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Rione Campo Marzio: cosa vedere

In breve. Il Rione Campo Marzio, rione IV di Roma, si gira a piedi liberamente e senza biglietto: piazza del Popolo, piazza di Spagna, la Scalinata di Trinità dei Monti, via del Corso nel tratto nord e il Pincio sono spazi pubblici aperti a tutti.

Il Rione Campo Marzio, rione IV di Roma, si gira a piedi liberamente e senza biglietto: piazza del Popolo, piazza di Spagna, la Scalinata di Trinità dei Monti, via del Corso nel tratto nord e il Pincio sono spazi pubblici aperti a tutti. Si paga per entrare nei musei, come l'Ara Pacis, 14 euro l'intero secondo il sito del museo, e la Casa di Goethe. Il Mausoleo di Augusto invece è chiuso: la Sovrintendenza Capitolina scrive che dal 6 giugno 2022 ingresso e visite sono sospesi.

Il rione occupa il triangolo più noto del centro, fra il Tevere, le Mura aureliane e la collina del Pincio. Secondo il portale turistico di Roma Capitale il nome ricorda la pianura consacrata al dio Marte e usata per le esercitazioni militari, e lo stemma è una mezzaluna d'argento in campo azzurro. Dentro i confini ci sono le tre strade del Tridente, via Margutta, via dei Condotti, Villa Medici, Santa Maria del Popolo, Trinità dei Monti, l'Ara Pacis e il Mausoleo.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sulla pagina del rione del portale turistico di Roma Capitale, sul sito della Sovrintendenza Capitolina per il Mausoleo di Augusto, sul sito del Museo dell'Ara Pacis, su quelli di Villa Medici, della Casa di Goethe e della chiesa di Trinità dei Monti. Chiese e musei hanno regole d'ingresso proprie, che cambiano con le stagioni, le mostre e le celebrazioni. Per le chiusure straordinarie dei luoghi comunali il riferimento è lo 060608, il contact center di Roma Capitale.

La terrazza del Pincio vista da piazza del Popolo
La terrazza del Pincio vista da piazza del Popolo. Foto di Krzysztof Golik, licenza CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Dove: rione IV Campo Marzio, fra piazzale Flaminio, il lungotevere, via del Cancello, piazza San Lorenzo in Lucina, via Frattina, piazza Mignanelli, via di Porta Pinciana e viale del Muro Torto.
  • Strade e piazze: accesso libero e gratuito, compresa la Scalinata di Trinità dei Monti, il Pincio è un giardino pubblico comunale senza biglietto.
  • Ara Pacis: tutti i giorni 9.30-19.30, ultimo ingresso un'ora prima, 14 euro l'intero, gratis per i residenti a Roma e nella Città metropolitana.
  • Mausoleo di Augusto: chiuso dal 6 giugno 2022 secondo la Sovrintendenza Capitolina, si guarda da piazza Augusto Imperatore.
  • Villa Medici: solo visita guidata, chiusa il martedì, 18 euro l'intero, prenotazione sul sito dell'Accademia di Francia.
  • Chiese: ingresso libero, visite sospese durante le celebrazioni, orari da chiedere a ogni chiesa.
  • Informazioni sui luoghi comunali: 060608, tutti i giorni dalle 9 alle 19.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

I confini ufficiali, secondo il portale turistico di Roma Capitale, partono da piazzale Flaminio e seguono via Luisa di Savoia, lungotevere Arnaldo da Brescia, lungotevere in Augusta, piazza del Porto di Ripetta e lungotevere Marzio. Poi il limite entra nel centro per via del Cancello, via dei Portoghesi, via della Stelletta, piazza Campo Marzio, via degli Uffici del Vicario, via di Campo Marzio e piazza San Lorenzo in Lucina, e risale per via Frattina fino a piazza Mignanelli.

Da piazza Mignanelli il confine segue via dei Due Macelli, via Capo le Case, via Francesco Crispi, via di Porta Pinciana e viale del Muro Torto, fino a chiudere di nuovo su piazzale Flaminio. Il rione tocca quindi a nord le Mura aureliane, a ovest il Tevere, a est la collina del Pincio. A sud confina con i rioni Colonna, Sant'Eustachio e Ponte, dall'altra parte del fiume c'è Prati. È una forma a ventaglio che si apre da piazza del Popolo verso il centro.

Dentro questo ventaglio ci sono piazza del Popolo con la Porta del Popolo e Santa Maria del Popolo, il Pincio, Villa Medici, Trinità dei Monti e piazza di Spagna. Sul lato del fiume si trovano l'Ara Pacis e il Mausoleo di Augusto. Il portale turistico elenca tutti questi luoghi nella pagina del rione IV.

Alcuni luoghi che molti attribuiscono al rione si trovano invece sul limite. La Basilica di San Lorenzo in Lucina dà il nome alla piazza su cui passa il confine meridionale, e le fonti enciclopediche non la elencano fra le chiese del rione. Lo stesso vale per Santa Maria in Campo Marzio, che porta il nome del rione ma sorge dalla parte di piazza Campo Marzio, e per Sant'Andrea delle Fratte, poco a sud del confine.

Via del Corso attraversa il rione solo nella parte nord, da piazza del Popolo fino all'altezza di via Frattina e di San Lorenzo in Lucina. Più a sud la strada fa da confine fra Colonna e Trevi. Chi arriva da piazza Colonna risalendo il Corso entra quindi nel Campo Marzio solo dopo qualche centinaio di metri. Il criterio pratico è semplice: tutto quello che si vede da piazza del Popolo, dalla Scalinata e dal Pincio appartiene al rione IV.

