Un mondo sull’orlo del baratro. L’ultimo uomo di Mary Shelley alla Keats-Shelley House — dal 20 maggio al 21 novembre 2026
La mostra Un mondo sull'orlo del baratro. L'ultimo uomo di Mary Shelley, titolo originale A World on the Verge: Mary Shelley's The Last Man, è aperta alla Keats-Shelley House, in piazza di Spagna 26, ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, dal 20 maggio fino a novembre 2026: la Casa ha comunicato la chiusura al 21 novembre. Il museo è aperto dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.45. La mostra è compresa nel biglietto del museo: 7 euro l'intero per gli adulti fra 18 e 64 anni, 5 euro il ridotto per under 18, over 65, studenti e soci di alcune associazioni; ingresso gratuito per i bambini sotto i 6 anni, i soci ICOM e i visitatori con disabilità. La prenotazione è possibile ma non obbligatoria, sul sito ufficiale della Casa. La fermata della metro più vicina è Spagna, sulla linea A, a due minuti a piedi.
Duecento anni fa Mary Shelley pubblicò un romanzo in cui l'umanità si estingue per una pandemia. Oggi quel libro, per decenni oscurato da Frankenstein, torna al centro di una mostra nella casa romana dei poeti romantici inglesi. È una mostra piccola, in un museo piccolo, e per questo si visita con la concentrazione che merita.
Un mondo sull'orlo del baratro: che cosa si vede
La mostra celebra i duecento anni dalla pubblicazione de L'ultimo uomo, The Last Man, uscito nel 1826. È curata come ospite da Elisabetta Marino e intreccia, secondo la presentazione della Casa, memoria personale e riflessione sul destino dell'umanità.
Lettere, prime edizioni, dipinti
Il percorso riunisce lettere autografe, prime edizioni, dipinti e opere d'arte contemporanea. La Keats-Shelley House parla di un viaggio immersivo tra biografia e immaginazione distopica: da una parte la vita di Mary Shelley, dall'altra il mondo finito che lei immaginò.
Le risposte degli artisti contemporanei
La mostra invita a riscoprire una delle opere più radicali e lungimiranti della letteratura europea dell'Ottocento anche attraverso risposte poetiche e visive di oggi. È la parte che rende la visita più viva: il romanzo di due secoli fa letto con gli occhi di chi ha attraversato una pandemia vera.
I temi: pandemia, isolamento, fragilità
I temi che la Casa mette in evidenza sono pandemia, crisi globale, isolamento e fragilità della civiltà. Risuonano oggi con una forza che nel 1826 nessuno poteva prevedere, ed è questo il motivo per cui un romanzo a lungo considerato minore è diventato attuale.
Una mostra dentro una casa-museo
La mostra è inserita nel museo, e l'ingresso è compreso nel biglietto ordinario. Si visita dunque insieme alle stanze in cui John Keats trascorse i suoi ultimi giorni e alla collezione di manoscritti, opere d'arte e oggetti personali legati ai giovani romantici inglesi passati per Roma.
L'ultimo uomo, il romanzo
L'ultimo uomo è un romanzo apocalittico di Mary Shelley pubblicato nel 1826. Oggi è considerato uno dei suoi romanzi più importanti dopo Frankenstein e una delle opere che anticipano la fantascienza moderna. Racconta la fine dell'umanità a causa della peste.
La cornice della Sibilla
Nell'introduzione Mary Shelley racconta di aver scoperto nel 1818, in una grotta vicino a Napoli, una raccolta di profezie scritte su foglie dalla Sibilla cumana, e di averle riordinate fino a farne il romanzo. La storia è narrata in prima persona da un uomo che vive alla fine del XXI secolo.
Lionel Verney e il circolo di Shelley
Il narratore si chiama Lionel Verney. Il romanzo contiene ritratti semi-autobiografici dei poeti romantici del circolo degli Shelley, in particolare di Percy Bysshe Shelley e di Lord Byron. Byron era morto nel 1824 a Missolungi, Percy nel 1822: il libro è anche un modo di tenerli in vita.
