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Je te donnerai une voix al Teatro Belli — dal 10 al 15 novembre 2026

Je te donnerai une voix, spettacolo scritto da Hélène Sandoval e Alexandra de Maussion e prodotto dal Théâtre Français de Rome, va in scena al Teatro Belli, in Piazza Sant'Apollonia 11/a a Trastevere, da martedì 10 a domenica 15 novembre 2026, con sei repliche in due lingue: martedì 10 alle 11 in italiano, mercoledì 11 e giovedì 12 alle 11 in francese, venerdì 13 alle 20.30 in francese, sabato 14 alle 20.30 in italiano, domenica 15 alle 17.30 in italiano. Il biglietto ufficiale costa 20 euro intero e 15 euro ridotto, secondo la scheda del teatro; si acquista al botteghino di piazza Sant'Apollonia (telefono 06 5894875, aperto dal martedì alla domenica prima delle rappresentazioni) oppure sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal sito ufficiale della sede. La regia è di Emanuela Bolco; in scena Hélène Sandoval, con il canto di Michelangelo Nari e la batteria di Stefano Marazzi. Il percorso con i mezzi pubblici fino a Trastevere si calcola sul servizio di ATAC.

Il Teatro Belli in piazza Sant'Apollonia a Trastevere
Il Teatro Belli in piazza Sant'Apollonia a Trastevere Foto: Foto: Lalupa, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Una voce, un canto, una batteria, e un tema che raramente arriva in teatro con questo nome: il controllo coercitivo. Je te donnerai une voix, in italiano Ti darò voce, nasce dall'esperienza personale della sua interprete e vuole rendere visibile una forma di violenza che spesso non si riconosce. Di seguito lo spettacolo, la compagnia, la sala di piazza Sant'Apollonia e le informazioni per scegliere la replica e la lingua.

Je te donnerai une voix al Teatro Belli in breve

Je te donnerai une voix resta in cartellone al Teatro Belli per sei repliche, dal 10 al 15 novembre 2026, tre in italiano e tre in francese, con orari che vanno dalla mattina alla sera.

Le repliche in italiano

Le repliche in lingua italiana sono tre: martedì 10 novembre alle 11, sabato 14 novembre alle 20.30 e domenica 15 novembre alle 17.30. Per il pubblico serale e per chi viene nel fine settimana, sabato e domenica sono le date di riferimento.

Le repliche in francese

In francese si recita mercoledì 11 e giovedì 12 novembre alle 11, e venerdì 13 novembre alle 20.30. La replica del venerdì sera è quindi l'unica serale in lingua originale.

I prezzi

La scheda ufficiale del Belli riporta un biglietto intero di 20 euro e un ridotto di 15 euro. Le condizioni per il ridotto non sono dettagliate: si chiedono al botteghino.

Chi firma lo spettacolo

Il testo è di Hélène Sandoval e Alexandra de Maussion, la regia di Emanuela Bolco. In scena Hélène Sandoval; il canto è di Michelangelo Nari; la batteria, creata e suonata dal vivo, è di Stefano Marazzi.

Lo spettacolo: il controllo coercitivo

Je te donnerai une voix racconta, secondo la presentazione del Teatro Belli, una tragedia silenziosa che si consuma dietro le porte chiuse: il controllo coercitivo, una forma di violenza che non è soltanto fisica ma è una progressiva erosione della libertà.

Che cos'è il controllo coercitivo

La presentazione elenca le forme che questa violenza può prendere: abuso psicologico, controllo, intimidazione, silenzi distruttivi, isolamento, fino alla violenza fisica. Il punto centrale è che si tratta di un processo graduale, difficile da riconoscere proprio perché avanza per piccoli passi.

Svelare i meccanismi

L'obiettivo dichiarato dello spettacolo è svelare i meccanismi di questa forma di violenza, per contribuire a riconoscere ciò che troppo spesso rimane invisibile e inaccettabile. Portare alla luce la manipolazione psicologica significa aiutare a riconoscerla prima che diventi normalità.