Una curiosità sul Rione Campo Marzio

Il nome indica un luogo che oggi sarebbe irriconoscibile. Il portale turistico di Roma Capitale ricorda che la pianura fu consacrata a Marte e usata per le esercitazioni militari, cioè uno spazio aperto fuori dalla città, fra il Tevere e le colline. In epoca antonina, scrive la stessa fonte, l'area conobbe un enorme sviluppo edilizio, con templi, teatri, portici, stadi e terme, documentato dalla Forma Urbis, la pianta marmorea voluta da Settimio Severo all'inizio del III secolo.

Il Campo Marzio antico era molto più grande del rione di oggi. Comprendeva anche l'area di Largo Argentina, il Pantheon e piazza Navona, che oggi appartengono ad altri rioni. Il rione IV ne conserva il nome ma copre soltanto la parte settentrionale della pianura, quella dove Augusto costruì il suo sepolcro e il Senato fece erigere l'Ara Pacis. Chi cerca il Campo Marzio archeologico lo trova sparso in mezzo centro storico.

Seconda curiosità: la mezzaluna dello stemma. Il portale turistico la descrive come una mezzaluna d'argento in campo azzurro, e non spiega da dove venga il simbolo. Le fonti consultate non danno una spiegazione documentata, e le interpretazioni che circolano restano ipotesi. Più utile, per chi cammina, è ricordare il nome antico del rione, Campo Marzo, che le fonti enciclopediche registrano ancora nell'Ottocento accanto alla forma attuale.

C'è poi un dettaglio che riguarda il fiume. Il rione arriva fino al Tevere, ma il Tevere di oggi, chiuso fra i muraglioni, è un fiume diverso da quello che conoscevano i romani prima del 1870. Le fonti enciclopediche ricordano che dopo l'Unità furono costruiti i muraglioni, e che nel 1902, con il ponte Cavour, sparì il porto di Ripetta. La piazza del Porto di Ripetta, citata fra i confini ufficiali del rione, conserva il nome di un approdo che non esiste più.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Rione Campo Marzio

La posizione contraria, a nostro giudizio, riguarda piazza di Spagna. È la piazza più fotografata del rione, e fra le più sopravvalutate come luogo in cui fermarsi. Nelle ore centrali della giornata la piazza è un corridoio affollato, la Barcaccia è circondata da persone in fila per la foto e la Scalinata funziona più come passaggio che come luogo di sosta. Chi ci arriva a mezzogiorno vede soprattutto la folla, e se ne va convinto di aver visto piazza di Spagna.

La Scalinata va trattata per quello che è: un monumento del Settecento in travertino, restaurato due volte negli ultimi trent'anni, non una gradinata da stadio. Il portale turistico di Roma Capitale racconta che le balaustre furono pensate come punti di sosta e di godimento del paesaggio, e il valore del monumento è la salita. Il punto giusto per guardare la piazza è in alto, sul sagrato di Trinità dei Monti, all'alba o dopo il tramonto, quando la folla si dirada e la prospettiva di via dei Condotti si apre.

Seconda cosa poco detta: la parte più interessante del rione è quella meno battuta. Il Pincio, la salita di viale della Trinità dei Monti verso Villa Medici, via di Ripetta verso l'Ara Pacis e piazza Augusto Imperatore offrono più storia e meno calca del tratto fra la Barcaccia e via dei Condotti. Il rione si capisce se lo si attraversa da nord a sud o dal fiume alla collina, non se lo si riduce a un selfie ai piedi della Scalinata.

Che cosa si può fare sulla Scalinata e in piazza di Spagna?

Le regole di comportamento nel centro storico vengono dal Regolamento di polizia urbana di Roma Capitale, entrato in vigore il 13 giugno 2019 secondo il portale turistico del Comune. La notizia ufficiale riassume così i punti principali: divieto di bagnarsi nelle fontane storiche e di farne un uso improprio, salvo il lancio delle monetine in alcune fontane come quella di Trevi, e tutela speciale del decoro nel sito UNESCO, l'area della città dichiarata Patrimonio dell'Umanità, oltre che vicino a scuole, musei e parchi.

Per chi viola il regolamento, sempre secondo il portale turistico, sono previste sanzioni, fra cui l'allontanamento da alcune aree per 48 ore e, in caso di recidiva, il divieto di accesso noto come Daspo urbano. La sintesi ufficiale del Comune non elenca in modo puntuale le regole su sedersi o mangiare sulla Scalinata. Chi vuole conoscerle nel dettaglio deve leggere il testo integrale del regolamento sul sito istituzionale di Roma Capitale, o chiedere allo 060608.

Il buon senso aiuta più delle multe. La Barcaccia è una fontana storica: non ci si bagna, non ci si siede sul bordo con i piedi nell'acqua, non la si usa come tavolo. La Scalinata è un monumento restaurato con fondi privati nel 2015 e 2016, riaperto il 22 settembre 2016 secondo il portale turistico: niente cibo appoggiato sui gradini, niente bottiglie, niente valigie trascinate sui travertini. Per il pranzo esistono panchine e giardini pubblici al Pincio, a pochi minuti di salita.

