Il Calamaro al Teatro Belli — dal 17 al 19 novembre 2026
Il Calamaro, monologo comico con canzoni scritto e interpretato da Lia Grieco, con la chitarra dal vivo di Giovanni Grieco e la regia di Giovanni Nasta, è in scena al Teatro Belli da martedì 17 a giovedì 19 novembre 2026, tutte le sere alle 21. Il teatro si trova in piazza di Sant'Apollonia 11/a, 00153 Roma, a Trastevere, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere; è raggiungibile a piedi dal centro storico attraverso Ponte Sisto e con le linee di superficie che percorrono viale di Trastevere, da scegliere con il calcolatore di percorso dell'ATAC. Il biglietto costa 20 euro intero e 15 euro ridotto, secondo la tariffa ufficiale pubblicata dal teatro. I biglietti si acquistano dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del Teatro Belli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino, aperto dal martedì alla domenica prima delle rappresentazioni, telefono 06 5894875.

Il Calamaro in breve: date, orari, prezzi
Il Calamaro al Teatro Belli ha tre recite, martedì 17, mercoledì 18 e giovedì 19 novembre 2026, con inizio alle 21.
Le tre sere
Il teatro indica le date dal 17 al 19 novembre e l'orario d'inizio, dal martedì al giovedì alle 21. Sono tre serate infrasettimanali, secondo la formula del Belli che alterna in cartellone titoli brevi, ciascuno in scena per pochi giorni.
Il prezzo
La tariffa ufficiale è di 20 euro per l'intero e 15 euro per il ridotto. Le categorie che hanno diritto alla riduzione non sono specificate nella scheda dello spettacolo: il botteghino del teatro, allo 06 5894875 o a botteghino@teatrobelli.it, è il riferimento per saperlo prima dell'acquisto.
La squadra
Testo e interpretazione sono di Lia Grieco; la chitarra dal vivo è di Giovanni Grieco; le musiche e le canzoni sono firmate da Lia Grieco e da Fulminacci. La regia è di Giovanni Nasta, l'aiuto regia di Giacomo Pavoni. Produce la Compagnia Mauri Sturno.
Che cosa si vede ne Il Calamaro
Il Calamaro è un monologo che racconta la giornata tipo di una donna sull'orlo di una crisi di nervi, fra comicità, canzoni originali e una domanda seria sul senso del farcela.
Una giornata di scatole
La presentazione del teatro descrive ogni mattina della protagonista come un imprevedibile ripetersi di rotture di scatole senza precedenti. Il gioco di parole è preso alla lettera: scatole metaforiche, scatole fisiche, scatole mentali. Fra lavoro, relazioni precarie e pensieri ossessivi che si rincorrono senza sosta, la protagonista trascina lo spettatore in un mondo che rasenta il surreale.
Le canzoni
Dentro la narrazione comica si intrecciano canzoni originali, che cercano di dare un ordine al caos. Sul palco la protagonista non è sola: la affiancano un chitarrista, Giovanni Grieco, e una voce fuori campo. È una forma di teatro canzone che alterna il racconto parlato e il brano musicale, dove la canzone diventa il momento in cui il personaggio prova a fare il punto.
La domanda sotto la superficie
Sotto la comicità, avverte la presentazione, c'è una domanda più profonda: davvero farcela è ciò che di noi resta a questo mondo? La protagonista prova a trovare una risposta, o almeno a raccontare il percorso per cercarla. È un tema che attraversa una generazione, quella del lavoro instabile e delle prestazioni continue, e che il monologo affronta dal lato dell'ironia.
Perché un calamaro
Il titolo è spiegato dallo stesso spettacolo con una battuta: il calamaro non è solo un pesce, può essere inchiostro, un anello, un fritto; o forse è il mondo che è tutta paranza. Il calamaro diventa così un'immagine della protagonista: una creatura che si difende con l'inchiostro, che si fa ad anelli, che finisce in padella con tutto il resto.