Restituire la parola

Il titolo, Ti darò voce, dice il senso del progetto: restituire a chi ha subito la possibilità di nominare ciò che ha vissuto e, insieme, di riappropriarsi della propria voce. La voce, qui, è insieme tema e strumento, perché in scena c'è anche il canto.

Il silenzio delle vittime

La presentazione osserva che molte vittime non osano parlare: la paura, l'isolamento, la vergogna e la progressiva perdita di fiducia in sé stesse possono impedire di chiedere aiuto. Lo spettacolo nasce dalla volontà di rompere questo silenzio.

Un'emergenza sociale

Il teatro ricorda che in Italia la violenza nelle relazioni affettive continua a rappresentare una drammatica emergenza sociale. Je te donnerai une voix si propone come uno strumento di sensibilizzazione collettiva.

La genesi del progetto Ti darò voce

Il progetto Ti darò voce ha preso forma gradualmente durante la pandemia, ispirato dall'esperienza personale di Hélène Sandoval, che ne è coautrice e interprete.

Gli anni del lockdown

I periodi di chiusura, spiega la presentazione, hanno portato alla luce forme di violenza spesso difficili da riconoscere. La convivenza forzata ha reso evidenti dinamiche che prima restavano nascoste, e da quella consapevolezza è nato il lavoro di scrittura.

Dall'esperienza al teatro

L'impegno di Hélène Sandoval, si legge, nasce dalla volontà di rompere il silenzio: la sua esperienza diventa uno strumento di sensibilizzazione collettiva. È una scelta che dà al testo un'autenticità particolare e che richiede allo spettatore un ascolto attento.

Due autrici

Il testo è firmato insieme ad Alexandra de Maussion. La scrittura a quattro mani permette di unire il vissuto personale a uno sguardo esterno, necessario per trasformare un'esperienza privata in una forma teatrale condivisibile.

La messinscena: voce, canto e batteria

Je te donnerai une voix è costruito attorno a tre presenze sonore: la voce recitante di Hélène Sandoval, il canto di Michelangelo Nari e la batteria di Stefano Marazzi, che firma creazione e interpretazione della parte percussiva.

La regia di Emanuela Bolco

La regia è affidata a Emanuela Bolco. In una sala raccolta come il Belli, la scelta di una sola attrice in scena, affiancata da voce cantata e batteria dal vivo, crea un rapporto diretto con la platea.

La batteria

La presenza di una batteria suonata dal vivo è un elemento insolito per un monologo su un tema così intimo. Il ritmo può diventare battito, tensione, minaccia o liberazione: è uno strumento che parla senza parole, e dialoga con il silenzio di cui lo spettacolo racconta.

Il canto

Il canto di Michelangelo Nari aggiunge una seconda voce alla scena. In uno spettacolo intitolato Ti darò voce, la presenza di una voce che canta ha un valore simbolico evidente.

Due lingue

Lo spettacolo è recitato in italiano e in francese, in repliche distinte. È una scelta coerente con la natura del Théâtre Français de Rome e permette di raggiungere sia il pubblico italiano sia la comunità francofona della città.

Hélène Sandoval: biografia

Hélène Sandoval è un'attrice, regista e insegnante francese, italiana d'adozione da circa trent'anni, fondatrice e direttrice del Théâtre Français de Rome, che ha creato nel 2003.

Da Firenze a Roma

Arrivata a Firenze dopo l'università, in teoria per una pausa di un anno, vi restò due anni; poi, invece di tornare in Francia, proseguì a Roma la propria attività teatrale.

L'Accademia Silvio D'Amico

A Roma entrò per concorso all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, una delle scuole di teatro più importanti d'Italia. I corsi di dizione le diedero una pronuncia italiana perfetta, al punto che, ha raccontato, ai provini nessuno si accorgeva che fosse francese.

