzione. Turismo Roma riporta un intervallo più largo, fra il 642 e il 617 avanti Cristo, cioè gli anni che la tradizione attribuisce al regno di Anco Marzio.

Degli ultimi resti non rimane nulla. Turismo Roma indica il 1890 come anno della loro distruzione, durante la costruzione dei muraglioni del Tevere. La voce inglese sul ponte moderno riporta che resti notevoli erano visibili nel letto del fiume fino al 1890 circa, quando furono demoliti nei lavori contro le piene. Chi cerca pietre antiche lungo le banchine vicino al ponte moderno non le troverà, e non deve scendere in acqua o sulle sponde non attrezzate per cercarle.

Per farsi un'idea del paesaggio antico conviene salire sull'Aventino e guardare verso il fiume, oppure fermarsi nel Foro Boario accanto ai templi repubblicani e alla Bocca della Verità. Il Foro Boario era, come dice il nome, il mercato del bestiame, affacciato sugli approdi del fiume. Il Ponte Sublicio collegava questa zona di scambi alla riva opposta, molto prima che Roma costruisse i suoi ponti in pietra.

Il consiglio che ti do per visitare il Ponte Sublicio

Il consiglio è di non trattarlo come una meta a sé. Il Ponte Sublicio funziona come cerniera fra due rioni, e dà il meglio quando lo si attraversa a piedi dentro una passeggiata che parte da una riva e finisce sull'altra. Partite da Testaccio, fermatevi alla Fontana delle Anfore, scendete verso piazza dell'Emporio, attraversate il ponte con calma e proseguite verso Trastevere passando sotto Porta Portese. In mezz'ora avrete visto tre paesaggi diversi.

Scegliete il giorno con attenzione. La domenica mattina il lato di Porta Portese è occupato dal mercato, e l'attraversamento diventa parte della folla che si muove fra i banchi. Gli altri giorni il ponte è un passaggio tranquillo, con il traffico ordinario e pochi pedoni. Se vi interessa il mercato, venite di domenica presto. Se vi interessa il fiume e la porta seicentesca, meglio un giorno feriale, quando la piazza è sgombra e la porta si vede per intero.

Fermatevi a metà ponte, sul lato che guarda a monte. Da lì si capisce la geografia del racconto antico: il fiume che viene giù dall'Isola Tiberina, la riva sinistra con l'Aventino, la riva destra che sale verso il Gianicolo. Il ponte di Orazio Coclite stava più in su, oltre la curva. È un buon punto per ricostruire mentalmente la scena, con la città da una parte e la riva etrusca dall'altra.

Se avete tempo, scendete sulle banchine da una delle rampe dei lungotevere e guardate il ponte dal basso. Le tre arcate in muratura si leggono bene solo da lì. Controllate però lo stato del fiume: dopo piogge forti le banchine possono essere fangose o interdette, e in quel caso restate sulla strada. Portate acqua in estate, perché sul ponte non c'è ombra. Sulle fontanelle pubbliche della città trovate indicazioni nella pagina dedicata ai nasoni di Roma.

Si paga qualcosa per attraversarlo?

No. Il Ponte Sublicio è una strada pubblica e si attraversa gratis, a piedi, in bicicletta o con i mezzi, a qualunque ora del giorno e della notte. Non esiste un biglietto, non esiste una prenotazione, non esiste un orario di apertura. Le pagine turistiche di Roma Capitale lo descrivono come opera di Marcello Piacentini senza indicare servizi di visita. Per lavori, chiusure del traffico o eventi straordinari il riferimento è il contact center del Comune, 060608.

Non ci sono canali di vendita da consigliare per il ponte, e diffidate di chi propone un biglietto per attraversarlo o per vedere la zona. Il Monte Testaccio, poco lontano, si visita invece solo su prenotazione, e Turismo Roma lo segnala nella pagina dedicata al rione. Il mercato di Porta Portese è gratuito come il ponte: si entra camminando fra i banchi. Gli unici costi della passeggiata sono quelli che deciderete voi, fra un caffè, un acquisto al mercato e il biglietto dei mezzi pubblici.

