Picabia, Morellet e Sole Nero a Villa Medici — le mostre dal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027
Dal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027 l'Accademia di Francia a Roma, Villa Medici, viale della Trinità dei Monti 1, 00187 Roma, apre tre mostre insieme: la collettiva Sole Nero. Petrolio e arte contemporanea, l'omaggio François Morellet, picnic romano e l'esposizione di un solo quadro, Paesaggio (1909) di Francis Picabia. Le pagine delle mostre indicano l'apertura tutti i giorni dalle 10 alle 19, ultimo ingresso alle 18.30, con chiusura il martedì; la villa è chiusa il 25 dicembre. Si arriva con la metro A, fermata Spagna, oppure con il minibus 119, fermata Trinità dei Monti; la villa non ha un parcheggio pubblico. Sole Nero ha un biglietto proprio: 15 euro intero e 12 ridotto per il biglietto aperto, valido in qualsiasi data, 12 euro intero e 10 ridotto per il biglietto con data fissa. Le opere di Morellet e il quadro di Picabia si vedono soltanto con la visita guidata della villa, un'ora e mezza, 18 euro intero e 15 ridotto; il biglietto della visita guidata comprende l'accesso alle mostre temporanee. Gratis sotto i 18 anni. I biglietti si comprano sul sito ufficiale della sede, attraverso il circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.
Villa Medici è la sede giusta per chi pensa di conoscere il Pincio perché ci ha fatto il tramonto. L'autunno 2026 porta dentro la villa tre modi opposti di intendere una mostra: una grande collettiva politica sul petrolio, cinque opere di un maestro della geometria disseminate nelle stanze storiche, un pastello di Picabia esposto da solo come un ospite d'onore. Qui trovate tutto: che cosa si vede, chi l'ha pensato, quale biglietto prendere, come arrivare e cosa fare dopo, tra la scalinata di Trinità dei Monti e Villa Borghese.
Le mostre di Villa Medici nell'autunno 2026 in breve
Tre mostre aprono lo stesso giorno, il 9 ottobre 2026, e chiudono lo stesso giorno, il 18 gennaio 2027, nella sede dell'Accademia di Francia sul Pincio. Hanno però regole di accesso diverse, ed è la prima cosa da capire prima di comprare un biglietto.
Sole Nero: la collettiva sul petrolio
È la mostra grande della stagione: oltre quaranta nomi, da Robert Smithson a Monira Al Qadiri, divisi in sette capitoli. La curano Morad Montazami e Madeleine de Colnet della piattaforma Zamân Books & Curating, con Caroline Courrioux di Villa Medici. Si visita in autonomia nelle sale espositive, con il biglietto dedicato.
François Morellet, picnic romano
Cinque opere di François Morellet (Cholet, 1926-2016) per il centenario della nascita, distribuite tra la Sala delle Muse degli appartamenti del cardinale Ferdinando de' Medici, il piccolo atelier di Balthus con la loggia attigua e l'atelier di Balthus. Cura Alessandro Gallicchio, direttore del dipartimento di Storia dell'arte dell'Accademia. Si vede solo nel percorso della visita guidata.
Francis Picabia, Paesaggio
Un pastello a olio su carta del 1909, 65 per 58 centimetri, di collezione privata, esposto per tre mesi nelle sale storiche su invito di Anne Berest Picabia, scrittrice e pronipote dell'artista. Anche Picabia si vede soltanto con la visita guidata.
Sole Nero. Petrolio e arte contemporanea: la mostra a Villa Medici
Sole Nero è il terzo capitolo del ciclo sugli elementi che Villa Medici ha avviato nel 2022, e usa il petrolio per porre una domanda precisa: che cosa diventa l'opera d'arte nell'epoca del riscaldamento globale. Dopo Storie di pietre, ispirata a Roger Caillois, e Il canto delle sirene, dedicata all'acqua, l'Accademia sceglie la materia più scomoda di tutte, quella che ha pagato musei, festival e film e che oggi è al centro della crisi climatica.
Il testo curatoriale parla dei rapporti pericolosi tra arte e petrolio. Le opere guardano a come l'industria petrolifera abbia fissato i rapporti di forza tra Nord e Sud del mondo sulla base dell'estrazione, soprattutto dopo la decolonizzazione: raffinerie, oleodotti, piattaforme offshore, e poi rivoluzioni, colpi di stato, crisi petrolifere, disastri climatici. Il petrolio, in questa lettura, è una forza attiva, un sistema di flussi materiali e simbolici che condiziona politica, economia e urbanistica. La mostra riprende un'espressione del saggista Andreas Malm, «imperialismo fossile», e mette in fila le pratiche artistiche che lo hanno contestato fino a immaginare un mondo dopo il petrolio.
A nostro giudizio è la mostra più ambiziosa che la villa abbia messo in calendario per questo autunno, e anche quella che chiede più tempo. Chi entra con mezz'ora a disposizione esce con un'impressione confusa; chi si concede un'ora e mezza trova un racconto costruito con cura, capitolo dopo capitolo.
Il ciclo degli elementi di Villa Medici
Il ciclo nasce nel 2022 con Storie di pietre e prosegue con Il canto delle sirene, curata nel 2024 da Caroline Courrioux e dedicata all'acqua raccontata dagli artisti. Sole Nero chiude idealmente un percorso che dalla materia inerte passa all'elemento liquido e arriva al combustibile fossile, cioè al punto in cui la natura diventa storia politica.
La ricerca da cui nasce la mostra
Sole Nero è anche il frutto del dialogo che l'Accademia mantiene con i suoi ex residenti. Morad Montazami è stato borsista di storia dell'arte a Villa Medici nel 2023-2024, e durante la residenza ha sviluppato la ricerca sulle «petromodernità» che oggi costituisce l'ossatura della mostra. È un esempio concreto di come funziona l'istituzione: si arriva come ricercatori, si torna come curatori.
Il catalogo
La mostra è accompagnata da un catalogo coedito da Zamân Books e Villa Medici, con testi inediti di Lotte Arndt e David Castaner, Laura Hindelang, Stéphanie LeMenager, Salar Mameni, Andreas Malm, Amina Adebisi Odofin e Justinien Tribillon; il progetto grafico è di Walid Bouchouchi, Akakir Studio. Il sito della villa lo indica a 29 euro.
I sette capitoli di Sole Nero, sala per sala
Il percorso di Sole Nero è diviso in sette capitoli, ciascuno con una parola chiave tra parentesi che ne riassume il tema. Conviene leggerli prima, perché le sale di Villa Medici non sono grandi e la mostra è densa.
