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Colonna dell’Immacolata

La Colonna dell'Immacolata si trova in piazza Mignanelli, il tratto di piazza di Spagna che si allarga davanti al palazzo di Propaganda Fide, nel rione Campo Marzio, a Roma. Si guarda gratis a qualsiasi ora del giorno e della notte, senza biglietto e senza prenotazione, perché è un monumento all'aperto su una piazza pubblica. Non ha un ingresso né una biglietteria, e nessun ente pubblica orari di visita. Le informazioni turistiche ufficiali sono sul portale Turismo Roma di Roma Capitale.

Il monumento celebra il dogma dell'Immacolata Concezione, proclamato da Pio IX l'8 dicembre 1854. Una colonna antica in marmo cipollino, ritrovata nel 1777 in Campo Marzio, fu rialzata su progetto dell'architetto Luigi Poletti e coronata da una Madonna in bronzo modellata da Giuseppe Obici. Alla base siedono quattro profeti in marmo. Il re delle Due Sicilie Ferdinando II pagò i lavori. L'inaugurazione avvenne nel 1857, e da decenni l'8 dicembre il papa viene qui a pregare.

Dati riscontrati il 29 settembre 2026 sul portale Turismo Roma, su Vatican News, sul sito della diocesi di Roma e su quello del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Il programma dell'8 dicembre 2026 non è ancora pubblicato. Nel 2025 i vigili del fuoco hanno deposto la corona di fiori alle 7 del mattino e papa Leone XIV è arrivato alle 16. Per l'edizione 2026 il riferimento sono gli annunci del Vicariato di Roma e di Vatican News, che di solito escono fra fine novembre e inizio dicembre.

Colonna dell'Immacolata in piazza Mignanelli
La Colonna dell'Immacolata in piazza Mignanelli, accanto a piazza di Spagna. Foto di Kurt Kaiser, pubblico dominio (CC0), via Wikimedia Commons.

In breve: indirizzo, orari, biglietto

  • Indirizzo: piazza Mignanelli, all'estremità sud di piazza di Spagna, davanti al palazzo di Propaganda Fide, rione Campo Marzio, Roma.
  • Gestore: nessun ente pubblica una pagina di gestione del monumento, le informazioni turistiche ufficiali sono sul portale Turismo Roma.
  • Come si entra: non c'è un ingresso, la colonna si osserva dalla piazza.
  • Prezzo: gratuito, nessun biglietto e nessuna prenotazione.
  • Orari: sempre visibile. L'8 dicembre la piazza ospita l'omaggio dei vigili del fuoco al mattino e quello del papa nel pomeriggio.
  • Come si arriva: metro A fermata Spagna, oppure a piedi da via del Corso, da Trevi o da Trinità dei Monti.
  • Accessibilità: nessuna indicazione pubblicata, la colonna si guarda dal selciato della piazza.

Dove si trova e che cosa si vede davvero

Chi scende la scalinata di Trinità dei Monti e arriva alla Barcaccia vede la piazza piegarsi verso sud, in direzione di via di Propaganda e di via Due Macelli. Quel braccio più stretto è piazza Mignanelli, e la colonna ne occupa il centro. Molti la chiamano semplicemente la colonna di piazza di Spagna, e l'errore è veniale: i due spazi formano un unico invaso, senza un confine visibile sul selciato.

Dal basso si leggono tre parti. In cima c'è la Madonna in bronzo, alta circa quattro metri secondo il portale Turismo Roma. Sotto corre il fusto antico in cipollino, un marmo verde chiaro venato di bianco, con un capitello composito che Aci Stampa descrive decorato con rami di olivo e gigli. Alla base un piedistallo in marmo porta quattro bassorilievi e, sugli angoli, quattro profeti seduti: Mosè, Isaia, Ezechiele e Davide.

Le misure cambiano a seconda della fonte. Vatican News e Aci Stampa danno per il fusto un'altezza di 11,81 metri e un diametro di 1,45. Turismo Roma arrotonda a circa dodici metri e un metro e mezzo. Vatican News scrive che l'insieme misura circa quindici metri, altre pagine ufficiali attribuiscono dodici metri alla statua o alla colonna senza distinguere. Il dato certo è che la Madonna si guarda sempre dal basso, e da vicino il collo si piega parecchio.

Tutto intorno la piazza è una delle più frequentate di Roma. Alle spalle della colonna si alza la facciata del palazzo di Propaganda Fide, la sede storica della congregazione per le missioni, con il lato su via di Propaganda disegnato da Borromini, un nome che ritorna nel nostro itinerario su Borromini a Roma. Sul lato opposto si trova il palazzo di Spagna, sede dell'ambasciata spagnola presso la Santa Sede, che ha dato il nome all'intera piazza.

La colonna ha una funzione diversa da quella degli obelischi o delle colonne coclidi romane. Non celebra un imperatore né una vittoria, ma una definizione di fede. Si trova qui per ragioni di prestigio e di visibilità: piazza di Spagna era a metà Ottocento il salotto dei viaggiatori stranieri, e la Madonna sulla colonna doveva essere vista da tutti, cattolici e no. Il risultato funziona ancora oggi, perché chi passa per la piazza la nota anche senza cercarla.

Per chi si muove in centro la colonna è anche un riferimento pratico. Chi si dà appuntamento in piazza di Spagna e non vuole perdersi fra la folla della scalinata fa bene a indicare il basamento dell'Immacolata, riconoscibile da lontano grazie alla statua in cima. Il braccio di piazza Mignanelli è più raccolto, meno rumoroso del tratto davanti alla Barcaccia, e da lì si riparte facilmente verso via del Corso, verso Trevi o verso la metro.

