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Rione Regola: cosa vedere

Il rione Regola, settimo dei rioni storici di Roma, si gira a piedi e senza biglietto: strade, piazze e facciate sono spazio pubblico, dal tratto meridionale di via Giulia a piazza Farnese. Si paga per entrare alla Galleria Spada, in piazza Capo di Ferro 13, sei euro l'intero con chiusura il martedì, e a Palazzo Farnese, che si visita solo con visita guidata prenotata sul sito ufficiale. Il Museo Criminologico di via del Gonfalone 29 risulta temporaneamente chiuso.

Il nome viene da arenula, la sabbia fine che il Tevere lasciava sulle rive durante le piene, secondo il portale turistico di Roma Capitale, e lo stemma è un cervo d'oro rampante in campo turchino. Il rione occupa l'ansa del fiume che va dalle Carceri Nuove di via Giulia fino al confine con il Ghetto, chiusa verso l'interno da via dei Banchi Vecchi, via del Pellegrino, via dei Cappellari, Campo de' Fiori e via dei Giubbonari.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul sito ufficiale della Galleria Spada, sul portale turistico di Roma Capitale, sulla pagina della Sovrintendenza Capitolina dedicata alla Fontana del Mascherone, sul sito della chiesa di San Paolo alla Regola e su quello dell'Accademia d'Ungheria. Le visite di Palazzo Farnese seguono un calendario che cambia di settimana in settimana, e il prezzo si legge al momento dell'acquisto. Per informazioni generali sul centro storico il riferimento resta lo 060608, il contact center di Roma Capitale.

Palazzo Farnese e la piazza nel rione Regola
Palazzo Farnese e la piazza, nel rione Regola. Foto di Myrabella, licenza CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Dove: rione VII del centro storico, fra via Giulia, piazza Farnese, via dei Giubbonari, via Arenula e i lungotevere dei Tebaldi, dei Vallati e de' Cenci.
  • Accesso al rione: strade e piazze libere a ogni ora, nessun biglietto.
  • Galleria Spada: piazza Capo di Ferro 13, intero 6 euro, ridotto 2 euro per i cittadini UE fra 18 e 25 anni, aperta dalle 8.30 alle 19.30, chiusa il martedì.
  • Palazzo Farnese: piazza Farnese 67, sede dell'Ambasciata di Francia, solo visite guidate in italiano, francese e inglese prenotate online.
  • San Paolo alla Regola: via di San Paolo alla Regola 6, aperta ogni giorno dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 20, messa alle 19.30.
  • Museo Criminologico: via del Gonfalone 29, temporaneamente chiuso, informazioni allo 06 6889941.
  • Come si arriva: autobus 70, 81 e 492 alla fermata Rinascimento, oppure 46, 62, 64 e 916 su corso Vittorio Emanuele, secondo la Galleria Spada.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

Regola è la parte del centro storico che guarda il Tevere fra via Giulia e il Ghetto. I confini descritti dal portale turistico di Roma Capitale sono precisi: vicolo della Scimia e via delle Carceri verso il rione Ponte, via dei Banchi Vecchi, via del Pellegrino, via dei Cappellari, Campo de' Fiori e via dei Giubbonari verso Parione, via di Santa Maria del Pianto verso Sant'Eustachio, piazza delle Cinque Scole e via del Progresso verso Sant'Angelo. Sul lato del fiume corrono i lungotevere.

Dentro questo perimetro si leggono due assi. Il primo è il tratto meridionale di via Giulia, dritta e parallela al fiume. Il secondo è la linea commerciale di via dei Giubbonari che scende verso via Arenula. Fra i due si apre una rete di piazze di dimensioni molto diverse: piazza Farnese, piazza Capo di Ferro, piazza del Monte di Pietà, piazza Benedetto Cairoli, piazza Cenci, piazza de' Ricci, ognuna con il suo palazzo di riferimento.

I palazzi sono la ragione principale per venire. Palazzo Farnese domina la piazza omonima. Palazzo Spada, con la Galleria Spada, ha una delle facciate a stucchi più ricche del Cinquecento romano. Su via Giulia si trova Palazzo Falconieri, sede dell'Accademia d'Ungheria. Poi Palazzo Ricci, Palazzo Santacroce di Carlo Maderno, Palazzo Varese, Palazzo Cenci, il Monte di Pietà e, su via Arenula, il grande edificio del Ministero della giustizia.

Le chiese sono tante per un rione così piccolo: una ventina ancora consacrate. Fra quelle con una pagina sul sito trovate San Paolo alla Regola, Santa Maria dell'Orazione e Morte, Sant'Eligio degli Orefici, Santa Maria in Monticelli e Santo Spirito dei Napoletani. Ci sono poi la Trinità dei Pellegrini, Santa Brigida, San Girolamo della Carità, San Tommaso di Canterbury e Santa Maria in Monserrato.

Palazzo Spada merita una sosta anche per chi non ama i musei. Lo fece costruire nel 1540 il cardinale Girolamo Recanati Capodiferro su progetto di Bartolomeo Baronino da Casale Monferrato, con gli stucchi coordinati da Giulio Mazzoni. Nel 1632 lo comprò il cardinale Bernardino Spada, che chiamò Borromini per aggiornarlo al gusto barocco. Oggi il palazzo ospita il Consiglio di Stato, e nelle sale della Galleria si vedono dipinti del Cinquecento e del Seicento, con opere di Tiziano, Guercino e Artemisia Gentileschi.