Il Petrocene: l'estrazione
Come si parla di Antropocene, i curatori parlano di Petrocene: l'epoca in cui terra, sabbia, suolo e roccia vengono esauriti dall'estrattivismo di massa, dalla scoperta dei primi giacimenti nell'Ottocento a oggi. Il paesaggio classico finisce qui. Gli artisti si comportano come geologi: raccolgono campioni di risorse naturali (Michael Hirschbichler, Ismaïl Bahri, Latifa Saeed) o cartografano l'impoverimento dei suoli (Jananne Al-Ani, nata a Kirkuk nel 1966). Nello stesso capitolo ci sono il fotografo iracheno Latif Al Ani, Robert Smithson, Alessandro Marchi e un nome che sorprende in una mostra d'arte contemporanea, Bernardo Bertolucci.
Le energie fossili: la combustione
Il secondo capitolo riguarda la doppia natura, naturale e industriale, degli idrocarburi e dei loro derivati, la plastica e il catrame. Qui ci sono le plastiche bruciate di Alberto Burri, nato a Città di Castello nel 1915, e le sculture in olio esausto del collettivo BP, formato da Renaud Layrac, Frédéric Pohl e Richard Bellon. Accanto a loro Robert Rauschenberg, nato nel 1925 a Port Arthur, in Texas, città di raffinerie, Ed Ruscha, Anita Molinero e il palestinese Hani Zurob.
Pipeline: la circolazione
Gli oleodotti sono il corpo mutante dell'infrastruttura petrolifera, quasi sempre sotterranei e invisibili, capaci di scavalcare confini e sovranità. Sono diventati icone industriali, bersagli di sabotaggi, rovine. Il capitolo riunisce Nancy Holt, Rossella Biscotti, Jumana Manna, Mehdi Ghadyanloo, Thu-Van Tran, Alexandre Hogue e il libanese Aref El Rayess, di cui la villa pubblica un olio su tela della serie dei Deserti, del 1986. Qui si trovano anche Future Past 3 di Monira Al Qadiri, una scultura rotante in vetroresina del 2023 di oltre due metri per lato, e Karikpo Pipeline di Zina Saro-Wiwa, video su cinque canali del 2015 della durata di 27 minuti e 31 secondi.
La protesta: la rivoluzione
L'oro nero è al centro dei conflitti geopolitici e delle ingerenze nei Paesi produttori, che hanno risposto con le nazionalizzazioni, le lotte sindacali, l'attivismo indigeno. Le strategie degli artisti vanno dalla forza documentaria delle immagini (Romuald Hazoumè, Jacqueline Hassink) alle installazioni sensoriali di Lungiswa Gqunta e della venezuelana Ana Alenso.
Il Petromuseo: la speculazione
Il denaro del petrolio ha finanziato film, festival e musei. Shirin Sabahi e Alessandro Balteo-Yazbeck lavorano sul Museo d'arte contemporanea di Teheran, il primo museo «globale» a mettere insieme artisti del Nord e del Sud del mondo. Il capitolo discute la filantropia petrolifera, il soft power e il greenwashing, e il modo in cui il museo stesso può diventare teatro delle azioni degli attivisti contro il petrolio. Ci sono anche Fouad Elkoury, Media Farzin, Joanne Farchakh Bajjaly e Behjat Sadr.
Le maree nere: offshore
Sversamenti e incidenti industriali mostrano la tossicità di lungo periodo dell'industria, e sempre meno vengono letti come disastri «naturali». Li documentano Allan Sekula a terra, Isabelle Hayeur in mare e Robert Gschwantner con strategie di recupero e riciclo.
La petromalinconia: l'esaurimento
Il capitolo finale prende un concetto della studiosa Stephanie LeMenager: il lutto per una modernità rivelatasi più distruttiva che progressiva, ma anche la spinta verso una società dopo il petrolio. Chloe Dewe Mathews, Anahita Norouzi, Jala Wahid e Jessica Segall chiudono il percorso. È di Segall l'immagine scelta dalla villa per la comunicazione della mostra, un fotogramma del film Human Energy del 2023.
I curatori di Sole Nero: Montazami, de Colnet e Courrioux
Sole Nero è curata da Morad Montazami e Madeleine de Colnet, che dirigono la piattaforma editoriale e curatoriale Zamân Books & Curating, insieme a Caroline Courrioux, responsabile delle mostre e della programmazione di Villa Medici dal 2021.
Zamân Books & Curating
La piattaforma è specializzata nella storia dell'arte postcoloniale del mondo arabo, africano e asiatico e pubblica monografie, libri d'artista e volumi tematici. Montazami ha lavorato alla Tate Modern di Londra come responsabile della ricerca e delle acquisizioni per il mondo arabo; de Colnet ha lavorato al Kulte Center for Contemporary Art & Editions in Marocco e al BAL in Francia. Tra le loro mostre recenti ci sono Casablanca Art School, presentata tra Tate St Ives, Sharjah Art Foundation e Schirn Kunsthalle di Francoforte nel 2023-24, e Présences arabes al Musée d'art moderne de Paris nel 2024. Fanno parte della squadra curatoriale della prossima Biennale di Dakar, in programma dal 19 novembre al 19 dicembre 2026.
Caroline Courrioux
Specialista di estetica e di studi visivi, lavora sui legami tra arte contemporanea, ecofemminismo e immaginari politici. Prima di arrivare a Villa Medici ha seguito artisti e progetti espositivi come responsabile di produzione dei Rencontres d'Arles, il festival di fotografia. Nel 2024 ha curato a Villa Medici Il canto delle sirene.
François Morellet, picnic romano: cinque opere nelle sale storiche di Villa Medici
Per il centenario della nascita di François Morellet (1926-2016), Villa Medici espone cinque opere del maestro dell'astrazione geometrica nei suoi spazi storici, dal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027, a cura di Alessandro Gallicchio. La scelta è opposta a quella di Sole Nero: invece di una sala espositiva, un percorso dentro la villa, dove le opere dialogano con gli affreschi del Cinquecento e con le pareti dipinte da Balthus.
Le opere e dove si trovano
Il dipinto 40 lignes au hasard, cioè 40 linee a caso, del 2002, è nella Sala delle Muse, negli appartamenti del cardinale Ferdinando de' Medici. Due opere al neon, le più riconoscibili del suo linguaggio, sono nel piccolo atelier di Balthus e nella loggia attigua: Lamentable Ø 4m50 blanc (2006) e Triangle néons rouges interférents (1973). Nell'atelier di Balthus, infine, le due installazioni murali 3D concertant e 3D bandes décimées, del 2015. Chi ha un minimo di pratica con la villa capisce subito il senso: le linee tirate a caso di Morellet sotto i soffitti di Jacopo Zucchi sono un cortocircuito voluto, e funziona.