Lia Grieco e la squadra de Il Calamaro
Lia Grieco firma il testo, interpreta il monologo e scrive le canzoni; accanto a lei, sul palco, suona Giovanni Grieco.
Autrice e interprete
Il Calamaro è uno spettacolo di e con Lia Grieco: la stessa artista scrive, recita e canta. Nella scheda del teatro non è pubblicata una biografia; lo spettacolo stesso ne dice molto, perché un monologo scritto per sé, con canzoni originali, è sempre in parte un autoritratto. Il personaggio, una donna alle prese con il lavoro, le relazioni e i pensieri che non si fermano, è costruito per un'interprete capace di passare dalla battuta alla canzone.
La chitarra di Giovanni Grieco
La musica è suonata dal vivo. Giovanni Grieco, alla chitarra, è il partner di scena della protagonista: non un accompagnamento registrato, ma un musicista presente, che dialoga con lei. In un teatro raccolto come il Belli, la differenza fra musica dal vivo e base registrata si sente in ogni nota.
Le canzoni con Fulminacci
Le musiche e le canzoni sono firmate da Lia Grieco insieme a Fulminacci. La scheda del teatro non precisa quali brani siano scritti a quattro mani: la doppia firma indica comunque che la musica è una parte costitutiva dello spettacolo, non un intermezzo.
La regia di Giovanni Nasta
La regia è di Giovanni Nasta, con l'aiuto regia di Giacomo Pavoni. In un monologo con musica, la regia lavora sui tempi: dove fermarsi, quando far entrare la chitarra, come usare la voce fuori campo. Sono scelte che in una sala come il Belli, con il pubblico a pochi metri, diventano visibili.
La Compagnia Mauri Sturno
Lo spettacolo è prodotto dalla Compagnia Mauri Sturno, una compagnia di prosa che qui sostiene un monologo comico con canzoni scritto e interpretato dalla sua autrice: una scelta di attenzione verso nuove voci e nuove forme.
Il Teatro Belli, la sala di piazza Sant'Apollonia
Il Teatro Belli è una delle sale storiche del teatro di ricerca romano, in piazza di Sant'Apollonia 11/a; il nome ufficiale di oggi è Teatro Belli di Antonio Salines, in omaggio all'attore e regista che lo riaprì nel gennaio 1972.
Una chiesa diventata palcoscenico
Secondo la storia pubblicata dal teatro, la sala occupa quella che fu la chiesa del monastero di Sant'Apollonia, da cui prende il nome la piazza, ed era già attiva come teatro nella seconda metà dell'Ottocento. Negli anni Dieci del Novecento divenne un cinema chiamato AMOR; negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta ospitò locali notturni, l'ultimo dei quali chiuse dopo un fatto di sangue avvenuto all'ingresso.
Antonio Salines
Nel 1969 Antonio Salines rilevò il Belli, chiuso da tempo e ridotto a macerie, quando la sua trasformazione in ristorante sembrava decisa. Lo restaurò, lo riaprì nel gennaio 1972 e ne rimase direttore artistico per oltre quarant'anni, facendone una sala di riferimento del teatro di ricerca.
Com'è fatta la sala
Il sito del teatro descrive una sala intima, in cui ogni poltrona è a stretto contatto con il palcoscenico. La scheda tecnica indica un palco largo 9,25 metri e profondo 5, con uno spazio utile di 8 metri per 4,54, un boccascena di 6 metri per 4,30 e un sipario manuale. Per un monologo con chitarra è la misura giusta: la voce arriva senza sforzo, la chitarra si sente come in una stanza.
Trastevere intorno al Teatro Belli
Piazza di Sant'Apollonia è uno slargo fra i vicoli di Trastevere, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere, il centro del rione.
Santa Maria in Trastevere
La basilica di Santa Maria in Trastevere è la meta più naturale prima dello spettacolo: la facciata con i mosaici, illuminata la sera, è il fondale che molti associano al rione.
