Svenja Deininger. On Leaning alla Federica Schiavo Gallery — dal 13 ottobre 2026 al 30 gennaio 2027
Svenja Deininger, On Leaning: personale della pittrice viennese alla Federica Schiavo Gallery, Lungotevere dei Vallati 2, rione Regola, 00186 Roma. Inaugurazione martedì 13 ottobre 2026 in serata (la galleria indica le 18, il portale turistico del Comune le 18:30), apertura al pubblico dal 14 ottobre 2026 al 30 gennaio 2027, da martedì a sabato dalle 12 alle 19. Si arriva col tram 8 (fermata Arenula/Cairoli, a pochi minuti a piedi) oppure a piedi da Campo de' Fiori, dal Ghetto o da Trastevere attraverso Ponte Sisto. Per informazioni la galleria risponde allo 06 69300800 e all'indirizzo info@federicaschiavo.com; tutte le notizie aggiornate sono sul sito ufficiale della Federica Schiavo Gallery.
Una mostra di pittura astratta in una galleria privata sul Tevere, a due passi da Via Giulia, in pieno autunno romano. Chi segue la pittura contemporanea conosce il nome di Svenja Deininger per le sue tele lente, costruite per strati; chi non la conosce ha l'occasione di incontrarla in una stanza raccolta, senza code e senza biglietterie, nel tratto di città dove Rinascimento, Ghetto e fiume si toccano. Vale la deviazione, anche solo per mezz'ora.
Svenja Deininger. On Leaning: che cosa si vedrà
On Leaning è presentata dalla galleria come un progetto speciale: una personale di Svenja Deininger che si apre a Roma il 13 ottobre 2026 e resta visibile fino al 30 gennaio 2027. Il titolo inglese si può rendere con «sull'appoggiarsi», «sul chinarsi»: una parola di equilibrio, di peso e di contatto, che si adatta bene a un lavoro fatto di piani sovrapposti che si sostengono a vicenda.
L'immagine guida della mostra
La galleria accompagna l'annuncio con un'opera del 2026: Untitled, olio su lino, 28 per 21 centimetri, fotografata da Andrea Rossetti. Il formato è minuscolo, poco più di un foglio A4, e dice già molto del modo di lavorare dell'artista: nella pittura di Deininger il piccolo formato ha la stessa dignità della grande tela, e spesso le due misure convivono nella stessa sala. Nella scheda dell'artista la galleria elenca opere che vanno da questo stesso formato, 28 per 21 centimetri, fino a tele di 230 per 150 centimetri.
Opere senza titolo
Quasi tutte le tele pubblicate dalla galleria si chiamano Untitled, seguite dall'anno. È una scelta coerente: niente titoli che suggeriscano una lettura, niente racconto. Chi guarda deve fare il lavoro da sé, e scoprirà che il lavoro consiste soprattutto nel guardare a lungo. Le misure riportate indicano spesso anche lo spessore del telaio, 2,7 centimetri: un dettaglio da addetti ai lavori, eppure significativo, perché i bordi della tela nella pittura di Deininger contano.
Una pittura di strati
Il testo critico pubblicato dalla Federica Schiavo Gallery descrive opere in cui i colori filtrano dal fondo attraverso strati pittorici sovrapposti, fra segmenti geometrici e piani modulari più morbidamente astratti, che confluiscono fino a creare spazi inediti sulla superficie finale. Pieni e vuoti, spessori e volumi. Il punto decisivo, secondo la galleria, è che questo procedere non deriva da un progetto elaborato prima: è uno schema che si determina nel tempo reale in cui il quadro prende forma.
Che cosa dice l'artista del proprio lavoro
Nella stessa pagina la galleria riporta una dichiarazione della pittrice. In breve: le interessa che il dipinto si legga come un processo, con un'immagine precedente che riaffiora come in un collage, al punto che spesso non si capisce quale strato sia sopra e quale sotto. Da qui le forme che ricordano cornici, e le zone bianche che suggeriscono fonti di luce e sono in realtà la pura mano di fondo. Lo spazio, dice Deininger, nasce come atmosfera, e per questo i suoi quadri non sono davvero astratti. Un'affermazione che vale la pena tenere a mente davanti alle tele.