Il centenario: 100 × Morellet
La mostra romana rientra nel programma nazionale di omaggi 100 × Morellet, promosso in Francia dal Centre Pompidou, dalla Morellet Estate e dal Fonds de dotation Morellet con la galleria Mennour di Parigi, e nel progetto italiano del centenario sostenuto dalla galleria A arte Invernizzi, curato da Alessandro Gallicchio e Paolo Bolpagni. Secondo la villa, sono oltre trenta le sedi tra Francia e Italia coinvolte nelle celebrazioni.
Perché «picnic»
Il titolo viene da un testo dell'artista del 1971, Du spectateur au spectateur ou l'art de déballer son pique-nique: l'opera come luogo da picnic, uno spazio aperto in cui ciascun visitatore porta e condivide quello che vuole. Fare il meno possibile diventa un metodo, con rigore e con gioco. La mostra riprende quello spirito e invita il pubblico a organizzare il proprio picnic romano.
Morellet sotto terra: la stazione Re di Roma
Il percorso esce dalla villa e arriva fino alla stazione Re di Roma della metro A, dove si trova il mosaico che Morellet realizzò nel 1997 per il programma di arte urbana Arte Metro Roma. È un'appendice che quasi nessuno conosce e che si raggiunge con la stessa linea che porta a Spagna.
Il curatore Alessandro Gallicchio
Nato nel 1986 in Italia, dal 2025 dirige il dipartimento di Storia dell'arte di Villa Medici. È docente di storia dell'arte contemporanea alla Sorbonne Université e membro del laboratorio di ricerca Centre André-Chastel. Studia i legami tra propaganda totalitaria, colonialismo e spazio urbano; ha lavorato sull'impatto del fascismo italiano nei Balcani e oggi sulla rappresentazione delle città nella pittura contemporanea del Mediterraneo. È stato borsista a Villa Medici nel 2024-25.
Chi era François Morellet
François Morellet nasce a Cholet il 30 aprile 1926 e vi muore il 10 maggio 2016: pittore, scultore e artista della luce, autodidatta, è uno dei nomi che hanno anticipato l'arte minimale e concettuale e costruito l'astrazione geometrica del secondo Novecento.
La fabbrica di giocattoli
Comincia a dipingere nature morte a quattordici anni, studia a Parigi e nel 1948 torna a Cholet per guidare la fabbrica di giocattoli di famiglia, la Morellet-Guérineau, che dirige fino al 1975. Quel lavoro gli garantisce indipendenza economica dal mercato dell'arte e lo mette a contatto con materiali e tecniche industriali, che diventeranno parte del suo linguaggio. Dopo una breve stagione figurativa vicina al gruppo CoBrA, nel 1950 scopre l'arte concreta di Max Bill e passa all'astrazione: linee, quadrati, triangoli.
Il GRAV e il neon
Nel 1960 fonda con Francisco Sobrino, Julio Le Parc, Jean-Pierre Yvaral, Vera Molnár e altri il Groupe de Recherche d'Art Visuel, dedicato all'astrazione geometrica e all'arte cinetica. In quegli anni comincia a lavorare con i tubi al neon. Dagli anni Sessanta usa tessuto, nastro adesivo, pareti intere, e lavora sullo spazio espositivo come gli artisti dell'installazione.
Il caso come regola
Morellet ha sempre usato regole fissate in anticipo, lasciando al caso una parte del risultato, come John Cage in musica o l'Oulipo in letteratura. Nel 1971 scriveva di aver voluto «ridurre al minimo le mie decisioni arbitrarie». I titoli, pieni di giochi di parole alla Duchamp, descrivono proprio le regole con cui le opere sono state fatte: 40 linee a caso è un titolo e insieme un procedimento. A Villa Medici era già passato nel 2017, con il festival Ouvert la nuit curato da Chiara Parisi.
Francis Picabia, Paesaggio (1909): un solo quadro a Villa Medici
Paesaggio di Francis Picabia, pastello a olio su carta del 1909, è esposto per tre mesi nelle sale storiche di Villa Medici, dal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027, su invito di Anne Berest Picabia. Una sola opera, scelta per un motivo preciso: segna il momento in cui l'artista abbandona la pittura postimpressionista e si avvicina all'astrazione.
Dopo il Limone di Manet
Villa Medici ha già sperimentato la formula dell'opera singola nel 2024, quando ha esposto nella Sala degli Elementi Il limone di Édouard Manet, del 1880, grazie a un prestito del Musée d'Orsay per i 150 anni dell'Impressionismo. Picabia prende il testimone. Trovo che sia un formato intelligente: un quadro solo obbliga a guardare davvero, e in una visita guidata di novanta minuti è la sosta che si ricorda.
Il 1909, l'anno della svolta
Nel 1909 Picabia ha trent'anni e un solido riconoscimento grazie alla fase postimpressionista. Quell'anno decide di giocarsi tutto: vende i quadri precedenti e comincia una ricerca nuova, ai margini dell'astrazione nascente. Paesaggio appartiene a quel passaggio: forme semplificate, larghe campiture di colore che annunciano l'abbandono della rappresentazione naturalistica. È stato realizzato poco prima di Caoutchouc, opera che la storiografia colloca tra le prime astratte della pittura occidentale insieme a quelle di Kandinsky, Kupka, Malevič e Robert Delaunay; Caoutchouc oggi è al Centre Pompidou.
La mostra gemella di Milano
Il prestito accompagna la retrospettiva Picabia. Aprire le porte della notte, al Palazzo Reale di Milano dal 9 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027, curata dalla stessa Anne Berest e prodotta da MADEINART, con oltre 150 opere da collezioni pubbliche e private. La mostra milanese legge la carriera dell'artista attraverso il tema della notte. Chi segue Picabia ha quindi due appuntamenti nello stesso autunno: il quadro singolo a Roma e la retrospettiva a Milano.
Chi era Francis Picabia
Francis Picabia, nato Francis-Marie Martinez de Picabia a Parigi il 22 gennaio 1879 e morto a Parigi il 30 novembre 1953, fu pittore, poeta, scrittore, editore di riviste e perfino attore di cinema, uno dei protagonisti del Dada in Francia e negli Stati Uniti.