Undici anni in italiano

Seguirono undici anni di lavoro in italiano, in grandi produzioni e compagnie importanti, sui palcoscenici di tutta Italia, dopo provini in cui, ha ricordato, i candidati potevano essere migliaia.

Il ritorno alla lingua madre

Dopo quegli anni sentì il bisogno di recitare nella propria lingua. Non esisteva a Roma un teatro professionale francese, e così fece venire da Parigi due amici: nel 2003 la giovane compagnia debuttò con Cuisine et Dépendances, primo spettacolo in cui Sandoval firmò anche la regia.

L'insegnamento

Dal palcoscenico passò presto all'insegnamento: non esisteva a Roma una scuola di teatro in lingua francese, e di fronte a una domanda crescente cominciò a insegnare, prima ai bambini e poi agli adulti.

Il Théâtre Français de Rome

Il Théâtre Français de Rome è una scuola e compagnia di teatro in lingua francese fondata nel 2003 da Hélène Sandoval, che ha festeggiato i vent'anni nel 2023 e si presenta come l'unica scuola di teatro in lingua francese della penisola.

La compagnia

Dopo il successo del primo spettacolo la compagnia crebbe fino a sei attori, con un nuovo spettacolo allestito e recitato ogni anno.

La scuola

I corsi si rivolgono a bambini, ragazzi e adulti di ogni livello. Accanto ai laboratori in francese ci sono corsi in italiano, lezioni di canto, teatro danza e una formula di teatro al mattino, pensata per chi non può frequentare la sera.

Oltre Roma

Negli ultimi anni la realtà si è allargata ad altre città italiane e ha moltiplicato l'offerta, con corsi privati, attività nelle scuole e spettacoli. Je te donnerai une voix, al Belli, è uno dei frutti di questo lavoro.

Una curiosità su Je te donnerai une voix al Teatro Belli — dal 10 al 15 novembre 2026

La curiosità più interessante riguarda la lingua. Hélène Sandoval, francese, ha raccontato di aver imparato l'italiano così bene, grazie alle ore di dizione all'Accademia Silvio D'Amico, che ai provini nessuno si accorgeva della sua origine: per undici anni ha recitato in italiano in grandi produzioni, senza che il pubblico sospettasse di avere davanti un'attrice straniera. Poi ha sentito il bisogno di tornare alla lingua madre, e siccome a Roma non esisteva un teatro professionale francese, lo ha creato. Je te donnerai une voix è il risultato più evidente di questa doppia identità: lo stesso testo va in scena in due lingue, con la stessa interprete, in repliche distinte. Chi conosce entrambe le lingue può fare un esperimento raro, vedere lo spettacolo due volte e ascoltare come cambiano ritmo, respiro e significati da una lingua all'altra. Il titolo stesso gioca su questo: Je te donnerai une voix, Ti darò voce. Dare voce a qualcuno, in italiano come in francese, significa permettergli di parlare, di essere ascoltato. Per un'attrice che ha vissuto in due lingue e che porta in scena un tema legato al silenzio imposto, la scelta del bilinguismo non è un dettaglio tecnico: è parte del senso dello spettacolo. C'è poi un secondo livello, legato alla sala: il Belli, con la sua storia di chiesa, cinema e teatro di ricerca, è da decenni uno spazio aperto alle compagnie indipendenti, e accoglie questa volta un progetto bilingue.

Il Teatro Belli: storia e sala

Il Teatro Belli, in Piazza Sant'Apollonia 11/a a Trastevere, è una sala storica del teatro di ricerca italiano, oggi chiamata ufficialmente Teatro Belli di Antonio Salines.

Dal monastero al cinema

La storia pubblicata dal teatro racconta che la sala occupa quella che fu la chiesa del monastero di Sant'Apollonia, da cui viene il nome della piazza, e che era già un teatro attivo nella seconda metà dell'Ottocento. Negli anni Dieci del Novecento divenne il cinema AMOR.