Il consiglio che ti do per visitare il Rione Campo Marzio

Il consiglio è entrare da nord, da piazzale Flaminio e dalla Porta del Popolo, e scendere verso sud. Si comincia con Santa Maria del Popolo, si attraversa la piazza fino alle due chiese gemelle, si sale al Pincio per la terrazza e si prosegue sul viale fino a Villa Medici e a Trinità dei Monti. Da lì si scende la Scalinata, invece di salirla, e si arriva in piazza di Spagna con la prospettiva giusta davanti agli occhi.

Il secondo tempo della passeggiata va verso il fiume. Da piazza di Spagna si prende via del Babuino o via della Croce, si attraversa via del Corso e si scende lungo via di Ripetta fino all'Ara Pacis e a piazza Augusto Imperatore. Qui il rione cambia volto: meno negozi, più pietra antica, la teca del museo e il grande tamburo del Mausoleo. Chi ha ancora energie può chiudere al lungotevere, guardando il Tevere dal parapetto.

Sull'orario conviene essere netti. Piazza di Spagna e la Scalinata vanno viste prima delle nove o dopo il tramonto. Il Pincio rende meglio nel tardo pomeriggio, con il sole che scende dietro San Pietro. Le chiese si visitano fuori dagli orari delle messe, e a Trinità dei Monti il mercoledì apre solo a mezzogiorno. I musei conviene prenotarli in anticipo, soprattutto l'Ara Pacis nei fine settimana di mostra e Villa Medici, che si visita soltanto con i turni guidati.

Un'ultima indicazione riguarda le chiese con opere famose. A Santa Maria del Popolo le due tele di Caravaggio si trovano nella Cappella Cerasi, e sono il motivo per cui molti visitatori entrano in chiesa soltanto per pochi minuti. Il portale turistico non pubblica gli orari della basilica e rimanda al telefono 06 45675909 e al sito degli Agostiniani. Conviene chiamare prima, soprattutto la domenica e nei giorni festivi, e rispettare le celebrazioni in corso senza girare fra i banchi.

Quanto costa e che cosa va prenotato?

Il rione si attraversa gratis, e la maggior parte di quello che si vede è all'aperto o in chiese a ingresso libero. Si paga per i musei. La tabella riassume orari e tariffe pubblicati dai gestori dei luoghi principali alla data di verifica indicata in apertura. Le chiese non sono in tabella perché hanno orari propri, spesso non pubblicati in modo completo, e le visite vengono sospese durante le celebrazioni. Il Mausoleo di Augusto è chiuso.

LuogoOrariBiglietto intero
Museo dell'Ara Pacistutti i giorni 9.30-19.30, ultimo ingresso un'ora prima, chiuso 1 maggio e 25 dicembre14 euro, ridotto 8,50 euro, gratis per residenti e MIC card
Casa di Goethemartedì-domenica 10-18, ultimo ingresso 17.30, chiuso il lunedì6 euro, ridotto 5 euro, gratis sotto i 10 anni
Villa Medicisolo visite guidate, chiusa il martedì, in italiano alle 11, 15.30 e 17.3018 euro, ridotto 15 euro, gratis sotto i 18 anni
Mausoleo di Augustochiuso dal 6 giugno 2022nessun biglietto in vendita

Per l'Ara Pacis il canale ufficiale è la pagina biglietti e videoguide del Museo dell'Ara Pacis, che rimanda alla vendita online dei Musei in Comune, allo 060608 e alla biglietteria del museo, con contanti o carta. Fino al 4 ottobre 2026 è aperta la mostra su Robert Mapplethorpe, con un biglietto cumulativo da 23 euro per i non residenti. Fino al 31 dicembre 2026 c'è anche l'esperienza multimediale L'Ara si rivela, a 15 euro. I biglietti comprati in anticipo non sono rimborsabili.

Per Villa Medici il canale è la pagina visite dell'Accademia di Francia, con prenotazione online. La visita dura circa un'ora e mezza e comprende giardini e appartamenti storici, con turni in italiano, francese, inglese, spagnolo e lingua dei segni. Per la Casa di Goethe il riferimento è il sito del museo, che indica anche le visite guidate per gruppi, a 40 euro, e il telefono 06 32650412.

Per i musei del rione il canale del gestore resta il più affidabile, e per le chiese non esiste un biglietto. Chi ha la MIC card entra gratis all'Ara Pacis secondo il sito del museo. I residenti a Roma e nella Città metropolitana entrano gratis nel museo presentando un documento d'identità. Per gli altri musei del rione le riduzioni sono quelle indicate da ciascun gestore sulla propria pagina.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che la Scalinata si chiami di Trinità dei Monti e non di piazza di Spagna lo sanno in molti. Pochi sanno che il numero dei gradini non è pacifico. Il portale turistico di Roma Capitale descrive undici rampe da dodici scalini ciascuna, cioè 132 gradini, mentre la nostra pagina su piazza di Spagna ne indica 135. Le fonti non concordano, e la differenza dipende probabilmente da come si contano pianerottoli e soglie. Contarli salendo resta un buon esercizio.

Anche l'origine del denaro è raccontata in modi diversi. Il portale turistico scrive che la scalinata fu realizzata fra il 1723 e il 1726 da Francesco De Sanctis su commissione del cardinale Pierre Guérin de Tencin, e inaugurata da papa Benedetto XIII durante il Giubileo del 1725. La nostra pagina sulla chiesa ricorda che fu finanziata soprattutto dal lascito del diplomatico francese Étienne Gueffier, e che il mito di un grande contributo reale francese non è documentato.