Napoli come origine
Fu a Napoli, dove gli Shelley rimasero tre mesi a partire dal dicembre 1818, che Mary trovò l'ispirazione per il romanzo. È un dettaglio che lega il libro all'Italia, e rende naturale che a celebrarlo sia una casa-museo romana.
Chi era Mary Shelley
Mary Shelley, nata Mary Wollstonecraft Godwin, nacque a Londra il 30 agosto 1797 e morì a Londra il 1° febbraio 1851. Fu scrittrice, saggista e filosofa. È l'autrice di Frankenstein, ma la sua opera è molto più ampia.
Figlia di due filosofi
Era figlia della filosofa Mary Wollstonecraft, antesignana del femminismo, e del filosofo e scrittore politico William Godwin. La madre morì pochi giorni dopo la sua nascita. Crebbe con il padre, che le lasciò libero accesso alla biblioteca di casa e la fece assistere alle visite di intellettuali come Samuel Taylor Coleridge.
La fuga con Percy Shelley
Incontrò il poeta Percy Bysshe Shelley, allora già sposato, e il 28 luglio 1814 fuggì con lui in Francia, insieme alla sorellastra Claire Clairmont. Il viaggio attraverso Francia, Svizzera e Reno divenne nel 1817 il libro Storia di un viaggio di sei settimane. I due si sposarono il 30 dicembre 1816 a Londra.
Villa Diodati e Frankenstein
Nel maggio 1816 Mary e Percy raggiunsero Ginevra e presero casa vicino a Villa Diodati, dove viveva Lord Byron con il medico John William Polidori. L'estate fu piovosa e fredda; Byron propose che ognuno scrivesse una storia di fantasmi. Da quella sfida nacque Frankenstein, pubblicato anonimo nel 1818 e considerato oggi il primo vero romanzo di fantascienza. Polidori, nella stessa occasione, scrisse Il vampiro.
Gli anni italiani
Nel marzo 1818 gli Shelley lasciarono l'Inghilterra per l'Italia. Furono anni intensi e dolorosi: la figlia Clara morì a Venezia, il figlio William morì a Roma nel giugno 1819. A Firenze, il 12 novembre 1819, nacque Percy Florence, l'unico figlio sopravvissuto. In Italia Mary scrisse Matilda, il romanzo storico Valperga e i drammi Proserpina e Mida.
La morte di Percy e il ritorno a Londra
Nel luglio 1822 Percy Shelley e Edward Williams naufragarono tornando verso Villa Magni, a San Terenzo; i corpi furono ritrovati sulla costa di Viareggio. Le ceneri di Percy furono portate al cimitero acattolico di Roma, vicino a quelle del figlio William. Mary tornò in Inghilterra nel 1823 e scelse di vivere scrivendo, per mantenere sé e il figlio.
La scrittrice professionista
Dopo L'ultimo uomo pubblicò The Fortunes of Perkin Warbeck nel 1830, Lodore nel 1835, Falkner nel 1837, le biografie per la Cabinet Cyclopedia di Lardner, racconti per riviste e, nel 1844, il libro di viaggi A zonzo per la Germania e per l'Italia. Curò le opere poetiche del marito, pubblicate nel 1838, aggiungendo note biografiche che aggiravano il divieto del suocero di pubblicarne una vita.
Mary Shelley oltre Frankenstein
La mostra della Keats-Shelley House è anche un invito a leggere la Mary Shelley meno nota. Gli studi recenti si sono concentrati proprio sulle opere rimaste in ombra: i romanzi storici, il romanzo apocalittico, gli ultimi romanzi, i racconti, i libri di viaggio.
I romanzi storici
Valperga, del 1823, racconta la vita e le avventure di Castruccio, principe di Lucca; Mary lo scrisse anche per aiutare il padre, sempre in difficoltà economiche. The Fortunes of Perkin Warbeck uscì nel 1830. Sono libri che mostrano una scrittrice interessata alla storia e alla politica, lontana dall'immagine della ragazza che inventa un mostro.