Abbandono e rinascita

Dopo gli anni dei locali notturni, fra i Cinquanta e i primi Sessanta, e un lungo abbandono, nel 1969 la rilevò Antonio Salines, quando si parlava di farne un ristorante. La riaprì restaurata nel gennaio 1972 e ne fu direttore artistico per oltre quarant'anni.

La scena

Il palcoscenico misura 9,25 metri per 5, con uno spazio utile di 8 metri per 4,54 e un boccascena di 6 metri per 4,30. Per uno spettacolo con un'attrice, un cantante e un batterista in scena, le dimensioni permettono un rapporto molto ravvicinato con il pubblico.

Una sala vicina

Il sito del Belli sottolinea che ogni poltrona è a stretto contatto con il palcoscenico. In uno spettacolo su un tema intimo, questa vicinanza rende l'ascolto più intenso.

Una cosa che non ti dice nessuno su Je te donnerai une voix al Teatro Belli — dal 10 al 15 novembre 2026

La cosa che nessuno dice è che la scelta della replica va fatta con attenzione, perché le sei date non sono tutte uguali. Tre sono al mattino alle 11, nei giorni feriali, e hanno la forma tipica delle repliche pensate anche per le scuole: chi non è studente può assistere, ma deve sapere che troverà probabilmente una platea giovane. Tre sono serali o pomeridiane. Poi c'è la lingua: il martedì mattina, il sabato sera e la domenica pomeriggio si recita in italiano; il mercoledì e il giovedì mattina e il venerdì sera in francese. Chi vuole vedere lo spettacolo in lingua originale la sera ha quindi una sola possibilità, venerdì 13 novembre alle 20.30. Chi non parla francese deve scegliere fra sabato 14 alle 20.30 e domenica 15 alle 17.30. Un secondo punto riguarda il tema. Je te donnerai une voix parla di violenza psicologica e domestica, e nasce da un vissuto personale: è uno spettacolo che può toccare da vicino chi ha attraversato esperienze simili, direttamente o attraverso persone care. Conviene saperlo prima, e scegliere con chi andare. Terzo: il biglietto intero costa 20 euro e il ridotto 15, prezzi contenuti. Per le repliche serali in una sala piccola come il Belli, una telefonata al botteghino, allo 06 5894875, resta il modo più sicuro per trovare posto.

Il consiglio che ti do per visitare Je te donnerai une voix al Teatro Belli — dal 10 al 15 novembre 2026

Il consiglio è di andarci con disponibilità all'ascolto. Je te donnerai une voix non è uno spettacolo di intrattenimento: è un lavoro nato per rendere visibile una violenza che spesso non ha nome, e chiede allo spettatore attenzione e partecipazione. Chi ci va sapendolo ne esce con qualcosa in più. Secondo consiglio: scegliere la lingua con cui si è più a proprio agio. Chi è bilingue può preferire la replica francese del venerdì sera, per ascoltare il testo nella lingua in cui è stato scritto; chi parla solo italiano ha il sabato sera e la domenica pomeriggio. Terzo: per insegnanti e studenti di francese, le repliche del mercoledì e del giovedì mattina sono un'occasione rara di vedere teatro contemporaneo in lingua francese a Roma, su un tema di educazione civica. Conviene contattare il teatro per organizzare la presenza di una classe. Quarto: arrivare con un po' di anticipo, attraversando piazza di Santa Maria in Trastevere, e prendersi qualche minuto dopo lo spettacolo prima di tuffarsi nella vita serale del rione: è uno di quei testi che chiedono un momento di silenzio all'uscita. Quinto: a nostro giudizio conviene andarci anche in coppia o con amici, perché il tema del controllo nelle relazioni è uno di quelli di cui è utile parlare, e lo spettacolo offre un punto di partenza per farlo.

Trastevere intorno a piazza Sant'Apollonia

Il Teatro Belli si affaccia su piazza Sant'Apollonia, un piccolo slargo nei vicoli di Trastevere a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere.

La basilica

La basilica di Santa Maria in Trastevere è il riferimento più vicino e la meta più naturale per una passeggiata prima dello spettacolo.

