Luci rotte al Teatro Belli — dall’8 all’11 dicembre 2026
Luci rotte, testo di e con Barbara Giordano per la regia di Daniele Muratore, prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno, va in scena al Teatro Belli di Roma dall'8 all'11 dicembre 2026, da martedì a venerdì, sempre alle 21:00. Il teatro si trova in Piazza di Sant'Apollonia 11/a, 00153 Roma, fra i vicoli di Trastevere, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere; per bus e tram il riferimento sono le linee che percorrono viale di Trastevere e i lungotevere, da verificare sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti di Roma. Secondo la scheda pubblicata dal teatro il biglietto intero costa 20 euro e il ridotto 15 euro; si compra sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal sito ufficiale del Belli oppure al botteghino, aperto dal martedì alla domenica prima delle rappresentazioni, allo 06 5894875 o a botteghino@teatrobelli.it.

È una storia di Natale raccontata da un punto di vista insolito: quello di un abete rosso che per diciassette anni ha vissuto con una famiglia romana e che, alla vigilia del suo ultimo Natale, ricostruisce che cosa ha visto. Le musiche sono di Vanja Sturno, la scena di Anna Cingi, i costumi di Laura Giannisi.
Luci rotte al Belli: date, orari e biglietti
Luci rotte resta al Teatro Belli per quattro sere consecutive, da martedì 8 a venerdì 11 dicembre 2026, con inizio alle 21:00.
Quattro repliche serali
La prima replica cade martedì 8 dicembre, giorno dell'Immacolata; seguono mercoledì 9, giovedì 10 e venerdì 11 dicembre, tutte alle 21:00. Non sono previste repliche pomeridiane né nel fine settimana: chi vuole vedere lo spettacolo deve scegliere una sera infrasettimanale, oppure la sera del giorno festivo.
Intero e ridotto
Il biglietto intero costa 20 euro, il ridotto 15 euro, secondo la scheda ufficiale dello spettacolo. Le condizioni per il ridotto non sono dettagliate sulla pagina: conviene chiederle al botteghino al momento dell'acquisto.
Dove comprare
Il sito del Teatro Belli rimanda al circuito di prevendita autorizzato per l'acquisto online. In alternativa si può telefonare al botteghino, allo 06 5894875, o scrivere a botteghino@teatrobelli.it. In una sala raccolta come il Belli i posti non sono molti: per la sera dell'8 dicembre, festiva, il consiglio è di prenotare con anticipo.
La durata
La durata dello spettacolo non è pubblicata nella scheda del teatro. Con l'inizio alle 21:00 è prudente considerare un'uscita non prima delle 22:30 e organizzare il ritorno di conseguenza.
La trama: diciassette anni visti da un albero
Luci rotte racconta la storia di un abete rosso che per diciassette anni ha abitato la casa della famiglia Amato, secondo la presentazione pubblicata dal Teatro Belli.
Un albero scelto da una bambina
L'abete fu comprato per esaudire il desiderio di Luce, una bambina che lo aveva scelto fra tutti quelli in vendita. Da allora ha passato undici mesi all'anno sul balcone e ogni dicembre nel salotto di famiglia, coperto di addobbi, lucine e ricordi. È un albero vero, piantato in un vaso, che cresce insieme alla famiglia e ne diventa un testimone.
L'ultimo Natale
Ora l'albero è vecchio, storto, quasi spoglio. La casa è stata venduta, e questo sarà il suo ultimo Natale. Prima di andarsene ricostruisce la propria storia e quella degli esseri umani che per anni gli sono vissuti intorno: è il punto di partenza del racconto.
La famiglia Amato
Intorno all'albero si muovono i nonni Nevio e Celestina, le figlie Margherita e Viviana, e poi Ruggero, Caterina, Rizwana. La presentazione descrive una famiglia rumorosa, buffa, esasperante e apparentemente simile a molte altre, che ogni Natale ripete gli stessi rituali come se ripeterli potesse tenere insieme ogni cosa.