Chi preferisce una visita organizzata al Foro Boario, all'Aventino o a Trastevere trova proposte di operatori privati e di associazioni culturali, con prezzi e calendari pubblicati sui rispettivi siti. Per il ponte in sé non serve: tutto quello che c'è da vedere si vede dalla strada. La visita non richiede attrezzatura, solo scarpe comode e un po' di attenzione al traffico quando si attraversano i lungotevere sulle strisce pedonali.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti conoscono il nome di Orazio Coclite, pochi sanno che le fonti antiche non concordano sulla sua fine. Turismo Roma lo ricorda con precisione: secondo lo storico greco Polibio, Orazio annegò nel Tevere dopo essersi gettato in acqua con l'armatura. Secondo Tito Livio, invece, era un ottimo nuotatore e raggiunse Roma sano e salvo. Due versioni opposte dello stesso episodio, entrambe antiche, entrambe trasmesse fino a noi. La versione eroica è quella che ha vinto nei libri di scuola.

Il dettaglio cambia il senso del racconto. Nella versione di Polibio l'eroe muore per la città, come nelle grandi narrazioni di sacrificio. Nella versione di Livio sopravvive, torna a casa e riceve onori pubblici. La voce enciclopedica italiana su Orazio Coclite riporta che Roma gli dedicò una statua e gli concesse tanto terreno quanto ne poteva arare in un giorno intero, mentre i cittadini gli portarono viveri a titolo privato.

Anche il soprannome ha una spiegazione che si cita di rado. Coclite, secondo la stessa voce che rimanda a Plinio il Vecchio, significa con un occhio solo. Il nome dell'eroe del ponte descrive quindi una menomazione, forse ricordo di una ferita di guerra, forse un tratto della leggenda. Le fonti non permettono di dire di più, e la cautela è d'obbligo quando si parla di episodi collocati alla fine del VI secolo avanti Cristo.

C'è infine un terzo elemento, meno noto ancora. Nel racconto di Livio, Orazio non era solo all'inizio della difesa. La voce enciclopedica italiana riporta che con lui combatterono Spurio Larcio e Tito Erminio, due uomini di famiglia illustre, che sostennero il primo urto degli Etruschi. Solo quando il ponte fu quasi demolito i due si ritirarono, e Orazio restò da solo sull'ultimo tratto di travi. La scena famosa è l'ultima parte di un combattimento più lungo.

La foto giusta da fare al Ponte Sublicio

La foto migliore del ponte si fa dal basso, dalle banchine del Tevere, inquadrando le tre arcate in muratura con il fiume in primo piano. È l'unica posizione da cui il ponte si legge come architettura e non come strada. Scegliete la banchina del lato di Testaccio nel tardo pomeriggio, quando la luce è più morbida e le arcate prendono colore. Il riflesso nell'acqua, nelle giornate senza vento, raddoppia il disegno degli archi.

Dal ponte stesso, la foto da fare è verso monte. Il Tevere scorre fra i muraglioni, con la vegetazione delle sponde e gli alberi dei lungotevere. È l'inquadratura che meglio racconta il legame fra il ponte moderno e quello antico, che si trovava più su, oltre la curva del fiume. Un obiettivo grandangolare aiuta a comprendere le due rive nello stesso scatto, con l'Aventino sulla destra di chi guarda verso nord.

Sul lato di Trastevere vale la pena fotografare Porta Portese in un giorno feriale, quando la piazza è libera. Turismo Roma descrive le colonne che reggono la balaustra e le due nicchie vuote ai lati del fornice, con lo stemma di Innocenzo X sopra l'arco. Mettetevi al centro della piazza, di fronte alla porta, e aspettate che passi il traffico. La simmetria della facciata funziona bene con un'inquadratura frontale e centrata.

Sul lato di Testaccio la foto da non mancare è la Fontana delle Anfore in piazza Testaccio, a pochi minuti di cammino. La Sovrintendenza Capitolina riporta che il restauro concluso nel 2015 ha aggiunto per la prima volta l'illuminazione interna delle vasche. Di sera la fontana si fotografa bene con la piazza intorno, magari con le persone sedute sui bordi. Rispettate chi vive nel rione e non salite sulla fontana per cercare un'inquadratura migliore.