Che cosa non si vede? Un rione museo. Regola è abitata e piena di uffici pubblici: il Consiglio di Stato in Palazzo Spada, l'Ambasciata di Francia in Palazzo Farnese, il Ministero della giustizia su via Arenula, la Direzione nazionale antimafia nelle ex Carceri Nuove. Molti portoni restano chiusi, e davanti ad alcuni edifici ci sono presidi di sicurezza. Le facciate si guardano dalla strada, i cortili solo quando sono aperti al pubblico.

Una curiosità sul Rione Regola

Il nome del rione è un pezzo di geologia. Arenula, poi Renula e infine Regola, indica la rena soffice che il Tevere depositava sulle rive durante le piene. Per secoli il rione ha vissuto a contatto diretto con l'acqua e con le sue piene. La costruzione dei muraglioni del Tevere, avviata nel 1875, ha tagliato questo rapporto e alzato un muro fra le strade e il fiume.

La Fontana del Mascherone racconta bene quel cambiamento. Secondo la Sovrintendenza Capitolina, all'origine era isolata in un piccolo slargo, dove nel 1660 fu allestito perfino un teatro all'aperto. Il muro alle sue spalle, che oggi separa via Giulia dal lungotevere, è della fine dell'Ottocento. Chi la guarda adesso vede una fontana addossata a una parete, ma per più di due secoli ebbe intorno uno slargo aperto.

Seconda curiosità, la più citata: nel 1720 la stessa fontana versò vino. Il portale turistico di Roma Capitale racconta che per tre giorni consecutivi, durante i festeggiamenti per la nomina di Marco Antonio Zondadori a Gran Maestro dell'Ordine di Malta, dal Mascherone uscì vino invece di acqua. È un episodio documentato, non una leggenda di quartiere. La fontana in condizioni normali era alimentata dall'Acqua Paola, condotta in città nel 1612.

Terza curiosità, a Palazzo Spada. La galleria prospettica di Francesco Borromini misura circa otto metri, ma le colonne di altezza decrescente e il pavimento che sale creano l'illusione di una galleria lunga trentasette. La statua in fondo sembra a grandezza naturale ed è alta circa sessanta centimetri. Borromini lavorò con il matematico Giovanni Maria da Bitonto. È il trucco ottico più famoso del rione, e si vede in pochi minuti.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Rione Regola

Palazzo Farnese non è di proprietà della Francia. Lo Stato italiano lo ha riacquistato nel 1936 e, nello stesso momento, lo ha affittato alla Francia per novantanove anni a una cifra simbolica. Dentro lavorano l'Ambasciata di Francia e l'École française de Rome, la cui biblioteca si trova nel palazzo dal 1875. Il palazzo più rappresentativo del rione è quindi un edificio dello Stato italiano abitato da un'ambasciata.

La posizione contraria, a nostro giudizio, riguarda Campo de' Fiori. Molti lo presentano come il centro di Regola, e molti itinerari del quartiere cominciano da lì. La piazza però si trova sulla linea di confine, e le descrizioni del rione vicino la contano fra le piazze di Parione. Chi passa la visita fra i tavolini del Campo vede poco di Regola. La Regola vera sono via Giulia, via di Monserrato, piazza Capo di Ferro e piazza de' Ricci.

Seconda cosa poco detta: via Giulia non è tutta in Regola. La strada aperta da Giulio II attraversa due rioni, e il confine passa all'altezza di via delle Carceri e di vicolo della Scimia. La parte settentrionale, con San Giovanni dei Fiorentini, appartiene al rione Ponte. Per questo la pagina sul rione vicino, Rione Ponte: cosa vedere, racconta l'altra metà della stessa strada.

Terza cosa: le Carceri Nuove di via Giulia, il grande carcere costruito fra il 1652 e il 1655 sotto Innocenzo X, non si visitano. Oggi l'edificio ospita la Direzione nazionale antimafia. Il Museo Criminologico, che dal 1931 raccontava la storia delle carceri e nel 1975 si trasferì nel vicino Palazzo del Gonfalone, è temporaneamente chiuso secondo il portale turistico di Roma Capitale. Chi arriva per il tema carcerario trova oggi solo facciate e targhe.

Campo de' Fiori è in Regola o in Parione?

La risposta breve: sul confine. La descrizione dei confini pubblicata dal portale turistico di Roma Capitale fa passare la linea fra Regola e Parione proprio da Campo de' Fiori, fra via dei Cappellari e via dei Giubbonari. Lo stesso portale mette il Campo, con il mercato e la statua di Giordano Bruno, fra i luoghi rappresentativi di Regola. Le descrizioni di Parione, invece, lo elencano fra le piazze di quel rione.

Il motivo della doppia appartenenza è concreto. La piazza ha preso la forma attuale dopo il 1858, quando furono demolite le case sul lato nord fra via dei Baullari e vicolo del Gallo. I confini dei rioni, fissati su una rete di strade più vecchia, tagliano uno spazio che nel frattempo si è allargato. Il risultato è una piazza che ciascun rione rivendica, con i palazzi del lato nord che guardano verso Parione.

Per chi visita la differenza conta poco sul piano pratico, ma aiuta a organizzare il percorso. Se volete stare in Regola, dal Campo scendete verso piazza Farnese per via dei Baullari o per vicolo del Gallo, oppure prendete via dei Balestrari verso piazza Capo di Ferro, come indica il sito della Galleria Spada. Se volete restare in Parione, salite verso il Palazzo della Cancelleria e verso Navona.