La formazione
Figlio di madre francese e padre cubano di origine spagnola, studia all'École des Arts Décoratifs di Parigi e con Fernand Cormon, nella stessa accademia frequentata da Van Gogh e Toulouse-Lautrec. Tra il 1903 e il 1908 dipinge sotto l'influenza di Alfred Sisley: chiesette, strade, tetti di Parigi, rive di fiume. La critica gli rimprovera di copiare Sisley e Monet, e lui stesso comincia a sentire quel linguaggio superato.
New York e l'Armory Show
Dal 1909 si avvicina ai cubisti e nel 1911 entra nel gruppo di Puteaux, dove stringe amicizia con Marcel Duchamp e Guillaume Apollinaire. Nel 1913 è l'unico del gruppo presente di persona all'Armory Show di New York, dove espone quattro dipinti; Alfred Stieglitz gli dedica una personale nella galleria 291. Da lì nasce il periodo «macchinista», con i ritratti meccanici che anticipano il Dada.
Dada, 391 e la rottura
Nel 1916 a Barcellona fonda la rivista 391; a Zurigo conosce Tristan Tzara; a Parigi è tra le figure centrali del Dada fino al 1921, quando lo rinnega. Nel 1924 compare nel cortometraggio Entr'acte di René Clair. Seguono la stagione dei «Mostri», le «Trasparenze» tra il 1927 e il 1930, i nudi tratti dalle riviste popolari negli anni della guerra, il ritorno all'astrazione. Il motto riportato dalla villa riassume tutto: le idee chiare vanno cambiate come le camicie.
Anne Berest, la pronipote
Anne Berest, scrittrice e sceneggiatrice, è pronipote di Picabia e curatrice della mostra di Milano. È l'autrice de La Carte postale (Grasset, 2021), romanzo tradotto in molte lingue e premiato, e con la sorella Claire ha scritto Gabriële (Stock, 2017), dedicato a Gabriële Buffet, prima moglie del pittore.
L'incontro del 13 ottobre: Morellet, il «figlio mostruoso» di Picabia
Martedì 13 ottobre 2026, dalle 18.30 alle 19.30, nel Grand Salon di Villa Medici, Anne Berest e lo storico dell'arte Arnauld Pierre dialogano su François Morellet e Francis Picabia; l'ingresso è gratuito con prenotazione, in francese con traduzione in italiano. Le porte aprono alle 17.30 e danno accesso alla mostra di Morellet nella loggia Balthus.
Il programma della serata
Apre i lavori Sam Stourdzé per l'Accademia di Francia, introduce Alessandro Gallicchio. Arnauld Pierre, professore alla Sorbonne Université, parla del «Monstructivisme» di Morellet; Anne Berest racconta l'eredità di Francis Picabia. Il filo conduttore è il rapporto tra i due artisti: Morellet si definiva volentieri uno dei «figli» di Picabia, e l'incontro esplora rigore e ironia, protocollo e caso, nelle due opere.
Arnauld Pierre
Membro del Comitato Picabia, ha contribuito ai quattro volumi del catalogo ragionato dell'artista pubblicati da Fonds Mercator tra il 2014 e il 2022, ed è autore del saggio Francis Picabia. La peinture sans aura (Gallimard, 2002). Ha scritto diversi testi in catalogo sull'opera di Morellet.
Il concerto del 23 ottobre
Il calendario cittadino di ottobre segnala a Villa Medici anche un concerto di Biréli Lagrène il 23 ottobre 2026. Orari e modalità di accesso vanno controllati sul sito ufficiale della villa, nella sezione del programma.
Villa Medici e l'Accademia di Francia: la storia
Villa Medici sorge sul Pincio, il «colle dei giardini», e dal 1803 è la sede dell'Accademia di Francia a Roma, oggi istituzione pubblica nazionale del Ministero della Cultura francese. L'intera proprietà, giardini ed edifici, è monumento storico in Francia ed è tutelata in Italia dalla legge sui beni culturali.
Lucullo, Messalina, Onorio
Sul colle gli Etruschi avevano un tempio dedicato a Fortuna e Speranza. Il generale Lucullo vi costruì una residenza immensa, che comprendeva l'area dell'attuale villa e di Trinità dei Monti; sotto la villa resta ancora una rete di cisterne di quell'epoca. La proprietà passò poi, tra gli altri, all'imperatrice Messalina e ai Pinci, che alla fine del IV secolo diedero il nome al colle. Sul lato nord-est corrono ancora le Mura Aureliane. L'imperatore Onorio vi costruì un palazzo dopo il sacco di Alarico del 410, e gli scavi condotti nel 1999 dall'École française de Rome sotto il piazzale della villa ne hanno riportato alla luce i resti.
Il cardinale Ricci e Ferdinando de' Medici
Nel Rinascimento i Crescenzi costruiscono su un fondo antico ridotto a cava di pietra. Nel 1564 il cardinale Giovanni Ricci di Montepulciano compra la proprietà e chiama Nanni di Baccio Bigio e Giacomo della Porta. Nel 1576 la villa passa a Ferdinando de' Medici, cardinale ventiseienne e collezionista, che affida a Bartolomeo Ammannati l'ampliamento per esporre la sua collezione di marmi antichi: una seconda torre, la loggia, una nuova ala, i giardini. Jacopo Zucchi decora gli appartamenti del piano nobile. Nel 1587, alla morte del fratello, Ferdinando diventa granduca di Toscana, lascia Roma e i lavori si fermano di colpo.
Colbert e il Prix de Rome
L'Accademia di Francia nasce nel 1666 per iniziativa di Jean-Baptiste Colbert, ministro di Luigi XIV, per ospitare i giovani artisti vincitori del Prix de Rome. Prima di Villa Medici passa per una casa sul Gianicolo, poi Palazzo Caffarelli nel 1673, Palazzo Capranica nel 1684 e Palazzo Mancini sul Corso nel 1725. La disciplina era severa: sveglia all'alba, pasti in comune, copie dall'antico e dal vero da consegnare con regolarità.
Balthus e la villa del Novecento
Nel 1961 André Malraux, ministro della Cultura del generale de Gaulle, nomina direttore il pittore Balthus. Con restauratori e studiosi riporta alla luce gli affreschi rinascimentali e crea decorazioni murali che coprono quasi tutta la villa, con una tecnica a strati che dà alle pareti una patina vibrante e cangiante; compra mobili antichi in tutta Italia e li ridipinge, disegna lampade. Nel 1971 il Prix de Rome è sostituito da un concorso aperto a tutte le discipline, comprese storia dell'arte e restauro. Dal 2022 il programma Réenchanter la Villa Médicis rinnova gli spazi storici con design e artigianato contemporanei.