Come si arriva dal centro di Roma?

A piedi è la soluzione più semplice. Turismo Roma calcola circa trenta minuti di cammino da Testaccio a piazza Venezia passando per il Circo Massimo, oppure lungo il Tevere fino al Ghetto ebraico. Seguendo il lungotevere dalla zona dell'Isola Tiberina verso valle si passa accanto al Foro Boario, si costeggia l'Aventino e si arriva a piazza dell'Emporio. È anche il percorso che rende più chiaro il rapporto fra il ponte antico e quello moderno.

Con i mezzi pubblici, la stazione della metropolitana più vicina a Testaccio è Piramide, sulla linea B, che Turismo Roma colloca a circa un chilometro dal rione. Dalla stazione si raggiunge il ponte camminando attraverso Testaccio, passando accanto alla Piramide Cestia e a Porta San Paolo. La zona è servita anche da tram e autobus. Le linee cambiano spesso per lavori, quindi conviene controllare i percorsi aggiornati sul sito di Atac prima di partire.

In bicicletta, Turismo Roma segnala la pista ciclabile lungo il Tevere, utile per arrivare nella zona del ponte evitando buona parte del traffico dei lungotevere. Per salire sul ponte bisogna risalire alla strada. Chi arriva in auto trova la zona congestionata soprattutto la domenica mattina, quando il mercato di Porta Portese richiama molta gente. Il parcheggio nei due rioni è difficile tutti i giorni, e nel fine settimana lo è ancora di più.

Da Trastevere si arriva scendendo lungo viale di Trastevere o seguendo le strade interne del rione fino a piazza di Porta Portese. È il percorso più piacevole per chi arriva dalla zona di piazza di Santa Maria in Trastevere o di Santa Cecilia. Da qui si passa sotto Porta Portese, si attraversa il ponte e si entra a Testaccio. Il percorso inverso funziona allo stesso modo e porta verso il fiume.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Fra il 642 e il 617 avanti Cristo, secondo la tradizione riportata da Turismo Roma, il re Anco Marzio fa costruire il primo ponte di Roma sul Tevere, interamente in legno. La voce enciclopedica sul ponte antico precisa che la data è approssimativa, perché nessuna fonte antica registra la costruzione. Lo scopo era collegare il Gianicolo, appena fortificato, con il resto della città. È il primo ponte di Roma secondo la tradizione, e il più antico di cui le fonti conservino il nome.

Nel 508 avanti Cristo, secondo il racconto di Tito Livio, il re etrusco Porsenna marcia su Roma per riportare al potere Tarquinio il Superbo, cacciato l'anno precedente. Orazio Coclite difende il ponte con Spurio Larcio e Tito Erminio, poi resta da solo mentre i Romani lo abbattono alle sue spalle. L'episodio è leggenda nel senso tecnico del termine: un racconto tramandato dalle fonti antiche, con versioni diverse sul finale, che non si può verificare con documenti coevi.

Ogni anno, alle Idi di maggio, secondo la voce enciclopedica sul ponte antico, una processione partiva dal tempio di Fors Fortuna e raggiungeva il Ponte Sublicio. I sacerdoti portavano fantocci di paglia che raffiguravano uomini legati, chiamati Argei, e le Vestali li gettavano nel Tevere dal ponte. Il significato del rito è discusso, e la stessa voce riporta l'ipotesi di un antico rituale etrusco di guerra rivolto contro i nemici.

In età repubblicana, nella stagione delle riforme dei Gracchi, il ponte compare nella storia politica. La voce enciclopedica racconta che Gaio Gracco, inseguito dai suoi avversari, diresse la fuga proprio verso il Ponte Sublicio. Due amici che cercavano di difenderlo furono uccisi, e Gracco morì poco dopo in un bosco nei pressi. Fu uno degli episodi più violenti della crisi della Repubblica, e il ponte ne fu il teatro.