Le luci che si spezzano
Nei ricordi dell'albero qualcosa torna continuamente a spezzarsi: sono le luci. Attraverso il suo sguardo ingenuo, incapace di comprendere fino in fondo i comportamenti umani ma anche di dimenticarli, quella che sembrava una commedia familiare cambia lentamente forma. Una notte l'albero vede qualcosa che nessuno avrebbe dovuto permettere, e tenta, con l'unico strumento che possiede, di fare più luce.
Il ritorno di Luce
Diciassette anni dopo Luce torna nella casa della sua infanzia. Gli oggetti vengono divisi, i ricordi distribuiti, la famiglia continua a raccontarsi la propria versione della storia. Luce non vuole fotografie, vestiti o cimeli: vuole soltanto l'albero. Portando con sé quell'essere sradicato, testimone silenzioso della sua infanzia, sceglie finalmente quali radici salvare.
Luci rotte: un titolo a doppio fondo
Il titolo Luci rotte gioca su due piani: le lucine dell'albero di Natale che si guastano, e il nome della protagonista, Luce.
Le lucine
Chiunque abbia addobbato un albero conosce il momento in cui una fila di lucine smette di funzionare. Nel testo di Barbara Giordano quel guasto domestico diventa il segnale che qualcosa, nella famiglia, si è rotto. Le luci che tornano a spezzarsi nei ricordi dell'albero sono la spia di un malessere che nessuno nomina.
Luce
La bambina che sceglie l'abete si chiama Luce. Il plurale del titolo può riferirsi anche a lei, e alle altre vite che quella casa ha visto incrinarsi. Quando l'albero, una notte, cerca di fare più luce, il gioco di parole diventa il centro morale della storia: illuminare ciò che è stato nascosto.
Le radici
La presentazione si chiude con un'altra immagine vegetale: Luce sceglie quali radici salvare. Un albero in vaso, sradicato per definizione, diventa la metafora di una famiglia che deve decidere che cosa conservare del proprio passato.
Barbara Giordano, Daniele Muratore e la squadra artistica
Luci rotte è scritto e interpretato da Barbara Giordano, diretto da Daniele Muratore e prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno.
Barbara Giordano
La formula di e con indica che Barbara Giordano firma il testo e lo porta in scena. È la condizione tipica del teatro d'autore nelle sale piccole: chi scrive conosce ogni pausa della propria drammaturgia e la restituisce in prima persona. Il numero degli interpreti in scena non è indicato nella scheda: la famiglia Amato conta molti personaggi, e il punto di vista dell'albero lascia aperte diverse soluzioni sceniche.
Daniele Muratore, la regia
La regia è di Daniele Muratore. Il suo compito, in un testo narrato da un albero, è decidere come rendere visibile quel punto di vista: attraverso la voce, la luce, la scena. La scheda del teatro non aggiunge dettagli sull'impianto registico, che si scopre in sala.
Musiche, scena e costumi
Le musiche sono di Vanja Sturno, la scena di Anna Cingi, i costumi di Laura Giannisi. In uno spettacolo che attraversa diciassette anni di Natali, scena e costumi hanno il compito di segnare il tempo che passa senza cambiare luogo: il salotto resta lo stesso, sono le persone e l'albero a invecchiare.
La Compagnia Mauri Sturno
La Compagnia Mauri Sturno, che produce Luci rotte, fu fondata nel 1981 dagli attori Glauco Mauri e Roberto Sturno, legati da un lungo sodalizio artistico.
Glauco Mauri
Glauco Mauri, nato a Pesaro il primo ottobre 1930 e morto a Roma il 28 settembre 2024, è stato attore, regista teatrale e doppiatore. Nel 1977 prestò la voce italiana al governatore Tarkin, interpretato da Peter Cushing in Guerre stellari, e doppiò Laurence Olivier in diversi film. Con la compagnia che portava il suo nome e quello di Sturno propose un vasto repertorio di autori classici.
Roberto Sturno
Roberto Sturno, nato a Roma nel 1946 e morto a Tagliacozzo il 22 settembre 2023, è stato un attore teatrale, noto principalmente come cofondatore e primo attore della compagnia Mauri Sturno.