La visita guidata di Villa Medici con Morellet e Picabia
La visita guidata di Villa Medici dura un'ora e mezza, costa 18 euro intero e 15 ridotto, ed è l'unico modo per vedere le opere di Morellet e il quadro di Picabia. Il percorso racconta la storia del luogo dalle origini antiche al Rinascimento fino al Novecento.
Gli orari in italiano
Le visite in italiano sono tutti i giorni tranne il martedì alle 11, alle 15.30 e alle 17.30. In francese le partenze sono più numerose (10, 10.30, 11.30, 14, 15, 16, 17, 18), in inglese dal lunedì al venerdì alle 10, 11, 12, 14.30, 15.30, 16.30 e 17.30, con in più le 18 il sabato e la domenica; in spagnolo il mercoledì alle 15 e la domenica alle 11.
Cosa si vede durante la visita
La facciata interna sui giardini, con i rilievi antichi murati, l'atrio, la scala verso i giardini, la loggia, i giardini storici, il belvedere con la vista sul centro, la loggia di Cleopatra, il gruppo dei Niobidi (in restauro), le sale storiche con i soffitti dipinti, la gipsoteca con la collezione di calchi e lo studiolo di Ferdinando de' Medici, detto «stanza degli uccelli». Gran parte della visita si svolge all'aperto: con la pioggia di novembre serve un ombrello vero.
Gruppi, famiglie, visite private
Per i gruppi precostituiti la villa organizza visite con guida dedicata, anche in lingua dei segni italiana, prenotabili per posta elettronica. Esistono anche le Promenades Médicis, visite private delle zone storiche seguite da un aperitivo di mezz'ora in un salone o in giardino.
Una curiosità su Picabia, Morellet e Sole Nero a Villa Medici — le mostre dal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027
I due artisti francesi di questo autunno hanno in comune un rapporto singolare con il denaro e con l'industria, e la cosa aiuta a guardare le loro opere con occhi diversi. Picabia era ricchissimo: l'eredità materna lo rese più benestante della gran parte dei colleghi, comprava almeno un'auto sportiva nuova all'anno e nel corso della vita ne possedette 127. Da ragazzo, nel 1894, copiò la collezione di dipinti spagnoli del nonno, sostituì gli originali con le copie e vendette gli originali per finanziare la sua collezione di francobolli. Un aneddoto che racconta già tutto il futuro dadaista: il valore dell'originale messo alla berlina.
Morellet invece la ricchezza la produceva, e in modo molto concreto: per quasi trent'anni, dal 1948 al 1975, diresse la fabbrica di giocattoli di famiglia a Cholet. Proprio la fabbrica gli diede la libertà di non dipendere dal mercato e lo abituò ai materiali industriali, il nastro adesivo, l'acciaio, il neon. Quando nel 1971 paragonava l'opera a un picnic, parlava da uomo che sapeva bene quanto costa produrre un oggetto e quanto poco basti per farne arte.
E Sole Nero chiude il cerchio: una mostra sul petrolio, la materia prima di quella plastica con cui si fanno i giocattoli e di quelle auto che Picabia collezionava. Non credo che la villa abbia costruito l'accostamento a tavolino, ma chi visita le tre mostre nello stesso giorno lo coglie senza sforzo. Tra le plastiche bruciate di Burri nelle sale espositive e i tubi al neon di Morellet nella loggia Balthus corre la stessa domanda: che cosa fa l'arte con i materiali della modernità industriale.
Una cosa che non ti dice nessuno su Picabia, Morellet e Sole Nero a Villa Medici — le mostre dal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027
Le tre mostre hanno ingressi separati, e chi compra il biglietto sbagliato rischia di vederne una sola. Le pagine ufficiali sono chiare, ma vanno lette tutte: Sole Nero si visita con il suo biglietto nelle sale espositive; le opere di Morellet e il Paesaggio di Picabia sono collocate nelle zone storiche della villa, accessibili solo con la visita guidata. Chi entra con il biglietto di Sole Nero e basta non vede né Morellet né Picabia.
La buona notizia è nell'altra direzione. La pagina delle visite precisa che il biglietto della visita guidata dà accesso alle mostre temporanee della villa: con 18 euro, o 15 ridotti, si fa il giro guidato con Morellet e Picabia e poi si entra in Sole Nero. Per chi vuole vedere tutto, è di gran lunga la scelta più sensata, anche rispetto al biglietto aperto di Sole Nero da 15 euro.
Altre due cose che si scoprono solo alla porta. La villa non ha guardaroba né deposito bagagli, e non ammette animali, caschi da moto o da bici, passeggini, borse voluminose e valigie: chi arriva con lo zaino da viaggio o il trolley deve organizzarsi prima. E la biglietteria, il bookshop e le sale espositive chiudono alle 18.30, anche se la villa resta aperta fino alle 19: chi arriva alle 18.15 per Sole Nero ha un quarto d'ora. Infine l'appendice sotterranea di Morellet, il mosaico del 1997 nella stazione Re di Roma della metro A: nessuna guida turistica lo segnala, eppure fa parte del percorso ideato dalla villa.
Il consiglio che ti do per visitare Picabia, Morellet e Sole Nero a Villa Medici — le mostre dal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027
Prenotate la visita guidata in italiano delle 11 e tenetevi libero il resto della mattina. È la formula per vedere tutto senza correre. La visita dura un'ora e mezza e porta nelle sale storiche, dove si trovano il Paesaggio di Picabia e le opere di Morellet: 40 linee a caso nella Sala delle Muse, i neon e le installazioni murali negli atelier di Balthus. Alle 12.30 si esce dal percorso guidato e si entra in Sole Nero con lo stesso biglietto, che dà accesso alle mostre temporanee.
Per Sole Nero calcolate almeno un'ora. Sette capitoli, oltre quaranta artisti, video lunghi come Karikpo Pipeline di Zina Saro-Wiwa, 27 minuti e mezzo: non si vede tutto, bisogna scegliere. Conviene leggere prima i titoli dei capitoli, decidere dove fermarsi e lasciar scorrere il resto. Chi ha interesse per la storia dell'arte italiana cerchi Burri e Bertolucci; chi viene per l'attualità politica si fermi al capitolo sul Petromuseo.