Verso il fiume
Scendendo verso il Tevere si incontrano la basilica di Santa Cecilia e, oltre il lungotevere, l'Isola Tiberina. Verso nord, Ponte Sisto collega il rione a via Giulia e a Campo de' Fiori.
Sul colle
Salendo da Trastevere si arriva al Gianicolo, passando per San Pietro in Montorio. A novembre, con il buio che arriva presto, è una passeggiata da fare nel primo pomeriggio, non prima della recita delle 21.
Come arrivare al Teatro Belli per Il Calamaro
Il Teatro Belli si raggiunge a piedi dal centro storico attraverso Ponte Sisto, oppure con le linee di tram e autobus che percorrono viale di Trastevere, da verificare con il calcolatore di percorso dell'ATAC.
A piedi dal centro
Da Campo de' Fiori si attraversa Ponte Sisto e in una decina di minuti si arriva a piazza di Santa Maria in Trastevere; da lì piazza di Sant'Apollonia è a un passo. La sera è spesso la soluzione più veloce, perché il traffico su viale di Trastevere può essere intenso.
Con i mezzi
Viale di Trastevere è l'asse servito dal trasporto pubblico nel rione. Linee, fermate e orari serali vanno controllati sul calcolatore di percorso dell'ATAC prima di uscire, soprattutto per il ritorno dopo le 22 in un giorno feriale.
In auto e taxi
Trastevere è in gran parte zona a traffico limitato nelle ore serali e parcheggiare nei vicoli è quasi impossibile. Conviene lasciare l'auto fuori dal rione e arrivare a piedi; in taxi ci si fa lasciare su viale di Trastevere o in piazza Trilussa.
Biglietti per Il Calamaro al Teatro Belli
Il biglietto per Il Calamaro costa 20 euro intero e 15 euro ridotto, secondo la tariffa ufficiale del Teatro Belli.
Dove comprarli
I biglietti si acquistano online dalla scheda dello spettacolo sul sito del Belli, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino di piazza di Sant'Apollonia, aperto dal martedì alla domenica prima dell'inizio delle rappresentazioni. Per informazioni: telefono 06 5894875, email botteghino@teatrobelli.it.
Prenotare in anticipo
Con tre sole recite e una sala raccolta, i posti sono pochi. Per la sera d'esordio, martedì 17, conviene comprare con qualche giorno di anticipo; per chi vuole sedersi vicino alla chitarra, meglio ancora.
Come organizzare la serata de Il Calamaro
Il Calamaro al Teatro Belli comincia alle 21 in tre sere feriali, e la serata si costruisce intorno a una cena prima o dopo nel rione.
Prima dello spettacolo
Con l'inizio alle 21 c'è il tempo per una cena presto, verso le 19.30, in una delle trattorie della zona, oppure per un aperitivo lungo in una delle piazze del rione. Trastevere nei giorni feriali di novembre è più tranquilla che nel fine settimana: il momento migliore per viverla.
Dopo lo spettacolo
I vicoli fra piazza Trilussa e Santa Maria in Trastevere restano animati fino a tardi anche nei giorni feriali. Dopo un monologo sulle rotture di scatole quotidiane, un bicchiere in compagnia è la conclusione naturale.
Dove mangiare vicino
Nelle strade verso viale di Trastevere e piazza di San Cosimato si trovano locali frequentati dai romani, con prezzi più onesti rispetto alla piazza principale. Il titolo dello spettacolo suggerisce il menù: in molte trattorie del rione la frittura di calamari è un classico.
Accessibilità, età e consigli pratici
Il Teatro Belli è una sala storica ricavata in un edificio antico: chi ha esigenze di mobilità ridotta fa bene a telefonare al botteghino, allo 06 5894875, prima dell'acquisto per concordare l'accesso.
Con i ragazzi
Il Calamaro è un monologo comico sulla vita adulta, il lavoro, le relazioni e l'ansia da prestazione; non è indicata un'età consigliata. Ragazzi grandi e universitari ci ritroveranno molte delle loro preoccupazioni.