Un repertorio di classici
Nel corso degli anni la compagnia ha affrontato Sofocle, Shakespeare, Molière, Goethe, Čechov, Pirandello e Brecht, insieme ad autori contemporanei. La produzione di un testo nuovo come Luci rotte, scritto da un'autrice attrice, mostra una compagnia che continua a lavorare dopo la scomparsa dei suoi fondatori.
Il Teatro Belli, sala storica di Trastevere
Il Teatro Belli si trova in Piazza di Sant'Apollonia 11/a, a Trastevere, e oggi porta il nome ufficiale di Teatro Belli di Antonio Salines, in omaggio all'attore e regista che lo riaprì nel 1972.
Da chiesa a palcoscenico
Secondo la storia pubblicata dal teatro, la sala occupa quella che fu la chiesa del monastero di Sant'Apollonia, da cui prende nome la piazza, ed era già attiva come teatro nella seconda metà dell'Ottocento. Negli anni Dieci del Novecento divenne un cinema con l'insegna AMOR; negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta ospitò locali notturni.
La rinascita del 1972
Nel 1969 Antonio Salines rilevò il Belli, chiuso e ridotto a macerie, quando si parlava di trasformarlo in un ristorante. Lo restaurò e lo riaprì nel gennaio 1972, restandone direttore artistico per oltre quarant'anni. Da allora la sala è uno dei luoghi del teatro di ricerca romano.
Una scatola scenica piccola
La scheda tecnica descrive un palcoscenico largo 9,25 metri e profondo 5, con uno spazio utile di 8 metri per 4,54 e un boccascena di 6 metri per 4,30. Il sito del teatro sottolinea che ogni poltrona è a stretto contatto con il palcoscenico. Per un testo intimo come Luci rotte, ambientato in un salotto di famiglia, è la misura giusta: il pubblico si trova quasi dentro la stanza.
Una curiosità su Luci rotte al Teatro Belli — dall'8 all'11 dicembre 2026
La curiosità più bella riguarda la narratrice, anzi il narratore: un albero. Nel teatro è raro che la voce che racconta sia quella di un oggetto, o di un essere vivente che non parla. In Luci rotte l'abete rosso della famiglia Amato ricostruisce diciassette anni di Natali con uno sguardo ingenuo, che non capisce del tutto i comportamenti umani ma non riesce a dimenticarli. È un espediente che permette di osservare la famiglia da fuori e da dentro nello stesso momento: l'albero è in salotto, vede tutto, e nessuno si cura di lui.
La seconda curiosità è di calendario. La prima replica di Luci rotte cade martedì 8 dicembre, giorno dell'Immacolata, festa che apre il periodo natalizio. Andare a vedere la storia di un albero che vive il suo ultimo Natale proprio all'inizio delle feste dà alla serata un sapore particolare.
La terza riguarda il nome della protagonista. Luce è la bambina che sceglie l'albero, e il titolo, Luci rotte, contiene il suo nome al plurale. Il gioco di parole attraversa tutto il testo fino all'ultima immagine: l'albero che cerca di fare più luce.
Trastevere intorno al Teatro Belli
Piazza di Sant'Apollonia è uno slargo fra i vicoli di Trastevere, a due passi da piazza di Santa Maria in Trastevere, la piazza della basilica e della fontana.
Santa Maria in Trastevere
La basilica di Santa Maria in Trastevere è la meta più naturale prima dello spettacolo: la facciata con i mosaici, illuminata la sera, è il fondale che molti romani associano al rione.
Verso il Tevere
Scendendo verso il fiume si incontrano Santa Cecilia in Trastevere e, oltre il lungotevere, l'Isola Tiberina. Verso nord, Ponte Sisto collega il rione a via Giulia e a Campo de' Fiori.
Musei e colline
Il Museo di Roma in Trastevere, in piazza di Sant'Egidio, è a pochi minuti a piedi. Per chi ha il pomeriggio libero prima della replica, la salita al Gianicolo passando per San Pietro in Montorio è la passeggiata più bella della zona. La pagina su cosa vedere a Trastevere aiuta a comporre il resto della giornata.