Se preferite il pomeriggio, la visita in italiano delle 15.30 funziona altrettanto bene, quella delle 17.30 molto meno: finisce alle 19, quando le sale espositive sono già chiuse dalle 18.30, e Sole Nero resta fuori. Evitate il martedì, giorno di chiusura, e se potete il fine settimana. Chi parla francese ha molte più partenze a disposizione, una quasi ogni ora. Ultima nota pratica: la visita si svolge in buona parte all'aperto, quindi nei mesi freddi vestitevi da giardino, non da museo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Villa Medici è la sede dell'Accademia di Francia; pochi ricordano che ci è arrivata con uno scambio immobiliare deciso da Napoleone. Nel 1793, durante la Rivoluzione, controrivoluzionari romani saccheggiarono Palazzo Mancini, allora sede dell'Accademia sul Corso. L'istituzione, legata all'Ancien Régime, fu soppressa dalla Convenzione e rimase inattiva dal 1793 al 1795. Nel 1803 riaprì a Villa Medici: la residenza di Ferdinando, trascurata dai granduchi di Toscana nel Settecento, passò a Napoleone, che la ottenne in cambio di Palazzo Mancini.
Da allora il Prix de Rome si arricchisce: il premio di composizione musicale nel 1803, quello di calcografia nel 1804. Un altro dettaglio poco citato riguarda i nomi celebri: François Boucher, Jean-Honoré Fragonard e Jacques-Louis David furono borsisti dell'Accademia nel Settecento, quindi nelle sedi precedenti, non a Villa Medici. È un errore frequente anche nelle guide.
E un terzo fatto: il concorso si aprì alle donne soltanto all'inizio del Novecento. Tra le prime vincitrici ci furono la scultrice Lucienne Heuvelmans nel 1911, la compositrice Lili Boulanger nel 1913 e la pittrice Odette Pauvert nel 1925. Oggi il Prix de Rome non esiste più nella forma antica: dal 1971 le residenze sono aperte a tutte le discipline, e Sole Nero ne è la dimostrazione, visto che nasce dalla ricerca di uno storico dell'arte borsista nel 2023-2024.
La foto giusta da fare a Picabia, Morellet e Sole Nero a Villa Medici — le mostre dal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027
La foto che porto a casa ogni volta è la facciata interna della villa vista dal giardino. Ammannati la trasformò in una vetrina di marmi antichi: sulla parete sono murati rilievi romani come Apollo, Minerva e le Muse, della fine del II o dell'inizio del III secolo, ed Ercole e il leone di Nemea, del III secolo. Mettetevi in fondo al prato, con la facciata intera nell'inquadratura, e aspettate che la guida si sposti: il contrasto tra la facciata severa sulla città e quella fiorita sul giardino è il segreto architettonico della villa.
La seconda foto è dal belvedere, con i tetti e le cupole del centro davanti. È la vista che la villa stessa usa nelle sue pagine, e con ragione. In autunno la luce del primo pomeriggio arriva radente e toglie la foschia estiva: la visita delle 15.30 è quella giusta.
La terza è per chi viene per Morellet: il neon nella loggia di Balthus, con le pareti dipinte dal pittore negli anni Sessanta dietro i tubi luminosi. Due epoche di sperimentazione francese a Roma nella stessa immagine. Prima di scattare chiedete alla guida se le fotografie sono consentite in quello spazio, perché le regole possono cambiare da sala a sala. E se passate da Re di Roma, il mosaico di Morellet in stazione merita una foto dritta, frontale, senza persone: è geometria pura.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Nel 410 i Visigoti di Alarico saccheggiano Roma; poco dopo l'imperatore Onorio sceglie questo colle per un palazzo con cui riaffermare la propria autorità sulla città. Nel 1999 gli scavi dell'École française de Rome sotto il piazzale della villa ne ritrovano i resti.
Nel 1576 il cardinale Ferdinando de' Medici acquista la villa e avvia i lavori di Ammannati; nel 1587 diventa granduca di Toscana e il cantiere si interrompe. La villa resta ai Medici: nel 1633 è la residenza dell'ambasciatore del granducato di Toscana a Roma.
Nel 1633 arriva Galileo Galilei, convocato dall'Inquisizione. Secondo la ricostruzione del Museo Galileo di Firenze, lo scienziato fu ospite a Villa Medici dell'ambasciatore toscano Francesco Niccolini: di fatto un prigioniero, ma trattato con riguardo. Dopo il primo interrogatorio fu trattenuto negli appartamenti del procuratore fiscale del Sant'Uffizio; dopo la confessione del suo presunto errore di stile poté tornare a Villa Medici, ancora segregato ma tra amici, prima della condanna.
Nel 1793 il saccheggio di Palazzo Mancini chiude temporaneamente l'Accademia; nel 1803 la riapertura a Villa Medici. Nel 1961 Malraux nomina direttore Balthus, che cambia il volto della villa. Sotto la sua direzione passano mostre su Rodin, Courbet, Giacometti (1970) e Braque (1972); nel 1982 la villa ospita Picasso e il Mediterraneo. Nel 1971 la riforma del Prix de Rome apre le residenze a tutte le discipline. Nel 2022 parte il programma Réenchanter la Villa Médicis, e lo stesso anno il ciclo sugli elementi di cui Sole Nero è il terzo capitolo.
Chi è passato da Picabia, Morellet e Sole Nero a Villa Medici — le mostre dal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027
Galileo Galilei, nel 1633, come ospite forzato dell'ambasciatore di Toscana in attesa del processo. Diego Velázquez, che dipinse due piccole vedute dei giardini della villa oggi al Prado: gli studiosi discutono se risalgano al primo viaggio in Italia, 1629-1630, quando alcuni documenti lo indicano residente alla villa, o al secondo, 1649-1650. Una ricerca di Enriqueta Harris del 1981 collega il portale sbarrato dipinto in una delle due tele ai lavori di restauro della grotta documentati nel 1649, e fa propendere per la seconda data. Sono tele dipinte dal vero, all'aperto, con due secoli di anticipo sugli impressionisti.
Jean-Auguste-Dominique Ingres, pittore e poi direttore dell'Accademia dal 1835 al 1841. Guillaume Guillon-Lethière, pittore nato in Guadalupa da madre schiava, direttore dal 1807 al 1816. La compositrice Lili Boulanger, Prix de Rome nel 1913, fotografata nel 1916 davanti alla porta dell'atelier della scultrice Lucienne Heuvelmans. Balthus, direttore dal 1961, le cui pareti fanno oggi da sfondo alle opere di Morellet.
E poi i contemporanei. Lo stesso François Morellet, esposto qui nel 2017 durante il festival Ouvert la nuit, con l'installazione Lamentable ø 8m20 bleu fotografata allora da Daniele Molajoli. Morad Montazami, borsista nel 2023-2024 e oggi curatore di Sole Nero. Alessandro Gallicchio, borsista nel 2024-25 e oggi direttore del dipartimento di Storia dell'arte. Tra gli artisti di Sole Nero, Ismaïl Bahri e Thu-Van Tran sono ex residenti della villa. Villa Medici è anche questo: una casa in cui si torna.