Il selciato del rione
I sampietrini di Trastevere sono irregolari e, dopo la pioggia, scivolosi. A novembre la pioggia è frequente: scarpe comode e un ombrello pieghevole sono il consiglio più pratico.
Una curiosità sul Calamaro al Teatro Belli — dal 17 al 19 novembre 2026
La prima curiosità de Il Calamaro è nel titolo, che lo spettacolo spiega da sé con un gioco di parole: il calamaro è un pesce, ma anche l'inchiostro, l'anello, il fritto, e forse il mondo è tutto una paranza. Per un monologo sulla vita di una donna che cerca di farcela, l'immagine è precisa: il calamaro è l'animale che, quando si sente minacciato, spruzza inchiostro e si nasconde nella nuvola nera. L'inchiostro, poi, è quello con cui si scrive, e la protagonista, a suo modo, scrive la propria giornata. La seconda curiosità riguarda la sala. Il Teatro Belli occupa l'antica chiesa del monastero di Sant'Apollonia: una donna che si confessa al pubblico, fra una canzone e un racconto, lo fa fra le mura di un luogo nato per un altro genere di confessione. La terza curiosità riguarda la produzione. Una compagnia di prosa come la Mauri Sturno che produce un monologo con canzoni scritte insieme a Fulminacci mostra un teatro di prosa attento alle nuove forme del racconto, anche quelle più vicine alla stand-up e al concerto. Il Belli, sala di ricerca per vocazione, è il luogo giusto per un incrocio di questo tipo.
Una cosa che non ti dice nessuno sul Calamaro al Teatro Belli — dal 17 al 19 novembre 2026
Nessuno lo dice, ma Il Calamaro è in scena soltanto tre sere, e tutte nei giorni feriali. È la formula del Teatro Belli, che in autunno alterna titoli brevi, ciascuno per pochi giorni: chi rimanda al fine settimana scopre che il fine settimana non c'è, e che il 21 e 22 novembre in sala c'è già un altro spettacolo. La seconda cosa che nessuno dice riguarda il prezzo. Un monologo con musica dal vivo, in una sala storica di Trastevere, a 20 euro intero e 15 ridotto, costa meno di una pizza e una birra in molte zone del rione: il teatro di ricerca romano resta una delle serate più convenienti della città. La terza riguarda la musica. Molti immaginano un monologo come una voce sola; qui invece c'è una chitarra suonata dal vivo, c'è una voce fuori campo, ci sono canzoni originali. Chi ama il teatro canzone, quello in cui il racconto si interrompe per un brano e riparte, troverà una forma a lui familiare. La quarta, infine: nella scheda del teatro il cognome di chi firma le musiche compare una volta come Grieco e una come Greco. È con ogni probabilità un refuso, ma le fonti non lo chiariscono: il nome in locandina è Lia Grieco.