Il terzo fatto riguarda la Barcaccia. Il portale turistico la attribuisce a Pietro Bernini e la data fra il 1626 e il 1629, con i due grandi stemmi di Urbano VIII con le tre api e l'acqua che esce da finte bocche di cannone. La nostra pagina su piazza di Spagna la assegna a Pietro e Gian Lorenzo Bernini insieme. Tutte e due le fonti concordano sul nome: ricorda le barche che scendevano il Tevere fino al vicino porto di Ripetta.

La foto giusta da fare al Rione Campo Marzio

La foto che racconta il rione si fa dalla terrazza del Pincio, sul piazzale Napoleone I, guardando piazza del Popolo dall'alto. Si vedono l'ellisse della piazza disegnata da Valadier, l'obelisco Flaminio al centro, le due chiese gemelle all'imbocco del Tridente e, sullo sfondo, la cupola di San Pietro. La luce giusta è quella del tardo pomeriggio, con il sole basso verso il Vaticano. Un obiettivo grandangolare aiuta a tenere dentro tutta la piazza.

La seconda immagine è la Scalinata vista dall'alto, dal sagrato di Trinità dei Monti, con la Barcaccia in fondo e via dei Condotti che si allunga verso il Corso. Funziona all'alba, quando i gradini sono quasi vuoti, e da metà aprile a metà maggio, quando secondo il portale turistico la scalinata ospita la mostra tradizionale delle azalee, con circa 450 esemplari di azalee. Da sotto, la foto frontale della scalinata piena di gente dice poco del monumento.

Terza scelta, meno ovvia: il Mausoleo di Augusto da piazza Augusto Imperatore, con le rampe della piazza riaperta e il tamburo di pietra al centro. È la Roma augustea in mezzo agli edifici degli anni Trenta. Per chi ama i dettagli, invece, la teca di Meier riflessa nel Tevere dal lungotevere in Augusta. Nelle strade del Tridente le persone vanno lasciate fuori dall'inquadratura o riprese con il loro consenso, e nelle chiese le foto seguono le regole del rettore.

Come si arriva e come ci si muove nel rione?

La metropolitana serve i due estremi del rione. La fermata Spagna della linea A, indicata anche dal sito della Keats-Shelley House, porta direttamente in piazza di Spagna. A nord la stazione Flaminio della stessa linea si trova sul piazzale omonimo, fuori dalla Porta del Popolo. Linee di autobus e percorsi del giorno vanno verificati con il calcolatore di ATAC o chiamando lo 060608, perché deviazioni e lavori cambiano spesso le fermate del centro storico.

Dentro il rione ci si muove a piedi. Buona parte delle strade del Tridente è pedonale o a traffico limitato, e le distanze sono brevi: da piazza del Popolo a piazza di Spagna si percorre via del Babuino in pochi minuti, e da piazza di Spagna all'Ara Pacis si scende per via dei Condotti, si attraversa il Corso e si prosegue verso il fiume. Il tratto più faticoso è la salita al Pincio, con rampe e scalinate da piazza del Popolo.

In auto il rione è sconsigliato. I parcheggi su strada sono scarsi, e le regole di accesso dei veicoli al centro storico vanno verificate con Roma Capitale o allo 060608 prima di partire. Chi cammina con difficoltà deve sapere che la Scalinata è fatta solo di gradini, e che il Pincio da piazza del Popolo si raggiunge con rampe in salita. Il portale turistico rimanda alla sezione Roma accessibile per le informazioni sull'accessibilità della Scalinata. All'Ara Pacis l'accesso va verificato con lo 060608.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Nel 28 avanti Cristo, di ritorno dall'Egitto dopo la vittoria di Azio, Augusto fece costruire il suo mausoleo nella parte settentrionale del Campo Marzio, secondo la Sovrintendenza Capitolina. Il 4 luglio del 13 avanti Cristo il Senato decise di erigere l'Ara Pacis, per celebrare il ritorno dell'imperatore dalle campagne in Spagna e in Gallia, e l'altare fu dedicato il 30 gennaio del 9 avanti Cristo, il giorno del compleanno di Livia, secondo la nostra pagina sul monumento.

Nel Medioevo e nel Rinascimento il rione cambiò con i papi. Nel 1099 Pasquale II fece costruire la cappella da cui nacque Santa Maria del Popolo, ricostruita fra il 1472 e il 1477. Paolo II riordinò la via Lata, l'attuale via del Corso, e Leone X aprì la via Leonina, oggi via di Ripetta, secondo le fonti enciclopediche. Nel 1576 il cardinale Ferdinando de' Medici acquistò la villa sul Pincio, e nel 1589 Sisto V fece innalzare l'obelisco in piazza del Popolo.

Il Seicento e il Settecento diedero al rione la forma che conosciamo. Le chiese gemelle di piazza del Popolo furono completate nel 1675 e nel 1678, la Scalinata fra il 1723 e il 1726. Nel 1803 Napoleone acquistò Villa Medici e vi trasferì l'Accademia di Francia. Fra il 1808 e il 1824 prese forma il giardino del Pincio, e nel 1823 Valadier sistemò al centro della piazza la nuova fontana con i leoni. L'8 dicembre 1857 fu inaugurata la Colonna dell'Immacolata.