In età imperiale, secondo Turismo Roma, il ponte viene restaurato da Antonino Pio, Traiano, Marco Aurelio e Settimio Severo, che ne rifà le pile in muratura e travertino. Nel Quattrocento papa Sisto IV lo fa demolire, e dal suo travertino si ricavano, sempre secondo Turismo Roma, quattrocento grandi palle di cannone. Nel 1643-1644 Urbano VIII e Innocenzo X costruiscono Porta Portese poco lontano, sulla riva destra, come parte delle mura gianicolensi.

Nel 1890 gli ultimi resti del ponte antico spariscono con la costruzione dei muraglioni del Tevere. Fra il 1914 e il 1917, secondo Turismo Roma, si costruisce il ponte attuale su progetto di Marcello Piacentini, inaugurato il 21 aprile 1919. Il Museo Virtuale delle Mura indica invece il periodo 1914-1919, e la voce inglese il 1918: le fonti non concordano sulla fine dei lavori. Attorno al 1945, sulla riva di Trastevere, nasce il mercato domenicale di Porta Portese.

Chi è passato dal Ponte Sublicio

Il primo nome è quello di Orazio Coclite, che secondo Livio difese il ponte contro l'esercito di Porsenna. Con lui, nella prima fase del combattimento, c'erano Spurio Larcio e Tito Erminio, che la voce enciclopedica italiana indica come futuri consoli. Dall'altra parte del fiume arrivava l'esercito etrusco del re di Chiusi. Sono tutti personaggi di un racconto tradizionale, e per nessuno di loro esistono documenti diretti. La loro presenza sul ponte appartiene alla memoria che Roma costruì di sé.

Sul ponte passavano ogni anno le Vestali, le sacerdotesse del fuoco sacro, per il rito degli Argei alle Idi di maggio. Ci passò Gaio Gracco, tribuno della plebe, nella fuga che precedette la sua morte. Il ponte collegava la zona del Foro Boario, il mercato del bestiame, alla riva etrusca. Ai piedi dell'Aventino si incrociavano così la via d'acqua e la via di terra, e chi andava e veniva dal Gianicolo passava di qui.

Fra i papi, Sisto IV è quello che ne decretò la fine, facendo demolire ciò che restava per ricavarne travertino. Urbano VIII e Innocenzo X lasciarono il loro segno poco lontano, con Porta Portese e lo stemma Pamphilj sopra l'arco. Gli architetti della porta, secondo Turismo Roma, furono Giulio Buratti e Marcantonio De Rossi. Nel Novecento arrivarono Marcello Piacentini, progettista del ponte moderno, e Pietro Lombardi, autore della Fontana delle Anfore che per quasi ottant'anni stette sulla piazza dell'Emporio.

Il ponte ha avuto anche una vita letteraria. La voce enciclopedica sul ponte antico ricorda che lo scrittore britannico Thomas Babington Macaulay raccontò l'impresa di Orazio in un poema del 1842, intitolato Horatius, un testo che ha fatto conoscere l'episodio a molti lettori di lingua inglese. Il ponte di legno, sparito da secoli, è diventato così un luogo letterario prima ancora che archeologico, e il suo nome è sopravvissuto più a lungo delle sue pietre.

Sulla riva di Trastevere è passato il cinema italiano. Turismo Roma ricorda che il mercato di Porta Portese compare in film come Ladri di biciclette e I soliti ignoti, due titoli che raccontano la Roma del dopoguerra. Chi vuole seguire i luoghi dei film in città trova un percorso nella pagina Roma nei film. Il mercato, nato attorno al 1945, era già allora il punto in cui si comprava, si vendeva e si barattava di tutto.

Orazio Coclite: che cosa dicono le fonti e che cosa è leggenda?

Conviene distinguere tre livelli. Quello documentato riguarda il ponte in età storica: i restauri imperiali di Antonino Pio, Traiano, Marco Aurelio e Settimio Severo, la demolizione voluta da Sisto IV, la scomparsa degli ultimi resti nel 1890, la costruzione del ponte moderno a inizio Novecento. Sono fatti che le fonti ufficiali riportano senza esitazioni, anche quando non concordano sull'anno esatto di fine lavori del ponte di Piacentini.

