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Almost Corner Bookshop

In breve. Almost Corner Bookshop è una libreria in lingua inglese di Roma, incastonata in un vicolo di Trastevere a pochi passi dal Tevere.

Almost Corner Bookshop è una libreria in lingua inglese di Roma, incastonata in un vicolo di Trastevere a pochi passi dal Tevere. Non è la libreria più grande della capitale e non prova nemmeno ad esserlo: è uno spazio piccolo, letteralmente pieno di libri dal pavimento al soffitto, dove i clienti abituali sanno già dove cercare e i visitatori occasionali si affidano a chi lavora al banco. Nasce nel 1991 e attraversa, ormai da oltre tre decenni, i cambiamenti di un quartiere che nel frattempo si è trasformato radicalmente, restando uno dei punti di riferimento per chi a Roma cerca un romanzo, un saggio o una guida in inglese senza dover entrare in una catena.

Il nome, per chi arriva a Roma per la prima volta e legge l’insegna senza conoscerne la storia, può sembrare un vezzo linguistico come tanti altri usati dalle attività commerciali che vogliono farsi notare da una clientela internazionale. In realtà racconta un dato molto concreto, quello della posizione fisica del negozio rispetto all’incrocio più vicino, e insieme restituisce bene lo spirito con cui l’attività si è sempre presentata: poco solenne, molto pratico, radicato in un quartiere che negli ultimi trent’anni ha cambiato pelle più volte senza però perdere del tutto la propria identità popolare. Chi cerca a Roma un luogo dove trovare romanzi non tradotti, edizioni originali di classici della letteratura anglosassone, libri illustrati per bambini in inglese o semplicemente una guida aggiornata sulla città scritta da un editore straniero, trova in questa piccola libreria di Trastevere una delle poche risposte rimaste in un panorama commerciale che negli ultimi decenni ha visto chiudere diverse realtà simili in tutta Europa.

Dove si trova Almost Corner Bookshop e come arrivarci davvero

L’indirizzo è via del Moro 45, nel cuore di Trastevere, il rione che si sviluppa sulla riva destra del Tevere di fronte al centro storico. La libreria si trova a due passi da piazza Trilussa e dal Ponte Sisto, il ponte pedonale che collega Trastevere a via Giulia e a campo de’ Fiori: attraversarlo a piedi è il modo più naturale per arrivarci da chi alloggia nel centro storico o scende dal Pantheon. Da piazza Trilussa bastano un paio di minuti a piedi lungo i vicoli acciottolati, superando le prime traverse di via del Moro, per trovarsi davanti alla vetrina stretta della libreria. Chi arriva da piazza di Santa Maria in Trastevere, il cuore pulsante del rione con la sua basilica e la sua fontana, impiega circa cinque minuti a piedi tra vicoli stretti dove è facile perdersi almeno una volta, ma è anche il modo più piacevole per arrivare, passando davanti a botteghe, trattorie e le facciate colorate tipiche di Trastevere.

In auto Trastevere è tutt’altro che comodo: gran parte del rione è zona a traffico limitato e i parcheggi liberi nei dintorni sono rari, soprattutto nelle ore serali quando il quartiere si riempie di residenti e visitatori. Chi arriva con mezzi pubblici può contare sul tram 8, che collega piazza Venezia a Trastevere e ha una fermata comoda su viale di Trastevere, da cui si prosegue a piedi verso il Tevere in circa dieci minuti. Diverse linee di autobus, tra cui la H proveniente dalla stazione Termini, fermano lungo viale di Trastevere e in largo di Porta Settimiana, entrambe raggiungibili a piedi in pochi minuti dalla libreria. Non esiste una fermata della metropolitana nel cuore di Trastevere: le stazioni più vicine sono Circo Massimo sulla linea B, da cui si attraversa il Tevere a piedi o con un breve tratto di autobus, oppure si scende dal Gianicolo dal lato opposto del quartiere. Per chi si muove a piedi dal centro storico, l’itinerario più diretto resta quello che passa per campo de’ Fiori, scende verso via Giulia e attraversa il Ponte Sisto: un percorso di circa venti minuti che permette di scoprire Trastevere entrando dal suo lato più autentico, quello dei vicoli minori lontani dalle arterie principali.

Chi arriva da fuori Roma può appoggiarsi alla stazione Termini come punto di partenza, prendendo una delle linee di autobus dirette verso Trastevere oppure combinando la metropolitana linea B fino a Circo Massimo con un tratto a piedi lungo il lungotevere. Chi invece atterra a Fiumicino o a Ciampino trova collegamenti diretti verso il centro di Roma tramite treno o autobus, per poi proseguire con i mezzi urbani fino a Trastevere: un tragitto che, complessivamente, richiede in genere tra i quaranta minuti e un’ora a seconda del punto di arrivo e del traffico del momento. Chi soggiorna invece in una struttura ricettiva già collocata a Trastevere, scelta sempre più frequente tra i visitatori che cercano un’atmosfera meno turistica rispetto al centro storico, ha ovviamente il vantaggio di raggiungere la libreria a piedi in pochi minuti da quasi ogni punto del rione, dato che l’estensione di Trastevere resta relativamente contenuta rispetto ad altri quartieri romani più ampi. Vale la pena ricordare che via del Moro, come molte traverse di Trastevere, non è segnalata in modo evidente dalla cartellonistica turistica principale: conviene affidarsi a una mappa digitale aggiornata oppure chiedere indicazioni ai residenti, che nella maggior parte dei casi conoscono bene il negozio e sanno indicare la strada più rapida per raggiungerlo anche a chi si è perso tra i vicoli.