Una curiosità sulla Colonna dell'Immacolata

La statua rischiò di nascere a metà. Vatican News racconta che durante la fusione del bronzo il metallo si arrestò all'altezza della metà della figura. Il fonditore Luigi de Rossi non buttò il lavoro: preparò una nuova colata per completare la parte mancante, e le due parti risultarono perfettamente saldate. Dal basso non si vede nessuna giunzione, e chi non conosce la storia non ha modo di sospettarla guardando la Madonna in cima alla colonna.

Il modello di partenza era in gesso. Giuseppe Obici, scultore modenese, preparò la figura a grandezza di lavoro, e dal gesso si ricavò la forma per il bronzo. Secondo Vatican News quel modello si è conservato, ed è riconoscibile per una sciarpa azzurra. La cosa interessante è la divisione dei compiti: Obici firma l'invenzione della figura, de Rossi la fusione, Poletti la regia dell'intero monumento. Tre mestieri diversi per una sola statua.

C'è poi un dettaglio che si nota solo alzando molto lo sguardo. La corona di fiori che i vigili del fuoco portano ogni 8 dicembre non va sulla testa della Madonna. Il sito del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco scrive che viene posata sul braccio della statua. Di solito nei giorni successivi alla festa resta ancora lì, appesa a una quota da cui nessuno la può togliere se non con un'altra autoscala.

Una cosa che non ti dice nessuno sulla Colonna dell'Immacolata

Il monumento del papa lo pagò un re. Turismo Roma scrive che i lavori furono finanziati da Ferdinando II, re delle Due Sicilie, come gesto di riconciliazione con la Chiesa. Il blog di storia romana Rerum Romanarum collega il gesto alla questione della Chinea, il tributo feudale che per secoli i sovrani di Napoli avevano versato al papa e che era diventato motivo di attrito fra le due corti. La colonna chiudeva, almeno in forma simbolica, una lunga controversia.

La cosa si capisce meglio pensando alla posizione. Il monumento si trova a pochi metri dal palazzo di Spagna, cioè davanti alla rappresentanza di un'altra monarchia cattolica, e davanti al palazzo di Propaganda Fide, il centro delle missioni. Un re napoletano che finanzia una Madonna in quel punto della città parla a più interlocutori insieme: al papa, alle corti europee, ai visitatori stranieri. Chi guarda la colonna come un semplice atto di devozione perde metà della sua storia.

Da notare anche la data della proclamazione. L'8 dicembre era già festa dell'Immacolata nel calendario della Chiesa molto prima del 1854, e il dogma di Pio IX la trasformò in una solennità legata a una definizione precisa. Per il Regno delle Due Sicilie, dove il culto dell'Immacolata aveva una lunga tradizione, finanziare il monumento romano significava inserirsi da protagonista in quella festa. Il costo dell'opera non risulta pubblicato dalle fonti ufficiali disponibili.

Il documento con cui Pio IX definì il dogma è la bolla Ineffabilis Deus, dell'8 dicembre 1854. La colonna ne è la traduzione in pietra e bronzo per la città. Non c'era bisogno di leggere il latino per capire il messaggio: bastava alzare gli occhi. È un punto che spiega anche la scelta della colonna, una forma che a Roma tutti associavano al trionfo, e che qui viene piegata a un trionfo di tipo teologico, senza armi e senza nemici.

Da dove viene la colonna antica?

Il fusto è romano, di età imperiale, e fu ritrovato nel Settecento. Vatican News e Aci Stampa indicano la data del 17 settembre 1777, durante lavori di ampliamento del monastero delle monache benedettine di Santa Maria in Campo Marzio, nel rione omonimo, poco lontano dal Pantheon. Era una colonna in cipollino, il marmo verde con venature bianche che i Romani importavano dall'Eubea, lasciata incompiuta secondo alcune ricostruzioni.

Sul periodo successivo le fonti non concordano. Vatican News scrive che la colonna restò distesa dove era stata trovata per settantasette anni, fino alla decisione del 1854. Turismo Roma e Rerum Romanarum raccontano invece che fu estratta nel 1778 e depositata in piazza di Montecitorio, dove rimase per circa ottant'anni. La seconda versione è quella più ripetuta. Chi passa davanti all'obelisco di Montecitorio può immaginare il fusto sdraiato a terra, in attesa di un progetto.

Il riuso di un pezzo antico per un monumento cristiano è una costante di Roma. Sisto V fece mettere San Pietro e San Paolo sopra la Colonna Traiana e la Colonna di Marco Aurelio, e fece rialzare gli obelischi con la croce in cima, come si legge nella nostra guida agli obelischi di Roma. Pio IX riprende lo stesso linguaggio quasi tre secoli dopo, con una differenza: la sua colonna non aveva mai portato nulla.

Il cipollino è un marmo che a Roma si incontra spesso, ma raramente in un pezzo unico di queste dimensioni esposto al centro di una piazza. Le colonne del pronao di templi e basiliche sono di solito a ridosso di una facciata, e si guardano di fronte. Qui il fusto si vede tutto intorno, dalla base al capitello. Guardatelo da vicino in una giornata di sole, quando le venature chiare risaltano sul fondo verde: è la parte più antica del monumento, e la meno osservata.