Il secondo livello è quello della tradizione. La costruzione del ponte da parte di Anco Marzio, la datazione al VII secolo avanti Cristo, il ponte interamente in legno: sono elementi che la tradizione romana tramanda e che le fonti moderne riportano con prudenza. La voce enciclopedica avverte che nessuna fonte antica registra la costruzione, e che la data è approssimativa. Il nome stesso, legato alle travi e ai pali, è il dato più solido di questa fase.

Il terzo livello è la leggenda vera e propria. L'impresa di Orazio Coclite, la difesa del ponte contro Porsenna, la nuotata attraverso il Tevere o la morte fra le acque appartengono al racconto delle origini della Repubblica. Livio e Polibio ne danno versioni diverse. Nessun documento coevo le conferma. Non si tratta di un difetto: è il modo in cui Roma ha raccontato se stessa, e va letto come tale, senza trasformarlo in cronaca.

Sul significato del rito degli Argei la cautela è ancora maggiore. La voce enciclopedica sul ponte antico riporta la processione alle Idi di maggio e il lancio dei fantocci di paglia nel Tevere, e propone l'ipotesi di un rituale etrusco legato alla guerra. È un'interpretazione, non un fatto accertato. Diffidate di chi racconta con sicurezza il senso di un rito così antico, perché le spiegazioni proposte restano ipotesi.

Resta un fatto che attraversa i tre livelli: il ponte di legno era il punto debole della città verso la riva etrusca, e Roma ne era consapevole. La scelta di costruirlo smontabile, il racconto di Orazio e il rito degli Argei gettati dal ponte raccontano la stessa cosa. Un passaggio sul fiume era insieme una risorsa e un pericolo, e andava protetto con la forza, con la tecnica e con gli dei.

Che cosa c'è sulla riva di Porta Portese?

Porta Portese, secondo Turismo Roma, fu voluta da papa Urbano VIII Barberini nel 1643 e completata da Innocenzo X Pamphilj, che vi pose il proprio stemma sopra l'arco dopo la morte del predecessore durante i lavori. Gli architetti furono Giulio Buratti e Marcantonio De Rossi. La porta faceva parte delle mura gianicolensi, costruite per estendere la protezione della città al colle del Gianicolo, e aveva una funzione soprattutto commerciale, vicina al porto, all'arsenale pontificio e alla dogana.

La porta seicentesca sostituì l'antica Porta Portuensis, una delle porte meridionali delle Mura Aureliane sulla riva destra del Tevere. Turismo Roma racconta che l'antica porta fu abbattuta nel 1643 e ricostruita un centinaio di metri più a nord, usando in parte i materiali antichi. Da lì partiva la via Portuensis, che conduceva a Porto, l'area dell'attuale Fiumicino. Il nome del quartiere e del mercato viene da questa strada verso il mare.

Il mercato domenicale, secondo Turismo Roma, nacque attorno al 1945 per permettere ai romani di vendere, comprare e barattare ogni genere di oggetti, in continuità con il mercato nero che si svolgeva prima a Campo de' Fiori. Oggi occupa un'area vasta fra piazza Ippolito Nievo, via Ettore Rolli e via Portuense, con banchi di antiquariato, libri, dischi, abbigliamento, oggetti per la casa e molto altro. Si tiene solo la domenica.

Gli orari precisi del mercato non sono indicati nella pagina di Turismo Roma, che rimanda ai contatti degli organizzatori. Il consiglio è di arrivare presto, perché la folla cresce con il passare della mattina e i banchi più interessanti vengono visitati per primi. Tenete zaino e portafoglio sotto controllo, come in qualsiasi mercato affollato. Il ponte, la domenica, diventa uno degli accessi più comodi per chi arriva da Testaccio e dalla metro Piramide.

Una posizione netta: il mercato di Porta Portese viene spesso venduto come il luogo degli affari impossibili, e a nostro giudizio è un'immagine superata. Si trovano oggetti curiosi, libri usati, qualche pezzo interessante, e accanto a questi molti banchi di abbigliamento, elettronica e oggetti per la casa di uso quotidiano. Il motivo per venire è l'esperienza di un rito domenicale romano che dura da ottant'anni, non la caccia al tesoro. Chi arriva con aspettative giuste si diverte, chi cerca l'occasione della vita di solito resta deluso.