Il consiglio che ti do per visitare il Calamaro al Teatro Belli — dal 17 al 19 novembre 2026
Il consiglio per Il Calamaro al Teatro Belli è di trasformarlo nella serata infrasettimanale che spezza la settimana. Si esce dal lavoro, si arriva a Trastevere verso le 19, si fa un giro fino a piazza di Santa Maria in Trastevere quando la facciata della basilica è già illuminata, si cena presto in una trattoria della zona, magari con un piatto di calamari fritti in omaggio al titolo, e alle 20.45 si è in piazza di Sant'Apollonia. Lo spettacolo comincia alle 21: all'uscita Trastevere è ancora sveglia, e un bicchiere in un locale del rione è la chiusura giusta per una serata dedicata alle rotture di scatole quotidiane. Per il posto, in una sala così raccolta tutte le file vedono bene; chi ama la musica dal vivo fa bene a sedersi dalla parte della chitarra. Chi viene in coppia o con amici può scegliere il martedì, sera di esordio, quando l'energia di una prima si sente in sala. Un ultimo consiglio pratico: il botteghino apre prima delle rappresentazioni, ma il biglietto online evita la coda e garantisce il posto in una sala con pochi posti. Tre sere passano in fretta.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Lo sanno gli appassionati, ma lo si dice poco: il Teatro Belli è sopravvissuto per un soffio. Nel 1969, quando Antonio Salines lo rilevò, la sala era chiusa da tempo, ridotta a macerie, e la trasformazione in ristorante era data per certa. Salines, attore e regista, la restaurò completamente e la riaprì nel gennaio 1972, restandone direttore artistico per più di quarant'anni. Per questo oggi il nome ufficiale è Teatro Belli di Antonio Salines. È una vicenda tipica della Roma degli anni Settanta, quando le sale abbandonate del centro storico diventarono i luoghi del nuovo teatro: spazi piccoli, ricavati in edifici nati per altro, dove si sperimentava con pochi mezzi. Molte di quelle sale non esistono più; il Belli ha attraversato i decenni restando fedele alla sua funzione. Un secondo fatto, ancora meno noto: prima di diventare teatro di ricerca, l'edificio era stato chiesa di un monastero, teatro ottocentesco, cinema con l'insegna AMOR e locale notturno, chiuso dopo un fatto di sangue all'ingresso. Per un monologo che parla di una donna che prova a rimettere ordine nella propria vita, una sala che ha cambiato vita cinque volte è una cornice che si intona.
La foto giusta da fare al Calamaro al Teatro Belli — dal 17 al 19 novembre 2026
La foto giusta di una serata a Il Calamaro al Teatro Belli si fa in piazza di Sant'Apollonia, davanti all'ingresso del teatro, con l'insegna accesa e la locandina dello spettacolo accanto alla porta. La piazza è piccola: per avere in inquadratura la facciata del teatro e un pezzo di vicolo conviene allontanarsi di qualche passo verso l'imbocco della strada e scattare con il telefono in verticale. La sera di novembre, con le luci calde dei lampioni sui sampietrini bagnati, la piazza ha l'aria di una scenografia. La seconda foto si fa a piazza di Santa Maria in Trastevere, a pochi passi: la facciata della basilica con i mosaici illuminati e la fontana in primo piano è l'immagine classica del rione, e alle 20.30 di un giorno feriale la piazza è abbastanza tranquilla per scattarla senza folla. La terza, per chi vuole giocare con il titolo, è quella del piatto: un fritto di calamari sul tavolo di una trattoria di Trastevere, prima o dopo lo spettacolo, con la locandina del Calamaro sul telefono accanto. In sala, durante il monologo, niente fotografie: con la chitarra dal vivo e il pubblico a pochi metri, anche uno schermo acceso distrae l'interprete.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Belli si legge per strati, come quella di Trastevere. Il primo strato è religioso: la sala occupa quella che fu la chiesa del monastero di Sant'Apollonia, dal quale ha preso il nome anche la piazza. È un'origine che il teatro ricorda nella sua storia ufficiale e che spiega la forma raccolta dell'ambiente. Il secondo strato è ottocentesco: nella seconda metà del secolo l'edificio era già un teatro attivo, e sul suo palcoscenico passarono alcuni fra i grandi nomi della scena italiana. Il terzo strato è il cinema: negli anni Dieci del Novecento la sala divenne un cinematografo con l'insegna AMOR, come accadde a molti piccoli teatri quando il cinema muto conquistava il pubblico popolare. Il quarto strato è notturno: negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta vi si susseguirono locali notturni, fino alla chiusura dell'ultimo dopo un fatto di sangue avvenuto all'ingresso. Seguì l'abbandono. Il quinto strato comincia nel 1969, quando Antonio Salines rilevò l'edificio in rovina, destinato a diventare un ristorante, e lo restaurò. La riapertura del gennaio 1972 fece del Belli uno dei luoghi del teatro di ricerca romano. Da allora la sala ha accolto per decenni compagnie, autori e registi; il cartellone 2026/27, con produzioni indipendenti, il Théâtre Français de Rome e nuove voci come Lia Grieco, prosegue quella vocazione.