Il consiglio che ti do per visitare la Colonna dell'Immacolata

Il consiglio è di arrivare dal basso, da via Due Macelli o da via di Propaganda, e non dalla scalinata. Dalla scalinata la colonna si vede di lato e lontana, schiacciata fra la folla e i palazzi. Salendo da sud, invece, la si ha di fronte per tutto l'ultimo tratto, con la Madonna che si stacca sul cielo e la facciata di Trinità dei Monti che compare in alto solo negli ultimi metri.

Una volta sotto la colonna, girate intorno al basamento. I quattro profeti guardano in quattro direzioni diverse, e i bassorilievi si leggono solo uno per lato. Non serve molto tempo: dieci minuti bastano per il giro completo e per individuare le scene. Conviene farlo la mattina presto, prima delle nove, quando la piazza è ancora sgombra e la scalinata non è ancora affollata.

Il secondo consiglio riguarda la data. L'8 dicembre è il giorno in cui la colonna ha più senso, ma è anche il giorno in cui si vede peggio. A nostro giudizio la festa è sopravvalutata come occasione di visita per chi cerca il monumento: la piazza si riempie, le transenne tengono lontani dal basamento e la vista si riduce a una statua lontana sopra una folla. Chi vuole vedere la colonna con calma e i fiori della festa ancora ai piedi del basamento fa meglio a passare il 9 dicembre.

Chi invece vuole assistere alla cerimonia deve mettere in conto un'attesa lunga. Il pomeriggio dell'8 dicembre la piazza è presidiata e l'accesso può essere regolato con varchi di sicurezza, come succede agli eventi con il papa. Conviene arrivare con largo anticipo, vestirsi pesante e portare pazienza. Chi preferisce seguire senza stare in piedi per ore può vedere la diretta televisiva o lo streaming di Vatican News, che trasmette l'atto di venerazione ogni anno.

Serve un biglietto o una prenotazione?

No. La Colonna dell'Immacolata si trova in una piazza pubblica, senza recinto, senza biglietteria e senza orari. Non esistono biglietti per vederla, né servono prenotazioni per assistere all'omaggio dell'8 dicembre, che si svolge all'aperto e con accesso libero nei limiti fissati dalle forze dell'ordine per la sicurezza. Il portale Turismo Roma di Roma Capitale è il canale ufficiale per le informazioni turistiche sul monumento.

Per il programma della festa il riferimento è il sito della diocesi di Roma, che pubblica ogni anno gli orari delle celebrazioni, insieme a Vatican News. Diffidate di chi vende un posto riservato o un ingresso alla cerimonia: la piazza è pubblica. Le visite guidate a pagamento della zona di piazza di Spagna esistono, ma sono servizi di terzi che coprono l'intero quartiere, non un biglietto per la colonna, e non vengono segnalate qui per nome.

L'unico limite pratico riguarda l'8 dicembre stesso. In quella giornata la piazza può essere chiusa al transito ordinario per alcune ore, i bus deviati e le strade intorno sbarrate. Le misure cambiano ogni anno e vengono pubblicate da Roma Mobilità e dal Comune nei giorni precedenti. Negli altri giorni dell'anno non c'è nulla da prenotare: si passa, si guarda, si prosegue verso la scalinata o verso via del Corso.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che la colonna l'abbiano alzata i pompieri lo ripetono quasi tutti. Il dettaglio che si cita meno è la velocità. Il sito del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco scrive che il 18 dicembre 1856 la colonna fu portata in verticale in soli trenta minuti. Turismo Roma e Vatican News parlano di 220 uomini impegnati nell'operazione, Aci Stampa di 200. Vatican News specifica che lavoravano agli argani, sotto la direzione dell'architetto Poletti.

La statua arrivò più tardi. I Vigili del Fuoco indicano il 5 agosto 1857 come data della collocazione del bronzo in cima alla colonna. Otto mesi fra il fusto rialzato e la Madonna al suo posto, e altri mesi ancora prima dell'inaugurazione ufficiale. Chi immagina il monumento nato in un giorno solo sbaglia: fu un cantiere lungo, con fasi separate, che richiese macchine, calcoli e una squadra addestrata a sollevare carichi pesanti.

Da qui nasce il legame fra i vigili del fuoco e la colonna. L'omaggio floreale dell'8 dicembre viene presentato come un ricordo dei colleghi del 1856. Sulla data d'inizio del rito le fonti non concordano: la diocesi di Roma lo fa risalire al 1857, il blog Rerum Romanarum al 1923, il sito dei Vigili del Fuoco al dopoguerra, su richiesta del Vicariato. La nostra opinione è che il dato più solido sia quello del Corpo, che conserva la propria storia.

Il dettaglio tecnico merita attenzione. Alzare un fusto monolitico di quasi dodici metri senza gru moderne richiedeva un castello di legno, funi, argani e una squadra che tirasse in modo coordinato, un lavoro che a Roma aveva un precedente celebre nell'innalzamento dell'obelisco davanti a San Pietro nel Cinquecento. I pompieri pontifici erano la forza organizzata più adatta: abituati a scale, carichi e manovre, e disciplinati come un corpo militare.

La foto giusta da fare alla Colonna dell'Immacolata

La foto che racconta la colonna si fa da via Due Macelli, pochi metri prima che la strada sbocchi nella piazza. Da lì la Madonna si staglia sul cielo, il fusto sale dritto e la facciata del palazzo di Propaganda Fide fa da quinta accanto. Serve un obiettivo normale o un leggero teleobiettivo, perché il grandangolo inclina le linee verticali e fa sembrare la colonna in caduta.