Che cosa è davvero Almost Corner Bookshop, oltre l’etichetta di libreria per turisti

Definirla semplicemente una libreria per stranieri sarebbe riduttivo. Almost Corner Bookshop è prima di tutto un punto di riferimento per la comunità anglofona che vive stabilmente a Roma: secondo quanto riportato dalla rivista Wanted in Rome, la clientela abituale è composta per circa il quaranta per cento da residenti della zona e per un altro venti per cento da studenti universitari, tra cui molti iscritti alla John Cabot University, l’ateneo americano che ha una delle sue sedi proprio a Trastevere. Il resto del pubblico è fatto di visitatori di passaggio, lettori italiani in cerca di edizioni originali e appassionati che arrivano apposta per curiosare tra gli scaffali. Lo spazio fisico è ridotto: gli scaffali corrono dal pavimento fino al soffitto, i libri sono impilati anche orizzontalmente sopra le file verticali, e muoversi tra i corridoi stretti fa parte dell’esperienza tanto quanto la scelta dei titoli. Non è un negozio pensato per la sfogliata veloce da centro commerciale: è un ambiente denso, un po’ disordinato all’apparenza, dove però chi lavora al banco conosce l’esatta collocazione di gran parte del catalogo.

Il catalogo unisce novità e libri usati, con una rotazione dell’inventario che secondo la gestione è piuttosto rapida: una parte consistente dei titoli viene venduta entro tre mesi dall’arrivo, un’altra quota entro sei mesi, il che spiega perché tornare a distanza di settimane regali spesso una selezione diversa da quella vista in precedenza. Si trovano narrativa contemporanea e classici, saggistica, libri per bambini, guide di viaggio, testi di cucina e una sezione dedicata a Roma e all’Italia pensata sia per chi visita la città sia per chi ci si è trasferito e vuole capirla meglio. La filosofia dichiarata dalla gestione, riassunta nella frase “un libro per ogni cliente e un cliente per ogni libro”, racconta bene l’approccio: più che un catalogo sterminato, l’obiettivo è una selezione fatta con cura, in cui chi lavora in negozio possa davvero orientare chi entra verso il titolo giusto.

Un elemento che distingue Almost Corner Bookshop da molte librerie generaliste è la presenza costante di una sezione dedicata alla saggistica su Roma e sull’Italia scritta da autori anglofoni: memoir di espatriati, guide storiche, raccolte fotografiche e reportage giornalistici che raccontano la città a un pubblico che la vive dall’esterno, spesso da residente temporaneo o permanente. Accanto a questa sezione convivono gli scaffali dedicati alla narrativa contemporanea, con una attenzione particolare ai romanzi pubblicati di recente nel mondo anglosassone e non ancora tradotti in italiano, e una parte più contenuta ma comunque presente riservata alla poesia e ai classici, dai testi della letteratura vittoriana ai romanzi del Novecento americano. I libri per bambini occupano una porzione visibile del negozio, spesso collocata in un angolo più basso e accessibile, pensata per le famiglie di residenti stranieri che vogliono che i propri figli crescano leggendo anche in lingua inglese, un pubblico non secondario per un negozio che vive di clientela abituale più che di passaggio turistico occasionale.

A completare il catalogo si trova infine una selezione di riviste e periodici in lingua inglese, quando disponibili, oltre a edizioni tascabili pensate proprio per il viaggio, facili da infilare in uno zaino e leggere durante gli spostamenti in treno o in aereo. Non mancano, tra gli scaffali, alcune chicche editoriali difficili da reperire altrove in città: piccole case editrici indipendenti britanniche o americane, raccolte di racconti brevi, traduzioni in inglese di autori italiani meno noti al pubblico internazionale. È proprio questa varietà, unita alle dimensioni ridotte del negozio che costringono a una selezione rigorosa dei titoli tenuti in assortimento, a rendere ogni visita diversa dalla precedente: chi torna a distanza di mesi raramente trova lo stesso negozio lasciato l’ultima volta.

Chi lavora nel settore del libro usato racconta spesso come la qualità di un fondo dipenda in larga misura dalla provenienza dei volumi ceduti dai clienti: nel caso di Almost Corner Bookshop, la presenza costante di residenti stranieri che lasciano la città dopo un periodo di soggiorno garantisce un ricambio continuo di titoli spesso recenti e in buone condizioni, un vantaggio non scontato rispetto a librerie dell’usato che dipendono invece da fondi di magazzino più datati o da donazioni occasionali. Questo meccanismo, per quanto informale, ha probabilmente contribuito nel tempo a mantenere il catalogo della libreria aggiornato senza dover ricorrere esclusivamente all’acquisto di novità a prezzo pieno, una leva economica non trascurabile per un negozio di dimensioni ridotte operante in un mercato di nicchia come quello dell’editoria in lingua inglese in Italia.

Trastevere, il rione dove sorge la libreria

Trastevere, il cui nome deriva dal latino trans Tiberim, ovvero al di là del Tevere, è uno dei rioni più antichi di Roma, abitato fin dall’epoca romana da una popolazione eterogenea di pescatori, artigiani e commercianti stranieri che vi si stabilirono grazie alla vicinanza con il porto fluviale. Questa vocazione di quartiere aperto a presenze straniere non è quindi una caratteristica recente, ma affonda le radici in una storia lunga oltre duemila anni, durante la quale il rione ha ospitato comunità ebraiche, siriane ed ebree provenienti da diverse aree del Mediterraneo, contribuendo a formare un’identità popolare distinta rispetto al resto della città, percepita a lungo come un mondo a parte rispetto al centro di Roma sulla sponda opposta del fiume.

Nel corso del Novecento Trastevere ha mantenuto a lungo questa fisionomia popolare, fatta di cortili condivisi, botteghe artigiane e un forte senso di appartenenza tra i residenti, molti dei quali legati da generazioni allo stesso quartiere. A partire dagli anni Sessanta e Settanta, il rione ha iniziato ad attrarre artisti, intellettuali e una prima generazione di residenti stranieri, complice anche il fascino esercitato dalle sue strade acciottolate e dalle facciate colorate sopravvissute in gran parte intatte rispetto ad altre zone di Roma più pesantemente trasformate dall’urbanistica del dopoguerra. È in questo contesto, già segnato da una crescente presenza internazionale, che negli anni Novanta ha aperto anche Almost Corner Bookshop, inserendosi in una trasformazione del quartiere già avviata da tempo piuttosto che avviandola essa stessa.