Il Novecento lavorò sul fiume e sull'antico. Nel 1902, con il ponte Cavour, fu demolito il porto di Ripetta, secondo le fonti enciclopediche. Fra il 1937 e il 1938 l'Ara Pacis fu ricomposta e chiusa nel padiglione di Vittorio Ballio Morpurgo, sostituito fra il 2000 e il 2006 dalla teca di Richard Meier. Nel giugno 2022 il Mausoleo di Augusto è stato chiuso alle visite, e nel giugno 2025, secondo Artribune, è stata riaperta la nuova piazza Augusto Imperatore.

Chi è passato dal Rione Campo Marzio

I primi nomi sono imperiali. Augusto, che scelse questa parte della pianura per il suo sepolcro. E con lui, secondo la Sovrintendenza Capitolina, i membri della famiglia sepolti nel Mausoleo, fra cui Marco Agrippa, Livia e Tiberio. Poi i papi che hanno disegnato il rione: Pasquale II, Sisto IV, Leone X, Sisto V, Alessandro VII. E gli artisti che hanno lavorato a Santa Maria del Popolo, da Raffaello per la Cappella Chigi a Caravaggio per la Cappella Cerasi, fino a Bernini.

Poi i viaggiatori. Johann Wolfgang von Goethe arrivò a Roma il primo novembre 1786 e alloggiò in via del Corso 18, con il pittore Johann Heinrich Wilhelm Tischbein, dove oggi c'è la Casa di Goethe, secondo il sito del museo. John Keats morì nel 1821, a 25 anni, nella casa al civico 26 di piazza di Spagna, oggi Keats-Shelley House. Il portale turistico ricorda che la piazza fu anche la casa di Percy Bysshe Shelley e il centro della Roma romantica dell'Ottocento.

Villa Medici ha ospitato un elenco lungo di nomi. Galileo Galilei vi soggiornò nel 1633, durante il processo, come ospite di Ferdinando II de' Medici. Fra i vincitori del Prix de Rome ospitati dall'Accademia di Francia ci furono Jean-Auguste-Dominique Ingres, Georges Bizet e Claude Debussy. A Palazzo Ruspoli, sul Corso, nel 1859 Napoleone Carlo Bonaparte sposò la principessa Cristina Ruspoli, secondo la nostra pagina sul palazzo. Nel Novecento, infine, gli architetti Morpurgo e Meier all'Ara Pacis.

Che cosa guardare davvero in piazza del Popolo?

La piazza è la porta nord del rione e della città storica. La Porta del Popolo fu sistemata all'esterno fra il 1562 e il 1565 da Nanni di Baccio Bigio per Pio IV, e Bernini ne ridisegnò la facciata interna nel 1655 per Alessandro VII. Nel 1878 e 1879 furono abbattute le due torri laterali e aperti due fornici. Sono dati della nostra pagina sulla piazza, che conviene leggere prima di arrivare, perché sul posto i pannelli sono pochi.

Al centro c'è l'obelisco Flaminio, alto 24 metri, dell'epoca dei faraoni Ramesse II e Merenptah, innalzato nel 1589 da Sisto V. Sul lato sud le chiese gemelle, Santa Maria in Montesanto e Santa Maria dei Miracoli, volute da Alessandro VII, iniziate da Carlo Rainaldi e completate da Bernini con Carlo Fontana. Si somigliano, ma non sono identiche, e cercare le differenze fra le due cupole fa parte della visita.

La forma ellittica, con le due esedre, si deve a Giuseppe Valadier, che presentò il primo progetto nel 1793 e lavorò alla piazza dopo l'occupazione napoleonica. Nel 1823 sostituì la vecchia fontana di Giacomo Della Porta con i leoni in marmo ai quattro lati dell'obelisco. Sul lato del fiume c'è la fontana del Nettuno con i tritoni, su quello del Pincio la fontana della dea Roma, fra le statue del Tevere e dell'Aniene. Da lì partono le rampe per la collina.

Santa Maria del Popolo è la ragione principale per entrare in una chiesa del rione. Il portale turistico di Roma Capitale indica l'indirizzo in piazza del Popolo 12 e il telefono 06 45675909, e non segnala un biglietto. Dentro ci sono la Cappella Chigi, progettata da Raffaello dal 1513 e completata da Bernini negli anni Cinquanta del Seicento, e la Cappella Cerasi con le due tele di Caravaggio del 1601 circa, la Conversione di san Paolo e la Crocifissione di san Pietro.

Pincio e Villa Medici: come si sale e che cosa si vede?

Il Pincio è il primo giardino pubblico di Roma, secondo la nostra pagina sulla collina. Il progetto nacque durante l'occupazione francese, fra il 1808 e il 1814, sulla base dei disegni di Louis-Martin Berthault, e fu completato sotto il governo papale da Giuseppe Valadier intorno al 1824. Dal centro si sale con le rampe che partono dalla fontana della dea Roma in piazza del Popolo, oppure da Trinità dei Monti lungo il viale che passa davanti a Villa Medici.

Lungo i viali ci sono i busti degli italiani illustri, collocati a partire dal 1851 sotto Pio IX e arrivati a circa 228 negli anni Sessanta del Novecento. Le donne ritratte sono soltanto tre: Vittoria Colonna, santa Caterina da Siena e Grazia Deledda. Su viale dell'Orologio si trova l'orologio ad acqua, il cui meccanismo è attribuito al domenicano Giovanni Battista Embriago, sistemato nel 1873 al centro di un laghetto. Su viale dell'Obelisco c'è l'obelisco di Antinoo, portato qui nel 1822.

