Proponi un eventoAccediIl mio viaggio

Le statue di sale al Teatro Belli — dal 23 al 25 ottobre 2026

Le statue di sale, spettacolo scritto e diretto da Marianna Adamo e prodotto da ORO Studios, va in scena al Teatro Belli di Trastevere, in Piazza di Sant'Apollonia 11/a, da venerdì 23 a domenica 25 ottobre 2026: venerdì alle 21, sabato alle 19, domenica alle 17.30. Il biglietto ufficiale costa 20 euro intero e 15 euro ridotto, secondo la scheda pubblicata dal teatro; si acquista al botteghino di piazza Sant'Apollonia (telefono 06 5894875, aperto dal martedì alla domenica prima delle rappresentazioni) oppure sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal sito ufficiale della sede. In scena Marianna Adamo, Matteo Fasanella, Lorenzo Martinelli e Giuseppe Coppola. Il teatro si raggiunge col tram 8 e con le linee di superficie che percorrono viale di Trastevere, scendendo all'altezza di piazza Belli e proseguendo a piedi per pochi minuti nei vicoli verso piazza di Santa Maria in Trastevere.

Tre sere, quattro attori, una stanza chiusa e la fine del mondo alle porte. Le statue di sale è un testo che appartiene a una famiglia precisa del teatro, quella del gioco crudele a porte chiuse, e al Belli trova la misura adatta: una sala dove il pubblico siede a pochi metri dalla scena e ogni alleanza, ogni tradimento, si vede in faccia. Sotto trovate lo spettacolo, il ritratto dell'autrice, la storia della sala e tutto quello che serve per la serata.

Le statue di sale al Teatro Belli in breve

Le statue di sale resta in cartellone al Teatro Belli per tre repliche, dal 23 al 25 ottobre 2026, ed è il secondo titolo della stagione autunnale della sala dopo La figlia di Kioto Zhang.

Date e orari delle tre repliche

Venerdì 23 ottobre sipario alle 21. Sabato 24 ottobre alle 19, orario che permette di cenare dopo con calma in Trastevere. Domenica 25 ottobre alle 17.30, la replica più comoda per chi arriva da fuori Roma. Gli orari sono quelli della scheda spettacolo del teatro e del portale turistico di Roma Capitale, che coincidono.

Prezzi pubblicati dal teatro

La scheda ufficiale riporta due tariffe: 20 euro il biglietto intero, 15 euro il ridotto. Le condizioni per il ridotto non sono dettagliate; conviene chiederle al botteghino al momento dell'acquisto o per telefono.

Un progetto sostenuto da Roma Capitale

Il progetto è promosso da Roma Capitale ed è risultato vincitore dell'Avviso Pubblico per la realizzazione di iniziative di interesse per l'Amministrazione Capitolina, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. La scheda del teatro indica il sostegno di Zètema e di Roma Capitale.

La trama di Le statue di sale

Le statue di sale racconta tre persone, Siria, Don Marco e Samuele, imprigionate in una stanza sospesa fuori dal tempo mentre il mondo sta per finire, costrette da un carceriere di nome Morgan a una partita in cui uno di loro sarà trasformato in statua di sale.

La stanza fuori dal tempo

Il punto di partenza è una situazione limite. Il mondo sta per finire; i tre protagonisti si ritrovano chiusi in uno spazio che non appartiene a nessun luogo e a nessuna ora. Non sappiamo, dalla presentazione, come ci siano arrivati: sappiamo che non possono uscire e che qualcuno ha deciso per loro.

Morgan e le regole del gioco

Morgan è l'artefice della prigionia. È lui ad annunciare l'inizio della partita: soltanto due dei tre, i «prediletti», potranno salvarsi; il terzo sarà trasformato in una statua di sale. La parola prediletti, con la sua eco quasi religiosa, dice già molto del tono del testo.