Oggi Trastevere convive con una realtà turistica molto più intensa rispetto a quella vissuta anche solo vent’anni fa, con locali serali, ristoranti e negozi orientati in larga parte a un pubblico di passaggio. Nonostante questa trasformazione, il rione conserva alcune istituzioni di lunga data, dalle chiese storiche ai mercati rionali, che continuano a scandire la vita quotidiana dei residenti, e Almost Corner Bookshop si inserisce a pieno titolo in questo gruppo ristretto di attività capaci di parlare contemporaneamente a chi il quartiere lo abita da sempre e a chi lo scopre per la prima volta durante un soggiorno breve.

La storia dei fondatori e i cambi di gestione

La libreria è stata aperta nel 1991 da Claire Hammond, una cittadina australiana che a Roma lavorava per le Nazioni Unite. In una città dove le librerie in lingua inglese erano già allora relativamente poche, l’idea di aprire un negozio dedicato ai lettori anglofoni, in un quartiere frequentato da residenti stranieri come Trastevere, si è rivelata solida nel tempo. Nel 2002 l’attività è passata di mano: l’acquirente è stato Dermot O’Connell, cittadino irlandese che secondo le fonti disponibili si era trasferito a Roma dopo un periodo di lavoro in Arabia Saudita. Sotto la sua gestione, durata oltre un decennio, la libreria ha consolidato la propria identità e nel 2012 ha aperto un secondo punto vendita, Almost Corner Too, in via Monserrato 49, a pochi passi da piazza Farnese, sull’altra sponda del Tevere rispetto alla sede storica di Trastevere. L’idea alla base dell’espansione era dividere i contenuti tra i due spazi: il negozio di via Monserrato avrebbe ospitato una selezione concentrata su Roma, arte, storia e letteratura, mentre la sede originaria di via del Moro sarebbe rimasta il punto di riferimento per narrativa, libri per bambini e cucina. All’epoca dell’apertura del secondo negozio, lo stesso O’Connell descrisse l’operazione come un’iniziativa non priva di rischi, in un periodo economico difficile per il commercio librario indipendente in tutta Europa.

Negli anni più recenti la gestione quotidiana del negozio di via del Moro è stata raccontata attraverso la figura di Anita Ross, arrivata a Roma da Edimburgo dopo una formazione nel sistema delle biblioteche cittadine scozzesi. Secondo un articolo pubblicato da Wanted in Rome, Ross lavora affiancata da alcuni assistenti, tra cui sono stati citati Jahan e Romina, e racconta la libreria come un luogo dove la selezione dei titoli passa ancora, in larga parte, dal giudizio diretto di chi ci lavora tutti i giorni, più che da logiche di catalogo automatizzate. Le stesse fonti segnalano le difficoltà affrontate dal settore negli ultimi anni: la diffusione dei viaggi low cost, che ha ridotto il tempo che molti visitatori dedicano allo shopping culturale, e l’impatto della Brexit sulle importazioni di libri dal Regno Unito, con un aumento dei costi stimato attorno al ventotto per cento legato all’allungamento dei tempi di consegna dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Sul fronte della pandemia, la gestione ha raccontato che il negozio è rimasto completamente chiuso per soli cinque giorni durante i mesi più duri delle restrizioni, un dettaglio che dà la misura di quanto la libreria sia stata considerata, anche da chi la gestisce, un presidio da mantenere aperto il più possibile per la comunità di lettori che vi si appoggia.

Va detto che le informazioni disponibili sulla gestione più recente della libreria restano frammentarie: alcune fonti, tra cui un resoconto pubblicato dal blog Rome the Second Time, riportano che l’attività sarebbe stata ceduta nuovamente in tempi relativamente recenti, senza però fornire dettagli precisi sui nuovi proprietari o sulla data esatta del passaggio. Si tratta di un’informazione che, in assenza di conferme più solide e datate con precisione, va trattata con cautela: quello che risulta documentato con maggiore certezza è il percorso che va dalla fondazione del 1991 fino alla gestione di Dermot O’Connell avviata nel 2002, mentre gli sviluppi più recenti andrebbero verificati direttamente, ad esempio telefonando al numero storico del negozio o consultando i canali social ufficiali della libreria prima di fare affidamento su informazioni non aggiornate.

Il mercato del libro in lingua inglese a Roma e in Italia

Il mercato italiano dell’editoria straniera resta, nel complesso, di nicchia rispetto ad altri paesi europei dove la lettura in lingua originale è una pratica più diffusa anche tra il pubblico locale. In Italia la gran parte dei lettori si rivolge alle edizioni tradotte, e le librerie che importano titoli in inglese si rivolgono quindi a un pubblico più ristretto, composto in larga parte da residenti stranieri, studenti universitari internazionali, insegnanti di lingua e da una quota di lettori italiani che preferisce l’edizione originale per motivi di studio, di lavoro o semplicemente di gusto personale. Questa specificità del mercato spiega perché il numero di librerie interamente dedicate all’inglese sia rimasto storicamente contenuto anche in una città grande e frequentata da visitatori internazionali come Roma, a differenza di quanto avviene in capitali con una popolazione anglofona residente più ampia.

La diffusione dell’e-commerce e dei lettori digitali ha inoltre eroso negli ultimi quindici anni una parte della clientela di chi comprava libri in inglese soprattutto per necessità di reperibilità, dato che oggi qualsiasi titolo pubblicato nel mondo anglosassone può essere ordinato online e recapitato in Italia in tempi ragionevoli, seppure con i costi di spedizione e le complicazioni doganali discusse in precedenza. In questo contesto, librerie fisiche come Almost Corner Bookshop sopravvivono puntando su un valore aggiunto che l’acquisto digitale non può replicare: la possibilità di sfogliare fisicamente i libri prima dell’acquisto, il consiglio diretto di chi lavora al banco, la scoperta casuale di titoli che un algoritmo di raccomandazione difficilmente proporrebbe, e un rapporto umano con la clientela che si costruisce nel tempo attraverso visite ripetute piuttosto che attraverso singole transazioni isolate.