La scheda del sito dedicata alla piazza, Campo de' Fiori, racconta il mercato e la statua. Qui basta ricordare le date: il nome risale a quando il luogo, fino al Quattrocento, era un prato fiorito con alcuni orti, il mercato si tiene qui dal 1869, e la fontana della Terrina che si vede oggi è una copia spostata nella parte recuperata dopo le demolizioni dell'Ottocento.

Come è cambiata Regola dall'antichità a oggi?

Nell'antichità l'area apparteneva al Campo Marzio. Qui si trovava il Trigarium, lo spazio dove si allenavano gli aurighi, e con Augusto la zona entrò nella nona regione, detta Circus Flaminius. Era un terreno basso, vicino al fiume, esposto alle piene. Nel Medioevo faceva parte della quarta regione ecclesiastica, con zone paludose che furono bonificate solo verso la fine del periodo, aprendo la strada ai cantieri dei secoli successivi.

Il Rinascimento cambiò tutto. Nel 1508 Giulio II fece aprire via Giulia sotto la direzione di Bramante, lunga circa un chilometro, e pensò di collocarvi il Palazzo dei Tribunali, rimasto incompiuto nel 1511. Pochi anni dopo, nel 1514, il cardinale Alessandro Farnese avviò il cantiere del suo palazzo. Nel 1540 il cardinale Girolamo Capodiferro cominciò quello che oggi si chiama Palazzo Spada. Il rione diventò la zona dei grandi palazzi cardinalizi.

Nel 1586, quando nacque il rione Borgo, Regola prese il numero sette che conserva ancora oggi. Nei secoli seguenti il rione ospitò confraternite, ospizi per i pellegrini, chiese nazionali e le carceri papali. Accanto ai palazzi nobili lavoravano artigiani e mercanti, come ricordano i nomi delle strade: via dei Giubbonari, via dei Cappellari, via dei Pettinari, via dei Balestrari, via dei Baullari.

L'Ottocento e il Novecento portarono i cambiamenti più forti. Dal 1875 i muraglioni del Tevere separarono il rione dal fiume e cancellarono la vecchia riva. L'apertura di via Arenula e la costruzione del Palazzo di via Arenula, progettato da Pio Piacentini fra il 1914 e il 1932 per il Ministero della giustizia, ridisegnarono il lato orientale. Il cuore del rione, fra via Giulia e piazza Farnese, conserva invece la trama cinquecentesca.

Il lato orientale del rione conserva una piazza meno nota, piazza Benedetto Cairoli, con Palazzo Santacroce, costruito fra il 1598 e il 1602 su progetto di Carlo Maderno, e il monumento a Federico Seismit-Doda, un bronzo di Eugenio Maccagnani del 1905 e 1906, collocato nel 1919. Poco più in là si apre piazza del Monte di Pietà, con il palazzo dell'antico istituto di credito e Palazzo Barberini ai Giubbonari.

Il consiglio che ti do per visitare il Rione Regola

Entrate da Ponte Sisto, non da Campo de' Fiori. Il ponte pedonale porta dritti all'estremità meridionale di via Giulia, e da lì il rione si legge in ordine: la Fontana del Mascherone, l'Arco Farnese, il retro di Palazzo Farnese, Palazzo Falconieri. Poi si gira verso piazza Farnese, si passa per piazza Capo di Ferro e la Galleria Spada, e si arriva alla Trinità dei Pellegrini e a San Paolo alla Regola.

Campo de' Fiori va lasciato alla fine, o al mattino presto se interessa il mercato. Il pomeriggio è il momento buono per le chiese: San Paolo alla Regola riapre alle 15 e resta aperta fino alle 20, secondo il sito della chiesa. La Galleria Spada chiude il martedì, e il giovedì l'ingresso si sposta in vicolo del Polverone 15, come indica il sito ufficiale. Regolate la giornata su questi due dettagli.

Palazzo Farnese va prenotato prima di partire. Si entra solo con visita guidata, nei turni e nelle lingue pubblicati sul sito ufficiale delle visite, e le date disponibili cambiano di settimana in settimana. Chi arriva senza prenotazione vede la facciata, le fontane della piazza e, da via Giulia, il retro del palazzo con l'Arco Farnese. È comunque molto, ma la Galleria dei Carracci resta fuori portata.

Mettete in conto almeno mezza giornata. Il rione è piccolo, però le cose da vedere sono fitte e la Galleria Spada da sola richiede un'ora. Scarpe comode, perché i sampietrini sono irregolari e le strade strette. Portate un documento d'identità se avete prenotato Palazzo Farnese: il portale turistico di Roma Capitale segnala controlli di sicurezza rafforzati, e chi li rifiuta può vedersi negare l'ingresso.

Dove si paga e come si prenota nel rione?

Nel rione si paga solo in pochi luoghi. La Galleria Spada, museo del Ministero della cultura in piazza Capo di Ferro 13, ha un biglietto ordinario, e ogni prima domenica del mese l'ingresso è gratuito senza prenotazione. Palazzo Farnese si visita con biglietto per la visita guidata. Le chiese, le piazze, via Giulia e le fontane sono gratuite. Le tariffe della Galleria Spada, secondo il sito ufficiale, sono queste.