Una cosa che non ti dice nessuno su Luci rotte al Teatro Belli — dall'8 all'11 dicembre 2026
Quello che la locandina natalizia non dice è che Luci rotte non è una commedia di Natale nel senso consueto. La presentazione è chiara: quella che sembra una commedia familiare cambia lentamente forma, e una notte l'albero vede qualcosa che nessuno avrebbe dovuto permettere. Il testo parte dai rituali buffi e rumorosi di una famiglia qualunque e scende, poco alla volta, verso qualcosa di più doloroso. Chi cerca una serata leggera per le feste deve saperlo; chi cerca un teatro che usi il Natale per guardare dentro le famiglie trova lo spettacolo giusto.
La seconda cosa riguarda il pubblico. Proprio per questa svolta, a nostro giudizio Luci rotte è uno spettacolo per adulti e per ragazzi grandi, non per bambini piccoli, nonostante l'albero e le lucine. La scheda del teatro non indica limiti d'età: in caso di dubbio conviene chiedere al botteghino.
La terza è pratica: le repliche sono solo serali, alle 21:00, e solo dal martedì al venerdì. Chi lavora durante la settimana ha una sola sera festiva a disposizione, l'8 dicembre, ed è probabilmente quella che si riempie per prima.
Il consiglio che ti do per visitare Luci rotte al Teatro Belli — dall'8 all'11 dicembre 2026
Il primo consiglio è di prenotare presto, soprattutto per la sera dell'8 dicembre. Il Belli è una sala raccolta, e quattro repliche infrasettimanali non lasciano molte alternative a chi arriva tardi.
Il secondo riguarda l'atteggiamento. Luci rotte comincia come una commedia familiare e cambia strada: il consiglio è di lasciarsi portare dal punto di vista dell'albero, ingenuo e ostinato, senza aspettarsi il lieto fine delle storie natalizie. Il finale, secondo la presentazione, è una scelta: Luce decide quali radici salvare. È un finale aperto sul futuro, più che una consolazione.
Il terzo riguarda la serata. Con l'inizio alle 21:00 conviene cenare prima, presto, in una trattoria del rione, oppure fare un aperitivo e cenare dopo, quando i vicoli di Trastevere sono ancora pieni. Il quarto: in una sala dove ogni poltrona è a contatto con il palco, arrivare in ritardo significa disturbare. Meglio presentarsi un quarto d'ora prima.
Come arrivare al Teatro Belli
Il Teatro Belli si trova in Piazza di Sant'Apollonia 11/a, fra piazza di Santa Maria in Trastevere e viale di Trastevere, e si raggiunge a piedi dal centro storico o con i mezzi che percorrono viale di Trastevere.
Con i mezzi pubblici
Diverse linee di superficie percorrono viale di Trastevere e i lungotevere. Linee, fermate e orari serali cambiano spesso per lavori e deviazioni: il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti di Roma è il modo più sicuro per scegliere, soprattutto la sera dell'8 dicembre, giorno festivo.
A piedi dal centro
Da Campo de' Fiori si attraversa Ponte Sisto e in una decina di minuti si arriva a piazza di Santa Maria in Trastevere; da lì piazza di Sant'Apollonia è a un passo. Spesso è la soluzione più veloce, perché la sera il traffico su viale di Trastevere può essere intenso.
In auto e in taxi
Trastevere è in gran parte zona a traffico limitato nelle ore serali e parcheggiare nei vicoli è quasi impossibile. Conviene lasciare l'auto fuori dal rione e completare a piedi; in taxi ci si fa lasciare su viale di Trastevere o in piazza Trilussa.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Glauco Mauri è stato uno dei grandi attori del teatro italiano, interprete di Shakespeare e dei classici per oltre mezzo secolo. È meno citato che la sua voce è stata ascoltata da milioni di spettatori al cinema senza che molti lo sapessero: nel 1977 fu lui a doppiare in italiano il governatore Tarkin, il personaggio di Peter Cushing in Guerre stellari, e prestò la voce anche a Laurence Olivier in diversi film. La compagnia che produce Luci rotte nasce dunque da un attore che ha frequentato con la stessa serietà il palcoscenico e la sala di doppiaggio.