Come arrivare a Villa Medici
Villa Medici si trova in viale della Trinità dei Monti 1, sul Pincio, sopra Piazza di Spagna; la villa indica la metro A, fermata Spagna, e il minibus 119, fermata Trinità dei Monti.
In metro
La linea A ferma a Spagna. Si esce su Piazza di Spagna, si sale la scalinata fino alla chiesa e si prende a sinistra il viale della Trinità dei Monti, verso il Pincio. La villa è a pochi minuti dalla chiesa di Trinità dei Monti. Chi vuole vedere anche il mosaico di Morellet resta sulla stessa linea fino a Re di Roma.
In autobus
Il minibus 119 ferma a Trinità dei Monti, in cima alla scalinata, a pochi passi dal cancello della villa. Per le altre linee e i biglietti del trasporto pubblico si può consultare la nostra guida su come muoversi a Roma.
A piedi
Il modo migliore è arrivare a piedi da Piazza di Spagna, salendo la scalinata fino a Trinità dei Monti, oppure da Piazza del Popolo passando per le rampe del Pincio. Il viale della Trinità dei Monti collega i due punti in piano, con la città a destra e i giardini a sinistra.
In auto
Villa Medici non ha un parcheggio pubblico. Il consiglio è netto: lasciate l'auto altrove e arrivate con la metro.
Biglietti, riduzioni e gratuità per le mostre di Villa Medici
Le mostre di Villa Medici dell'autunno 2026 hanno due tariffe: 18 euro intero e 15 ridotto per la visita guidata, che comprende Morellet, Picabia e l'accesso alle mostre temporanee; per Sole Nero da sola 15 e 12 euro con biglietto aperto, 12 e 10 euro con biglietto a data fissa.
Chi paga il ridotto
Il ridotto vale per i minori di 25 anni, per chi cerca lavoro con documentazione e per i borsisti e membri delle accademie straniere a Roma.
Chi entra gratis
Entrano gratis i minori di 18 anni, i giornalisti, le persone con disabilità con un accompagnatore, i titolari di tessera ICOM o ICOMOS, i titolari della Carte Culture del Ministero della Cultura francese con accompagnatore, gli artisti professionisti delle arti grafiche, plastiche e fotografiche con il certificato annuale dell'ente francese di affiliazione, i borsisti e il personale della Casa de Velázquez di Madrid e della Villa Kujoyama di Kyoto, i membri e il personale dell'École française de Rome. Riduzioni e gratuità si ottengono presentando un documento valido.
Le tessere della villa
Le tessere SOLO, DUO e TRIBU danno accesso illimitato alle mostre temporanee e ai luoghi storici, con tariffe speciali per gli eventi e sconti al bookshop. Per un romano che torna più volte in un anno sono la scelta economica.
Accessibilità di Villa Medici
Villa Medici è un monumento storico e ha limiti architettonici: i giardini e gli appartamenti storici si raggiungono solo con scale e la villa non ha ascensori aperti al pubblico. I giardini sono accessibili tramite una rampa di 96 metri con pendenza dell'11,5 per cento; le sale espositive lo sono in parte, tre su otto; gli appartamenti storici di Ferdinando de' Medici e la sala cinema Michel Piccoli non sono accessibili. Questo significa, in concreto, che la Sala delle Muse, dove si trova il dipinto di Morellet, è fuori portata per chi usa la sedia a rotelle. La villa chiede alle persone con mobilità ridotta di contattarla in anticipo, tramite il modulo sul sito, per organizzare la visita nelle condizioni migliori. Le persone con disabilità e i loro accompagnatori entrano gratuitamente a visite e mostre.
Villa Medici con i bambini
Villa Medici organizza ogni domenica alle 10.30 una visita per famiglie, un'ora e mezza in italiano o francese, per bambini dai 5 agli 11 anni accompagnati da un adulto.
La visita dei piccoli esploratori
Con quaderno e matita, bambini e genitori cercano nella villa gli animali e le creature fantastiche nascosti nel bronzo, nel marmo e nella pittura; il percorso prevede giochi, indagini e sfide creative. È un ottimo modo per fare la visita storica con i bambini senza annoiarli.
Sole Nero e i più piccoli
Sole Nero è una mostra adulta per temi e ritmo, con video lunghi e testi impegnativi. Con bambini piccoli conviene dividersi: un adulto con loro in giardino, l'altro in mostra. I passeggini non sono ammessi, quindi per i più piccoli serve il marsupio. I minori di 18 anni entrano gratis.
Cosa c'è intorno a Villa Medici
Villa Medici è il punto di passaggio tra il Tridente e Villa Borghese, e si presta a una mezza giornata che unisce mostra e passeggiata.
Trinità dei Monti e Piazza di Spagna
A pochi passi c'è la chiesa di Trinità dei Monti, con la scalinata che scende verso Piazza di Spagna. Ai piedi della scalinata la Keats-Shelley House ricorda i poeti romantici inglesi; da lì parte via dei Condotti.
Il Pincio e Villa Borghese
Proseguendo sul viale si arriva al Pincio, con la terrazza sopra Piazza del Popolo e l'obelisco del Pincio, e poi a Villa Borghese. Chi ha ancora energia può chiudere la giornata alla Galleria Borghese.
Piazza del Popolo
Scendendo dalle rampe del Pincio si arriva a Piazza del Popolo e a Santa Maria del Popolo. Per chi ha appena visto un'intera mostra sul petrolio e la modernità, tornare al Seicento è un ottimo modo per riprendere fiato.
Tutte le informazioni sulla sede, anche fuori dal periodo delle mostre, sono nella nostra scheda su Villa Medici e l'Accademia di Francia.
Dove mangiare vicino a Villa Medici
Villa Medici non ha una caffetteria aperta al pubblico: prima o dopo la visita bisogna uscire. La zona offre scelte molto diverse per prezzo e qualità. Intorno a Piazza di Spagna e nelle strade del Tridente ci sono bar storici, enoteche e ristoranti, con prezzi da zona turistica e da vie della moda; più si scende verso via del Corso e le traverse, più l'offerta si fa varia. Per una pausa veloce funzionano i bar lungo le vie tra Spagna e il Corso, dove si pranza in piedi con un tramezzino o un supplì. Per un pranzo seduti meglio scegliere le traverse meno battute, verso via della Croce o via di Ripetta, dove le trattorie romane convivono con le enoteche. Chi preferisce il verde può portare qualcosa da mangiare a Villa Borghese, poco più avanti lungo il viale: in fondo è l'idea di Morellet, il picnic romano preso alla lettera. Vale sempre la stessa regola: diffidate dei menu turistici esposti fuori con le foto dei piatti, e chiedete il conto prima di ordinare il secondo giro di caffè in piazza.