Verso il fiume

Verso il Tevere si trovano San Crisogono, Santa Cecilia e l'Isola Tiberina; Ponte Sisto porta verso Campo de' Fiori.

Musei e colline

Il Museo di Roma in Trastevere è a pochi minuti. Chi va alla replica della domenica pomeriggio può salire prima al Gianicolo, passando da San Pietro in Montorio.

Come arrivare al Teatro Belli

Il Teatro Belli si trova in Piazza Sant'Apollonia 11/a, nei vicoli fra piazza di Santa Maria in Trastevere e il Tevere; il percorso con i mezzi pubblici dal proprio punto di partenza si calcola sul servizio di ATAC.

Con i mezzi

La metropolitana non entra in Trastevere. Chi arriva da lontano combina in genere metro e linee di superficie, o un treno regionale fino alla stazione di Trastevere; il calcolatore di ATAC indica la soluzione migliore anche per le repliche del mattino.

A piedi

Dal centro storico si arriva a piedi attraversando Ponte Sisto: da Campo de' Fiori sono una decina di minuti fino a piazza di Santa Maria in Trastevere, e da lì la piazzetta del teatro è a un passo.

In auto

Nel rione le zone a traffico limitato e la scarsità di posti rendono l'auto sconsigliabile. Conviene lasciarla fuori da Trastevere e proseguire a piedi o in taxi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che a Roma viva una comunità francofona lo sanno in molti; meno citato è che, fino all'inizio degli anni Duemila, secondo il racconto della sua fondatrice, la città non aveva un teatro professionale in lingua francese. È stata Hélène Sandoval a colmare il vuoto, nel 2003, facendo arrivare da Parigi due amici e mettendo in scena Cuisine et Dépendances. Da quel primo spettacolo è nata una compagnia cresciuta fino a sei attori, con una nuova produzione ogni anno, e poi una scuola, per bambini e per adulti, che si presenta come l'unica scuola di teatro in lingua francese della penisola. Nel 2023 il Théâtre Français de Rome ha festeggiato i vent'anni, allargando la propria attività ad altre città italiane e alle scuole. Un secondo fatto poco citato riguarda il Belli. Il teatro di piazza Sant'Apollonia, restaurato da Antonio Salines e riaperto nel 1972, è da sempre una sala aperta alle compagnie indipendenti e ai progetti che non trovano spazio nei grandi teatri. La presenza di una compagnia francofona nel suo cartellone è coerente con questa vocazione: il Belli è stato per decenni uno dei luoghi del teatro di ricerca romano, e il teatro in un'altra lingua, per un pubblico doppio, è anch'esso una forma di ricerca. Infine, un fatto sul tema: la presentazione dello spettacolo usa l'espressione controllo coercitivo, meno familiare al grande pubblico di violenza domestica, e il teatro è uno dei luoghi in cui la si può spiegare in modo accessibile.

La foto giusta da fare a Je te donnerai une voix al Teatro Belli — dal 10 al 15 novembre 2026

