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I Ludi Plebei erano i giochi pubblici che Roma dedicava a Giove e, in senso politico, alla plebe: nel calendario della tarda Repubblica occupavano i giorni dal 4 al 17 novembre, con spettacoli teatrali, il banchetto sacro di Giove il 13 novembre, una rassegna dei cavalli il 14 e gare nel circo negli ultimi tre giorni. Li organizzavano gli edili della plebe, magistrati eletti dai plebei, e il luogo che la tradizione lega ai Ludi Plebei è il Circo Flaminio, nella parte più meridionale del Campo Marzio.
Oggi non si celebra nulla di ufficiale, e del Circo Flaminio non resta in piedi una tribuna da indicare con il dito. Eppure novembre è un buon mese per ritrovare i Ludi Plebei a piedi: l’area dove sorgeva il circo coincide con le strade fra il Portico d’Ottavia, il Teatro di Marcello e il Tevere, e il Campidoglio, dove si teneva il banchetto di Giove, è a pochi minuti.
Dati riscontrati il 3 ottobre 2026 su Tito Livio (Ab Urbe condita, libro XXIII), sul Dictionary of Greek and Roman Antiquities di William Smith, sulle voci enciclopediche dedicate ai Ludi Plebei e al Circo Flaminio e sul sito della Sovrintendenza Capitolina per l’area del Teatro di Marcello. Dove le fonti antiche e quelle moderne non concordano, lo diciamo nel testo.

Ludi Plebei in breve
- Che cosa: i Ludi Plebei erano giochi pubblici della Roma antica in onore di Giove, organizzati dagli edili della plebe e documentati ogni anno almeno dal 220 a.C.
- Quando: secondo i calendari epigrafici raccolti nel Corpus Inscriptionum Latinarum, i Ludi Plebei duravano dal 4 al 17 novembre.
- Dove: la tradizione colloca i Ludi Plebei al Circo Flaminio, fra le attuali via del Teatro di Marcello, piazza Cairoli, via del Portico d’Ottavia e il Tevere.
- Il banchetto: il 13 novembre, giorno delle Idi, si teneva sul Campidoglio l’Epulum Iovis, il banchetto sacro offerto a Giove durante i Ludi Plebei.
- Come arrivare: l’area del Circo Flaminio si raggiunge a piedi da piazza Venezia in pochi minuti, scendendo verso il Teatro di Marcello.
- Oggi: non esiste una rievocazione ufficiale dei Ludi Plebei; l’area archeologica del Teatro di Marcello e del Portico d’Ottavia è a ingresso libero.
- Da sapere: nel 200 a.C. ai Ludi Plebei andò in scena per la prima volta lo Stichus di Plauto, come ricorda la didascalia della commedia.
Che cosa erano i Ludi Plebei e perché nascono?
I Ludi Plebei sono la risposta plebea ai Ludi Romani di settembre, i giochi più antichi della città. Le fonti antiche non concordano sull’origine. Un commentatore tardo di Cicerone, noto come Pseudo-Asconio, li collega alla libertà ottenuta dalla plebe dopo la cacciata dei re, oppure alla secessione sull’Aventino. Già il Dictionary di Smith, nell’Ottocento, giudicava la prima spiegazione priva di appoggi storici e preferiva leggerli come il ricordo della riconciliazione fra patrizi e plebei dopo la prima secessione.
Il dato più solido è un altro: dal 220 a.C. i Ludi Plebei risultano celebrati ogni anno. È l’epoca di Gaio Flaminio, il politico popolare che da censore fece sistemare l’area del circo che porta il suo nome e costruì la via Flaminia. Le fonti moderne collocano l’intervento fra il 221 e il 220 a.C., e non concordano sull’anno esatto. Lo storico britannico T. P. Wiseman ha proposto che i giochi esistessero già prima, come affermazione di identità della plebe.
Chi pagava? Gli edili della plebe, con fondi pubblici e spesso con denaro proprio. Allestire Ludi Plebei generosi era un investimento elettorale: il pubblico ricordava chi aveva offerto spettacoli migliori quando c’era da votare per le cariche successive. Per questo i giochi crebbero di durata nel corso dei secoli, fino alle due settimane abbondanti dei calendari di età augustea.