Gli ultimi romanzi e i racconti
Lodore, del 1835, e Falkner, del 1837, chiudono la sua produzione romanzesca. Mary non pubblicò mai una raccolta dei suoi racconti, destinati a riviste come The Keepsake: storie gotiche, romantiche e politiche, ambientate tra l'Inghilterra dell'Ottocento, la guerra d'indipendenza greca e l'Italia del Trecento. Tra i titoli, Il mortale immortale e La ragazza invisibile.
Un'idea di società
Le opere di Mary Shelley sostengono spesso gli ideali di cooperazione e comprensione, praticati soprattutto dalle donne, come strada per riformare la società civile. Era una sfida diretta all'individualismo romantico di Percy e alle teorie illuministe del padre. Letta così, L'ultimo uomo diventa anche il racconto di che cosa resta quando la società si dissolve.
La Keats-Shelley House
La Keats-Shelley House è una casa-museo dedicata ai poeti romantici John Keats e Percy Bysshe Shelley. Conserva una delle collezioni più ampie al mondo di cimeli, lettere, manoscritti e dipinti legati ai due poeti, e anche a Byron, Wordsworth, Robert Browning, Elizabeth Barrett Browning e Oscar Wilde.
La casa dove morì Keats
Nel novembre 1820 il poeta John Keats, malato di tubercolosi, arrivò a Roma su consiglio di amici e medici che speravano nel clima più mite. Lo accompagnava il pittore Joseph Severn, che lo assistette fino alla morte, avvenuta in questa casa il 23 febbraio 1821, a venticinque anni. Secondo le norme sanitarie della Roma del tempo, le pareti furono raschiate e gli oggetti della stanza bruciati.
Da appartamento a museo
L'iniziativa per acquistare e restaurare l'appartamento di due stanze in cui Keats passò gli ultimi giorni partì nel 1903, per impulso del poeta americano Robert Underwood Johnson. Con l'aiuto di sostenitori americani, inglesi e italiani, la casa fu acquistata alla fine del 1906 e dedicata nell'aprile 1909 alla Keats-Shelley Memorial Association.
L'edificio
Il palazzo di piazza di Spagna 26 fu rimodellato nel 1724 e 1725 nell'ambito del progetto della scalinata di Trinità dei Monti, disegnato da Francesco de Sanctis, che voleva incorniciare la scala con due edifici identici ai lati. Il museo è al secondo piano. La Casa lo descrive come un edificio storico vincolato, rimasto sostanzialmente com'era dal 1725.
Una curiosità su Un mondo sull'orlo del baratro. L'ultimo uomo di Mary Shelley alla Keats-Shelley House — dal 20 maggio al 21 novembre 2026
La curiosità è un intreccio di date e di luoghi. Mary Shelley dice di aver trovato le profezie della Sibilla nel 1818 vicino a Napoli. L'anno dopo, nel giugno 1819, il suo figlio William morì a Roma. Nel febbraio 1821, in questa casa di piazza di Spagna, morì John Keats. Nel 1822 morì Percy Shelley, e le sue ceneri furono portate al cimitero acattolico di Roma, accanto a quelle di William.
Quando Mary scrisse L'ultimo uomo, tra il 1824 e il 1826, aveva perso quasi tutto: tre figli, il marito, l'amico Byron, morto a Missolungi nel 1824. Il romanzo di un uomo rimasto solo in un mondo svuotato dalla peste è, anche, il romanzo di una donna rimasta sola in un mondo svuotato dalle morti. La mostra usa la parola memoria personale, e non è retorica.
C'è poi un legame con l'altro poeta di questa casa. Percy Shelley è l'autore di Adonais, il poema che lega il suo nome a quello di Keats. Alla morte di Mary, il figlio e la nuora aprirono la sua scrivania e vi trovarono, tra l'altro, una copia di Adonais con una pagina ripiegata intorno a un involto di seta: conteneva le ceneri del cuore di Shelley. Keats, Shelley e Mary sono tenuti insieme anche da questo libro.