Chi è passato dal Calamaro al Teatro Belli — dal 17 al 19 novembre 2026
Il palcoscenico di piazza di Sant'Apollonia ha visto passare, fra Ottocento e primo Novecento, alcuni fra i nomi più grandi del teatro italiano. La storia pubblicata dal teatro cita Gustavo Modena, il grande attore risorgimentale; Ermete Novelli, fra i mattatori della scena fra Otto e Novecento; Leopoldo Fregoli, l'inventore del trasformismo teatrale; Lina Cavalieri, soprano e diva della Belle Époque; Ettore Petrolini, il comico romano che ha segnato il varietà del Novecento. Dopo la rinascita del 1972, per oltre quarant'anni la sala ha ospitato attori, registi e autori della ricerca italiana sotto la direzione di Antonio Salines. L'autunno 2026 porta al Belli Massimo Odierna con La figlia di Kioto Zhang, Marianna Adamo con Le statue di sale, Moisé Curia e Manuela Zero in Vite da strada, il Théâtre Français de Rome con Je te donnerai une voix, Claudia Coli in Sarfatti, Francesco Bonomo in Re_Mare. Dal 17 al 19 novembre è il turno di Lia Grieco, della chitarra di Giovanni Grieco, della regia di Giovanni Nasta e della Compagnia Mauri Sturno.
Il cartellone del Teatro Belli intorno a Il Calamaro
La stagione 2026/27 del Teatro Belli procede in autunno con una serie di titoli brevi, ciascuno in scena per pochi giorni.
Prima e dopo Il Calamaro
Dal 10 al 15 novembre, subito prima, va in scena Je te donnerai une voix con il Théâtre Français de Rome. Il 21 e 22 novembre, subito dopo, c'è Danscirque di Blucinque; dal 24 al 29 novembre Sarfatti, produzione Golden Art. A dicembre seguono Re_Mare, Luci rotte e le fiabe in inglese di Extrateatro.
Novembre a Trastevere
A metà novembre il rione ritrova i suoi abitanti: meno turisti rispetto all'estate, trattorie più tranquille nei giorni feriali, piazze che si svuotano presto. Per una serata a teatro è il periodo migliore dell'anno.
Martedì, mercoledì o giovedì: quale sera scegliere per Il Calamaro
Il Calamaro al Teatro Belli ha tre sere, tutte alle 21, e ognuna ha il suo carattere.
Martedì 17, la sera d'esordio
La prima sera ha l'energia del debutto romano: l'interprete incontra per la prima volta il pubblico della sala, la chitarra prende le misure dell'acustica, e in platea ci sono spesso amici, colleghi e addetti ai lavori. Per chi ama l'atmosfera delle prime è la scelta giusta.
Mercoledì 18, la sera centrale
La sera di mezzo è spesso la più equilibrata: lo spettacolo ha già trovato il ritmo nella sala, il pubblico è quello degli spettatori abituali del Belli. È anche la sera in cui, di solito, si trovano posti con meno difficoltà.
Giovedì 19, l'ultima
L'ultima recita ha la libertà delle chiusure. Chi vuole prolungare la serata a Trastevere trova il giovedì più animato dei primi giorni della settimana, con il rione che comincia a prepararsi al fine settimana.
Il Calamaro e il monologo con musica
Il Calamaro appartiene a una forma teatrale precisa: il monologo in cui il racconto parlato si alterna a canzoni originali, suonate dal vivo.
Una voce, una chitarra, una voce fuori campo
La scheda del teatro descrive una protagonista affiancata da un chitarrista e da una voce fuori campo. Sono tre presenze che permettono al monologo di diventare dialogo: con la musica, che commenta e rilancia, e con una voce esterna, che può essere il mondo, il capo, la coscienza. La scena resta essenziale, e tutto il peso passa all'interprete.