Va aggiunto che il segmento dei libri usati, su cui la libreria ha sempre puntato in modo significativo fin dalla fondazione, risponde a una logica economica precisa: per una città come Roma, dove il costo di importazione di un’edizione nuova dal Regno Unito o dagli Stati Uniti resta comunque superiore rispetto a un’edizione italiana equivalente, la possibilità di acquistare o rivendere titoli usati rappresenta un canale più accessibile sia per chi acquista sia per chi, ripartendo dalla città dopo un periodo di soggiorno, preferisce liberarsi della propria libreria personale cedendola a un negozio locale piuttosto che trasportarla o smaltirla.

Una curiosità su Almost Corner Bookshop

Il nome stesso della libreria nasce da un dettaglio urbanistico: il negozio occupa uno spazio che si trova, appunto, quasi all’angolo tra via del Moro e le traverse vicine, senza affacciarsi esattamente sull’incrocio. Da questa posizione topografica, non perfettamente d’angolo ma quasi, deriva il nome Almost Corner, ovvero letteralmente “quasi angolo”. È un dettaglio che racconta bene lo spirito informale e un po’ ironico con cui la libreria si è sempre presentata ai propri clienti, lontano dalle insegne solenni di certe librerie storiche europee e più vicino al tono diretto delle piccole botteghe indipendenti anglosassoni.

Un secondo dettaglio poco noto riguarda proprio la parola scelta per il nome: in inglese “corner” indica non solo l’angolo di una strada, ma anche, in senso più figurato, un piccolo spazio raccolto, un angolo di mondo riconoscibile. L’insegna gioca quindi su un doppio significato, urbanistico e allo stesso tempo affettivo, che ben si adatta a un negozio pensato fin dall’inizio come un punto di ritrovo per chi, vivendo lontano dal proprio paese d’origine, cercava un angolo di normalità linguistica in una città che parla un’altra lingua. Questo doppio livello di lettura del nome è raramente spiegato nelle guide turistiche generaliste, che si limitano a segnalare l’indirizzo e l’orario, mentre emerge più chiaramente nei racconti diretti di chi ha frequentato la libreria per anni, tra clienti abituali e collaboratori.

Una cosa che non ti dice nessuno su Almost Corner Bookshop

Chi entra per la prima volta spesso sottovaluta quanto lo spazio interno sia ridotto rispetto a quello che la fama del negozio lascerebbe immaginare. Non è raro che, nelle ore di maggiore affluenza, si formi una piccola coda informale tra gli scaffali, con i clienti che si scambiano di posto per lasciare passare chi cerca un titolo su uno scaffale più alto. Un altro aspetto poco raccontato riguarda l’offerta di libri usati: una parte non trascurabile del catalogo proviene da chi rivende volumi letti durante un soggiorno a Roma o prima di ripartire in modo definitivo dalla città, il che rende la selezione dell’usato meno prevedibile e più legata al passaggio delle persone che a un rifornimento programmato. Infine, il negozio osserva tradizionalmente una chiusura nel mese di agosto, in linea con l’abitudine diffusa tra i piccoli esercizi commerciali romani di sospendere l’attività nel periodo di massimo caldo estivo: chi programma una visita in quel periodo dovrebbe verificare telefonicamente la disponibilità prima di spostarsi, così come è sempre consigliabile fare per orari e giorni di chiusura, che nel tempo hanno subito variazioni.

Un altro elemento poco raccontato riguarda il rapporto tra la libreria e il resto del commercio di via del Moro e delle vie limitrofe: negli ultimi anni la strada ha visto crescere il numero di attività rivolte in modo esplicito al turismo, dai ristoranti con menu multilingue alle vetrine di souvenir, un fenomeno comune a gran parte di Trastevere. Almost Corner Bookshop, restando fedele a un modello commerciale più lento e legato alla conoscenza diretta della clientela, si distingue proprio per questo scarto rispetto al contesto circostante: non insegue le mode del momento, non propone gadget o merchandising, e la sua sopravvivenza in un quartiere sempre più orientato al turismo di passaggio racconta indirettamente quanto sia ancora solido lo zoccolo duro di clienti abituali che la frequentano da anni, spesso persone che vivono stabilmente a Roma da residenti stranieri o da romani appassionati di letteratura in lingua originale.

Il consiglio che ti do per visitare Almost Corner Bookshop

Il consiglio più utile è di non trattare la visita come una tappa rapida da spuntare in una lista. Lo spazio ridotto richiede tempo per essere esplorato con calma: conviene arrivare senza fretta, magari nelle prime ore del pomeriggio quando l’afflusso è più contenuto rispetto al tardo pomeriggio, e chiedere consiglio direttamente a chi lavora al banco, che spesso conosce non solo la posizione dei titoli ma anche curiosità sugli autori e sulle edizioni disponibili. Chi cerca un libro specifico, soprattutto se poco diffuso, farebbe bene a chiamare prima di andare per verificarne la disponibilità, dato che il catalogo di un negozio così piccolo cambia rapidamente. Vale anche la pena combinare la visita con una passeggiata più ampia nel rione: Trastevere si gira meglio a piedi, senza un itinerario rigido, lasciandosi guidare dai vicoli che si aprono attorno a via del Moro verso piazza di Santa Maria in Trastevere da un lato e verso il Tevere dall’altro. Portare con sé un po’ di contante non guasta, come per molte piccole realtà commerciali romane che, pur accettando pagamenti elettronici, funzionano più agevolmente con transazioni semplici per acquisti di importo contenuto.

Un ultimo consiglio pratico riguarda l’approccio con cui affrontare la ricerca tra gli scaffali: chi è abituato alle librerie di catena, organizzate per genere con cartelli ben visibili sopra ogni sezione, potrebbe trovare la disposizione dei titoli meno immediata da decifrare a colpo d’occhio. Conviene lasciarsi guidare più dalla curiosità che da un obiettivo preciso, magari partendo da un titolo che si conosce già per poi scoprire, un ripiano più in là, un autore mai letto prima collocato lì per affinità di argomento o semplicemente per lo spazio disponibile al momento del rifornimento. È esattamente questo tipo di scoperta casuale, difficile da replicare negli acquisti online, a rendere la visita più memorabile per molti lettori che la raccontano poi come una delle tappe più autentiche del loro soggiorno romano.