Come guardare queste tele
Il consiglio pratico è semplice: avvicinarsi e poi allontanarsi. Da lontano le composizioni appaiono come incastri di campi di colore, quasi architetture; da vicino si vedono le differenze di opacità, il lino lasciato a vista, gli spessori. La galleria di New York che rappresenta l'artista, la Boesky Gallery, osserva che le superfici sembrano quasi negare le prove della propria fattura, prive di pennellate visibili, e che sono gli strati di colore sul bordo della tela a raccontare come l'opera è nata. Guardate i bordi: è lì che il quadro si confessa.
Chi è Svenja Deininger: biografia e carriera
Svenja Deininger è nata a Vienna nel 1974 e ha studiato alla Kunstakademie di Münster e alla Kunstakademie di Düsseldorf, due delle accademie tedesche più importanti per la pittura del secondo Novecento. Oggi vive e lavora fra Vienna, Milano e Berlino.
La formazione tedesca
Una pittrice austriaca formata in Germania: il dato conta. Düsseldorf e Münster sono scuole in cui la riflessione sul mezzo pittorico, sul supporto e sulla superficie è sempre stata centrale. Nei lavori di Deininger si riconosce questa disciplina: nessuna gestualità esibita, grande attenzione alla costruzione del quadro come oggetto.
Il metodo: dipingere, rivedere, ridipingere
La biografia pubblicata dalla Boesky Gallery descrive un processo improvvisato di pittura, revisione e nuova pittura. Le composizioni cominciano da una singola forma, poco più di un'ombra o di un ricordo di forma, e si sviluppano lentamente nel tempo, mentre l'artista rielabora le superfici e fa emergere zone di colore opaco e di lino grezzo accanto a spessi strati di colore. Sono quadri che sono prodotti di tempo, luogo e processo.
Le personali nei musei
Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali al Norton Museum of Art di West Palm Beach in Florida, al Joslyn Art Museum di Omaha nel Nebraska, alla Secessione di Vienna, alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia, alla Kunsthalle di Krems e al Bank Austria Kunstforum di Vienna. Per un'artista della sua generazione è un elenco di peso: la Secessione di Vienna, in particolare, è uno dei luoghi simbolo della modernità europea.
Il Norton Museum nel 2026
La scheda della Federica Schiavo Gallery registra la mostra al Norton Museum of Art dal 28 marzo al 27 settembre 2026. La personale romana arriva dunque subito dopo la chiusura dell'esposizione americana: Roma riceve l'artista nel momento di massima visibilità internazionale.
Two Thoughts alla Collezione Maramotti
In Italia il suo nome è legato a Two Thoughts, la personale ospitata nella Pattern Room della Collezione Maramotti a Reggio Emilia dall'8 marzo al 6 dicembre 2020. Il progetto riuniva una serie di dipinti nuovi, concepiti apposta per quello spazio e messi in dialogo con quattro opere scelte per l'occasione. La Collezione Maramotti è una delle raccolte private di arte contemporanea più serie del Paese, e un invito come quello è un riconoscimento.
Le mostre collettive
Deininger ha partecipato a collettive al Leopold Museum e al Belvedere 21 di Vienna, alla Kunsthalle Wien, al Norton Museum of Art, al Neues Museum di Norimberga, alla Haus Konstruktiv di Zurigo, allo University of Michigan Museum of Art di Ann Arbor, al WIELS di Bruxelles e al Kunstmuseum di Solothurn. Nel 2021 figurava fra le mostre Avant-Garde and the Contemporary, dedicata alla collezione del Belvedere, e For the Record: Celebrating Art by Women al Norton Museum.