Che cosa si trova sul lato di Testaccio?

Scendendo dal ponte sul lato sinistro si entra in piazza dell'Emporio, e da lì nel rione di Testaccio. Il nome della piazza richiama l'antico porto fluviale, dove le merci arrivavano dal mare risalendo il Tevere. La Sovrintendenza Capitolina ricorda che il vicino Monte Testaccio è formato dai frammenti delle anfore romane scaricate in quel porto. Il rione conserva edifici del primo Novecento e cortili interni, che Turismo Roma segnala come parte del suo carattere.

La Fontana delle Anfore si trova al centro di piazza Testaccio. La Sovrintendenza Capitolina la attribuisce all'architetto Pietro Lombardi, vincitore di un concorso del 1924, e ne data l'inaugurazione al 26 ottobre 1927 in quella che allora si chiamava piazza Mastro Giorgio. Un alto pinnacolo formato da anfore richiama il Monte Testaccio. Quattro vasche rettangolari si aprono dalla base, decorate con teste di ariete e bassorilievi di anfore che versano acqua.

Nel 1935 la fontana fu trasferita in piazza dell'Emporio, allo sbocco del Ponte Sublicio, per i cedimenti del terreno sotto piazza Testaccio. Tra il 2012 e il 2015, secondo la Sovrintendenza, oltre 350 blocchi di travertino numerati uno per uno furono smontati, restaurati e rimontati. Furono ripristinati 45 getti d'acqua e aggiunti impianti idraulici moderni. Il 24 gennaio 2015 la fontana tornò nella sua posizione originaria, dove si trova ancora. Fa parte della serie delle fontanelle rionali di Roma.

Poco più in là il rione offre altri motivi di sosta. Turismo Roma segnala il Mattatoio, grande spazio culturale gestito da Palaexpo, con mostre temporanee e installazioni di arte contemporanea. Il Cimitero acattolico, lungo via Caio Cestio accanto alla Piramide, custodisce le tombe di Keats, Shelley e Andrea Camilleri. Il nuovo mercato rionale ospita banchi di frutta, pane, carne e pesce, e sotto il pavimento lascia vedere murature antiche.

Chi ha tempo può completare il giro sull'Aventino, che sovrasta la riva sinistra poco più a monte del ponte. Il colle ospita la Basilica di Santa Sabina, la Villa del Priorato di Malta e le chiese di San Saba e di Santa Prisca. È la salita che collega il porto antico al colle delle basiliche, e completa la lettura della zona.

Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?

Il ponte non chiude mai. È una strada cittadina aperta giorno e notte, salvo chiusure temporanee decise dal Comune per lavori, manifestazioni o emergenze. Non ci sono calendari di chiusura pubblicati, perché non esiste un orario di apertura. Se una chiusura interessa il ponte, di solito riguarda il traffico dei veicoli e non i pedoni. Per sapere se ci sono lavori in corso nei giorni della vostra visita, il canale è il contact center 060608.

Non aspettatevi resti antichi. Del ponte di Orazio Coclite non rimane nulla di visibile, e sul posto la storia del luogo va cercata nei nomi più che nelle pietre. Non aspettatevi nemmeno un monumento da ammirare in silenzio: il traffico è continuo e rumoroso, soprattutto nelle ore di punta. Chi cerca la quiete del fiume deve scendere sulle banchine, quando sono aperte e asciutte, oppure scegliere le prime ore della mattina.

Le banchine sotto il livello della strada sono la parte più esposta alle piene del Tevere. Dopo piogge forti possono essere fangose, invase dall'acqua o chiuse. In quel caso restate sui lungotevere e sul ponte. Non scendete mai verso l'acqua dove non ci sono percorsi attrezzati, e non cercate di avvicinarvi alle sponde per cercare resti o per fotografare da angolazioni particolari. Il fiume, anche quando sembra calmo, ha correnti forti.