Galleria Spada Tariffa
Intero 6 euro
Ridotto, cittadini UE fra 18 e 25 anni 2 euro
Gratuito, minori di 18 anni e categorie indicate dal museo 0 euro
Prima domenica del mese gratuito, senza prenotazione
Prenotazione per più di sei persone 1 euro a partecipante

Il canale ufficiale per la Galleria Spada è il sito del museo, galleriaspada.cultura.gov.it, che rimanda per i biglietti online a museiitaliani.it. La prenotazione è obbligatoria per chi arriva in più di sei persone, per le scuole e per le visite guidate. Per informazioni il museo indica lo 06 6832409 e l'indirizzo galleriaspada@artem.org. Non ci sono rivenditori da segnalare: il canale del museo resta il riferimento.

Per Palazzo Farnese il portale turistico di Roma Capitale indica come unico canale il sito ufficiale delle visite, visite-palazzofarnese.it, con turni in italiano, francese e inglese e acquisto online anticipato, con le date aperte che il sito pubblica di volta in volta. Il prezzo si legge sul sito al momento della prenotazione. Il telefono indicato dallo stesso portale è lo 06 686011. Dal maggio 2024 il percorso comprende anche i sotterranei con due pavimenti a mosaico di epoca romana.

Le altre visite del rione non hanno biglietteria. L'Accademia d'Ungheria in via Giulia 1 apre per mostre, concerti e incontri pubblicati sul suo sito, culture.hu/it/roma, e per l'autunno 2026 annuncia la mostra su Imre Makovecz dal 17 settembre all'8 ottobre. Il Museo Criminologico è chiuso: il Ministero della giustizia indica lo 06 6889941 e la mail museo.criminologico@giustizia.it per sapere quando riaprirà.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che Giordano Bruno sia stato bruciato a Campo de' Fiori lo sanno quasi tutti. Meno citata è la distanza fra i due momenti che la piazza ricorda. Il rogo avvenne giovedì 17 febbraio 1600. La statua di Ettore Ferrari fu inaugurata il 9 giugno 1889, quasi tre secoli dopo, in una Roma diventata capitale del Regno d'Italia. Il monumento parla più della città di fine Ottocento che del processo del 1600.

Le due fontane di piazza Farnese sono note a chiunque abbia attraversato la piazza. Pochi sanno che riutilizzano grandi bacini di granito provenienti dalle Terme di Caracalla. Anche la Fontana del Mascherone, secondo la Sovrintendenza Capitolina, usa un'antica vasca termale in granito. I Farnese, che sul Mascherone misero il giglio di famiglia, riportarono in città pezzi delle terme imperiali per decorare il proprio quartiere.

Terzo fatto: Palazzo Farnese è il lavoro di quattro architetti in sequenza. Il progetto originario è di Antonio da Sangallo il Giovane. Dal 1546 intervenne Michelangelo, a cui si devono il grande cornicione e il balcone sopra il portale centrale. Fra il 1565 e il 1575 diresse i lavori Vignola, e nel 1589 Giacomo Della Porta completò la facciata verso il Tevere. Il lavoro di Michelangelo è raccontato anche nella pagina Michelangelo a Roma.

Infine la Galleria dei Carracci. Annibale Carracci la affrescò con soggetti mitologici, all'inizio insieme al fratello Agostino. Le fonti non concordano sulla data di chiusura del cantiere: il portale turistico di Roma Capitale indica gli anni fra il 1597 e il 1604, altre ricostruzioni arrivano al 1607. In ogni caso è uno dei cicli decisivi per la pittura barocca romana, e si vede solo con la visita del palazzo.

Un ultimo fatto, poco citato fuori dall'ambiente degli studiosi: la biblioteca dell'Accademia d'Ungheria è nata nel 1892, prima ancora che l'istituto si insediasse a Palazzo Falconieri nel 1927. Secondo il portale turistico di Roma Capitale è dedicata alla storia ungherese e ai rapporti culturali fra Italia e Ungheria, e l'Accademia è gestita dal ministero degli Affari esteri e del commercio ungherese. Nel palazzo di Borromini ci sono oggi sala di lettura, spazio espositivo e sala conferenze.

La foto giusta da fare al Rione Regola

La foto che riassume il rione è l'Arco Farnese ripreso da via Giulia, con la strada che corre dritta sotto il ponte sospeso. L'arco fu costruito nel 1603 per collegare Palazzo Farnese agli edifici oltre la strada, e serviva anche da tribuna durante il carnevale. Funziona in verticale, con la prospettiva della via che si allunga. Nelle ore di luce piena la strada stretta crea forti contrasti, e una giornata velata dà risultati più morbidi.

La seconda è la facciata di Palazzo Farnese vista dall'angolo opposto della piazza, con una delle due fontane in primo piano. Serve un obiettivo largo, perché la facciata è lunga e la piazza non è grande. Il cornicione di Michelangelo si legge meglio con luce radente, quindi conviene provare in ore diverse della giornata. Davanti all'ambasciata ci sono presidi di sicurezza: fotografate la facciata, non le persone al lavoro e non i mezzi di sorveglianza.

La terza è la Fontana del Mascherone, con il volto di marmo a occhi spalancati che versa l'acqua in una conchiglia e poi nella vasca di granito. Va ripresa frontalmente, abbastanza vicino da riempire l'inquadratura. Una giornata nuvolosa aiuta a leggere il marmo. Dentro la Galleria Spada, prima di fotografare la prospettiva di Borromini, chiedete in biglietteria quali riprese sono ammesse: il sito del museo non lo indica.