Durante lo spettacolo niente fotografie: per un monologo su un tema così intimo, il bagliore di uno schermo in una sala piccola sarebbe una mancanza di rispetto verso l'interprete e verso chi ascolta. La foto giusta si fa fuori, e le possibilità sono tre. La prima è l'ingresso del Teatro Belli in piazza Sant'Apollonia, con la locandina dello spettacolo: per le repliche del mattino la luce di novembre, bassa e dorata, entra di taglio nella piazzetta e rende bene le facciate; per quelle serali, i lampioni creano un'atmosfera raccolta. Conviene includere nell'inquadratura il selciato e un tratto della via. La seconda è la facciata di Santa Maria in Trastevere, con i mosaici: di mattina, con la piazza ancora tranquilla, è una delle foto più belle del rione; di sera, con i mosaici illuminati, diventa un'immagine da cartolina. La terza, per chi va alla replica della domenica alle 17.30, è quella dal Gianicolo nel primo pomeriggio, con la vista sui tetti del centro. A metà novembre il sole tramonta presto: chi sale al Gianicolo prima dello spettacolo deve farlo entro le 16.30 per avere ancora luce. A fine replica, una foto con l'attrice e i musicisti, se si fermano a salutare, è il ricordo più legato alla serata.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Belli si racconta per stagioni, ciascuna diversa dalla precedente. In principio c'era il monastero di Sant'Apollonia, con la sua chiesa: è lì che oggi si trova la sala, ed è da lì che la piazza prende il nome. Nella seconda metà dell'Ottocento l'edificio era già un teatro attivo, frequentato dai grandi nomi della scena italiana dell'epoca. Negli anni Dieci del Novecento il teatro diventò un cinema, con l'insegna AMOR, in un periodo in cui il cinema muto conquistava il pubblico. Fra gli anni Cinquanta e i primi Sessanta la sala ospitò locali notturni, finché l'ultimo chiuse dopo un fatto di sangue avvenuto all'ingresso; seguì un lungo abbandono. Nel 1969 Antonio Salines rilevò l'edificio ridotto a macerie, mentre si parlava di trasformarlo in ristorante; lo restaurò e lo riaprì nel gennaio 1972. Per oltre quarant'anni ne fu direttore artistico, facendone una delle sale storiche del teatro di ricerca italiano. Nel 2003, in un'altra parte della città, nasceva il Théâtre Français de Rome, che anni dopo avrebbe portato i suoi spettacoli anche sul palcoscenico di piazza Sant'Apollonia. Il cartellone 2026/27 del Belli, con titoli brevi e compagnie indipendenti, prosegue questa storia: prima di Je te donnerai une voix va in scena Vite da strada, dopo arrivano Il calamaro, Danscirque, Sarfatti, Re_Mare e Luci rotte.

Chi è passato da Je te donnerai une voix al Teatro Belli — dal 10 al 15 novembre 2026

Il palcoscenico di piazza Sant'Apollonia ha una lista di ospiti illustri. La storia pubblicata dal teatro ricorda, fra Ottocento e primo Novecento, Gustavo Modena, il grande attore dell'età risorgimentale; Ermete Novelli, uno dei mattatori della scena italiana; Leopoldo Fregoli, inventore del trasformismo; Lina Cavalieri, soprano e diva della Belle Époque; Ettore Petrolini, il comico romano che ha segnato il varietà del Novecento. Dopo la rinascita del 1972, per oltre quarant'anni il Belli ha accolto attori, registi e autori della ricerca teatrale italiana sotto la direzione artistica di Antonio Salines. Dal 10 al 15 novembre 2026 sul palco salgono Hélène Sandoval, attrice francese formata all'Accademia Silvio D'Amico, fondatrice del Théâtre Français de Rome e coautrice del testo con Alexandra de Maussion; il cantante Michelangelo Nari; il batterista Stefano Marazzi, autore e interprete della parte percussiva; e, dietro le quinte, la regista Emanuela Bolco. Nelle repliche del mattino, probabilmente, passeranno anche molti studenti, italiani e francofoni, per i quali lo spettacolo può essere un primo incontro con il tema della violenza nelle relazioni. Prima di loro, dal 5 all'8 novembre, lo stesso palco ospita Moisé Curia e la compagnia di Vite da strada.

Organizzare la visita

La durata di Je te donnerai une voix non è indicata nella scheda del teatro; gli orari variano molto fra le repliche, e la serata o la mattinata si organizzano di conseguenza.

Le mattine

Le repliche delle 11 permettono di unire lo spettacolo a un pranzo in Trastevere e a un pomeriggio nel rione, magari al Museo di Roma in Trastevere.

Le sere

Venerdì e sabato alle 20.30 conviene cenare dopo, quando Trastevere è nel suo momento più animato; prenotare il tavolo è prudente nel fine settimana.