Villa Medici si trova in viale della Trinità dei Monti 1. Secondo la nostra pagina sulla villa, il terreno, dove si estendevano gli antichi Horti Luculliani, fu acquistato nel 1564 dai nipoti del cardinale Ricci, e nel 1576 passò al cardinale Ferdinando de' Medici, che fece completare i lavori da Bartolomeo Ammannati. Nel 1803 Napoleone vi trasferì l'Accademia di Francia, che la occupa ancora. Il Prix de Rome fu soppresso nel 1968 da André Malraux, e la villa dipende oggi dal Ministero della Cultura francese.

La visita guidata, secondo il sito dell'Accademia di Francia, porta nei giardini e negli appartamenti storici, e anche negli spazi più riservati, come lo studiolo di Ferdinando de' Medici. Dalla strada si vede soltanto il fronte verso la città, e il resto rimane dietro il muro di cinta. Senza il turno guidato il giardino resta invisibile. È il caso più chiaro, nel rione, di un luogo che dalla strada racconta pochissimo di sé, e che va prenotato con qualche giorno di anticipo.

Ara Pacis e Mausoleo di Augusto: che cosa si visita davvero?

L'Ara Pacis si visita tutti i giorni. Il museo si trova sul lungotevere in Augusta, all'angolo con via Tomacelli, ed è aperto dalle 9.30 alle 19.30 con ultimo ingresso un'ora prima, secondo il sito ufficiale. Chiude il primo maggio e il 25 dicembre. Il 24 e il 31 dicembre chiude alle 14. Per informazioni il museo indica il call center 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19, e l'indirizzo di posta del museo pubblicato sul sito.

La storia del ritrovamento è lunga. I primi frammenti vennero alla luce nel 1568 sotto Palazzo Peretti, in via in Lucina, e finirono in collezioni diverse, fra Firenze, Parigi e il Vaticano. Nel 1879 l'archeologo Federico von Duhn li riconobbe come parte dell'altare di Augusto. Lo scavo decisivo fu quello del 1937, con il congelamento del terreno, e il 23 settembre 1938 fu completata la ricomposizione dell'altare nel padiglione di Morpurgo, secondo la nostra pagina sul monumento.

Il Mausoleo di Augusto, invece, non si visita. La Sovrintendenza Capitolina scrive che dal 6 giugno 2022 è chiuso e che ingresso e visite sono sospesi. Secondo la stessa fonte aveva un diametro di circa 87 metri, il più grande mausoleo circolare conosciuto, e in cima una statua di bronzo dell'imperatore a circa 30 metri d'altezza. Il portale turistico indica invece 89 metri di diametro e 44 di altezza: le fonti non concordano sulle misure.

Nel giugno 2025, secondo Artribune, è stata riaperta piazza Augusto Imperatore, pedonale, con due grandi rampe che collegano il piano stradale al livello del Mausoleo, sotto la direzione artistica dell'architetto Francesco Cellini. La stessa rivista annunciava la conclusione della musealizzazione del Mausoleo entro la fine del 2026, con circa sette milioni di euro finanziati in gran parte da fondazioni private. La data di riapertura non risulta confermata da una fonte ufficiale: conviene controllare il sito della Sovrintendenza.

Quali chiese del rione si possono visitare?

Trinità dei Monti è affidata dal 2016 alla Comunità dell'Emmanuele, secondo il sito della chiesa, all'indirizzo di piazza Trinità dei Monti 3. È aperta dal lunedì al sabato dalle 10.15 alle 19.45, il mercoledì dalle 12, la domenica dalle 9 alle 19.30, e le visite sono sospese durante le celebrazioni. La messa feriale è alle 18.30, quella domenicale alle 9.30, in francese tranne il giovedì, quando si celebra in italiano. Il sito non indica un biglietto per la chiesa.

Dentro Trinità dei Monti la nostra pagina ricorda la Deposizione di Daniele da Volterra del 1541, le anamorfosi dipinte nel 1642 da Emmanuel Maignan e François Nicéron nel convento e la meridiana di Maignan. Fuori, sul sagrato, c'è l'obelisco Sallustiano, innalzato nel 1788 per Pio VI. Il portale turistico data la fondazione della chiesa al 1495, la nostra pagina al 1494, per volere di san Francesco di Paola: le fonti non concordano di un anno.

Lungo via del Corso si trovano due chiese che le fonti enciclopediche elencano nel rione: la Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, con la sua grande cupola sul Corso, e Gesù e Maria al Corso. Verso il fiume, vicino al Mausoleo, San Rocco all'Augusteo e San Girolamo dei Croati. Gli orari di queste chiese non risultano pubblicati nelle fonti ufficiali consultate, e vanno chiesti alle singole comunità.

In via del Babuino ci sono due chiese legate a comunità straniere, Sant'Atanasio dei Greci legata alla comunità greca, e la chiesa anglicana di All Saints, che le fonti enciclopediche collocano entrambe nel rione. Sono luoghi di culto attivi, con funzioni e orari propri. La regola vale per tutte le chiese del Campo Marzio: niente visita durante le messe, spalle e ginocchia coperte, silenzio, e le foto solo dove il rettore le permette.

Corso, Babuino, Ripetta e Margutta: che cosa cambia fra una strada e l'altra?