Chi cerca un'immagine meno vista può salire su Ponte Sisto al tramonto e voltarsi verso il rione, con il lungotevere e i tetti del centro storico. Oppure fermarsi davanti alla facciata in travertino della Trinità dei Pellegrini, disegnata da Francesco De Sanctis e costruita nel 1722 e 1723, con le quattro statue degli Evangelisti di Bernardino Ludovisi. È una facciata elegante, ignorata dalla maggior parte dei passanti.

Come si arriva dal centro e dalla stazione Termini?

Il sito della Galleria Spada indica le linee più comode. Con i bus 70, 81 e 492 si scende alla fermata Rinascimento. Con il 46, il 62, il 64 e il 916 si arriva su corso Vittorio Emanuele. Da lì si cammina per circa due o trecento metri lungo via dei Baullari fino a Campo de' Fiori, poi si prende via dei Balestrari verso piazza Capo di Ferro. Le linee cambiano con i lavori: conviene verificarle sul sito di ATAC.

Dalla stazione Termini non c'è metropolitana che arrivi nel rione. Lo stesso sito della Galleria Spada suggerisce di prendere a Termini il bus 70 o il 64 fino a corso Vittorio Emanuele e proseguire a piedi. Per il tratto di via Giulia verso il Gonfalone, il portale turistico di Roma Capitale indica le linee 23, 116, 116T, 280 e 870. Prima di partire controllate il percorso del giorno con il calcolatore di ATAC o chiamando lo 060608.

A piedi il rione si raggiunge facilmente da Trastevere attraversando Ponte Sisto, da piazza Navona scendendo verso Campo de' Fiori, dal Ghetto per via di Santa Maria del Pianto o per piazza delle Cinque Scole. L'auto non conviene: le strade sono strette, i parcheggi quasi assenti, e l'accesso al centro storico è regolato da Roma Capitale. In bicicletta attenzione ai sampietrini e ai pedoni, molto numerosi su via dei Giubbonari.

Per chi cammina con difficoltà il rione è impegnativo. Le strade sono lastricate di sampietrini, spesso irregolari, i marciapiedi sono stretti o assenti, e molte chiese hanno gradini all'ingresso. La Galleria Spada rimanda a una sezione del proprio sito dedicata all'accessibilità, che conviene leggere prima della visita, oppure chiedere allo 06 6832409. Per Palazzo Farnese le condizioni di accesso vanno chieste al momento della prenotazione. Il percorso più piano è quello lungo via Giulia, dritta e senza salite.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Nel 1508 Giulio II fece aprire via Giulia con Bramante, e nel 1511 il cantiere del Palazzo dei Tribunali si fermò, lasciando solo frammenti delle mura perimetrali fra vicolo del Cefalo e via del Gonfalone. Nel 1514 cominciarono i lavori di Palazzo Farnese, interrotti dal Sacco di Roma del 1527 e ripresi nel 1541. Nel 1540 nacque, per iniziativa di Filippo Neri, la confraternita che avrebbe fondato la Trinità dei Pellegrini.

Durante il Giubileo del 1575 la confraternita della Trinità ospitò oltre centottantamila pellegrini. Nel 1600 Giordano Bruno fu bruciato vivo a Campo de' Fiori. Nel 1603 fu costruito l'Arco Farnese. Nel 1632 il cardinale Bernardino Spada acquistò il palazzo di piazza Capo di Ferro e chiamò Borromini, che dal 1638 lavorò anche a Palazzo Falconieri. Fra il 1652 e il 1655 Antonio Del Grande costruì le Carceri Nuove per Innocenzo X.

Nel 1720 la Fontana del Mascherone versò vino per tre giorni. Fra il 1825 e il 1827 Giuseppe Valadier costruì per Leone XII il carcere minorile del Gonfalone. Nel 1849, durante l'assedio francese della Repubblica Romana, l'ospedale dei Pellegrini curò oltre millecinquecento feriti, fra cui Goffredo Mameli. Nel 1875 cominciarono i muraglioni del Tevere, e nello stesso anno la biblioteca dell'École française si stabilì a Palazzo Farnese.

Nel 1883, con l'apertura di Regina Coeli, le Carceri Nuove smisero di essere il carcere principale e ospitarono i minori fino al 1931. Nel 1927 l'Accademia d'Ungheria si insediò a Palazzo Falconieri. Nel 1931 nacque il Museo Criminologico, trasferito nel 1975 al Gonfalone. Nel 1936 lo Stato riacquistò Palazzo Farnese. Nel 2008 la Trinità dei Pellegrini divenne parrocchia personale. A luglio 2026 si è concluso il restauro di Palazzo Farnese.

Chi è passato dal Rione Regola

I committenti per primi. Giulio II, che volle via Giulia. Il cardinale Alessandro Farnese, poi papa Paolo III, che avviò il palazzo di famiglia. Il cardinale Girolamo Capodiferro e poi il cardinale Bernardino Spada. Orazio Falconieri, che nel 1638 comprò il palazzo su via Giulia. Innocenzo X, che fece costruire le Carceri Nuove, e Leone XII, che affidò a Valadier il carcere minorile del Gonfalone.

Poi gli artisti. Bramante, Antonio da Sangallo il Giovane, Michelangelo, Vignola e Giacomo Della Porta per i palazzi e le strade. Annibale e Agostino Carracci per la Galleria di Palazzo Farnese. Francesco Borromini per Palazzo Spada e Palazzo Falconieri, con le erme a busto femminile e testa di falco sulla facciata. Guido Reni, che dipinse in ventisette giorni la pala della Trinità per la chiesa dei Pellegrini. Il percorso completo è nella pagina Borromini a Roma.