Un secondo fatto noto e poco citato riguarda il Teatro Belli. Si sa che è una sala storica di Trastevere; si ricorda meno che per un periodo, negli anni Dieci del Novecento, fu un cinema chiamato AMOR, e che prima ancora era la chiesa di un monastero. Pochi teatri romani hanno cambiato funzione tante volte senza perdere il legame con lo spettacolo.
Il terzo fatto riguarda la compagnia: la Mauri Sturno fu fondata nel 1981, e per oltre quarant'anni ha portato in scena Sofocle, Shakespeare, Molière, Goethe, Čechov, Pirandello e Brecht. Un testo contemporaneo di un'autrice attrice come Luci rotte si inserisce in un catalogo di classici.
La foto giusta da fare a Luci rotte al Teatro Belli — dall'8 all'11 dicembre 2026
La foto giusta, per uno spettacolo che parla di un albero di Natale e di luci che si rompono, si fa fuori dal teatro. Uscendo dal Belli dopo le 22:30, piazza di Sant'Apollonia e i vicoli intorno sono illuminati dalle luci delle feste: una foto dell'ingresso del teatro con le luminarie del rione intorno è il modo più semplice di ricordare la serata.
La seconda si fa a pochi passi, in piazza di Santa Maria in Trastevere: la facciata della basilica con i mosaici illuminati, la fontana e la piazza nelle sere di dicembre. È l'immagine più riconoscibile del rione.
Dentro la sala, il consiglio è di non scattare durante lo spettacolo: in un teatro dove ogni poltrona è a contatto con il palcoscenico, lo schermo di un telefono si vede dal palco e disturba gli attori. Agli applausi finali, se il teatro lo consente, una foto del palco con la scena di Anna Cingi è il ricordo migliore.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Belli si legge per strati, come quella di Trastevere. Il primo strato è religioso: la sala occupa quella che fu la chiesa del monastero di Sant'Apollonia, da cui ha preso il nome anche la piazza. È un'origine che il teatro ricorda nella sua storia ufficiale e che spiega la forma raccolta dell'ambiente.
Il secondo strato è ottocentesco: nella seconda metà del secolo l'edificio era già un teatro attivo, e sul suo palcoscenico passarono alcuni fra i grandi nomi della scena italiana. Il terzo è il cinema: negli anni Dieci del Novecento la sala divenne un cinematografo con l'insegna AMOR. Il quarto è notturno: negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta vi si susseguirono locali notturni, fino alla chiusura dell'ultimo dopo un fatto di sangue avvenuto all'ingresso. Seguì l'abbandono.
Il quinto strato comincia nel 1969, quando Antonio Salines rilevò l'edificio in rovina, destinato a diventare un ristorante, e lo restaurò. La riapertura del gennaio 1972 fece del Belli uno dei luoghi del teatro di ricerca romano. Nel cartellone 2026 e 2027, con produzioni indipendenti, il Théâtre Français de Rome e compagnie storiche come la Mauri Sturno, la sala prosegue quella vocazione.
Chi è passato da Luci rotte al Teatro Belli — dall'8 all'11 dicembre 2026
Il palcoscenico di piazza di Sant'Apollonia ha visto passare, fra Ottocento e primo Novecento, alcuni fra i nomi più grandi del teatro italiano. La storia pubblicata dal teatro cita Gustavo Modena, il grande attore risorgimentale; Ermete Novelli, fra i mattatori della scena fra Otto e Novecento; Leopoldo Fregoli, l'inventore del trasformismo teatrale; Lina Cavalieri, soprano e diva della Belle Époque; Ettore Petrolini, il comico romano che ha segnato il varietà del Novecento.