Alleanze instabili

Fra alleanze instabili, rivalità e complicità, Siria, Don Marco e Samuele cercano di decifrare le regole di un gioco che forse regole non ne ha. È il cuore drammatico della vicenda: tre persone che devono decidere se fidarsi l'una dell'altra sapendo che una di loro sarà sacrificata. Le domande con cui la presentazione si chiude sono due, e sono il motore del racconto: chi sopravvivrà, chi sarà trasformato in sale.

Quattro personaggi, quattro attori

I personaggi nominati sono quattro, gli attori in locandina anche: Marianna Adamo, Matteo Fasanella, Lorenzo Martinelli, Giuseppe Coppola. La distribuzione dei ruoli non è pubblicata. Il titolo di Don Marco suggerisce la presenza di un sacerdote fra i prigionieri, un elemento che rende ancora più acuto il tema della scelta e del sacrificio.

Il titolo: perché statue di sale

L'immagine della statua di sale appartiene alla memoria biblica: nella Genesi è la sorte della moglie di Lot, che si volta a guardare la città distrutta e si pietrifica. Il titolo dello spettacolo la richiama in un contesto di fine del mondo, e ne fa la posta di un gioco.

Voltarsi indietro

Nel racconto biblico la trasformazione in sale è la punizione per uno sguardo, per non aver saputo staccarsi da ciò che si lascia. In una stanza fuori dal tempo, con il mondo che finisce, la domanda si sposta: chi fra i tre resterà fermo, incapace di andare avanti?

Il gioco come forma teatrale

Il teatro del Novecento ha frequentato spesso questa situazione: personaggi chiusi in uno spazio senza uscita, un meccanismo imposto dall'esterno, la verità di ciascuno che emerge sotto pressione. Le statue di sale si iscrive in questa tradizione, con un elemento di attualità: la fine del mondo come sfondo, non come metafora lontana.

La squadra artistica di Le statue di sale

Le statue di sale è scritto e diretto da Marianna Adamo, prodotto da ORO Studios S.r.l., con l'aiuto regia di Giovanna Cappuccio e le musiche originali di Alessandro D'Agostini.

In scena

Marianna Adamo, autrice e regista, è anche in scena, accanto a Matteo Fasanella, Lorenzo Martinelli e Giuseppe Coppola. È una scelta frequente nelle compagnie indipendenti: chi scrive il testo lo abita dall'interno, e la regia si costruisce anche recitando.

Luci e musica

Il disegno luci è firmato da Matteo Fasanella, che è anche fra gli interpreti. Le musiche sono di Alessandro D'Agostini, compositore che aveva già lavorato con Marianna Adamo per il cortometraggio Miraggio, dove i suoni e la musica davano voce all'entità invisibile protagonista del film. In una stanza sospesa fuori dal tempo, la partitura sonora avrà probabilmente un peso analogo.

Grafica e costumi

Grafica e costumi sono di Imperium Artis di Valeria di Pofi. La locandina ufficiale pubblicata dal teatro è la prima porta d'ingresso nell'immaginario dello spettacolo.

ORO Studios

La produzione è di ORO Studios S.r.l., la stessa società che ha prodotto Miraggio, il cortometraggio di Marianna Adamo girato nell'Alta Sabina. Nel caso del film il produttore era Marco Monno. Il passaggio dal cinema al teatro, con la stessa squadra creativa, è una delle chiavi per leggere il progetto.

Marianna Adamo: biografia

Marianna Adamo è un'attrice, regista e sceneggiatrice napoletana, con una lunga esperienza teatrale alle spalle e un percorso nel cinema breve segnato dall'interesse per il tempo, lo spazio e ciò che sta oltre il reale.

Dal teatro al cinema

La stampa che ne ha seguito il lavoro la descrive come un'artista partita dal palcoscenico, dove ha maturato una lunga esperienza, prima di passare alla regia cinematografica. Le banche dati del cinema italiano la registrano come regista, attrice e sceneggiatrice.