E i nomi della storia civile. Filippo Neri, fondatore della confraternita dei Pellegrini. Giordano Bruno, arso a Campo de' Fiori. Maria Letizia Ramolino, madre di Napoleone, che abitò a Palazzo Falconieri fra il 1815 e il 1818. Goffredo Mameli, morto di cancrena nei primi giorni di luglio del 1849 dopo la ferita del 3 giugno. Il portale turistico di Roma Capitale aggiunge fra i personaggi del rione Cola di Rienzo e Benedetto Cairoli.

C'è anche un nome che appartiene alla cronaca nera della Roma papale. Nel Museo Criminologico, secondo il portale turistico di Roma Capitale, è conservato il mantello rosso di Mastro Titta, il boia della città, insieme a strumenti di tortura e di esecuzione e alle armi di delitti famosi. La collezione, ordinata in un percorso su tre epoche, resta per ora inaccessibile, in attesa della riapertura del museo.

Che cosa c'è nel tratto di via Giulia che appartiene a Regola?

La parte meridionale di via Giulia comincia vicino a Ponte Sisto, dove la strada nasce dal lungotevere. Il primo incontro è la Fontana del Mascherone, addossata al muro verso il fiume, attribuita dalla Sovrintendenza Capitolina a Girolamo Rainaldi e databile al secondo quarto del Seicento. Pochi passi dopo, l'Arco Farnese scavalca la strada. Da qui si vede il retro di Palazzo Farnese, con la facciata completata da Giacomo Della Porta nel 1589.

Subito dopo l'arco, al civico 1, si trova Palazzo Falconieri. Costruito a partire dal 1515 per la famiglia Ceci, passò agli Odescalchi e ai Farnese prima di arrivare a Orazio Falconieri. Borromini lo ampliò da otto a undici assi di finestre e realizzò sul lato del fiume una loggia a tre arcate del 1646. Dal 1927 è sede dell'Accademia d'Ungheria, con una biblioteca di oltre ventimila volumi.

Accanto si trova Santa Maria dell'Orazione e Morte, costruita fra il 1575 e il 1576 e ricostruita nel 1737 da Ferdinando Fuga. Poco oltre, nella via che porta il suo nome, Sant'Eligio degli Orefici, legata a Raffaello. Poi Santo Spirito dei Napoletani, ricostruita fra il 1619 e il 1650. Più avanti le Carceri Nuove, con la facciata di Antonio Del Grande. Poco più a nord, fra via del Gonfalone e vicolo del Cefalo, restano i frammenti delle mura del Palazzo dei Tribunali di Bramante.

Una deviazione breve porta a piazza de' Ricci, fra via Giulia e via di Monserrato. Palazzo Ricci nasce dall'unione di edifici diversi, riuniti fra il 1634 e il 1683, e sulla facciata verso la piazza si leggono ancora, sbiaditi, i graffiti attribuiti a Polidoro da Caravaggio. È una delle rare facciate dipinte del Cinquecento romano sopravvissute, anche se consumate dal tempo. Lungo via Giulia si trova anche Palazzo Varese, costruito fra il 1616 e il 1618 da Carlo Maderno.

Il tratto si chiude verso il Gonfalone, dove il rione tocca Ponte. Qui si trovano il Palazzo del Gonfalone di Valadier, sede del Museo Criminologico, e l'Oratorio del Gonfalone, con il ciclo di affreschi e il soffitto ligneo. Per il racconto completo della strada, dal Mascherone a San Giovanni dei Fiorentini, rimandiamo alla scheda di via Giulia, che copre entrambi i rioni.

Fatti, tradizione e leggenda: che cosa c'è di vero?

La casa di San Paolo è il caso più interessante. Quello che dicono i documenti: la chiesa di San Paolo alla Regola è attestata nel Duecento e fu riedificata alla fine del Seicento su progetto di Giovanni Battista Bergonzoni, con pianta a croce greca. Sull'altare maggiore si conserva una lapide del 1096 dedicata a San Cesareo. Sono dati architettonici e documentari, verificabili sul posto e nelle fonti storiche.

Quello che dice la tradizione: la chiesa sorgerebbe nel luogo dove l'apostolo Paolo abitò durante la sua permanenza a Roma. Sempre secondo la tradizione, il luogo sarebbe diventato un oratorio nel IV secolo, sotto papa Silvestro I. All'interno si indica ancora la stanza dell'apostolo, trasformata in cappella. Il portale del Giubileo 2025 riporta la stessa tradizione della fondazione sul luogo dell'alloggio di Paolo.

Quello che è leggenda: che proprio in quelle stanze Paolo abbia scritto alcune delle sue lettere, ai Colossesi, a Filemone, agli Efesini e ai Filippesi. Non esiste un documento che lo provi. Diverso il caso del Mascherone e del vino del 1720: qui la fonte racconta una festa precisa, con una data e un nome, e l'episodio va letto come cronaca di un evento pubblico, non come leggenda di quartiere.

Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?

Il rione non chiude mai, ma i suoi luoghi sì. La Galleria Spada è chiusa il martedì, il primo gennaio e il 25 dicembre, e l'ultimo biglietto si vende alle 19. L'ultimo accesso al giardino segreto con il colonnato di Borromini è alle 18.30, secondo il sito del museo. Palazzo Farnese si apre solo nei turni di visita prenotati. Il Museo Criminologico è temporaneamente chiuso, senza una data di riapertura annunciata.