Dopo la rinascita del 1972, per oltre quarant'anni la sala ha ospitato attori, registi e autori della ricerca italiana sotto la direzione di Antonio Salines. Nell'autunno 2026 il cartellone ha portato al Belli La figlia di Kioto Zhang e Le statue di sale, e poi Vite da strada, il Théâtre Français de Rome, Il calamaro, Sarfatti e Re_Mare.
Dall'8 all'11 dicembre tocca a Barbara Giordano, autrice e interprete, al regista Daniele Muratore, a Vanja Sturno per le musiche, ad Anna Cingi per la scena e a Laura Giannisi per i costumi, con la Compagnia Mauri Sturno, erede del lavoro di Glauco Mauri e Roberto Sturno.
Come si guarda Luci rotte: tre chiavi di lettura
Luci rotte si presta a più letture, e arrivare in sala con qualche domanda in testa aiuta a coglierne gli strati.
Il testimone muto
Il primo livello è quello del punto di vista. L'albero vede tutto e non può intervenire: non parla con gli Amato, non può uscire dal salotto, non può raccontare ciò che sa. La sua unica arma, dice la presentazione, è la luce. A nostro giudizio la forza del testo è tutta in questa impotenza, che somiglia a quella di molti testimoni familiari, bambini compresi, davanti a ciò che accade in casa.
Il rito del Natale
Il secondo livello è il rito. La famiglia ripete ogni anno gli stessi gesti, come se ripeterli potesse tenere insieme ogni cosa. Chi ha passato le feste in una famiglia numerosa riconoscerà le discussioni, le assenze, le frasi di sempre. Lo spettacolo parte da questo riconoscimento per spostare lo sguardo altrove.
Che cosa si salva
Il terzo livello è la scelta finale. Quando la casa viene svuotata e i ricordi si dividono, Luce rinuncia a fotografie e cimeli e prende soltanto l'albero. Il gesto dice che la memoria di una famiglia non coincide con i suoi oggetti, e che salvare le proprie radici può voler dire portarle altrove. È una domanda che lo spettacolo consegna al pubblico all'uscita.
Come organizzare la serata
La serata di Luci rotte al Teatro Belli comincia alle 21:00, dal martedì al venerdì: una sera infrasettimanale di dicembre a Trastevere.
Prima dello spettacolo
Chi arriva dal lavoro ha il tempo per una passeggiata fra piazza di Santa Maria in Trastevere e i vicoli e per una cena presto, verso le 19:30. La sera dell'8 dicembre, festiva, il pomeriggio può comprendere il Gianicolo o il Museo di Roma in Trastevere.
L'arrivo
Arrivare verso le 20:45 permette di ritirare i biglietti al botteghino e sedersi con calma. Il Belli apre il botteghino prima delle rappresentazioni.
Dopo
All'uscita i vicoli fra piazza Trilussa e Santa Maria in Trastevere sono ancora vivi: è il momento per un bicchiere e per parlare dello spettacolo, che a nostro giudizio lascia molte domande aperte.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
Trastevere è una delle zone di Roma con più trattorie, pizzerie e osterie, e intorno a piazza di Sant'Apollonia se ne trovano a ogni angolo; il problema è evitare quelle che vivono di turisti di passaggio.
Trattorie e pizzerie
Nelle strade verso viale di Trastevere e verso piazza di San Cosimato si trovano i locali frequentati dai romani, con prezzi più onesti rispetto alla piazza principale. Una pizza al taglio o un supplì prima della replica delle 21:00 sono la soluzione più rapida.
Dopo teatro
Dopo le repliche i vicoli fra piazza Trilussa e Santa Maria in Trastevere restano pieni fino a tardi. Nel periodo delle feste i locali si riempiono presto: per la sera dell'8 dicembre conviene prenotare.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Teatro Belli è una sala storica ricavata in un edificio antico fra i vicoli di Trastevere: chi ha esigenze di mobilità ridotta fa bene a telefonare al botteghino, allo 06 5894875, prima dell'acquisto per concordare l'accesso.
Il selciato del rione
I sampietrini di Trastevere sono irregolari e, dopo la pioggia, scivolosi. A dicembre scarpe comode e un ombrello pieghevole sono il consiglio più pratico.