Il rapporto con la Federica Schiavo Gallery
La galleria romana segue l'artista da anni. Fra le mostre elencate nella sua pagina ci sono A Soft Seduction, collettiva nella sede milanese, e Yours Truly (working title), dal 4 aprile al 24 maggio 2025. On Leaning è il nuovo capitolo di questa collaborazione, il primo nella sede romana sul Lungotevere dopo la stagione americana.
La Federica Schiavo Gallery sul Lungotevere dei Vallati
La Federica Schiavo Gallery è stata fondata a Roma nel 2009 e ha sede oggi in Lungotevere dei Vallati 2, nel rione Regola. Il suo programma, secondo la presentazione ufficiale, si concentra sulla ricerca e sulla promozione di artisti emergenti italiani e internazionali, che lavorano con video, performance, scultura e pittura.
Da Roma a Milano e ritorno
Nel settembre 2016 la galleria ha aperto una sede a Milano con una personale di Jay Heikes. Alla fine del 2024 è tornata a Roma con una nuova sede nel centro storico, quella sul Lungotevere dove si inaugura On Leaning. Un percorso che racconta bene il mercato dell'arte italiano degli ultimi quindici anni, con il suo baricentro spostato su Milano e il ritorno di alcune gallerie nella capitale.
Le fiere internazionali
La galleria ha partecipato a The Armory Show di New York, a NADA Miami Beach e NADA New York, alla Dallas Art Fair, a Zona Maco a Città del Messico, a Frieze London, alla FIAC di Parigi, ad Art Rotterdam, ad Art Athina, ad Artissima a Torino, a MiArt a Milano e ad ArteFiera a Bologna. Un curriculum da galleria di ricerca con vocazione internazionale.
Curatori ospiti e progetti d'artista
Su singoli progetti la galleria si affida a curatori esterni, fra cui Chris Sharp, Michele D'Aurizio e Shane Campbell, oppure coinvolge direttamente gli artisti come autori di mostre: è il caso di Does The Angle Between Two Walls Have A Happy Ending?, curata da Ishmael Randall Weeks, e della mostra itinerante Trieste, ideata da Jay Heikes.
Una questione di indirizzo
Il sito della galleria indica come sede Lungotevere dei Vallati 2, mentre il portale turistico del Comune riporta il civico 89. Il tratto di Lungotevere è breve: arrivando dal ponte, conviene cercare il numero indicato dalla galleria.
Il rione Regola e il Lungotevere dei Vallati
Il Lungotevere dei Vallati corre sulla riva sinistra del Tevere fra Ponte Sisto e Ponte Garibaldi, nel rione Regola, uno dei rioni storici del centro. Alle spalle ci sono Via Giulia, Palazzo Farnese e Campo de' Fiori; verso valle, il Ghetto e l'Isola Tiberina; di fronte, oltre il fiume, Trastevere.
I muraglioni del Tevere
I lungotevere come li vediamo oggi sono un'opera della Roma capitale d'Italia: dopo la piena del 1870 si decise di chiudere il fiume fra alti argini in muratura, i muraglioni, che cambiarono radicalmente il rapporto della città con l'acqua. Le case che scendevano fino alla riva sparirono, e al loro posto nacquero i viali alberati a platani che ancora oggi disegnano il centro.
Ponte Sisto
Il ponte pedonale davanti alla galleria prende il nome da papa Sisto IV, che lo fece costruire per il Giubileo del 1475. È il modo più bello per arrivare alla mostra da Trastevere: dall'altra parte c'è Piazza Trilussa, con la fontana chiamata dai romani il Fontanone di Ponte Sisto.
Via Giulia
A pochi passi corre Via Giulia, la strada rettilinea voluta da papa Giulio II all'inizio del Cinquecento: palazzi nobiliari, chiese, antiquari e gallerie d'arte. La presenza di una galleria contemporanea in questo angolo di città non è una stranezza: Via Giulia e le sue traverse sono da decenni una delle zone del mercato dell'arte romano.