Quando si tenevano i Ludi Plebei e come erano divisi i giorni?
I calendari dipinti e incisi che ci sono arrivati, raccolti nel Corpus Inscriptionum Latinarum, assegnano ai Ludi Plebei i giorni dal 4 al 17 novembre. La sequenza ricostruita dagli studiosi è questa: dal 4 al 12 novembre spettacoli scenici, cioè commedie, mimi e rappresentazioni; il 13 novembre l’Epulum Iovis; il 14 la sfilata e la prova dei cavalli, l’equorum probatio; dal 15 al 17 i giochi nel circo con le corse dei carri.
Una precisazione utile per chi legge testi più vecchi: il Dictionary di Smith, pubblicato nel 1875, indica come date il 16, 17 e 18 novembre, perché si basava sulle sole testimonianze letterarie e su una durata più breve, quella dei primi tempi. Non è un errore da correggere con la matita rossa: i giochi si allungarono nel tempo, e le due date fotografano epoche diverse. Se trovate i Ludi Plebei datati in modo diverso in due libri, il motivo è quasi sempre questo.
Le date non erano intoccabili. Tito Livio racconta che nel 216 a.C. i giochi plebei degli edili Marco Aurelio Cotta e Marco Claudio Marcello furono «ter instaurati», ripetuti tre volte. Bastava un errore rituale, una formula sbagliata o un’interruzione, perché la celebrazione andasse rifatta da capo. Era un modo di vedere la religione molto concreto: il patto con gli dèi valeva solo se ogni gesto era eseguito nell’ordine giusto.
Il teatro ai Ludi Plebei: Plauto e lo Stichus
La parte più lunga dei Ludi Plebei, quella dei giorni scenici, ha lasciato una traccia letteraria precisa. La didascalia dello Stichus di Plauto, cioè la nota antica che accompagna il testo, ricorda che la commedia fu rappresentata ai Ludi Plebei del 200 a.C., sotto gli edili Gneo Bebio e Gaio Terenzio. È una delle poche date certe nella cronologia plautina.
Lo Stichus racconta di due sorelle che aspettano i mariti partiti per affari e di un padre che vorrebbe farle risposare; si chiude con una festa di schiavi piena di vino e canzoni. Leggerla oggi, anche in traduzione, dà un’idea del tono degli spettacoli plebei: comicità diretta, musica, poca solennità. È il contrappeso perfetto al banchetto di Giove sul Campidoglio.
Che cos’era il banchetto di Giove del 13 novembre?
L’Epulum Iovis era il momento più solenne dei Ludi Plebei. Il 13 novembre, giorno delle Idi, sacro a Giove, sul Campidoglio si allestiva un banchetto in cui gli dèi erano ospiti. Valerio Massimo descrive la scena con un dettaglio che resta in mente: Giove veniva invitato sdraiato su un letto da banchetto, Giunone e Minerva sedute su sedie. Erano le statue o le immagini della triade capitolina, sistemate come convitati.
Accanto agli dèi mangiavano i senatori e i magistrati. Per il popolo il banchetto era soprattutto uno spettacolo da guardare e un segno di ordine: le cariche pubbliche sedevano a tavola con Giove, nella stessa giornata in cui la plebe celebrava i propri giochi. Un epulum analogo si teneva il 13 settembre durante i Ludi Romani, e la ripetizione dice molto su quanto i Ludi Plebei volessero mettersi alla pari di quelli patrizi.
Se volete ritrovare il luogo, salite in piazza del Campidoglio. Il grande tempio di Giove Ottimo Massimo non c’è più, ma i suoi resti sono visibili all’interno dei Musei Capitolini, nel Palazzo dei Conservatori. Per un quadro del colle, con i punti panoramici e le scalinate, c’è la nostra scheda sul Campidoglio.

Dove si trovava il Circo Flaminio e che cosa resta oggi?
Il Circo Flaminio occupava la parte più a sud del Campo Marzio, vicino alla riva del Tevere. Sulla mappa di oggi l’area è compresa fra via del Teatro di Marcello, piazza Cairoli, via del Portico d’Ottavia e il fiume. All’inizio era lungo circa cinquecento metri; nel III secolo d.C., stretto da templi, portici e teatri costruiti attorno, si era ridotto a circa trecento.
Ed è qui la nostra posizione controcorrente: chi immagina i Ludi Plebei come una copia novembrina del Circo Massimo, con tribune piene e quadrighe lanciate, sbaglia quasi certamente. Il Circo Flaminio era più una grande piazza che uno stadio, senza le gradinate stabili del Circo Massimo, e alcuni studiosi dubitano che avesse una vera pista per le corse dei carri. Dove si svolgessero le gare equestri degli ultimi giorni, le fonti non lo dicono con chiarezza.

Di conseguenza, a Roma non troverete un rudere con il cartello «Circo Flaminio». Troverete invece i monumenti cresciuti attorno: il Teatro di Marcello, il Portico d’Ottavia, le colonne dei templi di Apollo Sosiano. La nostra scheda sul rione Campo Marzio aiuta a collegare questi pezzi con il resto della zona, da piazza Navona al Pantheon.
Dove andare a Roma per vivere i Ludi Plebei oggi?
Il percorso più sensato parte dal Teatro di Marcello, che Augusto completò proprio ai margini dell’antico circo. L’area archeologica del Teatro di Marcello e del Portico d’Ottavia è a ingresso libero, con percorsi pavimentati e rampe; gli orari cambiano fra estate e inverno e la Sovrintendenza li pubblica sulla pagina ufficiale del Teatro di Marcello e del Portico d’Ottavia. In caso di maltempo eccezionale l’area può restare chiusa.
Da lì, seguendo via del Portico d’Ottavia, arrivate al Portico d’Ottavia, nel cuore del quartiere ebraico. Camminate sapendo che sotto i vostri piedi c’era lo spazio aperto dei Ludi Plebei: è uno dei pochi casi in cui un tracciato antico si legge ancora nella curva delle strade e nell’allineamento delle case. Proseguendo verso via delle Botteghe Oscure trovate la Crypta Balbi, un’altra pagina di Campo Marzio meridionale.
Per completare il confronto serve il Circo Massimo, il vero stadio delle corse, a una ventina di minuti a piedi passando per il Foro Boario. Vedere i due luoghi nello stesso giorno chiarisce subito la differenza di scala. Vicino c’è anche la Bocca della Verità, e per chi vuole scendere sottoterra il mitreo del Circo Massimo, visitabile su prenotazione secondo le regole del gestore.
Un itinerario di mezza giornata sui luoghi dei Ludi Plebei
Il consiglio è di dedicare ai luoghi dei Ludi Plebei una mattina o un pomeriggio, senza correre. Partite da piazza del Campidoglio, dove si teneva l’Epulum Iovis, e se avete tempo entrate ai Musei Capitolini per i resti del tempio di Giove. Scendete poi dalla scalinata della Cordonata verso via del Teatro di Marcello. Il tratto successivo, fra teatro, portico e lungotevere, è la zona del circo.
Dal Portico d’Ottavia si può proseguire verso il Foro Romano oppure piegare a sud verso il Circo Massimo. Calcolate fra due ore e mezza e tre ore senza musei, quattro o cinque se entrate ai Capitolini. Novembre a Roma ha giornate corte: il buio arriva presto nel pomeriggio, e conviene finire la parte all’aperto con la luce. Per le serate, il calendario degli eventi a Roma segnala spettacoli e aperture straordinarie.
Con i bambini funziona meglio un’altra logica: raccontare la storia dei giochi davanti al Circo Massimo, dove lo spazio aperto rende tutto più evidente, e lasciare il Campo Marzio per un secondo momento. Per una coppia, invece, l’ordine naturale è il contrario: Campidoglio al tramonto, poi cena nel quartiere ebraico. Per un gruppo di amici conviene dividere la camminata in due mezze giornate, così chi si stanca non trascina gli altri.
Che cosa fare se piove durante i giorni dei Ludi Plebei?
Novembre è uno dei mesi più piovosi a Roma, e la passeggiata all’aperto ne risente. La soluzione più coerente con i Ludi Plebei sono i Musei Capitolini: si resta al coperto, si vede quello che rimane del tempio di Giove e si ritrova la dimensione religiosa dei giochi, che è la parte di solito dimenticata. Anche i musei di Roma raccolti nel nostro elenco offrono alternative vicine al Campo Marzio.
Un errore comune è rinunciare del tutto al Teatro di Marcello perché piove. L’area è piccola, si percorre in mezz’ora, e con un ombrello pieghevole e scarpe che non temono l’acqua si fa senza problemi. Se invece il meteo è davvero brutto, l’area può restare chiusa: in quel caso spostate quel tratto al giorno dopo e tenete il museo come piano principale.
Come organizzarsi: biglietti, ordini e anticipo
Se pensate di andare nei giorni dei Ludi Plebei, cioè dal 4 al 17 novembre, avete a disposizione circa dodici giorni dall’uscita di questo articolo all’inizio dei giochi. Sono sufficienti per prenotare un ingresso ai musei o una visita guidata di terzi, meno per oggetti che arrivano da lontano. Per i prodotti ordinati online fa fede la data di consegna stimata al momento dell’ordine: controllatela prima di pagare, soprattutto se volete farli arrivare in albergo.
Chi organizza per un gruppo di amici o per una famiglia allargata dovrebbe fissare l’orario d’ingresso ai Capitolini e costruire il resto attorno. Il Teatro di Marcello è a ingresso libero e non richiede prenotazione, quindi può fare da cuscinetto: se il gruppo arriva tardi, si accorcia quella parte. Gli orari dei musei vanno controllati sul sito del gestore nei giorni prima della visita.
Gli errori più comuni sui Ludi Plebei
Il primo errore è confondere i Ludi Plebei con i Saturnali o con altre feste popolari di fine anno. I Saturnali cadevano a dicembre e avevano un altro spirito, fatto di inversione dei ruoli e di regali. I Ludi Plebei erano invece una festa pubblica organizzata dallo Stato, con magistrati, sacerdoti e un programma regolato dal calendario.
Il secondo errore è pensare che fossero una festa riservata ai plebei. Il nome indica chi li organizzava, gli edili della plebe, e il significato politico, non un divieto d’ingresso: agli spettacoli assisteva chiunque. Il terzo, già visto, è immaginare il Circo Flaminio come un secondo Circo Massimo.
Che cosa comprare per i Ludi Plebei: libri, giochi e attrezzatura
Qui sotto trovate quello che serve per leggere, giocare e camminare nei giorni dei Ludi Plebei. Abbiamo messo più alternative per ogni categoria, perché i singoli prodotti vanno spesso esauriti. I prezzi cambiano di continuo: li vedete al momento del click.
Da leggere
- Libri sulla plebe romana: per capire le secessioni e le lotte da cui nascono i Ludi Plebei.
- Guide di Roma su carta: utili per il Campo Marzio, dove le mappe del telefono non mostrano gli edifici antichi.
- Le commedie di Plauto: lo Stichus andò in scena proprio ai Ludi Plebei del 200 a.C.
- Tito Livio, Storia di Roma: la fonte che racconta i giochi ripetuti tre volte nel 216 a.C.
Da giocare a casa
- Giochi da tavolo sulla Roma antica: per una serata a tema prima o dopo la passeggiata.
- Puzzle della Roma antica: buoni per i bambini che vogliono vedere la città com’era.
- Giochi sulle corse delle bighe: per raccontare le gare dei giorni finali.
Da mangiare e da bere
- Cioccolato Venchi: un dolce da portare a una cena a tema banchetto di Giove.
- Vini italiani su Vino.it: per la tavola del 13 novembre, giorno dell’Epulum Iovis.
- Vini rossi del Lazio: un’alternativa locale se il primo negozio non ha quello che cercate.
- Libri di cucina dell’antica Roma: ricette ricostruite per un banchetto domestico.
Per camminare in città a novembre
- Scarpe comode da città: i sampietrini del Ghetto sono scivolosi quando piove.
- Zaini antifurto: utili nelle zone affollate fra piazza Venezia e il Campidoglio.
- Powerbank da 10000 mAh: per tenere carichi biglietti digitali e mappe.
- Borracce termiche: a novembre servono per una bevanda calda più che per l’acqua fresca.
- Cappelli pieghevoli: stanno in tasca e riparano da sole basso e pioggerella.
- Ombrelli pieghevoli antivento: sul lungotevere il vento si fa sentire.
Esperienze e biglietti
- Esperienze al Circo Massimo su GetYourGuide: per vedere il grande stadio delle corse.
- Visite guidate nel quartiere ebraico su GetYourGuide: la zona dell’antico Circo Flaminio.
- Tutte le esperienze a Roma su GetYourGuide: se le prime due sono al completo.
- Biglietti per i Musei Capitolini su Tiqets: per i resti del tempio di Giove.
- Biglietti per il Circo Massimo su Tiqets: alternativa se preferite questa piattaforma.
- Attrazioni di Roma su Tiqets: per costruire il resto della giornata.
Domande frequenti
Quando si celebravano i Ludi Plebei?
I Ludi Plebei si celebravano dal 4 al 17 novembre secondo i calendari epigrafici di età augustea. Nei primi tempi duravano meno, e per questo alcuni testi ottocenteschi, come il Dictionary di Smith, indicano solo il 16, 17 e 18 novembre. Le due datazioni descrivono fasi diverse della stessa festa.
Chi organizzava i Ludi Plebei?
I Ludi Plebei erano organizzati dagli edili della plebe, magistrati eletti dall’assemblea plebea. Usavano fondi pubblici ma spesso aggiungevano denaro proprio, perché giochi ben riusciti aiutavano la carriera politica. Era uno dei modi più rapidi per farsi conoscere dagli elettori prima di candidarsi a cariche più alte.
Che cos’era l’Epulum Iovis?
L’Epulum Iovis era il banchetto sacro offerto a Giove sul Campidoglio il 13 novembre, durante i Ludi Plebei. Secondo Valerio Massimo, Giove veniva invitato sdraiato su un letto, Giunone e Minerva sedute. Alla cena partecipavano senatori e magistrati; un banchetto analogo si teneva il 13 settembre per i Ludi Romani.
Si vede ancora il Circo Flaminio a Roma?
No, del Circo Flaminio non restano strutture riconoscibili in superficie. Si può però camminare sulla sua area, fra via del Teatro di Marcello, piazza Cairoli, via del Portico d’Ottavia e il Tevere. Il Teatro di Marcello e il Portico d’Ottavia, costruiti ai margini del circo, sono visibili e a ingresso libero.
Esiste una rievocazione dei Ludi Plebei a novembre?
Non esiste una rievocazione ufficiale e fissa dei Ludi Plebei. Possono capitare iniziative di associazioni culturali o conferenze dedicate alle feste romane, ma vanno controllate di anno in anno sul sito dell’organizzatore. Il modo più semplice per viverli resta una passeggiata fra Campidoglio, Teatro di Marcello e Circo Massimo.
Quanto tempo serve per visitare i luoghi dei Ludi Plebei?
Servono due ore e mezza o tre ore per la passeggiata all’aperto, dal Campidoglio al Portico d’Ottavia fino al Circo Massimo. Se aggiungete i Musei Capitolini, calcolate quattro o cinque ore in tutto. A novembre fa buio presto, quindi conviene cominciare in mattinata o nel primo pomeriggio.
I Ludi Plebei erano solo per i plebei?
No, i Ludi Plebei erano aperti a tutto il pubblico romano. Il nome indica chi li organizzava e il loro significato politico, legato alle lotte della plebe per i propri diritti, non una regola d’accesso. Agli spettacoli teatrali e alle gare assistevano cittadini di ogni ceto, come accadeva per i Ludi Romani.
Chi ha scritto e su quali fonti
Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Abbiamo usato Tito Livio, il Dictionary of Greek and Roman Antiquities di William Smith, le voci enciclopediche sui Ludi Plebei e sul Circo Flaminio e il sito della Sovrintendenza Capitolina, consultati alla data indicata in apertura. Segnalateci quello che trovate cambiato.
Organizzare una giornata sui Ludi Plebei, per sé o per un gruppo di amici, vuol dire incastrare un museo con orario d’ingresso, una camminata all’aperto e la luce corta di novembre: una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro. Se il viaggio si allarga al Lazio, con Tivoli, Ostia antica o i Castelli Romani, una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.