La collocazione tra le librerie storiche in lingua inglese di Roma

Roma non ha mai avuto un numero enorme di librerie dedicate alla lingua inglese, e diverse di quelle attive nei decenni scorsi hanno chiuso o cambiato formula nel tempo. Tra le realtà citate insieme ad Almost Corner Bookshop nelle rassegne dedicate all’editoria straniera in città compaiono l’Anglo American Book Co., storicamente legata alla zona di piazza di Spagna e poi trasferitasi altrove, la libreria Otherwise, aperta nel 2017 in via del Governo Vecchio nel rione Parione, vicino a piazza Navona, e Open Door Bookshop, specializzata in libri usati e situata in via della Lungaretta, sempre a Trastevere, a pochi passi da via del Moro. Questo insieme di negozi racconta una geografia precisa della lettura in lingua straniera a Roma, concentrata soprattutto tra il centro storico e Trastevere, due rioni che nel corso del Novecento hanno ospitato una quota significativa della popolazione straniera residente in città. La presenza di più librerie con vocazioni leggermente diverse, dai romanzi contemporanei ai libri d’arte e di storia, ha permesso per anni ai lettori anglofoni di Roma di trovare un’offerta articolata senza dover fare troppo affidamento sugli acquisti online, pur in un contesto di concorrenza crescente e di margini sempre più ridotti per il commercio librario indipendente in tutta Europa.

Va precisato, per chi confonde facilmente le due zone, che via del Governo Vecchio si trova in un rione completamente diverso rispetto a Trastevere: attraversa il rione Parione, sulla sponda opposta del Tevere, a pochi passi da piazza Navona, ed è oggi una delle strade più note della capitale per lo shopping vintage e le piccole botteghe artigiane, oltre che sede della libreria Otherwise. Chi cerca Almost Corner Bookshop partendo per errore da quella zona dovrebbe attraversare il fiume, ad esempio tramite il Ponte Sisto o il Ponte Garibaldi, per raggiungere Trastevere e via del Moro: una distanza a piedi di circa venti minuti che vale la pena affrontare con calma, dato che entrambe le zone meritano una visita separata e complementare nello stesso itinerario giornaliero. Questa distinzione geografica, banale per chi conosce bene Roma, genera invece confusione ricorrente tra i visitatori meno pratici della città, complice anche la somiglianza tra i nomi delle vie del centro storico romano, spesso dedicate a mestieri, famiglie o toponimi minori che si ripetono con piccole varianti da un rione all’altro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È noto che Trastevere sia oggi uno dei rioni più frequentati da turisti e visitatori serali di Roma, ma è meno citato il fatto che l’identità popolare del quartiere, fatta di famiglie residenti da generazioni e di un tessuto commerciale di vicinato, convive tuttora con questa trasformazione turistica. Almost Corner Bookshop, aprendo nel 1991, si è inserita in un momento in cui Trastevere stava già iniziando ad attrarre una popolazione internazionale, complice anche la vicinanza con la John Cabot University e con altre istituzioni accademiche straniere presenti nel quartiere. La libreria ha quindi accompagnato, più che anticipato, una trasformazione del rione che nei decenni successivi si è accentuata ulteriormente, con l’aumento degli affitti brevi e la crescita dell’offerta turistica concentrata attorno a piazza di Santa Maria in Trastevere e ai vicoli limitrofi. In questo contesto, una libreria indipendente come Almost Corner Bookshop rappresenta un elemento di continuità raro, capace di parlare sia al residente di lunga data sia al visitatore che si trattiene in città solo per pochi giorni.

Va anche ricordato come la presenza della John Cabot University, ateneo statunitense con sede stabile proprio a Trastevere, abbia contribuito nel tempo a rinnovare periodicamente il pubblico giovane della libreria: ogni anno accademico porta in città centinaia di studenti americani e internazionali che, durante i mesi trascorsi a Roma, cercano punti di riferimento familiari, inclusa la possibilità di leggere in lingua madre. Questo pubblico si aggiunge a quello più stabile dei residenti di lungo corso e crea un flusso costante di nuovi clienti, generazione dopo generazione, che ha permesso alla libreria di rinnovare la propria base di riferimento senza dover necessariamente rincorrere il turismo mordi e fuggi che caratterizza altre zone del centro di Roma. È un meccanismo silenzioso ma decisivo per la sopravvivenza di un negozio indipendente in un settore, quello della vendita di libri fisici, che negli ultimi vent’anni ha visto una contrazione significativa quasi ovunque in Europa.

La foto giusta da fare a Almost Corner Bookshop

La foto più riuscita non è quasi mai quella scattata dall’esterno alla vetrina, spesso stretta e poco fotogenica per via della larghezza limitata del vicolo di via del Moro. Il punto di vista migliore è dall’interno, verso il fondo del negozio, inquadrando la prospettiva degli scaffali che si alzano fino al soffitto e i libri impilati fino a creare piccole torri sopra le file verticali: è questa densità visiva, più che l’insegna, a raccontare davvero cosa sia il negozio. Chi preferisce restare fuori può cercare un’inquadratura che comprenda il vicolo stesso, magari con la luce calda del tardo pomeriggio che filtra tra le facciate di via del Moro, tipica dell’atmosfera di Trastevere in quell’ora della giornata. È buona norma chiedere permesso prima di fotografare l’interno con altri clienti nell’inquadratura, trattandosi di uno spazio piccolo dove la privacy di chi sta sfogliando i libri va rispettata.