Campo de' Fiori e Palazzo Farnese
Salendo per Via dei Pettinari o per le traverse di Via Giulia si arriva a Palazzo Farnese, sede dell'Ambasciata di Francia, e subito dopo a Campo de' Fiori, col mercato la mattina e la statua di Giordano Bruno, arso vivo in quella piazza nel 1600, al centro.
Il Ghetto
Verso Ponte Garibaldi e oltre si entra nell'area dell'antico Ghetto, istituito da papa Paolo IV nel 1555. Il Tempio Maggiore, la grande sinagoga sul Lungotevere de' Cenci, fu inaugurato nel 1904. Il quartiere oggi è uno dei più vivi del centro, con la Fontana delle Tartarughe e il Portico d'Ottavia a pochi minuti.
Come arrivare alla Federica Schiavo Gallery
La Federica Schiavo Gallery, in Lungotevere dei Vallati 2, si raggiunge comodamente col tram 8, che ferma in piazza Benedetto Cairoli (fermata Arenula/Cairoli) lungo Via Arenula, a pochi minuti a piedi.
In tram
Il tram 8 collega Largo di Torre Argentina con Trastevere e Monteverde. Dalla fermata Arenula/Cairoli si scende verso il fiume per Via Arenula o per le strade del rione e si arriva sul Lungotevere in pochi minuti.
In autobus
Largo di Torre Argentina è il grande nodo degli autobus del centro storico: da lì si prosegue a piedi, oppure si prende il tram 8 per una sola fermata. Per le linee aggiornate conviene consultare il servizio di calcolo percorso dell'azienda dei trasporti di Roma.
A piedi
Dal Pantheon si arriva in circa venti minuti passando per Largo Argentina; da Campo de' Fiori in cinque; da Piazza Trilussa, in Trastevere, basta attraversare Ponte Sisto. È la soluzione migliore: il centro storico è fatto per essere percorso a piedi.
In auto
Il rione Regola è all'interno della Zona a Traffico Limitato del centro storico. L'auto è sconsigliata: meglio lasciarla fuori dal centro e usare tram o autobus.
In bicicletta
La pista ciclabile lungo le banchine del Tevere passa proprio sotto il Lungotevere dei Vallati. Per chi si muove in bici è l'accesso più piacevole, soprattutto nelle giornate miti di ottobre.
Orari e informazioni per visitare On Leaning
On Leaning si visita da martedì a sabato dalle 12 alle 19, secondo gli orari pubblicati sul portale turistico del Comune di Roma; domenica e lunedì la galleria è chiusa.
L'inaugurazione
L'opening è martedì 13 ottobre 2026. La galleria indica le 18, il portale turistico del Comune le 18:30. Le inaugurazioni delle gallerie romane sono momenti sociali: tanta gente, poco spazio per guardare. Chi vuole vedere le opere con calma torni nei giorni successivi.
Contatti
Telefono 06 69300800, email info@federicaschiavo.com. La galleria è presente anche su Instagram e Facebook, dove di solito pubblica le immagini dell'allestimento nei giorni dell'apertura.
Quanto tempo serve
Una galleria privata non è un museo: la visita può durare venti minuti o un'ora, a seconda di quanto si ha voglia di stare davanti ai quadri. Per una pittura come quella di Deininger il tempo è parte dell'esperienza. Meglio calcolare almeno mezz'ora.
Accessibilità
Per le condizioni di accesso con sedia a ruote o passeggino conviene chiamare la galleria prima della visita: i palazzi del Lungotevere hanno ingressi molto diversi fra loro.
Una curiosità su Svenja Deininger. On Leaning alla Federica Schiavo Gallery — dal 13 ottobre 2026 al 30 gennaio 2027
La curiosità più interessante riguarda le misure. Nell'elenco delle opere pubblicato dalla Federica Schiavo Gallery compaiono ripetutamente tele di 28 per 21 centimetri: lo stesso formato dell'opera scelta come immagine della mostra romana, un Untitled del 2026, e di un Untitled del 2015. A distanza di oltre dieci anni l'artista torna alla stessa misura, piccola e quasi domestica, come a un campo di prova. Accanto, nella stessa lista, ci sono tele di un metro e sessanta, di due metri e trenta. Il rapporto fra il piccolo e il grande è una delle chiavi del suo lavoro: le composizioni non cambiano natura cambiando scala, cambiano il modo in cui il corpo di chi guarda si pone davanti a loro.