La domenica

La replica delle 17.30 si presta a una giornata completa: passeggiata al Gianicolo, spettacolo, cena presto.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

Intorno a piazza Sant'Apollonia l'offerta di trattorie, pizzerie e osterie è vastissima; il consiglio è di allontanarsi di qualche strada dalle piazze principali per trovare i locali frequentati anche dai romani.

A pranzo

Dopo le repliche del mattino, una trattoria del rione o una pizza al taglio sono la soluzione più semplice.

A cena

Dopo le repliche serali i vicoli fra piazza Trilussa e Santa Maria in Trastevere restano vivi fino a tardi: la zona giusta per una cena o un bicchiere.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il Teatro Belli è ricavato in un edificio antico: chi ha esigenze di mobilità ridotta fa bene a contattare il botteghino prima dell'acquisto per concordare l'accesso.

Con i ragazzi

Je te donnerai une voix affronta il tema della violenza psicologica e domestica: è adatto a ragazzi delle scuole superiori, meglio se preparati sul tema.

Il clima

A metà novembre le serate sono fresche e la pioggia frequente; i sampietrini bagnati del rione sono scivolosi, e scarpe comode sono il consiglio più pratico.

Domande frequenti su Je te donnerai une voix

Quando va in scena Je te donnerai une voix al Teatro Belli?

Je te donnerai une voix va in scena al Teatro Belli dal 10 al 15 novembre 2026: il 10 alle 11 in italiano, l'11 e il 12 alle 11 in francese, il 13 alle 20.30 in francese, il 14 alle 20.30 in italiano, il 15 alle 17.30 in italiano.

Lo spettacolo è in italiano o in francese?

Je te donnerai une voix è recitato in entrambe le lingue, in repliche distinte. In italiano martedì 10 alle 11, sabato 14 alle 20.30 e domenica 15 alle 17.30; in francese mercoledì 11 e giovedì 12 alle 11 e venerdì 13 alle 20.30.

Quanto costano i biglietti?

I biglietti di Je te donnerai une voix al Teatro Belli costano 20 euro interi e 15 euro ridotti. Si comprano al botteghino di piazza Sant'Apollonia, telefono 06 5894875, o sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal teatro.

Di cosa parla Je te donnerai une voix?

Je te donnerai une voix, in italiano Ti darò voce, parla del controllo coercitivo, una forma di violenza nelle relazioni fatta di abuso psicologico, intimidazione e isolamento. Nasce dall'esperienza personale di Hélène Sandoval ed è stato scritto durante la pandemia.

Chi è Hélène Sandoval?

Hélène Sandoval, autrice e interprete di Je te donnerai une voix, è un'attrice francese formata all'Accademia Silvio D'Amico, che nel 2003 ha fondato il Théâtre Français de Rome, compagnia e scuola di teatro in lingua francese.

Dove si trova il Teatro Belli?

Il Teatro Belli si trova in Piazza Sant'Apollonia 11/a, 00153 Roma, nel rione Trastevere, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere. Il percorso con i mezzi pubblici si calcola sul servizio di ATAC; il botteghino risponde allo 06 5894875.

Il consiglio finale su Je te donnerai une voix

Il consiglio è di scegliere la replica in base alla lingua e all'orario, prenotare telefonando al botteghino, arrivare con qualche minuto di anticipo passando da Santa Maria in Trastevere e concedersi un momento di silenzio all'uscita. A nostro giudizio Je te donnerai une voix è uno spettacolo necessario, che usa il teatro, la voce e la musica per dare un nome a una violenza spesso invisibile, in una sala che da oltre cinquant'anni accoglie i progetti più coraggiosi del teatro indipendente. Per altre idee sul rione, la pagina del Teatro Belli e quella su cosa vedere a Trastevere sono il punto di partenza.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento10 Novembre 2026 11:00 — 15 Novembre 2026
IndirizzoTeatro Belli, Piazza Sant'Apollonia 11/a, 00153 Roma Trastevere, Roma, Roma Città

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