Una cosa che non ti dice nessuno su Un mondo sull'orlo del baratro. L'ultimo uomo di Mary Shelley alla Keats-Shelley House — dal 20 maggio al 21 novembre 2026
Quello che quasi nessuno dice è che il museo chiude a pranzo. L'orario è dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, dal lunedì al sabato: tra l'una e le due la porta è chiusa, e la domenica non è tra i giorni indicati. Chi passa in piazza di Spagna a mezzogiorno e mezza e pensa di entrare al volo rischia di trovarsi a metà visita all'ora della pausa.
La seconda cosa riguarda l'accessibilità. La Casa è un edificio storico vincolato e alcune aree non sono fisicamente accessibili. L'accesso in sedia a rotelle è possibile una volta arrivati al piano del museo, che però si raggiunge con una rampa di scale. Sono disponibili le didascalie in caratteri grandi alla cassa, e i cani guida sono benvenuti. La Casa chiede a chi ha esigenze specifiche di contattarla prima.
La terza è la data di chiusura. Le comunicazioni della Casa indicano il 21 novembre; il calendario degli eventi del sito ufficiale riporta invece il 26 novembre. Nel dubbio, conviene considerare il 21 come ultimo giorno sicuro, e verificare sul sito prima di andare nell'ultima settimana.
Infine, uno sconto: chi visita la Keats-Shelley House e la Casa di Goethe entro tre giorni risparmia un euro sul secondo ingresso, mostrando il biglietto del primo. Vale anche sui ridotti.
Il consiglio che ti do per visitare Un mondo sull'orlo del baratro. L'ultimo uomo di Mary Shelley alla Keats-Shelley House — dal 20 maggio al 21 novembre 2026
Conviene entrare di mattina, alle 10, all'apertura. Piazza di Spagna a quell'ora è ancora vivibile, e la Casa, che si presenta come un'esperienza raccolta e intima lontana dal caos della città, lo è davvero solo se si evitano le ore di punta. Un'ora basta per la mostra e le stanze di Keats.
Leggete almeno le prime pagine de L'ultimo uomo prima di andare. Non serve finirlo: basta l'introduzione con la grotta della Sibilla e l'inizio della storia di Lionel Verney. Le lettere autografe e le prime edizioni in vetrina parleranno molto di più.
Se potete, scegliete un giorno in cui la Casa organizza un incontro. Tra gli appuntamenti annunciati sul sito ci sono un talk pubblico sul romanzo tenuto da Diego Saglia, un reading di poesia con composizione dal vivo di Brian Sonia-Wallace l'8 ottobre, un incontro su Axel Munthe il 15 ottobre, un laboratorio sull'arte che nasce dalla poesia il 24 ottobre e, il 12 novembre, la proiezione in collegamento da New York di The Cenci, il dramma di Percy Shelley. Molti appuntamenti sono in inglese; controllate sul sito lingua e modalità di prenotazione.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Frankenstein nacque in una notte di pioggia a Villa Diodati, da una gara di racconti di fantasmi proposta da Byron. È meno citato perché quell'estate fosse così piovosa: l'anno prima, nel 1815, l'eruzione del vulcano Tambora in Indonesia aveva causato temperature rigidissime anche d'estate. Il 1816 fu l'anno in cui il clima cambiò per un vulcano lontano, e dal maltempo nacque il romanzo più famoso di Mary Shelley.
Altro fatto poco ricordato: Frankenstein uscì anonimo nel 1818, e molti critici e lettori pensarono che il vero autore fosse Percy Shelley, anche perché il libro era dedicato a William Godwin. Mary aveva diciotto anni quando cominciò a scriverlo.
E ancora: nella stessa gara di Villa Diodati, John William Polidori scrisse Il vampiro, racconto che avrebbe influenzato il Dracula di Bram Stoker. In una sola estate svizzera nacquero due figure che il Novecento avrebbe portato al cinema infinite volte. L'ultimo uomo, la terza grande invenzione di Mary, ha dovuto aspettare due secoli, e una pandemia, per essere letto con la stessa attenzione.