Un’altra inquadratura interessante è quella che coglie il dettaglio delle costole dei libri accostate una accanto all’altra: colori, formati ed edizioni diverse creano un effetto visivo denso che funziona bene anche come sfondo per fotografie ravvicinate, senza bisogno di includere l’intero ambiente. Chi visita Trastevere nelle ore serali può inoltre scegliere di fotografare la vetrina illuminata dall’esterno, quando la libreria è chiusa: l’effetto di luce calda che filtra dagli interni verso il vicolo buio racconta un’atmosfera diversa, più intima, rispetto agli scatti diurni affollati di passanti. In entrambi i casi vale la pena evitare il flash, che tende ad appiattire i colori delle copertine e a creare riflessi fastidiosi sui vetri della vetrina, preferendo la luce naturale disponibile nelle diverse ore della giornata.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Oltre all’apertura nel 1991 e al passaggio di proprietà del 2002, un momento significativo nella storia della libreria è stato il 2012, anno dell’apertura del secondo negozio Almost Corner Too in via Monserrato, vicino a piazza Farnese: un tentativo di espansione che testimonia la fiducia della gestione nel modello del negozio indipendente in un periodo di forte contrazione del settore librario in Europa. Negli anni della pandemia, tra il 2020 e il 2021, la libreria ha attraversato come tutte le attività commerciali romane un periodo di chiusure imposte dalle normative sanitarie, per poi riaprire mantenendo, secondo quanto raccontato dalla gestione, un numero di giorni di chiusura effettiva estremamente contenuto rispetto ad altre realtà del settore. Nel corso degli anni la libreria è stata inoltre citata più volte da testate italiane e straniere dedicate a Roma come esempio di resistenza del commercio librario indipendente di fronte alla concorrenza delle grandi catene e delle piattaforme di vendita online, un tema che ha attraversato in modo trasversale tutta la storia recente delle librerie in lingua straniera nella capitale.

Va anche segnalato che il decennio tra il 2010 e il 2020 ha coinciso, a livello globale, con la crescita massiccia delle grandi piattaforme di vendita online di libri, un fenomeno che ha messo sotto pressione l’intero settore delle librerie indipendenti, non solo in Italia. Diverse librerie in lingua inglese attive in altre città europee negli anni Novanta e Duemila hanno chiuso proprio in questo periodo, incapaci di reggere il confronto sui prezzi con i grandi rivenditori online, mentre altre, come Almost Corner Bookshop, hanno scelto di puntare su un modello diverso, basato sulla selezione curata, sul rapporto diretto con la clientela e su un catalogo che unisce nuovo e usato: una strategia che non compete sul prezzo del singolo titolo ma sull’esperienza complessiva della visita, più difficile da replicare a distanza.

Sul fronte più recente, la diffusione della Brexit a partire dal 2020 ha rappresentato uno spartiacque concreto per l’approvvigionamento dei titoli in lingua inglese pubblicati nel Regno Unito: le procedure doganali introdotte dopo l’uscita britannica dall’Unione Europea hanno allungato i tempi di consegna e fatto lievitare i costi di importazione, come segnalato dalla gestione stessa in più occasioni a partire dal 2022. Per una libreria di piccole dimensioni, che lavora con margini ridotti e ordini frequenti ma contenuti nel volume, un aumento dei costi logistici di questa entità rappresenta una sfida non secondaria, affrontata attraverso un adattamento graduale delle fonti di approvvigionamento, con un peso crescente attribuito anche agli editori statunitensi rispetto a quelli britannici per alcune categorie di titoli.

Chi è passato da Almost Corner Bookshop

Trattandosi di una libreria di quartiere frequentata soprattutto da residenti e studenti, non esistono elenchi ufficiali di personalità che l’abbiano visitata, ma le fonti disponibili concordano nel descriverla come un punto di riferimento per la comunità di scrittori, giornalisti e accademici anglofoni che nel tempo hanno vissuto o soggiornato a Roma, in particolare nella zona di Trastevere dove la presenza di residenti stranieri legati al mondo della cultura è storicamente significativa. Alcuni resoconti pubblicati da blog dedicati alla vita culturale di Roma descrivono episodi di scrittori di passaggio in città che, durante soggiorni di lavoro o di ricerca, hanno frequentato la libreria come punto d’appoggio per procurarsi testi altrimenti difficili da reperire in città, un uso della libreria più vicino a quello di un centro di documentazione informale che a quello di un semplice punto vendita. La libreria è stata inoltre descritta come sede occasionale di incontri con autori, presentazioni di libri e attività legate a un piccolo gruppo di lettura, secondo quanto riportato da resoconti di visitatori e blog dedicati alla vita culturale di Trastevere: un ruolo di piccolo presidio culturale di quartiere che va oltre la semplice vendita di libri e che ha contribuito, negli anni, a consolidarne la reputazione tra chi vive stabilmente a Roma.

Diverse recensioni lasciate nel tempo da visitatori su piattaforme di viaggio internazionali raccontano episodi simili: chi entra cercando un titolo specifico spesso racconta di essere uscito con altri due o tre libri non previsti, suggeriti da chi lavora al banco dopo una breve conversazione su gusti e letture precedenti. È un modello di vendita che si basa sulla relazione diretta più che sull’algoritmo di raccomandazione tipico delle grandi piattaforme online, e che diversi lettori abituali indicano come la ragione principale per cui continuano a preferire la libreria fisica rispetto all’acquisto a distanza, pur avendone la possibilità. Questo tipo di fidelizzazione, costruita nel tempo attraverso il passaparola più che attraverso il marketing, spiega in parte la longevità di un’attività che ha attraversato oltre tre decenni di trasformazioni del settore editoriale e del commercio al dettaglio in generale.

Quando andare a Almost Corner Bookshop e quando evitarla

Le mattine dei giorni feriali sono generalmente il momento più tranquillo per visitare la libreria, con meno persone tra gli scaffali e maggiore possibilità di soffermarsi a lungo su una sezione specifica senza dover cedere il passo ad altri clienti. Il tardo pomeriggio e la sera, soprattutto nel fine settimana, coincidono con l’orario in cui Trastevere si riempie maggiormente di visitatori diretti ai locali e ai ristoranti del quartiere, e questo si riflette anche su un maggiore passaggio all’interno del negozio. Il mese di agosto, come accennato, ha rappresentato tradizionalmente un periodo di chiusura per molte piccole attività commerciali romane, Almost Corner Bookshop compresa in alcune stagioni passate: chi organizza un viaggio in quel periodo dovrebbe sempre verificare in anticipo, telefonicamente o tramite i canali social del negozio, l’effettiva apertura prima di includere la tappa nel proprio itinerario. Orari e giorni di chiusura settimanale sono cambiati più volte negli anni, per cui qualsiasi indicazione raccolta da fonti non recenti andrebbe sempre confermata al momento della visita, evitando di fare affidamento su orari letti tempo prima.