L'Accademia d'Ungheria apre per mostre ed eventi, non come museo con orario fisso: prima di andare controllate il calendario sul sito, dove per l'autunno 2026 sono annunciate anche le serate musicali dei Giovedì in via Giulia. Le Carceri Nuove e il Palazzo di via Arenula sono uffici pubblici, e il Consiglio di Stato occupa la parte di Palazzo Spada che non appartiene alla Galleria. Nessuno di questi edifici ha un orario di visita.

Fra le chiese, San Paolo alla Regola è la più affidabile. Il sito della chiesa indica un'apertura tutti i giorni, dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 20, con la messa quotidiana alle 19.30. La officiano i frati del Terzo Ordine Regolare di San Francesco, presenti dal 1619 secondo il portale del Giubileo 2025. Dal 2014 la chiesa ospita anche la liturgia domenicale della comunità ortodossa bulgara, per concessione del Vicariato di Roma.

La Santissima Trinità dei Pellegrini, nella piazza omonima, è dal 23 marzo 2008 parrocchia personale affidata alla Fraternità Sacerdotale di San Pietro, che celebra secondo il rito tridentino, con la messa in latino. Dentro si conserva la pala della Trinità di Guido Reni, arrivata a Roma nell'estate del 1625 su commissione del cardinale Ludovico Ludovisi. Gli orari di apertura vanno controllati presso la parrocchia prima della visita.

Le altre chiese hanno orari molto variabili, spesso legati alle funzioni. Santa Maria dell'Orazione e Morte, Sant'Eligio degli Orefici, Santa Maria in Monticelli e Santo Spirito dei Napoletani hanno ciascuna una pagina sul sito, con le informazioni raccolte per ognuna. La regola pratica: il mattino e il tardo pomeriggio sono i momenti più probabili, la pausa di pranzo quello in cui è più facile trovare la porta chiusa.

Che cosa non aspettarsi? Una grande area pedonale tranquilla: via dei Giubbonari e Campo de' Fiori sono affollati per buona parte del giorno. Un museo del rione con un biglietto unico: non esiste. Il Palazzo Farnese visitabile senza prenotazione: le aperture libere, come la Giornata europea del patrimonio del 26 settembre 2026, sono eccezioni annunciate dall'ambasciata. Il rapporto diretto con il fiume: i muraglioni lo hanno interrotto più di un secolo fa.

Mangiare in zona

Regola ha due facce anche a tavola. Intorno a Campo de' Fiori e a piazza Farnese la pressione turistica è altissima, con locali che vivono di passaggio. Nelle strade interne, via di Monserrato, via dei Pettinari, le traverse di via Giulia, il pubblico è fatto in buona parte di chi abita e lavora nel rione, fra ministeri, ambasciata e studi professionali, e la cucina segue ritmi diversi.

I segnali delle trappole sono sempre gli stessi. Il buttadentro sul marciapiede che ferma chi passa. Il menù con le fotografie dei piatti in cinque lingue. La signora che tira la pasta fresca in vetrina come richiamo. Le voci senza prezzo, il menù diverso fra fuori e dentro, la cucina aperta senza pausa dal mattino a notte. Davanti ai monumenti più noti il prezzo tende ad adattarsi al cliente.

I romani evitano questi posti senza snobismo: sanno che dove il pubblico cambia ogni giorno la qualità non ha bisogno di essere costante. La regola pratica è cercare un menù breve, scritto a mano o stampato in giornata, prezzi leggibili, persone del quartiere ai tavoli nella pausa pranzo. Per indirizzi selezionati con criterio, utili anche nel resto del centro storico, c'è la lista di indirizzi su Google Maps.

Gli orari contano più del solito. Fra le 13 e le 14 i locali delle strade interne si riempiono di impiegati dei ministeri e degli uffici della zona, e conviene anticipare o posticipare il pranzo. La sera il pubblico cambia, e intorno a Campo de' Fiori l'affollamento cresce fino a tardi. Per bere, le fontanelle pubbliche sono diffuse anche nel centro storico: per la loro storia c'è la pagina sulle fontanelle di Roma.

Che cosa abbinare in giornata

Verso est Regola confina con il Ghetto, raccontato nella pagina sul Ghetto ebraico di Roma. In pochi minuti si arriva al Portico d'Ottavia, alla Fontana delle Tartarughe in piazza Mattei, alla Sinagoga e al Museo Ebraico. La pagina sul rione vicino, Rione Sant'Angelo: cosa vedere, completa il percorso.

Verso nord si passa in Parione. Il Palazzo della Cancelleria, con la basilica di San Lorenzo in Damaso, è a pochi passi da Campo de' Fiori. Più su si arriva a piazza Navona e al Museo di Roma a Palazzo Braschi. Verso est, oltre via Arenula, si raggiungono Largo Argentina, il Teatro Argentina e la Crypta Balbi.

Attraversando Ponte Sisto si entra a Trastevere, raccontato nella pagina Trastevere: cosa vedere. Sull'altra riva si trovano Villa Farnesina, Palazzo Corsini e Porta Settimiana, da cui si sale al Gianicolo e alla Fontana dell'Acqua Paola, la mostra dell'acquedotto che alimenta il Mascherone.