La foto giusta da fare a Un mondo sull'orlo del baratro. L'ultimo uomo di Mary Shelley alla Keats-Shelley House — dal 20 maggio al 21 novembre 2026
La foto giusta si fa fuori, e comprende la casa e la scalinata insieme. Il palazzo di piazza di Spagna 26 fu rimodellato proprio per incorniciare la scalinata di Trinità dei Monti, con un edificio gemello sul lato opposto. Mettetevi in piazza, all'altezza della Barcaccia, e inquadrate la scala con i due palazzi ai lati: la simmetria voluta da Francesco de Sanctis nel 1725 è lì, ancora leggibile.
L'immagine scelta dalla Casa per la pagina della mostra è il dettaglio di un orologio e di un obelisco con geroglifici, fotografati attraverso un velo sfocato: un modo di guardare Roma come la guarderebbe l'ultimo uomo, da solo. Prendetela come invito a cercare anche voi un dettaglio, invece della solita veduta.
Dentro il museo, prima di fotografare, chiedete al personale quali regole valgono per la mostra. In una casa di poche stanze, un ricordo scritto sul taccuino vale spesso più di una foto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Nel 1724 e 1725 il palazzo di piazza di Spagna 26 fu rimodellato nel quadro del progetto della scalinata di Trinità dei Monti. Nel novembre 1820 vi arrivò John Keats con Joseph Severn; il 23 febbraio 1821 Keats vi morì. Subito dopo, per legge sanitaria, le pareti furono raschiate e gli oggetti bruciati.
Nel 1903 Robert Underwood Johnson avviò la campagna per acquistare l'appartamento; alla fine del 1906 fu comprato e nell'aprile 1909 dedicato alla Keats-Shelley Memorial Association. Da allora l'appartamento è noto come Keats-Shelley House.
Durante la Seconda guerra mondiale la Casa entrò in clandestinità, soprattutto dopo il 1943: furono tolte le insegne esterne per proteggerne i contenuti dalle forze tedesche. La biblioteca di diecimila volumi rimase in sede, ma nel dicembre 1942 due casse di cimeli furono inviate all'abbazia di Montecassino per sicurezza. Nell'ottobre 1943 l'archivista dell'abbazia le mise tra i propri effetti personali durante l'evacuazione, perché non cadessero in mani tedesche. Il curatore le recuperò e le casse furono riaperte in piazza di Spagna nel giugno 1944, con l'arrivo degli Alleati a Roma.
Chi è passato da Un mondo sull'orlo del baratro. L'ultimo uomo di Mary Shelley alla Keats-Shelley House — dal 20 maggio al 21 novembre 2026
In questa casa ha vissuto e è morto John Keats, a venticinque anni. Lo ha assistito e curato fino alla fine il pittore Joseph Severn. Dopo, per salvare la casa, è passato di qui il poeta americano Robert Underwood Johnson, promotore dell'acquisto.
Nelle vetrine del museo sono passati, attraverso lettere, ritratti e oggetti, Percy Bysshe Shelley e Lord Byron, William Wordsworth, Robert Browning ed Elizabeth Barrett Browning, Oscar Wilde. La Casa li chiama i giovani romantici inglesi che hanno trascorso tempo a Roma.
E quest'anno ci passa Mary Shelley, con le sue lettere autografe e le prime edizioni del romanzo che scrisse pensando ai suoi morti. A Roma aveva perso il figlio William. Le ceneri di Percy, e quelle di William, sono al cimitero acattolico, a pochi chilometri da qui. Con questa mostra, per qualche mese, anche lei ha un posto in piazza di Spagna.
Gli incontri d'autunno alla Keats-Shelley House
Intorno alla mostra la Casa ha un calendario fitto di appuntamenti pubblici. Quelli annunciati sul sito per l'autunno 2026 permettono di scegliere il giorno della visita in funzione di un incontro.
Il talk di Diego Saglia
In evidenza nel programma c'è un incontro pubblico su L'ultimo uomo tenuto da Diego Saglia, pensato come approfondimento diretto della mostra: la data si trova nella pagina degli eventi della Casa.