Anche la stagione ha un peso sulla qualità dell’esperienza, seppure in modo indiretto: durante i mesi primaverili e autunnali, quando Roma è attraversata da un flusso turistico intenso ma le temperature restano miti, Trastevere risulta particolarmente vivibile a piedi nelle ore centrali della giornata, ed è il momento ideale per abbinare la visita alla libreria a una passeggiata più ampia nel rione. Nei mesi estivi, con il caldo che a Roma può farsi opprimente nelle ore pomeridiane, molti visitatori preferiscono concentrare gli spostamenti nelle ore più fresche del mattino o della sera, lasciando i primi pomeriggi per soste al chiuso, e una libreria fresca e riparata dal sole diretto come Almost Corner Bookshop può rappresentare in questo senso una pausa gradita durante un itinerario a piedi nel quartiere. Nei mesi invernali, meno affollati dal turismo internazionale, la visita risulta spesso più rilassata, con un ritmo più simile a quello vissuto dai residenti abituali del rione.

Va infine considerato l’orario giornaliero più adatto in relazione agli altri impegni di una giornata a Roma: chi organizza una visita che comprende anche musei o siti archeologici del centro storico, come la zona di piazza Navona con lo Stadio di Domiziano sotterraneo o Palazzo Altemps, può convenientemente concentrare la mattinata sul centro storico e riservare il primo pomeriggio alla traversata verso Trastevere, così da arrivare alla libreria con calma prima di dedicare la sera alla cena in uno dei tanti ristoranti del rione. Questo tipo di pianificazione, che alterna sponde diverse del Tevere nell’arco della stessa giornata, permette di sfruttare al meglio la vicinanza tra i due lati del fiume senza dover rinunciare a nessuna delle due anime della città, quella monumentale del centro storico e quella più popolare e raccolta di Trastevere.

Cosa c’è intorno a Almost Corner Bookshop

Il quartiere attorno alla libreria offre molto altro da vedere senza allontanarsi a piedi. La Basilica di Santa Maria in Trastevere, con i suoi mosaici absidali tra i più antichi di Roma, si trova a pochi minuti di cammino ed è il cuore simbolico del rione, affacciata sull’omonima piazza dove si concentrano bar e locali frequentati sia da residenti sia da visitatori. Scendendo verso il fiume si raggiunge in breve tempo il Tevere e l’Isola Tiberina, il piccolo isolotto fluviale collegato alla riva da due ponti antichi, punto di passaggio naturale verso il rione Sant’Angelo e il ghetto ebraico sull’altra sponda. Per chi ha più tempo a disposizione, salire verso il Gianicolo regala una delle viste panoramiche più ampie su Roma, raggiungibile a piedi con una camminata in salita di circa venti minuti dal cuore di Trastevere, oppure il Museo di Roma in Trastevere, allestito nell’ex convento di Sant’Egidio, che racconta la vita quotidiana del rione tra Ottocento e Novecento attraverso ambientazioni e opere che restituiscono bene l’identità popolare del quartiere prima della sua trasformazione turistica. Attraversando il Ponte Sisto si arriva in pochi minuti a via Giulia e a campo de’ Fiori, e proseguendo verso piazza Navona si passa accanto a librerie e negozi che raccontano un’altra geografia del commercio culturale romano, quella del centro storico sulla sponda opposta del Tevere.

Chi preferisce restare sulla sponda di Trastevere trova, oltre alla basilica principale, anche piccole chiese meno frequentate ma di grande interesse storico, come quelle raccolte lungo i vicoli minori attorno a piazza San Cosimato, dove si tiene tradizionalmente uno dei mercati rionali più longevi della città, punto di riferimento quotidiano per i residenti prima ancora che per i visitatori. Passeggiare tra questi vicoli, lontano dalle arterie più battute dal turismo serale, permette di cogliere il lato più autentico del rione, quello fatto di panni stesi tra le finestre, botteghe artigiane ancora attive e un ritmo di vita quotidiano che resiste, almeno in parte, alla pressione della trasformazione turistica degli ultimi decenni. È in questo tessuto urbano, più che nelle vie principali affollate la sera, che si comprende meglio perché una libreria come Almost Corner Bookshop abbia potuto attecchire e resistere per oltre tre decenni.

Sul fronte dei prezzi, i libri usati venduti da Almost Corner Bookshop restano generalmente più accessibili rispetto alle edizioni nuove importate, come accade nella maggior parte delle librerie specializzate in usato: chi cerca un romanzo tascabile può contare su cifre contenute, mentre le novità in edizione rilegata, soprattutto se importate direttamente dal Regno Unito o dagli Stati Uniti dopo la Brexit, riflettono i costi più alti di trasporto e distribuzione discussi in precedenza. Non essendo disponibile un listino prezzi aggiornato e verificabile a distanza, la cifra esatta di ogni titolo va sempre controllata direttamente in negozio o telefonicamente, evitando di fare affidamento su prezzi eventualmente riportati da fonti datate, che nel tempo perdono di attendibilità in un settore, quello dell’editoria importata, particolarmente sensibile alle oscillazioni valutarie e logistiche.

Domande frequenti su Almost Corner Bookshop

Dove si trova esattamente Almost Corner Bookshop?

Almost Corner Bookshop si trova in via del Moro 45, nel rione Trastevere, a pochi minuti a piedi da piazza Trilussa e dal Ponte Sisto, il ponte pedonale che collega Trastevere a via Giulia e a campo de' Fiori. È una delle librerie in lingua inglese più conosciute del centro storico di Roma.

Che tipo di libri si trovano da Almost Corner Bookshop?

Il catalogo di Almost Corner Bookshop comprende libri nuovi e usati principalmente in lingua inglese, con narrativa, saggistica, libri per bambini, guide di viaggio, testi di cucina e una sezione dedicata a Roma e all'Italia. È un'offerta pensata soprattutto per la comunità anglofona che vive stabilmente in città.