Il Tridente sono le tre strade che partono a ventaglio da piazza del Popolo. Al centro via del Corso, l'antica via Lata riordinata da Paolo II, che porta dritta verso piazza Venezia. A sinistra, guardando da nord, via di Ripetta, aperta da Leone X con il nome di via Leonina, che scende verso il fiume e l'Ara Pacis. A destra via del Babuino, che porta in piazza di Spagna.

Ognuna ha un carattere diverso. Il Corso è la strada dei grandi palazzi e del passeggio, affollata nei fine settimana e nel tardo pomeriggio. Via di Ripetta è più tranquilla, con l'Accademia di belle arti, che le fonti enciclopediche collocano nel rione, e il Mausoleo in fondo. Via del Babuino è la strada delle due chiese delle comunità straniere, greca e anglicana. Il consiglio è percorrerle tutte e tre, una all'andata e una al ritorno.

Fra le traverse, il portale turistico cita via Margutta, via Borgognona, via della Croce e via dei Condotti. Via Margutta corre parallela al Babuino, sotto la collina del Pincio, ed è la più raccolta. Via dei Condotti collega piazza di Spagna al Corso ed è la più affollata. In salita, oltre la Scalinata, c'è via Sistina con la Casa dei Mostri di Palazzetto Zuccari, che le fonti enciclopediche contano fra i palazzi del rione.

Quando è chiuso e che cosa non aspettarsi?

Il rione non chiude mai: strade, piazze e Scalinata sono spazi pubblici. Chiudono i musei e i giardini. L'Ara Pacis è chiusa il primo maggio e il 25 dicembre, la Casa di Goethe il lunedì, Villa Medici il martedì. Il Pincio fa parte del verde pubblico comunale, e come tutti i parchi con alberi d'alto fusto può restare chiuso in caso di allerta meteo per vento forte. Le chiese sospendono le visite durante le celebrazioni e nelle festività principali.

Che cosa non aspettarsi? Il Mausoleo di Augusto aperto, prima di aver controllato la pagina della Sovrintendenza. La Scalinata come luogo di picnic. Villa Medici visitabile per conto proprio: si entra solo con i turni guidati dell'Accademia di Francia. Un biglietto unico per il rione: non esiste, ogni museo ha il suo. E nemmeno la calma, nelle ore centrali di sabato e domenica, fra piazza di Spagna, via dei Condotti e il Corso.

Ci sono anche giornate in cui il rione cambia volto per eventi pubblici. L'8 dicembre, festa dell'Immacolata, la Colonna di piazza Mignanelli riceve l'omaggio del papa, una tradizione mantenuta dai pontefici dal 1958 secondo la nostra pagina su piazza di Spagna, e la zona si riempie di fedeli e di controlli. Piazza del Popolo ospita spesso manifestazioni, concerti e cerimonie, con transenne e accessi limitati. Per gli avvisi il riferimento è lo 060608.

Mangiare in zona

Il Tridente è una delle zone con la pressione turistica più alta di Roma, e le trappole si concentrano intorno a piazza di Spagna, a via dei Condotti e a piazza del Popolo. I segnali sono sempre gli stessi: il buttadentro sul marciapiede, il menù plastificato con le fotografie dei piatti in cinque lingue, le voci senza prezzo, il menù diverso fuori e dentro, la cucina aperta di continuo dalla mattina alla notte, i tavolini davanti ai monumenti con prezzi adattati al cliente.

I romani evitano questi posti per un motivo semplice. Un locale che vive del passaggio non ha bisogno di clienti abituali, e la qualità lo mostra. Anche la signora che fa la pasta fresca in vetrina, a favore di chi passa, è più spesso scenografia che cucina. Conviene spostarsi di qualche strada, verso via di Ripetta o le traverse fra il Corso e il fiume, dove la clientela è fatta di chi lavora in zona e il menù cambia con il mercato.

La regola pratica è guardare chi è seduto ai tavoli nella pausa pranzo dei giorni feriali, cercare un menù breve con i prezzi chiari e diffidare dei coperti non indicati. Nelle ore di punta i locali frequentati da chi lavora in zona si riempiono presto, quindi conviene anticipare o posticipare. Per trovare indirizzi scelti con criterio c'è la lista di indirizzi su Google Maps, utile anche per organizzare la giornata fra il Tridente e il centro.

Che cosa abbinare in giornata

L'abbinamento naturale è Villa Borghese, che comincia dove finisce il Pincio. Si passa dal giardino di Valadier al grande parco senza uscire dal verde, e con una prenotazione fatta per tempo si arriva alla Galleria Borghese, che non si visita senza turno. Chi ha bambini trova nel parco spazi aperti e ombra, e chi preferisce restare nel rione può fermarsi sulle panchine del Pincio prima di scendere di nuovo verso piazza del Popolo.

Verso nord, oltre la Porta del Popolo e le Mura aureliane, si entra nel quartiere Flaminio, con i musei e le architetture del Novecento. Verso sud il rione confina con Trevi, raccontato nella pagina Rione Trevi: cosa vedere, e con Ponte, nella pagina Rione Ponte: cosa vedere. Il quadro generale è nella pagina sui 22 rioni di Roma.