La seconda foto è quella della statua da sola. Col sole alle spalle il bronzo diventa una sagoma nera. Conviene provare a ore diverse e scegliere il momento in cui la luce colpisce la figura di fronte, oppure una giornata nuvolosa, che rende il bronzo più leggibile. Un teleobiettivo permette di isolare il volto e le mani. Evitate di salire su muretti, fioriere o ringhiere per guadagnare altezza: il punto giusto si trova da terra, allontanandosi.

La terza foto è per l'8 dicembre, ed è la più difficile. Il momento in cui il vigile del fuoco raggiunge la statua con l'autoscala dura pochi minuti, alle 7 del mattino, con poca luce. Il sito del Corpo parla di un'autoscala che raggiunge i 27 metri, salita a piedi lungo cento gradini. Serve un obiettivo luminoso, un punto di ripresa scelto in anticipo e la disponibilità ad alzarsi molto presto in una mattina di dicembre.

Per chi cerca un'inquadratura diversa c'è la scalinata. Da metà rampa, voltandosi verso sud, la colonna appare in fondo alla piazza, sopra i tetti delle case più basse, con via Due Macelli che si apre dietro. Non è la foto più chiara del monumento, ma lo inserisce nel sistema della piazza, con la fontana della Barcaccia in primo piano. Ricordate che sui gradini il regolamento di polizia urbana vieta di sedersi.

Come si arriva dal centro di Roma?

La metro A ha una fermata chiamata Spagna, rinnovata e riaperta da Atac a dicembre 2024, con un corridoio che collega la stazione anche al lato di Villa Borghese e del Pincio. Dall'uscita su piazza di Spagna la colonna si raggiunge in pochi minuti a piedi, attraversando la piazza verso sud. Nel giorno dell'8 dicembre la stazione, in passato, è stata chiusa per alcune ore durante la cerimonia: controllate le comunicazioni di Atac.

Dal centro storico la soluzione migliore è camminare. Dalla Fontana di Trevi si attraversa via del Tritone e si prende via Due Macelli, e in dieci minuti circa si arriva sotto la colonna. Da piazza Colonna e da via del Corso si imbocca via Frattina o via Condotti, e si esce sulla piazza dal lato della scalinata. Da piazza del Popolo si scende per via del Babuino.

Da piazza Barberini, dove si trova la Fontana del Tritone, si scende per via del Tritone fino a via Due Macelli oppure si percorre via Sistina, passando davanti al Teatro Sistina, fino in cima alla scalinata. Il percorso di via Sistina ha il vantaggio di mostrare la colonna dall'alto, prima di scendere. Per il ritorno si può fare il giro opposto, così da vedere il monumento da tutte e due le quote della piazza.

Per gli autobus, le linee che passano per via del Tritone e via del Corso servono la zona, ma i percorsi cambiano spesso per lavori e deviazioni. Il riferimento aggiornato è il sito di Atac, con il calcolo del percorso. In auto non ha senso arrivarci: la piazza e le strade intorno ricadono nella zona a traffico limitato del centro storico, e i posti per la sosta in zona sono pochissimi. Meglio muoversi a piedi o con la metro.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

L'8 dicembre 1854 Pio IX proclama il dogma dell'Immacolata Concezione. Nello stesso anno, secondo Vatican News e Aci Stampa, si decide di trasferire la colonna ritrovata nel 1777 in piazza Mignanelli. Il 18 dicembre 1856 i pompieri la alzano in mezz'ora. Il 5 agosto 1857 la statua di Obici viene collocata in cima. Sulla data dell'inaugurazione le fonti non concordano: 8 dicembre 1857 per Vatican News e Turismo Roma, 8 settembre 1857 per Aci Stampa e Rerum Romanarum.

Poi arriva un secolo di devozione popolare senza cerimonie papali in piazza. Dopo il 1870 il papa non esce più dal Vaticano per decenni, e l'omaggio alla colonna resta affidato alla devozione dei romani. Nel 1953, anno mariano, secondo la diocesi di Roma comincia l'omaggio papale con Pio XII. Vatican News e Aci Stampa indicano nel 1958, con Giovanni XXIII, l'inizio della consuetudine di venire di persona ogni 8 dicembre.

L'8 dicembre 1965, giorno della chiusura del Concilio Vaticano II, Vatican News ricorda in piazza la presenza di Paolo VI. Da allora tutti i papi hanno mantenuto l'appuntamento, con una pausa negli anni della pandemia, quando la diocesi di Roma segnala che l'omaggio pubblico fu interrotto per due anni. L'8 dicembre 2025 papa Leone XIV compie il primo atto di venerazione del suo pontificato, accolto dal cardinale vicario Baldo Reina e dal sindaco Roberto Gualtieri.

Nel 2025 a salire è stato il caporeparto più anziano del comando di Roma. Il sito del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco racconta la cerimonia delle 7 del mattino con l'autoscala a 27 metri e la corona sul braccio della statua. Per l'8 dicembre 2026 il programma non è ancora pubblicato. Le date della storia della colonna, lette in fila, attraversano la fine del potere temporale, due concili e un Giubileo.