Chi frequenta Almost Corner Bookshop?

Almost Corner Bookshop è prima di tutto un punto di riferimento per la comunità anglofona che vive stabilmente a Roma: secondo quanto riportato dalla rivista Wanted in Rome, la clientela abituale è composta per circa il quaranta per cento da residenti della zona e per un altro venti per cento da studenti universitari.

Da quando esiste Almost Corner Bookshop?

Almost Corner Bookshop è stata aperta nel 1991 da Claire Hammond, cittadina australiana che a Roma lavorava per le Nazioni Unite, in un periodo in cui le librerie in lingua inglese in città erano relativamente poche. Nel 2002 l'attività è passata di mano a una nuova gestione.

Perché si chiama Almost Corner Bookshop?

Il nome Almost Corner Bookshop nasce da un dettaglio urbanistico: il negozio occupa uno spazio che si trova quasi all'angolo tra via del Moro e le traverse vicine, senza affacciarsi esattamente sull'incrocio. Da questa posizione non perfettamente d'angolo, ma quasi, deriva il nome, letteralmente quasi angolo.

Quando conviene visitare Almost Corner Bookshop per evitare la folla?

Le mattine dei giorni feriali sono generalmente il momento più tranquillo per visitare Almost Corner Bookshop, con meno persone tra gli scaffali e maggiore possibilità di soffermarsi su una sezione specifica. Il tardo pomeriggio e la sera del fine settimana coincidono invece con l'orario in cui Trastevere si riempie maggiormente di visitatori.

Almost Corner Bookshop ha avuto altri negozi a Roma?

Sì: nel 2012 la gestione ha aperto un secondo negozio, Almost Corner Too, in via Monserrato, vicino a piazza Farnese, in un periodo di forte contrazione del settore librario indipendente in Europa. È un tentativo di espansione che testimonia la fiducia nel modello del negozio indipendente.

Chi cerca ristorazione nei dintorni trova a Trastevere una delle concentrazioni più alte di trattorie tradizionali romane della città, insieme a un’offerta più recente di locali per l’aperitivo e per la cucina internazionale, cresciuta parallelamente alla popolarità turistica del rione. Vale la pena allontanarsi di qualche traversa da via del Moro per trovare indirizzi meno esposti al passaggio turistico, dove i prezzi restano più in linea con quelli praticati dai residenti. Per le famiglie con bambini, Trastevere offre inoltre alcuni spazi verdi raccomandabili per una pausa dopo la visita alla libreria, come i giardini che costeggiano il lungotevere in direzione dell’Isola Tiberina, più tranquilli rispetto al traffico pedonale intenso delle vie centrali del rione, oltre a gelaterie e pasticcerie storiche che rendono la zona adatta anche a un pomeriggio in famiglia, senza dover necessariamente concentrare la visita sulla sola componente culturale. Per organizzare al meglio gli spostamenti tra Trastevere e il resto della città, comprese le combinazioni con altre tappe culturali della zona, può essere utile consultare le risorse di pianificazione di viaggio raccolte su Italy Planner, mentre chi lavora nel settore dell’accompagnamento turistico e desidera approfondire strumenti e aggiornamenti professionali dedicati alle guide può fare riferimento a Tour Leader Pro.

Domande veloci su Almost Corner Bookshop

Dove si trova esattamente Almost Corner Bookshop?
L’indirizzo è via del Moro 45, nel rione Trastevere, a pochi minuti a piedi da piazza Trilussa e dal Ponte Sisto.

Che tipo di libri si trovano nella libreria?
Il catalogo comprende libri nuovi e usati principalmente in lingua inglese, con narrativa, saggistica, libri per bambini, guide di viaggio, testi di cucina e una sezione dedicata a Roma e all’Italia.

Quando è stata aperta?
La libreria è stata fondata nel 1991 da Claire Hammond ed è passata nel 2002 sotto la gestione di Dermot O’Connell.

Esiste ancora il secondo negozio Almost Corner Too?
Il secondo punto vendita, aperto nel 2012 in via Monserrato vicino a piazza Farnese, risulta dalle fonti disponibili legato a una fase specifica della storia dell’attività: chi è interessato a verificarne lo stato attuale farebbe bene a informarsi direttamente prima di programmare una visita mirata a quell’indirizzo.

È necessario prenotare per visitare la libreria?
No, si tratta di un negozio a ingresso libero durante l’orario di apertura, senza necessità di prenotazione.

Come si raggiunge senza auto?
Il tram 8 e diverse linee di autobus fermano lungo viale di Trastevere, da cui si prosegue a piedi in circa dieci minuti; a piedi dal centro storico si può attraversare il Ponte Sisto partendo da campo de’ Fiori.

Almost Corner Bookshop si trova vicino a piazza Navona?
No: la libreria si trova a Trastevere, in via del Moro, sulla sponda opposta del Tevere rispetto a piazza Navona. Chi confonde le due zone dovrebbe attraversare il fiume tramite il Ponte Sisto per raggiungerla dal centro storico.

La libreria vende anche libri in italiano?
Il catalogo è concentrato principalmente sulla lingua inglese, con un’offerta rivolta soprattutto ai lettori anglofoni e a chi cerca edizioni originali non tradotte, più che su un assortimento generalista in italiano.

Si possono vendere libri usati alla libreria?
Il negozio ha una tradizione di acquisto e vendita di libri usati, ma le condizioni per la cessione di volumi personali vanno sempre verificate direttamente in loco, dato che possono variare nel tempo in base allo spazio disponibile e alla richiesta del momento.

Qual è il periodo migliore per una visita senza troppa folla?
Le mattine dei giorni feriali, soprattutto nei mesi autunnali e invernali quando il flusso turistico è più contenuto, restano generalmente il momento più tranquillo per esplorare gli scaffali con calma.

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RiassuntoAlmost Corner Bookshop Via del Moro , 45 Roma Se cercate un testo in inglese, questo è il posto giusto dove fare acquisti, tra narrativa e anche testi romanocentrici. La libreria è attiva da oltre trent'anni.
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