C'è poi un altro dettaglio che pochi notano: nelle misure la galleria riporta spesso la profondità del telaio, 2,7 centimetri. Non è pedanteria. Nella pittura di Deininger i bordi laterali della tela mostrano gli strati di colore accumulati, e la Boesky Gallery osserva che proprio quei bordi sono l'unico indizio del modo in cui l'opera è nata, dato che la superficie frontale sembra quasi negare le tracce della sua fattura. Il quadro, in altre parole, ha un fronte e un fianco, e il fianco racconta la storia.
Guardare di lato una tela di Deininger è il gesto giusto, e il titolo della mostra, On Leaning, sembra quasi suggerirlo: chinarsi, sporgersi, cambiare angolo.
Una cosa che non ti dice nessuno su Svenja Deininger. On Leaning alla Federica Schiavo Gallery — dal 13 ottobre 2026 al 30 gennaio 2027
Quello che nessuno dice è che le gallerie private di Roma sono il modo migliore per vedere arte contemporanea di livello museale senza la fatica del museo. Svenja Deininger ha avuto personali alla Secessione di Vienna, al Norton Museum of Art in Florida, al Joslyn Art Museum, alla Collezione Maramotti. Qui la si vede in una sala sul Tevere, con la luce del Lungotevere e il rumore del traffico attutito dai muri, con la possibilità di fare domande a chi lavora in galleria.
Molti visitatori, soprattutto chi viene da fuori, pensano che le gallerie siano luoghi per collezionisti, dove si entra solo per comprare. Non è così: le mostre sono aperte al pubblico negli orari indicati, e chi entra per guardare è il benvenuto quanto chi entra per acquistare. L'unica regola è la discrezione: niente conversazioni ad alta voce, niente foto con il flash, e un saluto entrando.
Seconda cosa che non si dice: le date. La galleria annuncia l'apertura al pubblico dal 14 ottobre, con l'inaugurazione la sera del 13, e la chiusura il 30 gennaio 2027. In mezzo ci sono le feste di Natale, e nelle settimane fra fine dicembre e inizio gennaio molte gallerie romane riducono gli orari o chiudono per qualche giorno. Chi pensa di andarci durante le vacanze farebbe bene a telefonare prima.
Il consiglio che ti do per visitare Svenja Deininger. On Leaning alla Federica Schiavo Gallery — dal 13 ottobre 2026 al 30 gennaio 2027
Il consiglio è di inserire la mostra in una passeggiata, non di farne una spedizione. Arrivate a metà giornata, dopo le 12, quando la galleria apre. Partite da Campo de' Fiori, passate davanti a Palazzo Farnese, scendete per Via Giulia fino al Lungotevere, visitate la mostra con calma. Poi attraversate Ponte Sisto e fermatevi in Trastevere per pranzo, oppure risalite verso il Ghetto per una merenda.
Davanti ai quadri, concedetevi il tempo del lavoro dell'artista. Deininger costruisce le sue tele per strati, rielaborandole a lungo: la prima occhiata restituisce solo campi di colore, la seconda comincia a distinguere gli spessori, la terza scopre il lino grezzo, le zone di fondo lasciate bianche che fanno da luce. È una pittura che si apre solo a chi si ferma.
Se potete scegliere, evitate la serata di inaugurazione e andate in un giorno feriale. La galleria è piccola rispetto a un museo, e con poca gente si guarda meglio. E se una tela vi colpisce, chiedete in galleria la scheda dell'opera: materiali, misure, anno. Sono dati che aiutano a capire.