Alters e Home banking

Il suo primo lavoro filmico è Alters, datato 2016 o 2017 a seconda delle fonti; segue Home banking, una web series in otto episodi del 2018. Nello stesso periodo le banche dati le attribuiscono anche la partecipazione a La vita dopo.

Miraggio

Miraggio, del 2022, è la sua terza opera filmica: un cortometraggio prodotto da ORO Studios e girato interamente nell'Alta Sabina, fra Contigliano, il Lago del Salto, Varco Sabino e Fontecerro. L'idea nasce da un episodio raccontato sull'isola Maggiore del Lago Trasimeno, dove alcuni visitatori della chiesa di San Michele Arcangelo avrebbero dichiarato di aver avuto visioni. Il film segue Sara, invitata dalla nonna in un luogo onirico abitato da un'entità invisibile. Adamo vi alterna una ripresa descrittiva, con macchina da presa e drone, e una soggettiva affidata a un drone acrobatico che diventa il personaggio stesso dell'entità.

I festival

Miraggio è stato selezionato e proiettato da numerosi festival, fra cui Napoli Film Festival, Accordi e Disaccordi, Foggia Film Festival, Salerno International Film Festival, Cortomontagna, Rieti e Sabina Film Festival, Primo Piano sull'Autore e Pianeta Donna, rassegna dedicata alla regia femminile. A Roma è stato presentato nel dicembre 2022 nella rassegna Cinecircolo Romano al Cinema Caravaggio, e poi selezionato dal DMF Festival.

Guardo oltre

Adamo ha riassunto la propria poetica con una formula, «Guardo oltre»: l'idea che guardare al di là del reale permetta di accedere a più informazioni e quindi di evolversi. Nelle interviste cita l'interesse per la fisica quantistica, per il concetto di spazio tempo, per la meditazione. Una stanza sospesa fuori dal tempo, come quella di Le statue di sale, è coerente con questo immaginario.

Festival e laboratori

Nei suoi profili ufficiali Adamo si presenta anche come direttrice artistica del Briganti Film Festival e fondatrice di Voice Atelier. Si definisce una regista atipica e una camminatrice, che va personalmente alla ricerca dei luoghi per i propri lavori.

Il Teatro Belli: la sala di piazza Sant'Apollonia

Il Teatro Belli è una delle sale storiche del teatro di ricerca romano, in Piazza di Sant'Apollonia 11/a, a Trastevere; il nome ufficiale di oggi è Teatro Belli di Antonio Salines, in omaggio all'attore e regista che lo riaprì nel 1972.

Una chiesa diventata palcoscenico

Secondo la storia pubblicata dal teatro, la sala occupa quella che fu la chiesa del monastero di Sant'Apollonia, da cui prende nome la piazza, ed era già attiva come teatro nella seconda metà dell'Ottocento. Negli anni Dieci del Novecento divenne un cinema chiamato AMOR; negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta ospitò locali notturni, l'ultimo dei quali chiuse dopo un fatto di sangue avvenuto all'ingresso.

Antonio Salines

Nel 1969 Antonio Salines rilevò il Belli, chiuso da tempo e ridotto a un cumulo di macerie, quando la sua trasformazione in ristorante sembrava decisa. Lo restaurò e lo riaprì nel gennaio 1972, restandone direttore artistico per oltre quarant'anni.

Com'è fatta la sala

La scheda tecnica descrive un palcoscenico largo 9,25 metri e profondo 5, con uno spazio utile di 8 metri per 4,54, boccascena di 6 metri per 4,30 e sipario manuale. Per lo spettatore significa una scatola scenica piccola, con il pubblico quasi a contatto con gli attori: per un testo a porte chiuse come Le statue di sale è la condizione ideale, perché la stanza della finzione e la sala finiscono per coincidere.

Trastevere intorno al Teatro Belli

Piazza di Sant'Apollonia è uno slargo fra i vicoli di Trastevere, a due passi da piazza di Santa Maria in Trastevere, la piazza della basilica e della fontana, centro del rione da secoli.