Con i ragazzi
Luci rotte è un testo che parte dalla commedia familiare e si fa via via più duro: è adatto a ragazzi grandi abituati al teatro, meno ai bambini piccoli. Per loro, nella seconda metà di dicembre, il Belli propone gli spettacoli in inglese di Extrateatro.
Dicembre al Teatro Belli
Il cartellone 2026 e 2027 del Teatro Belli procede per titoli brevi, ciascuno in scena per pochi giorni, secondo la formula tipica della sala.
Prima di Luci rotte
Dall'1 al 6 dicembre è in scena Re_Mare di Francesco Bonomo e Daniel Dwerryhouse. Luci rotte arriva subito dopo, dall'8 all'11.
Dopo Luci rotte
Dal 17 al 20 dicembre la sala propone le fiabe in inglese di Extrateatro, pensate per i più giovani. Il Belli chiude così l'anno con due modi diversi di raccontare il Natale: un testo adulto sulla famiglia e le fiabe per i bambini.
Altri Natali a Roma
Chi cerca altre idee per le feste trova mercatini, presepi e luminarie nella panoramica su Natale a Roma.
Domande frequenti su Luci rotte a Roma
Quando va in scena Luci rotte al Teatro Belli?
Luci rotte va in scena al Teatro Belli di Roma dall'8 all'11 dicembre 2026, da martedì a venerdì, sempre alle 21:00. Il teatro si trova in Piazza di Sant'Apollonia 11/a, a Trastevere.
Quanto costano i biglietti di Luci rotte?
I biglietti di Luci rotte al Teatro Belli costano 20 euro l'intero e 15 euro il ridotto, secondo la scheda ufficiale del teatro. Si comprano online sul circuito indicato dal sito del Belli o al botteghino, allo 06 5894875.
Chi ha scritto Luci rotte?
Luci rotte è scritto e interpretato da Barbara Giordano, con la regia di Daniele Muratore, le musiche di Vanja Sturno, la scena di Anna Cingi e i costumi di Laura Giannisi. La produzione è della Compagnia Mauri Sturno.
Di cosa parla Luci rotte?
Luci rotte racconta diciassette anni di vita della famiglia Amato visti da un abete rosso, comprato per la piccola Luce. Nel suo ultimo Natale, con la casa venduta, l'albero ricorda i rituali della famiglia e le luci che continuano a spezzarsi, finché una notte vede qualcosa che nessuno avrebbe dovuto permettere.
Luci rotte è adatto ai bambini?
Luci rotte al Teatro Belli parte come una commedia familiare natalizia ma cambia tono e affronta temi dolorosi: è più adatto ad adulti e ragazzi grandi. La scheda del teatro non indica limiti d'età; per dubbi conviene chiedere al botteghino.
Come si arriva al Teatro Belli?
Al Teatro Belli, in Piazza di Sant'Apollonia 11/a, si arriva a piedi dal centro attraversando Ponte Sisto, oppure con le linee di superficie che percorrono viale di Trastevere, da verificare sul calcolatore dell'azienda dei trasporti. In auto il rione è in gran parte a traffico limitato.
Che cos'è la Compagnia Mauri Sturno?
La Compagnia Mauri Sturno, che produce Luci rotte, è stata fondata nel 1981 da Glauco Mauri e Roberto Sturno e ha portato in scena Sofocle, Shakespeare, Molière, Goethe, Čechov, Pirandello e Brecht, oltre ad autori contemporanei.
Il consiglio finale su Luci rotte al Teatro Belli
Il consiglio è di prenotare presto, cenare a Trastevere prima delle 21:00 e arrivare al Belli senza aspettarsi una favola di Natale. Luci rotte usa un albero, le sue lucine e i rituali di una famiglia romana per raccontare quello che nelle case spesso non si dice, in una sala dove il pubblico è a un passo dal salotto degli Amato. A nostro giudizio è uno degli spettacoli di dicembre più adatti a chi vuole vivere le feste con uno sguardo meno scontato.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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