Chi preferisce un percorso tematico trova tra le nostre schede gli itinerari su Caravaggio a Roma, che passa per la Cappella Cerasi, su Raffaello a Roma, con la Cappella Chigi, e sugli obelischi di Roma, tre dei quali sono nel rione. Per la vista dall'alto c'è la pagina sui punti panoramici di Roma. Dietro Palazzo Ruspoli, la Fondazione Memmo propone arte contemporanea a ingresso libero.

Domande frequenti

Quali sono i confini del Rione Campo Marzio?

Secondo il portale turistico di Roma Capitale il rione IV va da piazzale Flaminio al lungotevere, scende lungo il fiume fino a via del Cancello, passa per piazza Campo Marzio e piazza San Lorenzo in Lucina, risale per via Frattina e piazza Mignanelli e chiude per via dei Due Macelli, via Francesco Crispi, via di Porta Pinciana e viale del Muro Torto. Dentro ci sono piazza del Popolo, piazza di Spagna, il Pincio e l'Ara Pacis.

Piazza di Spagna e la Scalinata fanno parte del rione?

Sì. Il portale turistico di Roma Capitale elenca piazza di Spagna fra le piazze principali del rione IV, e con lei la chiesa di Trinità dei Monti in cima alla Scalinata. La Colonna dell'Immacolata e il palazzo di Propaganda Fide si trovano invece sul limite sud, verso piazza Mignanelli e via dei Due Macelli. Sant'Andrea delle Fratte, poco più a sud, non compare fra le chiese del rione nelle fonti enciclopediche.

Ci si può sedere sulla Scalinata di Trinità dei Monti?

Il Regolamento di polizia urbana di Roma Capitale, in vigore dal 13 giugno 2019, tutela in modo speciale il decoro del sito UNESCO, secondo il portale turistico del Comune, e prevede sanzioni fino all'allontanamento per 48 ore. La sintesi ufficiale non elenca le regole puntuali sulla Scalinata. Per conoscerle conviene leggere il testo del regolamento sul sito di Roma Capitale o chiedere allo 060608. Il consiglio è comunque di non sostare e non mangiare sui gradini.

Il Mausoleo di Augusto è aperto?

No. La Sovrintendenza Capitolina scrive che dal 6 giugno 2022 il Mausoleo di Augusto è chiuso e che ingresso e visite sono sospesi. La stampa di settore ha annunciato la fine dei lavori di musealizzazione entro la fine del 2026, ma la data della riapertura non risulta confermata da una fonte ufficiale. Il monumento si guarda dall'esterno, da piazza Augusto Imperatore, riaperta come piazza pedonale nel giugno 2025.

Quanto costa entrare all'Ara Pacis?

Secondo il sito ufficiale del museo il biglietto per il solo museo costa 14 euro l'intero e 8,50 euro il ridotto, ed è gratuito per i residenti a Roma e nella Città metropolitana con documento e per i titolari di MIC card. Le mostre hanno tariffe proprie: fino al 4 ottobre 2026 il cumulativo con la mostra su Mapplethorpe costa 23 euro per i non residenti. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 9.30 alle 19.30.

Come si visita Villa Medici?

Solo con visita guidata, prenotando sul sito dell'Accademia di Francia. Le visite durano circa un'ora e mezza, comprendono giardini e appartamenti storici e si tengono tutti i giorni tranne il martedì, in italiano alle 11, alle 15.30 e alle 17.30, con altri turni in francese, inglese e spagnolo. L'intero costa 18 euro, il ridotto 15 euro per chi ha meno di 25 anni, e sotto i 18 anni l'ingresso è gratuito.

Come si arriva nel Rione Campo Marzio con la metro?

La linea A della metropolitana ha una fermata in piazza di Spagna, la stazione Spagna, e una a nord del rione, la stazione Flaminio, sul piazzale fuori dalla Porta del Popolo. Da una all'altra il rione si attraversa a piedi, lungo via del Babuino oppure salendo al Pincio. Per gli autobus del giorno e le eventuali deviazioni conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC o chiamare lo 060608.

Quanto tempo serve per vedere il Rione Campo Marzio?

Per una passeggiata esterna, da piazza del Popolo al Pincio, a Trinità dei Monti, a piazza di Spagna e all'Ara Pacis, bastano tre o quattro ore a passo tranquillo. Con la visita al museo dell'Ara Pacis, a Santa Maria del Popolo e alla Casa di Goethe serve una giornata intera. Villa Medici richiede un'ora e mezza in più, con turno prenotato. Chi ha poco tempo può scegliere fra la salita al Pincio e la discesa verso il fiume.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di accesso riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per confini e monumenti fa fede la pagina del rione IV sul portale turistico di Roma Capitale, per il Mausoleo la Sovrintendenza Capitolina. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare una giornata nel Campo Marzio per un gruppo significa lavorare sugli incastri: prenotare i turni di Villa Medici e dell'Ara Pacis, evitare le ore di messa a Santa Maria del Popolo e a Trinità dei Monti, scegliere il verso della passeggiata per non affrontare la Scalinata in salita nell'ora di punta. Per chi progetta uscite di questo tipo, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro.

Il Campo Marzio è anche il punto di partenza per il resto della città: dal Pincio si entra in Villa Borghese, dal Tridente si scende verso il Pantheon e piazza Navona, da piazza del Popolo la via Flaminia porta verso nord. Mettere insieme i rioni del centro, i quartieri del Novecento e magari qualche giornata fuori porta nel Lazio richiede un po' di pianificazione, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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IndirizzoRione Campo Marzio Roma Centro storico, Roma, Roma Città 00186

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