Mangiare in zona

Testaccio e Trastevere sono due dei rioni romani dove si mangia di più, e proprio per questo sono pieni di trappole. Le più diffuse si concentrano vicino al mercato di Porta Portese la domenica e lungo le vie più battute di Trastevere: menù fotografici esposti all'ingresso, un buttadentro che vi ferma sul marciapiede, locali aperti di continuo senza pausa fra pranzo e cena, voci del menù senza prezzo. Sono segnali che i romani conoscono e che li tengono lontani.

Diffidate anche della pasta fresca preparata in vetrina o per strada come spettacolo per i passanti, dei menù diversi fra dentro e fuori, dei prezzi che cambiano a seconda di chi entra. Non si tratta di snobismo: sono locali pensati per chi passa una volta e non torna, e la cucina segue questa logica. Chi abita nei due rioni mangia altrove, spesso a poche strade di distanza, dove il menù è scritto a mano e cambia con la stagione.

Il nuovo mercato di Testaccio, secondo Turismo Roma, ospita anche chioschi di cibo accanto ai banchi di frutta, pane, carne e pesce, e resta una soluzione pratica per un pranzo veloce durante la passeggiata. Per una scelta più ragionata, con indirizzi selezionati nei rioni vicini e nel resto della città, trovate la lista di indirizzi su Google Maps, che raccoglie locali scelti fuori dai circuiti più turistici.

Che cosa abbinare in giornata

La combinazione più sensata è una passeggiata lungo il fiume che parte dal Foro Boario e arriva a Testaccio. Si comincia con il tempio rotondo e con la Basilica di San Giorgio in Velabro, si guarda l'area dove si trovava il ponte antico, si sale sull'Aventino verso Santa Sabina, poi si scende verso piazza dell'Emporio e si attraversa il Ponte Sublicio. È una mezza giornata che ricompone la geografia del porto antico.

Una seconda possibilità è partire dall'Isola Tiberina e dal Teatro di Marcello, attraversare Trastevere passando per Santa Maria in Trastevere e il Museo di Roma in Trastevere, scendere fino a Porta Portese e chiudere a Testaccio. La domenica il percorso include il mercato. Negli altri giorni il tratto finale è più tranquillo e lascia tempo per la Fontana delle Anfore e per il rione.

Chi preferisce proseguire verso sud può seguire il Tevere fino a Ostiense. Oltre Testaccio si trovano la Centrale Montemartini, con le statue antiche fra i macchinari industriali, il Gasometro, il Museo della via Ostiense dentro Porta San Paolo e più avanti la Basilica di San Paolo fuori le Mura. È una giornata dedicata alla Roma del fiume e dell'industria, in cui il Ponte Sublicio fa da punto di partenza.

Per chi cerca un giro dedicato ai ponti, il Ponte Sublicio si abbina bene a Ponte Sisto e a Ponte Sant'Angelo nel centro, e a Ponte Milvio e al Ponte Nomentano fuori dal centro storico. Ognuno racconta un'epoca diversa della città. Chi viaggia con bambini trova spunti anche nella pagina Roma con i bambini, e chi cerca solo luoghi gratuiti in Roma gratis.

Domande frequenti

Il Ponte Sublicio è a pagamento?

No. È una strada pubblica di Roma e si attraversa gratis, a piedi o con i mezzi, a qualunque ora del giorno e della notte. Non ci sono biglietti, prenotazioni o orari di apertura. Anche il mercato di Porta Portese, sul lato di Trastevere, è a ingresso libero. Per informazioni su lavori o chiusure temporanee il riferimento è il contact center del Comune, 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19.

Il ponte di oggi è quello di Orazio Coclite?

No. Il ponte attuale è un'opera del Novecento, attribuita a Marcello Piacentini e inaugurata il 21 aprile 1919 secondo Turismo Roma. Il ponte di Orazio Coclite era di legno e si trovava più a monte, a valle dell'Isola Tiberina, nella zona del Foro Boario e della Porta Trigemina, ai piedi dell'Aventino. Il ponte moderno ne ha preso il nome, non la posizione. Gli ultimi resti di quello antico sono spariti attorno al 1890.