Il club del libro, 30 settembre
Mercoledì 30 settembre, dalle 16 alle 17.30, riprende dopo la pausa estiva il club del libro in lingua inglese, dedicato a un racconto breve, Roman Fever.
Poesia dal vivo, 8 ottobre
Giovedì 8 ottobre, dalle 17 alle 18, Brian Sonia-Wallace propone un reading di poesia con composizione dal vivo, tra testi scritti e versi improvvisati.
Axel Munthe, 15 ottobre
Giovedì 15 ottobre, dalle 17 alle 18, un incontro è dedicato ad Axel Munthe, figura svedese vissuta tra il 1857 e il 1949, che la Casa descrive come affascinante, elusiva ed eclettica.
Laboratorio, 24 ottobre
Sabato 24 ottobre, dalle 10.30 alle 13.30, il laboratorio Making Art from Poetry invita a creare immagini a partire dalla poesia.
The Cenci, 12 novembre
Giovedì 12 novembre, dalle 17 alle 19, la Casa trasmette da New York una rappresentazione di The Cenci di Percy Shelley. È l'occasione per chiudere la stagione della mostra con l'altro Shelley.
Come arrivare alla Keats-Shelley House
La Keats-Shelley House è in piazza di Spagna 26, accanto alla scalinata, a breve distanza dalla Fontana di Trevi e da Villa Borghese, come indica la Casa stessa.
In metro
La fermata più vicina è Spagna, sulla linea A della metropolitana, a circa due minuti a piedi dal museo. È il modo più semplice di arrivare da Termini o dal Vaticano.
A piedi
Dal centro storico si arriva a piedi in pochi minuti, ed è il modo più piacevole: la piazza, con la Barcaccia e la scalinata, si scopre meglio arrivando a passo lento.
In autobus
Le linee di superficie che servono la zona variano con i lavori e con gli orari: per il percorso più adatto dal proprio punto di partenza, usate il calcolatore ATAC con destinazione piazza di Spagna.
Orari e biglietti della Keats-Shelley House
Il museo è aperto dal lunedì al sabato, dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. L'ultimo ingresso è alle 17.45.
I prezzi
Il biglietto intero costa 7 euro per gli adulti fra 18 e 64 anni. Il ridotto costa 5 euro per under 18 e over 65, studenti con documento valido e soci Touring Club, Carta per due e FAI. Entrano gratis i soci ICOM, i bambini sotto i 6 anni e i visitatori con disabilità. Può essere richiesta una prova del diritto alla riduzione. La mostra è inclusa nel biglietto.
Prenotazione e gruppi
La prenotazione è possibile ma non necessaria. Per gruppi, scuole e operatori turistici la Casa ha pagine dedicate sul sito ufficiale.
Accessibilità della Keats-Shelley House
La Keats-Shelley House è un edificio storico, vincolato e sostanzialmente invariato dal 1725: alcune aree non sono fisicamente accessibili. L'accesso in sedia a rotelle è disponibile una volta raggiunto il piano del museo, a cui si arriva con una rampa di scale. Alla cassa ci sono versioni delle didascalie in caratteri grandi e i cani guida sono ammessi. La Casa invita a contattarla in anticipo per discutere esigenze specifiche.
La mostra con i ragazzi
Per i bambini piccoli la mostra è impegnativa. Per i ragazzi delle scuole superiori, invece, è una buona occasione: Frankenstein lo conoscono tutti, L'ultimo uomo quasi nessuno, e il tema della pandemia lo hanno vissuto. Il laboratorio del 24 ottobre sull'arte ispirata alla poesia è pensato per chi vuole fare, non solo guardare; verificatene sul sito l'età consigliata.
Che cosa vedere intorno a piazza di Spagna
Piazza di Spagna è il punto di partenza per molte passeggiate. In salita, la scalinata porta a Trinità dei Monti; la Casa ricorda che anche Villa Borghese e la Fontana di Trevi sono a breve distanza.
La Casa di Goethe
La Casa di Goethe è l'altra casa-museo di un grande scrittore straniero a Roma. Con lo sconto incrociato di un euro, visitarle entrambe in tre giorni è un piccolo itinerario letterario.