Chi preferisce proseguire lungo via Giulia verso nord entra nel rione Ponte, fino alla Basilica di San Giovanni dei Fiorentini e a Castel Sant'Angelo. Per altri quartieri del centro ci sono le guide Rione Trevi: cosa vedere, Rione Ripa: cosa vedere e Rione Monti: cosa vedere, oltre alla panoramica sui 22 rioni di Roma.

Domande frequenti

Che cosa vedere nel rione Regola in mezza giornata?

Il percorso più lineare parte da Ponte Sisto e segue via Giulia fino a Palazzo Falconieri, con la Fontana del Mascherone e l'Arco Farnese. Poi piazza Farnese con il palazzo e le fontane, piazza Capo di Ferro con la Galleria Spada, la Trinità dei Pellegrini e San Paolo alla Regola. Si chiude con via dei Giubbonari e Campo de' Fiori. Palazzo Farnese va prenotato prima, la Galleria Spada evitata il martedì.

Campo de' Fiori fa parte del rione Regola?

Si trova sul confine. Il portale turistico di Roma Capitale fa passare la linea fra Regola e Parione proprio da Campo de' Fiori e lo include fra i luoghi rappresentativi di Regola, mentre le descrizioni di Parione lo elencano fra le piazze di quel rione. Piazza Farnese, invece, è pienamente dentro Regola. Per stare nel rione conviene scendere dal Campo verso piazza Farnese e piazza Capo di Ferro.

Quanto costa entrare alla Galleria Spada?

Secondo il sito ufficiale il biglietto intero costa 6 euro e il ridotto 2 euro per i cittadini dell'Unione europea fra 18 e 25 anni. I minori di 18 anni entrano gratis, come alcune categorie indicate dal museo. La prima domenica del mese l'ingresso è gratuito per tutti, senza prenotazione. Il museo apre dalle 8.30 alle 19.30 ed è chiuso il martedì. Il giovedì si entra da vicolo del Polverone 15.

Si può visitare Palazzo Farnese senza prenotazione?

No, salvo aperture straordinarie annunciate dall'Ambasciata di Francia, come la Giornata europea del patrimonio del 26 settembre 2026. Nei giorni ordinari si entra solo con visita guidata acquistata sul sito ufficiale delle visite, con turni in italiano, francese e inglese secondo il portale turistico di Roma Capitale. Conviene portare un documento d'identità, perché all'ingresso si passa un controllo di sicurezza. Il prezzo compare sul sito al momento dell'acquisto.

Il Museo Criminologico è aperto?

No. Il portale turistico di Roma Capitale lo indica come temporaneamente chiuso, senza una data di riapertura. Il museo si trova in via del Gonfalone 29, nel Palazzo del Gonfalone costruito da Valadier come carcere minorile, e dipende dal Ministero della giustizia. Per sapere quando riaprirà si possono usare i contatti pubblicati dal portale: lo 06 6889941 e l'indirizzo museo.criminologico@giustizia.it. La scheda del Museo Criminologico ne racconta la collezione.

Quali chiese del rione Regola sono aperte tutti i giorni?

San Paolo alla Regola, in via di San Paolo alla Regola 6, indica sul proprio sito un'apertura quotidiana dalle 9 alle 12.30 e dalle 15 alle 20, con la messa alle 19.30. Per la Trinità dei Pellegrini, parrocchia della Fraternità Sacerdotale di San Pietro, conviene controllare gli orari presso la parrocchia. Le altre chiese del rione hanno aperture variabili, spesso limitate alle funzioni, e vanno verificate caso per caso.

Via Giulia è tutta nel rione Regola?

No. Via Giulia, aperta nel 1508 da Giulio II con Bramante e lunga circa un chilometro, attraversa due rioni. La parte meridionale, dal Mascherone alle Carceri Nuove, appartiene a Regola. Oltre via delle Carceri e vicolo della Scimia la strada entra nel rione Ponte, con San Giovanni dei Fiorentini. La scheda dedicata a via Giulia racconta la strada per intero, in entrambi i rioni.

Come si arriva nel rione Regola con i mezzi pubblici?

Il sito della Galleria Spada indica i bus 70, 81 e 492 fino alla fermata Rinascimento e le linee 46, 62, 64 e 916 su corso Vittorio Emanuele. Dalla stazione Termini si può prendere il 70 o il 64. Per la zona del Gonfalone il portale turistico di Roma Capitale segnala le linee 23, 116, 116T, 280 e 870. Le linee vanno verificate il giorno stesso sul sito di ATAC o allo 060608.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per il rione fanno fede il sito della Galleria Spada, il portale turistico di Roma Capitale e il sito della chiesa di San Paolo alla Regola. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare una giornata in Regola significa lavorare sugli incastri: il turno di Palazzo Farnese prenotato in anticipo, il martedì di chiusura della Galleria Spada, l'ingresso del giovedì da vicolo del Polverone, le chiese chiuse a metà giornata, i controlli di sicurezza davanti all'ambasciata. Per chi progetta uscite di questo tipo, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro, con strumenti pensati per coordinare visite e itinerari.

Regola è anche un punto di partenza per il resto della città storica: il Ghetto, Trastevere oltre Ponte Sisto, il Gianicolo, i rioni Ponte e Parione. Mettere insieme i rioni del centro con i musei, le ville e magari qualche giornata fuori Roma, fra Castelli e Tuscia, richiede un po' di pianificazione, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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IndirizzoRione Regola Roma Centro storico, Roma, Roma Città 00186

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