Santa Maria in Trastevere

La basilica di Santa Maria in Trastevere è la meta più naturale prima dello spettacolo: la facciata con i mosaici illuminati la sera è il fondale che molti romani associano al quartiere.

Verso il Tevere

Scendendo verso il fiume si incontrano Santa Cecilia in Trastevere e, oltre il lungotevere, l'Isola Tiberina. Verso nord, Ponte Sisto collega il rione a via Giulia e a Campo de' Fiori.

Musei e colline

Il Museo di Roma in Trastevere in piazza di Sant'Egidio è a pochi minuti a piedi. Per chi ha la domenica libera prima della replica delle 17.30, la salita al Gianicolo passando per San Pietro in Montorio è la passeggiata migliore della zona.

Come arrivare al Teatro Belli per Le statue di sale

Il Teatro Belli si raggiunge con il tram 8, che percorre viale di Trastevere, scendendo alla fermata di piazza Belli e proseguendo a piedi verso piazza di Sant'Apollonia in pochi minuti.

In tram e bus

Il tram 8 collega piazza Venezia e largo di Torre Argentina con viale di Trastevere e Monteverde: dal centro storico è il modo più semplice, a patto di controllare prima che la linea sia in servizio regolare, perché negli ultimi anni è stata più volte sostituita da bus durante i lavori. Diverse linee di autobus percorrono viale di Trastevere e i lungotevere; il percorso aggiornato si verifica sui canali ufficiali del trasporto pubblico romano.

A piedi dal centro

Da Campo de' Fiori si attraversa Ponte Sisto e in una decina di minuti si arriva a piazza di Santa Maria in Trastevere; da lì piazza di Sant'Apollonia è a un passo. Spesso è anche la soluzione più veloce, perché il traffico serale su viale di Trastevere può essere intenso.

In auto e taxi

Trastevere è in gran parte zona a traffico limitato nelle ore serali e parcheggiare nei vicoli è quasi impossibile. Meglio lasciare l'auto fuori dal rione e completare a piedi; in taxi conviene farsi lasciare su viale di Trastevere o in piazza Trilussa.

Una curiosità su Le statue di sale al Teatro Belli — dal 23 al 25 ottobre 2026

La curiosità più interessante riguarda il passaggio di una squadra dal cinema al teatro. Le statue di sale è prodotto da ORO Studios, la società che nel 2022 aveva prodotto Miraggio, il cortometraggio di Marianna Adamo girato nell'Alta Sabina, e le musiche sono di Alessandro D'Agostini, lo stesso compositore del film. In Miraggio la protagonista vera era un'entità invisibile che abitava una collina sulle rive di un lago, e la sua voce, raccontava la regista, era affidata proprio alla musica e ai suoni di D'Agostini. In Le statue di sale c'è di nuovo una presenza che governa il destino dei personaggi, Morgan, l'artefice della prigionia, e di nuovo uno spazio sospeso, questa volta una stanza fuori dal tempo. Il filo che lega i due lavori è la poetica che Adamo ha sintetizzato in due parole, «Guardo oltre»: un interesse dichiarato per lo spazio tempo, per la fisica quantistica, per ciò che si trova al di là del reale. Chi ha visto il cortometraggio riconoscerà in teatro alcune ossessioni della regista; chi non l'ha visto può recuperarlo dopo lo spettacolo, per capire da dove viene questa stanza. C'è poi un dettaglio di mestiere: Matteo Fasanella è insieme interprete e light designer. In uno spettacolo in cui la luce deve costruire un luogo che non esiste, avere in scena chi l'ha disegnata è un vantaggio raro.