Ultimo consiglio pratico: portate un ombrello a novembre. Il Lungotevere col vento e la pioggia non perdona.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Roma è una città di pittura antica, dalla Cappella Sistina a Caravaggio. Si cita meno spesso che proprio a pochi passi dalla Federica Schiavo Gallery si trova uno dei più celebri inganni prospettici dell'arte barocca: la galleria prospettica di Francesco Borromini a Palazzo Spada, un colonnato che sembra lungo decine di metri ed è in realtà di pochi metri, costruito con colonne che diminuiscono progressivamente d'altezza e un pavimento che sale.
Il collegamento con la pittura di Svenja Deininger è meno bizzarro di quanto sembri. Anche l'artista viennese lavora sulla percezione dello spazio: nelle sue parole, riportate dalla galleria, lo spazio nei suoi quadri nasce come atmosfera, non come traduzione della realtà fisica. Forme di cornici, zone bianche che suggeriscono fonti di luce, piani che si sovrappongono fino a rendere incerto quale sia sopra e quale sotto. Borromini inganna l'occhio con la geometria, Deininger lo disorienta con gli strati.
Chi visita la mostra al mattino può completare la giornata alla Galleria Spada, a pochi minuti a piedi: due modi lontanissimi, a quasi quattro secoli di distanza, di interrogare quello che vediamo.
La foto giusta da fare a Svenja Deininger. On Leaning alla Federica Schiavo Gallery — dal 13 ottobre 2026 al 30 gennaio 2027
Dentro la galleria, prima di fotografare, chiedete: molte gallerie consentono foto senza flash per uso personale, altre preferiscono di no. Se è permesso, la foto giusta non è quella frontale, che schiaccia il quadro e restituisce una macchia di colore. È quella di tre quarti, radente, che mostra il bordo della tela con gli strati accumulati e la superficie frontale insieme. È lì che si vede il processo che l'artista considera il cuore del suo lavoro.
Seconda foto: un piccolo formato accanto a una tela grande, nella stessa inquadratura, se l'allestimento lo permette. Il confronto di scala racconta la mostra meglio di qualsiasi didascalia.
Fuori, la foto che tutti fanno è Ponte Sisto con la cupola di San Pietro sullo sfondo, al tramonto. Ha ragione chi la fa: in ottobre il sole cala verso il Gianicolo e la luce radente sul Tevere è la migliore dell'anno. Per un'immagine meno scontata, scendete sulla banchina del fiume e inquadrate il muraglione e le arcate del ponte dal basso: pietra, acqua e ombra, tre strati sovrapposti, come in un quadro di Deininger.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il tratto di Tevere davanti alla galleria ha visto passare alcuni dei momenti decisivi della storia urbana di Roma. Il primo è la costruzione di Ponte Sisto, voluta da papa Sisto IV della Rovere in vista del Giubileo del 1475: il ponte, che riutilizzava i resti di un ponte romano, doveva facilitare il passaggio dei pellegrini fra le due rive.
Il secondo è l'apertura di Via Giulia sotto papa Giulio II, all'inizio del Cinquecento, su progetto attribuito a Donato Bramante: una strada lunga e diritta, fra le prime della Roma moderna, che doveva diventare l'asse di un nuovo quartiere di rappresentanza.
Il terzo, drammatico, è l'istituzione del Ghetto nel 1555 per volontà di papa Paolo IV, che chiuse la comunità ebraica romana in un recinto fra il Portico d'Ottavia e il fiume. Il Ghetto fu abolito solo con la fine del potere temporale dei papi.
Il quarto è la piena del Tevere del dicembre 1870, pochi mesi dopo la presa di Roma, che allagò buona parte del centro. Fu la spinta decisiva per costruire i muraglioni e i lungotevere, cambiando per sempre il volto delle rive. Il Lungotevere dei Vallati nasce da quella stagione di grandi lavori, insieme alla sinagoga del Tempio Maggiore inaugurata nel 1904 poco più a valle.