Chi è passato dalla Colonna dell'Immacolata

Il primo nome è Pio IX, che volle il dogma e il monumento, e secondo Aci Stampa assistette ai lavori diretti da Poletti. Il secondo è Ferdinando II, re delle Due Sicilie, che pagò l'opera da Napoli. Il terzo è Luigi Poletti, architetto modenese di nascita attivo a Roma, lo stesso che nell'Ottocento lavorò alla ricostruzione della basilica di San Paolo fuori le Mura dopo l'incendio del 1823.

Poi ci sono gli scultori. Giuseppe Obici per la Madonna. Per i profeti, secondo Rerum Romanarum, Adamo Tadolini firma il Davide, Salvatore Revelli l'Isaia, Carlo Chelli l'Ezechiele e Ignazio Jacometti il Mosè. Vatican News conferma che ogni profeta è opera di un artista diverso. È un campionario della scultura romana di metà Ottocento, formata nella scia del neoclassicismo, raccolto su un solo basamento.

Poi i papi del Novecento e di oggi. Sul ruolo di Pio XII le fonti usano parole diverse: per Aci Stampa fu il primo a deporre fiori, nel 1953, per Vatican News l'omaggio di persona comincia con Giovanni XXIII nel 1958. Dopo di lui Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco e Leone XIV. Con loro, ogni anno, i sindaci di Roma, che accolgono il papa in piazza insieme al cardinale vicario, e le rappresentanze degli ordini religiosi, delle scuole e delle associazioni cittadine indicate nel programma della diocesi.

Resta il protagonista collettivo, i vigili del fuoco. Duecentoventi uomini secondo quasi tutte le fonti, forse duecento, ai verricelli e agli argani nel dicembre 1856. E un vigile solo, ogni 8 dicembre, in cima all'autoscala con la corona in mano. A Roma è difficile trovare un altro legame così diretto fra un corpo dello Stato e un monumento di devozione, rinnovato ogni anno in pubblico davanti a migliaia di persone.

Che cosa dicono i documenti e che cosa si racconta?

I documenti, cioè le pagine di Vatican News, del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e del portale di Roma Capitale, dicono poche cose certe. La colonna viene da Campo Marzio e fu ritrovata nel 1777. Fu alzata il 18 dicembre 1856 da circa duecento pompieri. La statua di Obici fu collocata il 5 agosto 1857. Ferdinando II pagò i lavori. Su questi punti le fonti coincidono, con l'eccezione del numero esatto degli uomini e del giorno dell'inaugurazione.

La tradizione aggiunge un significato alla corona. Si ripete che i vigili del fuoco salgono per ricordare i colleghi che alzarono la colonna, e che il privilegio di posare i fiori spetti a loro per diritto acquisito. Il sito del Corpo racconta una storia un po' diversa: il rito sarebbe nato nel dopoguerra, su richiesta del Vicariato. Le due versioni convivono senza contraddirsi del tutto, perché il ricordo del 1856 spiega la scelta dei vigili, non la data di inizio.

Poi c'è il livello del racconto che nessun archivio conferma. Il più noto è quello della fusione interrotta a metà figura e salvata con una seconda colata: Vatican News lo riporta, ma senza citare il documento da cui proviene. Le fonti istituzionali attribuiscono l'innalzamento solo ai pompieri pontifici agli argani, ed eventuali versioni con forzati o condannati ai lavori non trovano riscontro. Lo stesso vale per qualunque storia di apparizioni legata alla colonna.

Un'altra idea diffusa riguarda l'età del monumento. Molti turisti pensano di trovarsi davanti a una colonna romana rimasta al suo posto per duemila anni, come quella di Marco Aurelio in piazza Colonna. Il fusto è antico, il resto è ottocentesco, e il luogo è stato scelto nel 1854. Non è una leggenda nel senso stretto, ma è l'equivoco più comune fra chi guarda la colonna per la prima volta, e vale la pena di correggerlo subito.

Come funziona l'8 dicembre in piazza Mignanelli?

La giornata comincia presto. Nel 2025, secondo Vatican News, alle 7 i vigili del fuoco hanno deposto la ghirlanda sulla statua. Alle 8.30 la banda della Gendarmeria Vaticana ha eseguito un inno mariano ai piedi della colonna. Alle 9 nella chiesa di Trinità dei Monti è stata celebrata una messa. Il pomeriggio, alle 16, è arrivato il papa per la preghiera. Il programma della diocesi di Roma del 2022 indicava orari simili, con un corteo dei lavoratori delle aziende romane alle 10.30.

L'atto di venerazione del papa è breve. Il pontefice viene accolto dal cardinale vicario e dal sindaco, rende omaggio con i fiori ai piedi del monumento e recita una preghiera all'Immacolata, poi saluta i presenti. Il testo della preghiera cambia ogni anno e viene diffuso dalla Santa Sede. Vatican News lo trasmette in diretta e ne pubblica il resoconto. La cerimonia si svolge con la piazza piena fino ai margini, e chi arriva tardi la segue soprattutto dagli altoparlanti.

Chi vuole seguire la cerimonia da vicino deve scegliere bene il punto. Il lato della scalinata offre una vista rialzata ma lontana, il braccio di via Due Macelli è più vicino al basamento ma le transenne possono chiuderlo. Conviene arrivare nel primo pomeriggio, portare acqua e qualcosa di caldo, e accettare che la vista sarà parziale. La diretta di Vatican News riprende la cerimonia da vicino, e in molti casi lo schermo del telefono mostra più di quanto si veda dalla piazza.