Roma tra ottobre e gennaio: quando andare a Villa Medici
Le mostre di Villa Medici coprono l'autunno e l'inizio dell'inverno romano, dal 9 ottobre al 18 gennaio, e la stagione cambia molto la visita.
Ottobre
Il mese migliore. Le giornate sono ancora lunghe abbastanza per le visite pomeridiane e la luce sui giardini è la più bella dell'anno. È anche il mese degli eventi collaterali: l'incontro con Anne Berest e Arnauld Pierre il 13 ottobre e il concerto del 23 ottobre.
Novembre e dicembre
A novembre il giardino è spesso bagnato: scarpe comode e ombrello. Dicembre porta a Piazza di Spagna la folla dello shopping natalizio; la villa è chiusa il 25 dicembre ma aperta negli altri festivi, ed è un'uscita culturale adatta ai giorni tra Natale e Capodanno, purché non sia martedì.
Gennaio
La mostra chiude domenica 18 gennaio 2027. Le ultime settimane sono in genere le più affollate per ogni mostra: se potete, andate in un giorno feriale della prima metà del mese, e prenotate la visita guidata in anticipo.
Come organizzare la visita alle tre mostre di Villa Medici
Chi vuole vedere Sole Nero, Morellet e Picabia nella stessa giornata deve prevedere circa tre ore alla villa: un'ora e mezza di visita guidata, almeno un'ora per Sole Nero, il tempo per il bookshop.
La mezza giornata
Arrivo in metro a Spagna verso le 10.30, salita della scalinata, visita guidata in italiano alle 11, Sole Nero dalle 12.30, pranzo nel Tridente, pomeriggio a Villa Borghese o a Piazza del Popolo. È il programma consigliato per chi ha una sola mattina.
Due visite in due giorni
Chi abita a Roma può separare le cose: Sole Nero con il biglietto aperto, che vale in qualsiasi data, in un pomeriggio tranquillo; la visita guidata in un altro giorno, magari la sera del 13 ottobre, quando l'apertura delle porte alle 17.30 permette di vedere la mostra di Morellet nella loggia Balthus prima dell'incontro.
Con una guida privata
Per un gruppo aziendale o una famiglia che vuole una visita su misura del Pincio, del Tridente e delle mostre, la villa offre visite dedicate ai gruppi, e una guida esterna può costruire la giornata intorno: prima Trinità dei Monti e la storia del colle, poi la villa, poi Villa Borghese.
Domande frequenti sulle mostre di Villa Medici
Quando sono le mostre di Villa Medici nell'autunno 2026?
Le mostre di Villa Medici Sole Nero, François Morellet picnic romano e Francis Picabia Paesaggio sono aperte dal 9 ottobre 2026 al 18 gennaio 2027. Le pagine delle mostre indicano l'orario dalle 10 alle 19, ultimo ingresso alle 18.30, con chiusura il martedì. La villa è chiusa il 25 dicembre e aperta negli altri giorni festivi.
Quanto costa il biglietto per Sole Nero a Villa Medici?
Il biglietto di Sole Nero a Villa Medici costa 15 euro intero e 12 ridotto nella versione aperta, valida in qualsiasi data, oppure 12 euro intero e 10 ridotto con data fissa scelta al momento della prenotazione. I minori di 18 anni entrano gratis. Il ridotto vale per i minori di 25 anni e per chi cerca lavoro.
Come si vedono le opere di Morellet e il quadro di Picabia a Villa Medici?
Le opere di François Morellet e il Paesaggio di Francis Picabia a Villa Medici si vedono soltanto con la visita guidata della villa, che dura un'ora e mezza e costa 18 euro intero e 15 ridotto. Le visite in italiano partono alle 11, alle 15.30 e alle 17.30, tutti i giorni tranne il martedì.
Con il biglietto della visita guidata posso vedere anche Sole Nero?
Sì: secondo Villa Medici il biglietto della visita guidata dà accesso alle mostre temporanee della villa, quindi comprende anche Sole Nero. Conviene scegliere una visita del mattino o delle 15.30, perché le sale espositive chiudono alle 18.30 e dopo la visita delle 17.30 non c'è tempo per la collettiva.
Come si arriva a Villa Medici con i mezzi?
Villa Medici, in viale della Trinità dei Monti 1, si raggiunge con la metro A, fermata Spagna, o con il minibus 119, fermata Trinità dei Monti. Dalla piazza si sale la scalinata e si prosegue a sinistra verso il Pincio. La villa non ha un parcheggio pubblico.
Villa Medici è accessibile in sedia a rotelle?
Villa Medici è accessibile solo in parte: i giardini si raggiungono con una rampa di 96 metri, tre sale espositive su otto sono accessibili, mentre gli appartamenti storici di Ferdinando de' Medici e la sala cinema non lo sono. Non ci sono ascensori aperti al pubblico; la villa chiede di contattarla prima della visita.
Si può entrare a Villa Medici con zaino o passeggino?
A Villa Medici non sono ammessi passeggini, borse voluminose, valigie, caschi da moto o bici e animali, e non esiste guardaroba né deposito bagagli. Si entra con una borsa piccola. Chi viaggia con un bambino piccolo deve prevedere il marsupio.
Cos'è l'incontro del 13 ottobre a Villa Medici su Morellet e Picabia?
L'incontro del 13 ottobre 2026 a Villa Medici riunisce la scrittrice Anne Berest, pronipote di Picabia, e lo storico dell'arte Arnauld Pierre, dalle 18.30 alle 19.30 nel Grand Salon. L'ingresso è gratuito con prenotazione, in francese con traduzione italiana; le porte aprono alle 17.30 con accesso alla mostra di Morellet nella loggia Balthus.
Se dovessi scegliere una sola delle tre mostre, prenderei la visita guidata: porta Morellet e Picabia nelle stanze del cardinale, e apre anche la porta di Sole Nero. Ma il consiglio più importante è un altro: non trattate Villa Medici come una sosta tra la scalinata e il Pincio. Datele una mattina intera, arrivate presto, e uscite dal cancello con la città ai vostri piedi. Poche sedi a Roma tengono insieme duemila anni di storia e l'arte di domani con la stessa naturalezza.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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