La sala giusta per questa forma
La scheda tecnica del Belli descrive un palcoscenico con spazio utile di 8 metri per 4,54, cinque camerini, un proiettore e uno schermo di 6 metri per 4 sul fondale. Per un monologo con chitarra lo spazio è ampio abbastanza per muoversi e raccolto abbastanza perché la voce arrivi in ogni fila senza forzare. È la dimensione del teatro da camera, dove la canzone si ascolta come in un salotto.
Ridere di sé
Il tema, una giornata di scatole rotte, di lavoro e di relazioni precarie, è di quelli in cui il pubblico si riconosce. La scelta del comico non toglie peso alla domanda finale sul senso del farcela: la rende condivisibile. A nostro giudizio è la forza di questo genere di spettacoli, che fanno ridere di sé senza cinismo.
Altre visite nei dintorni del Teatro Belli
Chi ha un pomeriggio libero prima della recita delle 21 ha molte possibilità a piedi. Lungo via della Lungara si trovano la Villa Farnesina e l'Orto Botanico, da visitare nelle ore di apertura, che a novembre finiscono presto. Nella parte meridionale del rione, oltre viale di Trastevere, c'è la chiesa di San Francesco a Ripa, con la Beata Ludovica Albertoni di Bernini. Orari e aperture di ciascun luogo vanno verificati prima sui siti ufficiali: in una giornata feriale di novembre si combinano bene una visita nel pomeriggio, una passeggiata al tramonto e il teatro la sera.
Domande frequenti su Il Calamaro
Quando va in scena Il Calamaro al Teatro Belli?
Il Calamaro va in scena al Teatro Belli martedì 17, mercoledì 18 e giovedì 19 novembre 2026, con inizio alle 21 tutte e tre le sere. Sono le uniche recite in calendario: il 21 e 22 novembre la sala ospita già un altro spettacolo.
Quanto costa il biglietto per Il Calamaro?
Il biglietto per Il Calamaro al Teatro Belli costa 20 euro intero e 15 euro ridotto, secondo la tariffa ufficiale del teatro. Si acquista online dalla scheda dello spettacolo sul sito del Belli o al botteghino, telefono 06 5894875.
Chi c'è in scena ne Il Calamaro?
Ne Il Calamaro c'è Lia Grieco, autrice e interprete del monologo, con la chitarra dal vivo di Giovanni Grieco. Le musiche e le canzoni sono di Lia Grieco e Fulminacci, la regia di Giovanni Nasta, la produzione della Compagnia Mauri Sturno.
Di cosa parla Il Calamaro?
Il Calamaro racconta la giornata tipo di una donna sull'orlo di una crisi di nervi, fra lavoro, relazioni precarie e pensieri ossessivi. È un monologo comico con canzoni originali che, sotto la superficie, si chiede se farcela sia davvero ciò che di noi resta a questo mondo.
Dove si trova il Teatro Belli?
Il Teatro Belli si trova in piazza di Sant'Apollonia 11/a, 00153 Roma, a Trastevere, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere. È una sala storica del teatro di ricerca, ricavata nell'antica chiesa del monastero di Sant'Apollonia e riaperta da Antonio Salines nel 1972.
Come si arriva al Teatro Belli?
Il Teatro Belli si raggiunge a piedi dal centro storico attraversando Ponte Sisto, in una decina di minuti da Campo de' Fiori. Con i mezzi pubblici il riferimento è viale di Trastevere; linee e orari serali vanno controllati sul calcolatore di percorso dell'ATAC. In auto il rione è in gran parte zona a traffico limitato.
Il consiglio finale su Il Calamaro
Il Calamaro è, a nostro giudizio, una buona serata infrasettimanale: un monologo comico con musica dal vivo, una giovane autrice e interprete, canzoni firmate con Fulminacci, una produzione di una compagnia storica e una sala che da oltre cinquant'anni fa spazio alle voci nuove. Il consiglio è di comprare in anticipo, perché le sere sono tre e i posti pochi, di cenare presto a Trastevere e di entrare in sala pronti a ridere delle proprie rotture di scatole.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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