Chi è passato da Svenja Deininger. On Leaning alla Federica Schiavo Gallery — dal 13 ottobre 2026 al 30 gennaio 2027
Dalla Federica Schiavo Gallery, fra Roma e Milano, sono passati artisti e curatori della scena internazionale. Jay Heikes ha inaugurato la sede milanese con una personale nel settembre 2016 ed è l'ideatore della mostra itinerante Trieste; Ishmael Randall Weeks ha curato per la galleria Does The Angle Between Two Walls Have A Happy Ending?. Fra i curatori ospiti la galleria cita Chris Sharp, Michele D'Aurizio e Shane Campbell.
La stessa Svenja Deininger è un'artista di casa: la galleria ha presentato il suo lavoro nella collettiva A Soft Seduction a Milano e nella mostra Yours Truly (working title) fra aprile e maggio 2025, prima di On Leaning.
E prima della galleria, lungo questo tratto di fiume sono passati papi, pellegrini, architetti. Sisto IV, che volle il ponte; Giulio II e Bramante, per Via Giulia; Borromini, che lavorò a Palazzo Spada poco lontano; Michelangelo, che contribuì a Palazzo Farnese progettandone il cornicione e l'ultimo piano del cortile. Chi cammina da Campo de' Fiori al Lungotevere attraversa cinque secoli di storia dell'architettura in dieci minuti.
Cosa vedere intorno alla mostra di Svenja Deininger
La zona intorno alla Federica Schiavo Gallery è fra le più ricche del centro storico: in un raggio di dieci minuti a piedi ci sono musei, chiese, piazze e il fiume.
Via Giulia e le sue chiese
La Via Giulia merita una passeggiata lenta dall'inizio alla fine, guardando i portoni dei palazzi e le facciate delle chiese, fino all'arco Farnese coperto d'edera.
Campo de' Fiori
Campo de' Fiori la mattina è mercato, la sera è una piazza piena di tavolini. Per chi visita la mostra a mezzogiorno è la tappa naturale prima o dopo.
Ponte Sisto e Trastevere
Attraversando Ponte Sisto si entra in Trastevere. Il Museo di Roma in Trastevere, in piazza Sant'Egidio, ospita spesso mostre fotografiche e si abbina bene a una giornata di arte contemporanea.
Il Ghetto e l'Isola Tiberina
Verso valle si raggiungono il Ghetto ebraico, la Sinagoga e il Museo Ebraico, la Fontana delle Tartarughe e l'Isola Tiberina.
Villa Farnesina
Dall'altra parte del fiume, a dieci minuti, la Villa Farnesina custodisce gli affreschi di Raffaello: un contrappunto classico perfetto dopo la pittura astratta di Deininger.
Dove mangiare vicino alla Federica Schiavo Gallery
La zona fra Campo de' Fiori, il Ghetto e Trastevere è una delle più fornite di Roma per mangiare a ogni ora.
Il Ghetto
Nelle strade intorno al Portico d'Ottavia si concentrano trattorie e ristoranti di cucina giudaico romanesca, con carciofi alla giudia in stagione e fritti; ci sono anche forni storici per un dolce veloce.
Campo de' Fiori
Intorno alla piazza ci sono forni, pizzerie al taglio, enoteche e ristoranti per tutte le tasche. A mezzogiorno è la soluzione più rapida.
Trastevere
Attraversato Ponte Sisto, Trastevere offre trattorie romane, pizzerie e locali per l'aperitivo. La sera è affollato; per una cena tranquilla conviene allontanarsi dalle piazze principali.
Svenja Deininger con i bambini
On Leaning è una mostra di pittura astratta in una galleria privata: nessun laboratorio, nessun percorso dedicato. Con bambini curiosi può comunque funzionare come una breve tappa, a patto di trasformarla in un gioco: cercare le forme che ricordano cornici, indovinare quale colore è sotto e quale sopra, confrontare il quadro piccolo con quello grande. Dieci minuti, poi via verso l'Isola Tiberina o il Fontanone di Ponte Sisto, dove i bambini si divertono di più.