Una cosa che non ti dice nessuno su Le statue di sale al Teatro Belli — dal 23 al 25 ottobre 2026

La cosa che nessuno dice è che al Belli l'orario del sabato vale più degli altri. La replica delle 19 è la meno ovvia e la più piacevole: si esce quando Trastevere si accende davvero e si cena all'ora in cui i romani si siedono a tavola, senza dover scegliere fra un pasto frettoloso prima e uno tardissimo dopo. Il venerdì alle 21 funziona per chi abita vicino; la domenica alle 17.30 per chi viene da fuori. Un secondo punto riguarda i posti. La sala è piccola e quasi tutte le file vedono bene, ma le prime sono davvero vicine alla scena. In un testo a porte chiuse, con quattro personaggi che si studiano e si tradiscono, sedere lì significa essere nella stanza con loro: per qualcuno è il bello del teatro off, per altri un disagio. Chi preferisce osservare scelga il centro della platea. Terzo: il biglietto intero a 20 euro e il ridotto a 15 sono prezzi bassi per la prosa romana, e le repliche sono solo tre. Le compagnie indipendenti portano spesso in sala colleghi, amici e allievi, e le prime sere si riempiono in fretta: una telefonata al botteghino evita sorprese. Infine, il consiglio più pratico: i vicoli intorno a piazza di Sant'Apollonia sono stretti e la prima volta si sbaglia strada. Tenete come riferimento piazza di Santa Maria in Trastevere e da lì cercate la piazzetta laterale.

Il consiglio che ti do per visitare Le statue di sale al Teatro Belli — dal 23 al 25 ottobre 2026

Il consiglio è di andarci pronti a giocare. Le statue di sale è costruito come una partita: tre personaggi, un carceriere, una regola crudele, e lo spettatore che fin dalla prima scena si chiede chi sarà sacrificato. È il tipo di teatro in cui conviene fare le proprie scommesse, osservare chi si allea con chi, cercare gli indizi. Andare in due o in gruppo e confrontare i pronostici all'uscita è metà del divertimento. Secondo consiglio: non aspettatevi risposte chiuse. La presentazione stessa parla di un gioco «che forse non ne ha», di regole: è probabile che il testo lasci domande aperte, com'è naturale per un'autrice che si dichiara attratta da ciò che sta oltre il reale. Terzo: scegliete il sabato alle 19 se volete unire teatro e cena, la domenica alle 17.30 se volete prima una passeggiata al Gianicolo o una visita a Santa Maria in Trastevere. Quarto: arrivate con un quarto d'ora di anticipo e fate il giro lungo, dalla piazza della basilica. Entrare in una sala che fu chiesa di un monastero per assistere a un gioco sulla salvezza e sul sacrificio, con un sacerdote fra i personaggi, ha un sapore particolare. Infine restate qualche minuto in piazza dopo gli applausi: nelle sale di questa misura attori e autrice escono spesso a salutare, e parlare con chi ha appena recitato fa parte del piacere del teatro indipendente.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Lo sanno gli appassionati, ma lo si dice poco: il Teatro Belli è sopravvissuto per un soffio. Nel 1969, quando Antonio Salines lo rilevò, la sala era chiusa da tempo, ridotta a macerie, e la trasformazione in ristorante era data per certa. Salines, attore e regista, la restaurò completamente e la riaprì nel gennaio 1972, restandone direttore artistico per più di quarant'anni e facendone uno dei teatri storici dell'avanguardia italiana. Per questo oggi il nome ufficiale è Teatro Belli di Antonio Salines. È una vicenda tipica della Roma degli anni Settanta, quando le cantine e le sale abbandonate del centro storico divennero i luoghi del nuovo teatro: spazi piccoli, ricavati in edifici nati per altro, dove si sperimentava con pochi mezzi. Molte di quelle sale non esistono più; il Belli ha attraversato i decenni restando fedele alla sua funzione. Un secondo fatto, ancora meno noto: prima di diventare teatro di ricerca, l'edificio era stato chiesa di un monastero, teatro ottocentesco, cinema con l'insegna AMOR e infine locale notturno, chiuso dopo un fatto di sangue all'ingresso. Per uno spettacolo che parla di prediletti, di salvezza e di sacrificio, con un sacerdote fra i personaggi, andare in scena fra le mura di un'antica chiesa aggiunge un livello di lettura che nessuna scenografia potrebbe costruire.