Si vedono resti del ponte antico?

No. Turismo Roma indica il 1890 come anno in cui gli ultimi resti furono distrutti durante la costruzione dei muraglioni del Tevere, e la voce enciclopedica sul ponte moderno conferma che fino a quella data si vedevano ancora nel letto del fiume. Oggi non resta nulla di visibile. Per immaginare il paesaggio antico conviene visitare il Foro Boario, con i templi repubblicani, e guardare il fiume dall'Aventino.

Chi ha progettato il Ponte Sublicio moderno?

Turismo Roma e il Museo Virtuale delle Mura di Roma lo attribuiscono all'architetto Marcello Piacentini. Le date di costruzione variano a seconda della fonte: Turismo Roma indica il periodo 1914-1917 con inaugurazione il 21 aprile 1919, il Museo Virtuale delle Mura il periodo 1914-1919, la voce enciclopedica inglese il 1918. Il ponte ha tre arcate in muratura ed è lungo 105 metri e largo 20, secondo Turismo Roma.

Quando è aperto il mercato di Porta Portese?

Il mercato si tiene solo la domenica, secondo Turismo Roma, in un'area vasta fra piazza Ippolito Nievo, via Ettore Rolli e via Portuense. Gli orari precisi non sono indicati sulla pagina di Turismo Roma, che rimanda ai contatti degli organizzatori. Conviene arrivare presto, quando la folla è ancora contenuta. Il mercato è nato attorno al 1945 ed è gratuito: si entra camminando fra i banchi.

Perché si chiama Sublicio?

Il nome viene dal latino sublicae, le travi o i pali di legno con cui era costruito il ponte antico. Turismo Roma spiega che le travi erano facili da rimuovere in caso di attacco, e la voce enciclopedica sul ponte antico traduce sublicius come poggiato su pali. Il nome descrive quindi una tecnica costruttiva. Il ponte moderno, in muratura, lo ha ereditato come omaggio al più antico passaggio sul Tevere.

Quanto tempo serve per vedere la zona?

Per il ponte da solo bastano pochi minuti. Con Porta Portese, la piazza dell'Emporio e la Fontana delle Anfore serve circa un'ora. Diventa una mezza giornata se si parte dal Foro Boario, si sale sull'Aventino e si attraversa il ponte verso Trastevere o Testaccio. La domenica il mercato di Porta Portese può occupare da solo una mattinata intera, a seconda di quanto tempo si passa fra i banchi.

Il ponte è adatto ai bambini?

Sì, con attenzione al traffico. I marciapiedi sono abbastanza larghi, ma i veicoli passano continuamente e gli attraversamenti dei lungotevere vanno fatti sulle strisce. Il racconto di Orazio Coclite funziona bene con i ragazzi, se viene presentato come una leggenda antica e non come cronaca. La Fontana delle Anfore in piazza Testaccio è una sosta piacevole, e le banchine del Tevere, quando sono aperte e asciutte, permettono di camminare lontano dalle auto.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per il Ponte Sublicio valgono le pagine di Turismo Roma sul ponte, su Porta Portese e sul mercato, e la pagina della Sovrintendenza Capitolina sulla Fontana delle Anfore. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare una passeggiata fra Testaccio e Trastevere per molte persone sembra facile, perché non ci sono biglietti né turni. La difficoltà vera è il traffico sul ponte e sui lungotevere, la folla della domenica al mercato, i marciapiedi che non permettono soste lunghe con un gruppo numeroso. Conviene fissare il punto di ritrovo in una delle due piazze e non sul ponte. Una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro.

Il Ponte Sublicio è anche l'inizio della strada che dal centro porta verso il mare, lungo il Tevere e la via Portuense fino a Fiumicino, dove sorgeva l'antica Porto. Mettere insieme la città, il fiume e la costa in un solo viaggio richiede un po' di pianificazione, fra trasporti, orari dei siti e tempi di spostamento. Per chi vuole allargare lo sguardo oltre Roma, una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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Contact Information

IndirizzoPonte Sublicio, piazza dell'Emporio Roma Testaccio, Roma, Roma Città 00153

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