L'autunno delle gallerie a Roma
Ottobre è il mese in cui Roma riapre la stagione dell'arte contemporanea: dopo l'estate le gallerie inaugurano le mostre principali dell'anno, i musei presentano le grandi esposizioni autunnali, e la città si riempie di opening serali. On Leaning si inserisce in questo calendario. Chi vuole costruire una giornata dedicata al contemporaneo può abbinare la visita al MACRO in via Nizza, museo civico di arte contemporanea, oppure alle mostre autunnali di Villa Medici.
Il clima di ottobre e novembre è il migliore per camminare: giornate ancora miti, luce bassa e dorata. Da dicembre la mostra diventa anche un rifugio: una sala calda sul Tevere nelle giornate di tramontana.
Domande frequenti su Svenja Deininger. On Leaning
Quando si può vedere la mostra di Svenja Deininger a Roma?
La mostra On Leaning di Svenja Deininger si inaugura martedì 13 ottobre 2026 alla Federica Schiavo Gallery ed è aperta al pubblico dal 14 ottobre 2026 al 30 gennaio 2027. Gli orari pubblicati sono da martedì a sabato dalle 12 alle 19. Nelle settimane delle feste natalizie conviene telefonare prima della visita.
Dove si trova la Federica Schiavo Gallery?
La Federica Schiavo Gallery si trova in Lungotevere dei Vallati 2, nel rione Regola, fra Ponte Sisto e Ponte Garibaldi. Il portale turistico del Comune indica il civico 89: fa fede l'indirizzo pubblicato sul sito della galleria. Alle spalle ci sono Via Giulia e Campo de' Fiori.
A che ora è l'inaugurazione di On Leaning?
L'inaugurazione di On Leaning è martedì 13 ottobre 2026 in serata. La Federica Schiavo Gallery indica le 18, mentre il portale turistico del Comune di Roma riporta le 18:30. Per non perdere l'apertura conviene arrivare per le 18.
Come si arriva alla Federica Schiavo Gallery con i mezzi?
La Federica Schiavo Gallery si raggiunge col tram 8, fermata Arenula/Cairoli in piazza Benedetto Cairoli, a pochi minuti a piedi. Da Largo di Torre Argentina, nodo degli autobus del centro, si arriva a piedi in circa dieci minuti. Da Trastevere basta attraversare Ponte Sisto.
Chi è Svenja Deininger?
Svenja Deininger è una pittrice nata a Vienna nel 1974, formata alle accademie di Münster e Düsseldorf, che vive fra Vienna, Milano e Berlino. Ha avuto personali alla Secessione di Vienna, al Norton Museum of Art, al Joslyn Art Museum e alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia. Dipinge tele astratte costruite per strati.
La mostra di Svenja Deininger è adatta a chi non conosce l'arte contemporanea?
La mostra di Svenja Deininger è adatta a chiunque abbia voglia di guardare con calma. Non servono conoscenze specifiche: le tele si apprezzano avvicinandosi e allontanandosi, osservando gli strati di colore e i bordi. Una visita di mezz'ora basta per farsi un'idea precisa del suo lavoro.
Che cosa c'è da vedere vicino a On Leaning?
Intorno alla mostra On Leaning ci sono Via Giulia, Campo de' Fiori, Palazzo Farnese, la Galleria Spada con la prospettiva di Borromini, il Ghetto, l'Isola Tiberina e, oltre Ponte Sisto, Trastevere con la Villa Farnesina. Tutto a meno di quindici minuti a piedi.
Il consiglio finale
Le grandi mostre dei musei romani riempiono le agende, ma sono le gallerie a dire che cosa succede davvero nella pittura di oggi. On Leaning è una di quelle occasioni che a Roma passano in silenzio e che, a distanza di anni, ci si pente di aver saltato. Andateci di giorno, in settimana, e poi attraversate Ponte Sisto. È il pomeriggio romano perfetto d'autunno.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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