La foto giusta da fare a Le statue di sale al Teatro Belli — dal 23 al 25 ottobre 2026

Durante lo spettacolo niente fotografie: è una regola di rispetto verso gli attori, e in una sala così piccola il bagliore di un telefono si vede dal palco e rompe la tensione di un testo costruito sull'attesa. La foto giusta si fa fuori, e ne suggerisco tre. La prima è l'ingresso del teatro in piazza di Sant'Apollonia al calar della sera, con l'insegna e la locandina di Le statue di sale: la piazzetta è raccolta, la luce dei lampioni cade radente sulle facciate e l'inquadratura restituisce l'idea del teatro di rione meglio di qualsiasi immagine promozionale. Conviene scattare in orizzontale, includendo un pezzo di selciato. La seconda è la facciata di Santa Maria in Trastevere vista dalla fontana, a pochi passi: i mosaici illuminati nel buio sono una delle immagini più riconoscibili di Roma. A fine ottobre il sole tramonta presto, e già alle 18.30 la piazza è in luce notturna. La terza, per chi va alla replica della domenica alle 17.30, è quella dal Gianicolo nel primo pomeriggio: salendo da San Pietro in Montorio e dalla Fontana dell'Acqua Paola si ha davanti la distesa dei tetti del centro. È una passeggiata di un'ora, prima di scendere verso il teatro. A fine replica, una foto con gli attori nel foyer o in piazza è un gesto comune e ben accolto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Belli si legge per strati, come quella di Trastevere. Il primo strato è religioso: la sala occupa quella che fu la chiesa del monastero di Sant'Apollonia, dal quale ha preso il nome anche la piazza. È un'origine che il teatro ricorda nella sua storia ufficiale e che spiega la forma raccolta dell'ambiente. Il secondo strato è ottocentesco: nella seconda metà del secolo l'edificio era già un teatro attivo, e sul suo palcoscenico passarono alcuni fra i grandi nomi della scena italiana. Il terzo strato è il cinema: negli anni Dieci del Novecento la sala divenne un cinematografo con l'insegna AMOR, come accadde a molti piccoli teatri quando il cinema muto conquistava il pubblico popolare. Il quarto strato è notturno: negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta vi si susseguirono locali notturni, fino alla chiusura dell'ultimo dopo un fatto di sangue avvenuto all'ingresso. Seguì l'abbandono. Il quinto strato comincia nel 1969, quando Antonio Salines rilevò l'edificio in rovina, destinato a diventare un ristorante, e lo restaurò. La riapertura del gennaio 1972 fece del Belli uno dei luoghi del teatro di ricerca romano. Da allora la sala ha accolto per decenni compagnie, autori e registi; il cartellone 2026/27, con produzioni indipendenti, il Théâtre Français de Rome e progetti sostenuti da Roma Capitale come Le statue di sale, prosegue quella vocazione.

Chi è passato da Le statue di sale al Teatro Belli — dal 23 al 25 ottobre 2026

Il palcoscenico di piazza di Sant'Apollonia ha visto passare, fra Ottocento e primo Novecento, alcuni fra i nomi più grandi del teatro italiano. La storia pubblicata dal teatro cita Gustavo Modena, il grande attore risorgimentale; Ermete Novelli, fra i mattatori della scena fra Otto e Novecento; Leopoldo Fregoli, l'inventore del trasformismo teatrale; Lina Cavalieri, soprano e diva della Belle Époque; Ettore Petrolini, il comico romano che ha segnato il varietà e il teatro del Novecento. Dopo la rinascita del 1972, per oltre quarant'anni la sala ha ospitato attori, registi e autori della ricerca italiana sotto la direzione di Antonio Salines. Il cartellone di questo autunno porta al Belli Massimo Odierna con La figlia di Kioto Zhang, Moisé Curia e Manuela Zero in Vite da strada, il Théâtre Français de Rome, Lia Grieco con Il calamaro, Claudia Coli in Sarfatti, Francesco Bonomo in Re_Mare. Dal 23 al 25 ottobre tocca a Marianna Adamo, attrice e regista napoletana passata dal teatro al cinema breve e ora di ritorno in palcoscenico con un testo proprio, e ai suoi compagni di scena Matteo Fasanella, Lorenzo Martinelli e Giuseppe Coppola. Il nome di Fregoli ha un'eco curiosa con una sala in cui ogni gesto si vede da vicino: qui la recitazione non ha dove nascondersi.