Il cimitero acattolico
Chi esce dalla mostra con la voglia di chiudere il cerchio può andare al cimitero acattolico, dove riposano le ceneri di Percy Shelley e il piccolo William. È dall'altra parte della città, ma è la visita che dà senso a tutta la storia.
Dove mangiare vicino a piazza di Spagna
La zona di piazza di Spagna è tra le più turistiche e care di Roma. Per un pranzo semplice conviene cercare nelle vie laterali bar e trattorie meno esposti. La pausa del museo tra le 13 e le 14 coincide con l'ora di pranzo: organizzatevi per entrare prima o dopo.
L'autunno a Roma, i mesi della mostra
La mostra accompagna l'autunno romano fino a novembre. Ottobre è il mese migliore: giornate ancora lunghe, luce calda sulla scalinata, incontri in programma alla Casa quasi ogni settimana. In novembre le giornate si accorciano e il museo resta un rifugio silenzioso nella piazza più affollata della città.
Domande frequenti su L'ultimo uomo di Mary Shelley
Fino a quando è aperta la mostra su Mary Shelley alla Keats-Shelley House?
La mostra Un mondo sull'orlo del baratro. L'ultimo uomo di Mary Shelley è aperta alla Keats-Shelley House dal 20 maggio 2026. Le comunicazioni della Casa indicano la chiusura al 21 novembre 2026, mentre il calendario eventi del sito riporta il 26 novembre: conviene considerare il 21 come data sicura e verificare sul sito ufficiale.
Quanto costa il biglietto della Keats-Shelley House?
Alla Keats-Shelley House il biglietto intero costa 7 euro per gli adulti fra 18 e 64 anni e il ridotto 5 euro per under 18, over 65 e studenti. Entrano gratis bambini sotto i 6 anni, soci ICOM e visitatori con disabilità. La mostra su Mary Shelley è compresa nel biglietto.
Quali sono gli orari della Keats-Shelley House?
La Keats-Shelley House è aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, con ultimo ingresso alle 17.45. Tra le 13 e le 14 il museo è chiuso. La domenica non compare tra i giorni di apertura indicati.
Che cosa si vede nella mostra su L'ultimo uomo?
La mostra della Keats-Shelley House su L'ultimo uomo di Mary Shelley riunisce lettere autografe, prime edizioni, dipinti e opere d'arte contemporanea. Racconta il romanzo del 1826 sulla fine dell'umanità per una pandemia, intrecciando la biografia dell'autrice con temi come isolamento e crisi globale.
Chi ha curato la mostra su Mary Shelley?
La mostra Un mondo sull'orlo del baratro alla Keats-Shelley House è curata come ospite da Elisabetta Marino. Celebra i duecento anni dalla pubblicazione de L'ultimo uomo, il romanzo apocalittico che Mary Shelley pubblicò nel 1826, otto anni dopo Frankenstein.
Come si arriva alla Keats-Shelley House?
La Keats-Shelley House è in piazza di Spagna 26, accanto alla scalinata di Trinità dei Monti. La fermata della metro più vicina è Spagna, sulla linea A, a circa due minuti a piedi. Dal centro storico si arriva comodamente a piedi.
La Keats-Shelley House è accessibile in sedia a rotelle?
La Keats-Shelley House è un edificio storico vincolato: l'accesso in sedia a rotelle è possibile sul piano del museo, che però si raggiunge con una rampa di scale. Sono disponibili didascalie in caratteri grandi e i cani guida sono ammessi. La Casa consiglia di contattarla prima della visita.
Un consiglio preciso: andate alla Keats-Shelley House una mattina feriale, all'apertura, con L'ultimo uomo letto almeno per le prime pagine. Uscite, scendete la scalinata e guardate la piazza piena di gente. Poi pensate a Lionel Verney, il narratore del romanzo di Mary Shelley, l'ultimo uomo rimasto in un mondo vuoto. Capirete perché quel libro, dopo duecento anni, ha smesso di sembrare fantascienza.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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