Durante il giorno la base della colonna si riempie di fiori. Ordini religiosi, scuole, associazioni, rappresentanze di quartiere e semplici fedeli portano corone e mazzi che vengono sistemati sul basamento. Nei giorni successivi i fiori restano, e la colonna appare diversa dal resto dell'anno. È il momento in cui il monumento si capisce meglio: non un oggetto d'arte da guardare, ma un luogo di culto all'aperto, con la sua festa e il suo calendario.

La sera, nella basilica dei Santi XII Apostoli, il programma 2025 prevedeva il rosario alle 17.45 e la messa alle 18.30, con il canto del Tota Pulchra, a chiusura di una novena cominciata il 29 novembre. È un appuntamento meno conosciuto di quello in piazza, ma legato alla stessa festa. Per il 2026 gli orari non sono ancora pubblicati: nel 2025 il Vaticano aveva confermato la presenza del papa già a fine settembre, secondo l'agenzia Ansa.

Una precisazione per chi viaggia a dicembre. L'8 dicembre è festa nazionale in Italia, e a Roma coincide con l'avvio delle feste natalizie. Il centro si riempie di romani e visitatori, e la zona di piazza di Spagna diventa una delle più affollate della città. Chi sceglie quella data deve sapere che la colonna sarà il centro di una giornata lunga, rumorosa e presidiata, non un monumento da guardare in silenzio.

Il giorno dopo la festa il clima cambia. Le transenne vengono tolte, la piazza torna al suo traffico ordinario di visitatori e la base della colonna resta coperta dai fiori portati durante la giornata. Qualcuno si ferma a pregare, qualcuno fotografa le corone, e molti passano senza sapere perché la base sia coperta di fiori. Poi, nel giro di qualche giorno, i fiori appassiscono e vengono rimossi.

Chi sono i quattro profeti e che cosa raccontano i rilievi?

I quattro profeti seduti agli angoli del basamento sono Mosè, Isaia, Ezechiele e Davide. La scelta non è casuale. Sono figure dell'Antico Testamento che la tradizione cristiana legge come annunci della Vergine: Isaia per la profezia della giovane che concepirà, Ezechiele per la porta chiusa del tempio, Davide come antenato di Maria secondo la genealogia, Mosè per il roveto che brucia senza consumarsi. Chi guarda la colonna da vicino può riconoscerli dagli attributi.

I bassorilievi del piedistallo raccontano quattro scene. Turismo Roma le elenca così: l'Annunciazione, il sogno di san Giuseppe, l'incoronazione della Vergine e la proclamazione del dogma. L'ultima è la più curiosa, perché mette in scena un fatto accaduto tre anni prima dell'inaugurazione. È un raro caso di cronaca contemporanea scolpita in marmo sotto una statua sacra, in una piazza pubblica.

Gli autori dei profeti sono diversi e lo stile si vede. Quattro mani diverse significano quattro modi di trattare il panneggio, i volti e le pose, dentro lo stesso gusto accademico dell'epoca, e il confronto si fa bene girando intorno al basamento. Nessuno dei quattro ha la forza delle figure barocche della vicina Trevi, ma insieme danno al monumento una base larga e solida, che regge la verticale della colonna. La nostra opinione è che meritino più attenzione della statua in cima.

La statua in cima va guardata con lo stesso metodo dei profeti, ma da lontano. Dal basamento si vede solo la sagoma, dal fondo della piazza o da metà scalinata si colgono la postura e il rapporto con il fusto. Un binocolo aiuta, e anche lo zoom di un telefono basta per leggere il volto nelle ore di luce morbida. La statua di Obici è pensata per essere vista a distanza, come tutte le figure che coronano le colonne onorarie di Roma, e rende meglio così.

Gli autori dei bassorilievi non sono indicati da Turismo Roma né da Vatican News, e il dato non è pubblicato dalle fonti istituzionali. Chi vuole approfondire trova nei rilievi un buon esercizio di lettura: ogni scena si capisce da sola, con pochi personaggi e gesti chiari, pensata per chi la guarda passando. Conviene fare il giro completo del basamento e ricomporre la sequenza a mente, dall'Annunciazione fino al dogma del 1854.

Il monumento romano non è l'unica colonna dedicata all'Immacolata nell'Italia del Sud. A Napoli si trova la guglia dell'Immacolata in piazza del Gesù Nuovo, del Settecento, e a Palermo la colonna di piazza San Domenico, anch'essa settecentesca. Sono due città del regno che finanziò la colonna di Roma. Messa accanto a quelle, la colonna di piazza Mignanelli appare sobria, quasi austera: niente ornati barocchi, un fusto liscio, quattro profeti composti e una sola statua in cima.

Quando è difficile vederla e che cosa non aspettarsi?

La colonna non chiude mai, perché non ha un ingresso. Può però essere difficile avvicinarla. Succede l'8 dicembre, quando la piazza si riempie e il basamento resta dietro le transenne per tutta la giornata. Succede durante grandi eventi e manifestazioni in centro, quando le forze dell'ordine chiudono l'area. Succede, meno spesso, durante i lavori sulla piazza o sulla scalinata. Negli altri giorni si passa e si guarda senza vincoli.

Non aspettatevi un luogo tranquillo. Piazza di Spagna è una delle mete più frequentate di Roma, con folle di visitatori a ogni ora del giorno e venditori ambulanti intorno alla scalinata. La colonna, trovandosi nel braccio più stretto, è meno affollata della Barcaccia, ma non è mai isolata. Non aspettatevi nemmeno panchine all'ombra: la piazza è pavimentata e aperta, e in estate il sole batte a lungo sul basamento.

Non aspettatevi, infine, qualcosa da visitare all'interno. La colonna è un monumento pieno, senza scale, cripte o spazi aperti al pubblico, e il basamento non ha porte da varcare. Chi cerca un luogo mariano in cui entrare trova la chiesa di Trinità dei Monti in cima alla scalinata, con i suoi orari. È un equivoco raro, ma capita a chi vede la folla dell'8 dicembre in televisione e immagina un santuario dietro la statua.

Un'altra cosa da sapere riguarda la manutenzione. Nessun ente pubblica un calendario degli interventi sul monumento, e la colonna può restare coperta da ponteggi per restauri o per verifiche di stabilità senza un avviso ai visitatori. Se trovate impalcature, la piazza resta comunque percorribile e il resto della zona visitabile. Le notizie sui lavori, quando ci sono, escono sul sito di Roma Capitale e sui quotidiani locali nei giorni in cui partono i cantieri.

Mangiare in zona

La zona di piazza di Spagna è fra le più difficili di Roma per mangiare bene a un prezzo onesto. La densità di visitatori favorisce i locali che puntano sul cliente di passaggio: menù fotografici in molte lingue, buttadentro sul marciapiede, voci scritte senza prezzo, cucina aperta dalla mattina a notte senza pausa. Alcune vetrine mettono in scena la pasta fatta a mano davanti ai passanti, spesso come pura scenografia. I romani non si siedono in questi locali, e non per snobismo.

Il motivo è pratico. Dove il prezzo non è scritto, il conto si adatta al cliente, e dove il menù fuori è diverso da quello dentro la sorpresa arriva alla fine. I locali con vista diretta sul monumento tendono a far pagare la posizione più del piatto. Conviene spostarsi di qualche strada, verso le vie laterali fra via del Corso e via di Ripetta. Per orientarsi senza rischi, c'è la lista di indirizzi su Google Maps curata dalla redazione.

Per un caffè vale la stessa prudenza. Nei bar intorno alla piazza il prezzo al banco e quello al tavolino possono essere molto diversi, e il listino non è sempre ben visibile. Chiedete prima di sedervi, oppure fate come i romani, che il caffè lo bevono in piedi al bancone. Anche i gelati venduti a pochi metri dalla scalinata vanno scelti con attenzione, controllando prezzi e porzioni esposti prima di ordinare, soprattutto nelle ore di punta.

Che cosa abbinare in giornata

Il primo abbinamento è immediato. La scalinata porta a Trinità dei Monti, dove l'8 dicembre si celebra la messa del mattino, e davanti alla chiesa si trova l'obelisco Sallustiano. Proseguendo lungo viale Trinità dei Monti si arriva a Villa Medici e poi al Pincio, con la terrazza pubblica che guarda su piazza del Popolo e la cupola di San Pietro sullo sfondo.

Dal Pincio si scende a piazza del Popolo, con l'obelisco Flaminio al centro, le chiese gemelle sul lato sud e Santa Maria del Popolo accanto alla Porta del Popolo. Il ritorno verso piazza di Spagna per via del Babuino chiude un anello di un paio d'ore a piedi, con la colonna come punto di partenza e di arrivo.

Chi preferisce restare sul tema delle colonne e dei monumenti onorari può scendere lungo via del Corso fino a piazza Colonna, con la Colonna di Marco Aurelio e la Galleria Alberto Sordi, e poi a Montecitorio, dove secondo alcune fonti il fusto dell'Immacolata restò a terra per decenni. Verso il Tevere si trovano l'Ara Pacis, il Mausoleo di Augusto e San Lorenzo in Lucina.

Un'alternativa porta verso sud, fra papi e barocco. Da piazza Mignanelli si raggiunge in pochi minuti la Fontana di Trevi con Palazzo Poli alle spalle, poi si sale verso piazza Barberini e Palazzo Barberini. Il tema del barocco romano, che attraversa tutta la zona, è raccolto nelle nostre guide a Bernini a Roma e alla Roma barocca.

Se avete ancora tempo, Villa Borghese si raggiunge dal Pincio o dalla Porta Pinciana, e la Galleria Borghese ha biglietti e orari propri da controllare sul sito del museo. Chi cerca altre idee senza spendere trova spunti nella nostra guida a Roma gratis, dove la colonna rientra a pieno titolo, e nella pagina sui 22 rioni di Roma, per capire dove finisce Campo Marzio.

Domande frequenti

Si paga per vedere la Colonna dell'Immacolata?

No. La colonna si trova in piazza Mignanelli, uno spazio pubblico all'estremità di piazza di Spagna, e si osserva gratis a qualsiasi ora. Non c'è una biglietteria, non ci sono orari e non serve prenotare, nemmeno per assistere all'omaggio dell'8 dicembre, che si svolge all'aperto con accesso libero nei limiti fissati per la sicurezza. Chi propone un biglietto per la colonna vende in realtà un servizio di terzi sulla zona, non un ingresso.

Perché la colonna è stata costruita?

Per celebrare il dogma dell'Immacolata Concezione, proclamato da Pio IX l'8 dicembre 1854, secondo cui Maria fu concepita senza peccato originale. Il papa decise di ricordare la definizione con un monumento in una delle piazze più frequentate di Roma, e scelse una colonna antica ritrovata nel 1777 in Campo Marzio. Il re delle Due Sicilie Ferdinando II finanziò i lavori, e l'architetto Luigi Poletti diresse il progetto. La statua in bronzo è di Giuseppe Obici.

Quando è stata inaugurata?

La colonna fu alzata il 18 dicembre 1856 e la statua collocata il 5 agosto 1857, secondo il sito del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Sull'inaugurazione le fonti non concordano. Vatican News e il portale Turismo Roma indicano l'8 dicembre 1857, terzo anniversario del dogma. Aci Stampa e il blog Rerum Romanarum indicano invece l'8 settembre 1857, festa della Natività di Maria. In entrambi i casi la cerimonia avvenne alla presenza di Pio IX.

Perché i vigili del fuoco salgono sulla colonna l'8 dicembre?

Per ricordare i colleghi che nel dicembre 1856 alzarono la colonna con gli argani, circa duecentoventi uomini secondo la maggior parte delle fonti. Ogni 8 dicembre alle 7 del mattino un vigile del fuoco sale con l'autoscala fino alla statua e posa una corona di fiori sul braccio della Madonna. Sull'inizio del rito le fonti non concordano: il sito del Corpo lo colloca nel dopoguerra, su richiesta del Vicariato, altre fonti lo fanno risalire a prima.

A che ora arriva il papa l'8 dicembre?

Negli ultimi anni l'arrivo è stato fissato alle 16. Nel 2025 papa Leone XIV è arrivato in piazza a quell'ora, accolto dal cardinale vicario Baldo Reina e dal sindaco Roberto Gualtieri, come indicava il programma pubblicato da Vatican News. Il programma dell'8 dicembre 2026 non è ancora pubblicato. Il riferimento per gli orari definitivi sono il sito della diocesi di Roma e Vatican News, che di solito li annunciano fra fine novembre e inizio dicembre.

Si può assistere alla cerimonia del papa?

Sì, la cerimonia si svolge all'aperto e chiunque può assistere dalla piazza, nei limiti degli spazi transennati e dei controlli di sicurezza. Non ci sono biglietti né prenotazioni. Conviene arrivare con molto anticipo, perché la piazza si riempie presto e l'area vicina al basamento si chiude. Chi non vuole affrontare la folla può seguire la diretta di Vatican News.

Chi ha scolpito i quattro profeti?

Ogni profeta è opera di uno scultore diverso, come conferma Vatican News. Secondo Rerum Romanarum, il Davide è di Adamo Tadolini, l'Isaia di Salvatore Revelli, l'Ezechiele di Carlo Chelli e il Mosè di Ignazio Jacometti. Sono artisti attivi a Roma a metà Ottocento, formati nella tradizione accademica. Le quattro statue in marmo occupano gli angoli del basamento, sotto i bassorilievi con l'Annunciazione, il sogno di Giuseppe, l'incoronazione e il dogma.

Dove si trova esattamente la colonna?

In piazza Mignanelli, cioè nel braccio meridionale di piazza di Spagna, davanti al palazzo di Propaganda Fide e a pochi metri dal palazzo di Spagna, sede dell'ambasciata spagnola presso la Santa Sede. Chi arriva dalla scalinata di Trinità dei Monti la trova oltre la Barcaccia, nel tratto che si restringe verso sud, chi arriva da via Due Macelli se la trova di fronte. La fermata più vicina è Spagna, sulla linea A della metropolitana, rinnovata da Atac nel 2024.

Quanto tempo serve per vederla?

Per la colonna da sola bastano dieci minuti, il tempo di girare intorno al basamento e di leggere i profeti e i rilievi. Diventa però molto di più se la si usa come punto di partenza. Trinità dei Monti, Villa Medici, il Pincio, piazza del Popolo e la Fontana di Trevi si trovano tutti nel raggio di una passeggiata, e con qualche chiesa aperta lungo la strada la mezza giornata si riempie senza prendere un mezzo.

Chi ha scritto e su quali fonti

Il testo esce dalla redazione di Tour Leader Pro, la struttura romana che progetta itinerari, visite ed eventi culturali fra Roma e il Lazio. Tariffe, orari e modalità di prenotazione riportati qui risultano dalle fonti ufficiali richiamate nel testo alla data indicata in apertura: per la Colonna dell'Immacolata valgono il portale Turismo Roma, Vatican News, il sito della diocesi di Roma e quello del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco. Segnalateci quello che trovate cambiato.

Organizzare una sosta alla colonna per un gruppo sembra facile, perché non ci sono biglietti né turni. La difficoltà vera è la piazza: folla a ogni ora, spazi stretti nel braccio di piazza Mignanelli, e l'8 dicembre transenne e controlli per tutta la giornata. Conviene fissare il punto di ritrovo lontano dalla scalinata e scegliere una data diversa dalla festa. Per chi progetta uscite culturali in città, una risorsa utile per chi organizza viaggi di gruppo è Tour Leader Pro.

La Colonna dell'Immacolata è anche una porta sul calendario religioso di Roma, che a dicembre unisce la festa dell'8 alle celebrazioni di Natale e ai presepi delle chiese del centro. Chi arriva in città in quelle settimane può costruire un viaggio intorno a queste date, alternando i monumenti alle funzioni e ai mercatini. Per mettere insieme Roma e il Lazio serve un po' di pianificazione, e una risorsa utile per montare un itinerario di più giorni è Italy Planner.

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IndirizzoPiazza Mignanelli Roma Centro storico, Roma, Roma Città 00187

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