Organizzare la serata a Trastevere

Una replica di Le statue di sale si incastra bene in una serata trasteverina: la durata dello spettacolo non è comunicata, ma una produzione con quattro interpreti in una sala di questa misura lascia tempo prima o dopo.

Venerdì alle 21

Con l'inizio alle 21 conviene cenare presto oppure puntare su un aperitivo e rimandare a dopo. Trastevere resta vivo fino a tardi e dopo le 23 trovare un tavolo è possibile in molti locali.

Sabato alle 19

L'orario del sabato è il più comodo: si esce all'ora giusta per cenare, quando il quartiere è nel suo momento migliore. Il sabato sera Trastevere è la zona più affollata di Roma, e prenotare la cena è prudente.

Domenica alle 17.30

La replica della domenica si presta a una giornata completa: passeggiata al Gianicolo o visita a un museo del rione, spettacolo, poi cena presto.

Biglietti per Le statue di sale

I biglietti per Le statue di sale costano 20 euro interi e 15 euro ridotti, secondo le tariffe ufficiali del Teatro Belli, e si comprano al botteghino di piazza Sant'Apollonia o sul circuito di prevendita autorizzato che il teatro indica nella scheda dello spettacolo.

Il botteghino

Il botteghino del Belli è aperto dal martedì alla domenica prima dell'inizio delle rappresentazioni; il numero è 06 5894875 e l'indirizzo di posta botteghino@teatrobelli.it. Per una sala di queste dimensioni la telefonata resta il modo più rapido per sapere quanti posti restano.

Posti e visibilità

In una sala raccolta come questa quasi tutti i posti hanno buona visibilità. Le prime file sono molto vicine agli attori; chi preferisce una visione d'insieme scelga le file centrali.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

Trastevere è la zona di Roma con la più alta densità di trattorie, pizzerie e osterie, e intorno a piazza di Sant'Apollonia se ne trovano a ogni angolo; il problema è evitare quelli che vivono di turisti di passaggio.

Trattorie e pizzerie

Nelle strade verso viale di Trastevere e verso piazza di San Cosimato si trovano i locali frequentati dai romani, con prezzi più onesti rispetto alla piazza principale. Una pizza al taglio o un supplì prima della replica delle 21 sono la soluzione più rapida.

Dopo teatro

Dopo le repliche serali i vicoli fra piazza Trilussa e Santa Maria in Trastevere restano pieni fino a tardi: per un bicchiere e per discutere chi meritava di salvarsi, è la zona giusta.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il Teatro Belli è una sala storica ricavata in un edificio antico fra i vicoli di Trastevere: chi ha esigenze di mobilità ridotta fa bene a telefonare al botteghino prima dell'acquisto per concordare l'accesso.

Il selciato del rione

I sampietrini di Trastevere sono irregolari e, dopo la pioggia, scivolosi. A fine ottobre le prime piogge autunnali sono frequenti: scarpe comode e un ombrello pieghevole sono il consiglio più pratico.

Con i ragazzi

Le statue di sale è un testo sulla fine del mondo, sulla prigionia e sul sacrificio, pensato per un pubblico adulto; ragazzi grandi abituati al teatro possono seguirlo senza difficoltà. Per i più piccoli il Belli propone a dicembre fiabe in inglese.

Il cartellone del Teatro Belli dopo Le statue di sale

La stagione 2026/27 del Teatro Belli prosegue dopo il 25 ottobre con una serie di titoli brevi, ciascuno in scena per pochi giorni, secondo la formula tipica della sala.

Novembre

Dal 5 all'8 novembre Vite da strada di Tommaso Agnese con Moisé Curia e Manuela Zero. Dal 10 al 15 novembre Je te donnerai une voix con il Théâtre Français de Rome. Dal 17 al 19 novembre Il calamaro di Lia Grieco. Il 21 e 22 novembre Danscirque di Blucinque. Dal 24 al 29 novembre Sarfatti, produzione Golden Art.

Dicembre

Dall'1 al 6 dicembre Re_Mare di Francesco Bonomo e Daniel Dwerryhouse, dall'8 all'11 dicembre Luci rotte di Barbara Giordano, e a ridosso delle feste gli spettacoli in inglese di Extrateatro, La principessa e... the frog e Mission to Mars.

Domande frequenti su Le statue di sale

Quando va in scena Le statue di sale al Teatro Belli?

Le statue di sale va in scena al Teatro Belli da venerdì 23 a domenica 25 ottobre 2026. Venerdì il sipario si apre alle 21, sabato alle 19 e domenica alle 17.30, secondo la scheda pubblicata dal teatro e il portale turistico di Roma Capitale.

Quanto costano i biglietti di Le statue di sale?

I biglietti di Le statue di sale costano 20 euro interi e 15 euro ridotti, secondo le tariffe ufficiali del Teatro Belli. Si acquistano al botteghino di piazza Sant'Apollonia, telefono 06 5894875, o sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal teatro.

Di cosa parla Le statue di sale?

Le statue di sale racconta Siria, Don Marco e Samuele, prigionieri in una stanza sospesa fuori dal tempo mentre il mondo sta per finire. Il loro carceriere, Morgan, annuncia una partita: solo due si salveranno, il terzo sarà trasformato in statua di sale.

Chi ha scritto e diretto Le statue di sale?

Le statue di sale è scritto e diretto da Marianna Adamo, attrice, regista e sceneggiatrice napoletana, autrice del cortometraggio Miraggio. La produzione è di ORO Studios, le musiche di Alessandro D'Agostini, l'aiuto regia di Giovanna Cappuccio.

Chi sono gli attori di Le statue di sale?

Il cast di Le statue di sale al Teatro Belli comprende Marianna Adamo, Matteo Fasanella, Lorenzo Martinelli e Giuseppe Coppola. Matteo Fasanella firma anche il disegno luci. La distribuzione dei ruoli non è indicata nella scheda del teatro.

Dove si trova il Teatro Belli?

Il Teatro Belli si trova in Piazza di Sant'Apollonia 11/a, 00153 Roma, a Trastevere, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere. Si raggiunge col tram 8, scendendo all'altezza di piazza Belli su viale di Trastevere e proseguendo a piedi.

Le statue di sale è adatto ai ragazzi?

Le statue di sale al Teatro Belli è pensato per un pubblico adulto, perché parla di prigionia, fine del mondo e sacrificio; ragazzi grandi abituati al teatro possono seguirlo. Per i più piccoli il Belli propone a dicembre spettacoli in inglese per famiglie.

Il consiglio finale

Prenotate il sabato alle 19 telefonando al botteghino, arrivate dalla piazza di Santa Maria in Trastevere e sedetevi al centro della platea: da lì il gioco crudele di Morgan si segue meglio, e si ha il tempo di fare le proprie scommesse su chi resterà di sale. Le statue di sale è teatro indipendente sostenuto dalla città, in una sala che è stata chiesa, cinema e rovina prima di tornare palcoscenico: una combinazione che a Roma vale sempre la serata. Per chi viaggia in gruppo e vuole costruire una serata su misura a Trastevere, il Teatro Belli è una base perfetta, e per altre idee sul rione la guida a cosa vedere a Trastevere è il punto di partenza.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento23 Ottobre 2026 21:00 — 25 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro Belli, Piazza di Sant'Apollonia 11/a, 00153 Roma Trastevere, Roma, Roma Città

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi